venerdì 30 novembre 2018
Musica sgangherata per anime non del tutto presenti in questo intervallo di tempo.
Fallimenti clamorosi dovuti alla totale mancanza di capacità di sopravvivenza.
Inadatto a mantenere un qualsiasi posto in società varie.
Figuriamoci post-apocalittiche.
Collezionando pali pieni come fossero medaglie.
Eppure la volontà, seppur misera, di certo non manca.
Probabilmente è il tempo, oppure le ore di sonno.
Essendo trasparente, nel bene o nel male.
Anche ammettendo, candidamente, i propri buchi neri.
Così difficilmente misurabili.
Perchè alla fine non si ha di certo la capacità di rendersi conto di diverse cose.
Sfuggite anche per caso.
Distrattamente perdendo anni dalle tasche.
Tipo dodici.
E alla fine non si è raggiunto granchè.
Se non ore buttate.
A perdersi nella propria fantasia.
Perchè dentro e fuori il mondo, probabilmente, non piaceva neanche un po'.
Alla fine sono cronistorie di sconfitte trentennali.
Dell'assoluta incapacità di trovare un qualsiasi posto.
giovedì 29 novembre 2018
Andando, come sempre, a piedi. Ovunque questo disastro strascicato possa portare.
Alla fine è solo l'accettare determinate situazioni.
Soprattutto quando si è responsabili delle proprie azioni.
Un 2018 che ha lasciato, più o meno, solo macerie.
Qua e la eh.
Eppure ci sono segnali captati dall'etere, che dimostrano che in fondo vada tutto bene,
Dipende sempre dai punti di vista.
Impossibilitato fisicamente a lasciare andare robe.
Panta Rei un cazzo.
Storie assolutamente anormali.
Una grande Ignore List che scavalca i continenti.
Bah
martedì 27 novembre 2018
Dolori vari alle mani per dei messaggi quasi completamente carenti di senso compiuto.
Alla clamorosa ricerca di
Motivazioni, più che altro.
Perchè è ormai appurato che essendo arrivati in questa frazione di viaggio, non si ha più la testa per, fondalmentalmente, qualsiasi cosa che richieda più di dieci minuti di concentrazione.
Troppe luci accese e spente.
Ad intermittenza, come quando il cervello funzionava intervalli di tempo, più o meno, regolari.
Intanto si è ancora rintanati nella propria isola.
Ad orari ridotti, naturalmente.
Si marcia sempre in avanti, anche perchè non si ha la minima idea di che cosa fare.
Visto che tornare indietro è impossibile.
lunedì 19 novembre 2018
Ricordando i cari vecchi tempi di quando si viaggiava ad una pagina al giorno e pareva di aver fatto un lavorone. Ora proprio zero. Due righe e via.
Pesce rosso parte settecentoquarantasette.
Avendo la concentrazione proprio inesistente.
Incapace di fare una qualsiasi cosa per più di due minuti alla volta.
Un Memento contemporaneo.
Avendo troppe idee, accendendo mazzi di luci.
Eppure non si riesce a fare una paginetta al giorno.
Lasciando Vermentino sulle scale.
Con tremila quiz da fare.
Manca non solo il tempo.
Ma di sicuro la testa.
Assenza materiale di concentrazione.
Che peccato.
Riproducendo rivedibili doppiette senza rileggere mai niente
Assolutamente un viaggio di sola andata.
Sopra catorci traballanti.
Smontandosi ad ogni fosso.
Non c'è spazio, quello sicuro.
Essendosi spinti troppo in là per una qualsiasi inversione.
Ormai si parla solo di decenni di segnali senza risposta.
E va bene.
Davvero.
Ormai non importa più.
Ci si mette solo una bandana in fronte.
Con i 4 / 4 in sottofondo.
Perchè è semplicemente l'essere se stessi.
Senza cambiare mai.
Quindi andando malamente a piedi.
Anche se dura una cinquantina di minuti.
Se c'è freddo o non si ha più voglia.
Avanti allora.
Scrivendo la cronistoria di lunghe guerre, ovviamente perse.
Si è perso la guerra.
Completamente.
Eppure continuando a combattere.
Fino a quando non finiscono totalmente le energie oppure qualcos'altro.
Essendo così disperatamente vero.
Ultimo soldato nella giungla.
Anche se è tutto finito da un pezzo, bisogna continuare.
Camminando sempre sul cemento.
Pure di notte, meglio così non si vede nessuno.
Irraggiungibile per mancanza di connessione dati.
E meno male direi.
Apprezzando, ogni tanto, politiche clamorosamente isolazioniste.
sabato 17 novembre 2018
Segnali ritmati, spesso monotematici. Sicuramente frutto di radio lasciate accese che mandano SOS vari fuori dal tempo.
Rimanendo in piedi.
Un pugile suonato.
Eppure sempre a testa alta.
Nonostante tutto.
Fedeli a se stessi.
Ad imparanoiarsi perchè sono passati mazzi di anni.
Tutto finisce.
E non c'è molto altro da aggiungere.
Perchè è così.
Sempre vero.
Un po' come diceva il saggio.
Ed è così.
Una maledizione incredibile.
Rimanendo fedeli ad un ideale, seppure vago, di forma mentis.
A volte è necessario il bianco o il nero.
Su determinate cose.
Quindi non è che ci sia molto da dire.
Anche se è una vita clamorosamente disastrata.
Fatta di passi strascicati.
Ovunque.
Sul solito cemento.
E si va.
Sempre come un automa che ormai non ha più la vaga idea di quale sia la sua missione.
Ma solo di tutti gli obbiettivamente falliti.
Resuscitato da pezzi talmente incredibili da essere assurdi.
Come se non fosse mai successo niente.
Parola vera.
Devastando anni di aridità e merda varia.
Rinascendo sempre in pochi minuti.
Dimenticando, distrattamente, catastrofi assolute.
Quando ci si concentra sui sassolini, vengono dimenticate le montagne scalate.
Clamorosamente vero.
mercoledì 14 novembre 2018
Cantilene noiose di pomeriggi zippati e visi in fiamme.
Frammenti sparsi di un Pc che andava a pedali.
Robe di Cd masterizzati e di concetti sul fatto che si possa avere qualsiasi cosa, pur non apprezzandola in pieno.
Ed è così.
Camminando, come sempre, sul filo del rasoio.
Andando avanti minuto per minuto.
Non fidandosi mai.
Capendo in modo approssimativo tutto il resto.
Soprattutto i rapporti interpersonali con i nostri simili.
In quello proprio zero.
Più bravo a non deludere i Png.
Hey ya, it's me.
Magari.
Non ascoltando mai.
martedì 13 novembre 2018
Notizia flash mattutina che finirà per essere ignorata anche dall'autore.
Tipo quattro minuti di tempo per entrare a fare cose che tuttosommato non si sopportano più.
Eppure è solo la vecchia storia.
Mercenario.
Vedere moneta.
Fare cose rivedibili.
Tempi duri.
lunedì 12 novembre 2018
Bivi fangosi di Pixel e nottate davanti al caminetto. Non importa quasi più.
Sensazioni assolute di serenità donate dai Pixel e dall'8 Bit.
Forse perchè si torna indietro di decenni e ci si sente protetti.
Non, come al solito, allo sbaraglio.
Tremendamente.
Memorie che scaldano di sicuro.
Andando a dormire in un letto caldo, senza pensare.
Invece torna l'amica di tante notti.
Non dormendo mai.
Essendo quasi terrorizzato.
Meno male ci sono personaggi inesistenti che suggeriscono cosa fare.
mercoledì 7 novembre 2018
Funzionamenti del tutto impossibili dato l'assenza totale di sole. Cose da non voler vedere
Tipo una presammale di pioggia varia domenicale che si trascina fino a Mecoledì.
Camminando tra macerie di circa un centinaio d'anni di lavoro.
Cercando in qualsiasi modo di ricostruire qualcosa.
Seppur con progetti che non vedranno mai fine.
Ansie varie di domani incerti.
Che diventano ancora più folli se vengono ragionati in qualsiasi modo.
Soprattutto schematico.
Non ce la si può fare.
martedì 6 novembre 2018
Post scritti male fatti di rubriche cancellate e compleanni dimenticati.
Forse è solo il caso di mandare in Loop colonne sonore bellissime per svariate ore.
Perchè pensando solo al periodo in cui si voleva andare avanti a tutti i costi piuttosto che guardare ogni giorno soltanto indietro.
Decisamente cose più semplici.
Non migliori.
Meno complicate.
Avendo solo l'universo per pensare.
Non per far scivolare via dalle mani un po' tutto.
L'amarezza rimane sempre.
Impossibilitato fisicamente a vedere 24 ore.
Quindici anni.
giovedì 1 novembre 2018
Avendo scarpe strane per strascicare i piedi, gambe per sorreggerle e portare in posti vari, ma soprattutto orecchie per ascoltare.
Così clamorosamente unilaterale.
Avendo mazzi di sensi fatti di film già visti.
Non cascando in trabocchetti.
E' una questione di tono di voce.
Dispiace.
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