Cercando sempre in qualche modo, anche sconclusionato, di dare una parvenza di esempio.
Pure nei disastri trascinati per quasi un poker di decenni.
D'altronde essendo sempre spugne.
E basta.
Assimilando tutto.
Prese a male di società orrende, che ci obbligano a guardare la realtà attraverso soltanto degli schermi, quando fondamentalmente non sappiamo che cosa dire o fare.
Quindi rimuginando su canzoni assurde di film usciti il 10 Maggio 1994.
Vabbè, dando indizi.
Qualcosa legata al tempo e a periodi di quando non si è dei neonati, ma neanche degli adolescenti.
Robe così.
In ogni caso facendo sempre del proprio meglio.
Anche quando si battono i tasti e avendo voglia di rileggere cose scritte e quasi commuoversi.
Niente di autocelebrativo, per carità.
Era solo un viaggio lungo, iniziato quando si avevano le ossa rotte nel piede e si viveva decisamente male.
Ed è tipo passati che son passati quasi 2920 giorni che in ore fanno 70.080.
Ti rendi conto?
Alla fine diventa un discorso sconclusionato in fasi varie di silenzi, di quando non si ha granché da dire e allora si parte per la tangente dando fuoco a motori e post bruciatori ionici di parole.
Cercando però di non soverchiare la conversazione, tipo odiando sempre gli egocentrici.
Ad ognuno il suo.
Quindi qual'era il senso del post?
Ah che forse da bambini siamo tipo fragili come cristalli, sballottati in eventi più grandi, assorbendo tutte le prese a bene o le prese a male che ci circondano.
Non sarebbe male essere meno egoisti degli affari nostri.
D'altronde è una società frutto di un sistema economico osceno che ci spinge a diventare individualisti di stocazzo.
Dei nessuno con illusioni spasmodiche di emulare dei messaggi subliminali di propaganda, tutto naturalmente attraverso schermi costosi di cui, fondamentalmente, non è che si abbia tutta questa necessità.
Vabbè diventa troppo lunga come cosa.
Senza capo nè coda, come sempre.
Allora bisogna battere sui tasti.
Dare calci a un pallone in pomeriggi autunnali che sono vergognosamente primaverili.
Il tutto per staccare.
Essere disconnessi.
Non pensare sempre al proprio orticello.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
giovedì 31 ottobre 2024
Una filippica scritta da un noioso sofista, che vorrebbe vivere come un eremita dentro una botte, ma ormai il capitalismo gli ha donato troppi comfort.
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