martedì 26 giugno 2018
Giocare videogiochi a Giugno del 2018 per essere catapultato violentemente nell'Inverno del 1993
Non avendo proprio il coraggio di finirlo.
Sopratutto alle 01:46.
Manifestazioni normali di paura.
Eppure è solo un gioco.
Anche se chiama in causa rapporti mai sanati.
Un po' come quando si era un mezzo supereroe completamente rimbecillito che giocava in giardino sempre da solo.
Roba che scava un po' troppo dentro nell'anima.
E fa male.
Si.
Perchè ci sono veramente troppe analogie.
Quando si tendeva solo a fare silenzio.
Per non disturbare adulti che andavano in pezzi.
E ora si è semplicemente un essere umano tremendamente difettoso.
Magari da affrontare con più serenità.
Il gioco, eh.
Mica la vita.
Pace.
lunedì 25 giugno 2018
Liberamente ispirato da canzoni splendide con un tasso alcoolemico decisamente irregolare.
Ah di sicuro è il casino vario di tornare su una due ruote pieno d'acqua.
Eppure va bene.
A voglia.
Tanto si è sempre l'ultimo dei penultimi.
Che si incasina il resto con qualsiasi cosa.
Toccando il fondo volontariamente.
Senza avere paura di nulla.
E' una roba fatta di canzoni varie sotto la doccia.
Eppure cantate a manetta.
Pieni polmoni male utilizzati.
Elogio vario di essere orgogliosamente in mutande.
Con niente da perdere e tutto da guadagnare.
Fondo di svariate bottiglie.
Eppure è dannatamente così perfetto.
Ascoltando per caso film del millenovecentottantasei.
Senza averli assolutamente guardati eh.
Perchè c'è solo una volontà varia di fare completamente schifo.
Visto che sei giorni su sette si tende sempre ad essere perfetti, o almeno a fare meno cazzate possibili.
Invece 'è solo una spiaggiola.
Messaggi telepatici random.
Perchè si vuole essere solo un individuo pieno di pace.
Non facendo caso a beghe interne.
Litigi che non riguardano nemmeno lontanamente.
Eppure beh.
Ci si siede.
Con calma.
Volontà varia di essere in pace.
giovedì 21 giugno 2018
Avendo a disposizione 420 secondi, ma sprecandone parecchi per costruire castelli in aria, quando invece se ne sono usati neanche 200 per non si sa quante righe. Che importa?
Si hanno tipo Sette minuti per scrivere qualcosa con senso compiuto.
Perchè allo scadere bisogna essere di nuovo per strada.
Strascicando gambe pesanti.
Per completare ore su ore.
Ragionamenti vari di uomini a pezzi.
Non si possono salvare di certo tutti.
Soprattutto da loro stessi.
E' tecnicamente impossibile.
Bambino capriccioso con il pallone in mano.
Anche nel futuro sarà sempre così.
Io, io, io.
Ma anche no.
Preferendo di gran lunga il Noi.
Poi è chiaro.
Evitare cacature di cazzo.
Già troppi guai qua e la.
Inseguendo, disperatamente, il sole.
Con le cose da fare che si accumulano.
Un fisico che va in pezzi, ma in fondo non è che sia mai importato granchè.
Anche se non si aspira, mai, a diventare un lardelloso.
Colpa delle birrette di sicuro.
E di un alimentazione che è un disastro a causa della mancanza di tempo.
Ingerendo cibi a caso.
Non avendo di certo il palato o l'inventiva.
Solo il cuore e la propria parola.
Vale ancora qualcosa.
Altrochè.
Alla fine utilizzati tre minuti.
Altrochè sette.
domenica 17 giugno 2018
Prendendo spunto da partite di pallone come scala sui valori dell'empatia. Pace.
Forse è nato proprio da una manifestazione sportiva.
Mondiale in casa.
Ricordi vaghi di un divano di legno scomodissimo.
Probabilmente andato in cenere due decenni fa.
Bambino di cinque anni.
Seduto vicino al fratello più grande e alla cugina.
Andava tutto bene.
Cameroun - Argentina.
" Per chi tifiamo Mamma? "
" Per il Cameroun. "
" Perchè?
" Perchè sono più deboli "
E così via.
Troppo facile sostenere i potenti.
Anni dopo è ancora così.
Ma non solo sul rettangolo verde.
Nella vita in generale.
Essendo sempre dalla parte degli ultimi.
Degli sconfitti.
Dei deboli.
Non essendo mai come voialtri.
Meno male.
venerdì 15 giugno 2018
Connessione spesso scaduta verso il server.
In fondo è un po' così.
Collezionando, come al solito, dial up di silenzi vari a seconda del tempo.
E non importa tanto se si combatte ogni minuto di tempo libero.
essendo estranei.
Questo si.
Sentendolo spesso.
Non capendo il perchè.
Allontanamenti.
Avvicinamenti.
Senza senso.
Probabilmente robe mai risolte.
Di sicuro.
Che vanno avanti.
Fino a quando esisterà un qualsiasi tipo di ok.
Che amarena.
giovedì 14 giugno 2018
Messaggio autogenerato di pace varia con un sottofondo di consapevolezza del non essere perfetti come individui.
Non vedendo varie alternative.
Solo mani vecchie che battono sui tasti.
Un po' come da sette anni a questa parte.
E non c'è molto da dire.
Se non nuovi sbocchi che ancora non sono nati, eppure potrebbero essere dei clamorosi disastri.
Eppure si sta sempre in piedi.
Anche se avendo paura di dial up di silenzi.
Sarà solo stanchezza.
Non sapendolo esattamente.
Al mare
Al sole
Pace.
mercoledì 13 giugno 2018
Stanchezza definitiva da contatti con essere umani decisamente rivedibili. Era bello quando ti insultavano su Internet solo perchè Camperavi ad Half-Life.
Naturalmente si tratta solo di affrontare un qualsiasi tipo di problema alla volta.
Senza fretta.
Magari aiutati dal fatto che si stanno strascicando delle scarpe che sono un disastro.
Un po' come tutto il resto.
Avendo un po' tutto nelle mani.
Ma soprattutto nei piedi.
Perchè hanno sempre portato in X posti.
A piedi.
Senza fretta.
Andando lontano lontano.
Un po' come con la memoria che non c'erano campanelli.
Ma bisognava chiamare, tipo, a voce.
Perchè alla fine a dodici anni, ( fino a Luglio ) nel millenovecentonovantotto non esistevano supporti portatili, vari, atti a chiamare.
E quindi piedi e grida.
Per giocare a Daggerfall o GrimFandango.
In fondo non è che esistesse molto altro.
Se sei in un quartiere strano.
Mezzo di periferia.
Mezzo in città.
Ma che alla fine, non è che si sia mai messo piede fuori.
Bastava tutto quel mondo.
Con le persone vicine al cuore a pochi passi.
Che poi, alla fine, erano più o meno tutto.
Ma ci si perde lungo la via.
Quindi pace.
Rimangono solo ricordi strani.
Tipo l'esame di terza media passato a giocare ad Half Life.
Con assolutamente nessuna idea di che cosa si stesse facendo.
Purtroppo con la sensazione di perdere quel mondo.
In mezzo a camminate sempre più incasinate.
Un po' come tutto il resto.
In fondo è solo vivere.
Non avendo più forza di vedere solo cose brutte.
Perdersi nella semplicità delle belle cose.
E chi ha più la forza di arrabbiarsi?
Io no, per niente.
Potete smettere per un po' di odiare?
Per favore.
lunedì 11 giugno 2018
Abbiate almeno la decenza di affermare che le Congiunzioni avversative-oppositive non fanno per voi. " Io non sono XXX, Ma ". Lo siete. Basta, dai. Per favore.
Probabilmente è stato già ampiamente scritto.
Soprattutto nel corso di questi lunghi anni.
In effetti, tramite questo mezzo di comunicazione imperfetto, questi Post sconclusionati, raggiungono un pubblico di N persone.
Che magari, stupidamente, ci cliccano sopra.
E via.
Se non fossero resi pubblici, probabilmente esisterebbero solo nella testa di un ragazzo non più giovanissimo che è un totale disastro.
Anche perchè si dimentica totalmente di quello che ha già comunicato.
La confusione mentale.
La confusione mentale.
Frutto soltanto di essere un pesce rosso parte n millesima.
Che non ha ancora fatto un bagno decente.
Una vergogna.
Insomma tornando indietro.
Il gioco dell'Oca della vita.
Frutto, probabilmente, di giornate assolutamente rivedibili.
Eppure c'era il sole.
O la gioia di cucinare qualcosa.
Con miliardi di idee in testa.
Invece mazzi d'inquietudine.
Involontario rancore di fondo.
Sensi di sfiducia vari.
Le persone sono orribili.
Per pubblicare questi Post si è costretti a leggerli ( ovviamente sgrammaticati [ diosanto la punteggiatura, diosanto! ] )
E quindi si hanno, tipo, delle tossine in corpo.
Che si cercano di annullare tramite sessioni al sole.
Nonostante lo sfinimento di sette ore circa lavorative.
Essendo ancora tutte in circolo.
Amare constatazione di potere degli altri sulla proprio malandata esistenza.
In finale è tutta fenomenologia del potere.
Bello liberarsi di tutto questo.
Non che abbia molto senso infastidirsi.
Più preoccupato dalle scorie subdole.
Meglio tornare a spasso per Northaland.
In un mondo orribile però creato dalla fantasia.
Piuttosto che stare in questo orribile.
Giorno dopo giorno.
Come avete fatto a diventare così?
Così schifosi.
giovedì 7 giugno 2018
Quando si vorrebbe dormire, ma si teme talmente tanto la fine della giornata da procedere a marce forzate.
Un po' come quando si sogna di dormire.
Robe da sveglio e mazzi di Km fatti.
Sempre su un cesso a pedalina, naturalmente.
O usando delle zampe malandate.
Cercando di fare microsonni vari perchè c'è carenza di riposo.
Per dimenticare un po' le altre ore.
E così via.
Come un ciclo continuo.
Intervallato nuovamente da guai vari.
Non propri, ma di altri.
Distanze sostanziali come messaggi radio nel Cosmo.
Chiamate senza risposta.
Probabilmente è legato la motivo percui si è un pagliaccio.
Almeno si cerca di mettere un po' le persone a proprio agio.
Vedendo gente andare in pezzi.
Non potendoci fare nulla.
Istinto naturale di pararsi il culo.
Pace.
mercoledì 6 giugno 2018
Non era certo facile come l'avevano descritto, ma spesso non è che abbia una grande importanza.
Frutto di canzoni varie, per altro molto belle.
Rapporti interpersonali.
Sbirciati quasi distrattamente.
Mentre, ovviamente, si sta facendo decisamente altro.
Esistenze sfuggite un po' così.
Foto del millenovecentottantadue.
Quando si era soltanto una polvere varia nel cosmo.
Vedendo un po' nell'intimo e forse assimilando parte delle paure.
Fallimenti.
Ansie.
Cose così.
Spugna malfunzionante parte due.
Ma poi passa.
Quasi sempre.
Ripensando a cose così.
Fatti sentire ogni tanto.
Pace.
martedì 5 giugno 2018
Perchè spesso anche se si hanno i gradi da generale si combattono battaglie come delle reclute. Soprattutto quelle dentro. Ah, mai così.
Fase acuta di decompressione involontaria.
Andando nuovamente a batterie solari, anche se si sta spesso a solaro, ma questo, fondamentalmente, non è che mai importato più di tanto.
Cercando comunque la completezza del tutto.
Soprattutto nelle nuvole.
Diventando come tale.
Non avendo mai paura di niente, se non delle cose invisibili.
Che ovviamente si insinuano nella testa.
Rivedere le stesse debolezze in altre persone.
Soprattutto se dovrebbero comandare.
Com'era quel detto?
Impara ad obbedire prima di comandare.
Poca roba da dire assolutamente.
Si fa del proprio meglio, come sempre.
Anche la stanchezza scivola sempre via.
Le ore non si contano, ma interessano poco o nulla.
Una spiaggiola.
Voci varie non perfettamente definibili.
E comunque ci sono mazzi di cose da scrivere.
Mondi vari.
Spesso mancanza totale di tempo.
Più frequentemente assenza di concentrazione.
Peccato.
Nessuna paura.
Avanti sempre.
Pace.
lunedì 4 giugno 2018
Come prendere ispirazione da negozi che ci sono da mazzi di tempo, eppure non si ha la minima idea di come facciano ad essere in piedi. Complimenti eh, è un dato di fatto.
Fisso sognando, ma spesso di dormire.
Tipo quando ci sono avvenimenti che sembrano così irreali da essere palesemente frutto di una mente totalmente disconnessa.
Scavigliando gente ovunque.
Ricordi di pane fresco, anche se era sui vestiti e e spesso sulle lenzuola.
A me andrebbe benissimo averlo sulle mani, tipo alle cinque del mattino.
Come comunque, si stava abbastanza bene nello stare male.
Perchè si era un essere umano totalmente disordinato, preso a pensare ad avvenimenti passati che erano assolutamente rivedibili.
Eppure colmi di sensazioni fantastiche.
Ma arriveranno sicuro, durante una lunga estate fatta di bestemmie, tutte quelle sensazioni anche notevolmente piene di amici perduti, che poi non lo sono del tutto.
Casa del crack parte non saprei oggettivamente dirlo.
Però si andrà verso una destinazione di neuroni poco affidabili.
Con orgoglio eh.
Non rinnegando nulla neanche da lontano.
Dai su.
Fattupè
A manetta.
Non vedendo l'ora.
domenica 3 giugno 2018
Bollettino meteorologico delle 01:35 circa, sul Pianeta Terra.
Alla fine è una questione di motivazioni.
Probabilmente il non avere grosse alternative, spinge ad ignorare lo sfinimento.
In fondo quelli sono i grazie che si preferisce di sicuro.
Non tanto le pacche sulle spalle, poco importa.
Non un grande interesse da parte delle vicende altrui.
In fondo è così.
Cercare di stabilire i rapporti umani più cordiali possibili.
E così via.
Soprattutto quando si ha un qualsiasi mezzo di locomozione a due ruote.
E' tutto decisamente più facile.
E amici che aspettano in spiaggia.
Direi di si.
sabato 2 giugno 2018
Immagini stampate nella retina, di mattinate e pomeriggi più nottate d'estate, tendenti assolutamente ad una sorta di autodistruzione ( per altro controllata ) lunga assolutamente tre mesi. Giugno è veramente un mese bellissimo.
Andando avanti non solo con connessioni lente quanto un tribunale.
56 K
Flat random che comunque va lenta anche perchè ci sono tipo mazzi di derivazioni telefoniche n casa, pure un cazzo di telefono in magazzino e soffitta.
Follia di anni 90'.
Adsl che è veramente un pacco etc.
Camminando a velocità varie, ma se si parla di connessioni, più lente del previsto, sono quelle neurali.
Ricapitolando su una panchina, tutti i modus operandi di bruciarsi il cervello.
Quello fatto eh, con orgoglio.
Rivendicazioni di giornate verdi o marroni, passate solo a cercare la consapevolezza di tutte le cose.
Lasciando fuori dalla porta le difficoltà e miserie varie.
Mancanza formale di ritorno clamoroso al passato.
Una cosa che comunque, manca abbastanza nella vita.
Forse chiusa troppo frettolosamente.
Però va benissimo eh.
Nonostante le interrogazioni disastrose su Kant.
E il numero veramente troppo elevato.
Si era pensato, tempo fa, di contarlo.
Una follia.
Allora era veramente bello porsi davanti ad un personal computer e lanciarsi in avventure varie, con l'ausilio ( di come diceva il saggio) di strumenti utili per implementare l'ironia.
Anche se spesso c'era proprio poco da ridere.
Ed era più una sorta di evasione da una casa fredda, dove comunque non è che mancassero molte cose, anzi c'erano, anche se decisamente alla cazzo, ma forse, probabilmente vi era un'assenza materiale di altre cose.
Più importanti, quelle si,
" Scendi a cena? "
" Nah "
Un po' viste o meno dall'interno.
Circuitato in maniera strana.
Questo, sempre.
Tempi assolutamente incredibili.
Avendo voglia di riviverli con i legami bellissimi di adesso.
Decisamente nuovi modi di sentirli.
Dai :)
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