giovedì 28 febbraio 2019

Quarantesimo titolo generico.


Com'è che si diceva?
Ah si.
Cicatrici come stemma.
Un po' nuovi inni che andranno messi in loop fino ad esaurimento scorte.
O di testa.
Purtroppo frega il fatto di distanze sommarie.
Si può dire anche " Vicini da lontano. "
Non sono certo trenta ore di viaggio e rotti a separare tutto il resto.
Solo che, forse, avrebbero dovuto dirlo prima che è tutto una sorta di diaspora.
Perchè più si va avanti, più si perdono pezzi.
Sparsi per il globo.
E fa male incontrarsi, anche per poco.
Volendo solo avere delle vie dove tutti sono qua.
Sogni vari di unità.
Invece no.
Godersi allora tutti i momenti.
Per tutti coloro che sono lontani, ma vicini.


Ultimo uomo sulla terra.

martedì 26 febbraio 2019

Trentanovesimo titolo generico.


Scegliendo sicuramente immagini già usate.
Per questo stramaledetto zibaldone.
Impossibilitato fisicamente nel catalogare tutto quello che si è prodotto.
Roba come da prendere e lanciare tutto dalla finestra.
Pur essendo cristallizzato nell'etere.
Fino a quando qualcuno non lo cancellerà e buona.
Alla fine, non è che sia cambiato tanto.
Dentro soprattutto.
Aria di cose vecchie.
Quello si.
Mettendo piedi strascicati e polmoni incerti.
Un po' come prendere il pianeta ed obbligarlo a girare alla rovescia.

Dove sono finiti questi anni?


domenica 24 febbraio 2019

Trentottesimo titolo generico.


Prendendo suggerimenti da videogiochi acquistati a caso.
Senza neanche leggere la recensione.
Tipo Ottantamilalire.
Assolutamente divagando, non è certo una rievocazione storica su pezzi di carta dal valore nominale.
Perchè, in fondo, è decisamente così.
Percorrendo chilometri di corsa per cercare spazi ampi.
Non ascoltando quello che si sente.
Solo vento nelle orecchie e dolori muscolari.
Riuscendo a non avere il fiatone di corsa.
Avendolo restando fermo.

E allora che si fa?
Andando avanti.
Mettendo male i piedi, perchè si ha un disastro di postura.

Cantico malinconico di giunture dolenti.

Pace.

giovedì 21 febbraio 2019

Trentasettesimo titolo generico.


Alla fine dando più importanza ad una centinaio di pagine.
Che a tutto il resto.
Probabilmente non vedranno mai la fine, o la luce.
Assenza formale di concentrazione.
Perchè si è troppo abituatati a guardare oltre.
Tipo quando si vuole per forza vedere dei confini fisici.
Eppure non ci sono.
Nonostante determinate cose che non sono del tutto perfette.
Come, tipo, l'alimentazione sana e corretta.
Evitando spesso di distruggersi le cellule cerebrali.
Ma quello è decisamente troppo tardi.
Per colpa del tubo catodico o della sensazione di completo isolamento frutto di autobus che passavano tipo uno ogni quaranta minuti circa.
Essendo abituato a stare in cima ad una qualsiasi montagna.
Pur essendo sotto il livello del mare.
Eppure deve esserci per forza qualcosa che non va.
Come si è circuitati.
Rifiutando determinate robe che possono sembrare anche totalmente ok.
Un Robison Crusoe più sfigato in un mare di cemento.
Quello si.
Decisamente.

Attrazione gravitazionale ed automatica repulsione.
Gente che non verrà mai invitata al ballo di fine anno.

Sdraiati nella discarica.
Leggendo riviste di videogiochi che erano clamorosamente un mantra.

Adesso dove cazzo di vuole andare.

mercoledì 20 febbraio 2019

Trentaseiesimo titolo generico.


Robe assolutamente incredibili.
Non sarebbe male vedere le cose da distanze più elevate.
Per lasciarle del tutto andare.
Soprattutto quando sono piccolezze casuali.
Tipo come quelle che si vedono ogni giorno.
A chi strilla più forte.
Su cose, che ti giuro, anche se hanno qualche impatto sull'esistenza non è che interessino granchè.
Perchè, in fondo, siamo una specie del tutto rivedibile.
Fatta solo di cantonate.
Per questo li voglio così bene.

Essendo solo degli esseri umani.
Abbracciando a pieno la propria natura.

Del fare schifo.

Per questo, scusate, se mi sfilo.
Giocando ad un videogioco su DOS del Millenovecentonovantadue.
Dove non si sono ancora capiti i tasti.

Assenza materiale di purezza.

Pace.

sabato 16 febbraio 2019

Trentacinquesimo titolo generico.


Un po' come tutte le cose sparse che, inevitabilmente, non vengono sistemate.
Bottiglie vuote e scarpe con la suola sfondata.
Tentando, difficilmente, di catalogare anni in scatole.
Come le card di giocatori di Basket in raccoglitori a Gennaio.
Mancanze sostanziali di ossigeno.
O di capacità respiratorie.
Anche e soprattutto quando splende il sole.
Non c'è molto altro da dire.
Se non di strascicare i piedi sul cemento.
Fino a quando non ci si ferma.

Vogliamoci bene allora.
Ok?
Ok.

mercoledì 13 febbraio 2019

Trentaquattresimo titolo generico.


Festeggiando distrattamente il numero 800.
Arrivando all'801 di questa rubrica sgangherata.
In tempi difficili.
C'è una necessità.
Non tanto varia.
Di essere consolati da un Monitor CRT.
Sabato pomeriggio tardoinvernale.
O Autunnale.
Non ricordando proprio.
Niente compiti da fare.
Fondamentale rimanere in penombra, con solo la luce sparata dal tubo catodico.
Occhi rovinati.
Solo il tepore degli 8 BIT.
Consolano come una coperta calda sulla schiena.
In una casa sempre fredda.
Prendendo per mano quegli eroi fatti a quadretti.

Riportando tutto indietro.
Sensazioni varie di sicurezza.
Ogni tanto calore.
Spesso nostalgia.
Vogliamoci bene.

Pace.

Trentatreesimo titolo generico.


A colpi di Pixel.
Tosse e scarpe slacciate.
Già rovinate perchè, oltre che vivere, si cammina in modo assurdo.
Con bilanci perennemente in rosso.
Ah vabbè.
Siamo vicini.
Vogliamoci bene.

martedì 12 febbraio 2019

Trentaduesimo titolo generico.


Dormendo quando capita.
Svegliarsi alle quattro.
Riprendere sonno.
Hai novità?
Mesi rivedibili.

Più forti insieme.

venerdì 8 febbraio 2019

Trentunesimo titolo generico.


Alla fine sono i dial up di silenzi vari che un po' non tornano.
Ma, mi insegni, che non si può avere paura delle cose che non si conoscono.
Quindi So it Goes.
Cercando di evitare i pali, soprattutto propri.

mercoledì 6 febbraio 2019

Trentesimo titolo generico


Impossibilitato a vedersi in terza persona.
C'è in giro incapacità di vedere determinate robe.
Cose nuove.
Non si sa come gestirle.

lunedì 4 febbraio 2019

Ventinovesimo titolo generico.


Altre robe che non interessano.
In epoche globali dove siamo connessi.
Cose che non frega per niente vedere.
Più che altro solo i puri  " come stai? "
Crescendo si pensa solo a questo.
Senza ipocondrie.
Però che cazzo.

Vogliamoci bene.

venerdì 1 febbraio 2019

Ventottesimo titolo generico.



Cose che cambiano.
Vivendole anche a distanza.
Non è più così bello guardare fuori dalla finestra.
Ma, alla fine tocca camminare, sempre, a piedi.
Con la camminata che è un disastro, figuriamoci le scarpe.
Però, ci si prova.

Volendosi bene.