lunedì 18 luglio 2022

Aspettando rivoluzioni celesti dato che ormai i sistemi sono perfettamente funzionanti così come sono stati progettati. Quindi abbozza.


Ah si.
Ed è passato tipo tantissimo tempo altroché.
Un bambino in penombra scalzo diventato un vecchio sempre scalzo e mezzo zoppo.
Ma sai che ti dico?
Alla fine è ok.
Visto che, banalmente, non è che ci siano molte alternative.
Poi è una roba che è un viaggio lungo, pieno di deviazioni e salite, infatti tocca sempre rifiatare da qualche parte.
Avendo clamorosamente preso curve malamente, forato più di una volta ed essendo fisso rimasto a piedi.
Eppure ripartendo, anche a strappo.
Non è che fosse così importante poi, arrivare in orario a qualsiasi destinazione.
Dato che non è che si abbia molta idea sul dove andare.
Quindi figurati se non va bene così.
Mangiando in maniera pessima.
Essendo poco idratatati.
Dormendo cinque ore.
Funzionando, come sempre, malamente.
Un essere umano progettato alla buona, che ha pure numerosi difetti di fabbrica, con l'usura pure clamorosamente più evidenti.
Ed eccoci qua però.
A ringraziare il pianeta per un altro giro intorno al sole, d'altronde avendo ormai perso il conto dei giorni.
Non capendo nulla di anni bisestili e menate varie.
Una roba come decine di migliaia di secondi.
Alcuni impressi, altri dimenticati immediatamente.
Un po' come parole che scappano, soprattutto da romanzi incompleti.
Di dialoghi guardando le stelle che ormai sono ridotti ad interazioni random tramite pixel e schermate.
Di pezzi persi in sentieri accidentati.
Dial up di silenzi vari, tipo provando a riconnettere un 56k in una casa con un impianto telefonico terribile in un inverno di periferia.
Quindi alla fine non è che prima o in determinati punti fosse meglio: era solo il nostro cervello a rielaborare così le cose.
Ma va bene.
Tipo rimanendo sempre uguali.
Migliorando.
Anche se, oh, è proprio vera quella roba che dopo i 30 si può solo peggiorare.
L'importante è farlo un pezzettino alla volta e non, tipo, di botto.
Quindi è ok.
Visto che questo post sta diventando eccessivamente lungo e sono le 23:56.
Allora.
Concludendo come sempre.
La solita frase buttata lì.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Buon compleanno allora.
Buonanotte.
Buonanotte.

mercoledì 6 luglio 2022

Storie prodotte in maniera incredibile, lasciano un segno pure quando sono in saldo. Figuriamoci se si riesce a finire qualcosa.

 


Tipo immagina come dev'essere quando raccontiamo le cose in prima persona.
Di storie lontane di famiglia.
Narrativamente parlando tocca essere bravi per portare direttamente l'interlocutore di là.
Per far vedere un po' quello che abbiamo vissuto, filtrato dal fatto che fossimo proprio piccoli e non è che capissimo chissà che.
Perdendo diari.
Di storie di famiglia.
Sparse in giro a caso, dato che non ci parliamo più.
Non solo perché il mondo è cambiato e ormai la comunicazione avviene su livelli decisamente diversi.
Ma anche proprio ci ignoriamo.
Perché poi?
Mah incomprensioni.
Due lire.
Cose così.
Intanto perdiamo pezzi.
Anche sgangherati, che tipo non ci vedevamo dalla cresima di mio fratello e giocavamo al demo di Sim Copter.
Poi finite lì le cose da dire.
Forse perché non è che sia molto da raccontare.
In mattinate a 37° gradi con ceneri da spargere.
E' che ce ne siamo andati da un pezzo.
Alla fine rimarranno parole e foto in formato digitale.
Dato che ormai proprio non credendo più nei formati analogici.
E nemmeno nel riuscire ad organizzare una volta alla settimana.
In fondo vale così un po' per tutto.
Famiglie, Tribù, Amicizie.
Entropia.

Stanze vuote e chiamate senza risposta.

Lasciando segni vaghi, scritti male.

Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.