lunedì 31 agosto 2015
Leggendo vite di altre persone attraverso habitat artificiali a settanta metri quadri circa
Un po' come capire come la vita di una persona attraverso quello che raccontano i muri.
Le macchie lasciate da anni di quadri appesi lì.
Ascoltando i discorsi tramite mobili accatastati in una stanza.
Esseri umani dalle orecchie sopraffine per captare onde di dolore racchiuse in quattro mura.
Roba di anni.
Parecchi.
Troppi giri attorno al sole per persone sole.
Magari trovando una medaglietta di un cane non troppo simpatico, chiusa così in una bel mobile a muro.
Appunti di formule chimiche e frammenti di Lloret del Mar.
Capelli rasati da un lato e occhi grandi che spaziano per le stanze.
" E' carino qua "
Ma antenne recettive captano tutto.
Non cambiare mai perfavore.
Ragazze con il cuore grande grande che sentono tutto.
Lasciando lacrime in stanze vuote.
Anche se le note di opere varie sono un po' svanite attraverso i mattoni ed arrivano tipo canzoni nuove.
Angus e Julia Stone frugando tra i cassetti di una vita.
Corazzandosi autonomamente per lasciar scivolare via imput di compassione varia.
Scritte ad inchiostro invisibile sui muri.
Un passato che è andato via.
Biglietti di sentite condoglianze dei primi anni settanta.
E tante altre robe che alla fine è meglio dimenticare facendo un reboot di sistema.
Fisso formattando ogni 24 ore.
Anche se certe storie si portano sempre dentro.
Su pellicola o in testa.
Eravamo lì.
Passavamo sulla terra leggeri, come acqua.
Cose che capitano.
Life is really Strange.
Aerare il locale prima di soggiornarci.
Vernice fresca come spartiacque per un nuovo inizio.
New way, new life parte due.
Sunshine for everyone
Non cambiare.
Pace.
venerdì 28 agosto 2015
Riunioni scolastiche post-tardoadolescenziali in fase Rem.
Eessendo anche lì il solito incasinato.
" Io X. vado a Y guadagno Z "
Un po' fisso lo sguardo accusatore compassionevole di figure più o meno dimenticate che in sogno sembrano fisso più vaghe.
Però scuotono anche la testa.
" Peccato, era intelligente, ma non si applicava "
E infatti...
Ma va bene lo stesso.
Alla fine è meglio che vedere foto varie di forse ex passatori di tempo.
Meglio incontrarli randomicamente quando si dorme, così ci pensa fisso l'altra versione del protagonista a fare chiacchiere francamente poco interessanti.
Oh alla fine è così.
Costruendo fisso su macerie.
Cercando il sole anche scalzo.
Pace.
giovedì 27 agosto 2015
Sacchi di plastica verde ed oggetti più o meno preziosi per qualcuno.
Entropia.
Spedendo chincaglieria direttamente nel tritarifiuti.
Potendo avere una Mostromatic 3.500™, ma pazienza.
Anche se comunque la compassione c'è, ed è tanta.
Cianfrusaglie si, ma ogni roba buttata un pensiero va.
Cose preziose per qualcuno.
Odiando fisso i mercatini dell'usato anche per questo.
Si viene e si va.
Storture della civiltà occidentale in generis, vivendo in perenne ansia di consumismo sfrenato.
Altrochè funerale vichingo qua, le porcherie rimangono sulla terra.
Basterebbero solo le risate.
Sorridendo.
Regalando i veri tesori.
Non cose.
Pace davvero.
Dai..
martedì 25 agosto 2015
Giornali del Giugno 1963 e carillon sgangherati per bambole nascoste in fondo agli armadi.
Un passo alla volta, aprendo cassetti e scoprendo, distrattamente, frammenti di vite altrui.
La malinconia che sale fisso insieme ai cicli lunari.
Ma è roba cristallizzata nell'ambra.
Semplicemente oggetti appartenenti ad un passato immaginato solo tramite racconti sconclusionati.
Un po' come sbirciare delle pellicole nascoste nei comodini.
Tutto questo sparisce un po' per volta.
Come ricordi scritti a matita sulla memoria volatile.
Riavviando e dimenticando.
As usual.
Un po' come i vecchi amici dell'ab urbe condita.
Facendo più o meno tabula rasa di una barca incagliata nel mare di Bellingshausen.
Tenendo due cose qua e là.
New way new life.
Ce stiamo a provà.
Il resto sticazzi.
martedì 18 agosto 2015
Mattine di acido lattico e impossibilità di connettersi al server
Migrazioni quotidiane fatte di pc rotti.
Orgoglioso trademark di questa casa since 1989
" Qua non funziona un cazzo. "
Neanche la spacebar.
Incubi lavorativi fatti di ansie varie.
Avendo fisso la primavera dentro.
Ormai questo è un club esclusivo.
Troppo da dire.
Ma portatile troppo scomodo.
Allora, pace.
Essendo cristallizzati in perfezioni varie.
Va bene così.
Eterna lotta vs Babilonia.
Pace parte due.
giovedì 13 agosto 2015
Missionariato nel cercare micron di perfezione tra silenzi terrestri o sottomarini.
Tipo la vecchia storia di diecimila anni fa parte tre.
Dev'essere una roba rimasta in circolo da quando si andava a spasso dal brodo primordiale alla neonata terraferma.
Piacevoli istanti durati millenni a mollo nell'acqua tiepida.
O cose così.
Una roba utile a dimenticare le centinaia di migliaia di orrori quotidiani.
Esseri umani balordi, con scelte tremende.
L'umanità che domina è quella dei prepotenti.
Come poter allora rimanere fisso insensibili davanti all'assenza di rumore?
Sott'acqua.
Ma va bene anche qualcos'altro.
Tipo stelle che parlano.
Bruciano lontane.
Almeno è un po' come sbronzarsi di robe belle.
Nottate infernali estive.
Fisso all'1:32 soffocando dal caldo.
Eppure, chiudendo gli occhi, si torna lì.
Senza vento.
Sabbia tra le zampe.
La vecchia favola.
Pace.
Way down below the ocean where I wanna be she may be
Silenzio in sala perfavore.
Spegnete i telefoni cellulari.
E le corde vocali soprattutto.
Niente.
Nemmeno sentire il canto del vento.
Proprio nulla.
Bolle.
Ogni tanto qua e là che salgono su e scappano via.
Essendo nuvole che volano sott'acqua.
E allora lì sul fondo si sta proprio bene.
Provando
a
chiudere
gli
occhi
,
respirare
,
lasciando
andare
via
tutto
il
resto
.
Assaporando minuti di libertà attraverso bombole d'ossigeno.
A tre o quattro metri di profondità.
Chissenefrega della pressione marina.
Quella era Zion.
O Atlantide.
Dipende sempre dai punti di vista, troppe volte strettamente personali.
Ma quella, altrochè, era la libertà estrema.
Sognando città in fondo al mare.
Da sempre.
Mi manchi di già mare.
martedì 11 agosto 2015
In punta di piedi in appartamenti familiari con stanze mai viste.
18:02
10:15
13:56
Calendario fermo a Novembre 2014
Entrando in punta di piedi in stanze vuote.
Cristallizzando istanti di vita dentro frammenti di universo.
Polvere cosmica che passa da sotto le serrande abbassate.
" Non ero mai entrato in questa stanza. "
Vista fisso solo di sfuggita come un reliquiario rimaste inalterato per n mila anni.
Ritagli del 1978.
Foto varie.
Cos'e'gresia.
Sensazioni varie di esser entrati nella stanza di Tutankamon, anche se alla fine il pudore nel vedere certe robe rimane sempre.
Non accumulando mai però.
Quello, no.
Lasciando giusto due robe.
Tutta la vita in uno zaino.
Dovrebbe essere così.
lunedì 10 agosto 2015
Preferendo i motori a manovella rispetto alla velocità della luce.
Un passo dopo l'altro.
Spaesamento provocato dalla troppa velocità dei rapporti umani.
Camminando lentamente come stagioni e anni scolastici.
Certe robe come quasi diecimilanni.
In fondo si cambia poco o niente.
Mancanza di tempo per ascoltare.
E'così facile.
Azioni semplici quotidiani che portano conseguenze future aprendo un tot di universi possibili.
Probabilmente.
Prestando attenzione.
Acqua che scorre.
Pace
domenica 9 agosto 2015
Auto convincimenti vari, tipo che se il vento è dalle saline allora c'è fisso fresco.
Avendo titoli decisamente più fighi, purtroppo doppiamente dimenticati durante la fase di accensione ai supporti informatici alla scrittura.
Roba come sicuramente non mi ricordo parte tipo mille.
Camminando, fisso, lentamente per le strade del barrio ti caghi.
A schiaffi in faccia dal vento dei Carpazi.
Nord = freddo.
Un po' come sempre capito così.
Assenza materiale di tasche per poter camminare come se non ce ne fregasse niente, sai com'è: cappuccio e mani in tasca,
Non è propriamente così.
Cose già sicuramente vissute, che tipo hanno solo bisogno di passare.
Una roba come eterno vai avanti della vita, aspettando semplicemente deja-a-vu davanti al monitor.
Anche se ormai c'è l'assenza materiale di programmi di chat in cui hai passato l'adolescenza.
Maledetta tecnologia che porta fisso all'obsolescenza programmata.
Un po'o come gli esseri umani nati tipo in un medioevo di passaggio.
Troppo così.
Però va bene lo stesso.
Alla fine è solo come seguire semplicemente gli insegnamenti del maestro Ryokan.
Chiaro che, ovviamente, non è facile per niente.
Ma, essendo assetati di vita perchè alla fine si è venuti al mondo tipo dopo.
Ed è una cosa normale.
Panta rei parte metropolitana tipo cinque.
Minimo, che come tutto, basta andare avanti.
Scudo contro scudo, come sempre.
Fino alla fine del mondo.
No worries veramente.
Solo sassolini sulla strada della vita, magari certe volte calciandoli danno fisso fratture.
Ma nevermind.
Na roba semplice.
Giuro.
Questioni di routine.
Nothing more.
Pace
giovedì 6 agosto 2015
Calcoli sballati per massime Haiku-Bokonomistiche scritte in un altro codice di linguaggio.
Camminando scalzo un passo dopo l'altro.
Anche quando c'è nebbia è meglio andare spediti, con la nostalgia di avere il cappuccio in testa e i pantaloni larghi che scivolano giù.
Il tragitto più semplice è questo qua.
Zero deviazioni.
Sempre dritto.
Come quando cade la pioggia sui prati ( fiscali parte quattro )
Il resto, ormai, ha francamente poca importanza.
Distrattamente annuendo a discorsi vaghi.
Dimenticandoli in una frazione di secondo.
Sorrisi sinceri, come vedendo un beluga.
Alla fine essendo tutti dei mammiferi.
Non capendo linguaggi.
Va bene così.
Pace.
mercoledì 5 agosto 2015
Videogiochi economici fornitori di foto per i Post che non c'entrano niente con il suddetto. O quasi.
Alla fine è tutta una questione di disponibilità puramente finanziarie.
Una roba come il miglior superpotere di sempre.
Hai visto?
Altrochè guardiano silenzioso della notte o giovani yuppie con i master pagati 30 mila euro.
Tutta una questione di portafogli gonfi.
La rivincita dei perdenti?
Na.
Non esattamente.
Si sapeva da tempo che non si poteva tipo diventare Robert Capa o Montanelli.
Percui ok.
Alla fine è impossibile fermare un ghiacciaio, quindi meglio nuotarci vicino, galleggiando qua e là.
Difficile camminare scalzo, ci si prova.
Altrimenti, che fare?
Fermarsi?
Ma bah.
Allora giri di Francia al campetto mancando fisso il canestro.
Va benissimo così.
Pace.
Confessioni di fasulli monaci Zen in preda a blocchi da imbrattacarte e gastrointestinali.
Roba di bozzoli.
Chi esce e chi no.
Limbo proprio tipico di un ragazzo scimmia in penombra che non si ricorda le cose parte uno.
O parte due.
Proprio non se ne esce.
Supporto di memoria esterna per contatti bruciati dalla troppa usura, avendo la vaga paranoia di aver rimesso due volte la stessa immagina.
Non avendo mai voglia di dare il 100 % nelle cose francamente poco interessanti, sassolini sparsi e massime Zen alla carbonara.
Almeno sono tentativi.
Per fortuna, per fortuna, per fortuna.
Una vita da ragazzo delle consegne, non disturbandosi affatto di essere il Player due.
Odiando fisso i riflettori.
Meglio la penombra, come quella storia del bambino con i calzoni corti che cammina random per il bosco.
Di certo è meglio così.
La competitività è una storia sopravvalutata.
Essendo forse un microrganismo diviso in vari frammenti sparsi a caso, non sarebbe di certo più semplice essere così?
Vonneguttianamente parlando di esseri umani che fanno scelte balorde e a volte con atteggiamenti non propriamente compatibili con le i recettori delle proprie frequenze.
Pazienza.
Tanto l'armonia vince di mille mila anni le rotture di cazzo.
Licenze poetiche prese in prestito da compiti in classe vagamente sufficienti.
Il problema è che non te n'è mai fregato niente.
Anzi, forse è il merito.
Andando al mare.
Molto, molto meglio che lo starnazzar di inutili commenti.
Fisso nudi.
Da paura.
martedì 4 agosto 2015
Bocciature scolastiche amichevoli tramite fasi Rem
Fisso sogni mattutini di traumi scolastici.
Fissando spesso la lavagna vuota, facendo finta di ricordarsi disequazioni e roba varia.
Impossibilitato fisico-cerebralmente.
Haunted dieci anni dopo.
Non avendoci mai ripensato e invece eccoli là.
Messaggi subliminali del cosmo.
Forse di un periodo che era decisamente più semplice.
Ma che comunque è cristallizzato nell'ambra.
Inutile guardarsi indietro.
Odiando da paura il torcicollo.
Sticazzi anche eh
Pace
domenica 2 agosto 2015
Scandendo la vita varia con il numero di fermate dell'autobus.
In fondo è solo roba che non esiste, tipo esistenze varie frutto di decisioni random, ma sempre ascoltando una vocina in testa.
Grillo parlante stocazzo.
Un po' perchè, avendo la barba, tramuta direttamente senza passare dal via in un supereroe.
Anche quando ci sono giornate che proprio non vogliono assolutamente finire.
Quartiere periferico come punto di ritrovo.
Tre mesi all'anno gli occhi sono puntati qua.
Anche se tipo trent'anni che è il centro di tutto.
Quasi, non sempre però.
Diciamo che gli occhi e la mente son sempre rivolti lì.
Lembo di terra martoriato, eppure così splendido.
Ormai è quasi in parità gli anni che era così o no.
Non ricordando esattamente.
A posto così.
Frastimando che la sabbia si attacchi, ma avendo mazzi di caffè da offrire.
Sempre.
Raga cosa vi posso portare?
Pace.
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