giovedì 28 marzo 2019

Cinquantesimo titolo generico.


Arrivare al cinquantesimo titolo generico.
Completamente eliminando titoli vari.
Soprattutto da date che saranno sempre scolpite.
Perdendo sicuramente il conto dei giorni.
Aspettando notizie come una vedetta.
Ricordi vari di giochi provati assieme su Cd in omaggio con riviste.
Passando le ore.
E non importa tanto se si è completamente un disastro.
Se si hanno pagine da scrivere che sono tutte nella testa.
Per un romanza che non vedrà, probabilmente, mai la fine.
Rimangono pensieri casuali.
Mandati nell'etere per comunicare, velatamente, quello che si prova.
Essendo un essere umano straordinariamente in pezzi.
Con sensazioni varie di essere fuoriposto.
Diventando quasi certezze.
Allora, si continua in una crociata assurda.
Cioè di comunicare alle persone a cui teniamo che le vogliamo bene.

Ditelo però.
A voce o fino a spellarvi le dita.

Cinquanta post di merda in prestito.

Pace.

martedì 26 marzo 2019

Quarantanovesimo titolo generico.


Ci sono solo ore di musica.
E tasti battuti.
Non si ha quasi più paura di dial up di silenzi vari.
Sono cose così.
Neanche lontanamente modificabili.
Cercando solo le cose belle, lasciando stare tutto il resto.
Anche se si fanno sogni brutti e oscuri che fanno urlare.
Pur non essendolo mai stato Dark, figuriamoci.
Andando a batterie solari.
Amando il sole.
E i sorrisi.
Importa poco o niente tutto il resto.
Quotidiani scontri o robe così.
Sentendosi solo in colpa per l'aver scritto soltanto due pagine oggi.

Pazienza.

I momenti arriveranno.

Sgoliamoci nel dirlo: vogliamoci bene.

venerdì 22 marzo 2019

Quarantottesimo titolo generico.


Sei minuti neanche per scrivere qualcosa di sensato.
Finendo libri che lasciano solchi grandi come spaccature nel terreno.
Roba da controllare fisso le profondità della terra altrochè.
Capendo, di circa seicentotrentapagine, il senso forse.
Ripetendolo da mesi.
Vogliamoci bene.
E basta.
Certo, è vero che il tempo passa e non è che si tende a migliorare.
Come dice il saggio " dopo i trenta si può solo peggiorare. "
Altrochè.
Ma forse si tende solo a scavare un po' dentro.
Per cercare la purezza perfetta sotto forma di com'eravamo bambini.
Impossibilitato fisicamente a tenere il broncio per più di trenta secondi.
Quindi ok, o no?

Vogliamoci bene.

Aiutiamoci.

giovedì 21 marzo 2019

Quarantasettesimo titolo generico.


Non potendo tenere sotto controllo determinate cose.
Impossibilitato inoltre nell'avere qualsiasi tipo di potere sulla propria esistenza.
Se non venendo trascinato da parole, pagine e tasti battuti.
Su cose, dettagli, vite di persone che in universi paralleli sicuramente esistono.
Avendo la necessità di aprire la porta.
E allora spariscono tutte le miserie quotidiane, seppur difficili da digerire.
Fatte di bastonate sui denti quando tutti ti guardano.
Vergogna sempre avuta.
Paura? No.
Alla fine, vonneguttianamente parlando, sono solo degli istanti da rivivere.
Anche e soprattutto se sono vissuti nella propria testa.
In mattinate di sole naturalmente.
Come passare, distrattamente, decine di anni.
Non importa tanto se si è l'ultimo della fila.
O un esperto nuotatore in torrenti di sconfitte.

Cercando, disperatamente, di essere un individuo decente.
Con il prossimo, ovviamente.

Vogliamoci bene.

domenica 17 marzo 2019

Quarantaseiesimo titolo generico.


Divorando pagine.
Tipo centosettanta circa
Avendo l'incapacità fisica di andare oltre le due o tre paginette scritte al giorno, quando va bene naturalmente.
Interpretando capolavori di altri, rimanendo però sempre in disparte.
Perchè si ha la concentrazione che funziona ad intermittenza.
Come delle luci di natale decisamente fuori luogo.
Essendo anche l'individuo che batte sui tasti totalmente inadeguato.
Nei confronti di tutto il resto.
Multitasking in cose fatte a cazzo.
Le do cinque e mezzo, non possiamo certo arrivare al sei.
Capacità casuali effimere di azzeccarne una, qualche volta.
Un orologio rotto segna due volte al giorno l'ora giusta, ma non è detto che funzioni.
Parola.
Intanto ci sono dolori vari frutto di allenamenti utili.
Tutto per raggiungere il sole, anche con le bufere di vento.

Per sempre andare a batterie solari.

Necessità fisiche di spazi aperti.

venerdì 15 marzo 2019

Quarantacinquesimo titolo generico.


Momenti vari di soliti baretti.
Con minuti che scappano.
Neanche un ora per raccontare giorni.
Mesi.
Anni.
Parole da dire tenute dentro per troppo tempo.
Balbettando spesso.
Guardando fuori.
Tre anni.
Soprattutto quando si è fatta la guerra, folle, per tutto questo tempo.
Sbattendo la testa e perdendo pezzi.
Rimanendo da soli con la fiaccola in mano.
Di questo posto.
Allora è meglio tenersi tutto il vento.
Con viste di cui non ci si stanca mai.
Eppure i momenti non arrivano.
File o cartella non trovato.
Sconfitte di ordinaria quotidianità.

martedì 12 marzo 2019

Quarantaquattresimo titolo generico.


Immaginando di essere una linea rossa su una cartina geografica.
Scendendo in fermate a caso.
Dormendo quando capita.
Non sui treni, perchè si hanno brutti ricordi.
E allora ci sono migliaia di Km cittadini da percorrere sempre strascicando i piedi.
Zaino e coperchio in testa.
Angoli di città familiari che non si sono mai visti.
E si capisce che bisogna mettersi Km alle spalle più spesso.
Basta che siano.
Lontani da mura varie e cose che non piacciono granchè.
Camminando all'aperto anche in mezzo al traffico.
Distanziati da Km, ma vicini come sempre.
Non passando neanche un giorno da avvenimenti che, probabilmente, erano già stati vissuti in un universo parallelo.
Quindi va bene.
Anche se non si dorme mai.
E non si è bevuto acqua per tre giorni.
Essendo così.

Piano piano si riesce a capire qualcosa di più.

giovedì 7 marzo 2019

Quarantatreesimo titolo generico.


Un po' come quelle storie strampalate.
Dove si parte verso l'orizzonte eccetera eccetera.
Alla fine ci sono decine di robe da valutare.
Non che sia così facile.
O importante.
D'altronde è solo una questione di punti di vista.
Che non contano neanche così tanto.
La capacità di andare avanti solo con bagagli a mano.
Ignorando, distrattamente, quello che si lascia dietro.
Per poi riprendere da capo come se non fosse nulla.

Cambiamenti intergalattici da qua fino ad Alpha Centauri.
Percezioni del tutto sfasate.
Assolutamente rivedibili.

Ma non importa.

Pazienza.

Pace.

martedì 5 marzo 2019

Quarantaduesimo titolo generico.


Strascicando i piedi.
Con gambe più a pezzi delle scarpe.
Strade di città.
Vedendo fantasmi in ogni via.
Dove si sono sparsi pezzettini vari.
Frammenti di memoria, purtroppo volatile.
Finendo in zone poco note, ma ugualmente vissute.
Ogni angolo.
Sognando di svegliarsi.
La porta si apre.
Invece entra il sole.
Comportandosi da sonnambulo.
Come avere la testa sott'acqua.

Probabilmente è ancora, tipo, un sogno.

domenica 3 marzo 2019

Quarantunesimo titolo generico.


Parole che escono così.
Velocemente, come palleggi con la mano più debole.
In fondo non è così complicato.
Anche se ci si alza stanchi.
Avendo un sistema sveglia / sonno decisamente rivedibile.
Tarato su orologi rotti.
Così, andando avanti come un automa.
Non avendo la minima idea di quello che si fa.
Godendosi le mattinate e i pomeriggi di sole.
Piccole cose.
Dovendo anche fare altri determinati sforzi.
Purtroppo è l'assenza totale di energie varie.
Si vuole.
Automaticamente fermi.


Pazienza.