venerdì 18 settembre 2026

Avendo soltanto odori stantii nelle narici, roba di armadi vecchi, smontati e venduti a prezzo inferiore delle quotazioni di mercato.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
O almeno, ero convinto di averlo fatto.
Avendo la confusione mentale.
Con il cervello talmente in panne che non si riesce nemmeno a tenere alta la concentrazione per intervalli di tempo regolari.
Figuriamoci per anni interi.
Comunque, non avendo detto di certo una roba.
Ma averla promessa addirittura in un sogno.
Di essere pronto ad ogni evenienza.
Com'era?
Rispondere presente.
Per iniezioni intramuscolo, dato che, non avendo di certo, la capacità di riuscire a farne una in vena.
Che assurdità.
Sai che è?
È Settembre che frega.
Perché da bambino portava sempre la presa a male di dover tornare a scuola, di non aver fatto, ovviamente, i compiti per le vacanze.
Ed era quel limbo dal 1° fino al 20°.
Di aspettare solo l'inevitabile.
Con l'impossibilità di muoversi.
Un po' come ora vero?

Aspettare.
Senza agire.

Mi mancano le nostre chiaccherate.

lunedì 14 settembre 2026

Zero efficacia combattiva in giornate di Settembre che, di botto, sono diventate di Gennaio.

 


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Di pomeriggi sonnolenti buttati su un divano.
Nonostante le diecimila cose da fare.
Mancanze varie di energie.
E sai perché?
È tornata quella voce che chiede semplicemente " Che senso ha? Se tanto le cose andranno male? "
Un blocco pure di costruzione.
O forse è solo roba da burnout di fatica.
Più che da universi pessimisti.

Vogliamoci bene.

lunedì 7 settembre 2026

Eziologie sconclusionate su sindromi post traumatiche da stress malamente autodiagnosticate.

 




Com'era quella cosa che mi hai detto?
Probabilmente al mare.
Come sempre.
Dato che i discorsi seri si fanno con i piedi a mollo.
Ah sì.
Era un qualcosa sul perché di decenni di tentativi di autosabotaggio.
Com'è che quando le cose vanno un minimo bene devi sempre pensare che qualcuno possa semplicemente dire " Ci siamo sbagliati, era tutto un errore. "
Perché probabilmente deriva da lunghe storie familiari e societarie di instabilità cronica.
Una sindrome post traumatica da stress semplicemente esistenziale.
D'altronde se passi tutta la vita buttato a cazzo è impossibile cambiare mentalità nel giro di qualche anno, o no?
Nì.
In fondo è sempre legato ad avere aspettative sottozero e lo sai perché?
Perché se le cose vanno a merda, il danno è minimo.
E via così per una marea di periodi.
Avendo la certezza di aver avuto fondamentalmente culo e che tutto il resto non sia meritato neanche di striscio.
Hanno fatto le domande giuste.
Mi è andata di fortuna.
È stato un caso.

D'altronde mettere le mani avanti è una forma di autoconservazione, non avendo di certo più energie varie per sbattere nuovamente la faccia sul cemento.
Quindi escono dei futuri X strampalati, che proprio non vanno visti.
Di conseguenze disastrose in robe che potrebbero succedere.
Ed è un tutto che ritorna.
Una roba ciclica come le ere dell'universo.

Che roba.
Senza avere la possibilità di andare zoppicando verso Alpha Centauri.
Pure se arrivandoci poi, sarebbe tutto culo.
Scrollate di spalle cosmiche.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.





mercoledì 22 luglio 2026

Requiem per cellule cerebrali ampiamente andate a fare in culo da decenni, con una sorta di assurda presunzione di ricucirle cambiando mansione.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Un qualcosa sul fatto che dopo una certa ora bruciano gli occhi che deddio proprio.
Ah sì.
Era il fatto di fissare uno schermo e di non avere nulla da fare.
Se non un loop continuo.
Per non pensare.
Ma troppo stanco per cercare di ignorare qualsiasi impulso elettrico.
Quindi diventa un circolo vizioso.
Di aprire / chiudere Chrome.
Avviare Steam a chiuderlo.
Installare qualcosa.
Disinstallarla subito.
Cercare conforto in serie già ampiamente viste.
Ma quelle sensazioni non ci sono.
Figurati la soglia di attenzione.

La verità è che siamo bruciati male.

E non è il caldo.

Che roba.

domenica 19 luglio 2026

Ed è un inno, sconclusionato, di giri pazzeschi intorno al sole. Alla fine però la si finisce sempre a guardare le braci, seduti davanti a un fuoco nella zona più palustre della città.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ovviamente in maniera pessimista.
Dato che dalla vita non ci si aspetta nulla, figuriamoci goal secondo supplementare.
Figurati 41 giri attorno al sole.
Avendo zero voglia di fare le cose in grande, dato che si è letteralmente a pezzi.
No, dai, non divagare.
Cos'era?
Ah sì.
Un qualcosa sul fatto di volersi bene.
Di tentativi semiseri di tenersi stretti.
Perchè, com'era quella frase?
Non ricordandola.
Dai non è vero.

Va bene, va bene.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Vogliamoci bene.
C'è poco tempo e tutto è così fragile.

Pace.

venerdì 17 luglio 2026

Cercando malamente sensi compiuti per battere su tasti di tastiere scassate.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
D'altronde è da molto che non si fanno doppiette.
Figuriamoci giocare a pallone.
Dato che sono stati un paio di mesi tutt'altro che decenti.
Ma va bene lo stesso.
Essendo un concetto di tasche bucate e di futuri nebulosi.
Di perenni indecisioni croniche.
Di polvere.
Di cantieri.
Di non avere idea di che cosa combinare.

Ma va bene lo stesso.

C'è sempre domani?

Pace

Robe assurde ascoltando crossover cristiano proveniente da una nazione folle, in un pianeta sempre più caldo, sull'orlo inevitabile dell'estinzione.



Com'era quella cosa che ti ho detto, letteralmente, dall'altra parte del mondo?
Era un qualcosa, probabilmente, sul non prendersi troppo sul serio.
E con la solita ossessione di usare le parentetiche, probabilmente male.
Tutto per non usare il punto e virgola.
Vabbè, dicevamo?
Era un qualcosa vago sul cercare di sopravvivere e basta.
Ma non era molto chiaro.
Dimenticando il senso del discorso.
Avendo la confusione mentale.
Dormendo niente.
Con temperature abnormi che fanno funzionare ancora peggio, cervelli già malfunzionanti.
In fondo ci sono solo mazzi di cose che non funzionano per niente.
Ed è un discorso generale che scivola nel particolare.
Di individui singoli.
Palesemente malfunzionanti.
Alla soglia di un altro giro intorno al sole.
In effetti ora mi torna in mente quello che ti avevo detto.
Seduti su un muretto, illuminati da luci al neon.
Ed era, tipo, il solito concetto.
Quello ripetuto come un mantra.
Perché è vero che dopo i 30 si può solo peggiorare.
Figurati dopo i 40.

Però sai che c'è?

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.

mercoledì 8 luglio 2026

Alla fine dovendo analizzare tutto, come sempre, a bocce ferme. Ed è vero che siamo matti, ma passare 60 ore e passa in un bender. Ci siamo fatti onore.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Era una roba su tipo inverni veramente freddi in case sgangherate.
Che poi sai come si sono trasformate.
Figurati che ora hanno anche quasi autonomia energetica.
Alla fine andavano bene lo stesso.
Allora cos'è che ti avevo detto?
Ah già.
Ma io e te abbiamo mai litigato?
Boh.
Al massimo per cazzate.
In fondo è normale, dato che ci conosciamo tipo, più o meno, da una quarantina di giri intorno al sole.
E ci sono solo frammenti di estati passate in un forno dormendo sotto un tetto su un soppalco di legno.
Si faceva fatica pure a respirare.
Di quando salendoti la febbre alta e allora stando sveglio al buio, preoccupato.
Figurati a Dicembre 2018.
Cos'avevo detto?
Non c'è A senza D.
Ed è così.
Ma tornando ad altre robe.
Di autunni a guardare eterne partite al Pc, dandosi sempre il cambio, dato che proprio non avevamo nulla.
Ma niente eh.
Eppure andava benissimo lo stesso.
Dato che avevamo soltanto spiccioli in tasca, cambiare da un Pentium 133 overclockato ad un 600 era una cosa incredibile, figurati pensare soltanto di sognare di andare in trasferta a vedere concerti.
Eh sì.
Le robe costavano e non faceva proprio.
Per cui era pure difficile sognarle certe cose.
Figurati viverle.
Vivendo di racconti di altri.
Però alla fine ce l'abbiamo fatta a vedere i Pennywise fuori Sardegna.
E ci siamo anche difesi bene.
Ma non per rivalsa eh.
Semplicemente non potendo capire.
Passando una vita di privazioni, imparando soltanto a gioire di piccole cose.
Come estati al fresco su panchine di ghisa.
Di orate arrosto nel giardino di casa.
Di partite a giochi di ruolo con la tribù di sempre nel giardino di dietro.
Alla fine poi i giri intorno al sole diventano svariati.
E il tempo sempre meno.
Anche un po' le distanze, perché le cose da fare sono sempre troppe e le giornate sempre di 24 ore.
E ci sono ansie clamorose di futuri nebulosi.
Di paranoie di perdere tutto.
Di frasi mezzo dette.
Ma poi arriva la calma e sai perché?

Tipo distrattamente dicendomi che comunque una soluzione si trova.
Che andrà tutto bene.
Ne abbiamo passate di peggiori.
Le cose si aggiustano.
Beh certo.

L'ha detto mio fratello.

Per questi Km percorsi e per i viaggi verso Alpha Centuri.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo e tutto è così fragile.

Brotherhood's our rule we cannot bend.

mercoledì 1 luglio 2026

Alla fine, serviva soltanto un videogioco del 2018 scritto da Dio, per far riflettere su decenni di cose che non è che vadano così bene.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Sarebbe bello passare una settimana circa, come quando si aveva dodici o tredici anni.
Però, per carità, avendo la mentalità da bambino.
Non certo quella di un adulto malandato.
Perché crescere è una merda.
Dato che ci sono solo prese a male, ansie e cose brutte.
Che proprio non finiscono.
E sono solo un loop che non ha fine.
Di cose che dovranno per forza peggiorare.
Di mancanza sostanziale di attimi di libertà.
Di impossibilità di essere protetto in nessun modo.

Ma in fondo è la vita no?
Quindi dovrebbe essere così e basta.
Cercando, disperatamente, calore di abbracci ricevuti in mattinate invernali.
Aprendo il diario per Venerdì pomeriggi di ponte fino al Martedì, senza compiti da fare.

Soltanto mondi da scoprire.
Amicizie da tenere forte.
Videogiochi da guardare.

Volersi bene e basta.

martedì 30 giugno 2026

Preparando zaini malandati, che hanno tipo soltanto sei anni e sono clamorosamente più in forma dell'essere umano disastroso che lo indossa sulle spalle. Che roba.

 


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Era qualcosa sul fatto che le estati, per molti, hanno la data di scadenza.
In effetti, guidando in piena notte, in mezzo ai fantasmi.
Non solo di persone, più che altro di trasformazioni urbane.
Frutto di una gentrificazione assolutamente sfrontata.
In effetti, nonostante i giri intorno al sole, si cerca, più o meno di rimanere gli stessi esseri umani malandati.
Clamorosamente claudicanti.
Roba da matti.
Per questo si ascoltano album clamorosi del 1997.
Con tentativi semiseri di fare Km per vedere dal vivo esibizioni a cui si hanno, decisamente, troppe aspettative.
D'altronde, si cerca, da almeno quattro decenni di avere aspettative zero.
Dato che bisogna sempre e solo aspettarsi randellate sui denti.
Perché deve andare così.
Ma allora qual'era il filo del discorso?
Eh sì.
Che le estati quando subentrano determinate rotture di coglioni quotidiane, fanno schifo.
Bisogna solo rubare spazi di libertà, sotto forma di concerti e fughe all'estero di 50 e passa  ore.
Per lasciarsi alle spalle apnee notturne.
Conati di vomito al mattino.
E sensazioni di disastri perenni.

Ma in fondo va bene lo stesso.
Sono sassolini no?

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

giovedì 25 giugno 2026

Avanzando, stancamente, verso inizi estivi che sembrano lontanamente un miraggio, dato che ci sono mazzi di cose da fare e poca voglia di tutto.


Com'era quella cosa che mi hai chiesto?
Al tramonto eh.
Perché, te lo giuro, c'erano dei colori pazzeschi che si riflettevano sulle saline.
E sai che è sparito tutto?
Nel senso la presammale di parecchi mesi.
E avendo forse, capito un po' di robe, in quel giardinetto di un'attività commerciale.
Ah già.
Tornando al senso del discorso.
È forse una versione del paradiso?
Io dico di sì.
Ed è forse un concetto.
Quello di avere i piedi nell'erba al tramonto.
Di un tardo pomeriggio che non deve finire.
Risate.
Volti di persone amate.

In fondo conta solo questo.
Il resto non è granché importante.
Più di ansie quotidiane, di ricordi al TAR e di collocazioni da trovare.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


domenica 7 giugno 2026

Impossibilitato mentalmente all'abbattimento di strati di psicosi di durata pluridecennale.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Sicuramente una stupidaggine.
Sai che novità.
Forse è la stessa roba che ci ripetiamo da 10.000 anni.
In effetti ci manca un po' guardare le stelle.
Sai com'è il capitalismo, l'inquinamento atmosferico, cose così.
Di nuovo questa sbandata.
Lo sai che non riesco proprio.
Hai fatto bene a ripetermi costantemente i sintomi della sindrome dell'impostore.
Che non se ne va.
Tornando un bambino piccolo davanti ad un Pc.
Perdendosi in sentieri accidentati di giochi virtuali.
Per stare il più lontano possibile da tutto.

Una di quelle giornate.
Una di quelle domeniche.
Che sembrava lunghissima sai.

Invece è volata via così.


giovedì 4 giugno 2026

Ascoltare le parole sussurrate nel vento formare la parola arcaica tramandata da generazioni: " Scallonisi "


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
In effetti non è che ci siano molte indicazioni per l'uso.
D'altronde mica c'è un libretto d'istruzioni su come essere un organismo vivente decente.
Pensa che la garanzia è scaduta da decenni.
Quindi che fare?
Che domande.

Dormendo poco.
Mangiando a caso.
Assimilando n  mila rotture di balle.

Bella roba
 

sabato 23 maggio 2026

Ed è un Loop continuo su ansie varie autodistruttive frutto dell'assoluta incapacità di cambiare certe situazioni.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Era una roba riguardo a dormire almeno 6 ore di fila.
Invece che svegliarsi ad intervalli regolari di tempo, cercando aria.
Ah sì.
Era un particolare legato al subconscio vero?
A tutte le scorie che cerchiamo di eliminare ogni giorno ed ovviamente, non ci riusciamo.
Ed è come la strategia della tensione.
Atteggiamenti vari che hanno fatto fallire società, figuriamoci la mente sconclusionata di un ragazzo claudicante, non più giovanissimo e decisamente malfunzionante.
Ma non erano solo quelli di fabbrica insiti nel sistema eh.
Sia chiaro.
È un po' dovuto all'usura e a come si è circuitati.
D'altronde se ti hanno detto per 36 anni circa di essere un casino ambulante, non è che bisogna certo aspettarsi di essere ok nel giro di un paio di stagioni.
O no?
In effetti il danno è fatto.
Ossessioni varie da se qualcosa deve andare male, lo farà per forza.
Come tutto un grande scherzo.
" C'è stato un errore. "

Giornate varie da carenze di ossigeno.
Di metallo in mano.
Di polvere tra le dita.
E di troppo calore accomulato.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.




lunedì 18 maggio 2026

Alla fine non è molto importante dirsi le cose belle, grandi e con paroloni. Basta semplicemente che quando ci vediamo per la strada, proviamo almeno a salutarci.


Alla fine bisognava andare a dormire decisamente prima.
Invece si cercano ancora brandelli di giornata.
Così domani arriverà sempre un po' più tardi.
Afferrando in qualche modo il tempo che scorre.
Mancanze varie di giri notturni.
Cullati dal rumore di un motore affaticato.
Ma soprattutto, assenze formali di luci virtuali.
Soprattutto quando erano in pixel, di colori vari.
E di un processore scassato e di un Hard Disk dov'erano salvate delle foto.

È faticoso.

Cercando delle luci virtuali colorate oppure lampadine reali di colore arancione per farci compagnia durante la notte.


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Ah già.
Non è tanto di avere paura delle cose in sè, perché in fondo quando arrivano le si affronta.
È tutta quella roba che c'è prima.
Di migliaia di scenari nella propria testa.
Tutte che vanno male naturalmente.
Ed avendo giornate simili.
Di polvere e di ansie.
Avevi ragione.
Non è che erano giornate più belle.
Semplicemente più facili.

Quanto tempo alla prossima estate?
Torneremo in campeggio vero?

In fondo 100 km non sono nulla.

martedì 5 maggio 2026

Mattinate con frammenti di vernice bianca sotto le unghie delle mani, per ricordare, bruscamente, di passeggiare completamente a caso su questo pianeta.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Probabilmente più di una volta.
Qualcosa sull'essere vagamente vicino allo zero.
D'altronde ci stava anche ad essere perculato per cose simili.
Come una mensola di legno avvitata malamente sul fianco un armadio bianco.
Che poi sono durati molto no?
A parte i cassetti tutti scassati ovviamente.
Ed era un piccolo santuario, alla ricerca di spazi personali dove c'era l'assenza stessa di intimità in qualche modo.
E pensa, non  avendo niente la si finiva ad ascoltare le canzoni al freddo con il mangia nastri di un' automobile nata vecchia.
Quindi, tornando alla domanda iniziale, è così strano essere vicini all'assenza stessa di quantità?
Niente affatto.
Visto che a furia di ripeterselo una qualsiasi cosa viene talmente interiorizzata che diventa verità.
E ti stupisci così tanto se anche pensarle certe cose faccia male e sembrino delle vette irraggiungibili, ti pare sognarle anche per caso?
Per questo vanno seppellite in strati di sarcasmo e di scrollate di spalle.
In effetti non è forse quello che si meritano i numeri zero?
Niente.

Sono solo coincidenze.

martedì 28 aprile 2026

Non avendo la minima idea di dove si siano infilate certe magliette, che però hanno colorato un po', le nostre vicende.


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Qualcosa sul passare delle giornate ad inseguire le nuvole.
Salendo al Nord con una Lancia Y scassata, che ti giuro, è un miracolo che abbia passato per così tante volte la revisione.
E non eravamo neanche così carichi.
Manco per niente.
Quindi cos'era che mi volevi comunicare?
Ah sì.
Quant'eravamo spensierati.
In effetti è tipo vero.
Dato che c'erano state un paio di crisi economiche in meno e c'eravamo risparmiati potenti che a voce alta dicono veramente una marea di castronerie.
In effetti eravamo anche meno raggiungibili.
Dato che gli Smartphone erano decisamente pochi.
Per fortuna.
E forse questa fotografia è tipo stata fatta con qualche fotocamera.
Di certo la mancanza di leggerezza è dovuta al decennio tremendo che ci siamo fatti.
Ed è un peccato.
Ma poi al fatto che siamo tutti più stanchi, danneggiati, malfunzionanti, sfiduciati.
D'altronde non è che ci vediamo granché.
Sentirsi nemmeno.
Però te lo giuro.
La scintilla è sempre presente.
Ed è viva.
Te lo posso assicurare.
Ma non è quella di fare le otto del mattino per ballare ventiquattr'ore su ventiquattro.
Volendo si fa eh, ma non è questa.

Allora che cos'è?
Che domande.

Il volersi bene.
Guardare le stesse nuvole.
Stare sottocassa.
Ridere senza motivo sotto degli ulivi.
Svegliarsi con il mal di schiena

Quindi, che importa se sono 10 o 15 giri intorno al sole.
Siamo ancora qua no?
Più o meno.

A farci valere.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

giovedì 23 aprile 2026

Dimenticando ovviamente il finale del Post, quindi si è un attimino dovuto improvvisare, ma mi sa tipo di roba già scritta. Eh vabbè


Com'era quella cosa che avevo scritto in un altro post?
Direttamente saccheggiata da un documentario e spacciata come propria.
Come sempre d'altronde.
Ma non è che sia molto importante.
In effetti conta un po' il contesto dove la si esprime.
Tipo quel rettangolo verde di materiale sintetico.
E c'è qualcosa di quasi soprannaturale.
In giornate stanche di esseri umani malfunzionanti.
Ed è proprio vero.
Caracollando dietro ad un pallone.
Tutti i vari casini spariscono.
Rientrando, probabilmente, in una distorsione spazio temporale.
Fatta di ginocchia sbucciate.
Scarpe rotte.
Pietre come pali.
Illuminazione stradale bianca a filamento.
Restando a vista.
Neanche a 70 metri da casa.

Ed è terapeutico.
Non fa male.
D'altronde non facendo mai alcun tentativo per assassinare il proprio bambino interiore.

E forse è meglio così.
Dato che cambiare è decisamente sopravvalutato.

Ferma registrazione.
Ferma video.
È ora di tornare a casa.

En la cancha la vida se va.

domenica 19 aprile 2026

Immaginando futuri distopici, giusto per non vedere le cacate del presente.


Com'era quella roba che avevi scritto su un Cd?
A pennarello.
È andato perso eh.
Il Cd, non il pennarello.
Ovviamente.
D'altronde sono supporti obsoleti.
Insomma è un miracolo se i residuati funzionano ancora.
Un po' come noi.
Che ormai abbiamo il cervello fottuto dagli iperstimolanti.
E che peggiorano soltanto con il tempo.
Dato che non riusciamo più lontanamente a concentrarci.
E siamo sempre appreso a stronzate.
Avendo bisogno di capsule di salvataggio.
Specialmente se isolate dall'ambiente esterno.

Dove rendere tutto decisamente più sopportabile.

Ferma registrazione.
Ferma video.


venerdì 17 aprile 2026

Tipo distraendosi per una manciata di secondi ed essendo già alla fine del mese. Che roba.


Com'era quella cosa ti ho detto?
Ah già.
Una roba che viviamo in una linea temporale decisamente incasinata.
Quindi non ha senso imparanoiarci per delle cose più grandi di noi, che comunque succederanno comunque.
Sai quindi che facciamo?
Cerchiamo di restare sereni.
E di volerci bene.
Perché c'è poco tempo.



giovedì 2 aprile 2026

Cercando di ricordare il sapore di melanzane impanate e fritte ( o erano di carciofi) con la certezza che ci fosse troppo olio ed infatti si attaccavano malamente agli scottex.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Diciamo che era un discorso sgangherato pur vagamente sociologico sulla perdita dei legami comunitari dovuti alla trasformazione del tessuto urbano.
Gentrificazione e cose così.
In finale una supercazzola per dire che il tempo passa, la gente si trasferisce e alla fine neanche sappiamo chi abiti vicino e perché una torba di ragazzini cenciosi non gioca più in strada.
È così.
Cose da giri attorno al sole e di non poter congelare nulla.
Tipo ricordando una roba che mi avevi detto.
" Perché non scrivere un libro su come fermare un ghiacciaio? "
Naturalmente era un modo carino per dire che è i cambiamenti, seppur impercettibili, sono inevitabili.
Dato che tutto va avanti e anche domani non sarà neanche più come questo preciso istante di tempo.
Eh che paranoia.
Però c'hai ragione.
In fondo è così.
Quando ci sono giornate dove fa più male il petto, perché si aprono duecentomila scenari che ovviamente vanno tutti male.
Perché è una roba del bambino interiore pessimista, che se qualcosa va per una volta bene deve per forza finire a merda.
Dov'è la fregatura?
O forse sono soltanto scorie di pensieri vari in giornate invernali che dovrebbero però essere primaverili.
Tipo di girare lentamente per le strade del quartiere.
Con la luce grigia del mattino.
E pensare.

Cavolo erano buone le frittelle di carciofi ( o erano di melanzane? ) fatte da una vicina di casa che era un po' una zia.
Dato che, in effetti, ti aveva tipo visto nascere.
E da bambino sporco e cencioso si è diventato un adulto malfunzionante.
Che però tiene il fanciullo interiore attaccato, pur con il suo strato di traumi.
E lo sai che non c'è più ora quella vicina di casa?
Già.

E allora vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

C'é poco tempo.

sabato 28 marzo 2026

Impossibilitato fisicamente a rispettare tabelle di marcia, figuriamoci concentrarsi per 15 minuti di partita a scacchi.

 



Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Non essendo tagliato per determinate cose che richiedono concentrazione.
Sarà perché si è sempre stato malfunzionante.
Allora ci sono decisamente piccoli passi da completare.
Unire i puntini.
Oppure fare solo la più semplice manutenzione.
Figurati che follia ristrutturare una casa.

Ma alla fine come si fa se non si hanno energie?

giovedì 26 marzo 2026

Rendendosi conto di essere almeno 5 mesi senza aver la minima idea di dove sia finito il lettore mp3


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Robe tipo sul fare un passo alla volta.
Dato che c'è l'impossibilità fisica di essere multitasking.
Su cose così grandi poi.
Non ti preoccupare davvero.


sabato 21 marzo 2026

Colpi di tosse come battute sulla tastiera, di Marzi di ristrutturazioni che dovevano durare decisamente meno del previsto.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Era qualcosa legato ad aver scoperto dove fosse Trondheim sulla cartina geografica una marea di anni fa, un po' come Belgrado, Glasgow, Bilbao e Eindhoven.
Cose così.
Immagina sapere queste robe sin da ragazzino, ma poi finivano lì eh.
Anche perché non è che si avesse molto da dire.
Se non fare stagioni di calcio virtuali e poi allenarsi a fare gli stop contro il muro, illuminato da lampioni e per fortuna passavano poche macchine.
Che poi sai che era diventato un nickname?

Calcio reale, virtuale.
Punk Rock.
Giochi per Pc.

Com'era semplice vero?

Neanche si dorme più.

Soltanto polvere nelle narici e sveglie tra 4 ore.

giovedì 19 marzo 2026

Difficili capire la sottilissima linea tra un post fatto perché si sente o giusto per, perché non si scriveva da un po'. Bah

 


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Era qualcosa solo sul concetto di tempo.
Non astratto però.
E di certo non filosofico.
Per carità.

In effetti conta solo questo momento.
O no?
Anche qua è un po' filosofico vero.

Che rompicoglioni.

venerdì 6 marzo 2026

444--, no non avendo nessun tipo di significato preciso. Tasti premuti a caso che son diventati parte del titolo del Post.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Alla fine è un trucco mentale sentirsi sempre ricoperti di polvere.
D'altronde la parte più difficile è arrivare al cantiere.
Il resto viene poi da sé.
Che sembra una rincorsa eterna, dato che si ha la sensazione che nulla vada bene e che non si finisca mai.
In fondo è solo uno scherzetto della mente.
Come affezionarsi a storie raccontate e tradotte tramite pixel.
Pazzesco vero?
Alla fine sono questi i rifugi.
Pensando a mattinate invernali, vicino al termosifone, guardando fuori dalla finestra.

Speriamo piova.

È vero che la penso sempre, sai?

Pace.

giovedì 19 febbraio 2026

Clamorosi errori di sistema, mascherati abilmente da disposizioni date dall'alto, con l'assoluta impossibilità di modifica.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Ad andando avanti ad intervalli di tempo.
A botte di sette ore.
Con intermezzi di quattro ore buttate a ristrutturare una casa.
Che poi non è che si vedono granché progressi.
Ammettendo onestamente dell'esistenza di periodi decisamente peggiori.
O no?

Pace.

venerdì 13 febbraio 2026

Messaggi telegrafici per mattine lavorative, che diventano pomeriggi per terminare alle 20. Ricordando frastuono di cappe di aspirazione e lavabicchieri.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Non potendo prendere anche il pacchetto da 20 di Lucky Strike.
Dato che ormai è un decennio che si è smesso.
Eppure è un peccato.
Alla fine però il Galak c'è, certo la scritta Nestlé fa rosicare.
E poi manca anche il delfino.
Alla fine però le vibes sono le stesse.
Di quando passavi con una Punto bianca scassata.


lunedì 9 febbraio 2026

Alla fine è proprio vero che un ritornello di una canzone che non piace neanche per un po' è capace di farti tornare indietro nel tempo. Il titolo ha più senso del Post, mannaggia a me.


Com'era quella cosa che ti ho detto nel giardino di dietro?
Ah già.
Che ci aspettano tempi brutti.
Ed è triste vedere le persone radicalizzarsi e diventare sempre più incazzate.
Certo la propaganda fa la sua parte.
È frutto del fatto che le cose costano sempre un sacco di soldi, piove da un mese e ultimamente ti giuro che non ne va bene una.
Allora sai che ti dico?
Che stare tranquilli e volersi bene è diventato un gesto rivoluzionario.
D'altronde è per sopravvivere all'orrore quotidiano degli odiatori di professione.

Ed è un ritornello così semplice.
Che parla di darsi più abbracci possibili.

Perché il tempo è poco.
Siamo malandati.
E non torna proprio nulla.
Neanche le sedie di plastica.

Quanto mi mancate.

sabato 7 febbraio 2026

Tipo doveva essere un qualcosa di grandioso per la quota 1.100, invece è uscito un rant lungo un decennio di qualcosa che proprio mammamia, non è che vada bene eh.


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Ah già.
Alla fine in un periodo della vita incasinato, dove si facevano orari di merda, pagato male in un posto con luci artificiali, l'unica cosa teneva sani di mente era un romanzo da finire.
Che poi neanche si sa se verrà mai pubblicato.
O finito di leggere.
Era solo da finire e basta.
D'altronde la balla di riuscire ad avere successo è una stronzata inventata dalla classe dominante capitalista per cercare di fregare sempre di più i poveracci che riempiono i contorni.
Per potergli vendere altre cazzate.
Eh sì.
Un po' come i biglietti della lotteria.
Tipo una truffa legalizzata di stato per spingere semplicemente i gonzi a comprare.

Stai a rosicà.

Vabbè, un po' di verità in fondo c'è.
Come aver accettato da decenni di essere semplicemente uno stronzo qualunque.
Però lo sfogo un po' complottista ha un po' di fondamento dai.

Era solo per celebrare il Post n 1100.
In effetti avendo avuto delle idee diverse su come realizzarlo, ma avendole ovviamente dimenticate.
D'altronde c'è un turno notturno in attesa.
7 ore, fino alle sette del mattino.

Rileggendo pezzi di romanzo qua e là.
Probabilmente sdraiato su una panca ( si spera ).
E allora che problema c'è?
Nessuno.

Dato che, come al solito.
C'é la solita cosa di volersi bene.
Pensando a Sabati senza pioggia.

A settimane senza scuola.
Al dover soltanto andare al mare.

Vogliamoci bene.

martedì 3 febbraio 2026

Portatili con la batteria totalmente assente che però erano dannatamente utili per aiutare a scalare i trentun lunghissimi giorni del mese peggiore dell'anno, ma la sostanza non cambia neanche in quello più corto. Che roba


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
In fondo Gennaio è tipo uno stato mentale, percui si può essere ancora lì tranquillamente a Febbraio.
Ed aver sempre bisogno di una coperta calda sulle spalle.
Fatta di pixel e schermo del monitor.
Come quando passava il mese e non si andava a lezione.
Senza uscire tipo mai.
Studiando per gli appelli di fine mese.
Eppure ora sono soltanto prese a male lavorative.
Di morale a terra.
E di mancanza di attenzione.

Talmente bruciati che non si ha nemmeno quella per giocare.

Che roba.

mercoledì 28 gennaio 2026

Assenza virtuale di cose preziose.

 



Com'era quella mattinata cercando di far funzionare una cassetta del Commodore?
Certo, è impossibile da ricordare.
Più che altro sono tentativi vari di richiamare sensazioni.
È impossibile vero?
Direi di sì.
E sai perché?
Perché siamo distrutti.
Non solo dai giri intorno al sole.


domenica 25 gennaio 2026

Facendo soltanto il gesto semplice di accendere quotidianamente una candela, per accorciare mancanze.


Com'era quella cosa che ti ho chiesto in sogno?
Ah già

" Come si dice in cinese: Ti voglio bene, mi manchi. "

E tipo hai risposto, correggendomi come sempre la pronuncia.

Poi non ricordando altro.
Se non l'essersi svegliati in una domenica piovosa di Gennaio.

Ciao Pretty Girl, ciao.

Manchi ogni giorno.

giovedì 22 gennaio 2026

Richiedendo distrattamente delle augmentazioni ( che schifo le parole italianizzate ) per poter riuscire a completare svariati cicli attorno al sole, anche se le energie latitano.


Com'era quella cosa che ti ho detto balbettando?
D'altronde mai essendo stato bravo nei discorsi.
Figuriamoci nelle altre cose.
Come la grammatica.
Che assurdità.
E forse perché non c'è più niente di intelligente da dire.
Se si tende soltanto a vivere in apnea da tipo Giugno.
O era Maggio?
Non fermandosi.
Con lavori da fare ed enormi conti da pagare.
Tutto a rilento.
Anche pulire il cagatoio del gatto sembra una missione impossibile.
Immaginati tutto il resto.

Non avendo neanche voglia di autodistruggersi.
Che assurdità.
Colpa del doomscrolling.

Ti pare normale?

Pace.

sabato 10 gennaio 2026

Comunicati stampa frettolosi e fatti male per chiedere scusa al sé stesso del 2003.


Com'era quella correzione da fare nel Post precedente?
Ah sì.
Essendo onesti.
Ci sta.
Anche da tuonati.
Non facevano così cacare i The Distillers.

Avendolo confessato anche se Brodie Dalle fosse stato un cesso a pedali.

D'altronde mai stato schizzinoso.

Paura e dignità mai avute.

Alla grande.

Messaggi radio sconclusionati e gracchianti dalla fine del mondo. D'altronde solo 10 giorni nel 2026 hanno cancellato 70 anni di democrazia varia.


Com'era quel poster di propaganda che avevi letto su un muro pasticciato?
Ah già.
" Andrà tutto bene e ne usciremo migliori. "
Eh sì.
Stocazzo.
Avendo assistito all'avverarsi di un romanzo vecchio di ottant'anni.
Gente che giustifica omicidi volontari.
Balle raccontate da cazzari di professione.
Stronzate ovunque.
Gesti di rivoluzione come sbronzarsi a casa e ascoltare punk.
E mandare affanculo quelli che dicono determinate menzogne vergognose.

Decenza questa sconosciuta.

Che roba.

In queste condizioni Brodie Dalle sembra anche brava.

giovedì 8 gennaio 2026

Preseammale mattutine di un società fatta di individui lentamente destinati soltanto ad andare a fare in culo.


Com'era quella scritta sul Floppy n 5?
Ah sì.
Buon divertimento.
In fondo è una tecnica di autodifesa, quella di esiliarsi dentro videogiochi del 1992.
Dato che basta aprire l'Internet tenuto in tasca per vedere il mondo andare letteralmente giù per il cesso, e dovremmo esserci abituati dato, e invece.
Allora decompressione.
E pazienza se ci sono 10 gradi di massima e 2 di minima, in fondo Gennaio è Gennaio.

Volevamo il futuro alla Blade Runner?
Solo più ridicolo.

Che roba.

mercoledì 7 gennaio 2026

Ballata sconclusionata di giunture dolenti, di collo intorpidito e di vesciche ai piedi. Il perfetto manuale di un essere umano che funziona a malapena.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ci fottono i preti, i pope e i mullah, la guerra, la Nato e la civiltà?
No.
Ovviamente non quella.
Ma dato che, assistendo a, un mondo che, va del tutto a rotoli.
Allora perché diavolo non bisogna usare una marea di parentetiche e di virgole?
Allora perché non unire completamente il salutismo, il mangiare bene, l'allenarsi con tuonarsi?
Io ti dico che è ok comunque.
Alla fine, come sempre, siamo solo esseri umani malfunzionanti in un mondo fuori di testa.
Ma ti ricordi come, quando, i politici avevano un minimo di dignità?
Forse sono peggiorati come lo siamo noi.
Per cui, sai che ti dico?

Sticazzi.

Vogliamoci bene.
Questa sì che è una forma di disobbedienza civile.

Un po' come quella canzone.

[...] non mi avrete mai come volete voi [...]

Ci puoi giurare.

venerdì 2 gennaio 2026

Tentativi semiseri di analisi antropologiche su situazioni brutte, conosciute solo per sentito dire e con mezze verità sparse via. Peccato.


Com'era quella cosa che ti detto durante un remake ben riuscito?
Ah già.
Siamo creature semplici.
D'altronde continuiamo ad avere lo stesso umorismo di quando eravamo ragazzini.
Ed è davvero un cazzo di superpotere.
Ridere di sé stessi.
Non prendendosi troppo sul serio.

Per questo allergico a forcaioli.
Giustizieri.
E paladini morali.

Per carità.

Eh vabbè.

Pace