Il segreto alla fine è questo.
Non aspettarsi niente.
Estati incomplete.
Tipo non ricordando nulla di un paio di mesi trascorsi, eppure, purtroppo, si è avuto tempo libero come non lo si aveva da un bel po'.
Roba di guidare a caso per Km.
Mancanze clamorose di destinazioni.
Assaporando spazi di libertà come farsi la doccia a culo nudo in giardino.
Rigorosamente però dalla parte di Via Cipro, ti pare che la faccio dalla parte di Via Rodi?
E ci sono giochi da finire iniziati nel millenovecentonovantanove o duemila.
Cose così.
Ricordano vagamente come quando tipo avevamo detto " Ma te l'immagini facciamo la campagna nel 2020 ? Che razza di vecchi che saremo "
Ci puoi contare.
Come una scatola del tempo.
Di un essere umano decisamente senza alcun tipo di fondamenta.
Che in determinate robe si è completamente arreso.
Tipo i rapporti umani.
Non avendo per niente voglia di fare nessun tipo di sforzo ormai.
Visto che era un anno che doveva durare dodici mesi, invece tipo ne durerà trentasei.
E saremo dei ruderi.
Ultimi mammiferi in un sistema decadente.
Residuati anacronistici di passati assurdi.
Rifugiandosi in spazi di libertà.
Fatti di cose da leggere ed ore di sole.
E va bene anche la frase insopportabile che l'estate è uno stato mentale eccetera.
Anche se è ovvio che ci stiamo allontanando dal sole.
Dato che c'è meno luce e fa più freddo.
Facendo comunque il bagno alle sette di sera.
Poco importa se si hanno soltanto spiccioli ed una serie di disastri lunga trent'anni.
Vogliamoci bene
Zero capacità a fare un botto di cose, figuriamoci a fare foto.
Non avendo neanche più voglia di dire niente, perchè in fondo non è che ci sia molto da dire.
Se non giornate fatte di camminate lunghissime per stancare il fisico e poi la testa.
Ovviamente strascicando i piedi e scassando ancora di più delle povere scarpe.
Dato che sono due anni strani in tipo trenta ancora più strani.
Perchè due? E' uno no?
Capace che vale due.
Vedendo spesso doppio non soltanto perchè avendo la tendenza ad ammazzarsi le cellule cerebrali.
E quindi si cambia umore in trenta secondi.
Ore di mutismo.
Visto che bisogna ripartire da zero.
Inventarsi di nuovo.
Ricostruire.
Con ancora meno certezze ed essendo più deboli del solito.
Eppure c'è una roba qualsiasi, in un tramonto senza da zanzare in un campo di calcio.
No no, fermi.
Non è mica normalità.
Mai che la dico.
Però è qualcosa di diverso.
In tutte queste macerie assomiglia vagamente ad un briciolo di libertà.
Come se finalmente le cose che piace fare tornano ad avere senso.
E non più guardare il Monitor, aprire il Browser, chiuderlo, aprire un gioco, chiuderlo, spegnere il Pc.
Quasi ad aver voglia di riprendere in mano racconti, favole, partite di calcio, cose da studiare.
Un po' come rallentare il cervello e non overclockarlo.
Speriamo.
Intanto avendo giocato, ovviamente avendo perso.
Respirando tramonti.
Cercando di fregarsene di nuovo di essere un numero zero.
Ma si, ma si.
Pace.
Come al solito promesse da marinaio che soffre pure il mal di mare, figurati.
Tipo non avendo più intenzione di scrivere neanche una riga, anche perché avendo il cervello fottuto e zero soglia di attenzione.
Quindi andava bene questa sindrome isolazionista del ventennio di un millennio folle.
Giorni diversi però.
Messaggi alle sei del mattino.
Saluti da dare.
Anche soltanto mentali, tipo vonneguttianamente parlando telepatici.
Visto che saranno sempre messaggi senza risposta.
Dial Up di silenzi vari.
Cose scritte più per chi resta, che per chi parte o addirittura per se stessi, ma per fortuna non è questo il caso.
Roba che prima si mandavano telegrammi ora c'è WhatApp o addirittura un Blog scalcinato da tempo sull'orlo della chiusura.
Per dire cosa di preciso?
Niente.
Perchè non c'è niente da dire.
Solo robe come " Ti tengo forte " o " :** "
Tutto il resto è superfluo.
Diventerà narrazione.
Poi cicatrizzata in storia da raccontare.
E così via finché riusciamo a camminare, con le scarpe consumate vicino ai talloni, strascicando spesso i piedi sull'asfalto.
Stringendo le spalle e guardando tutto con un sorriso a metà.
Non che non faccia male eh.
Vedendo fotografie, sentendo odori, in pareti che diventano opprimenti.
Altrochè marinai, solo naufraghi.
Eppure le onde ci spingono a riva.
E la notte finisce sempre.
Anche se queste durano mesi o anni.
Teniamoci forte
Vogliamoci bene.
Non possiamo fare altro.
E' tutto quello che abbiamo.