martedì 24 febbraio 2015

Bluegrass poettese a fari spenti e strade statali


Forse è vero che alla fine le strade sono tutte uguali.
Tipo quelle extraurbane.
Al buio ok.
Senza illuminazione.
Andando dritti, il resto non conta.
Duecento Km e rotti, mentre chi è davanti nel posto del passeggero dorme.
Sempre così.
Canto dei motori e canzoni sul come tornare a casa senza una lira.
As always.
Un po' sulle quattro ruote è quasi sempre un limbo.
Girando in tondo.

Andare, partire, arrivare, tardare.
Non cambia granchè.
Bisognerebbe capire dove si è diretti, ma non ci sono mai i lampioni.
Nè Gps.

Va bene lo stesso.

Andando a casa.

venerdì 20 febbraio 2015

Sit tibi terra levis



E' una vecchia storia lunga tipo trentottomila anni.
Così dice wikipedia.
Forse qualcosa di più.
L'Homo Sapiens e il Canis Lupus Familiaris,
Eccoci qua.
Entrambi passando i millenni.
A caso, ma non per caso.
Da qui nasce la vecchia favola, di dormire vicino al fuoco in mezzo al bosco, con sdraiato ai piedi il caro vecchio amico.
Sempre qua-
Quattro zampe.
Una coda.
Presente oltre lo spazio e il tempo.
Un po' come tutto quello che ho imparato su Tralfamadore.
Anche se ammetto di esser stato influenzato da Jack London.
Alaska.
Husky.
Gelide notti vicino al fuoco.
Un po' sognando di rivedere Balto la prima volta.

Alla fine va bene così.
Essere tralfamadoriani.
Essere bokonomisti,

L'importante sono i cieli stellati.
La legna che arde.
E un cane vicino.

Che la terra ti sia leggera allora,

Pace.


giovedì 19 febbraio 2015

Spettatore giocante di storie scritte da altri.



Probabilmente è merito tutto di quei cd-rom bianchi della Lucasart, con avventure strampalate.
Aprire la finestra della fantasia e stare lì.
Alla fine non c'è niente di meglio nel stare attorno al fuoco a sentire raccontare delle storie.
Dai colori più disparati, un po' per abbandonare questo mondo e rifugiarsi da un'altra parte.
Anche se fisso mai na gioia.
Non sempre storie tristi.

Volendo scrivere e dare vita alle parole.
Con immagini di Pixel.

Kickstarter?

Mai troppo tardi.

Pace

martedì 17 febbraio 2015

Vecchi stili d'insonnia.


Alla fine sempre di traumi e punti di vista si parla.
Certo, comunque su determinati discorsi siamo tutti più o meno d'accordo:

La gente è fottuta.
Punto.

Più o meno, dipende fisso dal grado di sostanze chimiche cattive nel cervello o giù di li.

Potendo fare mazzi di elenchi, roba forte.
Giuro. avendone visto a mazzi.
Scrollando le spalle, tanto alla fine è così.
Che ci puoi fare?
Niente.
Dispensare magari sorrisi, per rendere forse per qualche nanosecondo il loro tutto meno incasinato.
In fondo sono solo esseri umani difettosi che fanno scelte balorde frutto di sostanze chimiche cattive.
Roba incasinata.

Alla fine è meglio creare un legame unico, che passa attraverso i confini fisici e di mentalità.
Ci siamo sempre.
Dall'asfalto al prato.
Tirando fuori le parti nascoste.
Voci dal basso.
Spingendosi fisso verso il fondo.
In compagnia sempre.
Però, hey alla fine era ok così.

In fondo va bene lo stesso.
Cercare di essere cordiali e via.
Impossibile fermare un ghiacciaio.
Non fa nulla.

Essendo ricchi, perchè ci basta poco.
La vita va avanti.
Pace

Così va la vita.


giovedì 12 febbraio 2015

Pittogrammi nell'etere dal deserto urbano.

Random words from a random everyday hero ( ? )
Lone Wolf Radio Station parte due.
Come un camper senza ruote in mezzo al deserto, parlando fisso al baracchino.
" C'è qualcuno lì fuori? "
E via di pezzi old school.
Quella roba che sta ancora su cd di mp3 e dovrebbe stare in un museo.
Alcuni sono addirittura dei tempi di Napster.
Giuro.
E intanto su youtube va in onda una partita di basket del 1997.
Credo di Giugno.
Certo che i Jazz lo meritavano un anello.
Cinema all'aperto.
Sale giochi.
Calcio in strada.
Ginocchia sporche.
Figurine Nba da mettere in un raccoglitore.

Roba da lupi.
Raccontando tutto questo a una radio ad onde corte.
Universi paralleli.
Chissà.
Non avendo proprio voglia di affrontare discorsi sui viaggi nel tempo, o della possibilità di influenzare il futuro.
Magari domani, si.
O ieri.

Ora tocca andare nel deserto.
Tipo nel 1997.

Anche se si pensa solo ad un mondo fittizio del 2077.

Cose da Fort Bannister.

Ferma registrazione.


Pace

mercoledì 11 febbraio 2015

Segnali radio dalle terre di confine


Bisogno randomico di arte varia.
Muovere le mani.
Creare dal nulla, o al massimo ricopiare alla buona.
Magari vestirsi come un cretino, con tanto di maschera antigas.
Certo non sarà mica facile farla, ma che importa.
Anche se esce una cagata, è pur sempre un capolavoro.
Unico nel suo genere.
Prima non c'era.
Ergo pezzo in tiratura limitata.

Essendo supereroi
E andare in mezzo ai boschi.
Anche per fare la guerra civile.

Da vedere solo il silenzio.
Lontano da volanti ed esseri umani.

Trovare solo il posto dove accamparsi,
Va bene anche in montagna.

Riempiendo lo zaino.
Lone Wolf Radio Station.

Bastano anche un paio di giorni.
Lontano da tutto, poi giuro penserò al futuro.

Almeno credo.

Pace

martedì 10 febbraio 2015

Confessioni di un samurai submetropolitano a guardia di reliquie in ghisa.


Una vita in the panchine.
Tipo a buttarsi via.
Tempo al tempo naturalmente.
Rigorosi scaloni d'età per fare determinate cose.
Altrimenti facendosi fisso ridere dietro.
Poco, ma sicuro.

Però eccole là
Rimangono così.
Scritte andate via.
Le hanno fatte così scomode per sloggiare la gente.
Ma alla fine sempre lì.
Certo, in meno.
Risicati.
O quasi da solo
Con la stessa musica in testa.
Al parco.
In un quartiere di periferia.

Come al solito.
Sull'attenti a presidiare il fortino nella giungla.
Anche 10 anni dopo la fine della guerra della vita.

Che male c'è?

Ferma registrazione.
Ferma video.

Pace

lunedì 9 febbraio 2015

Peek-a-boo con lampade a forma di mappamondo o viceversa.



Quello si che era un gran bel regalo.
Abbassando l'avvolgibile, collegandolo alla presa e magia.
Si conosceva la geografia.
Ed essendo molto piccolo era un vantaggio.
Sapere che il pianeta era così grande.
E c'era così tanto tempo...

Tipo 25 anni dopo.
Mancano ancora troppe nazioni.
Eppure i viaggi sono stati tanti.
Più quelli mentali naturalmente.

Cazzo ci fai sveglio?

Penso ai Km

E a mappamondi.

Andare

Mantra giornalieri di fallimenti vari


Un portatile che malfunzionante, usato da un essere umano non più giovanissimo in non perfette condizioni psicofisiche.
Una macchina che funziona male che scrive su un supporto che funziona male.
Difetti dovuti all'usura.
Mentale e meccanica.
Non di fabbrica.
Forse per la macchina di silicio, non quella di carne etc

Laborioso laborioso laborioso.
Bokonomisticamente parlando,

Inchiostro sparso qua e là, con filastrocche quotidiane di futuri spenti.
Ma si, alla fine son passati tipo anni.
Non è che si sia smosso più di tanto, però va bene lo stesso,
Seguendo schemi di portata sicuramente più ampia.
Non certo piccolezze simili.
Non sapendo esattamente niente.

Cosa ti piacerebbe fare?

Cambiare cose da fare ogni mese.
Fino ad esaurimento scorse.

Ansia da pezzi di carta dal valore nominale.

Dub di Zion, come sulla Soyuz.
Comune aerospaziale di coltivazioni ludiche.

Potendo decollare in orbita, come ai vecchi tempi.
Roba da scienziati.
Sicuramente contro gli Space Invaders, ma evitando di certo di liberare il mondo dalla maledizione del vampiro malvagio.
S'è capito no?
Allora gli indizi sono sparsi 4 righe sopra e sei.

Hai fatto quello che la spiega.
Aggiungilo a penna alla lista dei fallimenti vari.
Giocando fisso tra note e parole.
Colonna sonora dell'eterna lotta con il cemento.

Ma si, andate pure.
Rimango io a fare la guardia a com'eravamo.

Con le robe d'inchiostro sulla pelle.

Cambiando medicazioni.

Rendendosi conto solo ora di aver involontariamente citato l'immagine scelta a caso, ma non per caso.


Dayum

Da mettere nella colonna delle vittorie.

Pace



giovedì 5 febbraio 2015

Capolavori di pixel, nascosti tra titoli indie, che parlano distrattamente della vita.



Un po' come fare veramente la differenza.
Riavvolgendo il nastro, davanti a scelte più o meno sensate.
Tipo chiedendo al Liceo che cosa fosse il tempo: per la prof c'era ed era visibile, per altri no.

Non c'è.

O al massimo è solo un granello di polvere interstellare, in un luogo particolarmente periferico di tutto quello che sta lì fuori.
Quasi come il canto dell'universo o di Mercurio.
Non sapendo altro.

Però intanto A o B
Non puoi calcare il tasto destro + shift per tornare indietro.
Iz not a game.
Influenzando n mila universi paralleli.
Anche scrivendo queste righe.

Dove magari, nel n° 7869 si ha anche qualche talento sparso.
E non solo quello di respirare.
Non sapendo fare niente, che non sia stato già fatto.
Registrare.
Sentire.
Dimenticare.
In fondo vivere è la cosa che più o meno riesce meglio.
Non sarebbe male fare un paio di passi indietro per cercare di trovare qualche capacità particolare.

Ma il liceo è finito da un pezzo.

Anche se potendo tranquillamente contraddire quello appena scritto.

Queste righe prima non c'erano.
Ora si.

Allora, soppesando di più le singole scelte.
Anche quelle che appaiono piccole, insignificanti.

Siate gentili allora.
Si può cambiare il futuro.

Ed essere nel nostro piccolissimo, dei supereroi.
Con la barba naturalmente.

Ferma registrazione.
Ferma video.

Pace

martedì 3 febbraio 2015

Elemosinando previdenza sociale in crash di sistemi operativi


Magari quel sistema crashasse sul serio.
Allora si che si sarebbe da ridere.
Come al solito dietro pezzi di carta dal valore nominale.
Cercando un po' l'essenza delle cose.
Cose che succedono.
Non è certo una questione di mercato o di robe da fare.
Bastano tipo 10 giorni di pioggia ed è questo il risultato.
Forse anche di più.
Non ricordando di certo.
6:30 e giorni fisso così.
Perdendo il senso dell'orientamento, ma non è una roba tipo: dov'è la scuola superiore Furinkan? "
Magari.
Sarebbe figo di sicuro, prendere a andare a dormire in montagna a caso.
Senza stato.
Senza welfare
Senza prendere il numero e fare la fila.
Anche se è ingiusto vivere sotto i 10°.

E intanto chi viene e chi va.

Fasten your seatbelts.

Dèvero.

Peace