martedì 29 marzo 2016
Invischiato nell'ambra di Gens incasinate e videogiochi a basso prezzo.
Forse fa bene ogni tanto guardare dritto vanti.
Come prendere a caso album di fotografia futuri e pensare solo a periodi strambi che sono passati così.
Un po' una fase che dura tipo da ventidue anni.
Ma forse di più, perchè fisso quando sei bambino non capisci granchè.
Assimilando tutto più o meno.
Uscendo fuori quando si tira sempre il peggio di se stessi.
Mancanza di respiro sentendo musiche ed effetti sono 8 bit.
Ricreando con la mente pomeriggi interminabili fatti di completo isolazionismo.
Quasi come se fossero in bianco e nero come il monitor.
Incapacità totale di fuga dalle solite vie.
Rifugio telematico, anche perchè non c'era nient'altro.
Scappando solo quando si era completamente toccato il fondo.
Fisso svolte traumatiche.
Pace
lunedì 21 marzo 2016
Perfortuna sono stati salvati sulla rete globale, mazzi di mp3 che riportano direttamente a pomeriggi invernali lottando a bestemmie varie con console e altra roba: tipo il capire come cavolo funzionano i rapporti interpersonali con altri appartenenti alla stessa specie, ma agli occhi di un quindicenne, totalmente estranei.
Facciamo tipo il gioco dove devi mettere una canzone di quando avevi tipo quindici anni.
O giù di lì.
Ma, non di certo quelle significative che ricordano fisso qualcosa.
Vai a caso.
Diretto.
Spara una colonna sonora di una giornata X.
Non dei giorni importanti.
Chissenefrega di quelle oh.
A sa fini la storia non è tipo fatta di giornate Memorabili, ma di tante mattinate così a caso.
Le date spesso sono spartiacque per dividere esattamente determinate periodi.
Una roba tipo parentesi (, [ e {.
E allora vai da paura.
Caricando, sticazzi dei crash di sistema
Però, ammettendo, il piacere nel vedere quando qualcuno aveva una connessione con il semaforo verde, voleva dire che tipo da Napster in 45 minuti una canzone forse la potevi anche scaricare.
Quindi, in testa, canzoni.
A mazzi.
Ricordando spesso svariati periodi no, intramezzati da sorrisi sparsi e lotte dure, senza paura.
Fai la borsa del calcio.
Metti il motorino sul cavalletto.
Prendi la roba da disegno tecnico.
Fissa fisso uno schermo.
Non giocarci troppo che consuma mazzi di corrente eh.
Stando attenti a certe cose, il bilancio sopra tutto.
Non essendo del tutto troppo accallonato a quindici o sedici anni, però essendo un po' boh.
Mezzo strambo sub metropolitano, ma non di certo da roba cringe creepy.
Il problema è il daydreaming.
Quello frega anche quando di anni se ne hanno il doppio.
Preferendo non certo i lieti fini, ma almeno, porcaputtana, una qualsiasi conclusione.
Come storie che diventano troppo spesso confuse, perchè alla fine ci si dimentica tipo immediatamente di un sacco di cose, trasformandosi fisso in un pesce rosso parte duecentosettantuno.
Ammettendo chiaramente di aver scelto un numero a caso.
Ma è a posto così vero, no?
Non di certo avendo avuto forse la teenage dirtbag che uno voleva, però oh.
Almeno finendo The Masquerade un paio di volte.
Cercando fisso di creare un qualsiasi tipo di storia per la locanda di Temesvar.
Ma beh, forse era il caso di andare più spesso in giro e non stare attaccato ad ammirare pixel.
Non che fosse certo un problema essere Cool o meno.
Calcolando in maniera disinteressata il fatto di riuscire vagamente ad integrarsi o meno.
Prendendo spesso le distanze.
In maniera decisamente netta.
Forse, alla fine, non è tanto essere isolati nel vivere in un'isola scarsamente abitata, ma rimanere con la porta chiusa.
Ovunque si viva.
Certo, si, che tempi e tutto il resto.
Ma boh forse non avendo proprio voglia di riaffrontarli.
Non certo stile Groundhog day.
Quello sicuro.
Almeno si è riso.
E voluto bene.
In maniera del tutto strettamente personale.
Ammazza che casino che eri.
Pace
sabato 19 marzo 2016
Life as shorty shouldn't be so rough parte due
Altrochè shorty.
Solo di statura, s'intende.
Ragazzino in penombra che non ha mai trovato il manuale delle giovani marmotte " Come diventare adulto "
Proprio zero.
Magari uno si può arrabbiare sul fatto che sia tipo un bug generazionale.
Non essendo certo preparati.
Sarà difficile anche possedere qualche mq°².
Ma forse non è proprio una questione di possedimenti vari.
E' il diventare tale.
Non sentendoselo per niente.
Proprio zero.
Come diavolo si fa?
mercoledì 16 marzo 2016
Rubando fisso undici righe per descrivere centinaia di cose, ma la pigrizia tende a zippare tutto quello che si trova.
Titoli più chiari di post.
Non è certo chiedere molto.
Nemmeno le giornate di sole.
Va bene anche se c'è tipo nuvoloso.
No problem.
Strade da seguire,
Tracciate e ben definite.
Fisso futuro nebuloso.
Ma migliore attitudine da viverli.
Un passo alla volta, no?
Dai andiamo
giovedì 10 marzo 2016
Preferendo di gran lunga quadrati dagli angoli rossi e blu e altri due tipo grigi o che colore vi pare, tranne i primi due naturalmente.
Uscite di sicurezza esistenziali parte uno.
Semplicemente merito di cuffie messe in testa, orgoglioso isolazionismo fatto di bassi e bpm.
Incapacitato fisicamente ad avere energie totali di sopportazioni varie.
Imperfezione tradizionale da essere umano malfunzionante.
Preferendo di gran lunga fare 5 round.
Con un minuto di pausa.
Ad intervalli regolari.
Mettendo in ordine cose incasinate, su altre però non si ha proprio la forza necessaria.
Percui meglio ascoltare voci in Patois qua e là,
Anche prendendo freddo, scrivendo gesta che nessuno leggerà.
O al massimo con poco interesse.
Si, decisamente meglio tornare in quel quadrato.
Pensando solo a non scoprirsi.
Contrattaccare, in qualche modo.
Azione ---> Reazione.
Robe fightclubanamente parlando.
Contro chi combatti?
Eh.
lunedì 7 marzo 2016
Assenza formale di ossigeno dovuto all'abbondanza di carabattole stratificate in pochi Mq²
Totale mancanza di cose, non preziose, roba in generale.
Non essendo, mai attaccato alle chincaglierie da collezionare nel corso di un'esistenza random.
Altrochè.
Chissenefrega veramente oh.
Buttare tutto.
Soggiorni Zen 2.0 dove tutte le cianfrusaglie sono lanciate dalla finestra.
Alla faccia del riciclo, davvero.
Eliminare, a mo' di manovre dei vecchi tempi.
Cancellare qualsiasi traccia del proprio passaggio sul pianeta sgangherato.
Allergia totale a epitaffi scritti sul granito.
Proprio no.
Seggiolini eiettabili.
Ci puoi contare
Impossibilità sostanziali di comunicazione diretta con appartenenti a generazioni valoriali totalmente diverse.
Una roba come scritte tratte da un gioco abbastanza vecchio, dove partivano citazioni di pezzi di versioni di latino mai fatte e lasciate puntualmente in bianco.
" Se un uomo non sa verso quale porto è diretto, nessun vento gli è favorevole " Poeta latino random.
No, si scherza, era Lucio Annèo Seneca.
Razza di caproni.
Alla fine l'ha tipo scritta duemila e rotti anni fa, c'aveva preso abbastanza bene.
Eterna insoddisfazione da post anni ottanta della più grande generazione di merda che abbia calcato il pianeta terra.
Fisso in guerra contro i baby boomer, cresciuti ad opportunità e a Drive In, Cin Cin Girl tutti magnaccioni wannabe.
Avete rotto il cazzo.
Si vale diecimila volte in più di voi in qualità di essere umani.
Poco, ma sicuro.
Trentanni di niente, solo le proprie mani e cose da vendersi.
Altrochè cambiarsi macchine come paia di mutande.
Lottando anche per comprarsi un paio di scarpe e per non farsele prestare.
Gente che non capirà mai.
Rabbrividendo.
giovedì 3 marzo 2016
Scatole enormi contenenti solo un paio di floppy, ma allora che diavolo ce ne facciamo di tutto questo spazio superfluo? Non chiedermelo, costa diecimilalire.
Insonnie generiche causate da chiodi fissi sul retrogaming vario.
Tipo avendo monitor CRT in bianco e nero.
Che tempi.
Forse anche no, sai cos'è se alla fine ti pagavi a manetta gli scatti.
Un'ora, mille lire circa.
Non è che sia cambiato granchè, alla fine.
Ma veramente, che ce ne facciamo di tutto questo interwebz?
A sa fini manco si gioca più online.
Troppe cose poco interessanti.
Cd masterizzati spediti da Cremona con Mmorpg rivoluzionari.
Quella si che era roba interessante e manco dovevi prenderla in edicola, era più o meno gratis, solo installare il client e copiare da qualche parte l'Ip.
Mandare email per account e via.
Mancanza di voglia eterna nel farsi più di un personaggio.
Izza me.
Ci puoi contare.
Ma ndo cazzo siete finiti?
Ma forse no, meglio non saperlo.
Davvero.
Pace.
mercoledì 2 marzo 2016
Alien Abduction come possibilità di rifocalizzarsi su determinati intervalli di tempo, magari questa volta evitando di bruciare irrimediabilmente connessioni neurali.
Capacità vicino allo zero di ricordare qualsiasi essere incrociato per la strada, figurarsi essere fisionomisti in una stanza buia.
E' per via della confusione mentale.
Troppi corto circuiti autocausati, tramite supporti comprati al mercato nero.
O di pura autoproduzione incosciente.
Quindi è come vivere costantemente con la memoria volatile, quando ci si distrae anche per un nanosecondo si perde tutto.
Soprattutto volti, luoghi e altre robe.
Un po' però, certi fatti precedenti ci sono.
Panchine in ghisa.
Erba tagliata di fresco.
Mattinate di sole ad inizio Marzo.
Camicie rivedibili, purtroppo tornate di moda.
Avendo poca roba nelle mani, se non debiti avendole bucate e veramente mazzi di roba nebulosa.
Perchè si è sovraccaricato troppo il sistema.
Schede completamente fuse.
Connessioni saltate.
Non imparando, non costruendo.
Esser fisso buttati qua e là.
Però tipo eccoci qua, undici anni dopo.
E chi l'avrebbe mai detto.
Si fa quel che si può, del proprio meglio.
Come sempre.
Male che vada andiamo su Titano.
Stiamo larghi lì.
Pace
Disturbo ossessivo-compulsivo nel guardare costantemente fuori dalla finestra. Cazzo guardi?
Attacchi frontali spalleggiati da condizioni meteo più o meno sfavorevoli.
Trappola di cemento e vetro parte tre giorni di fila.
Uscirne in qualche modo.
Sorta di condanna leggera a N mesi di reclusione, sempre dentro mura.
Cercando di evitare prigioni, dentro e fuori.
Trovare energie residue per combinare anche qualcosa.
Succede sempre così quando bisogna dare lo sprint finale per qualcosa.
Assenza spontanea di tempo sereno e passeggiate notturne.
Diecimiliardi di cose da fare, ma precisa mancanza di voglia di iniziare qualsiasi tipo di attività.
Allora forse sì che c'è qualcosa che non va,
Direi.
Capendo poco.
Perdendo anni nelle tasche bucate.
martedì 1 marzo 2016
Manuali di operazioni nel lungo periodo da distribuire necessariamente al compimento della maggiore età, ma forse anche prima.
Dormendo in sacchi a pelo su materassi in stanze di una città periferica nel regno di lontano lontano.
Periodica sensazione di mal di terra.
Quasi essendo eternamente distratto ed essersi perso momenti che comunque contavano abbastanza.
Trent'anni da vaso vuoto da riempire di riso.
Essere umano malfunzionante alimentato per la quasi totalità a graminacee.
Anche se non essendo per nulla asiatico.
Fisso appassionandosi a semplicità.
Come il piacere nel non risparmiarsi, sia chiaro: in robe che garantiscono una sorta di soddisfazione personale.
Poco o nulla nel disinteresse.
Dispiacimenti vari di fraintendimenti.
Non esistono molte cose da dimostrare.
Soprattutto fra amici.
Incidenti di percorso puramente casuali.
Non facendoli certo diventare fratture.
C'è comunque bisogno di correre, per paura della stasi.
Ma non di polizia politica, piuttosto di bussole rotte.
I girotondi sono piacevoli se stretti forti da mani familiari.
Non certo se si va avanti senza riferimenti.
Preoccupazioni varie da partite ive.
Manco c'è più la Zanicchi da vedere seduti su un tappeto a casa di nonna.
Istruzioni sbiadite per diventare adulti.
Pace.
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