sabato 26 ottobre 2019

Centoventunesimo titolo generico.


Alla fine è ok.
Accettare pienamente determinate cose.
Lasciando perdere discese varie su strade accidentate.
E chi si ricorda di certi titoli.
Pomeriggi diventati sere.
Sempre buio e tubi catodici.
Volontà di fare due palleggi, riprovare le sensazioni perse.

Una battaglia quotidiana nel riprendersi parte della propria vita.

mercoledì 23 ottobre 2019

Centoventesimo titolo generico.


Probabilmente gli sviluppatori di un gioco splendido non avevano la minima idea che certe frasi messe a caso in un videogioco potessero essere, tipo, profetiche.
Solo un ammasso vario di immondizia.
Con l'attesa, quasi frenetica, di essere portato via.
E invece.
Invece nulla.

Perchè come meccanismo di autodifesa ormai c'è solo il frega niente.
Da troppo tempo.
Non esiste passione riguardo a qualsiasi cosa.

C'è solo il pilota automatico.

Svegliarsi.
Andare a lavoro.
Tornare a casa.
Dormire.

Ripetere.

Aspettando soltanto un danno strutturale o urla varie da scimmia del non poterne più.

L'orrore.

Pace.


martedì 22 ottobre 2019

Centodiciannovesimo titolo generico.


Alla fine è così.
Sempre a gara a chi ringhia di più.
Che razza di pianeta dove compariamo solo esistenze.
Sempre più degli altri.
Tocca essere contenti.
Prendere esempio da chi non possiede nulla, eppure ha solo da imparare.
A migliaia di Km di distanza.

Non serve a niente alzare muri.



mercoledì 16 ottobre 2019

Centodiciottesimo titolo generico.


Lasciando biscotti e candele accese.
Alla fine è vero che, in parte, siamo come veniamo ricordati.
" Che fine ha fatto X? "
Boh.
Non avendo neanche idea di dove si possa essere in questo preciso istante.
Figurarsi dopo.
Di certo, ormai, c'è solo la volontà di non fare più determinate cose.
Aver già dato.
E saranno solo salti nel buio.
A caso.
Con consapevolezze varie di essere soltanto un perdente ordinario.
Alla disperata ricerca di radici.

Vogliamoci bene.

domenica 13 ottobre 2019

Centodiciassettesimo titolo generico.


Canzoni finali che durano cinque minuti e quattordici.
Pur essendo vagamente di un Punk anni 90' usato spesso e volentieri nei video di skate.
Perchè essendo distratti e non vedere il tempo passare.
Avendo la consapevolezza di fare schifo.
Quello ormai è appurato.
Aspettando stancamente la fine dell'anno.
Per riprendere il controllo definitivo, soprattutto di quello che si vuole fare.
Visto che, ormai, ci sono tentativi semiseri di lanciarsi in una pozza fatta di sterco e aspirazioni buttate alla rinfusa.
Necessariamente cambiando cose.
Non rimanendo fermo.

Ce la facciamo.

Grazie

https://www.youtube.com/watch?v=_n8TuSVmOrw

Pace

venerdì 11 ottobre 2019

Centosedicesimo titolo generico.


Non capire niente del funzionamento della mente umana.
Assorbire, facilmente, paranoie altrui perchè ci si rispecchia in situazioni analoghe.
Guardando fuori per vedere dentro.
E allora ci sono vertigini e battiti un po' accelerati.
Perchè si ha la sensazione di rimanere fermo, fondamentalmente di non combinare nulla.
Un numero 0 socialmente inadatto.
Con dei problemi evidenti con lo stile di vita.
Per non parlare di alimentazione e tutto il resto.
Come l'aver sprecato anni.
Per dire alla fine " E' andata così. "
Almeno con il giorno, quello si.

Invece cercando solo nuovi stili d'insonnia.
Per cose che non vanno da mettere alla rinfusa nell'armadio.
Con canzoni in cd che non suonano più.

Non avendo il senso dell'orientamento e molte altre cose.

Cantico vario di perdenti che non dormono mai.

Vogliamoci bene.

Centoquindicesimo titolo generico.


Perchè c'è anche la possibilità di farsi il bagno il 10 Ottobre.
Chiedendo scusa al clima vario, perchè si sa: non è normale.
Però uno se ne può anche approfittare.
Tanto siamo solo di passaggio, quindi è il caso di fare le cose che, più o meno, piacciono.
Visto che negli ultimi anni si son fatte solo cose poco sopportabili.

E c'è la domanda che non sia soltanto l'isola a trattenere.
Aver tirato un po' i remi in barca per la paura, consapevole, di non essere all'altezza di quello richiesto dalla società moderna.
Un blues strano di porte in faccia e di non sapere dove andare a parare.

Infatti ammirando salti anche trimestrali.
Lasciare per migliorare la propria condizione.

Da provare, davvero.

Chissà.

martedì 8 ottobre 2019

Centoquattordicesimo titolo generico.


Alla fine sono solo viaggi a caso.
Che possono durare centodiciotto pagine ( per ora ), oppure, addirittura, 882 post scritti male.
Colmi di errori di grammatica, sintassi, ma soprattutto  di giornate che, probabilmente, sono quasi tutte rivedibili.
Avendo impiegato, tipo, tutte queste rotazioni attorno al sole a cercare di comportarsi in un determinato modo con gli altri membri della propria specie.
Ci sarebbe un elenco lunghissimo fatto di ramoscelli di ulivo vari e dispiaceri sinceri per essere stato programmato male.
Alla fine non si ha neanche le idee troppo chiare su cosa si voglia combinare.
Avendo una visione decisamente intermittente di futuri vari.
Essendoci e no.
Quindi ci sono particolari cantonate, frutto dell'essere buttato un po' a cazzo.
Tremendamente impreparato a società che cambiano troppo in fretta.
Isolazionista digitale, che comunque continua ad inquinare il tutto con stupidaggini casuali.

Ricordi vaghi di cemento spaccato.
Vento sempre.
Stanze silenziose.

Già da lì consapevolezze di inadeguatezza.

Eppure, malandati, ancora in piedi.

Vogliamoci bene.

sabato 5 ottobre 2019

Centotredicesimo titolo generico.


Disinteresse quasi totale nelle cose.
Se non in pezzi di plastica a caso o spiccioli sparsi nelle tasche.
Non volendo niente, possedendo quello che basta.
Dispiace non essere in grado di cogliere attimi vari.
Però beh, pazienza.

Non che importi granchè.