martedì 23 dicembre 2014
Cercando sempre di guidare verso il sole
Parola.
Ogni volta che cala il buio in macchina è sempre così.
Una roba tipo orientale sarda, Km dopo Km, con i rettilinei al buio.
E la stazione di servizio dopo la galleria.
Da vedere di notte.
Unici fari artificiali in mezzo ad un prato di stelle.
Anche se si punta sempre verso il sole.
Questo è sicuro.
A lavoro con l'alba e tornare con il buio.
Bruciando dalla voglia di macinare Km.
La notte ovviamente.
Guardando verso nord est.
Parte selvaggia di una terra selvaggia.
Da dove ci sono cromosomi sparsi.
E' così.
Cose che si sentono
On the road.
Pace
domenica 21 dicembre 2014
Barriere semplicemente fisiche.
Rm confidential parte non ricordo.
Stazioni a memoria ormai.
Amando fisso i treni.
Ma era proprio tempo di andare.
Perchè in luoghi pubblici dovete per forza urlare?
Almeno cose interessanti da dire.
Invece no.
Messaggi così.
La gente fa schifo.
E'innegabile.
Ma meglio tenere stretti i capolavori rari che si trovano in mezzo a tanto letame.
Amici.
Pace
giovedì 18 dicembre 2014
Inseguimenti infruttuosi di stelle nane.
Giunture usurate che schioccano.
Eppure bisogna andare.
Camminando fisso, a mani in tasca però.
Odiando orgogliosamente tascapani e zaini a tracolla.
Sulle spalle, il peso va lì.
Poco importa se hai la D9 che bacia la D10 etc, zero in anatomia.
Impossibile ricordare.
Dimenticando fisso in che tasca siano le chiavi.
Figurarsi robe lette in libri raramente aperti.
Meglio dormire in classe.
Sognare forse.
Di camminare la notte.
Così va di certo bene, eppure non puoi proprio andare a spasso stare tipo alle tre.
Il sogno finisce alle 06:34 circa.
Questo pianeta sarebbe decisamente migliore se tutti si alzassero alle otto e trenta del mattino.
Va bene così no?
Invece hai il buio, non notturno.
All'alba.
Ed esci cercando la luce, con lo sguardo.
Da qualche parte.
Sul mare forse.
Assenza formale di raggi di sole.
Cappuccio in testa e camminare.
Vicoli sporchi con muri scarabocchiati.
Lasciare segni del proprio passaggio.
Solo con la mente.
Cercando i pezzi.
Pace.
mercoledì 17 dicembre 2014
Bisogno randomico di scomodità campestri.
E alla fine restano solo i corvi.
Poco, ma sicuro.
Non son più i tempi degli eroi e delle canzoni ma della gente a caso che non fa nulla, ma sale comunque al soglio.
Fondamentalmente la differenza è tipo questa: io ce rido, tu te incazzi.
Valà pure con la semicit.
Gente intoccabile.
Tanto non m'arrabbio più.
Al massimo mi viene l'ansia.
Meglio l'età del ferro.
Gli eroi non ci sono più.
Gli amici se ne vano.
Sperando in universi paralleli dove magari fai parte della banda del lupo grigio.
Senza costare così tanto come le lego.
Cappuccio in testa e dormire sotto le stelle.
Che tempi.
Sono un po' stanco del cemento.
Serve aria.
Pace.
martedì 16 dicembre 2014
Cronaca di uno sbadato aziendalmente assente
Un po' così.
Lentamente in nome del mercato, si sta perdendo di vista l'anima del lavoro.
Discorsi aziendali agghiaccianti, scritti quasi da un collettivo studentesco, pedante e laborioso.
Non vonneguttianamente parlando però.
Magari.
Laborioso laborioso laborioso.
Come diciamo sempre noi Vonneguttiani / Bokonomisti.
Un po' dove sbattere la testa.
Fisso non ascoltando la propaganda.
Padroni o no, tutti uguali.
Si fa quel che si può.
Non avendo mai voluto diventare Un, ma solo Io.
Intanto guardando fisso intorno.
Sorrisi.
Tenendo le porte di ascensori.
Buona giornata.
" Lei ha l'anima buona "
Grazie.
Ed è vero.
Mi sa
Facendo del proprio meglio, provando fisso ad essere il più cordiale possibile.
Così forse per qualche istante questo mondo potrebbe essere un posto un po' più piacevole.
E'possibile dai.
Kindness.
Pace sempre
Ricaricando le batterie.
Grazie.
lunedì 15 dicembre 2014
C / B, ma non supereroe per favore.
Messaggio interstellare di un ragazzo non più giovane con una confusione mentale random.
Assenza perenne di memoria a breve termine.
Toh un castellino.
Dimenticandosi le proprie tasche.
La destra o la sinistra?
Di tasche eh, non buttiamo parole a caso in politica.
Tanto è roba per ex rappresentanti d'istituto o gente di 34 anni del collettivo studentesco che bello fare sempre il compagno fino a quando Papà non ti compra la Audi.
Poi perchè macchine tedesche?
Ah giusto, desiderio nascosto di pangermanesimo nell'anima.
Quello al massimo quando si mette in ordine la propria stanza / vita.
Va bene così, anche vedendola fisso in differita.
Cose così.
Essendo sbadato, ma sveglio.
Datori di lavoro che non sanno che sai.
Ma hey, io son tranquillo.
Fregami pure.
Non m'importa, tanto vado a casa e prendo pezzi di carta dal valore nominale.
Non per la gloria.
Quello solo nei videogiochi.
Cercando di sistemare mondi di fantasia.
Visto che quello attuale è miseria da buttare via.
You and I
Caotico buono a vita.
Non c'entrano proprio i tiri di dadi.
E' na roba così.
Dentro
Pace.
venerdì 28 novembre 2014
Tentativi multilaterali di pace con il mondo
Perchè è tipo un soffio così.
Prendere per ottimo tutto quello che ci arriva.
Esperimenti e osservazioni scientifiche sul cercare di essere più cordiali possibili con il prossimo, così che forse per qualche minuto il mondo possa essere decisamente un posto migliore.
Fisso provando a mettere in pratica varie filosofie di vita, anche se la più rilevante rimane sempre la stessa:
" Non rompere i coglioni "
E sorridi.
Fa bene un po' a tutti.
A volte basta poco.
Gesti così.
La gentilezza.
Pace
giovedì 27 novembre 2014
Cronache di sei ore e qualcosa di sonno
Fisso come sempre sognando di dormire.
Da sveglio è ancora peggio: immaginando di volersi accollassare per vivere altre robe quando si dorme.
Ma non nella vita reale.
Trecentosessantaminuti di inattività e io che pensavo fosse uno stand by vecchio di sette anni.
Invece no, è una roba tipo da televisore in camera, Dm di HL e connessione a scatti,
Giù di lì 1998, non volendo mai dormire.
Perchè?
E' una perdita di tempo, altrochè.
Trecentosesessantaminuti fisso fissando il muro.
O la lava lamp rossa proiettare immagini varie su una stanza arredata a caso.
Ma non per caso ofc.
Forse era meglio non essere connessi, perdendo ormai i propri spazi, una roba di interstizi portata da eccessi.
Te lo giuro.
Robe che paghi due mila lire ogni volta che stai connesso.
Metti i soldi nella cassetta.
Qua tutto si paga.
Mica è gratis.
Sennò ki li paka?
Meglio tornare a non finire di non leggere un libro.
Tanto c'è la luce rossa.
Niente lustrini però per favore.
Non li ho mai sopportati.
Solo una macchia sul muro.
Sbiadendo in fretta,
Poco sonno.
Molto lavoro.
Pazienza.
venerdì 21 novembre 2014
Cessi a manovella a due tempi
Due ruote,
Molto meglio di quattro.
Chissenefrega se piove, ma zero esaltazioni idiote di film per ragazzini scemi schiantati su un muro.
Per sempre 15 anni.
Come filava quel rottame, tirando però fisso per il collo scooter aziendali.
Devo fare prima eh.
Non è il mio urlo di vendetta.
Un po' lo è.
Definitivamente si.
Auto convincimento dell'alzarsi alle 6:50 di Sabato mattina.
Per la grana.
Così pare
Molto meglio di quattro.
Chissenefrega se piove, ma zero esaltazioni idiote di film per ragazzini scemi schiantati su un muro.
Per sempre 15 anni.
Come filava quel rottame, tirando però fisso per il collo scooter aziendali.
Devo fare prima eh.
Non è il mio urlo di vendetta.
Un po' lo è.
Definitivamente si.
Auto convincimento dell'alzarsi alle 6:50 di Sabato mattina.
Per la grana.
Così pare
giovedì 20 novembre 2014
Ingranaggi rotti di sistemi poco oliati
Alla fine tipo sono solo cose che succedono.
Imborghesendosi.
Anche se fisso in strada, perchè è tipo un cantico delle creature di bitume e vento freddo.
Con la nebbia stile Kattegart e le zanzare in camera a Novembre, ci piace la Cambogia.
Barrio al mare stile forte Gringo, anche se tipo c'è la sveglia alle 6:40 e devi timbrare il cartellino entro le 7:30, ma c'è da fare benzina e le incazzature quotidiane.
Forse pure sabato.
Speriamo di no.
Diventando fisso parte del sistema, non volendolo all'interno.
Fare quello che si deve, quando si deve.
Obbedisco.
Paura di queste robe, sentendosi fisso addosso pochi inverni.
Con spirti guerrier che ruggono sempre.
A bottiglie vuote e poche ore di sonno.
Dormendo fisso scarsi minuti.
Ma comatoso da universi paralleli sempre.
Telecomunicazioni astrali.
Pace sempre, con la P maiuscola.
Nonostante tutto.
Yo
Pace
giovedì 13 novembre 2014
Tanto, dipende da che prospettiva, stai comunque guardando in uno schermo.
Vedendo fisso brutte copie di pessimi film o video musicali.
Una roba che teeooo zuro, sembra di rivedere fisso roba già vista e dimenticata.
Distributori automatici di personalità copiate.
Gira la manopola e scegli chi vuoi essere.
Icone generazionali, senza la F, perchè è la realtà.
Laborioso, laborioso, laborioso.
Prima la ragazza zombie di Jack Skeleton di cui non ricordo il nome.
Poi gli Schwarzy vari.
Poi le popstar cammuffate da Punk, perchè hey c'erano gli sk8 nel videoclip,
Mavabbeh il peggio rimangono le malate di mente transalpine con pretese artigianalo-poes-papà mi dai 10 euro per la benza?
Roba forte, giuro.
Cioè non è una critica alle pellicole eh, magari forse un po' non dico tanto boh.
Ispirarvi a voi stessi?
Ecco.
Certo sarebbe stupido negare le influenze, però dai da robe belle.
TU QUOQUE?
Mica lo nego eh, anzi pure il titolo ambiguo.
Però dai.
Tipo i Goonies.
Ecco.
Senza personaggi minori.
Nessun protagonista.
Ognuno con la propria dignità.
Magari.
domenica 9 novembre 2014
Storie di ordinaria presammale domenicale.
E niente.
Terrorizzato dalle domeniche.
Un po' come tornare bambino e vedere la radiosveglia che va avanti.
Alla prima ora hai tipo verifica di matematica.
Così anche per il mondo del lavoro.
Bip.
Tessera ok.
E da lì inizia il giro.
Aspettando le 15:00.
Guardando il cielo sperando che non piova.
Alta percentuale di fare cazzate.
Non volevo proprio diventare un ingranaggio del sistema.
Invece eccomi qua.
Preferirei di sicuro lavorare la notte.
In un angolino magari.
Da solo magari.
Io speriamo che me la cavo.
Una vita da pesce rosso.
martedì 4 novembre 2014
Sei ore e trentadue minuti
Sognando di dormire.
Minuti sparsi e ore messe lì a riparare.
Lottare sempre.
Riposare poco.
E andare a lavoro.
Testa sgombra.
Mani forti.
Se solo non mi facesse male quando respiro.
Pace sempre
venerdì 31 ottobre 2014
Dedica ad un ragazzo assassinato tre volte.
" Non mi uccise la morte.
Ma due guardie bigotte.
Mi cercarono l'anima
A forza di botte. "
Nessun colpevole.
Tutti colpevoli.
Colonialisti e invasori.
Burocrati e assassini.
Togati azzeccagarbugli.
Milionari e iperprotetti.
Con 45 giorni di ferie pagate all'anno.
Non c'è uomo di pace con gente come voi.
Idre dalle mille teste, altrochè piovre.
La pace ora può aspettare.
Vergognatevi.
Non ho paura della gente.
Non ho paura degli sbirri.
Non ho paura degli avvocati.
Non ho paura delle sentenze.
Non ho paura di voi, classe dominante.
Non ho paura dello smog.
Non ho paura della religione.
Non ho paura dei fanatici.
Ho paura dello stato.
In una vita o nell'altra, avremo la nostra vendetta.
Perchè la parola " giustizia " ora come ora fa ridere.
Troppo ridere.
Purtroppo.
Pace a te ragazzo.
Non sarai mai dimenticato.
giovedì 30 ottobre 2014
Poteri curativi in Bpm
Taumaturgia del Dub uscito nel 1985.
Solo basi e bassi che pulsano, niente cazzate.
Casualità di date.
Perchè ogni tanto ci sono delle sbandate, come guardare fisso il calendario di un pianeta che gira.
E diventiamo nostalgici.
Mi mancano un po' quegli anni.
Perchè beh, è complicato.
Da spiegare e da fare ovviamente.
Ma è questo no?
Il prezzo da pagare.
In respiri e battiti al minuto.
Magari sincronizzando i tu-tum sulla musica stessa.
Va tutto bene, anche se penso tipo al 1996 e alle card della Nba.
Magari giocare a Hockey su prato la domenica mattina.
Quando Jordan aveva la maglia n°45.
Ti rendi conto?
E il 23?
Sognando di dormire.
In un letto a castello forse.
Floppy per anni scappati e anime perse.
Che roba strana.
Pace
Un po' come il Brazil, senza samba e pallone.
Sicuramente il maestro mi perdonerà, facendo però cascare santi patroni vari.
Ehh, ma oggi è chiuso.
Domani?
Eh no, domani facciamo ponte.
Ma non potevate chiamarmi prima?
Nessuna risposta.
Non potreste occuparvene voi? In fondo non sono io il datore di lavoro.
No mi dispiace, non è nostra competenza.
Va bene, tutto a posto davvero.
Esigendo l'eccellenza, portando solo come esempi lassismo e mediocrità.
Aveva ragione quello con la maglietta Roma State Of Mind.
Senza direzione.
Vabbè, che me frega, arraffa la grana.
Tocca d'annafiasse il cervello.
2 euro ogni 66 Cl.
Pace sempre
mercoledì 29 ottobre 2014
Due minuti e cinquantacinque
Pronti per il salto nell'iperspazio
3
2
1
Via
Forse perchè qualcosa sta cambiando.
Obbiettivi chiari e belli nella testa, certo ci sono sempre quelle cose tipo i versamenti, non solo al ginocchio, ma anche in banca.
Va bene così.
Colpa dei rettangoli.
Meglio i quadrati.
Spalla contro la spalla.
Sempre avanti.
O in alto.
Iniziando lavori nuovi.
Prendendo pugni in faccia.
Migliorare sempre.
E pensare che Ottobre è pure un mese di merda.
Staremo a vedere.
Pace sempre
lunedì 13 ottobre 2014
Carter rotti e ingranaggi persi
Una questione di puro funzionamento tecnico.
Roba come siamo fatti dentro: pistoni, contatti elettrici, cavi, guarnizioni etc
Meccanico della vita.
Tocca riparare, aggiustare, fare le messe a punto.
Troppi pochi Km vero?
Eppure è così.
Serve combustibile.
Quattro frecce, pazienza.
Camminerà.
Non essendo ancora pronto per lo sfasciacarrozze.
Ottobre di merda.
Dial up di silenzi
Appendice umana paragonabile al fastidio.
Mettendo insieme pezzi sparsi.
Visualizzato al...
Ultimo accesso al...
Raggiungibili anche in vault sotterranei.
Sempre connessi, ma più distanti.
E forse perchè ogni passo è quello falso, difficoltà motorie di pensiero quando i segni ci sono tutti.
Allora cosa si aspetta?
Di certo non così.
E' cambiato proprio universo, forse si è solo sbagliato galassia.
Gesti che non ci sono.
Assenza formale di comunicazione.
Gambe rotte.
domenica 12 ottobre 2014
Assenza materiale di metalli preziosi ( dipende dai punti di vista )
Ma nemmeno la medaglia di bronzo.
Solo spiccoli, sempre.
Cos'hai?
Rame.
La coppa di rame della vita.
Amarezza domenicale di un ventinovenne.
Forse è solo questione di aver completamente sbagliato universo.
Ma, hey, non c'è problema.
Arriverà.
Cosa, non lo so proprio.
Intanto contando fisso le monete.
Mai na lira.
Mai na gioia.
domenica 28 settembre 2014
Assenza materiale di cose preziose
Nessun contatto.
Solo sfere di cristallo.
Amare per giunta.
La pace però torna sempre, è il tragitto che frega.
Allergia alle rette parallele tristi.
Non arrendersi mai.
La paura c'è, inutile negarlo.
Ma ci sono ancora tanti angoli di mondo che non abbiamo visto.
Sostegno sempre.
Prendiamoci per mano allora.
Fino alla fine del mondo.
Pace
sabato 27 settembre 2014
Mantra dell'antifuturo
Alla fine è così.
Parole ripetute in maniera cantilenante da un sacco di tempo.
Meglio svegliarsi dieci volte dallo stesso sogno, guardare la sveglia e cercare nuovamente di svegliarsi.
Sognando per ore, anche se si dorme da otto minuti.
E il display è sempre sfocato.
Colpa di aver mangiato pesante?
Probabile, però ci sono i dettagli, così nitidi, di una stanza alla periferia della più grande città di un'isola periferica.
E ci sono parole, ormai nella testa.
Sempre e solo nuvole nere.
Citazioni che non mi piacciono di uno scrittore americano, probabilmente sopravvalutato.
Che senso ha allora?
Io proprio non la vedo così, per niente.
Gli ideali non esistono.
Esistono solo le persone.
Partire sconfitto in partenza è stupido, se non si combatte ogni giorno.
Migliorarsi sempre.
Lo stomaco ha bisogno di cibo e il cervello di persone.
Fossimo organismi unicellulari ok.
Ma non è così.
Poi stancandomi fisso a fare sempre lo stesso discorso.
Impossibilità di qualsiasi tipo di programmazione.
Vivendo alla giornata allora, in ogni senso del termine.
Certe volte non è proprio giusto.
Pace
venerdì 26 settembre 2014
8 vs ∞
Un po' come una vecchia storia di " c'era una volta ", in fondo è sempre facile sognare le stelle.
Basta saper guardare in alto.
Certo, diventa però spesso come un serpente che si morde la coda, magari vicino ad un albero di mele.
Così diventa ancora una storia sempre più vecchia e sbiadita.
Però, spesso si forma un 8.
Dipende sempre dai punti di vista.
8
∞
Basta un po' spostare la testa.
E sono un po' tante giornate di Settembre, piene di Dèjà Vu tipo vissute in sogno o già successe.
Non sono robe immaginate, sono parallele.
Non mi piace però questo ∞, preferisco O
Inizio, metà, fine.
Se si vuole, si riparte.
Ho l'impressione che ∞ porti solo silenzio.
Sarà per questo che non mi piacciono le stelle.
Meglio i pianeti.
A piedi
Con le mani in tasca.
Con il cappuccio in testa magari.
Chi lo sa
giovedì 18 settembre 2014
Per sempre 14 Dicembre 1960
Le cose nascono e finiscono.
Un po' come il vecchio cerchio della vita detto senza retorica.
Perchè uno stato, una volta fatto, deve essere indivisibile?
Chi l'ha mai detto?
Soprattutto con quale autorità?
Giocando fisso a troppi strategici per capire che è una stupidaggine.
Tipo che ci ammazziamo da 60.000 anni ( più o meno ), per accaparrarci un pezzo di terreno, recintarlo e dire che è MIO.
E allora perchè?
Perchè deve essere eterno?
Unione / Divisione
Libertà di sbagliare, ma con la propria testa.
Basta con la menata del " siamo tutti X "
Rabbrividendo al " Pensa quanta gente è morta per fare lo stato Y "
Ci credevano? Si
Buon per loro.
A me non interessa.
Libertà di autodeterminazione dei popoli.
Vada come vada, comunque sarà una vittoria.
Per sempre contro il colonialismo.
Forza Scozia.
Fortza Paris
martedì 16 settembre 2014
Imprinting simbolico di plastica danese
Segni evidenti di barbonggine fin dall'infanzia.
Gente con i castelli dei cavalieri delle Lego, armature lucenti di plastica e stendardi dorati.
Invece c'è chi ha ricevuto il covo dei banditi, in mezzo ad una foresta.
Cappucci in testa e barbe lunghe.
Alberi e stelle.
Non mura di pietra, solo il cielo come soffitto.
Molto molto meglio.
Laborioso, laborioso, laborioso.
Capacità random di creare cose poco importanti, ma pur sempre costruirle da zero.
Riappropriandosi fisso della civilizzazione.
Essere come un vaso di terracotta.
Cose da imparare e da vedere.
Mai facendo fisso le stesse cose.
Sennò che noia.
Non essendo sicuramente programmato così.
Sicuramente a caso, ma non per caso.
E domani?
Boh
Altre cose.
Situazioni diverse.
Tirando una moneta.
domenica 14 settembre 2014
Difetti di scrittura in fase di taglio
Sempre con la finestra aperta e le serrande alzate.
Lasciando fisso entrare la luce dei lampioni.
Alla fine va bene così.
Anche se purtroppo non c'è il rumore del treno,
Dormendo comunque quando si ha voglia di... e non bisogno di...
Morale della storia?
Fare solo le cose che si vogliono, facile no?
Ascoltare il rumore del treno, quello si eh.
Ascoltare il metal, quello no eh.
Magari andare in giro.
E fare la pizza.
Superpoteri fasulli.
Odiando i protagonisti.
Mi piacerebbe menare forte Batman.
Meglio fare la comparsa.
Essere umano mal funzionante.
Serenamente però.
Pace
giovedì 4 settembre 2014
Ci dicevano che potevamo diventare pedoni o sovrani. Oggi quello che ti dico io è questo: quando hai davanti una picca puntata alla gola qual è la differenza?
La differenza è semplice: anche se volevi fare il Re sarai sempre un pedone.
Esattamente.
Dicasi tali pedine sacrificabili che, scemi come muli, continuano ad andare avanti una casella per volta.
Nessun finale epico però oh no.
Quello è per gli Alfieri, così raggianti nel loro successo vicino alle teste coronate.
Allora beh, sicuramente si può diventare la spina dorsale dell'esercito no?
Negativo, al massimo quelli sono i cavalli: maestosi, utili e di certo non sacrificabili. ( Ben 3 caselle )
Beh però almeno si diventa l'architrave su cui si poggia tutto.
Sei pazzo! Quelle sono le torri, rimangono in piedi fino a quando non fai bruciare Babilonia.
Allora, pedone, a che cosa servi?
A niente.
Un pedone, se gli va bene, si fa ammazzare per penultimo, oppure molla e passa con i ribelli.
Mercenario, perchè vuole un salario
Ma in questo gioco alla fine non diventi Re.
Non farai nemmeno parte dello staff nelle retrovie.
Ammazzando e lottando per arrivare dall'altra parte con la speranza di essere assunto come tirapiedi del sovrano, o magari anche come mezzo di locomozione.
Invece no.
Arrivi in fondo e ti chiedono esperienza.
Referenze.
Altri titoli.
Combattere gratis.
" Eh sa com'è, ma i posti da Alfiere sono tutti occupati. "
" Non stiamo cercando carne da cannone come lei, ma terremo in considerazione la sua candidatura "
" Eeeh dovete tenere duro! " Dicono i Vassalli che hanno goduto dei privilegi in tempo di guerra.
Un pedone resta un pedone.
E basta.
Anche se lastrica la strada di cadaveri per far passare più agevolmente Re e Regine.
Soprattutto quando la guerra finisce e i regni son pieni di rampolli della mezza nobiltà.
Un tutti contro tutti.
Pacche sulle spalle.
Cicatrici.
Cotta di maglia bucata.
Picca spuntata.
Nessun banchetto.
Nessuna promozione.
Nessun salario.
Nessun invito a corte.
Nessuna gloria.
Nessuna speranza.
Nessuna paura.
Niente di niente.
Solo acciaio rotto.
Solo testa rotta.
Spalle rotte.
Denti rotti.
O qualcosa, dentro, di non identificabile andato inevitabilmente in frantumi.
Nasci pedone, muori pedone.
Purtroppo poi ci sono troppe pedine, pochi posti e nessuna guerra.
La propaganda assurda di diventare quello che non sarai mai.
" Vai avanti che diventerai Re, o al massimo vice-re "
Ma quale Re, ma quali Alfieri.
Bisognerebbe disertare da questa scacchiera, ma il pedone è troppo stupido e troppo vigliacco: per questo continua ad andare avanti.
Anche se la battaglia è già persa.
Fino a quando non lo farà fuori un Alfiere dall'armatura lucente.
O peggio, lo ammazzerà un pedone senza guerra, ma più giovane.
Veterani di guerre non combattute.
Che orrore questa scacchiera.
Che orrore.
Tentativo sperimentale di esaltazione dell' instabilità politica.
Ormai non si possono nemmeno avere caricatori come rituali di passaggio.
30 proiettili perforanti calibro 7,62 mm da sparacchiare a caso.
Nella speranza di colpire qualcosa.
Magari.
Invece no.
Non si può.
Al massimo uno sciopero o un call center.
" Ma vedrai che "
" Bisogna provare "
" Sto facendo X "
" Vado Y "
Ma sparare nel culo a qualcuno no?
Ci avete privato della gioia del saccheggio, in nome del patto di stabilità
Ci hanno proprio preso tutto.
Bella fregatura
Cosa rimane adesso?
Pezzi di carta, infatti fisso sognando sette volte schede traforate di memoria, da inserire negli appositi sportelli per avere indicazioni su cosa fare.
O come fare.
Automa programmato male sul " ditemi dove sbattere la testa "
E poi?
Poi niente.
Ovvio.
Ogni volta c'è un Gennaio dietro l'angolo, eterna stasi grazie ad una DSL e altra carta straccia.
Solo Cash o cose da fare e invece niente.
Niente di niente.
Roba uguale.
Mai na gioia.
Nessun suit da businessman invece sempre pantaloni strappati, scarpe sfondate e tasche bucate, nella speranza di tornare a nuotare nel mare etilico.
Tanto alla fine, non è che piaccia del tutto, almeno ci passi il tempo.
Tocca sbronzarsi ad acqua del mare, almeno è gratis.
E ne basta poco.
Què no?
Non ci sono nemmeno i cheat per vincere facile, solo una marea di balle.
Tipo quattordici anni.
Cazzate e basta.
Nessuna speranza.
Nessuna paura.
Nessun SOS da mandare.
Questi marconisti moderni non riescono ad ascoltare.
Chiama pure Forte Braccio.
Tanto non rispondono.
Degli SOS del 2014 non sanno che farsene.
Niente di niente
Proprio zero.
Beati voi.
giovedì 28 agosto 2014
Sfasando prospettive con caffeina e nimesulide
Raramente na gioia.
Guardando avanti in un'altra maniera.
Colli bloccati.
Sguardi dritti.
Tocca girare il busto per accorgermi del mondo.
Intanto antidolorifici come caramelle, creme miracolose e rituali vodoo per far funzionare un corpo imperfetto segnato da trattamenti poco attenti.
E' solo la storia di fine estate di una confusione mentale che diventa fisica, rispondendo fisso alla domanda: " Che fai? Quando parti? Io..."
Io mi faccio di antidolorifici.
Programmando dieci minuti alla volta.
Sticazzi di questo o quello.
Odiando questi discorsi.
Generazioni di merda.
Lasciatemi in pace con il Methyl Salicylate.
Non dormire è una merda.
Provarci con il collo rotto è pure peggio.
Ma che vi frega del futuro?
Boh
giovedì 21 agosto 2014
Our rule we cannot bend
E pensare che magari in un'universo parallelo siamo tipo due estranei che si conoscono molto bene e che non hanno proprio niente da dirsi, invece no.
Per fortuna siamo qua.
Posizione N non ne ho la minima idea nel sistema solare.
Di sicuro da qualche parte nella via lattea.
Tipo il primo ricordo che ho: luce del pomeriggio tra le tende, risate di bambini, noi vicino ad una panchina.
Non ho la minima idea di quanti secondi siano passati.
Proprio zero.
Tipo una roba come ventisei anni fa.
Paura eh?
Invece eccoci qui.
Ci sarebbe una marea di cose da scrivere, a sa fini non è per niente facile zippare tutti questi n mila giorni in cose a caso.
Ma mi ricordo bene le telefonate del Venerdì di passaggio da Fiumicino.
Fisso entrambi stranieri in terre straniere.
Crollando dal sonno quando eri impegnato a conquistare mezza europa fatta di pixel.
Pilota in seconda di videogiochi.
Facendomi fisso rosicare della testa fissa tra le nuvole.
Guardando lontano.
Poi beh, mi verrebbe da scrivere trentuno ricordi, ma troppo lunga come cosa.
E' tardi e tipo domani dovrei anche alzarmi.
Così posso continuare a cercare di costruire a caso, roba di cemento su fondamenta di cartone.
Decifrando enigmi.
Sbattendo i pugni e la testa.
Solo un altro giorno come tanti.
Però mi tengo questo piano materiale d'esistenza fatto di porte in faccia e zero lire, se posso ritenermi fortunato di sentirmi sempre un bambino di sei anni, con il fratello di otto che giocano con il Commodor 64.
Non facendomi mai sentire da solo.
Il mio primo amico.
Il mio più vecchio amico.
Mio fratello.
Tanti auguri :)
mercoledì 20 agosto 2014
Prove tecniche di distruzione.
Alzando il volume.
Punk anni 80' come colonna sonora per spaccare qualcosa.
Una bussola magari, ma quella mi sa che si è già inceppata.
Una di quelle giornate.
Una di quelle giornate.
Esattamente quelle.
Bisogna ringraziare la civilizzazione, come gabbia dove rinchiudere l'aggressività non esplosa dovuta alla stasi.
Impossibile stare congelato.
Però Gennaio ovunque.
Perdendo solo il senso dell'orientamento, dove alla fine non importa tanto dove finirla.
Come dice il poeta " se un uomo non sa verso quale porto è diretto nessun vento gli è favorevole "
Almeno avessi la barca.
Invece tocca andare a piedi, anzi non andare.
Girare in tondo, stile maratonda in spiaggia.
Tanto le onde arrivano, affrontate solo digrignando i denti.
A viso scoperto.
Prendere a pugni il sacco, ma quando?
Presto di sicuro.
Scaricandosi, così il nervosismo non passa attraverso marche da bollo e imposte di stato.
Prove tecniche di distruzione parte random
Che giornata.
Che giornata.
Pace a caso, ma non per caso.
Non bisogna premere quel bottone.
lunedì 18 agosto 2014
Senza anelli, ma a testa alta
Quello sempre.
Guardando fisso tre volte nello specchio e ripetere " A modo mio "
Un po' come la risposta della " risposta. "
S'è capito il riferimento?
Non importa.
Non importa.
Ovunque con il proprio stile yo e non importa se tipo in testa è il 1996 o il 2006.
Magari Giugno del 2001, cose così.
Non ricordo.
Di certo fosse il 1996 non sprecherei tutto il tempo che ho, tanto è ovvio che finisce fisso inevitabilmente giù per il cesso.
O il 1998
O il 2003
O il 2007
O il 2012
Fate voi.
Ho il cemento e quartieri di periferia dentro, ed è tipo non sicuramente il 2014.
Su questo non ci piove.
Ho tipo smesso di bere.
Spastico del tempo come nelle relazioni interpersonali, a volte palesemente unilaterali per evitare clamorose cacature di cazzo.
Spalle larghe, pantaloni larghi, ex birroni grandi, sguardi torvi.
Di chi ha il cemento e il mare dentro, ma la strada rimane sempre comunque un punto di riferimento luminoso quanto dieci supernove.
Non si scappa.
Vietato ripulirsi.
Vietato sistemarsi.
Esiste solo l'asfalto, oltre il vento gelido e autobus che non passano mai.
Ma proprio mai.
Forse tipo un parco pieno di siringhe.
Roba da vecchi cd masterizzati e scarpe rotte.
Come un kuromaku con niente da smerciare, poche mani in pasta, al massimo fisso nelle tasche dei pantaloni enormi.
Bucate.
Odio pieno, quello invece si.
Sempre.
Non si torna indietro, ergo puntare al 2015 e non al 1995
Anche se, creando solo paradossi spazio temporali, per dire ad un ragazzino scimmia in penombra sporco e con i pantaloni larghi:
" Non sprecare il tempo, o se almeno devi fai le stesse cose che ho tipo fatto io, però scappa "
Assenza formale di biglietti di sola andata.
Aria nuova.
Nessuna speranza.
Nessuna paura.
Pace yo
Rien ne va plus
Casualità dello schifo quotidiano.
Non scegliendo mai certe cose, purtroppo, o perfortuna.
Dna genetico randomico, non di certo voluto.
Ipocondria come fuga.
Autodiagnosi da mercato del pesce, ma sempre funzionali a stati mentali pessimi, aiutati da gente ridicola.
Perenni generazioni di merda, frutto di assenza formale di huevos.
Roulette delle mezze parole.
Stupidaggini e basta.
Nessuna speranza.
Nessuna paura.
Pace
mercoledì 23 luglio 2014
Hello, babies.
Tipo come quattromilioni e duecentomila anni fa, solo con più tecnologia ovviamente.
Da quando l'umanità era giovane, ed usciva lentamente dai boschi per andare a spasso sulle pianure, ma forse ancora più lontano: protozoi in un brodo primordiale.
Però non da soli.
Il pianeta era giovane.
Certo, probabilmente non bello, incasinato, ma puro.
Ed eccoci ancora qua, a raccontarci la vecchia favola della vita, non attorno al fuoco, ma davanti a porte metalliche e parcheggi enormi.
In strutture costate miloni.
Dove società e tecnologie continueranno ad evolversi, portandoci sempre più avanti, nel cosmo chi lo sa? Penseremo comunque sempre a quest'umanità che, nonostante tutto, continua ad andare avanti.
A rivedere sempre queste scene.
Gente che sorride.
Nuove vite che nascono.
Per salutarti, rubo le parole di un signore che prima o poi conoscerai tramite le pagine ingiallite di un vecchio libro gualcito ( non pixel del monitor eh! ).
Ed imparerai l'inglese sicuramente.
Benvenuto, allora, su questo pianeta.
“Hello babies. Welcome to Earth. It's hot in the summer and cold in the winter. It's round and wet and crowded. On the outside, babies, you've got a hundred years here. There's only one rule that I know of, babies-"God damn it, you've got to be kind.”
Eccoti qua
Eccoti qua
Eccoti qua
Pace :)
venerdì 18 luglio 2014
27,011 giorni
Una cosa come tipo 648,240 ore.
Calcolo più, calcolo meno.
Ananumerico a vita.
Scarso con le operazioni varie, soprattutto se da fare durante anonimi compiti in classe in hangover.
Mattone alla testa fortissimo.
Camion carico di sacchi di cemento, parcheggiato in divieto di sosta sul cervello.
Tanto tempo fa.
Figurarsi 74 anni di differenza.
Schiera di uno dei tanti, sicuramente l'ultimo arrivato.
Futura scimmia che doveva ancora aspettare una roba come 24 ore 29 anni fa.
Sempre secondo calcoli approssimativi naturalmente.
Ci sono però, numeri vari che rimandano simbolicamente a qualche cosa.
18 / 19
A caso, ma non per caso.
C'erano 27,011 giorni di differenza.
Cos'avrai pensato?
Cosa penserò io?
Ciao, tanti auguri :)
lunedì 14 luglio 2014
6 meno meno
Alla fine così.
Sempre un po' a cazzo.
Ripetendo fisso come un mantra " Almeno son le cose che mi piace fare. "
Ebbene?
Dove portano?
Dove ti piazzi?
A caso ( , ma non per caso )
Alla fine forse proprio no, tipo serie di combinazioni.
Non credendoci, ma sperandoci.
Sennò?
Perlomeno non fumo più.
Al 50 %
In tutto.
Nella norma.
Regolare.
Eppure, sarà un reflusso degli anni 80, bisognava per forza diventare qualcosa:
Rockstar.
Commandos.
Giramondi.
Milionari.
Acrobati.
Diplomatici.
Cardiochirurghi.
Star.
E invece?
Un essere umano.
Non più giovanissimo.
Non più in formissima.
Non più con lo zaino pieno di birre e sogni.
Non più con entusiasmo.
Fisso le cose così, alla come viene.
Forse è per via della fretta, tutti che corrono.
Per tenere il passo, escono le cose fatte male, ormai la competizione è frenetica.
O forse siamo solo troppi.
Tante X meno meno, mai X + + .
Alfa
Beta
Gamma
Delta
Epsilon
Sempre meno meno.
Barba sfuggente.
Poca roba.
Porte in faccia.
Perlomeno non sono una testa di cazzo.
E non canto al karaoke.
venerdì 11 luglio 2014
Random Encounter Blues
Esattamente.
Tirando i dadi proprio, ma stando sempre vigili con le mani in tasca.
Pace sempre, non c'è ostilità.
Nonostante gli schiaffi ( morali )
Fisso gli occhi fissi sulla ciurma, badando di sfuggita al party nei party.
Pace sempre, non c'è ostilità.
Io so io, come diceva il marchese.
Il resto conta, anche se sono ananumerico in testa e dimenticando as always le cose a causa della confusione mentale.
Pesce rosso parte non mi ricordo proprio.
Però pace sempre no?
Anche se le cose scritte con l'inchiostro sulla pelle si vedono sempre allo specchio.
Dimenticare mai.
Poco, ma sicuro.
Pararsi il culo con nonchalance.
Perchè alla fine basando fisso la propria esistenza su parole parole, spuntando nel piatto dove mangi visto che beh scrivi e dovresti teoricamente campare scrivendo, allora perchè no?
No.
C'avevano ragione i latini, altrochè.
Se non lo vedo scritto o fatto non m'interessa.
Se non lo vedo non esiste.
Non sentendoci proprio.
Veramente.
Sordo
Pace?
Si.
martedì 8 luglio 2014
Seduti, a guardare il fiume, si sta meglio
Una volta a te e una a me.
Semplice.
Filosofie guerriere cinesi di migliaia di anni fa, più vere del vero.
Bambino scimmia in penombra di otto anni, ginocchia sporche e palline da tennis come tesori.
Tipo vent'anni fa.
Lontano migliaia di chilometri da Pasadena.
La palla vola alta.
Questione di 6 o 7 centimetri.
E via, lontano dalla traversa verso la curva.
Niente lacrime, però.
Il bambino scimmia in penombra piangeva poco, di nascosto sicuramente.
Ma ha continuato a giocare per strada.
Pazienza.
Arriverà.
Seduto sulla riva del fiume.
Cuori spezzati a Pasadena.
Al Poetto.
A Belo Horizonte.
Magari la vendetta millenni fa era anche un sentimento nobile.
Un qualcosa freddo, come il ferro o l'acciaio da piantare nella pancia.
Allora siamo civili, non siamo mica di Wall Street.
Lascia scorrere.
Lo senti?
Lascia scorrere.
Siediti pure, vicino a me.
Tanto gira prima o poi.
Il " male " che causi ( direttamente o no ) torna sempre indietro.
Prima o poi.
Prima o poi.
Prima o poi.
In tutti i campi dell'esistenza.
100%
A caso, ma non per caso.
E' solo la vita.
Che vuoi farci?
Pace
domenica 6 luglio 2014
Puzzle familiari in cassetti chiusi
Anche se ci sono i pixel. un pezzo di me vagherà sempre per quei boschi lì.
Certo ragazzino con il 56 k che voleva solo andare a raccogliere legna.
E magari accendere un fuoco e dormire sotto le stelle.
Sempre così, con il prato magari anche nella vita reale.
Invece trovando fisso cose sparse dentro a cassetti, così il tempo si ferma sempre.
Lasciando da parte tutte le miserie di ogni giorno.
Per molte cose chiaro, no comment.
Come diceva il maestro " Fare o non fare "
Invece sempre vie di mezzo.
Ma, a me che me frega.
Scrollando le spalle, non sono certo affari miei però boh.
Sarò unilaterale.
Tornando con la mente su bastioni di città fortificate vicino al mare.
Estate e via, va bene così.
Pace e poche robe.
Preferisco guardare un pezzo di stoffa.
Gualcito certo, ma non per questo senza colore.
Io ricordo.
Non dimentico mai.
Passando di mano in mano, da un sentimento puro della vita che scorre sempre piano piano.
Anno dopo anno.
Pioggia dopo pioggia.
Magari, sedersi accanto al fuoco e sentire da lingue straniere la vecchia leggenda.
Non certo nel Valhalla, troppo freddo naturalmente.
Ma attorno ad un falò, con i miei padri e le mie madri.
Fino all'inizio dei tempi.
Sentire raccontata, la storia della mia famiglia.
E di come sono finito su questo pianeta.
A caso, ma non per caso.
Eccomi qua.
Here i am.
Diplomatico, ma unilaterale.
Mai con i piedi in due staffe.
Sedendosi sulla pietre e tronchi di legno.
Sentendo il crepitare del fuoco.
I miei antenati, che vivono attraverso i miei occhi.
Raccontare la vecchia favola della vita.
Pace sempre
sabato 5 luglio 2014
Prove tecniche di belle canzoni
Così.
Giusto per provare a riempire i quattro o cinque giga, necessità di colonne sonore in determinati periodi.
Adatta quando si sfrecciava in vespa e si usava per dormire.
Una nuova per i viaggi in nave.
Oppure per scappare alla routine del treno-metro-università.
Certo, piacciono o non piacciono.
Ma condividendole fisso.
Tentativo di esser sempre gentile parte 56 andato a buon fine.
Secondo me c'è una compatibilità di musica maggiore.
Come ai tempi di Last.fm
Vero?
Penso di si.
Tranne a monosillabi.
Così no.
Troncature e silenzi rendono ancora più netta la confusione mentale di un pesce rosso ormai non più giovane.
Ma va bene così.
Pace sempre
Giusto per provare a riempire i quattro o cinque giga, necessità di colonne sonore in determinati periodi.
Adatta quando si sfrecciava in vespa e si usava per dormire.
Una nuova per i viaggi in nave.
Oppure per scappare alla routine del treno-metro-università.
Certo, piacciono o non piacciono.
Ma condividendole fisso.
Tentativo di esser sempre gentile parte 56 andato a buon fine.
Secondo me c'è una compatibilità di musica maggiore.
Come ai tempi di Last.fm
Vero?
Penso di si.
Tranne a monosillabi.
Così no.
Troncature e silenzi rendono ancora più netta la confusione mentale di un pesce rosso ormai non più giovane.
Ma va bene così.
Pace sempre
Salvavita per prese mentali difettose
Gente che scatta.
Così.
Ovunque, in mezzo alla gente.
Vedendolo fisso.
E' così difficile star tranquilli?
Ridere.
Fa bene ridere.
Invece no, è meglio sentirsi sempre attaccati.
Altrochè.
Muro contro muro.
Ridere
Perplessità
giovedì 3 luglio 2014
Compartimenti stagni auricolari / musicali autodifensivi contro l'universo
Zero idee intelligenti per titoli accattivanti, ma sai com'è, fare le cose a caso, ma non per caso.
E' decisamente molto più bello farle con reggae vario anni 90 nelle cuffie.
Andare in bici senzamani con gente che brinda nella pista ciclabile per serate anonime sub-metroplitane di una zona periferica del pianeta terra.
Salutare gli sbirri che in SEI ( in due macchine ) vanno a farsi un goccino al bar.
Lavare i piatti.
Ballare in giardino mentre un padre muto mi guarda come se fossi l'ex drogato che ero.
Alla fine meglio così.
Musica dentro le orecchie.
Il mondo sparisce.
La pace avanza.
Compartimenti stagni autodifensivi contro l'universo, ecco forse ho trovato il titolo.
Ma non correggo la prima riga.
C?è ancora musica da ascoltare.
Pace a chi porta la pace dentro ( ma anche chi non la ha )
Lalalala long
Pace
mercoledì 2 luglio 2014
Bicycling on my way
Be a Hero.
Ma anche no.
Pedalando a caso, ma non per caso.
Fisso in giro come capita, con una bicicletta vecchia di una decina d'anni vinta con i punti della Romana Market.
Non c'ha neanche il cavalletto.
Però in fondo, devi essere un Eroe, è il mondo che lo chiede.
Ma forse non ho mai voluto essere un eroe, nemmeno il co protagonista.
Forse una comparsa, uno che ci provò, magari facendo fuori due nemici e poi buscandosi una freccia.
Non nel tallone eh.
Non siamo eroi.
Vi lascio i vostri Achille, Ulisse, Diomede e Aiace.
Mi tengo un Oplita a caso.
Anche con una bicicletta scassata.
Be a Hero un par di cazzi.
Pace.
lunedì 5 maggio 2014
Cieco
Non così tanto.
Si sentono certe cose anche se non so vedere.
Mani giunte che scivolano.
Corvi che volano via.
Almeno da linguaggio di decodificazione è così, visto che non ci sono gli occhi.
Nemmeno uno.
Fisso miope nel buio.
Aerei da prendere.
Cose da perdere.
Troppo importanti.
Troppo importanti.
Sorrisi che non convincono.
Non riesco ad invertire la rotta.
La radio è fuoriuso.
Non riesco a mandarti un SOS
Pace
giovedì 10 aprile 2014
Alla fine non è importante l'asse di rotazione.
A gravità zero.
Ma devvero.
Andando avanti, seguendo sempre i cicli del satellite più vicino a noi.
Ed eccoci qua.
Destinati ad essere due rette parallele, in due galassie lontane.
Ascoltando solo il rumore dei Quasar, non i respiri.
Invece a caso, ma non per caso eccoci qua.
Eccomi qua eccomi qua eccomi qua.
E allora sei contento E allora sei contento E allora sei contento.
Semplice, come un viaggio spaziale, prendersi per mano e lanciarsi verso l'universo.
Tanto è quello che sappiamo fare: guardare oltre, guardare lontano.
Insieme.
Nei respiri.
La favola della ragazza che non si faceva prendere e del ragazzino in penombra con i pantaloni corti e il cappuccio in testa.
Mi piace continuare a scrivere un altro tipo di storia, giorno per giorno.
Mreo.
Tanti auguri.
lunedì 17 marzo 2014
Interazioni interne interpersonali pericolose.
Sta arrivando.
Lo sento dentro.
Correnti che ti mandano fuori rotta.
I segni ci sono.
Gioco dell'Oca della vita parte cinquantatré.
Una casella avanti e due indietro.
E' quasi inutile come fermare un ghiacciaio.
O un tornado.
Come quando si moriva di freddo a Giugno e ad Agosto.
Gennaio torna sempre.
Mi serve una scialuppa.
Pace
domenica 16 marzo 2014
Niet
Alla fine c'è sempre freddo, non c'è niente da fare.
L'Estate dentro.
Anche se fuori rimane il gelo.
Perchè tanto alla fine non conta mai quello che dici.
E' sempre sbagliato.
Non è così.
Non farti coinvolgere in discussioni.
Annuisci sempre.
E' tempo perso parlare di Santi o castelli in aria.
Quando poi non si è mai in nessun caso degli esempi da seguire.
Nutrendo il proprio cervello con altre cose.
Distolgo lo sguardo da lei e rientro strisciando in me stesso.
Come sempre no?
Aveva proprio ragione Marv.
Un giorno di calore basta e avanza.
Poi ridatemi la mia schiena come Baghdad
Andare via.
Dall'altra parte del mondo.
Sono stanco
Pace
giovedì 30 gennaio 2014
La Metafora della vita.
Ao, ma che non lo sai?
L'ha detto Sartre
" Il calcio come metafora della vita "
Daje Sartre.
Ma chi è' 'sto Sartre?
Sarà che dopo 25 anni di ginocchia sbucciate, braccia rotte, etc, non mi piace proprio più.
Forse abbiamo frainteso la metafora.
E' perchè come nella vita tiriamo solo fuori il peggio, ma proprio pessimi.
Fate un po' schifo, voi cinquantenni con figli che vi menate in una partita di calcio.
A urla.
Se vi toccano la moglie non v'incazzate, ma se non vi fischiano il rigorino è un dramma.
Siete stati rincoglioniti dalla Televisione.
Non sarete mai dei " campioni "
Avete avuto modelli di merda.
Li replicate su anonimi campetti di periferia.
ARBIDRO GOMBLODDO
BATTADDO!
TI AMAXO!
Mi fate un po' pena.
Ma come cazzo ragionate?
Meglio il Reggae come sport.
Pace sempre
martedì 21 gennaio 2014
Certamen letterario per una schiena rotta
E alla fine è vero sì.
Sei invecchiato.
Eri quasi indistruttibile: correvi, correvi, correvi.
E ora?
Schiena a pezzi.
E poca voglia anche, c'è da ammetterlo.
Dov'è quel ragazzino scimmia in penombra con la costante voglia di correre?
Non usi neanche più i videogiochi.
Fissare il muro.
Lo schermo.
La tastiera.
La finestra.
Dove sei finito?
Forse ascoltando il rumore di un treno, o forse solo sotto.
Pace và
Da Lunedì
Da Lunedì
Frammenti di convinzione che crollano.
Dove sono andati questi 9 anni?
venerdì 17 gennaio 2014
Gombloddo
E' colpa dell'arbitro.
E' colpa del giudice.
E' colpa delle intercettazioni.
E' colpa della società.
E' colpa delle scie chimiche.
E' colpa della Troika.
E' colpa dell'Euro.
E' colpa dell'UE.
E' colpa della Ka$tha.
E' colpa delle banche.
E' colpa dell'alluvione.
E' colpa del capitalismo.
E' colpa della polizia.
E' colpa dei politici.
E' colpa delle donne.
E' colpa degli uomini.
E' colpa della religione.
Complotto.
Cospirazione.
Congiura.
Tranello ( non Harlock )
Intrigo.
Macchinazione.
Manovra.
Trappola.
Montatura.
Macchina del fango.
Non è mai colpa di nessuno.
Se si è dei mediocri è colpa dell'universo.
Se si fa proprio schifo è quasi un vanto.
Facciamo ridere.
Fate ridere.
Faccio ridere.
Pace
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