venerdì 30 gennaio 2015

Lettera d'addio di un martire sacrificato sull'altare dei contributi statali


Troppo vecchio.
Meglio più giovane, così possiamo fare più profitto.
Ma i disservizi?
Sticazzi, non pianifichiamo: pensiamo ad intascare la grana dallo stato e poi sticazzi.
Come abbiamo sempre fatto per tutta la nostra storia.
Ma quindi, cioè teoricamente non siamo privati?
Si. ma possiamo pur sfruttare i bug del sistema, no?
Prendiamo i soldi, non restituiamo niente e intaschiamo facendo la cresta pure su questo.
Tanto anche se si lamentano continuano pur sempre a guardare la cassetta.

Facendovi risparmiare lo 0,3, quando invece sprecate 5.000
E intanto c'è un casino, ma si a voi che importa?

Già il capitalismo è uno schifo, quello italiano è pure peggio.
La solita mandolinata vostrana.
Si può dire?
Che importa, il concetto è quello.
China la testa, sta arrivando il capo.
Mi raccomando, prendi il bonus natalizio.

E' un mondo per paraculi.

Non capendo proprio che diavolo ci stiamo a fare.
E' proprio vero.

A che diavolo serve la gente?
E i bilanci?

A far ingrassare 10 persone.

Pazzesco

A 29 anni sei troppo vecchio per essere messo sul mercato del lavoro.
Cosa rimane?

Niente.

mercoledì 21 gennaio 2015

Cercando la pace come distributore semiautomatico di sorrisi.


Devono essere le reazioni chimiche cattive nel cervello.
Solo per metterci fisso l'uno contro l'altro
Gente incazzata,
In macchina.
Ad una partita di calcio amatoriale.
A lavoro.
A casa.
Sull'internez

Provando fisso empatia per le comparse ammazzate in un film.
Hanno dignità anche loro.

Altrochè.
Basta urla, meglio sorridersi,
E ridere.
E' facile, la vecchia tecnica.
Com'era?

Mettersi tipo davanti allo specchio e...non ricordo.
Roba di cellulare vecchi.
Non ricordando neanche la suoneria.
Che tempi però.


Provando fisso ad essere gentile con tutti.
Non costa niente.

Ti fa bene

Pace

martedì 20 gennaio 2015

Press play on tape


Run 19 / 07 / 1985
Ogni tanto il registratore salta qualcosa, nelle testine viene cancellata un po' di memoria.
Un nastro che va e viene.
Load to 20 / 01 / 2015
Cose da rifare, a capo così.
Si sapeva, ma alla fine è pensare che frega.
Incapace cronico di disegnare su fogli bianchi.
Figurarsi di scrivere.

Reset

0

Peccato.

lunedì 19 gennaio 2015

Orologi biologici rotti per esseri umani non più giovanissimi in parte danneggiati


Un po' come finire dentro una grotta per cercare il bottino e non avere orologi dietro.
Perdendo fisso la concezione del tempo, fisso confondendo le diverse ore.
Uscire da lavoro per andare a lavoro.
Dormire e svegliarsi per andare a lavoro.
Assenza formale di cose preziose.
Che me ne faccio della grana?
Niente di che.
Riempiendo le giornate con l'autodistruzione.
Proprio vero che è roba useless dal valore nominale.
Cercando di sorridere.

Assenza formale di cose preziose anche a pochi Km.
Mancamenti.

Forse se dormo se beccamo là.
Oppure sognandoti nel sogno.
Almeno lì no?

Ancora fisso gana di comunicare qualcosa.

Folle cercatore di pace.

Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Pace

venerdì 16 gennaio 2015

Ricaricando le batterie a colpi di abbracci ( anche virtuali )


Monotematico per quanto riguarda le ore di sonno.
Lucidità che va e viene, scambiando numeri per lettere e viceversa.
A posto così.
Necessità fisiologica di caricabatterie umano.
A sorrisi.
Stretti.
Dimenticando per poche ore tutto quanto.
Tutto quanto
E' così.
Persone che non ti mandano a fanculo, sarà la divisa.
Ma quale divisa?

Nome
Numero

Anzi, diventando numeri che comunque confondi con lettere.
Girando intorno per rincorrere la coda.
Roba forte.
Dicendo cose o semplicemente sognando di dirle.
Rompendo un po' la routine.

Un po' come quelle giornate in cui si dovrebbe solo e semplicemente andare via, guidare per dove.
A caso, ma non per caso.

Dammi la mano


Pace

giovedì 15 gennaio 2015

Parole come vettori di reazioni chimiche umane


Dimmi qulcosa che non ho già sentito.
Parliamo di luppolo, di cani, di alberi, di pesca.
Ma per favore, non sempre le solite cose.
Ennesimo mantra sul come la vita di molti sia scandita solo sui conti da pagare.

I conti da pagare.
I conti da pagare.

Eppure sono solo pezzi di carta dal valore nominale.

Però che ansia.

Scade il 22
E' già scaduta.
Non pago la mora, quando poi, magari, la notte esci di casa a pagare le more.
Non da mangiare naturalmente.

In fondo si, come diceva qualcuno " sono esseri umani che fanno scelte balorde "

Eh si, però alla fine sono tutti così.
Tutti eh

Ansia di conti da pagare.
Che stupidaggine.

Torna sempre in voga, sempre di più, la solita domanda:

A che diavolo serve la gente?

mercoledì 14 gennaio 2015

Variazioni umorali lavorative a batterie solari


Mattinata di sole invernale.
E stop.
Tenetevi tutti i paesaggi da Hansel e Grehtel o Buchenwald.
Fregauncà.
Conta solo il sole, anche se vai vicino agli zero gradi non importa proprio.
Anche se sei 7 ore prigioniero, famo 8, anzi quasi 9
Nasce sempre un po' nascosta, la voglia di partire e andare.
Dove?
In giro, questo è sicuro.
Magari stare anche a mollo.

Hit the road

Peace

martedì 13 gennaio 2015

Sette ore notturne da trenta minuti


Giuro.
La notte durano meno.
Bisogno fisico di dormire.
Corpo impazzito.
Pesce rosso parte ottantanonmiricordoquando

Sognando di dormire per 12 ore.
E andare al mare.

Con tutti quanti.

Senza stanchezza però.

Vittima del capitalismo.
Un po' come tutti.

Libertà?

Pace

lunedì 12 gennaio 2015

Cronache di un malthusiano convinto e disulluso


Altrochè.
13 ore per la competitività e non è più servizio pubblico.
No no.
Ma Capitalismo.
Puro e semplice.
Libera volpe in libero pollaio.

" Ao, ma che voi? Sono direttore e lavoro 12 ore "

A seimilaeuro.

No, no no no no e non parlarmi di responsabilità o coordinamento.
Non funziona niente.

Il problema è che siamo troppi.
E anche se ci sono solo macerie continuate pure.
Ma io boh.

Na ripulita?

Maledetta schifosa generazione del " Baby boom "

Avete proprio rovinato tutto.

Ma perchè?
Tiratelo fuori prima eccheccazzo.

Non so che altro dirvi.

Non sopportandovi proprio.
Camera di decompressione.

Amarezza.

Yo


sabato 10 gennaio 2015

Innalzando il proprio status a colpi di congiunzioni avversative


Non sono razzista, però
Condanno la violenza, però
Pari diritti, però
Libertà, però

Liberamente libero di non ascoltare parole a caso.
Finalmente.
Solo il sibilo del vento.
E basta.

Tanto alla fine, questo concerto di opinioni, rischia di essere più cacofonico del suono del Kalashnikov.
Non obbligando nessuno.
Se clicchi sono affari tuoi.
Fregato.

Odio la gente,
Senza congiunzioni avversative.
Tuttologia de noantri 2.0

Non mi va di esser costretto a leggere / sentire massime sul " dovremmo "  " dovresti " "etc "
Per favore.

Concentrandosi sui momenti belli e provare ad ignorare quelli brutti.
Come dicevano gli alieni a forma di sturalavandini di un libro.
Puu-uii-tuii
Tanto non c'è molto da dire su un massacro.
Gli unici che potrebbero parlare sono morti, quindi tecnicamente non possono.

Allora basta no?

Per favore.

Andiamo al mare a parlare delle mattinate di sole invernali.

Basta per un po' con il resto dell'umanità.

Stanchezza.

Pace.

venerdì 9 gennaio 2015

Miraggio interstellare delle otto ore di sonno


Alla fine è sempre così: corazzati contro la vita.
Un Giovanni dalle Bande Nere nostrano con cappuccio di tessuto sintetico, tipo.
Modo strettamente personale di ingabbiare i propri pensieri e proteggerli dal mondo esterno.
Tipo 5 ore di sonno.
Va bene così.
Fisso rotellina, ormai indifferente.
Non volendo niente di particolare.
E' così.
Godendosi sempre il viaggio.
Quel che capita, capita.
Come dice il vecchio Tupac " Sono tempi duri "

Parola.
Ma va bene così cmq.
Meglio una lava lamp rossa che tipo è un porta cd.
Camminando fisso la notte.
Già ce la facciamo a fare tutto.

Neanche trent'anni.

Le monde est à nous

Meno male che ho chiuso con i discorsi seri.

O mi annoiano.
O mi mettono paura.

Incapacità di leggere più di tre righe impegnate.

Siamo tutti dei fenomeni prima del " Io condanno la violenza, MA "

E' quel MA che non mi piace.
Se fosse un'invocazione materna ok.
Vonneguttianamente parlando.

Chi può capire, capisce.
Sticazzi.

Pace