Tipo un post in ritardo di un paio di settimane.
Che ovviamente contraddice quello dichiarato nel numero mille.
Roba da matti.
Ma era solo per verificare una teoria.
Di una frase ripetuta fino alla nausea.
Con le chiusure ad effetto che tecnicamente, non dovrebbero lasciare repliche.
Più o meno eh.
Com'era allora?
Frammenti?
Come spaccando specchi e lasciando pezzettini in giro per dire che in determinati intervalli di tempo o giri intorno al sole eravamo in un determinato luogo.
In effetti certi posti non cambiano.
Con ferragosti in tenda e sguardi fissi sul fuoco.
Alla fine erano di nuovo lì, in quella spiaggia.
Eppure stando in silenzio.
Monosillabico parte numero: non mi ricordo.
Nella testa casini fatti da altri, con l'impossibilità fisica di risolverli.
Frasi strampalate mezzo dette guardando fisso su schermi di supporti telematici portati comodamente e fastidiosamente al polso o in tasca.
Nei Dial Up di silenzi vari.
Nelle immagini di profilo rivoluzionate.
Allora ecco una teoria migliore di quella dei frammenti.
Fantasmi.
A 70 Km.
Nelle vie del quartiere.
In stanze vuote.
Ovunque.
Che poi è solo un tentativo per giustificare la frase.
Cristallizzarla in un teorema.
Che secondo quest'essere umano malandato, non fa una piega.
Anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Già, distorcendo lo spazio tempo e tornando che ne so al Ferragosto del duemilaenove o duemilaeotto, cose così.
Quando in finale eravamo sempre gli stessi eh, con i nostri alti e bassi.
Mai idealizzare per carità.
Ancora con queste cose?
Vogliamoci bene.
