martedì 23 luglio 2024

Post in ritardo per compleanni, come sempre, passati a mettere i piedi in acqua e a guardare lontano.

 


Com'era quella cosa che mi hai detto?
Ah sì.
" Di essere sempre la versione di te stesso che ti rende più felice e sereno. "
Ed è proprio vero.
Rimanere fedeli alla linea.
Quasi come un residuato bellico.
Da mettere in una teca di vetro.
Perché non c'è molta differenza tra un bambino timido con le scarpe bucate in un quartiere di periferia e da un adulto distratto che strascica la camminata in calzature da adolescente e non gli importa granché di guidare un motorino scassato.
O di vendersi per quello che non si è.
Davvero.
E non è nemmeno una forma di anacronismo essere conciati in un certo modo.
Perché in fondo è solo srotolare lo stendardo e tenerlo bene in vista.
Come nei film epici no?
O in righe scritte male di romanzi fantasy.
Tenersi stretti vicino allo stendardo.
Poco importa se rappresenta pantaloni sbrindellati, canottiere da basket, felpe con il cappuccio, cappelli da baseball portati alla rovescia.
In fondo da una consolazione.
Morbida e calda.
Una coperta sulle spalle.
Un sabato senza scuola.
Un compleanno d'estate.

Persone che si vogliono bene.

Facile no?

Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

 

martedì 16 luglio 2024

Pensando maledettamente a tipo Novembre quando ci saranno 5 gradi e sarà incredibilmente piovoso, almeno si spera.



Te lo giuro.
Tipo che sono foto rubalike che non c'entrano niente.
D'altronde si sta semplicemente ascoltando il canto stitico di un motore 150 che funziona male e fabbricando un post scritto male.
Come tutto del resto.
Eppure ci sono cose che vanno oltre le giunture distrutte.
Andando in giro con il vento in faccia in canottiera in notti estive, soprattutto dato che non si è più da un pezzo un tardoadolescente.
Arrancando quasi verso cifre enormi.
Roba da vecchi.
Eppure non ci sono le ridicolaggini da boomer della crisi di mezza età di sticazzi.
Dato che si è un reduce da un pezzo.
Comportandosi un po' come un veterano di guerre combattute da altri.
Che andavano solo a luci artificiali e stanze chiuse.
Essendoci una necessità fisica di spazi aperti.
Quindi lo so che è un motorino che è un cesso.
Ma chissenefrega.
Tenetevi un po' i macchinoni e i weekend a con gente più giovane.
Ci siamo capiti vero?
Alla fine son giornate di batoste sul campo che lo diventano personali e lavorative.
Ma non fa nulla.
Perché tanto termina sempre con la solita frase di un romanzo incompiuto.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

martedì 2 luglio 2024

In fondo non è che conti granché la forma, alla fine poi la punteggiatura è completamente tutta sbagliata.


 
Com'era che mi dicevi sempre?
Ah già.
Stai fisso facendo le cose a caso.
In effetti è così.
D'altronde doveva essere un post ragionato.
Ma avendo la concentrazione mentale di un pesce rosso parte non mi ricordo, alla fine sui hanno tipo pochi minuti per terminarlo ed essere dall'altra parte della città.
E hai pure la macchina a fanculo.
Roba da matti.
Alla fine con giornate di stanchezza che sono tutte uguali.
Basta distinguerle solo da un brogliaccio scritto a penna su un agenda dei cinesi.
Intanto stanno terminando le foto da mettere per acchiappare qualche like.
E sono cartoline sbiadite di neuroni sparsi e persi.
Pure quelli in tasche bucate di pantaloni di qualche taglia più grande.
Diciamo che forse non è che fosse più facile.
È che eravamo meno overstimolati.
E forse c'era un minimo di concentrazione in più.
Anche nell'avere pazienza con le persone.
In effetti poi, non c'è niente di male.
Nell'essere concettualmente un hikikomori alla carbonara e vino.
Isolazionismo di sfinimento.
Rimanendo nella penombra di un monitor.
Cercando di trovare motivazioni varie per giocare senza sentirsi in colpa.
O figuriamoci finire di scrivere qualcosa.
Pazzesco.
D'altronde non c'è nemmeno voglia di trascinarsi in fondo alla strada, figurati certe volte di fare serata.
Forse anche perché si è dato abbastanza.
Di voglie altalenanti di organizzare qualcosa.
In spiaggia magari.
Vediamo.

Quanto tempo è passato dall'ultima Estate?
Si è capito la maiuscola?


Si fa quel che si può.

Vogliamoci bene.