domenica 31 dicembre 2023

Epitaffio sgrammaticato di un'altra rivoluzione di un pianeta scalcinato attorno ad una nana gialla di tipo spettrale G2 V



Avendo scritto a matita cose da fare.
Che naturalmente verranno completate, essendo ottimisti, per meno di un quarto.
Sticazzi.
Alla fine è cercare soltanto di incanalare la ciclicità del tempo.
Renderla vagamente comprensibile, figurarsi sopportabile.
Dandoci date artificiali per rinascite che ovviamente dovrebbero solo esistere all'interno.
E non legate a calendari.
Insomma è quasi un obbligo sociale imposto, di un tentativo semiserio di migliorare per forza.
Che poi dopo una certa età si può solo peggiorare eh.
Figurarsi diventare un componente produttivo e utile di questa società.
Roba da matti.
Eppure ci sono contraddizioni clamorose.
Come la divisa e tatuaggi di gruppi Punk.
Una roba davvero assurda, ma l'essere mercenari, ormai, è un dato di fatto.
Quindi facendo salti tra le righe, per tornare al concetto precedente.
Quello di fare schifo un po' come tutti gli altri, pazienza se ci sono delle feste fasulle autocelebrative di migliorie tassative.
Calcola, mai piaciuto l'ultimo dell'anno poi.
Avendo l'ansia di fare qualcosa per forza, altrimenti l'8 Gennaio al rientro sai che sfigato.
Beh essendolo comunque anche facendo cosa eh.
Non che fosse così male stare nel buio di una stanza fredda in un quartiere di periferia vicino al mare a rovinarsi gli occhi su un monitor CRT.
Invece ci sono i festeggiamenti mandatori.
I brindisi forzati.
Gli auguri a denti stretti.
Vabbè.
Ora esagerando.

Unico augurio sensato è il solito.
Quello estremamente ridondante, ormai diventata frase di un personaggio di un libro.
Allora.
Teniamoci forte chi abbiamo vicino, perché è un attimo.
Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.



martedì 12 dicembre 2023

Salti temporali umorali generazionali grazie ad Action Figures di materiale riciclato.


Ah davvero.
Potendo pure datare la foto facendo una ricerca su in che anno fosse prodotta quel tipo di bottiglia di aranciata.
Più o meno.
Pellicole vecchie come cause legali.
Raggiungendo il traguardo solo per sfinimento.
Intanto pensando a dei tesori di plastica dentro contenitori trasparenti in sotterranei al 50% ancora da definire tramite atti notarili.
E quindi ripensando all'assenza formale di cose preziose.
Quando erano proprio un paio, custodite con cura.
Sette mila lire in Via Pessina.
Ed è normale che finiscano dentro delle scatole.
In fondo è così.
Crescendo passo per passo.
Abbandonando determinate cose.
Essendo decisamente tutto più semplice.
Di udienze infinite ed eterni conti da pagare.

Pace




venerdì 8 dicembre 2023

Tipo che i baretti nelle giornate di festa sono chiusi al 100% e piove pure, ma ndocazzo vai.


È proprio vero che ormai siamo tipo schiavi del jpeg.
O di qualsiasi altro formato eh.
Tanto capendone meno di zero.
Rimangono comunque gli album di foto sparsi nelle cartelle, anziché andare a cercarli a colpo sicuro in qualche credenza di legno che profuma di resina.
I tempi cambiano eh.
Non è una lamentela.
Tipo constatare un dato di fatto in maniera pedante.
Ammazza ao, che rompiballe.
Una sorta di giro di parole per dire che è tipo giornata per scrivere qualcosa.
Dato che un quartiere periferico piovoso sul mare ispira un sacco.
Della quiete di un giorno di festa.
Di dover salutare un amico che va dall'altra parte del mondo.
Ed è vero che ci si vede di meno.
Avendo impegni più o meno semiseri.
O semplicemente meno voglia o pazienza per stare appresso a determinate cose.
In fondo gli intonaci e i quadri rimangono gli stessi.
Di giornate di Settembre a caso.
Dopo aver festeggiato pezzi di carta triennale dal valore ipotetico.
In una società che mammamia.
Non è che sia diventata il massimo e forse non lo era nemmeno prima.
In fondo si fa quel che si può.
Ed è un giro di perdersi e trovarsi.
Di cambiamenti rapidi e inspiegabili.
Forse quello che frega è davvero essere fedeli al proprio spirito.
Credo eh.
Dato che si è saccheggiato la frase.
Mai farina del proprio sacco.
Che verme.
Intanto ci sono timbrature da fare a mezzanotte.
E una quantità di denaro che non si ha da spendere.
Alla fine torna sempre lì.

Vabbè.




mercoledì 6 dicembre 2023

Cronache sconclusionate di un quarto di secolo circa.



Allora.
È tutta una sommatoria X + Y di una passata di discorsi fatti.
Su propaganda, intelligenze artificiali, ragazze ologramma, film sottovalutati, passata di vento cattivo in arrivo.
Ma brutto brutto.
Hai presente il futuro distopico con distanze sempre più grandi tra persone che vivono fianco a fianco?
E non si fidano per niente.
Avendo paura di tutto.
Dei conti a fine mese.
Della violenza.
Dell'insicurezza.
Della solitudine.
Dei bei vecchi tempi andati dove sai, spendevi anche meno per tipo qualsiasi cosa.
Ecco.
Bella roba giocare sui sentimenti delle persone per fargli fare un po' quello che si vuole.
Ed è per questo che sta arrivando: una marea nera ciclica nel tempo.
Perché in fondo ci puoi mettere tutti i vestiti eleganti che vuoi, ma sempre una specie di ominidi aggressivi rimaniamo.
E conta poco premere un pulsante o affilare una lancia.
Studiare metodi sempre nuovi per manipolare.
Come se già non fossimo dei consumatori abbastanza accaniti, di qualsiasi cosa che può dare anche, vagamente, una qualsiasi sensazione.
E adesso arriva, raga, altroché.
Egoisticamente pensando di essere una qualsiasi Z in una maggioranza, non facendo parte, se non marginalmente etnico, di una minoranza.
Per il resto regolare.
Pure protetto da leggi.
Una tizio qualsiasi.
Ed arriva.
Tipo un anno o due.
Allora facciamo la solita cosa, quella persa nei posti ormai random di questo blog.
Teniamoci forte.
Vogliamoci bene.

Forse non basta.
Ma almeno iniziamo da qua.

Pace.


lunedì 27 novembre 2023

Tipo che doveva essere un post fighissimo e invece è uscita una roba un po' ricamata. Rispecchiando un po' il periodo generale.


 
Salite e discese fatte a piedi.
Sbandando ovviamente.
Visto che il modo di camminare è un disastro, come tutti il resto ovviamente.
Tendendo soltanto a strascicare malamente i piedi sul cemento.
D'altronde avendo sempre i 4 / 4 in testa.
Tipo il bum bap delle basi.
Di uno stile musicale che rappresenta la città e basta.
Eppure non utilizzando più lettori mp3.
È una questione di auricolari che tipo se ne rompeva fisso uno.
Troppo pigri per andare a ricomprarli.
Ma scherzi?
Avere interazioni umane più dello stretto necessario?
No, grazie.
Tipo in 24 ore avendone avute anche troppe.
Necessitando strade deserte e ben illuminate di un quartiere periferico vicino al mare.
Anche se fa freddo, pazienza.
Alla fine è solo una modalità di ricarica.
Di cose lontane e distanti.
Estrapolate da cervelli ammaccati.
Ricercando la stessa sensazione e non trovandola.
Ovviamente.
Quindi è ok comunque, come il non scrivere più granché.
Diventando un esercizio mentale troppo forte.
Visto che le energie sono dirottate su altro.
Come essere funzionante, produttivo, propositivo.
Cittadino esemplare.
Quando invece c'è solo bisogno di fare schifo e giocare a Pc rintanato in una stanza.

Pace.
 


domenica 29 ottobre 2023

Esperienze tralfamadoriane pure da sveglio, o meglio da mezzo addormentato al volante di un mezzo della pubblica amministrazione.


Scatti fuori fuoco e fuori fase.
Come chi li ha prodotti.
Zero abilità tecnica nel fare mazzi di cose, mestierante vario senza amor proprio.
Roba da matti.
Come stare davanti ad uno schermo a vedere le 02:59 che anziché diventare le 03:00 tornano semplicemente ad essere le 02:00.
Esperienze di viaggi nel tempo mediante supporti informatici.
Con sullo sfondo scuole inagibili costruite in strade urbane a scorrimento veloce separate da spartitraffico in cemento.
Quartieri residenziali di periferia ormai diventati fighetti.
Fare 120 Km in sette ore che diventano otto.
Straordinario da farsi pagare.
Com'era quella battuta?
Qua non passano gli Autobus, passano i lupi mannari.
E non è che sia cambiato molto in determinati intervalli di tempo.
Ma come fai a contarli?
Però è così.
Solo un po' più deserto.
Per fortuna la ghisa è un materiale che non si rovina.
D'altronde a Samhain un po' passato e presente si mischiano.
Quindi non è per niente male stare seduto sulla solita panchina.
A guardare un po' i fantasmi di chi frequentava un po' quel posto.

Pace.




domenica 10 settembre 2023

Fotografie belle di momenti sereni, ma totalmente sbagliate perché alla fine il post vuole comunicare altro.


 Com'era quella frase che mi hai detto?
Ah già.
" Non gliene frega nulla perché pensano di vivere per sempre. "
E tipo che non ci avevo pensato per nulla.
Alla fine, ascoltando canzoni belle, passano davanti mazzi di estati.
Di un po' di anni fa.
Non che fossero migliori ovviamente.
Perché è una roba che frega di brutto.
" I cari e bei vecchi tempi. "
Eh stocazzo.
Infatti è una cazzata.
Idolatrando frammenti di memorie riadattati da cervelli malati.
Cosa credi che possa uscire?
E davvero pensi che le cose siano andate VERAMENTE così?
Ma anche no.
Ricordi vari di spiccioli in tasca, blatte in camera e futuri inesistenti.
Come unica prospettiva bestemmie ed emigrazione.
Quindi non credendo a certe cose.
Di certo andando a buttarmi via a piedi.
Trascinato per sentieri polverosi dopo aver dormito su panchine di ghisa.
Perché in fondo una pigna rimane tale anche con il passare degli anni.
E lo puoi pure ripulire.
Ma tanto è un comportamento autodistruttivo del tutto innocuo per gli altri.
Essendo soltanto un organismo unicellulare volto a farsi i cazzi propri.
Eternamente allergico a mondi digitali, figuriamoci nello stare sotto i riflettori.
Invece schianti all'alba e perversioni digitali di ragazzini presunti immortali.
In fondo è anche loro il diritto a volere fare schifo.
Un po' come tutti.
In questa società orrenda.
Di un capitalismo ancora più osceno.
Comprando le mancanze a suon di bonifici.
In fondo forse è sempre stato così.
Solo che non avevamo i social.
Per vedere genitori inadatti di figli incasinati.
Allucinante come sia una catena che non fa proprio a spezzarla.

Quindi via a retorica e coccodrilli.

Cercando i propri spazi di libertà nell'isolazionismo puro.
E di fare schifo come sempre.

Pace.

giovedì 29 giugno 2023

Blocchi meccanici vari per pagine vuote salvate in memoria.

 


Alla fine fa un po' pensare come cosa.
Che le estati le aspetti soltanto fino ai diciassette anni.
Poi dopo diventano intermezzi tra robe che non si ha molta voglia di fare e di bidoni da tirare con dial up di silenzi vari.
Generalizzando eh.
Forse perché è un freestyle di giunture dolenti ed inferiore tolleranza al calore.
Dato che vicino c'è solo cemento e pesa il culo prendere mezzi di trasporto.
Ma forse perché non si ha niente di interessante da scrivere o da leggere.
Quindi passando il tempo lentamente.
Tra casini futuri.
Di biglietti colorati dal valore nominale.
Di referti.
Di strade sconnesse e scarpe sfondate.

Quindi capace che diventano soltanto date scarabocchiate su calendari delle bombole del gas.
Aspettando sempre 1 del mese per cambiare stile di vita o provare a migliorare.

Non che cambi molto.

Pace

lunedì 15 maggio 2023

Buttando in scatole di scarpe da skate ( scomode per camminare ) biglietti di treni validi in mezza Europa.

 


Alla fine è un post di ripiego.
Eh già.
In testa c'erano robe belle e imbarazzanti da dover per forza comunicare a n contatti.
Invece, avendo la confusione mentale, ci si è dimenticato tipo quasi tutto.
Perché avendo il timore di avere una sorta di ADHD,
Invece essendo solo decisamente malfunzionante per aver esagerato troppo di poche ore di sonno e stili di vita decisamente rivedibili.
Ma non è che sia molto importante eh.
Lo giuro.
Sfruttando belle immagini per buttare giù parole che tecnicamente dovrebbero seguire un filo logico di narrazione.
Ovviamente no.
Perché è tutto improvvisato.
Un po' come le 24 ore alla volta.
Poi vediamo.
Terrorizzato da ipotetiche situazioni improbabili.
Visto che è un trucco mentale, quello di non dover meritare nulla.
Ed è tutto tipo in prestito o una farsa.
Abituato alle ginocchia sbucciate.
A cadute rovinose.
Quindi fa strano andare avanti per strade illuminate, anche se sconosciute.
Di solito ci si ferma prima della partenza.
Rimanendo come sempre a piedi.
Con passo strascicato ovviamente.
Dato che è un cantico strano di scarpe scomode e giunture cigolanti.
Ecco sarebbe stato un titolo perfetto.
Ma ci si è ricamato un po' troppo sopra.
Quindi va bene lo stesso.

Vogliamoci bene.
Anche se ci sentiamo poco, vediamo di meno e siamo incasinati un po' per tutto.

Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Pace.

domenica 30 aprile 2023

Alla fine è solo una questione di provare a riparare carrozzerie e motori, ma non avendo né competenza né finanze.


Com'era quella cosa?
Sul macinare Km in sella a motocicli scalcinati nel cuore della notte.
Ecco.
Più o meno.
Di certo avendone fatti anche troppi.
Finendola a piedi.
Quasi impossibilitato a restaurare pezzi da museo che dovrebbero solo riposare.
E non sono solo meccanici.
Davvero.
Ci sono però mazzi di canzoni.
Ovviamente piratate.
Alcune addirittura potrebbero pure essere pagate su Soundcloud.
Ma non essendo di certo tecnologico.
Essendosi fermati a lettori Cd della Schenider.
Nel negozio di dischi di Via Roma di cui non si ricorda assolutamente il nome.
Spettri di un passato informatico defunto.
In fondo le attività come i supporti analogici e digitali vanno e vengono.
Un po' come programmi di chat e social media cancellati.
Alla fine rimangono cose salvate sparse.
Come foto sfocate in formati agghiaccianti.
Tutto questo giro di parole.
Passando pure per le vie principali.
Solo per dire che diventiamo obsoleti.
Forse finiscono anche le cose da dire, perché non riusciamo ad inventarne nuove.
Però anche se non ci parliamo alla fine quelle cose rimangono.
Pure se in frammenti di risate.
Di albe viste di corsa.
Quindi va bene lo stesso.
Metti Free Bird.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.





venerdì 14 aprile 2023

Fogli di carta fatti a brandelli, dove in ogni riga c'era tipo scritto " Pace " o semplicemente " Sticazzi "




Hai presente le rosicate?
Ma di quelle brutte eh.
Per cazzate.
Come sempre.
D'altronde non è che essendo mai stati esseri umani anche vagamente funzionanti, figurati ora.
Che siamo a pezzi da aver fatto fin troppi giri intorno al sole.
Spaccati dalle tossine in corpo e dalle sostanze chimiche cattive prodotte del cervello.
E non solo.
Eppure quando certe robe svaniscono, non è che rimanga granché.
Ti ricordi quando hai giocato con gli amici ed è stata veramente l'ultima volta?
" Ci vediamo domani "
" Mi ricollego la prossima volta. "
Poi alla fine quel domani non arrivava mai e la prossima volta neanche.
E le giornate passavano, i mesi pure.
Per non parlare della stagioni.
Cambiando radicalmente.
Non solo fuori, soprattutto dentro.
In finale è decisamente meglio andarsene via con il sorriso.
Che arrabbiati.
Per questo tendendo ad incazzarsi tipo per cinque minuti.
Ma tipo solo fiammate.
Per poi scrollare le spalle.
Ma sì.
In effetti non è meglio così?
Dato che tipo girandosi e passano le settimane.
E siamo decisamente pieni di miserie.
Ogni giorno.

E allora vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai.

Visto che è un attimo.
Non salutandoci arrabbiati.
Quello no.

O almeno non più.

Pace.

lunedì 10 aprile 2023

Avendo completamente terminato la fantasia per le immagini da mettere, così si imbroglia su titoli banali e Jpeg di Webcam scassate.

 


Riciclando immagini.
Di post già scritti e mai censiti.
Comunicazioni dirette vs indirette.
Alla fine neanche si capisce a che pubblico ci si rivolge.
D'altronde esule digitale wannabe.
Cancellazioni non tanto improvvisate
Di Social Media insopportabili.
Usati compulsivamente.
" Ti sto ascoltando "
Occhi solo per lo schermo.
Essendo qua, ma neanche lontanamente qui.
Comunicazione non verbale di non voler essere presenti.
Ma tanto è tempo perso.
Spreco di energie di infastidirsi pure.
Rimpiangendo la fine del credito.
Pensieri telepatici di squilli con l'addebito.
E di non essere rintracciabile.

E' proprio vero che possiamo solo peggiorare.

Roba da matti.

martedì 28 marzo 2023

Flashback sfocati di un essere umano stancamente malfunzionante.


Cos'è che ti ho detto?
Ah già, che tipo vivo ventiquattr'ore alla volta.
Ma spesso anche meno.
Terminando il livello andando a dormire.
Ed è proprio clamorosamente così.
Visto che ci sono giornate in cui la direzione sembra tracciata e basta solo una telefonata per far riiniziare tutto da capo.
Gioco dell'oca numero non mi ricordo.
Un po' citandosi in una sbronza autocelebrativa.
Roba da matti.
E ci sono mura che proprio non si riesce a lasciare andare pure volendo.
Un buco nero di trenta e passa anni.
Che assorbe qualsiasi cosa.
Soprattutto esistenze, per non parlare di tempo, denaro ed energia.
Morde.
Distrugge.
Crea buchi nel petto.
E quindi?
Scrollare le spalle.
Fare quello che si deve.
Che non è un granché, ma in fondo è sempre meglio di nulla.
E sarebbe decisamente la cosa giusta da fare.
Ma non potendo arrendersi.
Quindi in testa rimangono soltanto immagini frammentate.
Che dovrebbero durare 2 minuti e 9 secondi invece durano 1 ora, 15 minuti e 48 secondi.
Di VHS in videocamere su treppiede.
Di divani sfondati.
Di proiettori perennemente fuori fase.
Di Venerdì lavorativi da minorenne.
Di rive che si allontanano sempre di più.
Di serrande che non si chiudono.
Di guardare fuori da una finestra.

Salendo sgangheratamente delle scale di marmo.
Per entrare in una dimensione spazio temporale fatta di respiri pesanti e dolori al petto.
Volendo spezzare la catena, uscire dal cerchio.
Rimandato alla prossima giornata allora.

Lo vedi che faccio bene a non pianificare mai nulla?

Sapendo di dover terminare con la solita frase ad effetto.
Ma oggi meglio di no.

Pace.

lunedì 20 marzo 2023

Omaggiando case produttrici di Arcade che hanno da ventenni tirato le cuoia.

 


In fondo sono suoni che rimangono registrati.
Rumori random di sottofondo fatti da una cinquantina di cabinati accesi contemporaneamente.
Frammenti di esplosioni.
Briciole di urla in giapponese.
Enormi monitor CRT.
Pezzi di legno tirati a casino.
Vedendo pixel di personaggi sconclusionati di picchiaduro a scorrimento.
Figuriamoci quelli a Round.
Eppure sono tutti lì.
Con i sottofondo una canzone relativamente recente che ha comunque il potere di portarti un po' lì.
Dove?
39.201580, 9.160628 di coordinate circa.
La cosa che frega è il salto continuum temporale.
Dato che ci sono decenni che non piacciono neanche un po', figuriamoci quest'orrore di società che modifichiamo ogni giorno.
Non che prima fosse meglio eh.
Sia chiaro.
Ma era decisamente più sopportabile.
Anche perché i casini alla fine erano dimensionati.
Più o meno.
Ora ci sono routine che iniziano a piacere un po' meno.
Sarà il fatto che ci sono turni da 14 ore più altre due passate a spaccare banconi frutto di ossessioni sgangherate.
In finale ci sono nuovi dial up di silenzi vari.
Fatti di burnout di altri che ovviamente incidono anche su noi stessi.
Alla fine sai che c'è?
Tocca rifugiarsi dentro pixel.
Mondi virtuali.
Storie alternative..
Camere arcade di decompressione.
Giusto per dire che va tutto bene, no?

Allora famo così.
Vogliamoci bene.

Perché in fondo lì fuori, non è che sia un granché.

martedì 7 febbraio 2023

Saccheggiando foto in qualità ridicola tenute come reliquie di tempi decisamente lontani.


Non è che si veda granché.
In fondo è sfocata.
L'immagine eh.
Un po' come la memoria e tutta la roba varia che c'è in testa.
Avendo fisso la confusione mentale.
D'altronde si voleva soltanto parlare di fantasmi.
Come in sotterranei che non sono mai stati accatastati perché si facevano un po' le cose a cazzo.
Nel pensarci dopo, in sentenze quasi definitive e altre che devono ancora essere decise.
In fondo son le robe che terrorizzano di più.
E non tanto le Banshee, Spettri, Spiriti o altre cose che non possono nemmeno lontanamente essere toccate con mano.
E' più che altro la polvere.
I frammenti di ricordi sparsi tra mattonelle rotte ed intonaci crollati.
Il rumore delle auto che passano per una strada larga un paio di metri.
Tutto iniziato lì, più o meno.
Una sorta di girotondo vario, fatto di scadenze e carte bollate.
Di cose proprio che non si riesce a venirne mai a capo.
Vie d'uscita fatte di bonifici.
Così da sistemare cose una volta per tutte, andate avanti per trent'anni.
10950 giorni di calcoli approssimativi.
262.800 ore di operazioni matematiche ancora più alla buona.
Visto che si è sempre stati un disastro con i numeri, con le parole e un po' come tutto il resto.
Essendo un organismo tremendamente malfunzionante.
Che sale le scale malamente, zoppicando in piano e con una bellissima canzone di 3:14 in testa.
Ripetuta in loop.
A memoria, cantata su un catorcio.
Ed avendo tipo una forma di autodifesa nell'aspettarsi sempre il peggio da qualsiasi situazione, fiutando la fregatura dietro ogni angolo.
Così anche un qualsiasi +1 sembra tipo una montagna.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

giovedì 26 gennaio 2023

Saccheggiando ottimi documentari per menarsela e scrivere una frase in originale, per altro inesatta


 
Alla fine ci son mazzi di robe incasinate.
Perché, in fondo, essendo esseri viventi malfunzionanti.
Tipo andare avanti per X anni senza difetti.
Impossibile.
Avendo bug di sistema appena usciti, figurati dopo l'usura.
Visto che ci sono tipo 300 pagine da correggere e altre 150 da buttare giù.
Svenendo dopo due minuti davanti allo schermo.
Facendo andare il cervello su robe troppo complesse.
Tipo l'assenza di pezzi di carta dal valore nominale.
Una pietra legata al collo di casini degli avi.
Catene che non si spezzano.
Ripetendo DNAticamente errori.
Essendo maledetti dagli Dei e dell'aver camminato troppo vicini al bordo.
In effetti è un frastimo puro.
Dell'empatia dissennata.
Immaginandosi sempre il peggio.
Così la realtà diventa in parte più tollerabile.
Dato che se si fosse sempre seri sarebbe un incubo.
Allora sai che c'è?
Saccheggiando frasi di 10 celebri da documentari ben riusciti.
Non poetica come in lingua originale.
Ma sticazzi anche.

Nel campo la vita sparisce.

Ed è proprio vero.
Valore di allenamenti.
Riscoprendo favole scritte con due pietre e asfalto.
Quando decisamente le cose erano più facili.
Perché essendo stati minuscoli.
E il massimo del problema sono le ginocchia sbucciate o il pallone nel giardino dove ci sono due cani bianchi cattivi.

Anche lì c'era la maledizione dell'empatia.
Nascosta come far vincere chi sennò si arrabbia e ci rimane male.

Che pezza eh?

Allora vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

En la cancha la vida se va.

lunedì 16 gennaio 2023

Con tipo altre centocinquanta pagine da fare, eppure ci si ostina a pubblicare messaggi nelle bottiglie di un Blog scalcinato.

 


Scavando un po' qua e là.
Distrattamente leggendo pattern.
Cercando, inutilmente, di rendersi utile.
Se non con quotidiane piccolezze.
Purtroppo non potendo cambiare nulla.
Mandando messaggi telepatici.
Diplomazia sempre.
Stare uniti, stare vicini.
Anche se si è orgogliosi.
Perché in fondo altre alternative non è che ce ne siano.
Visto che siamo in giro per un po' e poi boh.
Quindi è una cosa come il solito stanco messaggio.
Talmente vano in un periodo così folle, che probabilmente ripeterlo fino alla nausea fa apparire come un matto da legare.
Di quelli che si vedono agli angoli delle strade.
Che urlano e sputacchiano.
Don Quixote alla buona.
Che si impegna in battaglie perse ed è troppo empatico.
Una rivisitazione anche questa.
Anche se il senso non è che cambi molto.
Difficilmente riuscendo a tenere assieme tutti i pezzi.
Spargendoli qua e là.
Dispiace.
Comunque quel suonato continua a ripeterla.
La solita frase.
Nonostante tutto.
Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Pace

mercoledì 4 gennaio 2023

Supporti digitali incompleti per memorie neurali danneggiate.


Non ricordando quasi nulla.
Immagini sparse di posti X in giorni Y.
Come quando ci si addormentava al check-in per risvegliarsi random in aeroporti mai visti.
Passate ere geologiche come queste foto vecchie.
Di ostelli.
Di felpe sgualcite.
Di telefoni rotti.
Di numeri persi.
Di gente che nemmeno si riconosce più.
In effetti, non è che sia complicato.
Sono i giri attorno al sole e il fatto di essere dei prodotti completamenti malfunzionanti.
Con clamorosi difetti di fabbrica.
Impossibile mantenere la garanzia, figurati ritirarli dal mercato.
Anche perché non è che sia un'opzione praticabile.
E allora ci sono soltanto giornate buone / meno buone.
Fatte di sgarbi ed incomprensioni.
Insomma le solite robe.
Quindi non è che sia niente di nuovo.
Ed è tutto il senso di questo post, che alla fine cambia più o meno tutto per essere sempre uguale.
Tipo avendo lo stesso stile da quando si hanno tredici anni.
E meno male che i reperti fotografici sono pochi e scarsi.
Già fa male vedere questi, figuriamoci gli altri.
Vabbè diventando troppo amaro.
Finale in crescendo?
Aggiudicato.
Il mantra ridondante.
Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Pace