mercoledì 30 maggio 2012

Onde radio o di fumo sparate comunque nell'atmosfera. Mica tornano indietro


Niente radiotelescopi.
Odiando fisso la tecnologia poi, abbiamo ampiamente dimostrato che non funziona.
Spargendo pezzettini di me sotto forma di onde radio, mandate in mezzo alla galassia.
A che velocità al secondo?
Non ne ho la minima idea, alle lezioni di fisica io dormivo.
Dormo anche ora forse.
Non capendo niente.
Disarmato.
Mani in alto.
Rovistare in mezzo ai cassonetti per cercare un manuale dove sta scritto " Cosa fare "
Ma ci sono solo lattine vuote e bottiglie rotte.
Allora a posto così, mi metto la tenda in macchina.
Pronto a fare il barbone dello spazio e delle praterie.

La terra trema fisso.

Segnali d'incazzo?

No.

Domineremo ancora per secoli questo pianeta.
Anzi domineranno, visto che io me ne sarò già andato da un pezzo.
Magari concimando un albero di mele.
Mangiate da un bambino la mattina.
Almeno sarò lì, nel tutto e in fase digestiva.
Per essere poi espulso e diventare ancora qualcos'altro.

Intanto però non capisco.
Certe cose mi disarmano, forse sono davvero nato nel secolo e nel posto sbagliato.
Mi ci vedo più a mio agio nella giungla, in mezzo ad un branco di scimmie forse.
O correndo su una spiaggia terrorizzato da navi nere con la croce sulle vele.

E' colpa della tecnologia, ribadisco
O della lotteria dell'universo che ha preso una cantonata.

" Perchè io? " dicono tutti quando vedono crollare qualcosa di proprio o mandano messaggi a vuoto, o sentono la distanza che cova.

Io risponderei " Perchè tu? Perchè chiunque altro "

Così a caso
Da sempre.

Nessun fiume da risalire per arrivare alla sorgente dell'Orinoco.
Niente di niente.

Cemento e onde radio che sbattono sui mattoni sporchi del palazzo di fronte.
Intanto messaggi telepatici confusi.
Neanche chi li scrive sa esattamente che cosa penserebbe se vorrebbe.

Magari capelli rossi sparsi, non miei per favore eh.
Sono già abbastanza pittoresco così di mio.
In giro sul pavimento, sulla mia maglietta.

Oppure due biglietti per Cagliari, andata e ritorno.
Così gratis a buffo, cash illimitato e bel tempo.

Ma sono solo delle onde radio / telepatiche sparate oltre la stratosfera, nessuna forma intelligente di lichene le capterà.
Si perderanno oltre le pleiadi, magari venendo attratte dalla gravitazione di un pianeta a caso.
A me sta bene.
Magari scalfiranno una bella pietra e si perderanno lì.
In un deserto di sassi e polvere cosmica.

Perfetto così.
Ci pianterei anche la tenda se potessi, magari certo con un po' di colori.

Tanto mi metto una cassa di birra in macchina, che ti devo dire.
Un pallone da calcio ogni tanto, sai com'è il moccioso che è in me vuole farsi due tiri.
Deserto o prateria m'importa poco.
Volendo soltanto solo se queste onde sono arrivate a destinazione.

E se mi capisci quando certo di capirti anche se mi dimentico subito della congettura che ho fatto.
Perchè ormai sono un pesce rosso parte trentotto credo.
Non lo so più nemmeno io tanto.
Perchè ho la confusione mentale.
Forse due cose credo di saperle.
Ma non posso comunicare.

Ho perso i messaggi telepatici.
Aspettando Luglio.
Tanto non giro più nemmeno drittoni.
Questione di volontà.

Da domani con un nuovo solco sulla pelle.
Mi ricorderò anche di questo momento.
Di preseammale varie.

Tocca farmi revisionare le onde telepatiche.


Pace ( ? )


lunedì 28 maggio 2012

Da Alpha Centauri qualcuno sicuramente ci chiama


Messaggi interstellari.
O è dubstep?
Dieci anni indietro di sicuro.
Di là oltre galassie varie.
Non capendo le distanze.
Diecimila Km al secondo.
Ottocento e rotti.
Quattrocento.
Trenta e lode, tiè.
Intanto nessun segnale neanche da Micoachan.
Tipo 6.000 Km.
Oceani di mezzo.
Montagne e città.
Sparando in alto il messaggio radio.
Stiamo in ascolto.
Anche sette anni luce, ne sarà valsa la pena di sicuro.
Intanto raccolte di fondi.
O il progetto spaziale chiude.
E' sempre una questione di soldi, non c'è spazio per sognatori che cercano di raggiungere le stelle.
Niente Tie Fighter gratis, tocca prendere un Millennium Falcon in leasing.
Pure il sognare costa.
In termini ridotti, ma parlano sempre i soldi.

Intanto vicino al radiotelescopio aspettando segnali.

Sperando non arrivi solo Dubstep dalla galassia di Andromeda.

Thug in ascolto

passo

Pace

domenica 27 maggio 2012

Scatola di sabbia


Cerchio

O

Andata e ritorno.
Se devo, vado.
Obbedendo sempre.
Faccio quello che devo per non fare casini.
Comunque sia.
In attesa di ordini.
Come al solito

Sqwueak

Pace

Chiudi la finestra o entrano i nani


Non ti prendo in giro davvero.
Ora sono terrorizzato.
Penso a finestre mi immagino nani guardoni la notte.
Tipo a braccia conserte, con jeans e felpa in acrilico tirata su.
Occhi grifagni balenare.
Si vede lontano un chilometro che sei un invertito.
E' colpa del welfare state?
Si e no.
Ma il fatto che quello fosse un pervertito marittimo rimane.
Giuro.
Ora mi tocca abbassare l'avvolgibile con Zion in testa sperando di avere capelli che non ho.
Impennando dietro al bronx con trenitalia però.
A sgrunfio proprio.
Guardando in fondo alla carrozza, coprimi le spalle.
Tocca fuggire poi con i sosia di Panariello.
O li bucatini.
Cose così.
Ventitrè ore e venticinque minuti
Più o meno.
Andata e ritorno da Val d' Ala.
A caso, ma non per caso.
Un giorno regalando melanina.
Di sicuro.
Un treno indierock, ma con la paranoia futura dei nani.
No, non abbasso la serranda.
Mi piace il sole.
Magari mi piacerà il rifugio anti-atomico.
Secondo piano.

Al buio di sicuro.
Ovviamente stretti.
Robe di ceramica peruviane.
Efelanti portatili.

Ventitrè ore.
Non vedendo l'ora che diventino tipo una cinquantina.

Se puede, se puede.

Pace

Coccodè

sabato 26 maggio 2012

Superpoteri per gente dalla confusione mentale


Cose semplici, da persona semplice.
Buttando immondizia.
Uscendo per caso.
Neanche dovevo stare qua, ma siccome ieri mi ero scordato di lanciare la spazzatura dovevo andare oggi.
A caso, ma non per caso.

Roma, Nuovo Salario.
Via di casa.
Lo vedo appoggiato ad una macchina blu.
Sorriso stanco.
Rughe profonde.
Tanti anni, tanti anni.

Certo che l'accompagno in portineria.
Ma si figuri.
Ovvio, sarà un calo di zuccheri.
Ora si mette all'ombra e si beve qualcosa di fresco.
Eh si con questo caldo, poi vestito di lana.
Ok un passo alla volta, destro, sinistro.

Poi dato in consegna al portiere ed un altro tizio.

" Meno male che ce stava questo giovane "

Salutandomi stringendomi il braccio destro dicendo " Grazie tante cose "

Sorrido e sparisco così.
Altro che Batman, m'è sempre stato sui coglioni.
Maledetto miliardario.
Io sono solo un thug senza una lira
Con la mia busta della spazzatura, gli occhiali da sole ( rotti ) e la maglietta nera.

Ah e la barba
E' per questo che sono un supereroe sgangherato

A modo mio sempre

Pace

venerdì 25 maggio 2012

A.A.A. Smarrito stile. Offresi ricompensa


Spariti.
Così.
Blam, in un soffio.
Ultimo dinosauro rimasto a presidiare il forte prima del meteorite.
Indossando ancora bandiere.
Ma...
Che fine han fatto tutti?
Mi dovevano avvisare prima, avrei cambiato anche io gusti.
No impossibile.
Non credeteci.
Ci sto troppo comodo.
Uscendo dal 1996
o 1997

Ma quanto si sta bene.

Capisco che le signorine, arrivate ad una certa età, vogliamo essere più signorine.
Ma mettere 'sti pantaloni ogni tanto non vi fa male.
Non vi rende meno donne.
Giuro.
Assolutamente

Oh vabbè poi pensando fisso che se è Signorina con la esse maiuscola.
Stia da paura anche con una tuta da palombaro.
Mavabbè.
Sentendomi in via d'estinzione.

Meglio così.
Almeno la smetto di rompere.
Mi sto zitto finalmente.
Esultate pure.
No problemo.

Così mi si mette in un album di fotografie.
O in un museo

Alla vostra destra seduto su quella panchina di ghisa, con il tipico cappuccio copricapo di quel periodo potete ammirare nel suo habitat ricostruito il tipico:

" Residuato degli anni 90' "

Anche con la testa, di sicuro.
Credo ancora a certe cose.
Vabbè, me ne vado in piazzetta con il walkman

Tanto è ok comunque.
Anche se ho le stesse due cassette di sempre.
Ci stanno nei tasconi.

Non ve l'aspettavate vero?

Pace ( credo )

mercoledì 23 maggio 2012

Bucatini alla Trasteverina


Esattamente con pochissime ore di sonno.
Adesso sfumato.
Cervello in loop, tra poco il corpo andrà in stand by.
Giuro.
Però sai com'è, erano le 20:14 e c'era ancora luce.
Certo il degrado un po' qua e là.
Gente arredamento locale, fanno colore.
Con urla in testa.
Pub chiusi non capisco perchè, neanche fossimo noi i bucatini.
Na cosa tipo Cioppè che va alle frappe.
No grazie.
Preferisco tenere al ciocco se sale il controllore.
Anche se mi dimentico le cose.
Quindi tipo mi distraggo anche subito.
Mavabbè posso sempre fingere una gravidanza isterica.
Oppure mi spaccio per un maghrebino, cioè quello che sono.
Non ci vuole molto
M'hanno dato dell'Ahmadinejad.
Ma meglio di essere una vecchia rincoglionita in una biblioteca.
Calmando a mani in faccia, infastidendo di più, ma vabbè.
Va bene così.
Poi nominando il nome dell'equino invano.
Sempre all'erta.
Fregata
Ti goddiri.

Circuitato male.
Ma nettamente meglio di tardone " che fai stasera sbirro? "
Assurdamente unica.

In tutto questo casino sento l'energia

Dalle parole.
Dalle risate.
Dalle ore di sonno che mi mancano.
Dalle battute.
Dalle voci.
Dai biglietti non timbrati.
Di birre sparse e di caffè da Alberto Sordi

Di non vedere l'ora di finire a sognare Zion sdraiato su un letto.
Sabato.

Pace
Coccodè
Barrito

martedì 22 maggio 2012

Tipo che mi ridipingo così il soffitto. Giuro


Chiaro, non ho mai provato a mangiare un fritto misto dentro al latte.
Così la canzone dice, io scrivo.
Obbedisco
Non comando niente.
Non sono un capitano.
Gioco terzino.
Faccio quello che devo quando devo.
Non comando nemmeno la IAEA e altre menate simili che dimenticherò velocemente.
pesce rosso parte trentacinque.
Intanto migliaia di slide di cui non so niente.
Un discorso claudicante, stavolta la faccia da culo non ti serve.
Ma alla battaglia sempre.
Fisso.
Sticazzi se perdo.
Mi do alla guerriglia della vita tanto.
Faccio gli agguati.
Figurati negli ascensori.
Io vorrei essere il lupo, ma mi sa che sono una tigre di pezza sognata da un bambino.
Almeno posso guardare sicuramente le stelle.
Ma voglio essere in acqua.
Zero lampioni.
Zero luci.
Si vede alpha centauri anche.
E' una roba boh lì
Inquinamento elettrostatico.
Co ste luci è sempre tutto illuminato a giorno, dammi il buio.
Ma tanto tipo quattro ore e mezza di notte residue.
Dodici ore di rotture di wallace, faccio quello che devo.
Poi treni, treni e treni.
Sperando non piova.

Voglio un we trust in tevere parte quattro.

Ma davvero
No al nucleare, potevate farvi gli affari vostri?
Non staremmo studiando sta merda inutile.

Tanto ognuno fa quello che vuole, io sono solo una tigre di pezza che si stringe le spalle.

Vogliamo solo guardare le stelle.

Pace

lunedì 21 maggio 2012

Ricordando pezzi di vita. Dimenticando del tutto facce


Per niente familiare.
Eppure ne sapevamo cose.
Invece niente.
Non mi ricordo.
pesce rosso parte trentaquattro.
Solo facce estranee.
Stringendo spalle.
Che importa?

A me nulla eh.
Rimango un uomo di pace.
Fatti miei.
A caso.
Stavolta non c'è nessun caso.
Così e basta.

Intanto avendo flash di vite di altri.
Ricordo.
Era il 2006?
O il 2003?
Boh
Dipende da quando è uscito il signore degli Anelli no?
Lezione d'inglese con faccia ingrugnita.
C'ero anche io.
Almeno indirettamente certe cronache le ricordo.

Si ma perchè?
Colpa degli universi paralleli.
Te lo dico io.

Ho memorie di universi diversi.
Roba non mia davvero.
Ma è colpa della mia confusione mentale se ogni tanto ho ricordi futuri e passati di altri posti.

Fisso non ricordandomi di nomi e volti.
Chissenefrega.
Non fa male.
Solo effetto strano essere con la testa vicino ai quasar o i pulsar.

Tre in geografia astronomica.
Non vengo all'interrogazione, poco ma sicuro.
Rimanendo fisso Thug.
Sin da una vita fa.

T-H-U-G
Scritto in uno spazietto su un banco già ampiamente scarabocchiato.
Un anno intero scritto su un banco, no?

Almeno i compiti d'inglese te li avrei passati io.

Pace

venerdì 18 maggio 2012

Ad ogni starnuto d'efelante, m'arriva un colpo di proboscide.


Mica lo sapevo che i pachidermi si potessero ammalare.
Beh oh non sono un veterinario.
Questo è sicuro.
Anche io sono un mammifero, ma m'intendo più di primati.
Sto studiando però per specializzarmi in efelanti.
Prometto di non mangiarli.
Però sento colpi di tosse.
Starnuti.
Qualche barrito.
E mi dispiace.
Non ho cuore di sentirlo soffrire.
Davvero

No, no non mi metto i tappi nelle orecchie nè i doppi vetri.
C'avevate pensato eh?
Non guardatemi così
Non sono mica un mostro

Ho poteri taumaturgici
E' vero.
Mi basterebbe toccargli le orecchie, senza mettere però le dita nella proboscide.
Non si fanno i dispetti agli ammalati.
Certo è un po' grande d'abbracciare.
E io sono solo 1,65 con neanche una grande apertura alare.
Mi dovrò mettere in punta di piedi per vedere dentro quegli occhi scuri, ma non vedo l'ora di vederli a 2 cm dai miei.
Trasmetto energia anche così.
Giuro.
Per abbracciarlo tutto mi ci vorranno giorni.
Ma che importa?
Per farlo stare meglio, questo ed altro.


Non so quanti ettolitri di tisana preparare.
Mi sa dovrò chiedere aiuto alla FAO
Anche se non mi fido della agenzie internazionali.
Vabbè, mi affiderò ai miei poteri taumaturgici.

Sono supereroe no?
Ho la barba che lo dimostra.


Ti faccio guarire.
Così potrai brucare erba al parco come prima.

Parola d'onore

Pace

Barrito

giovedì 17 maggio 2012

13/ Notturno


Zero senso dell'orientamento.
Nord?
Ovest?
Attraversando ponti?
Cazzo ne so.
Per me è tutto uguale.
Sempre cemento vedo.
Non capisco, tanto.
Impossibilità di orientarsi veramente.
A mazzi giuro.
Avete costruito troppo ve lo dico io.
Intanto guardo fuori dal finestrino temendo per la mia vita, non sapendo di essere io il più minaccioso.
Che ci posso fare.
Questioni di stile, altro che Queneau.
Citazioni dotte di libri mai letti, imparando roba di seconda mano.
Scroccone davvero.
Oh vabbè oh.
Sempre così.
Criticoni.
Non vi va mai bene niente, che ci posso far yo.
Invece rivedendo messaggi a batteria una tacchetta carica mi-si-stai-scaricando però ridendo da solo.
" Ok!! Baci!! Bavarìgoddai "
Si signor agente.
Sto ridendo.
Problemi?
Come perchè?
Mi fa ridere il linguaggio, facile no?
No perchè si imparano prima le parolacce delle cose normali.
Eh si perchè forse è più facile comunicare così no?
Ma poi vuoi mettere la soddisfazione?
Ripetendo da te un qualcosa di mio.
Lasciando traccie.
Bellissimo.

TE KHERZO

Questo si capisce vero?
Più esplicito di così, pure in caps lock.

Detto a modo mio veramente.
Lo sai, lo sai.

Pace

Coccodè

mercoledì 16 maggio 2012

Duemiladucentoventisette parole


Scrivendo fisso oggi, su argomenti noiosi certo.
Confondendo preti pacifisti con gerarchi nord coreani.
Stessa roba.
Dipende dal punto di vista.
Troppe parole.
Consumando tasti.
Fotofinish davvero.
Intanto lavando a mano magliette di squadre di calcio e lasciando pc su pavimenti.
Non facendocela proprio a stare in posizioni normali.
Invece mammiferi che suggeriscono di scrivere.
Involontariamente.
A caso, ma non per caso.
Sorpresa di buongiorno.
Cose da leggere.
Tastiere da cambiare di sicuro.
E parcheggi sotterranei.
Scherzoni proprio stile caserma.
Rozzo nel modo giusto.
Ma naturale come un dito nel naso.
Giochi?
Ovvio.
A cosa?
Ad acchiappare
Con i pantaloni corti si corre meglio.
E ci si stanca di meno.
Parola d'onore.

Intanto aspettando sbronze sotto le stelle vicino al fiume.
Maniche corte, non c'è più freddo.
Magari tornando a casa barcollando e ridendo.
Perdendosi in occhi scuri, alcuni un po' più chiari.

Magari senza dire tremilaottocentoquattordici parole di troppo.
Giusto un paio polverose.
Ma efficaci.

A caso, ma non per caso.

Davvero
Strana Roma
Mi ricordi troppe cose
Meno male

Pace

Coccodè

martedì 15 maggio 2012

03-01-2002 - 11-08-2005- 13-05-2012


E' scattato l'allarme.
Mi avevano assicurato un futuro luminoso sottoterra.
Giuro.
Fregato invece.
Il timer andava così a caso che mi hanno rinchiuso in un buco per sette anni di fila.
Vitto e alloggio pagato però.
Meglio di niente

Queste poi sono solo date.
Avevo già detto che dipendono solo dal punto di vista, sticazzi proprio del calendario.
Parola d'onore.
Calcolare il tempo è una dittatura moderna.
Torniamo solo ad Estate / Inverno.
Come ai tempi antichi.
Troppe stagioni 4.
Buone solo per la pizza.
Mi confondo.
Intanto me lo scrivo a pennarello tipo sul petto, numeri sparsi cose così.
Roba forte però.
Ho scontato la mia pena, anche se probabilmente in futuro mi risbatteranno al fresco.
Ma oh, alcune domeniche pomeriggio da ex galeotto sono perfette.
Quasi la paura che l'avvocato non abbia presentato domanda di scarcerazione e mi aspettino boh altri sette anni di galera, anzichè un buono per libera uscita.
Ma no, stavolta mi hanno proprio rilasciato.
Sulla parola però.
E'n'attimo tornare in galera.
Ma almeno non vedendo più il sole da dietro alle sbarre.
Niente righe verticali sul muro.
Solo cielo azzurro, sdraiato su un prato magari.
Con la testa poggiata ad una felpa con le maniche gialle pagata due lire.
Orrenda da vedere proprio.
Ma più comoda della mia branda da carcerato di sicuro.
Come sto prato.
E sti scalini.
Intanto scrivo numeri.
Qua.
Sulle braccia.
Sul muro.
Con l'argento sulla metro.
Così non me li dimentico.
Ma mi sa che questi non me li scorderò facilmente.

Ce l'ho scritto sul petto, appena mi vedo allo specchio.
Un segno d'abbronzatura di fascetta.
Che ora posso togliere, ma conservare.
Ricordare gli anni in cella fa bene.
Due metri per due.
Sempre pronto a scattare ad ogni segno d'attacco.
Autodifesa.
Sopravvivere.

Ma ora no, si respira aria diversa nonostante la sabbia scura

E mi sei venuta pure a prendere alla stazione.
Pioveva, ma sticazzi.
Meglio così.

Sono fuori finalmente

Pace

domenica 13 maggio 2012

Sarà la presammale domenicale.


Intanto ricordo binari.
Che siano il 4° o il 5 non ha nessuna importanza.
Contano solo come si incrociano, tendono ad andare per un po' assieme.
Giusto così.
Aspettando da una vita sto treno, finalmente salire a bordo.

7 anni?
7 ore?
7 minuti?

In un sogno non ha più nessuna importanza il tempo, specie se si è un'anima vecchia.
Ma possiamo tornare assieme giovani.
Ne sono sicuro.
Io non ho idea di dove vada sto treno e di dove sia diretto.
Ma sono sul vagone nel posto vicino al finestrino.
Puoi sederti pure vicino a me.
Non ho idea di quale sia la tua stazione.
Ma sai è meglio di viaggiare da soli no?
Anche se non parlo bene lo spagnolo, riesco in qualche modo a farmi sempre capire.
Ne sono sicuro.
Sono un veterano della guerra della vita.
Anzi un pregiudicato.
Ma ho scontato la mia pena.
E' finita finalmente.
E' il treno che dalla galera mi porta al mare.
Posso sorridere e dispiacermi.
Ascoltare il silenzio anche.
Ma è ok.

Maledetta domenica.

Siediti vicino a me
C'è posto.
Mi sorridi.

Non dico spartiacque.
Ma quasi.
Così ti ricorderai di me di sicuro.
E viceversa ovviamente
Anche quando diventeremo due ombre e tornerà il silenzio.
Mi scriverò sul corpo certe cose.
Ormai sicure.

Non so altro.
In testa solo treni.
Binari.
Sole.
Sorrisi.

Sette anni di galera
Più volte potevano darmi la vigilata.
Ma non ero riabilitato.
Non ancora pronto per essere reinserito nella società.
Ora si.

E' così.

E' il concetto in sè di viaggio.
Non so altro.
Ma va bene così.


Pace

sabato 12 maggio 2012

Linea gialla. Lenzuola gialle. Sole giallo. Sabbia nera. What?


Non è una critica, ma una constatazione.
Vedo nero.
Ma dopo ripreso dallo shock era scialla.
Poi la compagnia era decisamente ottima e l'acqua era ok.
Che volevo di più?
Magari sono io ad essere daltonico e mi pare di un altro colore.
Giuro.
Arrostendone però.
Riflette il sole, figurati in agosto.
Non ci voglio pensare.
Vabè che sono arrivato a dorso di cammello, ma anche noi Tuareg cerchiamo sempre l'oasi.
Colpa del cemento, te lo dico io.
E di Elvis
Al bar.
Diventiamo verdi, no rossi.
Rossiverdi.
Non sono daltonico allora.
Cosa sono?
Ah pesce rosso parte trentatrè ovviamente.
Mi dimentico.
Non tutto però, anzi ribadisco: ricordando roba.
Forse ero un po' sordo, sai com'è linea gialla, cose così.
In galleria mi devo avvicinare.
Non mi sento neanche io.
Parole scivolano via così.
Tra un tunnel e l'altro.
Seduto in un vagone del 1800.
Neanche da noi si usano più, no aspè non esageriamo.
Era meglio quello.
Di certo con più personaggi.
Però ci stava.
Intanto dicendo roba.
Vedendo occhi di colori diversi.
E arrossature varie.
Giusto così.
Zombie che parla.
Anzi no.

Scimmia curiosa sveglia.
Ripensandoci speravo il viaggio durasse di più.
Pezzettini di me.
Tra una galleria e l'altra.
Non sarebbe stato male dire pure su lenzuola gialle.
A bassa voce
Cose così.

Anche se la sabbia nelle scarpe iniziava a farmi sclerare.
Ma un giusto prezzo per sentire risate e vedere viso rosso e occhi più chiari.

Fiamma

Pace

Coccodè + Barrito

mercoledì 9 maggio 2012

Dicendoti storie in sogno però.


Sonno, ma con poca voglia di dormire.
Fisso così con la notte.
A me va bene eh.
Tanto sono un essere umano malfunzionante.
Poco perspicace.
Rottame parte sette.

Voglia di parlare.
Cose da dire.
Devo starmi zitto però.
Tira brutta aria.
Un veterano della vita la sa fiutare.
Quando è o non è momento di dire o di agire.

Ma sono troppo arrugginito per ricordarmi come ci si comporta in certe occasioni.

A caso, ma non per caso.
Sensazioni così.
Tra un po' esploderò in un delirio di parole.

Ti toccherà ascoltarle.
Forse non dicendo niente.
Scuotendo la testa un po'.

Impossibile tenere dentro.
Ti devo guardare però.

Occhi grandi.

Pace

Coccodè

Barrito

Ehh vedrai prima o poi. Se non giochi non vinci


Ehh ma sai com'è la crisi.
Ma si certo il posto fisso.
Ah quindi sessantamila domande.
Bene bene.
Contratto indeterminato quindi, giusto giusto.
Ma si fai concorsi vedrai che prima o poi...

ALT.

Mai più.
Non voglio più sentire un prima o poi.
Non voglio aspettare che qualcosa precipiti.
Il colpo di culo.
Biglietto fortunato.
Lucky Seven.
Le rien ne va plus.

Stronzate

Mi dispiace, ma vi rido in faccia.
Non mendico niente dal vostro stato.
Invece gli altri 59.999 sembrano convinti.
Per me è ok.
Credeteci.
Sarà sicuramente tutto pulito.
Alla luce del sole yo.

Per duecentoventi posti.
L'orrore.
L'orrore.
Ho visto veramente l'orrore.
E gli zombie ovviamente.

Intanto la connessione va e viene.
Buttando pomeriggi, con mazzi di pagine da studiare.
Sempre così.

Tanto penso solo a farmi dei giorni al mare.
Magari facendomi pure il bagno di notte, visto che ci sono.
Tanto sarò tutt'uno con l'acqua.
Con la sabbia.
E spegnerò il cervello buttandomi nella corrente.

Facendo sempre quello che devo.
Nessun problema.
Tutti i concorsi che volete.
Agl'ordini.
Un po' di false speranze per voi.
A posto così.
Eseguo e obbedisco.

Ma non chiedetemi un minimo d'entusiasmo.

Quello è sparito già da tempo.

Pace


martedì 8 maggio 2012

Zoppo, addormentato o con la confusione mentale, prendendo lo stesso questi cieli. Che ci posso fare?



Troppe cose.
Troppe parole stampate in una lingua stupida.
Troppe poche parole dette.
Troppe parole in testa da dire.
Troppo poco buon senso.
Troppi Km sulle spalle.

Stanchezza : [stan-chéz-za]

1) Condizione, stato di chi è affaticato: s. fisica, psichica, morale; avere le ossa rotte dalla s.; ho una grande s. nelle gambe

Eh si, c'hai ragione vecchio.
Ma che ci posso fare?
E' la vita.
Agl'ordini.
Camminare.
Scarpe da consumare.
Sorrisi da perdere.
Io intanto ho ancora l' estate dentro, penso solo a fare quello che devo e andarmene al mare.
Sicuro che mi va di farmi il bagno la notte.
Magari con le stelle.
Nuotate così.
O possiamo rimanere solo a galla.
Fermi perchè siamo pigri.
Tanto a guardare la galassia non mi stanco e sicuramente non ci sarà freddo.
Avrà fatto sole tutto il giorno.
Lo vedo così, davvero.
E' chiaro come quella giornata di Marzo.
E' roba da prendere e spaccare l'attimo in una fotografia, però da non guardare per i prossimi dieci anni.
A te piacciono le foto.
A me no.
Mi impediscono di essere il pesce rosso parte trentadue che sono.
Preferisco tenermi la mia confusione mentale e ricordarmi le cose a modo mio.
Che fine hanno fatto tutti questi anni?

Poi si che la ricontrollo.
Magari in un mio cassetto
Però solo se io non appaio.
Questo è sicuro.
C'è gente più fotogenica di me.
Mi piacerebbe davvero riguardarla dopo tempo, ti giuro.

Che fine abbiamo fatto?
Te lo chiederei.

Non ne ho idea.
Mi pare giusto.

Anche se il mondo alla fine è un paesino, va bene lo stesso.
Intanto sento solo la sabbia qua e là.
Per luglio è una bella camminata.
Ma è ok.
Sono abituato.
Mi piacciono i viaggi fatti a modo mio.
Tanto anche se la strada è lunga ho ancora le scarpe.
E anche se ho le ginocchia malandate, non è un problema.
Non è una gara.

E' solo un po' la vita.
Con la voglia di farmi una bagno la notte e canzoni in testa.
Magari Zion non lo so.
Dipende da che cosa mi porti.
Per me è ok.
Mi bastano i sorrisi.
E il mare certo.
Ma niente foto, davvero.
Te lo ribadisco.
E' una fobia.
Portano sfortuna.

M'hanno già rubato l'anima tanto.
Antiche credenze della mia tribù.
Vengo da un popolo strano sai.
Non mi dovevano fotografare da addormentato.

Ora non ho idea di che fine abbia fatto, poi mi perdo anche fisso io.
Cocktail di saudade varia.

O forse abbracci inaspettati.
Questo si.
Non c'ho capito niente.
Non è una novità.

Mi sono dimenticato di levarmi la fascetta.

Vabbè sticazzi se si bagna.

Io entro in acqua.
Poi raggiungimi ok?

Pace

Coccodè
Barrito


Tartufo


Acchiappato.
E ora dov'è il naso?
Ahahah.
Ce l'ha Dani?
Esatto.

Naaa.
Gioco.
Però sai com'è tartufo asciutto e colpi di tosse.
Mi devo preoccupare?
Forse è solo stanchezza o la notte che non si dorme.
O forse boh.
Che ne capisco io?
So solo abbracciare ed infastidire.
Vabeh.
Però resisti resisti.
Ma non insisto eh.
Sbragati se vuoi, ti porto a far pipì tanto.
Mi spiace vederti ad orecchie basse.
Studio, esami e tartufo asciutto.
Ti rialzi tanto.

Ma anche con mazzi di cose da fare rubando fisso risate.
E' la mia vocazione oh.
Fare il buffone.
Basta che non mi tirate le pietre per favore.
Poi sennò non me lo faccio acchiappare io il tartufo.
Che già ho mazzi di confusione mentale con una passata di slide in inglese che non ho nemmeno voglia di capire.
Almeno l'idioma lo intuisco, anche se pigro materiale.
Inferno della settimana.
Ma è solo colpa di un lunedì stupido.
Guardando a sabati e domeniche.
Famo così dai.
Che c'è il sole di sicuro.

Sorriso presabbene su
E svegliati, anzi no dormi.

T'acchiappo il naso.

Coccodè.
Bau

Ciao

lunedì 7 maggio 2012

Clandestino di seconda fascia

Che giorno è?
Inizia già essere tutto sfumato alle 21:51 orario terrestre di una città enorme del centro Italia.
Le ore sulle spalle, cose così.
Inizia vedendo Zion, ma sentendo un po' di giorni di Babilonia, perchè la saudade è dietro l'angolo.
Straniero di serie B.
Non abbastanza esotico.
Eppure c'è sto mare di mezzo che proprio non è cosa davvero.
Non so ancora volare perchè non sono un efelante che sa planare, nemmeno un rosafante etc. Ho la barba ok, ma i poteri da supereroe vanno e vengono.
Che poteri?
Mah un po' di miopia.
Poi?
Umh caratteraccio?
Non ci credo dai. Che altro ancora?
Mah la capacità di perdere i treni e fare tutto di corsa, non c'ho più il fisico di una volta, specialmente se devo inseguire.
Ormai sono un maratoneta della bottiglia, quello lo fare, ma mi sa che non riesco più a braccare chi voglio prendere.
Giochiamo ad acchiappare?
Non imbroglio, non imbroglio.
Parola di scout!
Mai fatto lo scout, faccio a meno di forcaioli vestiti da cretini adolescenti.
Io beh mi vesto come un deficiente ggiovane, ma è una libera scelta.
Ebbè, fisso così.

Non so vorrei festeggiare, ma c'ho stanchezza dentro.
Compleanni e cose così.
Anche se li festeggio sempre a modo mio, quindi a posto?
Non credo anche perchè sono le 21:55

Mettere la sveglia.
Andare a prelevare.
Pagare l'affitto tipo domani.

Partire.
Sempre maratoneta e non a velocità luce.
Magari vedendo sentieri di casa.
Maledetta saudade.
C'ho l'estate dentro.
Voglia di condividere la mia città.
Un passo alla volta.
Una strada alla volta.

Non posso fare la vita della trottola, c' ho provato un periodo.
Ed iniziavo ad avere ancora di più la confusione mentale, almeno se vado a rilento così godendomi la permanenza c'è solo un pesce rosso parte trentuno.
Roba forte proprio.
Ho bisogno di sentire l'asfalto sotto i piedi.
No forse niente cemento.
Magari la sabbia.

Ecco.
Sarebbe perfetto.

Anche se forse mi andrebbero comunque bene ventiquattro minuti su una panchina a Stazione Trastevere.

Ciao

Coccodè
Barrito

sabato 5 maggio 2012

Destra blu e Brasile. Ciao!


Zion.
C'era.
Non era una leggenda dimenticata da tipo sette anni di guerra civile in cui si vedono ancora i segni sul campo di battaglia.
Le devastazioni che non ti dico.
Se apri gli occhi le vedi bene un po' qua e la, pure dentro.
Ma questa non è una cicatrice della guerra.
E' la Shangri-La ed è reale.
Non un ricordo di un ubriaco di mirto.
Parola d'onore.
Si vedeva alla luce delle sei e ventiquattro stazione Val d'Ala ovviamente.
Si vedeva alla luce grigia del mattino farsi spazio fra le tende abbassate.
Si vedeva alla penombra di una stanza a caso.
Affittata non per caso.
Cose così.
E la musica intanto andava.
E c'era Zion.
Senza sostanze psicotrope.
Però capisco lo stesso che cosa intendevano:
Un secondo perfetto.
Cristallizzato nell'attimo.
Non esistendo più.
Soltanto nuvole.

Che dico... più di un secondo
Tanti.
Ma non ricordo.
Ora capisco il significato della parola.
Sicuramente in futuro ci saranno giorni di Babilonia.
E' chiaro.
E' la vita.
Ma, ora che l'ho vista, a Zion c'andrei a piedi.
Giuro.

Però alzandomi con calma.
Facendo colazione stavolta.
Con una giornata di sole di sicuro.

Io aspetto il treno.
Ci salirei anche senza biglietto.
Tanto in testa ho solo quella canzone.
E negli occhi certi sguardi.

Coccodè
Barrito

giovedì 3 maggio 2012

T'ho pisciato il territorio? Cattivo! Cattivo! In punizione


" Allora chi ha portato le domande? "
Due mani alzate.
O tre.
Famo quattro và.
L'amico diventa nemico.
Niente battute.
A muso duro.
In maniera unilaterale.
E c'è chi seduto sulla riva all'ultimo banco se la rideva.
Chissenefrega.
Però poi lo show.
Che poesia.

" Mi ha mangiato le domande il cane "
" Non lo sapevo "
" Non c'ero e se c'ero dormivo "
" Ho avuto problemi gastrici "

e così via.

Volontà di potenza.
Manifestazione esatta dietro a sorrisi di facciata.
L'incazzo.
Il Potere.
Legittimo eh, non lo nego.
Mi hai pisciato in casa.
Cucciolo cattivo.
Percui ti punisco quando ieri ti davo i croccantini.
Niente di più semplice.

Flessibilità zero.
Parola = legge.
Hai fatto la cacca in soggiorno anzichè in giardino.
Ma c'era la porta chiusa!
Non importa, è il principio.
Ribadire chi comanda.
Chi è il padrone.
Punizione quindi.

Perfetto.
A posto così.
D'altronde tu comandi.
No problem.
Massima libertà.
Anche di sbattermene le balle e dare l'esame nelle date stabilite.
Libertà di pagamento tasse.
Libertà anche di non ascoltarti.
Libertà di prepararmi a modo mio.

Che me frega poi, c'ho la barba e sono mezzo addormentato.

Ma allora perchè me la sghignazzo da in fondo alla stanza?

Perchè io mi tengo la mia faccia da culo.
Altri tornano al liceo.

Non mi interessa la storia della tua vita.

Pace

mercoledì 2 maggio 2012

Titoli dimenticati per la foga di scrivere


Dormendo.
No sono sveglio.
Sicuro.
No.
Sono solo un pesce rosso parte trenta e un rottame parte cinque che cerca di dormire.
Essere umano sempre mal funzionante.
Fisso in bilico tra un nascondilo e un dormi!
Troppo vecchio per essere ancora in garanzia.
Niente da fare.
Pensare a dormire.
Sognare magari.
Di cose da dirsi.
Sguardi.
Fisso persi.
Perdendo versi su carta e pixel.
Alla luce del PC ti leggo qualcosa.
Analfabeta di sicuro.
E timido non soltanto in testa.
Dipende come me lo chiedi e ok, però le intonazioni a caso.
Come le vocali.
Giuro.
E' così.
Se accendo la luce divento cieco.
Vedendo profilo.
Sagome.
E capelli in faccia.
Occhi addosso di sicuro.
Così, nel buio.
A caso, ma non per caso.
Bisbigliare.
Sempre.
Canzoni in sottofondo.
Dimensione parallela.
L'armatura son le coperte.
Mondo nostro.

Sto dormendo ed è tutto sfumato.
Ora apro gli occhi così a caso nel buio e riesco a vedere qualcosa oltre la luce del lampione.

Le righe del parquet?
Non esattamente.
Allora la scrivania?
Non ci siamo proprio.
Che cosa?

Te lo devo proprio dire?
Allora vieni più vicino.
Ok così.

Vedo te

Impari a mei

Il sorriso lo vedo anche al buio.

Quindi sto dormendo però.
Merda.
Me ne rendo conto.
Quindi ora non sto più dormendo.
Perchè se allungo il braccio tocco il muro
Era meglio lasciare il cervello in fase REM dove ogni azione era una fatica.


Anche
scrivere
qua

Solo concetti in testa.
Sparsi.
Giuro

Tipo che ti voglio qua
Ora.

Spengo la luce.
Chiudo gli occhi.

Impari a mei

Coccodè


martedì 1 maggio 2012

Tirando magliette rosse, mai voltandosi


Corri.

Farai tardi a scuola.
Sei in ritardo per il lavoro.
Devi andare all'università.
Scappo a casa  a fare le pulizie.
Devi studiare per il concorso.

Stop.
Basta anche eh.
Dal palco chi parla di libertà e tutto il resto, ma che cazzo vuol dire se c'hai dieci euro in tasca?
Niente.
Mondi diversi.
Sguardi incasinati.
Tanto che ce frega?
Abbiamo la birra.
Logico no?
C'ho le mani per scrivere, potrebbe andarmi bene questo.
Non mi va proprio di correre
Eh si lo so.
E' così anche per me.
Non c'ho na lira.

Vacci lo stesso al concorso, magari ti prendono.
Eia.
Ci credo eh.
Chiaro.

" Ha un contratto a 26 anni, è uno arrivato! "
Si ma dove?
Io faccio quello che devo fare.
Ma non chiedetemi di correre.
Se sono ispirato corro eh.
Ma è difficile.
E brucio i vestiti.
Lanciando magliette.
Tanto che me frega di arrivare da qualche parte.
Già che ho le gambe a me va benissimo.
Ho pure la barba

Altrochè Renton

Io sono solo Thug mica tanto sicuro di troppe cose per via di quella malattia che si chiama confusione mentale e che adesso mi fa scrivere questo periodo senza virgole perchè è un po' come se il mio cervello che  come ho già detto ha la confusione stesse andando un po' per i fatti suoi e io no non riuscissi a fermare lo scorrere dei miei pensieri infatti sembra quasi che io stia correndo sul serio si vede abbastanza bene dal ritmo ma siccome non ho più il fisico nè il cervello d'una volta mi fermo.

Capito?
Mica tanto.
Era tutta una roba legata al correre, ma era anche sullo sbrigarsi.
Adattandosi ai ritmi in cui ti dicono di vivere.
A modo mio.
Il resto non lo so proprio.
Però svegliandosi alle 08:30
Scallonisi

Però se parliamo di correre fisicamente.
Correrei da te
Anche se ora sei difficile da prendere e da raggiungere.
Mi metterei in cammino comunque.

Poco, ma sicuro

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Chuejrjjzjxhzkjdjhx!


Coccodè