venerdì 30 dicembre 2011
Ciao 2011, vattene
No non sarà un noioso e ripetitivo elenco di buoni propositi per il 2012, non ho coerenza per farli.
Li lascio a chi è più determinato di me o ai Fedayyn da Facebook.
Volevo solo salutare l'anno vecchio.
Ma senza tante cerimonie.
Hai fatto cagare.
E pensare che prima gli anni dispari erano i miei preferiti.
Sei stato veramente una busta.
Pace.
Domani tutti i mezzi possibili per raggiungere il Nord, ma l'entusiasmo lo sto lasciando qua al Poetto. Ma non è che non ci sia voglia.
E' sempre un giro nella vecchia Olanda.
Però, tornato a casa da 10 giorni, sembrano passati 10 mesi. Il Nord Europa e Roma, sembrano estranei, alieni.
Questi 10 giorni son stati, forse meglio, di quattro mesi nella capitale.
Sisisi il solito esagerato.
Però, credo che il mio posto sia qua.
Mi inventerò qualcosa.
Vado avanti.
Mi godo il viaggio.
Ma il 5 Gennaio si torna tra treni e metro.
Ti odio Gennaio da sempre, ma da tipo sei anni non ti sopporto proprio.
Non ci fai un cazzo nella mia vita, sei pure di 31 giorni.
Non finisci mai, levati no?
Ma poi Gennaio a Roma.
Devi fare proprio cagare.
Bella merda di inizio del 2012.
Non si può iniziare con, che ne so, Giugno ?
Scallonisi
mercoledì 28 dicembre 2011
Dai Notte, non finire. Fammi sto favore almeno oggi.
Benzina a 1.61,16 in un distributore Agip, nessuno in giro nè da un senso nè dall'altro.
Non c'è vento.
Un po' di nebbia che sale dal Campo Rossi, ma nulla di più.
Mi piace guidare la notte, quando Cagliari dorme.
Non ho sonno.
Finisco di mettere benzina e torno al Poetto e lancio il solito sguardo ai chioschi dei Caddozzi, unica certezza della vita.
Sempre aperti anche il 25, l'altro giorno post dancehall c'abbiamo cravato il panino con il cavallo.
Con birrone ovviamente.
Anche se oggi all'ingresso del quartiere, avevo un po' di paranoia.
Mi son dimenticato il portafogli a casa.
Zero documenti.
Zero patente.
" A nome di chi è questa macchina ?"
" Può scendere per favore? "
No, no.
Non ne ho voglia proprio cazzo.
Niente lampeggianti.
Lusso
Ho ancora voglia di stare in giro, anche a piedi.
Non c'ho più l'età per fare quattro giorni di fila le Sei del mattino.
Però ci sta farsi buttare fuori dai locali.
A casa.
Parcheggiando veloce.
Non voglio dormire.
Guardo la sveglia.
4:37.
Vorrei fosse l'una o mezzanotte.
Le due.
Ho dei problemi ad addormentarmi lo so, già da un po'.
Non ho nemmeno la coscienza troppo sporca.
E mi devo alzare presto.
Il tran tran quotidiano.
La partenza in Olanda tra 3 giorni e il ritorno direttamente a Roma.
Mi aspetta un eterno Gennaio a Roma.
Che incubo.
Non ho voglia di partire, ma è così.
thug ha una sola parola.
Si però
Almeno un ora indietro.
Non riesco proprio ad acchiappare questo tempo che scappa.
Forse è per questo che non dormo?
Ma che fine hanno fatto tutte queste nottate?
Non ricordo proprio
lunedì 26 dicembre 2011
Vieni via con me
Eri innamorato e ti hanno spezzato il cuore?
Lei c'era.
Hai perso un anno a scuola?
Lei c'era.
Avevi un compito in classe e non sapevi niente?
Lei c'era.
I concerti a Monteclaro?
Lei c'era.
Tornavi da lavoro distrutto?
Lei c'era.
Ti ascoltavi musica nel lettore mp3 in camera?
Lei c'era.
Estate al parchetto?
Lei c'era.
Giornata al mare?
Lei c'era.
Non te ne andava bene una?
Lei c'era.
Le cose erano grandiose?
Lei c'era.
Avevi perso una persona cara?
Lei c'era.
Te ne stavi in piazza a sognare con una ragazza che era tutto?
Lei c'era.
L'hai vista andare via di spalle?
Lei c'era.
Hai fatto cagate una dopo l'altra?
Lei c'era.
Non andavi a lezione di Sociologia?
Lei c'era.
Concerti?
Lei c'era.
Partenze, arrivederci. Stazioni dei treni?
Lei c'era.
Messaggi come pugnalate?
Lei c'era.
Ti sei laureato?
Lei c'era.
Sei tornato a casa dopo tanto tempo?
Lei c'era.
Eri perso per 5 nazioni?
Lei c'era.
Ti hanno ri-spezzato il cuore?
Lei c'era.
Ti sei sentito:
Stanco.
Inadatto.
Non all'altezza.
Non puoi competere.
Combattente disperato e sconfitto in partenza.
Escluso.
Deluso.
Allegro.
Malinconico.
Sfortunato.
Fortunato.
Senza un soldo.
Con il cuore a pezzi ( si l'ho già detta, ma è successo tante volte )
Lei c'era sempre.
2002-2011.
Però mi sa che le cose tra noi sono cambiate.
O meglio, io sono cambiato.
Ci siamo quasi presi una pausa.
Ma ieri e l'altro giorno c'eri.
Ci siamo solo salutati.
Un po' mi batteva forte il cuore.
Ma sono sicuro che recupereremo il tempo perso.
Però piano piano.
Un passo alla volta.
Non abbiamo fretta no?
Vedo ancora futuro tra noi.
Tu c'eri sempre in questi 10 lunghi anni.
Non me lo dimentico eh.
Pace
sabato 24 dicembre 2011
Stringimi forte, ho il cagotto
Camminiamo vicini.
Fa freddo, ma è una bella serata, dai lascia stare, ti accompagno a casa.
Quando mai faccio tornare una signorina da sola a casa eh
A 20 metri da casa tua
Ecco.
Il ritorno di un vecchio amico:
Ruggito in pancia.
Sudore ghiacciato.
Gambe che tremano.
Occhi vacui.
Gravità che spinge verso il basso.
Terrore
E si, me la sto per fare addosso davanti a te.
Stringo le natiche e ti sorrido sofferente.
E' un abbraccio veloce.
Mi parli e non ascolto.
Voglio solo scappare a cercarmi un cesso.
Ti prego non invitarmi a salire
Non voglio sganciare una bomba batteriologica nel tuo bagno.
Si si ci congediamo così.
Sono un po' dispiaciuto e felice allo stesso tempo.
Fuggo nella notte pieno di movimenti gastrici.
AIUTO
giovedì 22 dicembre 2011
Ei...
Se ci invitiamo portaci lontano e ci avvitiamo,
se ci evitiamo se ci incontriamo poi vediamo,
ho te mò,
ma il tempo passa e temo
usa il pensiero e non parliamo,
non chiamo più chi amo
non chiedo più a chi dò
non ballo se balliamo non bado a dove siamo e ancora non so no
questo è il segno del vento che ha vinto
questo è il canto del racconto dipinto,
come sai nella quiete sono qui e te ci sei,
nel tuo sorridere giorni interi di noi dentro parole a perdere
è la stesura di una fioritura come sakura
la natura che ci elabora e libera,
volersi e sapersi giocando a cercarsi può darsi,
cose da dirsi ritrovando nei versi nei versi,
nel sogno ti sogno così è
Grazie Gruff.
Così è
davvero
Pazienza
Pace
lunedì 19 dicembre 2011
Ricordati di spegnere la luce
20 ore
1200 minuti
72000 secondi
Che mi separano da casa.
Salvo ritardi.
Ma quanti secondi ancora per il prossimo Agosto?
O Febbraio?
Neanche mi ricordo più quando ci siamo conosciuti.
E' un po' sfumato si.
Come se avessi la testa sott'acqua.
O se fossi in un altro emisfero.
Vabeh
Tre mesi non sono niente.
E ci sono cose positive qua.
Un paio di cose.
Non le ho ancora capite bene.
Ma posso imparare.
Così, a capirmi.
Non so.
Ma ora ho bisogno di casa.
Sul serio.
Non c'è niente qua.
O almeno non lo vedo ora come ora.
Ho bisogno di sentirmi a casa
Mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre.
Anche Kim Jong Il se nè andato.
Così va la vita.
E capisci veramente che stai invecchiando, se osservi lo scorrere del tempo dalle cadute dei dittatori.
Così va la vita.
Saddam, per me era un vecchio zio pregiudicato e scemo a cui però vuoi bene.
Forse uno dei leader più parodiati, me lo ricordo in Hot Shots e in tante altro.
Mi ricorderò sempre una frase di mio padre, ero molto piccolo, mentre guardavamo Guerre Stellari alla Tv.
" Darth Vader è come Saddam Hussein, alla fine si salva sempre "
Grazie papà
Grazie Vader
Grazie Saddam
Così va la vita.
Poi ci fu Milosevic, l'amico balcanico.
Lui se nè andato un po' in silenzio, senza tanto clamore.
Così va la vita.
Come un po' la Tigre Arkhan, che c'ha lasciato quasi come in un film di Tarantino, crivellato di colpi nella hall di un albergo.
Onore alla Tigre però eh.
Così va la vita.
Invece Muhammar è stata la morte più mediatica, in diretta.
Me lo ricordo dal video delle Bangles e di quando straparlava in uniforme e non vestito come un Jedi de noantri.
Alla fine m'è dispiaciuto per Gheddafi, era un vicino rompiballe.
Di quelli che ti parcheggiano sempre davanti a casa e rompono con la musica house araba.
Però c'era.
Così va la vita.
Si, sto invecchiando.
Il tempo passa anche per i dittatori che sembrano eterni.
Quando morirà Fidel, allora sarò proprio diventato vecchio.
Sarà la fine dei dittatori della mia infanzia.
Ciao caro leader
sabato 17 dicembre 2011
L'ultimo a presidiare il forte in Via Val Pusteria
Eh si.
Home alone.
Quasi finito il programma, però tutti partono.
Ma proprio tutti.
Chi verso casa.
Chi in giro.
Chi..bah.
Lasciamo stare.
Così va la vita.
Però uff.
Quando arrivi martedì?
Così me ne vado anche io.
Dai dai dai
Sbrigati.
Che c'ho una domenica da solo che mi attende.
Sto già urlando, me ne andrò in giro.
No devo studiare.
No se puede.
Però che paranoia qua a solaro.
La casa vuota è proprio una merda
venerdì 16 dicembre 2011
Tra venti minuti suona la campanella dell'ultima ora, il 7° Giugno e poi saluti
Sisisi, mi manca metà programma.
Ma non c'ho più voglia.
Voglio solo ritirare i libri, metterli in borsa e scappare.
Come?
L'esame è Martedì?
Quante pagine mancano?
Ah bene 280 di Demografia.
Ottimo.
A posto.
Tutto bene
Buona vibrazione.
Certo.
Sta cazzo di campanella non suona.
Bidello sbirro.
I soliti che hanno già dato tutte le interrogazioni se la sono svignata da una vita.
Io invece devo ancora recuperare due materie e non c'ho più voglia.
Una volta sono stati capaci di interrogarmi il 10 Giugno.
Non c'avevo proprio voglia di fare un cazzo.
Martedì esame e poi a casa.
Così è regolare no?
Lo so lo so lo so
Fa freddo
Ma dentro mi sento Giugno.
Suona cazzo
Che gli altri mi stanno aspettando al parco o al mare.
Ti vuoi decidere a suonare?
Voglio andare a casa.
E lanciare i libri.
giovedì 15 dicembre 2011
Ei, lo sai che mi manchi?
Oi...
Ma ti ricordi quante risate ci siamo fatti?
E poi via, sempre nella notte a svegliare mezza città, come quando abbiamo scolletorato sull' Asse Meidano.
Sembravamo un B-52 pronto a bombardare.
Oppure mi ricordo quando di notte, portavamo in giro belle ragazze per giri in mezzo alla città addormentata e queste matte mi passavano la birra, sorso mentre guidavo e la poggiavo sempre sul contachilometri.
Ma te l'immagini se c'avessero beccato?
C'avrebbero separato di brutto.
E quella volta che siamo finiti a piedi vicino a Cala Regina?
Ahaha, avevo grippato, ma scarrellando in discesa son riuscito a sbloccare il cambio.
Roba folle.
Spero di non averti fatto troppo male.
Ho perso il conto dei chilometri fatti, visto che quel pezzo io e mio padre non siamo MAI riusciti a ripararlo.
Tutto il resto si però.
Ma non stavolta.
Lo so è passato quasi un anno dalla fine di Febbraio 2011.
Bella merda.
Mi fa male parlarne, ma lo sai che dopo quella mattina mi son sempre rifiutato di vederti?
Eri in giardino sotto il tuo telo grigio.
Lì in un angolo.
Io son fatto così con le separazioni, dovresti saperlo.
Non volevo vederti così.
E poi mi vergognavo.
Perchè era tutta colpa mia.
Stanco
Sonno
Pioggia lieve
3 nanosecondi di distrazione.
E mi son ritrovato ad abbracciare l'asfalto.
Ricordo solo le scintille del motore che raschia il cemento e che si schianta su quel cazzo di muretto.
Il botto l'ho rimosso, ringrazio il mio cervello di avermi fatto dimenticare quel suono.
Spero non ti abbia fatto troppo male.
Poi il resto è storia nota.
Non ti volevo lasciare lì da sola, t'ho trascinato con un ginocchio a pezzi fino a casa per 2 chilometri.
Quanto pesavi con la marcia inserita!
Non ne hai idea.
E niente.
Mi manchi.
Basterebbero 800 euro per rimetterti a nuovo, forse qualcosa di più non lo so.
Ma non li ho.
Lo so non è tutta sta gran cifra.
Ma non mi hanno dato la borsa di studio, il piano era quello.
Almeno un pochino si poteva fare, così invece no.
Bella merda i soldi.
Specie quando li vedi sempre con il contagocce.
Non sei uno sfizio, un viaggio o che ne so un'altra marea di cazzate.
Sei otto anni della mia vita
Ma sto risparmiando, piano piano.
Ce la farò prima o poi.
Così ti riporto in giro per Cagliari, solo portando dietro ragazze carine vero?
Era questa la regola.
Però..
Mi manca il suono della tua voce cazzo
Ho voglia di rivederti
martedì 13 dicembre 2011
Mattina invernale di sole. Niente scuola. Due pietre. Un pallone
Rivedi per caso la pubblicità Adidas dei mondiali 2006 su Youtube e poi alla fine ti blocchi.
Josè, chiamato dalla madre, che torna sorridendo a casa con il pallone sotto braccio.
I campioni se li è sognati, stava giocando da solo in un campo di terra battuta.
E allora torni in Via San Domino.
A Cagliari.
Quartiere Poetto.
Di mattina.
Davanti ad una cassette delle lettere rossa.
Quasi vent'anni fa.
Centinaia di ore passate lì davanti.
I palloni finiti immancabilmente dentro i giardini di vecchi incazzosi.
Ma noi no, sempre lì.
In mezzo alla strada.
Con sole, pioggia, luce, buio, vento.
Estate e Inverno.
A sognare.
Prima del futuro.
Prima della scuola.
Prima dell'università.
Prima del lavoro.
Prima dei soldi.
Prima delle tasse.
Prima dello spread.
Prima delle Pay-TV.
Prima del business.
Prima della disoccupazione strutturale.
Prima dell'inflazione.
Prima delle sconfitte.
Prima delle paure.
Prima delle bollette.
Prima delle delusioni.
Prima dei cuori spezzati.
Prima di tutto questo.
C'era solo una cassetta delle lettere.
Un pallone da calcio.
Una maglietta del Cagliari, della Lazio, della Juve, dell'Inter, del Milan, dell' Ajax, del Dortmund.
C'eravamo solo noi.
Dietro ad un pallone.
Bambini e felici.
Fino a quando non era ora di andare a pranzo/cena.
Posso capire il sorriso di Josè che torna a casa con il pallone sotto braccio.
Noi eravamo così.
Erano i nostri sogni.
Le fantasie di bambini.
Vent'anni fa.
Quanto mi piacerebbe rivivere solo una giornata con la nostra spensieratezza di inizio anni 90'.
Solo una di quelle mattinate.
Davvero.
lunedì 12 dicembre 2011
Ti scoccia se ti prendo per mano?
Tiburtina Fs.
Tanti, troppi sulla banchina, scappo in fondo in fondo.
Ultimo vagone sarai mio come sempre.
Arriva la Metro B ed è piena, strano vero?
Lunedì.
Bella mossa thug bella mossa.
Mi faccio largo e finisco proprio nel " corridoio " aggrappandomi alla sbarra come un scimmia.
Sbuffo e guardo nel finestrino il viso barbuto e addormentato che ho davanti.
Sistemo il cappellino per non sembrare un minorenne.
Giocherello con il piercing.
Evabeh si comincia.
Poi sento una canzone familiare.
La sta ascoltando in cuffia la ragazza che è alla mia sinistra, ma non riesco ancora a riconoscerla.
Bologna.
Sale sempre più gente, mi spingono dalla destra, quasi mi schiaccio su di lei.
Sorrido allargando un po' le spalle e lei mi ricambia il sorriso.
Capisce.
E' la marea che mi manda su di lei.
Bionda.
Orecchino al naso.
Occhi castani cerchiati di nero.
Il suo auricolare è a 7 cm dal mio orecchio.
Dj Gruff- T'amo.
Sorrido.
E continuiamo così.
Tu ad ascoltare Dj Gruff e io a scroccarlo.
E' una rarità.
Assaporo il momento.
E siamo sempre più vicini e le nostre mani quasi si toccano.
Ma a Piramide finisce lì.
Scendi.
Ti giri però
E si ti sto guardando.
Te ne vai così.
Ci rivediamo in Metro o dall'altra parte del mondo.
In Costa Rica magari.
Chi lo sa.
In un altro emisfero, forse.
Ci conto eh.
Però la prossima volta salutami
domenica 11 dicembre 2011
Domenica = Gennaio
Due pareggi noiosi.
Piove e non puoi andare fuori a giocare.
Non hai studiato.
Domani a lavorare / studiare.
La domenica fa schifo.
Gennaio peggio.
Ci faremo un sacco di risate in una domenica mattina di gennaio vero?
Certo come no
Pc rotto.
Hd fuso.
Non hai voglia di leggere.
Non sai chi chiamare.
E' un mio trauma o anche voi l'odiate?
Ho pessimi ricordi di Gennaio.
E in quel mese di merda domenicale che si iniziano a seppellire un sacco di cose.
Com'eravamo
Cosa sognavamo.
Cosa credevamo.
Non è rimasto molto altro, al massimo uno schifoso pareggio.
Non tirando mai in porta.
Tante vale non giocare per niente.
Ho voglia di tornare a casa
venerdì 9 dicembre 2011
Non dormo
" Che hai ? "
" Niente ho dormito male "
" Come mai? "
" Boh non prendevo sonno, mi giravo nel letto. Guardavo la luna piena alle quattro del mattino. Dal letto la vedo proprio di fronte. "
" Non sarà per quello che ti ho detto ? "
" No..."
" Quindi è si "
" Si "
" Perchè non me ne hai parlato? Ti devo sempre tirare fuori le cose. Perchè ? "
" Perchè ?"
Perchè...
Non avevo nessun cazzo di diritto per dirti qualsiasi cosa o per essere dispiaciuto.
Non ha senso logico.
Però mi sento così.
Non ci posso far niente
Incasso.
Così va la vita
giovedì 8 dicembre 2011
Vecchi amici discriminati, vi difendo io.
Videoweed.
Sezione horror.
Mi ci vuole, mi ci vuole.
Dopo ore di studio e dell'ultima sigaretta di una giornata scema, si è sempre un po' così.
così come?
Dai lo sai, piantala. Non mi va di raccontarlo ok?
Che palle
Eh oh lo so, solo un po' così va bene?
Allora dicevamo.
Ah si.
Sezione horror.
Titoli improponibili.
Dark Smasher.
Piranha 3
Twilight?
Negli horror?
C'è qualcosa che non va.
Mi soffermo su un " Train of the Dead " Thailandese che è riuscito a prendere 3 su 10 su Imdb, ma non mi convince. Non hai vinto, mi spiace.
Zone of the Dead: horror Serbo.
Si.
4 /10 su Imdb, ma che mi importa?
Un film di zombie ignoranti, ragazzi quanto mi siete mancati.
Dopo quell'immondezzaio di walking dead e dopo sta giornata così così, ho bisogno di voi amici miei.
Siete vittime di pregiudizi della società.
Certo un po' puzzate eh, ma secondo voi un vampiro ha un odore migliore?
I cari pipistrelli ridotti al ruolo delle fatine...
O di barzellette.
Invece voi amici, vi odiano solo per pregiudizio lo so.
Ma io no.
Ne sono sicuro.
Secondo me ci sono solo problemi di comunicazione.
Certo magari è meglio non vedersi per l'aperitivo o durante i pasti.
Meglio di no eh.
Però potete contare su di me.
E' questo che servono gli amici no?
Però permetteresti a tua sorella di sposare uno di loro?
Fregato
P.S Il film era tecnicamente una cagata allucinante, ma era stupendamente ignorante:
Suore Zombie.
Attori scarsi slavi che recitano in un inglese imbarazzante.
Riprese fatte nel giardino di casa.
Mi ha definitivamente conquistato quando uno dei protagonisti ( scappato da un ospedale psichiatrico ) risponde ad un tizio che gli implorava " Save me "
" Jesus Saves " Grande, poi ha massacrato zombie vari.
Hard Rock slavo nelle scene d'azione....e pure tette zombie!
Grazie.
Capolavoro.
mercoledì 7 dicembre 2011
Dammi una Citroen per un Safari nella giungla di cemento
Auto.
Camion.
Autotreni
Pattuglie di sbirri.
Motorini.
Moto.
Vedo solo quattro corsie di lamiere.
" A Rumeno, movite "
" A Perugino, tornatene in Umbria "
" Voglio ucciderli tutti. Proprio tutti, così non c'è più traffico "
Un tizio scende dal camion e si mette a litigare con il tipo che è nella macchina davanti a lui: gesticolano e urlano, ma non riesco a sentire.
Te lo giuro, fermi in mezzo al raccordo e litigano.
Gesti plateali, da veri Napolaziali.
Campani del Nord.
Fantastici.
Vedo un autogrill in mezzo alla città
Non capisco.
Guardo i cartelli Bufalotta e Rustichella e mi viene fame, non so perchè, mi ricordano delle pizze.
E intanto gas, frena, clacson.
Gas, frena, abbaglianti.
Frena, frena, clacson.
Cambia cd in maniera isterica, ma almeno c'è l'OST di Cowboy Bebop.
Sembra di stare in un Anime.
Non se ne esce più, ma io mi ammazzo dalle risate.
A sinistra scimmie che battono le manine sul volante.
A destra gente che urla.
Sirene di ambulanze.
Elicotteri sopra la testa.
La voce androgina del navigatore.
Centrali del latte.
Io punterei sempre sulla stessa corsia.
Anche se la cambi, vai sempre lenta.
E' una legge non scritta della giungla urbana.
Che città incasinata, ma che vaneggio però
martedì 6 dicembre 2011
Non temete, abbiamo mandato il nostro miglior agente
" Diane sono le 12:34. Ho mangiato un panino al bacon in una tavola calda vicino ad una via trafficata, è incredibile come questa città sia così diversa dai cari vecchi paesi di montagna di una volta. Ehh, ma il lavoro è il lavoro. Ah ho preso delle patatine fritte e del caffè tibetano. Ottimo. Da ricordare "
L'uomo seduto al fianco dell guidatore imbrillantinato, rimase concentrato per un attimo, come se cercasse di ricordare qualcosa poi disse.
" Agente Cooper? "
" Si? " Disse bevendo un sorso di caffè.
" Con chi diavolo stava parlando? "
" Con Diane "
" E sarebbe ? "
" Vorrei, ma ora temo di non potertelo dire, siamo quasi arrivati. "
L'auto svoltò a destra verso una collina ricoperta fittamente di palazzine, schivò quattro zingari e continuò la sua corsa ignorando le buste d'immondizia attaccate alle ruote.
" Che sudiciume "
" Cara recluta, io e Diane siamo stati in posti peggiori. "
" Se lo dice lei.."
L'agente dall' impermeabile chiaro parcheggiò davanti ad una palazzina e scese dalla macchina ergendosi in tutta la statura, la recluta lo seguì senza più fare commenti, portandosi dietro l'attrezzatura.
Un poliziotto in divisa scura venne ad accoglierli.
" Agenti federali, quale onore. Lei dev'essere il famoso Agente Cooper, celebre per i suoi poteri paranormali. Sono lo sceriffo Truman e questo è il suo assistente? "
"Si. Sono Kilgore Trout anatomo-patologo di uomini e scimmie "
" Molto piacere. Allora agenti gradite un po' di caffè? "
Cooper fece segno di no con la mano. " Grazie, Diane non vuole che io prenda troppi caffè "
Lo sbirro parve non capire e strinse le spalle.
Cooper sorrise passandosi una mano nei capelli unti " Allora Sceriffo Truman, cosa ci può dire della vittima, di solito non mandano quelli come noi per casi del genere. "
" E' meglio che la vediate con i vostri occhi. Non ho cuore di raccontarvelo, era molto amata nella nostra cittadina. "
L'agente Trout rimase perplesso " Ma non è una metropoli questa? "
Lo sceriffo Truman afferrò il patologo di macachi per una manica del giubbotto" PROVA A RIPETERLO FIGLIO DI PUTTANA "
Cooper prese in mano la situazione con la sua leggendaria calma Zen " Calma sceriffo, il mio assistente non voleva mancarvi di rispetto, è giovane. " Disse passando la mano unta di grasso di balena sulla spalla dello sceriffo.
Truman si calmò e abbassò gli occhi " Scusatemi, non volevo aggredirvi sono così sconvolto. "
" Nessun problema " Disse Trout d'un soffio.
Nessuno disse più una parola fino a quando non entrarono nella stanza viola di Laura Cicalmer. Lei, graziosa e fresca come una violetta, era distesa sul letto in una posizione angelica con addosso il pigiama a righe. I lunghi capelli castani sparsi sul cuscino, gli occhi grandi grandi chiusi e un sorriso sereno stampato sul volto.
Il cellulare accanto a lei era ancora acceso, come per le luci e la televisione.
Trout si avvicinò subito al viso della ragazza mettendosi i guanti di lattice bianco.
Le spostò lievemente il viso misurando e controllando con occhi esperti.
" Non c'è dubbio agente Cooper, la conformazione cranica parla chiaro. Vedete le ossa dietro le orecchie? Sono prove del salto evolutivo fatto da questa ragazza. "
Lo sceriffo Truman rimase perplesso, ma Cooper annuì deciso " Si, sono come le celebri ragazze scimmia che ho visto durante i miei viaggi ai piedi del Kilimangiaro, quando ho ascoltato la voce della savana e ho visto il sole spuntare all'orizzonte. Il cuore della savana palpita, sussurra più forte che mai...La vita di questa Savana scalpita! E il giorno passa, è quasi sera ormai! Le voci della Savana ai piedi del Kilimangiaro!"
"Emh agente Cooper. Si sente bene?" Chiese Kilgore
L'uomo parve riprendersi bruscamente e si passò le mani unte sui capelli brillanti di lucido da scarpe Javanese" Giusto, parlavamo di donne scimmia. Bene c'è stato finalmente il salto evolutivo. E' evidente. "
" Si spieghi meglio "
" Non vedete? Hanno la caratteristica letargica notturna, detta anche sindrome da telefilm visto dal letto di notte. E' una malattia che colpisce solo chi è capace di fare il questo balzo evolutivo grazie a particolari onde sonore captate dai radar posti sulle conformazioni ossee anomale dietro le orecchie. Quando è notte la luna influisce di traverso in maniera nepalese sui 12° gradi di ondee sonore emesse attraverso il caffè decaffeinato e le crostate di cornetti alle mandorle, mi seguite? Allora queste frequenze vengono metabolizzate in effetto sulla corteccia paralotobofrontale, facendole cadere in un sonno letargico, potrebbe durare giorni, mesi o anni. "
La ragazza grugnì qualcosa nel sonno, tipo " Sempre dritto! " e dopo ruttò al profumo di passato di verdure.
Trout sorrise estasiato " Che grande maestro siete per me agente Cooper, avete capito tutto subito "
" Sciocchezze piuttosto penso a questa poveretta...Pensate, dev'essere terribile dire pochi secondi prima " Mica mi addormento guardando un telefilm " oppure " Torno subito " e cadere in questa narcolessia scimmiesca kenyota. "
Lo sceriffo guardò la custodia dei dvd e scosse il capo.
" Abbiamo tutti guardato la televisione..."
La ragazza disse rotolandosi nel letto di sogni " Mavalà tra una settimana lo finisco. Che te credi eh? "
Trout con viso atterrito guardò Cooper " Cosa succederà tra una settimana ? "
" Lei tornerà, uscendo da un pozzo bhutanese. Il suo sonno letargico sparirà e allora vorrà sapere, a menochè noi non facciamo vedere il dvd ad altre 7 persone dal salto evolutivo scimmiesco cambogiano che lo faranno vedere altre 7 persone e così via... "
Trout annuì, anche Truman
Cooper si mise in posizione eroica guardando il sole filtrare dalle finestre illuminare gli zigomi
delicati di Laura Cicalmer.
Le carezzò il viso con la mano unta di brillantina, gelatina e olio di fegato di merluzzo.
" Diane, abbiamo trovato il diamante allo stato grezzo e abbiamo evitato di pungerci con il Fuso ma un'ultima domanda... Non avremo violato troppi copyright? "
lunedì 5 dicembre 2011
Abusivismo in sogno e chiaroveggenza in una discarica maghrebina
Pioggia.
Ho dimenticato a casa l'ombrello e faccio una corsa per riprenderlo, voglio prendere l'ascensore, ma è occupato.
Sulle scale incontro un vecchio con i capelli e baffetti bianchi, ha una pizza in mano.
L'anziano è Einstein, mi regala la pizza e dice " Ma è questo il palazzo C? "
Rispondo " No è il B "
Mi dice " Sbrigati o perdi il treno, sono le 09:49.
Mi sveglio di colpo e guardo il cellulare: sono le 09:49, perderò sicuramente il treno delle 09:54.
Oggi forse c'era l'unica lezione utile del mese.
Pazienza.
Sta diluviando.
Pazienza.
A metà strada per andare all'altra stazione sono bagnato fradicio e mi arriva un sms " Non hai buttato la spazzatura, i tuoi coinquilini "
Pazienza
Torno indietro, faccio il mio dovere e da bravo essere umano cedo il mio turno al bancomat ad una signora che ha fretta.
" Grazie Tesòro " Mi dice
Rabbrividisco e sorrido.
Pazienza
Andiamo ad offrire colazioni a scimmie lavoratrici.
A 5 metri della porta del negozio, penso " Mo esce e mi becca "
Ovviamente esce e mi becca
Addio improvvisata.
Pazienza
Vado al bar con il sole, evito una discussione sui pirati della strada e con la colazione torno indietro.
Diluvia di nuovo.
Pazienza.
Almeno mi hai aperto la porta senza che io suonassi, così a caso.
L'hai percepito?
E mi hai contattato mentre ho cliccato sul tuo nome.
Così a caso.
Pazienza.
Però basta leggermi nel cervello.
C'è solo Einstein e roba incasinata in un'altra lingua.
Eppoi così ti perdi le improvvisate no?
sabato 3 dicembre 2011
Mi piacerebbe regalarti un paio di scarpette rosse
Eh si.
Quando la delicatezza spezza il cuore.
I particolari minuscoli non li noti, devi concentrarti, a molti sfuggono.
Ma rimangono stampati nella retina.
E strisciano piano piano, arrivando al cervello.
Da lì salgono e ti senti un peso, ma stiamo veramente guardando delle foto di persone che non ci sono più?
Sono messaggi subliminali nostalgici.
E' vero.
Ti ricacciano indietro nel tempo, in un periodo che continua ad esistere, ma non si vede, non si vede.
E intanto le lacrime salgono e non sai perchè...sarà la musica?
Sarà il villaggio di pescatori con l'allegria contagiosa di un pub.
Sarà che piove sempre...
Sarà un coniglio che si crede un gatto.
Sarà la compassione verso un anziano imbranato.
Sarà una bandierina scozzese dipinta su un muro.
Saranno gli alberghetti illuminati in strade deserte.
O quelle paroline semplici in un linguaggio quasi infantile o alieno.
Sfuggono.
Ma tutte le immagini sono quadri che prendono vita, istanti diversi da altri.
Ogni stanza.
Ogni inquadratura.
Tutti gli oggetti sparsi e dimenticati, come un clown triste o un traghetto carico di pecore.
Non ci fai caso, te lo dico io.
Però restano.
Come un paio di stivali scricchiolanti o delle scarpette rosse.
Grazie per avermi fatto piangere dopo 9 minuti
Il muro di cinismo/menefreghismo è crollato un pochino.
Non l'ho dimenticato su una panchina
Nemmeno in spiaggia
Neanche in aeroporto
Al parchetto? Impossibile
Ascoltando le frasi d'addio?
No
Come nelle illusioni, appare e scompare.
Però c'è.
Non s'è perso.
Un annetto senza lacrime.
Era ora
Più in là, magari domani vorrei regalarti un cappotto bianco e anche delle scarpe bianche.
Ma per favore...
conserva quelle scarpette rosse.
Ti stanno bene
giovedì 1 dicembre 2011
Grazie per aver inventato gli orologi. Ti devo un pugno in faccia
Dalla regia mi fanno notare che il post di prima era troppo deprimente.
Che dice dottò?
Ne mandiamo una comica?
Scallons
Me la volevo tenere buona per dedicarla, il regolamento lo consente?
Ah non lo consente.
Ok
Luogo : Roma Nord / Nuovo Salario /
Obbiettivo : Prendere il treno per Tiburtina alle 09:54
08:37 Sveglia. Rendersi conto di dove si è. Cercare di ricordarsi il viso della ragazza nel sogno
08:46 Mentre cerchi di ricordare, dormi una decina di minuti e ti dimentichi ancora.
08:55 Cercare il coraggio di uscire dal letto
08:59 Spingere via le lenzuola, ma senza alzarsi.
09:07 Alzarsi e barcollare.
09:09 Continuare a barcollare.
09:10 Inciampare sulle scarpe
09:13 Trovare il bagno occupato
09:19 Darsi una lavata veloce ed evitare di guardarsi allo specchio
09:26 Colazione con il cellulare davanti per tenere d'occhio il tempo che scappa
09:29 Lavarsi i denti mentre ci si veste
09:30 Cambiare la felpa per averla macchiata di dentifricio
09:36 Prendere lo zaino, finirsi di vestire e mettersi il cappellino
09:39 Non trovare le chiavi
09:40 Trovarle e non beccare l'ascensore
09:42 Scappare via dal portiere dicendo " Sono in ritardo, dopo dopo "
09:49 Farsi deridere da un anziano davanti al bar che ti apostrofa " A ragazzì, ma ndo cori? "
09:55 Arrivare a Val d'Ala al binario 1, guardare il display e...
TRENO DIREZIONE FIUMICINO.AEROP RIT 30 MINUTI
09:56 Bestemmiare
09:57 Bestemmiare
09:58 Bestemmiare
09:59 Bestemmiare
10:00 Bestemmiare
Ripetere l'operazione sino alle 10:25
Idoneo, ma non vincitore
Congratulazioni sei arrivato secondo sui 100 metri.
Bravo! Ti sei piazzato terzo!
La dichiaro dottore in scienze politiche con 99 su 110
Lei è in gamba, ma purtroppo siamo a pieno organico.
Accomodati in panchina.
Mi spiace, è finita. Vorrei che rimanessimo amici però
Palo!
Si presenti la prossima volta.
Possiede i requisiti, ma non basta.
Stop un attimo.
Non mi basta il " l'importante è partecipare "
Non più.
Non mi interessa più fare del mio meglio, la penso più come dice il sensei di Dagobah
" Niente provare. Fare o non fare "
Caro Frankie, non penso che l'imperativo sia " VINCERE " però sono anche stanco di partecipare e basta. Alla logica del gioco son scaltro, ma tranquillo.
Ho degli scrupoli verso i miei simili, ma stavolta non ho neanche la medaglia di bronzo.
Vabeh non dipendeva da me, ma da chissà quale impiegato che ha deciso a chi si e chi no.
A me no.
Con che criterio poi?
Non ne ho idea, ma basta pareggiare.
Basta veramente.
" Il denaro non fa la felicità "
Ma paga l'affitto.
La spesa.
La metro.
Le stronzate.
Invece no.
Idoneo, ma non vincitore.
Ci dispiace!
Non ho più voglia di accettare le sconfitte.
" Ma non importa hai fatto quello che potevi "
" Va bene così, pazienza "
" L'importante è partecipare "
Odio queste pillole di saggezza Zen da due lire.
Mettiti nei miei panni cazzo.
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