lunedì 25 maggio 2015

Ipnotismo pomeridiano davanti ad un barbecue



Un po' come una roba uscita dal millenovecentonovantanove o duemila.
Si parla di anni.
Secondo il calendario che calcola il tempo riferendosi alla presunta nascita di un ragazzo non più giovanissimo che andava in giro a dire che tuttosommato la gente è più o meno tutta uguale e che bisogna fare da bravi ogni tanto.
A posto.
Divagando tramite lo spazio-tempo, si parlava tipo dell'annoduemila con videogiochi di simulazioni di vita / architettoniche / arredatori d'interni.
Ecco, quindici anni dopo una roba simile, in vita reale.
Non avendolo mai apprezzato come gioco.
Meglio andare in groppa ad un lama, accendendo falò.
Quello si.
Però che roba strana.

Di sicuro non c'avrei mai pensato.

Pace.

giovedì 21 maggio 2015

Esperienze esistenziali vonneguttiane virtuali.


Fisso svisando realtà da dietro lo schermo.
Perchè allergia a fare diverse scelte.
Sempre dritto.
Avanti tutta.
Succede, anche per storia inventate vissute in prima persona.
Solidarizzando fisso con personaggi inventati.
Così reali.
Porte varie per universi paralleli.
Non incasinando il continuum spazio-tempo.
Quindi a posto così.
Non potendo proprio cambiare certe cose.
So it goes no?
I momenti sono tralfamadorianamente strutturati così.
Consapevolezza di accettare questo scorrere allora.
Va bene.
Ottimo.
Ok.

 Fisso evitando la creazione di paradossi.

Life is strange.

Per davvero però.
Pace.

venerdì 15 maggio 2015

Pensando parallelamente a multiversi vari dietro finestre spazio-temporali fisiche.


Non dormendo mai.
Fisso poche ore di sonno sulle spalle.
Non riposante.
Teorie di multiversi in testa indossando stupidi costumi.
Come quello da ragazzo non più giovanissimo con la confusione mentale tipo pesce rosso parte centocinquantaquattro.
Non contandole più.
Solo nottate di primaestate mascherate da sole dietro l'angolo.
Con nmila robe sconclusionate in testa.
Certo che sarebbe interessante strisciare fuori dalla civiltà ed inseguire la sopravvivenza.
Almeno non si perderebbe tempo a vestirsi " come si deve "
Come un po' la sensazione di essere fisso laggato, in ritardo sulle varie cose.
Un po' ragazzo out, distratto forse dal fisso fantasticare.
Mentre il mondo andava avanti.

Dove diavolo sono finiti tutti questi anni?

Di sicuro fisso vedendoli da dietro una finestra, spesso davanti ad uno schermo.
E così via
Perdigiorno.
Rimanendo, più o meno uguale, per ogni universo in perifieria.
Sobborgo galattico per fancazzisti sognatori.

Sarà per questo che non si dorme mai.

28:06:42:12


Ma dove vai?
O meglio, quando?
Essere umano ampiamente difettoso in universo #53 / 12 bis.
A sto giro è andata così.
Un po' come schiantarsi in vespa e poggiare il ginocchio 5 cm più in là.
Eccetera eccetera,
Una roba come lo scorrere del tempo nel cielo, stelle e pianeti come spaghetti.
Impossibilitato di pensare alle stagioni come un punto all'orizzonte.
Linea retta contemporaneamente.
Sempre Tralfamadorianamente parlando.
Cose così.
Almeno quelle sono certezze sparse.
Niente di più.
Serie infinite di robe parallele.

Meglio non ricordare niente.


Pace.

giovedì 14 maggio 2015

Codice del guerriero farlocco made in Samoa


Un po' come millenovecentonovantaqualcosa.
Sotto assedio.
Annuendo fisso con il capo " lo so, lo so, lo so "
Troppe onde negative nell'aria, quando si cercano soltanto onde fisiche.
Fisso casini o pseudi.
Sticazzi dai.
C'è la pista ciclabile.
E il mare.
Che importa il resto?

Niente, niente di che.

Metti i bendaggi.
Metti i guantoni.

Pace.

domenica 10 maggio 2015

Wikizionando parole che non hanno bisogno di spiegazioni varie, ma tipo è meglio sottolinearle a volta.


Alla fine forse hanno ragione quei tizi vestiti d'arancione con il tamburello.
Fisso cantando.
Almeno sorridono oh.
Essendo ricchi perchè quello che serve è poco.
Tralfamadorianamente parlando.
Poi oh, dipende dai punti di vista.
Un po' come tutto.
Preferendo endurance di risate piuttosto che business class.
Impossibilitato ad altro.
Effetti di programmazione mentale frutto di onde mnemoniche positive.


amico [ a-mì-co ]  agg.s ( pl.m -ci. f-che )

Che dimostra o denota solidarietà, affetto, disponibilità

e così via.

Anche se forse preferisco quello tratto etimologicamente parlando da una lingua negra sentita non si sa dove:

La persona che cammina con me.

Capito?
Senza stress.
Senza ansie.

Amicizia.

Serenità.

venerdì 8 maggio 2015

Cronache della non vita da una camera in un lembo di terra vicino al mare.


Una roba come solidarizzando con le minoranze varie, ma non di colori politici.
Per carità.
Quello mai.
Si da il caso, ma non per caso, che non lo faccio più.
Esercizi stanchi quanto vani di corde vocali?
Naaa.
Non sopportando gli argomenti seri.
Fisso però guardando film di vampiri.
Facendo il tifo per loro.

In fondo che male c'è?
Tanto per non campare nella non vita.
Come lungometraggi con protagonisti ragazzini strambi.
Però c'era la neve.
E forse attore principale un po' Josh.
Mavabbè.
Apprezzando quel landscape per un paio di settimane però.

Se dobbiamo proprio stare al buio, datemi almeno 25° gradi.

Pace.


martedì 5 maggio 2015

Bombe mentali pronte ad esplodere con interpretazione fallimentari di frasi casuali.


C'avete creduto?
No, non è un'immagine per parlare di gente che spacca cose e urla frasi che sinceramente non capisco oppure comprendendo vagamente il significato, ma dimenticandolo immediatamente perchè frutto di comunicati vari stile anni 70' scritti sulla carta igienica.
Trappolone.
Però ne hai parlato.
Vatti a fidare.
Garrò.

Una roba come tipo, ma perchè vedendo gente fisso incazzata?
Ma boh.
Easy.
Respirare.
Fisso ansie.
No grazie.
Un sorriso n mila volte che pestare i piedi per robe random.
Tanto un giorno son rosicate varie per X.
Poi Y
Non mi dire Z

Allora, non è che per caso è tipo una cosa di attitudine mentale?
Non se ne esce così.
Poco, ma sicuro.

Essendo granellini di polvere cosmica.
Che senso ha ingigantire le cose e credersi Giove?

Ma non volendo essere nemmeno Plutone.

Pace

Serenità.