mercoledì 31 dicembre 2025

Solito vergognoso e ridondante discorso insopportabile di fine anno. Un flebile strumento per mantenere in vita questo blog scalcinato.


Com'era quella balla che ho detto l'anno scorso?
E l'altro pure.
Ah già.
Cose vaghe sui buoni propositi.
Pure scritti a penna in un taccuino, avendolo ovviamente perso.
Come tutto del resto.
Dai calzoni che scendono sempre sotto il culo perché sono perennemente bragaloni.
Alle chiavi di casa / armadietto / macchina.
Panzane clamorose di rinnovamento.
D'altronde è da quando i nostri antenati hanno iniziato ad immischiarsi con gli Dei ea guardare le stelle, che cerchiamo sempre qualcosa di nuovo nella rinascita.
Nel movimento degli astri.
In migliaia di ere geologiche che fanno il giro e poi ritornano.
Essendo ossessionati dal tempo.
Dal migliorarsi e da cercare, in qualche modo, di cambiare sempre.
In fondo, alla fine, cambiare è una stronzata.
D'altronde la gente non cambia mai.
Figuriamoci noi stessi, che abbiamo anche la presunzione di essere i protagonisti di questa storia.

Se c'è qualcosa da recuperare di questo anno scalcinato pieno di lutti, frastimi e calci in faccia vari ed aver capito definitivamente che alla fine basta accettarsi e buona.
Di andare bene nelle nostre mediocrità.
Miserie.
Limiti.

Perché in fondo va benissimo lo stesso così.

Quindi unico augurio è solo quello di tentare, anche distrattamente nel solito casino quotidiano di vita e preoccupazioni, di volerci bene.

Non facciamoci del male.
C'è poco tempo.
Ed ormai, da quando siamo grandi, tutto così complicato.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

mercoledì 17 dicembre 2025

Cercando, inutilmente, un Longplay di un videogioco dove non si è mai stato capace di giocare, perché in fondo anche da bambino si preferivano i sedativi agli stimolanti.


Com'era quel titolo che volevo dare ad un post scalcinato?
Quello che parlava di stanchezze varie con troppe cose da fare.
Perché è forse una forma di malattia mentale.
Uno squilibrio chimico.
Di formule naturalmente dove non ci si capiva niente.
Però alla fine si formavano una serie di legami.
Ah sì sì.
Togli un protone, cose così.
Ma proprio zero.
In fondo allora è solo una questione di sfinimenti vari.
Ultimamente avendo solo come soddisfazione nell'andare a collassare a letto quando si è letteralmente a pezzi.
Non avendo neanche la forza di perdersi in universi di fantasia.
Che roba.
Ma da quand'è che non si riesce a giocare a Pc per più di mezz'ora di fila?

Assurdo.

Siamo vecchi.

lunedì 15 dicembre 2025

Saccheggiando a caso filmografia varia, ma tenendosi sul nebuloso così da non dover tirare fuori i soldi per pagare i diritti d'autore dato che si è spiantati.


Com'era quel messaggio radio che avevo spedito totalmente a caso nell'etere?
Tramite un baracchino in soffitta al Poetto.
Giusto per lasciare traccia del proprio passaggio.
Tra scariche di elettricità statica e volume troppo basso.
Bottiglie di latta appese alla parete.
Una finestra da dove si vedono le tegole e il mare.
33 giri che non si ascolteranno mai più.
Stai divagando come sempre.

Tentativi vaghi di fotografare delle immagini sparse nella memoria.

Descrizioni tra sostantivi e gerundi.

Per dire qualcosa a te stesso bambino.

Tipo che mette quelle cuffie per ascoltare un messaggio mandato dal futuro.

Vogliamoci bene.

domenica 14 dicembre 2025

Giornate intere di inedia, passate tra bottiglie vuote, stufe rotte e mal di testa appena accennati che ricordano soltanto la marea di cose da fare.


Ah beh.
Ci sta.
Prendendo in giro per questa svolta di presammale sul Blog.
Però avresti anche, tipo, ragione.
Un po' per finire l'anno e di iniziarne uno nuovo.
Trascinandosi stancamente verso il 31 Dicembre.
Con alimentazione da sistemare e analisi da fare.
Ei soliti buoni propositi totalmente da ignorare.
Da scrivere a penna su un foglio di carta.
E clamorosamente ignorarli quasi tutti.
Di certo non le promesse fatte.

Ciao Pretty Girl.
Ciao.



sabato 13 dicembre 2025

Mandando in loop in maniera ossessiva canzoni uscite nel 1999. Quando ancora non c'era stato neanche l'11 Settembre e tutto, anche se più complicato, sembrava anche vagamente sopportabile.



Com'era quella cosa che mi hai chiesto?
Con un po' di pudore di madre.
Ah già.
No, non stando male.
Essendo un po' triste.
Ma sai com'è.
Non è quella roba strana che è capitata in passato.
Guardando la parete a letto, non pensando a niente.
Senza la minima voglia di alzarsi neanche.
È successo.
Te lo ricordi?
Sì.
Perfettamente.
Probabilmente ogni singolo minuto di quelle 48 ore.
Con l'incapacità stessa di fare qualsiasi cosa.
Con la faccia in fiamme.
Tipo senza mangiare.
Senza lavarsi.
Soltanto strisciando come un ombra per andare in bagno.
E c'erano tipo, solo, millecinquecento euro su carte ricaricabili.
Contando i centesimi.
Questione di spiccioli.
E una marea infinita di debiti.
Di ansie clamorose.
Senza possibilità varie di rialzarsi, figuriamoci vedere futuri.
E sembrano passate ere geologiche.
Da lettori cd Schneider senza antishock.
Di dover prendere un paio di Autobus per arrivare fin dall'altra parte della città.
Com'erano?
Il PF e l'M di sicuro.
Alla fine essendo un estraneo per tante cose.
Figuriamoci per fotografie con posti dall'altra parte del mondo.
Visi sconosciuti.
Che raccontano un po' tutti la stessa storia.

Di mancanze.
Di arrivederci troppo frettolosi.
Di saluti vari.
Di tempo che non ritorna.
Di foto sbiadite quando ancora le stampavamo.
Di attimi che, si spera, sono cristallizzati contemporaneamente nell'ambra.

Però oggi è così.

Granelli di polvere vari.
Atomi inscindibili.
Materia che vola via.

È tutto così triste.
Difficile pure.

Vogliamoci bene.







venerdì 12 dicembre 2025

Volontà effimera di scrivere titoli generici, ma alla fine si perde completamente il senso stesso del Post. Va bene lo stesso. Ti penso.


Com'era quella cosa che hai scritto su Libre Office a cui ripenso tutto il pomeriggio?
Ah già.
[...] e ti vedo ancora bellissima sulla sabbia [...]
O almeno è quello che ricordo.
In effetti sono frammenti sparsi incastrati nella memoria.
Di estati con tentativi semiseri di nuotare sul fondo dell'acqua.
Di giri in macchina lontano.
Di foto al tramonto aggrappati sugli scogli.

Che roba

Ho acceso la candela anche oggi.
Simbolicamente per ricordare.

Anche se non c'è certo bisogno.


 

giovedì 11 dicembre 2025

Fatiche varie da ernie future e da mancanza oggettiva di progressi.



Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Non che prima fosse meglio, ma di certo era più tollerabile.
E sai perché?
Eravamo piccoli.
Certe robe non le capivamo e quindi andava bene lo stesso.
Certo, c'era decisamente meno propaganda in giro.
E meno capitalismo tecnologico vagamente nazista.
Ma vabbè.
Non si può avere tutto.
Quindi rifugiandosi in musica 8 bit.
E in giochi da 16.
Dove si è imparato la geografia dei Caraibi.
Ed alzare con orgoglio i colori.
Tradotto in italiano non rende.
Hoist the colours.
Meglio no?

Quindi va bene lo stesso.
Giornate di sfinimento per non pensare a mancanze.
E per non cacciare via lacrime.

Ma arriveranno.

mercoledì 10 dicembre 2025

Non capendo niente di tutte le altre cose, figuriamoci di misteri enormi che sfuggono a qualsiasi tipo di comprensione, se non affrontandoli in prima persona.


Com'era quella canzone che volevo farti ascoltare?
Era solo musica ovviamente.
Dato che non avendo capacità di spiegarla.
D'altronde certe robe vanno sentite e basta.
Un po' come camminare di notte illuminato dal neon, strascicando i piedi, con la schiena a pezzi e senza possibilità di vie di fuga.
Almeno era così.
Adesso è un po' diverso.
Nonostante ansie di terremoti vari che ogni tanto tornano.
Ma viste le recenti settimane non importa più.
Cercherò di rimanere sveglio domani.
O di alzarmi presto.

Alle 04:40.


domenica 7 dicembre 2025

Impossibilitato fisicamente a spiccicare parola e tirare fuori discorsi di senso compiuto, allora arriva semplicemente un post per sostituire vocalismi interrotti a mezzi singhiozzi.



Com'era quella cosa che mi hai detto?
Ah già.
" What is real? "
E io ti avevo tipo risposto nel mio inglese maccheronico, decisamente inferiore al tuo.
" What I see. What I feel. "
Ed avevi annuito con quel mezzo sorriso strano socchiudendo gli occhi.
Forse hanno ragione a dire che non è vero nulla.
Che stiamo ancora in casetta nel giardino di Luca, ed è tipo il 2005 o il 2006 con i Dvd di Lost da finire di vedere.
E tutto questo è stato soltanto un sogno.
Uno scherzo assurdo.
D'altronde sai che roba:

Arrivare all'improvviso dall'altra parte del mondo.
Farti amare così tanto da tutti.
E poi andare via.

Sembra tipo la sceneggiatura di un sadico.
Però in finale è così.
Ed è da accettare, con le conclusioni da tirare.

E quali sarebbero?
Che domande.
Le solite.

Vogliamoci bene,
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Vogliamoci bene.
C'é poco tempo.

Ciao Pretty Girl.
Ciao.

E grazie.


giovedì 4 dicembre 2025

Ripensando soltanto a quella volta che si è sbattuto la faccia sul cemento e pioveva pure.


E allora, che ti devo dire?
Anzi, avendotelo già detto.
In un inglese maccheronico.
Più che altro una promessa.
Al meglio delle capacità.
Che poi non sono nemmeno un granché.
Nel solito disastro generale.
Come sempre.
Eh vabbè.

Facendo il possibile.
Per tenere tutti saldi.
Ed esserci.
Ci penso io.

Ciao Pretty Girl.
Ciao.

Vogliamoci bene.



martedì 2 dicembre 2025

通用标题


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Cioè, ho pensato di dirtela.
Invece tipo ripetendola da solo in macchina e poi scritta in un messaggio.

Bello scherzo che ci hai fatto
Arrivi come un uragano nelle nostre vite
Ti fai amare così tanto
E te ne vai via

Che roba.

Ciao Pretty Girl

lunedì 1 dicembre 2025

Titolo generico.

 


Com'era che ti ho salutato?
Ah sì.

Ciao Pretty Girl.

Avendo pomeriggi con cose da fare: pareti da buttare giù, tubi da riparare, invece pensando solo ad Alpha Centauri. Ad un viaggio lontano a 4,7 anni luce, quasi 40.11 trilioni di Km.

 


Com'erano quelle frasi che mi ero preparato?
Da dire in un momento importante, quasi catartico.
Alla fine poi ripensandoci.
Dato che non ha molto senso farle ripetere ad un casino ambulante.
È stato decisamente meglio inserirle in un capitolo di un romanzo finito lo scorso anno e farle biascicare ad uno dei personaggi.
In fondo è meglio così.
Dicendole a voce farebbero soltanto ridere.
Magari incespicando sulle parole.
Roba da matti.
È meglio metterle in chiaro su supporti digitali.
In Pdf.
Anche se mi hai detto che è complicato da tradurre.
In fondo ci sono le barriere linguistiche.

Va bene lo stesso.
Il senso è quello.
Dimostrandolo.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.




venerdì 28 novembre 2025

Sono passati mazzi di Novembre da quando c'era la pioggia sui prati ( fiscali ), fa più freddo e si è tutti rotti.


Com'era quella balla che ti ho detto?
No vabbeh, non esageriamo.
Diciamo più una mezza verità.
O forse una cosa annunciata con sincerità, naufragata poi miseramente in tutti i casini della vita.
Quindi non essendo proprio una bugia.
Forse un problema nel completare una quest.
D'altronde, ok che essendo ossessivo compulsivo nel finire le cose, però queste ogni tanto vengono un po' messe in un angolo.
Come questo post.
Si è letteralmente dimenticato il senso.
AH già.
Era sul fatto di cercare di scrivere ogni giorno e di telefonare più spesso.
Entrambe le cose naufragate malamente.

Mi dispiace.

giovedì 27 novembre 2025

Volendo far scegliere il titolo ad un vasto pubblico di lettori, ma essendo soltanto presenti sulle dita di una mano, non ha nessun senso.


 Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah, già.
Che avrei scritto il Post in meno di dieci minuti.
Invece essendo a fissare lo schermo e la tastiera da tipo un ora e mezza buona.
Nel frattempo ci sono buone canzoni e tentativi quotidiani, immediati e semiseri di autodistruzione varia.
In fondo cercando sempre di essere fedeli al proprio spirito.
Nelle debolezze naturalmente.
E forse anche nelle coerenze.
Tipo essere Punk.
Ma non dell'antisistema.
Del fare schifo.
Tipo, cercando di non essere ossessivo.
In situazioni enormi di cui non si ha la minima idea di come reagire.
E si pensa soltanto al tempo che passa.
Al fatto che siamo vecchi.
E malridotti.

Va beh.

C'è da essere funzionale.
Tipo preparare cene.
Essere un adulto responsabile.

Roba da matti.

lunedì 17 novembre 2025

Alla fine non avendo ancora deciso se cercare di raggiungere più di 3 persone con questa roba qua.

 





Com'era quella frase palesemente saccheggiata da un bel film?
Non ricordandola esattamente.
Quindi sono solo frammenti vari, dato che non la si trova più sul tubo catodico, quindi pazienza.
Vagamente soltanto il concetto.
Anche se forse non è un granché.
Ci sono troppe domande sparse.
A cui ovviamente non potendo neanche lontanamente rispondere di striscio.
Misteri giganteschi.
Casualità clamorose.
Che è un po' l'universo quando si mette in moto.
Ti giuro.
Quanti sono i Km?
Ottomila?
Che probabilità c'era?
Una microscopica.
Avanzando in sentieri sconosciuti a fari spenti.
In misteri enormi.
Più grandi di noi.
Perché è forse dall'inizio della galassia o cose così.
Aggrappandosi ad ogni secondo.
O c'è serenità forse?
Saperlo con certezza o addirittura scegliere qualsiasi cosa.
Vorrei chiederti tutto.
Se c'è veramente una porta che si apre.
In quale lingua parlavano quelle voci che mi hai detto.

Ma è meglio solo stare zitti.

Avendo in testa canzoni.
Senza parole.
Che parlano delle rivoluzioni delle stelle, dei pianeti e di tutto il resto.

Cercando soltanto di mettere i pensieri in parole.
Niente di più.




domenica 16 novembre 2025

Non avendo la concentrazione per lavare due piatti, figuriamoci per dire cose belle ed importanti.


Com'era quella frase importante, significativa e profonda che dovevo dirti?
Ah beh, ovvio che non lo puoi sapere, mica l'ho detta.
Eh sì.
In fondo non che avesse senso.
È solo retorica hollywoodiana.
In fondo non c'è proprio nulla da dire.
Se non, come stai? E ciao.
Un po' poco vero?
Nella testa c'erano promesse da fare e cose intelligenti da dire.
Invece niente.
E forse è meglio così sai?


venerdì 14 novembre 2025

Doveva essere un post articolato, ma non avendo niente di intelligente da dire.

 



Qual'era quel concetto che volevo comunicarti, nonostante le differenze linguistiche?
Ah già.
Che alla fine conta solo volersi bene, no?
Fino alla fine.

martedì 11 novembre 2025

Messaggi telepatici che funzionano a merda perché non esiste un tipo di traduttore automatico per certe cose, sai una cosa? Alla fine mi installo lo stesso Duolingo.


Com'era quella cosa che ti ho detto seduti sulla panchina?
" Quello che è fondamentale esserci sempre. "
Si ok, bella frase banale di merda, ma in quale è stato detto?
Ah boh.
Impossibile ricordarlo.
Perché tipo avendole scaldate tutte quante.
Dipendeva dalla giornata, più o meno sgamo o no?
Poi mai che sono venuti a controllarci.
Post che diventano ridondanti di domande.
Che roba.
Ed è un Autunno che sembra già Inverno, per poter tirare avanti fino ad un Gennaio, si spera, di sole invernale.
In qualsiasi modo.
E ci sono tante cose a cui pensare.
Direi troppe.
A viaggi in macchina con madrelingua per continenti ed immense steppe dove alla fine non ci si impantana quasi mai.
Però non sarà possibile farlo questo viaggio, vero?
Mi sa anche a me.
Purtroppo il tempo passa, siamo sempre più malfunzionanti.
Stanchi.
Sparsi.
Distratti.
Preoccupati.

Però, tornando a quella frase da due soldi detta all'inizio.
Alla fine conta solo essere presenti.
In qualsiasi modo.

Teniamoci forte e vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


sabato 25 ottobre 2025

Alla fine quanti dei primi ricordi sono rielaborazioni mentali e ricostruiti? Cos'è la realtà? E altre domande quando si sta bestemmiando a denti stretti per fare altre 7 ore in turno.

 


Com'era quella cosa che avevo pensato di dirti, ma poi lasciando totalmente perdere?
Ah già, ovviamente.
Mica la puoi sapere.
Non avendola mai detta.
Soltanto pensata, vagamente, in mattinate pre lavorative, con settimane di ansie finite alle spalle.
E c'è una sorta di consolazione strana.
Guardando un po' ai casini quotidiani.
Ripensando al fatto che la scala esterna in pietra non ci sia più.
Come i bambini che giocano in un giardino di cemento.
Di pezzi di plastica preziosi.
Andati persi in zaini vecchi.
E c'è un pattern logico.
Che torna sempre.
Quando si è schiacciati da problemi, che poi diventano minuscoli.
Che in fondo forse lo sono.
Dipende sempre dal punto di vista.
È una sorta di coperta morbida e calda in un pomeriggio autunnale.
Quando c'è da fare il cambio delle coperte.
Allergico alle sorprese e ai cambiamenti repentini.

Un passo alla volta.

Pace.


giovedì 23 ottobre 2025

Un post di buonanotte quando invece ci sono ancora dozzine di cose da fare per concludere malamente una giornata di nervosismo e ansia.


Com'era quella cosa che ti ho confessato durante un giro in Vespa di notte?
Ah sì.
Avendo una caratteristica predominante.
Che è quella di autosabotarsi, quando le cose sembrano andare ok.
Perché così sembra di stare sempre in bilico.
Poi oh, quando le cose devono andare male, vanno male.
In ogni caso ci sono scelte da fare.
La sicurezza di quattro mura.
O stare con il vento in faccia.
Avendo sempre la paranoia di deludere qualcuno.
Però cavolo, avendo ancora voglia di prendere acqua e freddo.

Cose da dormirci sù.
Facendo ovviamente sogni di merda.

E sì che mi mancano le marce.
Ma soprattutto guidare la notte senza alcun pensiero.

Pace.

lunedì 20 ottobre 2025

Setacciando a piene mani granelli di sabbia, dove sono andati persi bigliettini scritti male, dove venivano più o meno descritte le personalità il giorno che le distribuivano.

 


Com'era quella frase che ti avevo detto seduti su una panchina?
Sicuramente era saccheggiata da un libro di fantascienza.
Che poi non è che fosse realmente quello il genere.
Era giusto una finzione letteraria per mandare messaggi.
Peccato che ormai si legga con il contagocce.
Comunque era qualcosa, tipo, sul fare del proprio meglio.
Di concludere un passo alla volta.
Più o meno robe così.
Non ricordando esattamente le parole, giusto il senso vago del discorso.
Perché in fondo non è che conti più di tanto ormai.
Essendo un po' sbiadito come tutto il resto.
In fondo fanno semplicemente paura i cambi radicali.
Perché non è che siano normali.
Essendo una specie decisamente abitudinaria.
Allergico alle sterzate brusche.
Come ai viaggi spaziali.
Purtroppo non riuscendo più a distinguere sincerità da balle.
Anzi, mezze verità.
Ovunque.
Di tentativi di migliorare la realtà.
O semplicemente vendersi per quello che forse si è sempre stati, ma è stato abilmente mascherato da elmi con la celata.
Perché in fondo non avendo più nessun tipo di soglia di attenzione.
Neanche quando si comunica.
Lobotomizzati da schermi e sensazioni.
Cocainomani di notifiche.

Quindi sai che ti dico?
Che mi son ricordato la frase.

Fare del bene senza fare alcun male.

Bello vero?

Ferma registrazione.

giovedì 16 ottobre 2025

Lamentele mattutine non tanto velate, ma ormai avendo attraversato tutte le fasi del lutto.


Com'era quella cosa che ti ho detto a denti stretti?
Fanculo i cambi di stagione?
No, non quella.
Ah già.
Che non avrei dato più del necessario, essendo un mercenario.
Ovviamente non è vero.
Dato che si aveva una voglia folle di prendersi un giorno libero e stare a cazzeggiare al Pc, invece auto obbligo morale per non incasinarsi ancora di più.
Quindi sette ore.
Eh vabbè.

venerdì 10 ottobre 2025

Doveva essere solo un intermezzo a caso con una foto già usata per guadagnare tempo dato che il telefono stava caricando, invece è uscito un post che tuttosommato è figo.


Com'era quella cosa che ti avevo detto all'orecchio durante un concerto?
Tipo che eravamo sotto cassa e non è che si sia capito qualsiasi cosa.
Forse è stato reinterpretato tempo dopo.
Era comunque qualcosa legato alla spettrofotometria incasinata per colpa del fumo finto che mettevano sotto il palco.
Alla fine era una visione distorta dei colori e forse potremmo anche applicarlo un pochino alla realtà che vediamo filtrata ogni giorno.
Non pensi?
Secondo me sì, in fondo ormai ci nutriamo semplicemente di impulsi fotografici o video che ci vengono sparati direttamente nella corteccia cerebrale.
Ed è solo il messaggio che comunque ti vogliono mandare.
Chi?
La solita menata dei potery forty, me neanche davvero.
Forse la realtà è realmente più semplice di quello che sembra.
Nessun cazzo di complotto nell'isola del teschio.
Essendo solo dei tordi facilmente manipolabili.
Perché d'altronde il capitalismo piace, eccome.
Avere più di X, arrivare primo alla fermata dell'Autobus, non fare la fila in cassa.
Che orrore che abbiamo creato.
E come ci sguazziamo in insopportabili pubblicitari che devono per contratto dire la loro e manipolare un po' gli andamenti dei trend che ci ostiniamo volontariamente a guardare.
" Eh, ma così posso sentire gli amici lontani. "
Questa è una stronzata.
D'altronde le persone si sentono solo se si ha la volontà per farlo.
Il resto sono cazzate che si mandano per riempire i buchi.
E scuse.
Dato che ci piace così tanto l'individualismo e il capitalismo.
Che poi alla fine son la stessa cosa.
O no?

Quindi com'era la cosa che ti avevo detto all'orecchio?
Ah già.
Una roba come di qui ed ora.
Come se esiste solo l'intervallo di tempo.

E il resto non è che conti granché.

lunedì 6 ottobre 2025

La ghisa come materiale psicoattivo per tornare indietro di decenni e fare, fondamentalmente, le stesse cose.


Com'era quella cosa che avevo scritto con l'Uniposca su una panchina di ghisa?
Thug è stato qua?
No, certo che no.
Quello lo si scriveva un po' ovunque.
Cos'era allora?
Ah già, tipo i nickname di sette / otto amici.
Anche la data e l'orario.
A vernice arancione.
Sicuramente Luglio, ma avendo dimenticato tutto il resto.
La scritta è scomparsa.
Le panchine di ghisa rimaste.
Come i fantasmi che popolano quel tratto di terra chiuso tra mare e stagno.
Sarebbe ingiusto etichettarlo come un posto maledetto.
Abitato soltanto da spiriti e vibrazioni negative.

Va bene lo stesso.
Anche se non è estate.
Soltanto un tardo pomeriggio di Ottobre con un libro da leggere che non è nemmeno un granché.

Dove sono finiti tutti?
Dove sono finiti questi ultimi anni?

venerdì 3 ottobre 2025

Come quella volta che ho scritto cinquecento pagine per lanciarle tutte dalla finestra.


Com'era quel messaggio telepatico che avevo inutilmente tentato di mandarti?
Ah già, non era proprio un messaggio.
Una parola nel caso.
Un po' per fare le prove se potessimo essere veramente telepati.
Com'era allora?
Barca.
Ovviamente non ha funzionato.
Ti pareva.
Perché in fondo certe robe non esistono.
Eppure faceva piacere pensarle.
Un po' come quando inserivi un gettone o leggevi una rivista di videogiochi e c'erano interi mondi da scoprire.
Invece sai che c'è?
Emozionandosi per nulla.
Forse perché ormai siamo malfunzionanti.
Con difetti di fabbrica, di usura e del tempo.

Peccato.

Vogliamoci bene.


Doveva essere qualcosa di interessante sulla situazione internazionale, invece è diventata una roba dell'Ok sticazzi.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già era tipo uno sfogo con un messaggio vocale.
Tra l'altro il microfono mica funzionava benissimo.
Però il concetto pareva essere abbastanza chiaro.
Che in fondo ognuno dà le proprie priorità.
Ci sta.
Il tempo è poco, abbastanza limitato.
Essendo già disastrosamente a metà del viaggio.
Un bilancio rivedibile.
Di cessi a manovella, di tempo passato.
Di partecipazioni assenti.
In fondo è così.
Non è un problema.
Pace.

sabato 27 settembre 2025

Bastano dei graffi su mezzi meccanici per mandare in loop un ciclo di pensieri sintomo sicuramente di una ADHD non curata, né diagnosticata.


 
Com'era quella mail che ti avevo mandato dall'indirizzo dathug@iol.it ?
Poi aveva cambiato dominio, incasinando un po' il tutto.
Ah già.
Pararsi il culo sempre.
Perché anche se le cose vanno bene, ci deve essere per forza la fregatura.
Tassativo.
Dato che l'universo si deve in qualche modo sempre bilanciare.
Oppure è semplicemente un meccanismo di autodifesa.
D'altronde avendo sempre avuto lo 0 come numero di maglia.
Non meritandosi granché, quindi quello che arriva in più dovrà, come minimo, essere restituito di forza con gli interessi.
Chissà come e chissà quando.
Per questo mettendo le mani avanti.
E i festeggiamenti per certe cose sono sempre minimi.
Costantemente in difesa con la sicurezza che ti tolgano qualcosa da sotto il culo.

In fondo è comprensibile.
Avendo fatto 33 anni di guerra e 7 anni di pace relativa.
Avendo preso troppi calci in faccia, quindi aspettandosi un ceffone dietro una carezza. 
Chissà perché allora si sta sempre sulla difensiva.
Essendo solo un reduce che si aspetta la batosta da un momento all'altro.
Com'era quindi quella canzone?

Storia di una lunga guerra.
Storia della vita mia.
Prima di finire sottoterra.
Prima che il tempo voli via.

Cose così.

Che mese.

Roba da matti.

sabato 20 settembre 2025

Sperperando vanamente pezzi di carta dal valore nominale per avere una sorta di dose di emozioni ormai sedimentate sotto strati di neuroni bruciati


 
Com'era quella citazione in quel gioco del 2004?
Una roba che chissenefrega delle VPN, tanto non esistevano.
Mica venivano a prenderti a casa e ad accusarti di terrorismo.
C'erano tipo delle versioni di latino mai capite.
Dei compiti di matematica ignorati.
Monitor a tubo catodici che scattavano con i caricamenti.
Non farmelo reinstallare per favore.
Anche perché perderei tipo dieci giorni a cercare di patcharlo, per poi mollarlo dopo neanche mezz'ora di gioco.
Tanto non sarà mai la stessa cosa.
O no?
Quello che manca decisamente sono le sensazioni provate.
Non avendo più certamente la capacità di concentrazione.
Figuriamoci di rigiocare un gioco di ventun anni fa.

Che roba.

venerdì 19 settembre 2025

Cercando malamente le strade scassate per andare fino a Campeche, però con le scarpe da Skate con la suola dura e i pantaloni che sono più disastrosi di chi li indossa.


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Stai sbagliando.
No, vabbè non quella, anche se è sottointesa.
Com'era allora?
Ah già.
Come hai fatto?
Ma guarda, non ne ho proprio idea.
In fondo sembra sempre di essere un impostore.
Che ci sia qualcosa che non va e prima o poi qualcuno chiederà conto.
Per cui ogni novità è ansia.
Come se fosse stato tutto un sogno.
Di certo non avendo la facoltà di tornare indietro a passare i pomeriggi senza compiti davanti a un 486, con il monitor a tubo catodico, rovinandosi malamente gli occhi.
Pazienza.
Passerà anche questa giornata.

Vogliamoci bene.

giovedì 18 settembre 2025

Incapacità totale di organizzare una partita di calcio a 7, figuriamoci una resistenza armata contro un futuro pessimo, fatto di megacorporazioni e stivali sulla schiena.


 
Com'era quella roba che avevi scritto in Chat del DM di HL? 
Fanculo lo stato?
No, non quella.
Anche se non passa mai di moda.
D'altronde essendo in futuri distopici degli anni 80' diventati ormai realtà.
Ed essendo naufrago in eventi catastrofici da vedere su Smartphone con la connessione a pagamento.
Roba forte.
Pagare per vedere la merda che sta per arrivare.
In fondo, come si può fermare un ghiacciaio?
Lo aveva detto uno scrittore bravo.
Che in fondo, non ha molto senso cercare di fermare a mani nude un blocco enorme di ghiaccio.
Naturalmente era solo una figura retorica, un modo di dire.
Che i periodi di merda ci saranno sempre e di diffidare di quelli che idolatrano i politici.

Vabbè.

domenica 14 settembre 2025

Saccheggiando i ricordi solo per tornare mentalmente a stati d'animo come fogli bianchi con matite colorate, invece che macchie d'inchiostro che non vogliono dire nulla.


 Com'era quella cosa che ho ripetuto più volte?
Ah già.
Che ho la barba morbida per questo non me la taglio quasi mai.
Avendo immagini nella testa di signore anziane sedute in giardino con gatti in grembo, in pomeriggi d'estate non così afosi, senza zanzare.
Ad ascoltare chiacchere di grandi, partite di carte e il rumore delle onde.
Bambini che giocano.
Essendo troppo piccoli per comprendere tutte queste miserie.
Questi orrori, questi errori.
Come prendere le distanze o certe abitudini.
Tipo i pranzi la domenica.
Per fare cosa poi?
Stare chiuso in casa per nascondersi dalle paure.

Ed è veramente così.

Pace.
Vogliamoci bene per tutto il tempo.

sabato 13 settembre 2025

Apnee diurne che fanno amaramente rimpiangere i periodi di quelle notturne.


Com'era quel messaggio su Icq che ti ho mandato quando eri away?
Fragghiamo?
No, non quello.
Più che altro qualcosa sulle difficoltà respiratorie.
Ma non come dopo aver fatto sforzo fisico.
Figuriamoci, essendo seduti a far nulla.
Più che altro avendo il fiatone da fermo.
Sono giorni così.
Magari potendo respirare bene mercoledì.

Vogliamoci bene.

venerdì 12 settembre 2025

Riso al sugo e purè di patate. Facendo a gara per girare le forchette e trovare quella con il sole.


 
Com'era quel messaggio che avevo mandato con un Walkie-Talkie a onde corte?
Vogliamoci bene?
No dai, quello è scontato.
Cos'era allora?
Ah sì, di certo si stanno ricercando pomeriggi di sole di fine estate, quando ancora si aveva una vaga tolleranza alle condizioni atmosferiche.
Invece no.
Decisamente non è più così.
Quando alla fine subentrava pure la noia di essere ancora in vacanza e c'era la paranoia per non aver fatto praticamente nulla dei compiti delle vacanze.
In fondo non era giusto così?
Quindi grazie per avermi dato una lista di un botto di libri da leggere durante le vacanze, così da poter restare sull'amaca a leggere il Decameron senza essere massacrato dalle zanzare.
Già, mica c'erano quelle tigre.
E invece è tutto palustre.
Di caldo afoso e rovesci di pioggia.
Avendo decisamente meno conti pagare e paranoie in testa.
Va bene lo stesso.




venerdì 5 settembre 2025

Mettere nel carrello bandiere che non verranno mai acquistate, dato che ci sono migliaia di euro da buttare al cesso e si innesta uno strano meccanismo di senso di colpa ad ogni cazzata spesa.


 
Com'era quella frase che avevo scritto ad Uniposca sulla porta del cesso di scuola?
Fanculo il sistema?
No, non quella.
Che poi, anche avendola scritta, farebbe troppo ridere.
La presunzione di cambiare qualcosa, quando non si ha nemmeno voglia di cambiarsi le calze.
Che roba davvero.
No, sul serio, com'era?
Ah già.
Fanculo i forti.
Grazie al cazzo che è più facile stare dalla parte di quelli là.
Ti sfido a stare vicino a quelli incasinati.
Che tipo gli dai pure una mano e poi ti rompono pure i coglioni.
Tipo pisciarti il portone.
O riempirti la testa di migliaia di balle.
" Mi servono 5 euro per il treno per tornare ad Iglesias "
Eia, di legno.
A farsi le pere.
Però, vabbè non giudicando.
Figurarsi fare sette ore in giro così.
Quindi sai che ti dico?
Che ci sono bandiere da appendere.
Battaglie assolutamente da perdere.

Seduto nel fondo dell'autobus.
Con quelli che valgono zero come il sottoscritto.

Che roba.

Vogliamoci bene.

Rifugi digitali come protezione da nascondigli fisici che diventano opprimenti.

 


Com'era quella cosa che ti avevo scritto sul diario?
La Smemoranda, sì, quella che faceva un male boia se la davi di taglio tipo nella schiena o sulle gambe.
Sai com'è.
Goliardiche forme di comunicazione.
Cose così.
Allora, cosa ti dovevo dire?
Che forse è vero che bisogna affrontare periodi vari, per sbloccare qualcosa, anche se soltanto vago eh.
Tipo battere malamente i tasti sulla tastiera.
Poi oh, essendo sempre lo stesso eh.
Con la soglia di attenzione ridicola.
Nell'iniziare le cose e mollarle ovviamente a metà.
Però dai, alla fine ci sta.
Non è troppo problematica come cosa.

Vogliamoci bene

giovedì 4 settembre 2025

Prendere e lasciare Post a metà, per poi dimenticare totalmente il senso stesso del post.


 
Com'era quel messaggio privato che ti avevo mandato in un videogioco piratato?
Ah già.
Era sul fatto che prima avevano il diritto di annoiarci e di sentirci soli.
Invece che essere ancora più isolati pur essendo h 24 in contatto.
E sai cosa mi manca?
Assenza materiale di segnale.
Tipo essere in mezzo alle montagne con il vento freddo.
Così da aver tempo anche solo di mandare i pensieri un pochino per volta.
Come un passo dopo l'altro su sentieri impervi.
E sai una cosa?
È quasi un primato che si stia anche riprendendo a scrivere, pur in modo grossolano e disorganizzato.
D'altronde avendo la confusione mentale.
Essendo in un videogioco masterizzato male a 2X.
Con Nero Burning Rome.
Ti rendi conto che ho capito il gioco di parole tipo venticinque anni dopo?
Che roba.

Vogliamoci bene.

mercoledì 3 settembre 2025

Post minuscoli per soglie di attenzione ancora più basse.


 
Com'era quel segreto letto su una rivista sbiadita?
Ah già, che alcuni personaggi dei giochi li potevi veramente mancare, cioè andare avanti senza scoprirli e perderli proprio.
Forse è lì che sono nate ansia varie.
Di completare tutto.
Di guardare in ogni angolo, per non perdere nulla.
Ed è così.
Una sensazione di perdita anche in atmosfere ludiche.
Che roba.

A peggiore la ADHD.

Pazzesco.

martedì 2 settembre 2025

Attaccando frontalmente la fine dell'Estate o forse occorre semplicemente una revisioni concettuale dei calendari.

 


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah, già.
Che è tutto più complicato all'inizio di ogni mese.
Entra un gioco strano, mentale, dovuto al fatto di dover per forza migliorare uno stile di vita che è X.
Da riprendere a studiare per far funzionare il cervello.
Di non avere più nessun tipo di soglia di attenzione, soprattutto per leggere i libri.
Ormai è un corto circuito neurale.
Fatto di tempo che scappa dalle dita.
Ormai il tempo che ci dedichiamo è un intervallo di tempo dettato dal capitalismo arrabbiato.
Eppure basterebbe poco eh.
Quindi va bene le canzoni del 1985, che raccontano di periodi che non esistono più, addirittura della noia di essere ancora in ferie.
Forse è sempre stata una questione di velocità.
Adesso ancora di più.

Vogliamoci bene, anche perché è pieno di nuvoloni all'orizzonte.
Ormai ripararsi nel proprio fortino di fantasia e videogiochi, non basta più.

Pace.

venerdì 29 agosto 2025

Non cadendo nella trappola di guardare fotografie per bloccare militarmente condotti lacrimali.

 


Com'erano quegli spunti filosofici tratti da un videogioco bellissimo del 1997 che ti ho detto?
Ah sì.
Che in fondo siamo, più o meno, tutti connessi.
Legati.
Nella strada che percorriamo.
A caso, ma non per caso.
Ed è una questione di come e di quando, che l'essenza che ci anima, torni, in qualche modo, al pianeta di origine.
Alla natura.
Ed è una sensazione strana.
Di creature così piccole, capaci di dare così tanto.
Per il tempo concesso.
Per volare via nel giro di due ore e mezza.
Oltre il mistero della vita.
Lontano, verso Proxima Centauri.
O meglio.
Verso la Nebulosa Occhio di Gatto.

Vogliamoci bene.


Ciao piccolina, ciao.


giovedì 21 agosto 2025

Facendo a sé stesso promesse da marinaio sul salvare tutto questo ZIbaldone su supporti fisici, ovviamente non rispettando mai nulla di quanto preventivato.


Com'era quella roba che avevo scritto sulla sabbia?
POBA?
Oppure qualcosa sulle pizzette a sfoglia e odiare i Savoia?
No, non quelle, anche se il concetto spesso è simile.
In fondo hai tipo ragione a dire che chissenefrega del quartiere, tanto ormai le città mica le viviamo più come quando eravamo ragazzini.
Non andando mica in giro per parchetti.
L'importante è che tipo non tirino i mattoni dal 3° piano.
Cose così.
Tanto il tempo libero è quello è che e si cercano dormitori dove lasciare fuori questa società occidentale arrivata agli sgoccioli nell'anno del signore duemilaeventicinque.
Quindi che cosa ti devo dire?
Di pagare 400 carte al mese indebitandosi con degli strozzini per sfuggire al capitalismo.
Fantasico.
Da che ogni punto lo guardi, alla fine, sempre di trappole si tratta.
E allora è meglio lasciare il telefono a casa e andare in una zona snobbata da tutti.
In acqua.
Smuovere la sabbia nel fondale.
Guardare i pesci.
Riemergere.
Cormorani che si asciugano al sole.
Avendo però nella testa paludi nordiche, libri mai corretti e pubblicati e di andare a piedi, con le scarpe da skate scomode verso Proxima Centauri.

Hai visto?
Osservare e ascoltare praticamente gratis.

Con buona pace dei padroni e i balneari.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

martedì 12 agosto 2025

Ascoltando un album non del tutto convincente uscito il 9 Settembre 2003, rivalutandolo clamorosamente il 12 Agosto 2025


Com'era quel messaggio scritto su MSN quando eri offline?
Non avendo la minima idea se l'hai letto o meno.
Dato che chissà quando è stata l'ultima volta che ci si è loggati per non farlo mai più.
Di certo non aspettandoselo.
D'altronde conversazioni perse.
Mai salvate su supporti fisici.
Ricordandole come viene.
Allora cos'avevo scritto?
Sicuramente non era certo " come ti immagini un duemilaeventicinque arrivato tipo al giro di boa? "
No.
Era qualcosa sull'estate vero?
Che comunque non entusiasma più, un po' come i videogiochi.
In fondo forse essendo legati alle sensazioni che avevamo.
Piuttosto di quello che realmente è.
O forse no.
Semplicemente vivendo in un periodo di scrittura brutta.
Essendo tutto commerciale e pronto ad uscire nel più breve tempo possibile.
Oppure è stato scritto solo da algoritmi che non sono senzienti, ma stanno semplicemente imitando le imperfezioni.
Cose così.
Ma forse è impossibile averlo scritto davvero.
Tipo che non si usa più MSN da forse il 2012.
Anzi Web Messenger, dato che non faceva più a scaricarlo.
Loggando dal sito su un portatile scassato.
Di certo non avendo prurito alle gambe.
E qualche migliaio di neuroni in più.
Quindi a posto così.

È pur sempre estate.
E si comunica.
Con fatica però.

Va bene lo stesso.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

sabato 19 luglio 2025

Cronaca sconclusionata di 14 compleanni su questo Blog.


 
Com'era quella frase che ti ho detto?
Quella sui giri intorno al sole, di calcoli approssimativi di quanti giorni / minuti / secondi su questo pianeta disastrato.
Son tipo 40.
14.160 giorni.
339.840 ore.
20.390.400 minuti
1.223.424.000 secondi.

Non capendo mai nulla di tante cose, figurarsi degli anni bisestili.
Forse comprendendo semplicemente quella frase, da ripetere sempre come un  mantra.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

E via verso altri 40 giri.
Verso Alpha Centauri chissà.
Su un Tie Fighter chissà.

O semplicemente a piedi, strascicando le scarpe da skate sul cemento con i pantaloni che scendono sotto il culo.

Andrà bene comunque.

Vogliamoci bene allora.

domenica 22 giugno 2025

Cantico cigolante di tempi ristretti, ma soprattutto di libertà cercate nelle manopole di un motorino arrogato.

 


Com'era quella cosa che ti ho detto al mare?
Ah già, che c'è un motivo per cui piacciono le foto un po' tutte abbastanza simili.
Soprattutto quelle che riguardano un essere umano malfunzionante, dalle giunture rovinate, per nulla fotogenico a cui piace essere messo leggermente sullo sfondo.
In effetti è vero.
Però c'è sempre la scena 1 con soggetto X che è di spalle al mare.
Un po' questa supercazzola per confermarti che ci sono necessità fisiche.
Come quella di buttarsi in acqua alle 20:45 di Giugno, di Luglio, di Agosto, di Settembre.
Perché è un po' vero che l'estate è fantastica dai 3 ai 20 anni, poi diventa una serie di colpi di calore intervallate da ore lavorative di rotture di coglioni.
E di meno tolleranza anche.
Però c'é sempre la solita capacità di rubare spazi di libertà quotidiani ed avere la fortuna di arrivare in 15 minuti su un motorino scassato.
Necessità fisiche di vivere con il vento addosso.
E va bene pure la salsedine.

Alla fine allora perché tutte le foto uguali?

Perché entrando sempre in quel luogo dove si può avere 3 / 10 / 18 / 25 / 31 / 39 anni contemporaneamente.
Una sorta di stendardo del non cambiare mai, perché in effetti va veramente bene così.
Vivendo un passo alla volta, di cose semplici.
Quindi sticazzi di 40.000 euro e passa.
Alla fine non avendo bisogno proprio di nulla.

Se non di essere con i piedi a mollo e presi per mano.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


lunedì 16 giugno 2025

Avanzando pericolosamente tra telefoni rotti, chiavi da duplicare e tante cose che alla fine, non è che siano un granché, però devono andare bene in qualsiasi modo.


 
Com'era quella roba che ti ho detto scrollando le spalle?
Sticazzi?
No, cioè, anche.
Però era tipo una cosa come " Chissenefrega della Serie A, noi ci siamo divertiti come matti. "
E vale per un sacco di cose.
Non necessariamente il mondo pallonaro, che in fondo, è un po' come tutte le robe che passano dagli schermi vari.
Di plastica.
Roba da androidi e ginoidi varie.
Artificiali.
Essendo robe effimere.
Alla fine cosa sono le cose che restano?
Di sicuro dei file PDF scritti alla come viene, dato che, essendo di sicuro un anarchico grammaticale.
Un incubo di correttori di bozze, dato che si mette la punteggiatura a cazzo, le virgole come capita, ed odiando profondamente il punto e virgola, che è tipo una roba dell'800.
Ingabbiato in una società fatta di regole che possono più o meno essere sempre piegate ed interpretate a piacimento.
Ed allora c'è inchiostro che si schiarisce con i raggi UV, ci sono i perenni conti da pagare, assieme alle immancabili ansie tardoprimaverili che sembrano tipo estive.
Alla fine è solo una roba che diceva che c'era in un bel film del 1991, quello del Robot che doveva deviare una linea temporale pessima.
Reinterpretandola un po'.
Era tipo la roba di una strada buia e tu stai andando con i fari che funzionano a merda.
Non deve fare per forza paura.
Perché niente è scritto.
Però sai che comunque quella strada fa paura lo stesso?
D'altronde essendo il frutto di contesti in cui si è vissuto, strati sedimentati di prese a male di trenta e passa anni.
Di cose che devono per forza andare male, perché quando girano bene ci deve essere per forza la fregatura.
O no?
Quindi, tornando all'incipit, era decisamente meglio dire soltanto sticazzi che fare questo pippone clamoroso tanto per riempire le righe.
Eh vabbè.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Pace.


martedì 3 giugno 2025

Alla fine è colpa del vento da Sud-Ovest e delle ronde notturne se escono fuori questi post che sono una presammale da scrivere, figurati da leggere.

 


Cosa dicevo in quella e-mail che ti ho mandato?
Ricordandola solo a grandi linee eh.
Dato che c'è confusione mentale e ansie varie di quando le cose vanno più o meno bene debbano andare per forza male.
Una sorta di equazione mai capita, dato che si era pessimi in matematica.
" Suo figlio ha qualcosa che non va. "
In effetti.
Dato che salgono prese a male di pomeriggi di mare con bufere fredde.
Di estati camminando malamente con passi strascicati e le panchine di ghisa, aiutame a dì scomode.
Poi le zanzare?
Pieno.
D'altronde è così quando si è cresciuti in una palude vicino al mare.
Ed anche se sono giornate semivarie di libertà, perché si è lavorato dalle 00:00 alle 07:00 non riuscendo proprio a godersi a pieno la giornata.
Incapacità di staccare.
Annoiandosi per tutto.
Forse era quella frase di un celebre regista in un film che ti avevo masterizzato su un Dvd riscrivibile, mi pare di averla messa pure nella mail.
" [...] e ora che sono vecchio e non mi piace più nulla ho capito perché. Forse sopravvivere è meglio di vivere. [...] "
Non essendo necessariamente d'accordo.
Ma era per rubare la prima frase, sul fatto che ormai i film sono solo di sottofondo, non si riesce più a leggere, tantomeno scrivere e i videogiochi ormai regalano solo frammenti di libertà.
Poi arriva lo scallonamento.
In parte anche perché ci sono Estati piene di fantasmi e il volersi farsi male per forza è passare a piedi per le strade del quartiere.
Assieme solo con memorie sbiadite.
Mi sa che avevi ragione.
Ha senso festeggiare i compleanni.
Sai perché?
Così almeno non ci pacchiamo e riusciamo a vederci.

Ferma registrazione.
Ferma video.



lunedì 12 maggio 2025

Righe pensate su una macchina scassata del 2001, sicuramente più in forma del disastro che le scrive.


 
Com'era quell'SMS che mi avevi mandato?
Era parte di una canzone?
No, era un commento in inglese sotto una canzone,
Alla fine tradotto non rende per niente, quindi meglio metterlo in lingua originale, certo può sembrare un po' stucchevole.
Come scrivere frasi in inglese sulla cartella di disegno tecnico.
O sulle scalinate in tufo della chiesa di Via Scano.
Tra l'altro pure sgrammaticate.
Per carità.
Allora, come diceva?

My soulight is in the sunlight.

Roba forte.
Pensata magari al tramonto, in un Maggio da vento freschino che non capisce proprio dove vuole andare a parare.
E ci sono giornate di sole acerbo distante dal mare.
Di paragrafi non scritti.
Di gente lontano che sta poco bene, a cui mandare solo messaggi telepatici e abbracci virtuali.
Perché in fondo conta sempre la solita frase inflazionata.
Quel " Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli. "

In effetti scritta con il virgolettato fa decisamente più colpo.
Quasi come se fosse un qualcosa di importante.
Eppure è stata scritta da un essere umano claudicante, allergico alla grammatica, alla retorica e con i ricordi frammentati.
Che roba.
Allora è per te.
Spero che ti sia in qualche modo di incoraggiamento.


Pace.

Usando come musica meditativa il dial-up del 56K, cercando distrattamente connessioni neurali per avere un minimo di testa.


 
Ed ecco qua.
Frutto di Post futuri quasi programmati.
Merito di colonne sonore varie, ritrovate in mattinate sempre uguali.
In fondo c'erano buoni propositi di inizio mese, ovviamente naufragati.
Però ci sta.
In effetti essendo probabilmente il caso di rallentare un attimo.
E non accendere troppe luci contemporaneamente.
Avendo difficoltà a concentrarsi.
Rendendo tutto decisamente più complicato.
Pure trattare con i proprio simili.
Figuriamoci battere sui tasti.

Che roba

domenica 27 aprile 2025

Maldestramente avanzando di riga in riga in post sconclusionati, dato che ormai non si ha più capacità varia di scrivere coerentemente.


Oh.
Com'era quella frase scritta a bomboletta?
Dai.
Era tipo in un ristorante andato malamente a gambe all'aria al Poetto, che poi  dopo grazie a capitali discutibili è diventato una posto di mare per fighetti.
Roba da venticinque euro come primo.
Eh, sai la crisi.
Le materie prime.
La solita trappola dei capitalisti.
Giuro che non ci ho mai messo piede.
Figurati se avendo mai visto venticinque euro coperto escluso.
Roba da matti.
D'altronde guardando i pantaloni bragaloni, mi avrebbero tipo rimbalzato all'ingresso.
Una roba del genere o no.
Quindi com'era?
Ah già.
" Se scrivo comunico. "
O cose simili, non ricordando di certo.
In fondo anche se sono scarabocchiate male e non hanno granché valore prima non è che esistessero.
Quindi alla fine è ok.
Di concetto potrebbero essere anche viste tra tipo duemilaecinquecento anni come dei reperti archeologici inestimabili.
La prova che passavamo distrattamente su questo pianeta e forse avevamo anche qualcosa da dire.
Di sconclusionato eh.
Un messaggio comunque.
Di qualsiasi valore.
Come cercare di fare i compiti di seconda elementare avendo ormai dei crateri cerebrali che ti giuro, devo come minimo leggere l'esercizio quattro volte.
E si guarda sempre all'inizio del mese.
Per darsi una regolata.
Di cambiamenti casuali di stili di vita che ormai sono tipo venti e passa anni così.
E si può solo peggiorare.
Quindi strisciando malamente a dare una mano a coniugare i verbi, pur essendo un disastro in grammatica, dato che si mette la punteggiatura a sentimento e come viene.
Per essere messo casualmente in ricordi sbiaditi tra altri quaranta giri con orbita ellittica di novecentotrenta milioni di chilometri circa.
" Ti ricordi quando quel matto di Zio mi ha aiutato a fare i compiti? "

Che roba.

Vogliamoci bene.