sabato 31 dicembre 2016
Senza Titolo
Finisce com'era iniziato.
Chiuso in circa una settantina di metri quadri.
Non importa granchè se proprio si ha una colossale incapacità di misurare determinate cose.
Anni veramente pessimi, 1993, 2003, 2006, 2010, 2016.
Di certo ci semplifica nettamente la vita dare denominazioni al semplice passare del tempo.
" Vedrai che "
" Con il nuovo invece "
Invece un cazzo.
La merda rimane spesso la solita.
E la roba divertente che non è che ormai importi più di tanto.
Nuotando, malamente, verso riva.
Quando non si capisce neanche lontanamente quale vento o corrente è favorevole.
Va bene così ragazzi, tanto ormai non è che ci preoccupiamo più di tanti.
Così, probabilmente con poche righe termina senza un perchè queste parole zibaldoniane buttate così a caso.
In silenzio, senza fare troppo rumore.
Andandosene come si è venuti.
Non fa niente.
Certo, ci si immagina sempre la realtà un pochino migliore, ma non importa.
Va così.
Perdendo numerosi pezzi ogni giorno.
Chi viene e chi va.
Non soltanto le grandi distanze chilometriche.
E' proprio un modo di essere, che ormai crea barriere.
Un po' cercando il proprio posto.
E non trovandolo mai.
Pace.
venerdì 30 dicembre 2016
Impossibilitato fisicamente nel comporre Haiku. Sticazzi anche eh
Post deletati di sicuro dallo zibaldone.
Ormai non più pubblici.
Chiudendo la baracca senza rimorsi.
Sempre avanti.
Almeno credo.
Fisso arrancando e barando per completare un numero pari di post fatti
Eliminando giornate alla ricerca di motivazioni varie e di cose sbagliate dentro.
Alla fine è solo un mandarsi a fare in culo per robe decisamente da dire.
Sognando rapporti come quelli mulino bianco.
Che fallimenti astronomici.
Accettarli così.
C'è di peggio eh.
Ma anche no.
Cercando di arrivare in doppia cifra: obbiettivo palese di spacciare righe per sensi compiuti.
Arrivando al punto di fare elenchi vari.
Di certo, non propriamente lunghi, su miliardi di progetti.
Essendo in una fase dove non si capisce più che cosa si è.
Sicuramente seduto nel retro dell'autobus.
Loser since 1985
martedì 20 dicembre 2016
Salmodiando canti stonati per divinità create dal www, ma con storie assolutamente affascinanti ricamate dietro " iz real ". Eh vabeh
Feels bad man.
Nonostante divinità varie favorevoli.
Non c'è certo consolazione nel chi sta peggio, di certo vedendo cose che non riconciliano esattamente con il suddetto pianeta.
Essendo, per giunta, tre anni ai domiciliari.
Scarsità evidente di vie di fuga.
Parola vera.
martedì 13 dicembre 2016
Fluttuazioni globali nel tempo e nello spazio con biglietti da mille lire in tasca. Andando a comprare le patatine.
Perdendo quotidianamente la sfida con l'asse di rotazione terrestre, eppure si rivedono sempre frammenti sparsi del 1989 nelle mattinate di sole invernale.
E perchè no? Anche nei pomeriggi naturalmente.
Costantemente per terra, giocando con cose semplici, ma portali per mondi enormi da scoprire.
Difficile però riuscire a rifugiarsi in pianeti così.
Ora che non si possiede più alcun tipo di soglia d'attenzione.
Distratti dalle troppe luci e cose da fare.
Scivolando piano piano verso robe che divorano dall'interno.
Addio leggerezza.
E' un peccato non sentirti più.
Ma è bello vederti goduta da chi possiede un po' di DNA anche tuo.
Pace
lunedì 12 dicembre 2016
Non degnandosi più di trovare immagini correlate o titoli accattivanti, visto che ora si scrive solo come reminder e non per fare click baiting
Ormai non c'è nemmeno più tanto da condividere, essendo diventati ormai asociali dei social.
Tornando quel piccoletto scontroso un po' troppo spesso in penombra con la grande voglia di essere totalmente da un altra parte.
Eppure non si era così, certo quelle cantonate lo han fatto diventare ancora più strambo.
Un po' più zitto.
Vagamente dislessico certe volte.
Anche decisamente insicuro.
Eppure manca un po' l'aspettare tranquillamente il treno, in una stazione d'intersezione.
Forse la perenne mancanza di grana ha accelerato un processo che forse non doveva del tutto essere completato.
Ah poi non venitemi a dire che non fanno la felicità, cari pochi lettori.
Ormai è così.
Isolazionismo provinciale involontario.
Partendo sconfitti in partenza per dare sempre la colpa agli anni 80'
Un po' come essere tornati indietro a caso.
Sistemare la roba da mettere prima di andare a dormire, tipo felpe gialle con dinosauri.
Assenza formale di preoccupazioni.
Sentirsi però sempre isolati.
Sensazione opprimente di Settembre.
Una città non tanto grande, ed abitare in un quartiere periferico.
Sempre e comunque fuori posto.
Non proprio sbagliato, ma già con la testa piena di domande sul dove andare a finire.
Ed eccoci qua.
Anni dopo.
A caso.
Generazione di poveri ragazzi persi.
lunedì 5 dicembre 2016
Capsule di salvataggio del tutto fortuite, ma che riconciliano con la rete globale.
Un mica tanto ritorno alle origini.
Come si sta bene, pieni di aria fresca da respirare, senza assolutamente essere inquinato dall'etere.
Così per caso si può uscire alla grande.
E non sentire più niente che non si voglia.
Liberi di far vagare la fantasia su universi paralleli che non è che siano migliori di questo, ma di certo con meno idee da condividere.
Meno male.
Tanto alla fine è decisamente meglio così.
Non preoccupandosi affatto delle statistiche.
In effetti, importava qualcuno che leggeva o likeava qualcosa che, alla fine, è solamente un reminder quotidiano per se stessi.
Certo che no.
Ah, ma guarda.
Meglio così.
venerdì 2 dicembre 2016
Carezza virtuale, compassionevole, verso la miriade di boccaloni telematici che inquina un posto che prima era più o meno decente ed ora, invece, avete rovinato tutto, come al solito.
Alla fine si inizia a pensare anche che possa essere stato un completo errore battere freneticamente sui tasti, ma non di certo perchè possono sfuggire errori vari di grammatica e di sintassi.
Per quello ci pensa il popolo della rete!1!1! oppure quello che proprio assomiglia ad una discarica della gente degli Smartphone.
Uno j'accuse più o meno sensato verso l'orrida tecnologia che ci permette di entrare in comunicazione, quando vogliamo, come vogliamo con dei perfetti idioti.
Mordere la mano che nutre, lo si sta facendo bene,
Alla grande direi.
Il fatto è che, purtroppo, non è tanto del mondo è bello perchè è vario, è più tipo fucked up.
E' forse che ci mostra tutto l'orrore di sette miliardi di anime, di cui forse se ne salvano qualche centinaio di milioni, il resto proprio, per carità.
Obbligato a sentire chi pesta più forte i piedi o chi urla più forte, una sorta di tribale Robinson Crusoe de noantri che almeno si fa due risate con il black humor e non è che si possa tanto indignare!1!1!
( Parentesi per i più anavirtuali, gli uno sono per sfottervi, ce la fate? )
E quindi tutti i vostri caps lock e i puntini di sospensione, che fanno rabbrividire più delle vostre idee, ma non assolutamente come la mancanza di spazio dopo le virgole.
Non è soltanto quello che frulla nel vostro cervello, ma purtroppo le vostre dita sulle tastiere, sia maledetto il giorno in cui avete scoperto l'interwebz per sparare la vostre panzane ovunque.
Certo cmq, non è solo colpa vostra, altrochè, è un po' di tutti.
Un po' come quando sbaglia uno, si punisce tutti, però veramente, io non ci credo che siete veramente così nella vita di tutti i giorni.
O forse si, perchè quello che state sparando in giro, lo si vede ogni giorno.
Ma non è solo una questione puramente nazionale o territoriale, ormai va così per la maggiore.
Sognando gibsonianamente una popolazione più in contatto e più evoluta, chissà se il maestro s'immaginava invece simili minchiate.
O forse si.
Perchè la strada verso diventare un santone Zen è lunghissima, l'ironia e lo sticazzismo come ultimo baluardo difensivo, contro i complottardi, antivaccinardi e marmaglie insopportabili varie.
Tanto si sa, dopo il 5 Dicembre troverete un altro target su cui riversare le vostre incazzature.
Se dedicaste il vostro tempo a cercare di essere delle persone migliori anzichè combattere contro mulini a vento o a migliorare voi stessi, questo pianeta sarebbe alla lunga un posto migliore.
Almeno fino alla prossima votazione.
Ammazza che coglioni che siete.
mercoledì 30 novembre 2016
Finendo a vagabondare in limbi involontari causa rituali magici del Commodore 64
Alla fine odiandola sempre, anche se quando si era tipo un moccioso, la si adorava tramite una cassetta comprata in edicola.
E un numero da tenere a memoria, tipo trecento e qualcosa.
Andando avanti e indietro, un po' come un cerchio.
Si è ancora qua.
Su banchi scarabocchiati vari.
Non si finisce mai d'imparare vero.
E se si fosse rimasti incastrati e tipo tutto questo non fosse per niente reale?
Zero diviso per zero.
Allora, forse, è ancora il 1990.
Cassette bianche e azzurre.
Tanto per sognare, ma non troppe ore.
Che ti fa male.
Direi di si.
sabato 26 novembre 2016
Angolo lamentoso di rimpianti caduchi
Constando, amaramente, un po' tutte le cose qua e là.
Differenziando difficilmente il reale dal virtuale.
Ma le palle cadono lo stesso.
Rimpiangendo i tempi in cui si era in pochi, difficoltà ad avere connessioni ad internet.
Per non sentire l'opinione di Giuseppina, panettiera di Avellino riguardo alla crisi economica internazionale.
E che dire di Gianfilippo? Pensionato di Treviso che vuole rimandarli tutti A CASA LORO con le maniere forti.
E chi lo fa?
Tu?
No io no eh, ci sarà sempre qualcuno pronto a farlo al posto mio.
Facendo il tifo.
Hooligan da tastiera.
Che tempi quando si era veramente pochi.
Di certo, non sentendo pensieri di merda.
Maledetti smartphone.
martedì 22 novembre 2016
Tentativi, vani, di comunicare tramite tavole Ouija con entità portatrici di armonia, trovandole però con insegnamenti nascosti nelle note.
Essendo palesemente malfunzionanti.
Ma non perchè sia un difetto dovuto all'usura o allo sconsiderato utilizzo di quello che c'è fuori o dentro, è proprio una roba strutturale.
Per non parlare poi dell'obsolescenza programmata, quello era proprio in qualche disegno, se mai dev'essere stato concepito.
Così da chiudere percorsi vari, fatti di gente che più o meno lotta o fa del proprio meglio.
Perchè alla fine è proprio questo il punto della questione: il fare quello che si può.
Così.
Programmi radio pieni di scariche statiche, arrivando al nostro orecchio tramite onde sparse in giro, di certo i messaggi non sono molto facili da capire, figurati da inviare.
E' tutta una questione di interpretazioni varie, per questo si fanno cose più o meno sensate.
Ma anche qua si torna solo e semplicemente al metodo deduttivo.
Stai divagando, come sempre.
Facendo un elaborato giro di frasi sconclusionate per far finta che abbiano un senso compiuto ed intrigare sempre più il lettore con abracadabra vari e artifizi letterali da quattro soldi.
Ok ok.
Beccato.
Niente era solo una questione legata al divino.
Quisquilie
Pinzillacchere
Facezie.
Cercando semplicemente di tirare fuori il proprio meglio, per far star bene vicini o lontani.
Spostare l'attenzione dell'aggressività da un altra parte.
Tanto quella c'è, perchè è insita nella produzione dei componenti.
Quindi ok.
C'è.
Metterla un secondo da una parte.
Diventare buoni.
Portatori di scampoli di pace.
Basta poco eh.
Avvicinandosi passo dopo passo al divino.
Sarebbe bello spogliarsi di tutto, all'ombra dei ciliegi.
In senso figurato, ma anche in senso lato
Tanto a culo nudo si ragiona sempre meglio.
Per questo abbiamo le docce.
Pace.
lunedì 21 novembre 2016
La solita storia delle 23:55 di quando si cerca, in qualche modo, di esprimere concetti chiari tramite parentetiche decisamente non necessarie.
Essendo qualcosa di indubbiamente genetico, perchè tornando indietro tipo al significato delle cose, chiedendosi sempre che cosa c'era prima.
Com'era e come si viveva da qualche parte.
Cose così raga, essendo abbastanza convinti di essere una proiezione astrale di antenati vari, forse un po' come Dwight ha detto di Marv " Ha avuto la sfiga nera di nascere nel periodo sbagliato "
Ci puoi contare, trail blazer a vita, o meglio, non nel significato baskettaro del termine.
Quello anche no.
Consentendo parallelismi azzardati con film ridicoli, ma dal termine notevolmente figo.
Pathfinder.
Invece non è che ci sia così da scoprire, anzi ormai visto un po' tutto.
Cercando disperatamente angoli inesplorati del pianeta.
Come quando si era meno e ci si dimenticava più velocemente delle cose.
Finendo come l'acqua.
Quello si.
Cantonate di periodi storici decisamente fallaci.
Pres-a-mmale
domenica 20 novembre 2016
Frugando soffitte e scantinati del cervello, alla ricerca di sensazioni tattili ormai completamente dimenticate.
Tipo regali come tesori.
Dati via così senza un perchè.
Ma non essendo per niente materialista, quindi pace.
Non fa niente, rimane di certo le cose in testa.
L'opportunità mentale di viaggiare in mezzo alla notte e tendere imboscate, oppure osservare sempre.
Sarà per questo che non si dorme mai, pure con roba da fare.
A mazzi eh.
Tipo prendere mezzi di trasporto pubblici pur non avendone voglia.
Tipo rimanere chiuso in una stanza pur non avendone voglia.
Tipo parlare con persone pur non avendone voglia.
Eh si caro Lloyd è il senso del dovere che ci frega.
Ma va bene così.
E' solo un periodo.
Venticinque anni circa.
Lunga vita ai cappucci in testa allora e alla notte.
Mancando parecchi file .doc, così da poter essere sistemati e mandati a chi di dovere. Ammazza quanto era terapeutico buttarli giù.
Un po' come avere skippato il tutorial perchè si era troppo impegnati a fare altro, tipo daydreaming e cose così.
E ora non capendo per niente come fnunziona un po' il tutto, sempre a zonzo però, senza grandi idee.
Toccando distrattamente il fondo, perchè molte cose non sono più esattamente le stesse, anche quando non si trova esattamente un strada o non si han mai avuto, realmente, qualche tipo di ambizione varia.
Certo sarebbe stato parecchio bello aver avuto la capacità di disegnare, così da poter dar vita alle miliardi di robe che gravitano in una testa con, troppe volte, l'iperattività mentale.
E non è solo l'uso folle delle parentetiche eh, dai quello proprio no.
C'è anche una possibilità, magari, di riuscire a fare qualcosa con l'ausilio di mezzi tecnologici.
Ma anche qui, non sapendo proprio dove chiedere.
Certo forse si ha, da qualche parte, talenti improvvisati.
Non di tenere la penna in mano, certo che no.
Cose che piacciono per un po', poi via.
Dimenticandole.
E ormai si è arrivati in un certo periodo in cui la concentrazione cade sempre più in basso, troppo stimolati da ambienti esterni in perenne contatto.
Meglio non avere niente di che e continuare a battere sui tasti per cercare di creare qualcosa.
Quanto tempo è passato da quando si è voluto creare un mondo?
Troppo.
Faceva stare bene mettere su carta quello che uno provava, così da poter materializzare un po' di tutto ciò che non si viveva in prima persona,.
Ma prendendolo fisso in prestito da un banco dei pegni messo nel cervello.
Eppure le sensazioni c'erano.
Altrochè.
Si deve riprovare.
Assolutamente si.
Si va?
Dai.
Cercando di scrivere diecimila mondi paralleli, per trovare quello che, più o meno, può andare bene. Voterei Faerun ad occhi chiusi, ma anche Sosaria.
Scappando sempre verso taverne, zone sicure al cento per cento, con robe da fare.
Npc vari che sembrano più umani del vero.
Legale, caotico o neutrale, non è che importi più di tanto, conta solo il tentativo di essere buono, quello sempre.
Rimanendo sulle palle i darkmegalord vari, troppo bimbiminchia pure per un mondo che comunque non esiste.
Ma quando sarebbe piacevole andare sempre all'avventura, come capita.
Non fermarsi e dormire all'aperto, lontano da roba che proprio è un fallimento.
Purtroppo sono deviazioni di un diagramma di flusso scarabocchiato nel fondo di una pagina.
E' andata così signori.
Non fa niente.
Certo, magari non si contano molto i piedi a pezzi e le scarpe scomode.
Però piacerebbe parecchio viaggiare per tot ore e riposare dove capita, fino ad una bella locanda.
Magari avendo qualche moneta d'oro, ma conoscendomi solo quelle di rame.
E' stato un bel salto indietro nel tempo, usando un Pentium 600-
Quando di certo tutto era decisamente più semplice, non facile eh, solo più strutturato.
Adesso, beh.
Non capendo granchè niente.
Non perdendo mai l'assenza stessa di quello che si è, ovvero scoprendo sempre nuovi mondi.
Anche se fittizzi frutto della propria testa.
Decisamente così.
Arrivo
Rifugi virtuali composti da pianeti lontani e cd masterizzati. 1 u 5, procedere ad installazione.
Fisso diffidando, orgogliosamente, di chi scrive con il caps lock o che alza la voce dicendo " LA VERITA' "
Ma di cosa?
Certo di uno in maiuscolo ci si fida, tipo il tranelli oppure il magally.
Ma poi basta eh.
Il fatto è che non vi sopporto più.
Cadendo fisso le palle.
Eh si lo so che siete stufi e tutte le altre robe.
Ma proprio non ci si rende conto quando si è ridicoli o meno, pare veramente di essere al liceo eppure siete grandi.
Magari con pure delle responsabilità, certo che però pare un casino e stop.
Sono sicuramente difetti di comunicazione.
O di comprensione del testo.
O entrambi.
Il fatto che mi obbligate alle 23:49 a disprezzarvi, anzichè permettermi di scrivere su cose allegre, anche un po' frivole su uno spazio virtuale dedicato agli sfoghi vari.
Perchè alzare la voce allora?
Tanto non contate niente.
E avete anche rotto le balle.
Facendo schifo.
Sempre.
Ma io, boh
venerdì 11 novembre 2016
Tanto anche se spingi la pedivella non parte lo stesso. E' tipo da controllare i contatti, disossidandosi in testa.
Solo con la solita scimmia di fare un giretto di tipo 800.000 km, sentendosi bene curva dopo curva.
M non ha senso andare troppo forte, mai avuto fretta.
Godendosi il viaggio.
Anche se questo non è che sia stato del tutto fortunato.
Però dai, almeno c'è stato, più o meno.
Non è che abbia dato granchè risposte.
Sembra quasi tutto ieri, eppure girandoti ecco come vola via il tutto.
Con la testa pieno di retrogaming e tipo abilità zero.
Piacerebbe parecchio creare storie dove la gente possa perdersi e perchè no? Dimenticarsi un po' di tutto questo.
Ma l'abilità è scarsa e la concentrazione sempre più lieve.
Come se ci si stesse spegnendo piano piano, con difficoltà a funzionare.
Ormai assenze formali di testa.
Quella ormai s'è persa.
Rendere determinate cose irreali, reali e produttive, anche se non si ha la minima idea di come fare. Ah, cazzomene tanto ci pensa lui.
Make Fallout REAL again.
O meglio, fatelo capitare una buona volta per tutti.
Parafrasando gente pesantemente inqualificabile, essendo fisso con l'eterna fobia del ci penso io o delle ricette semplici per roba complessa.
Perchè tutto alla fine è più o meno difficile.
Ah, ma certo che avete tutto il sacrosanto diritto di essere arrabbiati.
Ci mancherebbe.
Avete perso il vostro tenore di vita che non potevate ripagare.
E siete incazzati, lo capisco eh.
Non è certo colpa vostra se vi siete fatti abbindolare dagli anni ruggenti.
Eppure eccovi qua, a sognare ancora la disco music e gli le spalline nelle giacche.
Quando c'avete spazzato via un pianeta.
Creando una generazione di morti di fame, sempre con i centesimi contati in tasca.
Ma in fondo va bene lo stesso.
Visto che siamo solo soldati caduti senza un nome nella guerra al prezzo più basso.
Dateci almeno solidarietà e non il vostro odio.
Mazza quanto mi fate schifo.
Davvero
lunedì 31 ottobre 2016
Ritorni di certo poco graditi, di nuovi e soliti dial up di silenzi, parte non mi ricordo cosa.
Ed eccolo qua, è tornato il solito ragazzino in penombra.
Perchè alla fine sembra quasi non essere passato neanche un giorno, nonostante tutto.
E ci sono richieste, che vanno perse come segnali radio mandati a caso, come quasi se si trattasse di una roba univoca.
Ma dall'altra parte non c'è tutto questo.
Forse le cose sono semplicemente cambiate.
Forse vanno accettate.
O forse no.
La roba che frega è che in un mondo dove siamo in perenne connessione non riusciamo più a comunicare.
Balordo vè.
domenica 30 ottobre 2016
Prendendo in prestito spunti di riflessione da pellicole non propriamente ottime, ma diciamo più o meno guardabili.
Il problema è puramente di comunicazione.
Non volendo sapere proprio come la pensano gli estranei.
Perchè metterci in comunicazione?
Peggiorando la razza umana ogni giorno.
E' per questo che gli alieni non parlano con noi, perchè siete una massa di rincoglioniti.
Rimanendo sempre stupito, dall'accallonamento generale.
Ogni giorno la stessa storia.
Fino alla prossima catastrofe.
Non vedendo l'ora di poter essere mandato su Marte a colonizzare da solo.
Terrestri.
Bah.
sabato 29 ottobre 2016
Non sapendo di certo andare su quattro ruote, figurarsi con sto piede zoppo, ma strascicare e sghignazzare, quello si.
Non cambiando niente.
Certo, meno capelli e più hipsteria.
Ma il concetto di fondo è sempre quello.
Parlare, ascoltare, ridere.
Come se le distanze non esistessero.
Serate stile vecchi tempi.
Belle cose.
Amicizia.
Pace.
venerdì 28 ottobre 2016
Serenate anamusicali dell'ultimo banco, non essendo di certo quello che suona la chitarra in spiaggia, piuttosto uno che piscia in acqua.
Un po' come tornare indietro di parecchie rotazioni terrestri.
Mettendo rewind a tipo velocità supersonica.
Una sorta di cantico dell'ultimo banco, solo con gente random.
Di certo si socializza più in fretta.
Non essendo certo più quel ragazzino strambo, tutto scarmigliato che ogni tanto doveva prendersi i suoi 5 minuti di gloria anche se non aveva niente di che da dire.
Di intelligente almeno.
Eh così, una sorta di beta che non poteva certo competere con gli alfa, essendo anche drammaticamente spiantato.
Cambiando classi come magliette sporche, perchè non si riusciva proprio a trovare una dimensione.
Ma forse piano piano, in futuro qualcosa si muoveva.
Uno sviluppo decisamente più lento degli altri.
Manie di autismo in testa, non facendosi certo invitare a balli vari.
O assemblee musicali.
Perchè rimaneva un ragazzino con il walkman ( o lettore cd ) sparato a palla, cercando di essere invisibile ai più.
Nascosto all'ultimo banco di classi pollai.
Senza niente di che da dire.
Magari con losers più di lui, che in seguito sono diventati sorte di winner.
Losing since 1999.
Eh vabbè.
Anche questo è un altro giro vario.
Che cosa ne tireremo fuori, non si sa.
Still losing.
Ma con brio.
1-2-3
Musica.
Pace.
lunedì 24 ottobre 2016
Riflessioni tardoamare di un essere vivente che strascica ancora malamente il piede destro, chiudendo porte in faccia a sport di contatto. Scopone 2.0
Essendo un ragazzo non più giovanissimo con evidenti problemi deambulatori.
Ora, per fortuna, anche con incredibili deficit linguistici dovuti a problemi con denti vari che dovevano tipo spuntare dieci anni fa e invece niente.
Roba come osservare, fisso, dall'angolino gente non più giovane che fanno i regazzini.
Ma in senso buono però.
Almeno si, questo si.
Potendolo ancora fare.
Anche se ormai le caselle dell'età segnano quello che è, ci si cerca sempre di essere.
Con il cappuccio in testa e seduto al bancone del bar.
Vedendo robe della vita passare un po' via.
Alla fine non avrai nè carriera, nè azienda.
Ma vuoi mettere la mole di cazzate scritte battendo sui tasti.
Ao sei forte eh.
Pace
Di certo, non avendo granchè voglia di fare file per farsi dire esattamente quali sostanze chimiche si ha in circolo.
Mazzi di giorni che vanno così.
Tipo non stare male per vent'anni, scontando pesantemente arretrati.
Non imbottendosi mai e recuperando andando a dormire.
Ipocondria tutta di botto.
Controllando fisso qualsiasi cosa, come un ossessivo compulsivo.
E sentirsi dire che va tutto ok, ma quasi immediatamente non ascoltando pareri vari.
Purtroppo, è lo scotto di essere stato fisso al 100%
Un anno dove si va al 30%
Ma anche meno.
Quanto manca?
Mattinate varie, pensando a materiali non consegnati e prenotazioni che scadono tipo subito.
Esperimenti sociologici in testa, mai portati a compimento.
Abbozzati ogni mattina sull'autobus oppure quando si torna, eternamente, su dei banchi.
A cercare, inutilmente, di formarsi al 100%
Di essere più o meno completo o forse utile.
Anche lontanamente eh.
E allora perdonatemi se dimentico quasi istantaneamente i vostri nomi.
Non è una mancanza di rispetto eh.
Solo che è l'essere fuoriposto.
Quello si.
Residui di snobismo che hanno inculcato in testa anni di professori con le loro verità.
Ritrovarsi e perdersi.
Può essere.
Dispiace.
mercoledì 19 ottobre 2016
Stracciando fogli di vari ed eliminando pratiche alla radice.
Quattro punti per quattro mesi, lavando via interi manciate di secondi dove si incespicava in un anno del tutto incasinato.
Muovendosi piano, sempre zoppicando, per archiviare cartelle verdi da significati vari.
Numeri, tabelle per quelle robe che uno ha dentro.
Di certo non avendo molta energia per affrontare certe cose, ora come ora.
Iniziando percorsi nuovi, che fanno sembrare quasi nullo tutto quello fatto prima.
Perchè è più o meno, fisso, il maledetto incantesimo di avere dei confini geografici.
Cento per cento.
Evitando in qualsiasi modo alcune responsabilità, per avere dei valori nominali per comprare dosi di felicità momentanea.
Anche se non è che servono granchè, ma sai com'è, quando uno tipo non li ha mai avuti si pensa più che altro a questo.
Di certo, non facendone diventare una fissa.
Quello no.
Ci mancherebbe pure questo.
Eppure cercando lentamente di eliminare pensieri ricorrenti di tipo quattro anni fa.
Con vari punti interrogativi.
Di certo non stanno condizionando niente di che.
L'importante è che siano passati quattro mesi.
Per fortuna, per fortuna.
Ora avanti sempre.
Anche se le ore non è che passino alla svelta.
Come sempre, buttato su un banco.
Nell'ultima fila.
Per essere, come sempre, dimenticato in un angolino.
Since 1991.
lunedì 17 ottobre 2016
Scomparsa materiale di tasti da battere.
Di certo segnandomi fisso assente.
Così, come sempre, all'ultimo banco.
Mezze risate.
Stando zitti si sta meglio.
Anche perchè c'è troppo da dire, ma ci sono assenze formali di voglia di emettere suoni.
Poi si diventa vulcani.
Esplodendo ogni tanto.
E forse non c'è nemmeno più la soglia di concentrazione per scrivere due righe.
E il capitano?
S'è già buttato a mare.
Sai governare una nave?
Io? Ma se sono un clandestino.
A posto.
sabato 8 ottobre 2016
Analizzando, sistematicamente, qualsiasi errore di produzione. Delocalizzando le fabbriche, tanto costa fisso tutto troppo.
Se lo dici tu.
Non seguendo affatto il corpo, tanto la mente viaggia sul binario parallelo in direzione contraria.
Inseguendo stabilità fisiche varie da tipo quattro mesi.
Ed ogni volta con il gioco dell'oca si torna indietro.
Respirando ipocondrie varie.
Controllando ogni minima variazione corporea con il www.
Non che serva a granchè.
Cyborg progettato male.
Altrochè.
giovedì 22 settembre 2016
Come prendere spunto da un videogioco ripetitivo e cercare di capire, più o meno, qualcosa su come si è strutturati.
Senza bussola.
Non avendo granché senso dell'orientamento, seguendo a caso la corrente.
Fisso così.
Essendo tipo trent'anni equipaggiato alla buona.
Cercando in qualche modo di raccattare oggetti di fortuna per poter decentemente avanzare.
Senza meta però.
Assenze formali di mal di mare, anche se il fastidio di rimanere sulla terra appare ogni tanto.
Tocca solo avanzare.
A caso, ma non per caso.
Prima o poi, sicuramente, si sbatterà contro qualche tipo di parete solida e si capirà più o meno dove si sta andando.
Difficile dirlo quando non si ha la minima idea di come governare una zattera, c'è pure il cielo nuvoloso.
Quindi proprio zero.
Eh vabbè.
Spiccioli siamo, ramini torneremo.
A debiti.
Pace.
Non sapendo assolutamente nulla delle reazioni cosmiche, preferendo quindi baratri vari.
Rimbalzando reparti.
Professionisti diretti a chi l'ha visto, tutto per una questione di ferraglia, arrivata a caso ( ma non per caso ) in una sorta di partita del volemose bene.
Tornando nei luoghi di fratture che hanno leggermente caratterizzato un periodo già di per sé non esaltante.
Non domandandosi mai il perchè di qualcosa, se non a te a qualcun altro.
So non importa granchè.
Impossibilitato nel capire determinate cose.
Costruendo schemi mentali vari.
Non è così.
Meglio non sapere certe robe.
Pace.
mercoledì 21 settembre 2016
Non può esistere la palla a spicchi senza avere i quattro quarti in testa, nonostante le sostanze chimiche cattive in circolo.
Proprio vero che è più di uno sport.
Anche rimanendo fermo mesi, non si sogna altro che il canestro.
Sentire il rumore della catena.
Poco importa se si ha il piede pieno di ferraglia e la testa zeppa di cattive idee.
Fa bene comunque.
Zanzare a parte.
Quella è la sfiga di essere confinati in una palude.
Ma non importa.
Conta solo sgomberare la mente.
Rinascere ogni volta che si vede la rete.
Lentamente.
Un tendine alla volta.
Con le ossa bucherellate.
Avanti tutta.
martedì 20 settembre 2016
Battaglie eterne contro le nuvole che regalano sempre preseammale varie. Andando a pannelli solari.
Un po' come frammenti vari di Settembre che ogni tanto sembrano Gennaio o forse i primi di Febbraio.
Cose così.
Andando a piedi verso una cabina telefonica per cercare di ordinare dei portachiavi vari.
E respirando affannosamente perchè dava fastidio parlare.
Gli arredi urbani e altre cose sono decisamente cambiate.
Tranne Settembre, quello mai.
Con riviste di videogiochi completamente rotte, pagine staccate e ormai ampiamente riciclate in forse carta igienica o robe varie.
Impossibilitato psicologicamente a balzi evolutivi vari.
Talmente ripetitivo, da essere ormai tremendamente fuorimoda.
Piacendo sempre le stesse cose.
Il che non è un male, ma è unito ad una sorta d'intolleranza di fondo.
Intrappolato nel ghiaccio.
Tipo tra 100 anni lo troveranno decisamente così.
Ma speriamo di no.
lunedì 19 settembre 2016
Falsa invettiva contro gli inventori dei mezzi di comunicazione di massa, oppure semplicemente chi ha permesso i commenti nelle pagine dei quotidiani.
Invasione delle informazioni poco utili, dove tuttologi del niente devono per forza dire la loro.
L'incredibile bellezza di scuotere le spalle e di comunicare la parola che non permettere di aggiungere altro:
Sticazzi.
Davvero.
Nmila messaggi di cui l'etere è saturo.
Il dramma di doverli vedere quasi per forza.
E volerli oscurare con tutte le proprie energie.
Chi te lo fa fare?
Mah
Aspettando notizie di Cowboy spaziali.
O cose così.
Cercando un modo di far leggere le proprie stupidaggini.
Sempre.
Ma che oh
Schivando malamente vento a mazzi per avere ancora l'illusione di poter vivere a 23° centigradi tutta la vita. Magari
Di certo è quasi sempre una questione di culo.
Certo oh, puoi calcolare probabilità e magari faticare alla grande.
Ma sempre di fortuna si tratta.
Non è certo una giustificazione eh.
Alla fine quella componente rimane alla grande.
Incognite varie che poi si rivelano per quello che sono.
Un po' come intestardirsi nel giocare d'azzardo che, menomale oh, è un vizio che non ha mai preso proprio.
Allora meglio camminare in mezzo ai pini mediterranei o qualsiasi altro tipo di alberi.
Respirando a pieni polmoni.
Zoppicando qua e là.
Avanzando, stancamente, per scoprire quali tranvate possono arrivare.
Per tutto quello che si ha dentro e non si capisce.
Scallonisi.
sabato 17 settembre 2016
Tipo erano feste tardoestive autofinanziate in biglietti da mille lire stropicciati, chiesti in prestito a nonne e fratelli. Pace.
Lasciando perdere determinate robe che derivano da rotture del continuum spazio-temporale.
Un po' come tornare a feste fatte al Poetto, in giardini grandi con cani che sono rimasti gli stessi.
Solo che tipo, boh vent'anni?
Eliminati in pochi nanosecondi.
Di certo, si era vestiti esattamente allo stesso modo.
Mancavano però gli amici, quelli ormai sono sparsi qua e là.
Però c'è stato una sorta di rinnovamento, con risate di bambini che correvano da una parte all'altra.
Bisognerebbe fare di sicuro un revival tipo ogni anno.
E non volontariamente perdersi di vista.
Quello si, direi.
Troppa frenesia in tutto.
Da quando abbiamo smesso di farci foto?
venerdì 16 settembre 2016
Chi controlla il passato controlla le eventuali figure di merda che si possono trovare nell'interwebz, ah non era così? In ogni caso dedicato ai fatti di cronaca, ma neanche tanto.
Cancellando presenze nella rete globale.
Lavoro certosino per eliminazione di qualsiasi particolare.
Sghignazzando nella cronologia che razza di portachiavi stellare.
Per carità.
E meno male che non ci sono nemmeno più le conversazioni di Msn.
Che panico altrimenti.
Quante idiozie si dicono.
E figurati quelle che si scrivono.
Altrochè.
Essendo una sentinella disattenta in processi di evoluzione non del tutto casuali, ma che portano a conclusioni più o meno girotondesche. Com'era quella canzone?
Secchiate d'acqua e cicloni vari.
Con sempre la voglia di sistemare le cose sparse in giro, un po' per mettere ordine nella propria esistenza.
Anche se si parla prepotentemente di un appartamento vuoto, che è andata alla come viene come sempre, ma che alla fine è stato più o meno un'avventura.
Per un qualcosa che era rimasto impolverato ed abbandonato, tramite sudore fai da te è tornato più o meno vivibile.
Cose ad cazzum, ma orgogliosamente in una maniera sola.
Diretta.
Fisso così.
Certo, quello pareva un garage primo e che importa dei pezzi di carta dal valore nominale quando si trasforma qualcosa.
Tirando via dalle pareti nicotina del ingiallita del 1973.
Ed essere quasi in una sorta di loop spazio temporale, accanito protagonista del gioco dell'oca della vita parte cinquantaquattro.
Girando bendato trecentosessantacinque volte, per essere nuovamente come prima.
Eterna battaglia contro lo stare parcheggiato.
Quasi come tornare sui banchi di scuola.
E chi si ricorda.
Di certo, poteva andare diversamente.
Ma sticazzi oh, son pezzi di carta.
Dai.
Fai il serio.
Un po' come camminare zoppicando, vistosamente, per gli Epiphany Fields e non sapendo esattamente dove voler andare. Ma almeno c'è la musica oh. Il mondo è grande.
Una roba come esser fragili, senza dubbio eh.
Alla fine migliora sempre, perchè è vero che è una ragnatela, ma tanto si dimentica prima o poi, più o meno.
E il mondo è grande, se un posto sta stretto, basta saltare su un aereo e tanti saluti.
Come dicono quelli che non dovrebbero avere una connessione ad internet " Le malelinkue. Berzone falze "
Rabbrividendo nell'essere costretto a fare dei discorsi quasi seri.
Era molto meglio l'anonimato.
Piacere Zorba lo Zoppo.
Hey sono Thug il Sightorsson.
Nickname vari che potevano comparire o scomparire su diversi forum dove, magari, potevi dire anche delle castronerie senza sapere niente di niente di chi aveva battuto più o meno casualmente i tasti.
E invece essendo quasi obbligati a vedere quant'è miserabile la gente.
O la GGente.
Nomi e cognomi.
Titoli di studio.
E la grammatica.
Dio santo, gli errori grammaticali.
Mi fanno impazzire.
Meglio far parte di un piccolo clan in mezzo alle montagne che danno a picco sul mare.
Piuttosto che circondato da miserie simili.
Basterebbe solo staccare la connessione.
Per un po'.
Tornare ai tempi in cui dovevi pagare gli scatti e col cazzo che stavi tutto il giorno lì.
Magari chiudere un po' gli occhi.
Ascoltare la bellezza.
E' facile, no?
Il mondo è grande.
Tutto passa.
Sticazzi, no?
Pace.
giovedì 15 settembre 2016
Seicento volte pubblica e condividi.
Un po' come quando si devono per forza tracciare bilanci, segnati con una calligrafia del tutto rivedibile su agende del 2002 o giù di lì.
Perchè, ormai, si è arrivati al numero 600 di questa rubrica.
E sono passati, probabilmente, gli stessi concetti, soltanto riscritti e detti in maniera totalmente diversa.
Perchè alla fine dall'inizio dell'umanità ad oggi, abbiamo più o meno parlato delle stesse robe.
Certo in contesti tecnologici completamente diversi, ma a sa fini il quid è sempre quello.
Come diavolo fare ad arrivare a 1.000?
Sempre che c'arrivi.
Ravanata genitale.
Più che altro è così, da fastidio parlarne, ma meglio dimenticarselo alla svelta.
Non avendo granchè voglia di guardare la clessidra, ma solo tasche bucate dei pantaloni e portafogli vuoti.
Non è necessario, ma si torna sempre sul valore nominale delle cose.
Cioè un cazzo.
Però servono.
Certe volte, più del reale.
Allora è meglio mettersi i soliti stracci addosso e andare a zonzo con l'andatura ciondolante e il cappuccio in testa.
Senza una meta precisa, con soltanto la volontà di non cambiare come essere vivente.
Non perdendo mai la magia di essere un ragazzino dentro, emozionandosi per lo scintillare del sole sull'acqua.
E poco importa se si sono appena pagati 296 euro e cinquantaquattro centesimi di bollette che un po' neanche hai.
Come tutti gli altri conti da pagare.
Rimpiangendo le duemilalire per prendere quattro gettoni e passare un pomeriggio.
Forse è una questione d'incapacità di adattamento al futuro.
Probabilmente anche questa è stata già detto in migliaia di caratteri con punteggiatura messa proprio a cazzo.
Essendo un androide con evidenti problemi di progettazione, che non ha ricevuto nessun tipo di imput per cosa fare.
Assenze formali di programmatori vari.
E allora, cigolando e con le mani in tasca, si zoppica lentamente verso il numero settecento, così da dedicarlo a chi avrà voglia di perdere qualche minuto.
Cercando solo la serenità.
Pace
giovedì 1 settembre 2016
Come quella volta che ci si è persi in mezzo a Canyon, saline e baie dei pirati, mantenendo sempre il morale alle stelle. Leggendo storie di terre emerse attraverso granelli di sabbia, tutti così diversi, ma altrettanto perfetti.
Pic not really related
O meglio si.
Anche se con assenze formali di motoveicoli vari.
Piuttosto con carcasse immatricolate nel 2000 che tipo, proprio, non ce la fanno più.
Però alla fine arrancano, piene di bozzi e di robe che non funzionano soprattutto per svoltare a destra e fischi vari che, boh, sarà la cinghia.
Meccanici 2.0 che non sanno dove mettere le mani.
Mazzi di Km, ma proprio fisso in giro, anche se si voleva scoprire luoghi nuovi e nascosti.
Di una terra che alla fine se la guardi proprio bene diventa quasi un pianeta.
Un po' come salire sulle caravelle e andare a scoprire mondi ancora da mappare.
Tra canyon e scogliere, come sempre zoppicando per entrare meglio nella parte.
Dev'essere sicuramente una roba ancestrale, che fa capolino dal Dna o cose così.
Una sorta di ripetizione all'infinito di quello che si è.
Attraverso centinaia di migliaia di anni, fino a quando emergevano qua e là isole, prima che ottenessero una forma del tutto caratteristica.
Spigolosa e a gamba tesa, basta scoprire un po' quello che si nasconde sotto la superficie e alla fine capire esattamente l'anima delle cose.
Che poi oh, con le idee che vanno in circolo tipo a velocità luce le differenze ormai a sa fini sono tipo minime.
Quindi non è che si possa parlare di anima di un popolo eh.
E' più che altro una roba di persone simili che hanno vissuto in maniera identica senza incontrarsi prima.
Una generazione che si arrangia alla grande.
Mica esigendo Fan vari, cercandolo solo Fun.
Quello sempre.
Perchè sono tipo legami indissolubili, che varcano montagne e mari, fregandosene altamente di distanze puramente costruite sulla carta geografica.
Restano mazzi di flash che devono essere rielaborati da un cervello non propriamente nuovissimo, abusato un po' per via di stili di vita ampiamente discutibili.
Di certo quello che rimane in testa è il concetto stesso del viaggio.
Raggiungere una meta tutti insieme.
Arrancando per salite o in fiumi in secca.
Dev'essere sicuramente questo.
Unite al fatto di essere in comunione di spiriti.
Non importa di certo la quantità del tempo, perchè alla fine ci conosciamo da sempre.
Ed è qualcosa di assolutamente vero.
Sono, tipo, regole che non si possono piegare.
Perchè sono così.
Saldi come se fossero lì da 8.000 anni e ad ogni vista ci si ricaricasse, tornando indietro di 100 anni ad ogni battito di palpebre.
L'antica storia da raccontare attorno al fuoco.
Quello che ci rende animali sociali, ormai sedentari, ma non per questo distanti o meno raggiungibili.
Grazie per questi giorni allora.
Fino alle prossime esplorazioni, tra cale e montagne.
Toccherà prenderà una Jeep 4X4 mi sa.
Che importa, tanto paga Giulio, no?
Ciao amici, ciao.
A presto.
Pace.
mercoledì 31 agosto 2016
Haiku sgrammaticato e fuori metrica, contraddicendo palesemente quello che si è scritto.
Più che altro verso se stesso.
Training autogeno che funziona spesso male, ma ci sono linee guide di base.
Un automiglioramento quotidiano.
Regole anche nei confronti di piccole cose.
Numeri come spartiacque, importano sempre di meno i valori nominali.
Più che altro quelli reali.
Che restano.
Fisso non vedendoli.
Facendo a gara con il sole.
Quasi come continenti che ogni tanto si fanno vedere e ti rubano pezzi vari. Capendolo sin da sempre.
Alla fine è tutta colpa delle terre emerse interamente circondate dall'acqua.
Una roba come impegnarsi a fondo per rimanere attaccati.
Non è andata così.
E da lì nasce un po' la maledizione.
Che frega.
Attrae e respinge.
Prigione con libertà, cercando spesso spazi di se stessi attraverso i mazzi di Km.
Bambino in penombra, tirato a lucido che vedeva la cartina geografica e pensava
" Cavolo, ma c'è proprio il mare ovunque? "
Allora va bene lo stesso.
Di certo è andata così per questi primi anni.
Ma non è un problema.
Manca ancora un po'.
Perdita di senso dell'orientamento a parte.
Pace.
Una roba come impegnarsi a fondo per rimanere attaccati.
Non è andata così.
E da lì nasce un po' la maledizione.
Che frega.
Attrae e respinge.
Prigione con libertà, cercando spesso spazi di se stessi attraverso i mazzi di Km.
Bambino in penombra, tirato a lucido che vedeva la cartina geografica e pensava
" Cavolo, ma c'è proprio il mare ovunque? "
Allora va bene lo stesso.
Di certo è andata così per questi primi anni.
Ma non è un problema.
Manca ancora un po'.
Perdita di senso dell'orientamento a parte.
Pace.
lunedì 29 agosto 2016
Relgalando punti a chi indovina l'immagine, ma non vale usare mezzucci. Si trova a 60 km da qua.
Robe come zingarate a go go tra strade polverose.
Amici che sembrano essere lì da una vita.
Mancava, di sicuro, solo il rum.
Perchè tanto è l'isola che accoglie e rimane dentro.
Curva dopo curva, tramonto dopo tramonto.
E il resto veramente, non è che conti più di tanto.
Con conto sempre a zero e poche idee, confuse in testa.
Apposto così.
Eliminando il superfluo.
Staremo a vedere
domenica 28 agosto 2016
Difficoltà respiratorie causate da attacchi violenti di risate folli per merito di jacktorranceate varie.
Salvando mazzi di dati in pomeriggi vari.
Molto più facile capire il significato delle cose quando si mettono le zampe a mollo, oppure camminare strascicando piedi non perfettamente guariti sul cemento della propria città.
Comprendendo fisso il perchè, tramite risate sguaiate su una banchina.
Che ci sono mazzi di legami che vanno così.
Regole che non si possono certo cambiare o piegare.
Di significati vari di fratellanza, quello più puro del migliorarsi sempre e godere semplicemente di attimi.
Essendo fisso tutto precario.
Zero sicurezze.
Cose così.
Generazione di lottatori senza futuro, con molto buonsenso in testa.
Arrampicandosi spesso su macerie fatte da altri.
Avendo, fisso, solo dosi enormi di buona volontà.
Allora a gambe incrociate.
Chiudendo gli occhi.
Facendo scorrere il tutto.
E' così facile, no?
Buonanotte, buonanotte.
sabato 27 agosto 2016
Mettendo su inchiostro frammenti lontani di ricordi di un agosto qualsiasi del 2016. Aye aye Cap'tn
Un legame con la terra indissolubile.
Oltre il parentame vario che abita lontano, un po' il paese dove andare d'estate.
Scrivendo tipo un tema d'italiano nel 2025 su argomenti random, oppure tranute ricordi esatti di vacanze viste con gli occhi di una bambina.
E allora torna in mente la baia dei bucanieri.
Con le navi ormeggiate.
Stringendo forte la mano della mamma.
" Sei un pirata? "
" Si, ma sono in vacanza, niente bottino per oggi, ma se fai da brava monete d'oro e pappagalli "
E allora magari leggermente poggiando la penna.
Sorrisi lievi, un po' sfocati come le fotografie del 1991
Saranno salite mazzi di volte le maree.
Perchè sorridi in mezzo al compito?
Niente, solo un pensiero di quando ho conosciuto un pirata.
Di quelli buoni però
Pace.
martedì 23 agosto 2016
Saccheggiando immagini parecchio belle e non prendendo neanche lontanamente la briga di citare l'autore. Vergogna.
Insonnia varia dovuta a google maps.
Occhi puntati, famelicamente, sul Giappone.
Ma tipo posti remoti, Nigata o Sapporo.
Solidarizzando spesso con isolani vari, anche con gli Ainu o le tribù Jurchen.
Altro che Manchuquò.
Si può arrivare.
Dimenticando così ogni tanto, anche certe altre cose.
Come un po' di distanze da occhi grandi.
Affrontando difficoltà, quello si.
Magari si può di certo, fare di più.
Anche con sto caldo, tanto poi arriverà Settembre e il tiepido e di nuovo freddo.
A sa fini le scuse climatiche son sempre le solite.
Mattinate di polvere.
Aspettando l'alba.
Pace.
Cercando di comunicare con linguaggi non propriamente familiari, ma ci si capisce a seconda del contesto. Facile, no?
Una roba come capitani con il mal di mare o senza mezzi vari.
Dividendosi spesso in tre o in quattro.
Famo anche cinque, che ce frega.
Con in testa solo musica tratta sicuramente dall'Hagakura, anche se all'ombra delle foglie si ascolta tipo trip-hop.
Turntablismando in maniera casuale.
Sempre alla ricerca di un sensei, tipo anche di se stesso.
Alla fine così, rimangono clacson vari e immagini che non c'entrano granchè con quello che ci cerca più o meno di esprimere così alla buona.
Ma non è un problema eh.
Sono i diecimila giri vari.
Qualcosa si muove.
I Ronin però non pagavano 80 Ryo di canone Rai in bolletta.
Porcaputtana.
lunedì 22 agosto 2016
Arrivando anche a piedi e con le scarpe rotte ad Hokkaido
Generazioni che non comunicano.
Anno strambo che accentua gente già ampiamente fuori di testa.
Cercando solo sassolini zen e massime da due monete di rame.
Però, almeno, è una sorta di via di fuga, nevvero?
Mah, svisando film in streaming che hanno tipo la mia età sul solito periodo Sengoku.
Che tempi, che tempi.
C'è solo la voglia folle di viaggiare per un po'.
Sparire qua e la.
Ad Hokkaido magari.
Nel periodo Nanboku-Chò però.
Pace
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