domenica 22 giugno 2025

Cantico cigolante di tempi ristretti, ma soprattutto di libertà cercate nelle manopole di un motorino arrogato.

 


Com'era quella cosa che ti ho detto al mare?
Ah già, che c'è un motivo per cui piacciono le foto un po' tutte abbastanza simili.
Soprattutto quelle che riguardano un essere umano malfunzionante, dalle giunture rovinate, per nulla fotogenico a cui piace essere messo leggermente sullo sfondo.
In effetti è vero.
Però c'è sempre la scena 1 con soggetto X che è di spalle al mare.
Un po' questa supercazzola per confermarti che ci sono necessità fisiche.
Come quella di buttarsi in acqua alle 20:45 di Giugno, di Luglio, di Agosto, di Settembre.
Perché è un po' vero che l'estate è fantastica dai 3 ai 20 anni, poi diventa una serie di colpi di calore intervallate da ore lavorative di rotture di coglioni.
E di meno tolleranza anche.
Però c'é sempre la solita capacità di rubare spazi di libertà quotidiani ed avere la fortuna di arrivare in 15 minuti su un motorino scassato.
Necessità fisiche di vivere con il vento addosso.
E va bene pure la salsedine.

Alla fine allora perché tutte le foto uguali?

Perché entrando sempre in quel luogo dove si può avere 3 / 10 / 18 / 25 / 31 / 39 anni contemporaneamente.
Una sorta di stendardo del non cambiare mai, perché in effetti va veramente bene così.
Vivendo un passo alla volta, di cose semplici.
Quindi sticazzi di 40.000 euro e passa.
Alla fine non avendo bisogno proprio di nulla.

Se non di essere con i piedi a mollo e presi per mano.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


lunedì 16 giugno 2025

Avanzando pericolosamente tra telefoni rotti, chiavi da duplicare e tante cose che alla fine, non è che siano un granché, però devono andare bene in qualsiasi modo.


 
Com'era quella roba che ti ho detto scrollando le spalle?
Sticazzi?
No, cioè, anche.
Però era tipo una cosa come " Chissenefrega della Serie A, noi ci siamo divertiti come matti. "
E vale per un sacco di cose.
Non necessariamente il mondo pallonaro, che in fondo, è un po' come tutte le robe che passano dagli schermi vari.
Di plastica.
Roba da androidi e ginoidi varie.
Artificiali.
Essendo robe effimere.
Alla fine cosa sono le cose che restano?
Di sicuro dei file PDF scritti alla come viene, dato che, essendo di sicuro un anarchico grammaticale.
Un incubo di correttori di bozze, dato che si mette la punteggiatura a cazzo, le virgole come capita, ed odiando profondamente il punto e virgola, che è tipo una roba dell'800.
Ingabbiato in una società fatta di regole che possono più o meno essere sempre piegate ed interpretate a piacimento.
Ed allora c'è inchiostro che si schiarisce con i raggi UV, ci sono i perenni conti da pagare, assieme alle immancabili ansie tardoprimaverili che sembrano tipo estive.
Alla fine è solo una roba che diceva che c'era in un bel film del 1991, quello del Robot che doveva deviare una linea temporale pessima.
Reinterpretandola un po'.
Era tipo la roba di una strada buia e tu stai andando con i fari che funzionano a merda.
Non deve fare per forza paura.
Perché niente è scritto.
Però sai che comunque quella strada fa paura lo stesso?
D'altronde essendo il frutto di contesti in cui si è vissuto, strati sedimentati di prese a male di trenta e passa anni.
Di cose che devono per forza andare male, perché quando girano bene ci deve essere per forza la fregatura.
O no?
Quindi, tornando all'incipit, era decisamente meglio dire soltanto sticazzi che fare questo pippone clamoroso tanto per riempire le righe.
Eh vabbè.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Pace.


martedì 3 giugno 2025

Alla fine è colpa del vento da Sud-Ovest e delle ronde notturne se escono fuori questi post che sono una presammale da scrivere, figurati da leggere.

 


Cosa dicevo in quella e-mail che ti ho mandato?
Ricordandola solo a grandi linee eh.
Dato che c'è confusione mentale e ansie varie di quando le cose vanno più o meno bene debbano andare per forza male.
Una sorta di equazione mai capita, dato che si era pessimi in matematica.
" Suo figlio ha qualcosa che non va. "
In effetti.
Dato che salgono prese a male di pomeriggi di mare con bufere fredde.
Di estati camminando malamente con passi strascicati e le panchine di ghisa, aiutame a dì scomode.
Poi le zanzare?
Pieno.
D'altronde è così quando si è cresciuti in una palude vicino al mare.
Ed anche se sono giornate semivarie di libertà, perché si è lavorato dalle 00:00 alle 07:00 non riuscendo proprio a godersi a pieno la giornata.
Incapacità di staccare.
Annoiandosi per tutto.
Forse era quella frase di un celebre regista in un film che ti avevo masterizzato su un Dvd riscrivibile, mi pare di averla messa pure nella mail.
" [...] e ora che sono vecchio e non mi piace più nulla ho capito perché. Forse sopravvivere è meglio di vivere. [...] "
Non essendo necessariamente d'accordo.
Ma era per rubare la prima frase, sul fatto che ormai i film sono solo di sottofondo, non si riesce più a leggere, tantomeno scrivere e i videogiochi ormai regalano solo frammenti di libertà.
Poi arriva lo scallonamento.
In parte anche perché ci sono Estati piene di fantasmi e il volersi farsi male per forza è passare a piedi per le strade del quartiere.
Assieme solo con memorie sbiadite.
Mi sa che avevi ragione.
Ha senso festeggiare i compleanni.
Sai perché?
Così almeno non ci pacchiamo e riusciamo a vederci.

Ferma registrazione.
Ferma video.