martedì 5 maggio 2026

Mattinate con frammenti di vernice bianca sotto le unghie delle mani, per ricordare, bruscamente, di passeggiare completamente a caso su questo pianeta.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Probabilmente più di una volta.
Qualcosa sull'essere vagamente vicino allo zero.
D'altronde ci stava anche ad essere perculato per cose simili.
Come una mensola di legno avvitata malamente sul fianco un armadio bianco.
Che poi sono durati molto no?
A parte i cassetti tutti scassati ovviamente.
Ed era un piccolo santuario, alla ricerca di spazi personali dove c'era l'assenza stessa di intimità in qualche modo.
E pensa, non  avendo niente la si finiva ad ascoltare le canzoni al freddo con il mangia nastri di un' automobile nata vecchia.
Quindi, tornando alla domanda iniziale, è così strano essere vicini all'assenza stessa di quantità?
Niente affatto.
Visto che a furia di ripeterselo una qualsiasi cosa viene talmente interiorizzata che diventa verità.
E ti stupisci così tanto se anche pensarle certe cose faccia male e sembrino delle vette irraggiungibili, ti pare sognarle anche per caso?
Per questo vanno seppellite in strati di sarcasmo e di scrollate di spalle.
In effetti non è forse quello che si meritano i numeri zero?
Niente.

Sono solo coincidenze.

martedì 28 aprile 2026

Non avendo la minima idea di dove si siano infilate certe magliette, che però hanno colorato un po', le nostre vicende.


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Qualcosa sul passare delle giornate ad inseguire le nuvole.
Salendo al Nord con una Lancia Y scassata, che ti giuro, è un miracolo che abbia passato per così tante volte la revisione.
E non eravamo neanche così carichi.
Manco per niente.
Quindi cos'era che mi volevi comunicare?
Ah sì.
Quant'eravamo spensierati.
In effetti è tipo vero.
Dato che c'erano state un paio di crisi economiche in meno e c'eravamo risparmiati potenti che a voce alta dicono veramente una marea di castronerie.
In effetti eravamo anche meno raggiungibili.
Dato che gli Smartphone erano decisamente pochi.
Per fortuna.
E forse questa fotografia è tipo stata fatta con qualche fotocamera.
Di certo la mancanza di leggerezza è dovuta al decennio tremendo che ci siamo fatti.
Ed è un peccato.
Ma poi al fatto che siamo tutti più stanchi, danneggiati, malfunzionanti, sfiduciati.
D'altronde non è che ci vediamo granché.
Sentirsi nemmeno.
Però te lo giuro.
La scintilla è sempre presente.
Ed è viva.
Te lo posso assicurare.
Ma non è quella di fare le otto del mattino per ballare ventiquattr'ore su ventiquattro.
Volendo si fa eh, ma non è questa.

Allora che cos'è?
Che domande.

Il volersi bene.
Guardare le stesse nuvole.
Stare sottocassa.
Ridere senza motivo sotto degli ulivi.
Svegliarsi con il mal di schiena

Quindi, che importa se sono 10 o 15 giri intorno al sole.
Siamo ancora qua no?
Più o meno.

A farci valere.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

giovedì 23 aprile 2026

Dimenticando ovviamente il finale del Post, quindi si è un attimino dovuto improvvisare, ma mi sa tipo di roba già scritta. Eh vabbè


Com'era quella cosa che avevo scritto in un altro post?
Direttamente saccheggiata da un documentario e spacciata come propria.
Come sempre d'altronde.
Ma non è che sia molto importante.
In effetti conta un po' il contesto dove la si esprime.
Tipo quel rettangolo verde di materiale sintetico.
E c'è qualcosa di quasi soprannaturale.
In giornate stanche di esseri umani malfunzionanti.
Ed è proprio vero.
Caracollando dietro ad un pallone.
Tutti i vari casini spariscono.
Rientrando, probabilmente, in una distorsione spazio temporale.
Fatta di ginocchia sbucciate.
Scarpe rotte.
Pietre come pali.
Illuminazione stradale bianca a filamento.
Restando a vista.
Neanche a 70 metri da casa.

Ed è terapeutico.
Non fa male.
D'altronde non facendo mai alcun tentativo per assassinare il proprio bambino interiore.

E forse è meglio così.
Dato che cambiare è decisamente sopravvalutato.

Ferma registrazione.
Ferma video.
È ora di tornare a casa.

En la cancha la vida se va.

domenica 19 aprile 2026

Immaginando futuri distopici, giusto per non vedere le cacate del presente.


Com'era quella roba che avevi scritto su un Cd?
A pennarello.
È andato perso eh.
Il Cd, non il pennarello.
Ovviamente.
D'altronde sono supporti obsoleti.
Insomma è un miracolo se i residuati funzionano ancora.
Un po' come noi.
Che ormai abbiamo il cervello fottuto dagli iperstimolanti.
E che peggiorano soltanto con il tempo.
Dato che non riusciamo più lontanamente a concentrarci.
E siamo sempre appreso a stronzate.
Avendo bisogno di capsule di salvataggio.
Specialmente se isolate dall'ambiente esterno.

Dove rendere tutto decisamente più sopportabile.

Ferma registrazione.
Ferma video.


venerdì 17 aprile 2026

Tipo distraendosi per una manciata di secondi ed essendo già alla fine del mese. Che roba.


Com'era quella cosa ti ho detto?
Ah già.
Una roba che viviamo in una linea temporale decisamente incasinata.
Quindi non ha senso imparanoiarci per delle cose più grandi di noi, che comunque succederanno comunque.
Sai quindi che facciamo?
Cerchiamo di restare sereni.
E di volerci bene.
Perché c'è poco tempo.



giovedì 2 aprile 2026

Cercando di ricordare il sapore di melanzane impanate e fritte ( o erano di carciofi) con la certezza che ci fosse troppo olio ed infatti si attaccavano malamente agli scottex.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Diciamo che era un discorso sgangherato pur vagamente sociologico sulla perdita dei legami comunitari dovuti alla trasformazione del tessuto urbano.
Gentrificazione e cose così.
In finale una supercazzola per dire che il tempo passa, la gente si trasferisce e alla fine neanche sappiamo chi abiti vicino e perché una torba di ragazzini cenciosi non gioca più in strada.
È così.
Cose da giri attorno al sole e di non poter congelare nulla.
Tipo ricordando una roba che mi avevi detto.
" Perché non scrivere un libro su come fermare un ghiacciaio? "
Naturalmente era un modo carino per dire che è i cambiamenti, seppur impercettibili, sono inevitabili.
Dato che tutto va avanti e anche domani non sarà neanche più come questo preciso istante di tempo.
Eh che paranoia.
Però c'hai ragione.
In fondo è così.
Quando ci sono giornate dove fa più male il petto, perché si aprono duecentomila scenari che ovviamente vanno tutti male.
Perché è una roba del bambino interiore pessimista, che se qualcosa va per una volta bene deve per forza finire a merda.
Dov'è la fregatura?
O forse sono soltanto scorie di pensieri vari in giornate invernali che dovrebbero però essere primaverili.
Tipo di girare lentamente per le strade del quartiere.
Con la luce grigia del mattino.
E pensare.

Cavolo erano buone le frittelle di carciofi ( o erano di melanzane? ) fatte da una vicina di casa che era un po' una zia.
Dato che, in effetti, ti aveva tipo visto nascere.
E da bambino sporco e cencioso si è diventato un adulto malfunzionante.
Che però tiene il fanciullo interiore attaccato, pur con il suo strato di traumi.
E lo sai che non c'è più ora quella vicina di casa?
Già.

E allora vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

C'é poco tempo.

sabato 28 marzo 2026

Impossibilitato fisicamente a rispettare tabelle di marcia, figuriamoci concentrarsi per 15 minuti di partita a scacchi.

 



Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Non essendo tagliato per determinate cose che richiedono concentrazione.
Sarà perché si è sempre stato malfunzionante.
Allora ci sono decisamente piccoli passi da completare.
Unire i puntini.
Oppure fare solo la più semplice manutenzione.
Figurati che follia ristrutturare una casa.

Ma alla fine come si fa se non si hanno energie?

giovedì 26 marzo 2026

Rendendosi conto di essere almeno 5 mesi senza aver la minima idea di dove sia finito il lettore mp3


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Robe tipo sul fare un passo alla volta.
Dato che c'è l'impossibilità fisica di essere multitasking.
Su cose così grandi poi.
Non ti preoccupare davvero.


sabato 21 marzo 2026

Colpi di tosse come battute sulla tastiera, di Marzi di ristrutturazioni che dovevano durare decisamente meno del previsto.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Era qualcosa legato ad aver scoperto dove fosse Trondheim sulla cartina geografica una marea di anni fa, un po' come Belgrado, Glasgow, Bilbao e Eindhoven.
Cose così.
Immagina sapere queste robe sin da ragazzino, ma poi finivano lì eh.
Anche perché non è che si avesse molto da dire.
Se non fare stagioni di calcio virtuali e poi allenarsi a fare gli stop contro il muro, illuminato da lampioni e per fortuna passavano poche macchine.
Che poi sai che era diventato un nickname?

Calcio reale, virtuale.
Punk Rock.
Giochi per Pc.

Com'era semplice vero?

Neanche si dorme più.

Soltanto polvere nelle narici e sveglie tra 4 ore.

giovedì 19 marzo 2026

Difficili capire la sottilissima linea tra un post fatto perché si sente o giusto per, perché non si scriveva da un po'. Bah

 


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Era qualcosa solo sul concetto di tempo.
Non astratto però.
E di certo non filosofico.
Per carità.

In effetti conta solo questo momento.
O no?
Anche qua è un po' filosofico vero.

Che rompicoglioni.

venerdì 6 marzo 2026

444--, no non avendo nessun tipo di significato preciso. Tasti premuti a caso che son diventati parte del titolo del Post.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Alla fine è un trucco mentale sentirsi sempre ricoperti di polvere.
D'altronde la parte più difficile è arrivare al cantiere.
Il resto viene poi da sé.
Che sembra una rincorsa eterna, dato che si ha la sensazione che nulla vada bene e che non si finisca mai.
In fondo è solo uno scherzetto della mente.
Come affezionarsi a storie raccontate e tradotte tramite pixel.
Pazzesco vero?
Alla fine sono questi i rifugi.
Pensando a mattinate invernali, vicino al termosifone, guardando fuori dalla finestra.

Speriamo piova.

È vero che la penso sempre, sai?

Pace.

giovedì 19 febbraio 2026

Clamorosi errori di sistema, mascherati abilmente da disposizioni date dall'alto, con l'assoluta impossibilità di modifica.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Ad andando avanti ad intervalli di tempo.
A botte di sette ore.
Con intermezzi di quattro ore buttate a ristrutturare una casa.
Che poi non è che si vedono granché progressi.
Ammettendo onestamente dell'esistenza di periodi decisamente peggiori.
O no?

Pace.

venerdì 13 febbraio 2026

Messaggi telegrafici per mattine lavorative, che diventano pomeriggi per terminare alle 20. Ricordando frastuono di cappe di aspirazione e lavabicchieri.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Non potendo prendere anche il pacchetto da 20 di Lucky Strike.
Dato che ormai è un decennio che si è smesso.
Eppure è un peccato.
Alla fine però il Galak c'è, certo la scritta Nestlé fa rosicare.
E poi manca anche il delfino.
Alla fine però le vibes sono le stesse.
Di quando passavi con una Punto bianca scassata.


lunedì 9 febbraio 2026

Alla fine è proprio vero che un ritornello di una canzone che non piace neanche per un po' è capace di farti tornare indietro nel tempo. Il titolo ha più senso del Post, mannaggia a me.


Com'era quella cosa che ti ho detto nel giardino di dietro?
Ah già.
Che ci aspettano tempi brutti.
Ed è triste vedere le persone radicalizzarsi e diventare sempre più incazzate.
Certo la propaganda fa la sua parte.
È frutto del fatto che le cose costano sempre un sacco di soldi, piove da un mese e ultimamente ti giuro che non ne va bene una.
Allora sai che ti dico?
Che stare tranquilli e volersi bene è diventato un gesto rivoluzionario.
D'altronde è per sopravvivere all'orrore quotidiano degli odiatori di professione.

Ed è un ritornello così semplice.
Che parla di darsi più abbracci possibili.

Perché il tempo è poco.
Siamo malandati.
E non torna proprio nulla.
Neanche le sedie di plastica.

Quanto mi mancate.

sabato 7 febbraio 2026

Tipo doveva essere un qualcosa di grandioso per la quota 1.100, invece è uscito un rant lungo un decennio di qualcosa che proprio mammamia, non è che vada bene eh.


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Ah già.
Alla fine in un periodo della vita incasinato, dove si facevano orari di merda, pagato male in un posto con luci artificiali, l'unica cosa teneva sani di mente era un romanzo da finire.
Che poi neanche si sa se verrà mai pubblicato.
O finito di leggere.
Era solo da finire e basta.
D'altronde la balla di riuscire ad avere successo è una stronzata inventata dalla classe dominante capitalista per cercare di fregare sempre di più i poveracci che riempiono i contorni.
Per potergli vendere altre cazzate.
Eh sì.
Un po' come i biglietti della lotteria.
Tipo una truffa legalizzata di stato per spingere semplicemente i gonzi a comprare.

Stai a rosicà.

Vabbè, un po' di verità in fondo c'è.
Come aver accettato da decenni di essere semplicemente uno stronzo qualunque.
Però lo sfogo un po' complottista ha un po' di fondamento dai.

Era solo per celebrare il Post n 1100.
In effetti avendo avuto delle idee diverse su come realizzarlo, ma avendole ovviamente dimenticate.
D'altronde c'è un turno notturno in attesa.
7 ore, fino alle sette del mattino.

Rileggendo pezzi di romanzo qua e là.
Probabilmente sdraiato su una panca ( si spera ).
E allora che problema c'è?
Nessuno.

Dato che, come al solito.
C'é la solita cosa di volersi bene.
Pensando a Sabati senza pioggia.

A settimane senza scuola.
Al dover soltanto andare al mare.

Vogliamoci bene.

martedì 3 febbraio 2026

Portatili con la batteria totalmente assente che però erano dannatamente utili per aiutare a scalare i trentun lunghissimi giorni del mese peggiore dell'anno, ma la sostanza non cambia neanche in quello più corto. Che roba


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
In fondo Gennaio è tipo uno stato mentale, percui si può essere ancora lì tranquillamente a Febbraio.
Ed aver sempre bisogno di una coperta calda sulle spalle.
Fatta di pixel e schermo del monitor.
Come quando passava il mese e non si andava a lezione.
Senza uscire tipo mai.
Studiando per gli appelli di fine mese.
Eppure ora sono soltanto prese a male lavorative.
Di morale a terra.
E di mancanza di attenzione.

Talmente bruciati che non si ha nemmeno quella per giocare.

Che roba.

mercoledì 28 gennaio 2026

Assenza virtuale di cose preziose.

 



Com'era quella mattinata cercando di far funzionare una cassetta del Commodore?
Certo, è impossibile da ricordare.
Più che altro sono tentativi vari di richiamare sensazioni.
È impossibile vero?
Direi di sì.
E sai perché?
Perché siamo distrutti.
Non solo dai giri intorno al sole.


domenica 25 gennaio 2026

Facendo soltanto il gesto semplice di accendere quotidianamente una candela, per accorciare mancanze.


Com'era quella cosa che ti ho chiesto in sogno?
Ah già

" Come si dice in cinese: Ti voglio bene, mi manchi. "

E tipo hai risposto, correggendomi come sempre la pronuncia.

Poi non ricordando altro.
Se non l'essersi svegliati in una domenica piovosa di Gennaio.

Ciao Pretty Girl, ciao.

Manchi ogni giorno.

giovedì 22 gennaio 2026

Richiedendo distrattamente delle augmentazioni ( che schifo le parole italianizzate ) per poter riuscire a completare svariati cicli attorno al sole, anche se le energie latitano.


Com'era quella cosa che ti ho detto balbettando?
D'altronde mai essendo stato bravo nei discorsi.
Figuriamoci nelle altre cose.
Come la grammatica.
Che assurdità.
E forse perché non c'è più niente di intelligente da dire.
Se si tende soltanto a vivere in apnea da tipo Giugno.
O era Maggio?
Non fermandosi.
Con lavori da fare ed enormi conti da pagare.
Tutto a rilento.
Anche pulire il cagatoio del gatto sembra una missione impossibile.
Immaginati tutto il resto.

Non avendo neanche voglia di autodistruggersi.
Che assurdità.
Colpa del doomscrolling.

Ti pare normale?

Pace.

sabato 10 gennaio 2026

Comunicati stampa frettolosi e fatti male per chiedere scusa al sé stesso del 2003.


Com'era quella correzione da fare nel Post precedente?
Ah sì.
Essendo onesti.
Ci sta.
Anche da tuonati.
Non facevano così cacare i The Distillers.

Avendolo confessato anche se Brodie Dalle fosse stato un cesso a pedali.

D'altronde mai stato schizzinoso.

Paura e dignità mai avute.

Alla grande.

Messaggi radio sconclusionati e gracchianti dalla fine del mondo. D'altronde solo 10 giorni nel 2026 hanno cancellato 70 anni di democrazia varia.


Com'era quel poster di propaganda che avevi letto su un muro pasticciato?
Ah già.
" Andrà tutto bene e ne usciremo migliori. "
Eh sì.
Stocazzo.
Avendo assistito all'avverarsi di un romanzo vecchio di ottant'anni.
Gente che giustifica omicidi volontari.
Balle raccontate da cazzari di professione.
Stronzate ovunque.
Gesti di rivoluzione come sbronzarsi a casa e ascoltare punk.
E mandare affanculo quelli che dicono determinate menzogne vergognose.

Decenza questa sconosciuta.

Che roba.

In queste condizioni Brodie Dalle sembra anche brava.

giovedì 8 gennaio 2026

Preseammale mattutine di un società fatta di individui lentamente destinati soltanto ad andare a fare in culo.


Com'era quella scritta sul Floppy n 5?
Ah sì.
Buon divertimento.
In fondo è una tecnica di autodifesa, quella di esiliarsi dentro videogiochi del 1992.
Dato che basta aprire l'Internet tenuto in tasca per vedere il mondo andare letteralmente giù per il cesso, e dovremmo esserci abituati dato, e invece.
Allora decompressione.
E pazienza se ci sono 10 gradi di massima e 2 di minima, in fondo Gennaio è Gennaio.

Volevamo il futuro alla Blade Runner?
Solo più ridicolo.

Che roba.

mercoledì 7 gennaio 2026

Ballata sconclusionata di giunture dolenti, di collo intorpidito e di vesciche ai piedi. Il perfetto manuale di un essere umano che funziona a malapena.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ci fottono i preti, i pope e i mullah, la guerra, la Nato e la civiltà?
No.
Ovviamente non quella.
Ma dato che, assistendo a, un mondo che, va del tutto a rotoli.
Allora perché diavolo non bisogna usare una marea di parentetiche e di virgole?
Allora perché non unire completamente il salutismo, il mangiare bene, l'allenarsi con tuonarsi?
Io ti dico che è ok comunque.
Alla fine, come sempre, siamo solo esseri umani malfunzionanti in un mondo fuori di testa.
Ma ti ricordi come, quando, i politici avevano un minimo di dignità?
Forse sono peggiorati come lo siamo noi.
Per cui, sai che ti dico?

Sticazzi.

Vogliamoci bene.
Questa sì che è una forma di disobbedienza civile.

Un po' come quella canzone.

[...] non mi avrete mai come volete voi [...]

Ci puoi giurare.

venerdì 2 gennaio 2026

Tentativi semiseri di analisi antropologiche su situazioni brutte, conosciute solo per sentito dire e con mezze verità sparse via. Peccato.


Com'era quella cosa che ti detto durante un remake ben riuscito?
Ah già.
Siamo creature semplici.
D'altronde continuiamo ad avere lo stesso umorismo di quando eravamo ragazzini.
Ed è davvero un cazzo di superpotere.
Ridere di sé stessi.
Non prendendosi troppo sul serio.

Per questo allergico a forcaioli.
Giustizieri.
E paladini morali.

Per carità.

Eh vabbè.

Pace