sabato 31 ottobre 2015
Mattinate varie di tempo perso per roba francamente di poco interesse.
Perchè?
Perchè si.
Non c'è di certo altro da aggiungere.
Fregato.
Così impari.
Tentativi randomici di farsi scivolare tutto addosso.
Imbecille.
giovedì 29 ottobre 2015
Come diceva fisso l'amico Johnny Jab o qualcun'altro: non aspettando più il Ding della campana.
Un po' come ascoltare fisso il BEEP del tabellone elettronico, conteggiatore imparziale di round.
All'angolo.
Senza fiato, con lo sguardo fisso.
Eppure si ciondola, con la tentazione irrefrenabile di abbassare le braccia.
Quello no.
Mai stare scoperti.
Pararsi, schiavare.
Sempre.
Che importa se gli attacchi non sono un granchè.
Il round deve finire.
In piedi.
Riprese che durano mesi.
60 milioni di allenatori.
60 milioni di consulenti del lavoro.
60 milioni di psicologi.
Ma che ne sapete?
Niente di niente.
Nzà avanti.
A piccoli passi.
Senza scoprirsi.
Mai piegato.
Pace.
Essendo solo un robot mal programmato per covare sentimenti irosi nei confronti del genere umano ( meno un paio )
Roba che supera la realtà.
1k years ahead.
C'hai ragione, altrochè.
Fisicamente impossibilitato a sopportare.
Ne vedremo delle belle.
Stay tuned.
O tuna.
La sostanza non cambia.
Rancore verso mattinate autunnali con piovaschi sparsi. Bussola rotta per direzioni casuali.
Citazione necessario di non si sa chi.
Raffazzonata e detta alla come viene, perchè, si sa, è meglio vivere così.
" Tipo quando devi menare qualcuno immagina di colpire il muro dietro e di doverlo romperlo "
Ci puoi contare.
Risolvendo i problemi della vita con un bel diretto sinistro.
Schivata, schivata, flesso torsione e sinistro.
E così via.
Tanto va bene lo stesso.
Quello che si deve, quando si deve.
Seggiolino eiettabile dal sistema solare.
Ci puoi contare.
Davvero.
Pace.
mercoledì 28 ottobre 2015
Countdown: cercando di vedere con i binocoli l'Eden, cheppoi alla fine i difetti sono comunque ovunque.
Proprio no.
Mancanza di eremitaggi quotidiani e di maledizione di raggiungibilità telefoniche.
Sembianze varie da ingrati 2.0
Non è esattamente così.
Una roba come anche lontanamente una prigione aziendalista dorata.
Non volendo certo tornare là.
Dovendo.
Purtroppo frega.
Tocca settare il cervello su fast forward.
Winter is really coming.
Cercando, amaramente, sogni e opportunità di primavera.
Si spera, all'ombra dei ciliegi.
Intanto sono i mesi che devono passare.
Amareggiamenti da sentirsi quasi una sorta di ingratitudine dentro.
Quasi come se si puntasse vagamente il dito.
Non è così.
Essendo solo la propria ombra dietro alle spalle.
Anche se fisso in bilico.
S'ha da fare.
Non sarà certo piacevole.
Pace.
Annaspamenti casuali in ansia pre e post lavorative.
Gioco dell'Oca della vita parte duecentottantotto.
Memorizzando numeri vari, abitudini random al freddo.
Non volendo decisamente tornare su ore già spese.
Però tremendamente obbedire alle leggi di mercato.
Non è normale.
Non sputando nel piatto dove si mangia.
Mercenario.
Quello si.
Senza ombra di dubbio.
Che amarezza.
domenica 25 ottobre 2015
Incapacità cronica di familiarizzare con il senso dell'orientamento.
Cose perse nel tempo in ambienti ex sub-metropolitani.
Ambienti taumaturgici.
Forever a culo in terra, dritto per le proprie rotaie.
Essendo una collina, però sempreavanti.
I sorrisi e i saluti un po' finti, come dettati da drammi tardo giovanili, scritti da sceneggiatori scarsi.
Not that kind of guy.
Visto con i miei occhi.
Cercando fisso di non scoppiare a ridere.
Anche se non è che sia molto da ghignare.
Giuro.
Non è il Vietnam.
Ci sono delle regole, anche se non scritte.
O impostate male.
Necessario bisogno di silenzi random.
Di mattinate di sole invernali.
Di non essere perennemente preda dei venti.
Si fa quel che si può.
Sette ore.
Pace.
mercoledì 21 ottobre 2015
Let's say sunshine for everyone parte cinque
No spoiler.
Nient'altro da dire.
Capolavori messi in pratica.
Raccontare storie, facendolo bene, lasciandoti entrare nella testa dei personaggi.
Non dimenticando mai.
E' una promessa.
Altrochè.
Come tutto ha un termine naturale.
Finito.
Over.
Mai avuto sensazioni così verso opere di finzione.
Chepeau.
Pace.
Mosh pit, shaka brah
Yo.
martedì 20 ottobre 2015
Tanto si va solo di loop con la canzone principale, perchè in fondo è giusto così.
La tempesta è arrivata.
Un po' qua, lì, sui tasti.
Niente sarà sicuramente come prima di certe esperienze videoludiche.
Come quando dice il saggio " Non si può proprio tornare a certi livelli. "
Accidenti.
Cos'avete creato.
Grazie di tutto.
Veramente.
Un giocatore.
lunedì 19 ottobre 2015
Un nuovo modo di accalappiare click tramite il funzionamento ( o mal funzionamento ) di formati per immagini di tipo Bitman, dalla regia dicono Max 256 colori. Mi fido.
This is how I live my life now.
Atteggiamento un po' da coatto sub-metropolitano per dare un senso alla Gif messa come immagine.
Ma si vede?
Che domande, già l'ho scordato.
Dov'eravamo?
Ah del fatto di vivere la vita poche frazioni di secondo alla volta, dimenticando irrimediabilmente tutto il resto.
Piacere, sono X.
Piacere.
Ho già dimenticato il tuo nome, viso etc.
Pesce rosso parte Novembre 2011.
Un po' come quando è nata questa mania che è un po' diventata un tormentone sul fatto di essere quotidianamente terrorizzato nel ripetere le stesse cose.
Un po' in tutto, non solo battendo sui tasti.
Certo, il problema è dare aria alle corde vocali, dimenticandosi irrimediabilmente quello che uno dice.
Impossibilitato psicofisicamente a dire bolle.
Tanto chi se le ricorda?
Meglio così, dovendo fare spazio per le azioni indispensabile del quotidiano, si eliminano tanto Kb superflui.
Anche se certe cose succedono fisso in tempo reale.
Nel partire per la tangente con la propria testa e cancellare del tutto tutte le robe pessime del quotidiano.
Come costruire fondamenta su basi poco stabili su futuri alla un po' come viene.
Problema ed errore generazione.
Come dice il saggio
" Ah com'è bello piscià, s'i fossi ricco piscerei sempre "
Il fatto di non avere una lira, però almeno ci sono pisciate randomiche.
All'aria aperta naturalmente.
Un po' come tornare alle prima righe del post, per spiegate però nel titolo.
Ripetersi causa incapacità cranica di gigabyte liberi.
Vai a pisciare.
Pace.
sabato 17 ottobre 2015
Come quella volta che m'è cresciuto un occhio sopra il petto.
Sognando di dormire parte quattro.
Lavorando anche da addormentato e non facendo niente da sveglio.
Una sorta di grande O che può diventare un 0 più semplice da interpretare.
Forse non avendo più effettivamente cose intelligenti da scrivere.
Oppure fisso giorni tutti uguali.
Automa mal programmato a stanchezze.
Senza grana
Senza molta fantasia or ora.
Analogie con titoli scritti nel 2012.
Però.
Che giornata.
lunedì 12 ottobre 2015
Proposta di legge per rendere obbligatoria la lettura de " Il Richiamo della Foresta " e " Zanna Bianca ".
La vecchia favola parte cinque.
Easy come, easy go.
Seduti attorno al fuoco con n giorni di viaggio, a guardare le stelle magari.
Trovando assolutamente posto nel tutto.
Alla fine, sono queste conoscenze randomiche che dimostrano il grado di umanità di determinati esseri viventi.
Con la compassione.
Anche se essendo a volte terrorizzato dal fanatismo vero.
Rimanendo fisso in armonia con tutte le specie.
Nessuna esclusa.
Noi compresi.
Certo, ci sono soltanto flashback vari.
Si sta per un periodo di tempo abbastanza breve dal punto di vista del pianeta.
Sgoccioli di amicizie così, tenute strette.
Cose preziose.
A caso, ma non per caso.
Quello no.
Mai.
La gentilezza alla fine prevale.
Sempre.
Pace.
venerdì 9 ottobre 2015
mercoledì 7 ottobre 2015
La vecchia storia delle battaglie interminabili quando si cerca di mettere ordine al Caos.
Ogni martellata un pensiero in testa.
Tonk tonk tonk.
Con materiale vario nei polmoni e per terra.
Polvere.
Solo polvere.
Allenamento quotidiano nel tentativo di lasciare meno tracce possibili del proprio passaggio sul pianeta.
Messaggi X che alla fine vanno sempre al risparmio di caratteri.
Non si sa mai.
Dial up di silenzi parte tre.
Intanto affondando sempre di più.
Altrochè luce in fondo al tunnel.
Stupidaggini.
martedì 6 ottobre 2015
Eternamente sbattendo martelli su mattoni per perdere dignitosamente contro l'entropia.
Fisso costruendo sopra basi ipoteticamente stabili, ma mica tanto.
Quando alla fine servirebbe, che ne so, una mano.
Tutto a posto.
Sabbie mobili di malta e cemento.
Non vedendo la fine, perchè essendo un falso miope.
Braccia stanca.
Dormire forse.
Con la luce della strada.
Pace
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