martedì 30 ottobre 2018
Si invitano i signori a riporre gli oggetti e le persone negli appositi contenitori. Arrivederci.
Perchè alla fine anche questo è più o meno un esperimento.
Su una giornata di 24 ore.
Di quante interazioni si cerca.
Esattamente sull'esatta dose di quanto ce ne frega della gente.
Essendo iperconnessi.
Ignorandoci più di prima.
Erano decisamente più fighi i tempi in cui non si aveva credito per rispondere.
Probabilmente ci siamo resi conto di fare schifo e basta eh.
giovedì 25 ottobre 2018
Impanandosi nuovamente in sabbie mobili digitali, fatte di tagli sulle mani e blocchi vari.
Com'era la parola?
Nativi digitali.
Andando di moda l'isolazionismo 2.0
Avendo assolutamente contatti.
Ma ignorando le modalità d'espressione.
Tecnologie alla fine non del tutto utili.
Soprattutto se si tende ad essere sempre gli stessi.
Almeno c'è un tipo di concentrazione diversa, almeno lavorativamente parlando.
Crollando in un ciclo casuale di eventi.
Loop temporali e cose così.
Uscita di emergenza.
Pace.
mercoledì 24 ottobre 2018
Seguendo canzoni come il flusso totale della propria mente, non perfetta, altamente minata da sostanze che lo faranno diventare uno psicolabile qualsiasi.
Sono un po' pensieri casuali che capitano in momenti del tutto inopportuni.
Come pensare ad un papero di gomma gialla chiuso in cassetto bianco, così avendo la capacità di ricollegarsi a tutto quello che si è lasciato dietro.
Come con la totalità delle cose sparse che non riuscire a dare via.
Senza avere grande senso però.
Solo un assoluto spreco di spazio.
Onde elettriche andranno perse prima o poi.
Oggetti nascosti assolutamente in soffitta, o soppalco, eppure ci sono.
Dovrebbero essere semplicemente eliminate o trasformate in energia per alimentare totali schifezze o altre robe che fanno pena solo al vedersi.
Alla fine è come se fossimo dei bambini troppo cresciuti.
In qualsiasi cosa.
E' solo un contesto dove si pratica il Gioco dell'Oca.
Anche quando si vuole essere solo lasciati in pace davanti ad un Monitor e provare inutilmente di ignorare tutto il resto.
Invece ci si vuole obbligare a crescere in qualsiasi modo.
Per diventare un orribile essere umano.
Anzichè rimanere a riempirsi gli occhi di cose belle.
E cercare sin da piccoli di non diventare un qualsiasi tipo di rifiuto.
Ci si prova con tutte le forze.
A dare sempre tutto.
Non prendertela per cose così.
Ci si vede la settimana prossima, no?
Vorrei veramente.
Ma sono passate veramente troppe robe.
Ormai non fa proprio più.
Non c'è via di ritorno dopo determinate cose.
Si cambia, certo.
Non decisamente in meglio.
Sarebbe così facile avere tantissimo tempo per dire solo che non fa nulla.
E' stato solo un sassolino in un percorso decisamente più ampio.
Purtroppo troppe robe cambiano dentro, anche a velocità abbastanza sostenuta.
Principi clamorosi di azione-reazione.
Passa anche la voglia di stare dietro a determinate robe.
Pazienza.
lunedì 22 ottobre 2018
Rifiutando un qualsiasi tipo di accordo solo per mendicare qualche click in più, visto il totale ed orgoglioso isolazionismo che si cerca di portare avanti.
Essendo forse, non del tutto, una qualità.
La totale incapacità varia di scendere a compromessi.
Testa dura.
Andando avanti.
Neanche davanti all'Armageddon.
Purtroppo è come si è costruiti all'interno.
Avendo la consapevolezza di aver visto amicizie andare e venire.
Anche in altri emisferi.
Però, si vorrebbe recuperare un po' di roba.
Vivendo in pace con qualsiasi cosa.
Lasciando perdere le cantonate che produciamo ogni giorno.
Perchè fondamentalmente facciamo schifo.
Qualche volta meno.
Altre essendo solo i mammiferi orribili che siamo.
Esplicitando tutte le miserie che portiamo all'interno.
Mancanza totale di pace.
Robe che inevitabilmente si rompono.
Contando, spesso o sempre, sul proprio essere altamente incasinato.
Il che è tutto dire.
Essendo uno dei primi a fare pena.
Cercando soltanto di fare del proprio meglio.
Anche se, in fondo, si è orribili come tutto il resto del pianeta.
Quindi il messaggio di fondo è: cercare di fare meno cagare possibile.
Anche se è francamente impossibile non dispiacersi.
Portare rancore no, troppa fatica.
Ma avere la certezza che molte robe non sono più così, si.
Pace.
Fisso sbagliando strada e perdendosi in Strade Provinciali o Statali che siano, ma niente potrà battere gli sterrati in campi coltivati.
Costruendo pezzi vari.
Un po' come quando si aveva la spettofotometria decisamente incasinata.
E diversamente da prima si avanza con delle scarpe all'apparenza non sfondate, ma si macinano comunque i chilometri.
Eppure non sembrava.
Già, perchè prima si facevano con una macchina bianca, decisamente scassata nella carrozzeria, ma clamorosamente funzionante.
Mancanza formale di zingarate varie.
Arriverà il tempo, quello si eh.
Però peccato.
giovedì 18 ottobre 2018
Distraendosi per qualche istante e avere la consapevolezza totale di essere ormai una reliquia.
Facendo funzionare un cesso di stampante, spesso però sprecando biglietti da venti nel comprare mazzi di Cd.
Che andavano decisamente bruciati.
Oh poi tipo il 90% sono stati tirati in casino.
Capita eh.
Con il passaggio della tecnologia, ovviamente.
Dispiacere vario nel tempo che va troppo veloce.
Passando dal Walkman a batterie.
Tipo ascoltando un intero album ogni volta prima di andare a dormire.
Con la domanda chiara e netta: Ma che fine hanno fatto tutti quei giorni?
Apprezzando la futilità delle cose.
Disinteresse particolare nell'accumulare oggetti.
Proprio eliminando tutto senza rimpianti vari.
Rimangono cose nella testa.
Di concerti su prati e amicizie finite.
Succede.
mercoledì 17 ottobre 2018
Avendo necessità fisica di scrivere disastri vari e cercando clamorosamente di lasciare un qualsiasi segnale su questo pianeta disastrato.
Tipo ascoltando canzoni da diciotto minuti e venti secondi.
Ancora chiedendosi come diavolo abbia fatto quella maglietta a finire in quella cassetta di Posta di un Quartiere Periferico di una città che ok, non sarà un granchè, però va bene dai.
Almeno così si dice.
Conta solo quello che uno sente, no?
I pareri e le opinioni non contano niente.
E' superfluo darli.
Volontà totale di non influenzare mai nessuno.
Semmai preferenze sostanziali solo di essere lasciato in pace.
Ah, quello si.
Solo volontà primordiali di scrittura e comunicazione.
Soprattutto se si sono fatte 30 ore in tre giorni.
Ci sarà sempre qualcuno che ha fatto più ore però.
Molto interessante.
Si può ignorare?
Assolutamente.
Stanchezze randomiche di chi fa fisso a gara di chi ce l'ha più lungo.
Sticazzi anche.
Essendo un disastro di essere vivente.
Andandone più o meno fiero.
Volendo solo perdersi a Skellige.
Il resto non conta nulla.
Pace.
lunedì 15 ottobre 2018
Aspettando solamente di perdere la propria fantasia dentro universi costruiti in maniera spettacolare. La vita reale non è un granchè
E' sempre, più o meno, gloria al grande Sole.
Anche quando si resta chiusi in una stanza con luci artificiali per nove ore e mezzo.
Assenza quasi totale di spazi di libertà.
Con dita sempre più menomate, così ogni tasto battuto diventa pieno di dolore.
Un po' come quando si è iniziato a scrivere queste righe.
Certo, non era decisamente tutto così problematico.
Eppure i casini c'erano.
Quindi non è che sia il massimo.
Comunque c'è un dispiacere di fondo.
Quando gli amici vanno via e rimane solo la musica di sottofondo.
E' un peccato.
Non si può certo tornare a 12 anni, quandosi poteva dire di essere quasi amici per sempre.
Perchè le delusioni erano minime.
Anche se la gente resta uguale ok.
Ma forse si era meno stanchi di tutto questo.
Cavolo se manca giocare a Daggerfall con gli altri a casa di Gigi.
Cosa si è diventati?
Che orrore.
domenica 14 ottobre 2018
Ricevendo magliette dei NoFX del tutto inaspettate. Pacchetti dalla Grecia con indirizzi sbagliati, con destinatari giusti, ma non richiesti. Boh
Entropia.
Dare ordine a cose sparse.
Battaglie del tutto perse in partenza per carenza di tempo / voglia.
Eppure c'è una sorta di respiro più ampio.
Nel sistemare determinate cose.
Un po' come un punto di partenza.
Tornando indietro a stanze del tutto incasinate.
Che però venivano puntualmente riorganizzate ogni due settimane circa.
Indossando la maglietta.
Chiedendosi però da dove diavolo sia spuntata fuori.
Pace!
sabato 13 ottobre 2018
Iniziando nuovamente a partecipare a questo gioco strano pure se si è prigionieri del 2 Luglio 2000
Non necessariamente.
Avendo supporti vari, anche telematici.
Ma alla fine il risultato è sempre, più o meno, lo stesso.
Spazi casuali di libertà che mancano di basi solide.
E anche se si è confinati in mura, bisogna comunque cercare di penetrare un po' la realtà.
Perchè si ha la sensazione di cose, più o meno, già vissute.
Un po' di premonizioni fatte.
Essendo solo un ingranaggio casuale del sistema.
Non avendo granchè voglia di dire fisso sissignore, però sono, tipo, cose che devono per forza andare in una direzione.
Un po' come tirando fuori robe che erano del tutto seppellite.
Essendo solo un punto sparso nel cosmo.
Ma buttato lì proprio.
Ammirando colori e basta.
Cose così.
Perchè si riprendono immagini a caso e si risponde.
Tutto cementato nella testa eh.
Continuando imperterriti ad annullarsi.
Tentazioni quotidiane di demolizioni varie.
martedì 9 ottobre 2018
Proprio non si riesce a trovare, anche vagamente, una sorta di piacere nell'esilio.
Essendosi decisamente automutilato i lettori.
Eppure era una cosa che faceva, tipo, piacere.
Averne abbastanza.
E invece si è precipitato in numeri da esilio.
Un po' come essere il solito sfigatello decisamente dimenticato.
Essendo convinti che fosse una cosa assolutamente di principio.
Sparire un po' di nascosto.
Così da non lasciare assolutamente traccia.
E' abbastanza vero.
Anche se manca chi legge.
Si è decisamente più soli, anche se più veri.
O cose così.
Non chiedendovi di publicizzare.
No dai, quello no.
Giù nella discarica.
venerdì 5 ottobre 2018
Come quella volta che si era, tipo, fatto un 31 / 2 con duecento di Ping, anzichè studiare.
Com'era quel detto?
Amici per la pelle o per sempre.
Cose così.
Una roba come quando dovevamo tipo fare l'esame di terza media.
E allora si stava attaccati al Pc anzichè giocare.
Tipo problemi di Geometria mai capiti.
Perchè era proprio una tara mentale.
Tipo autistico, ma senza genialità.
Solo con la chiusura.
La poca voglia di parlare.
Preferendo stare in ombra.
Decisamente un essere umano totalmente sbagliato.
Impossibilità di viaggi nel tempo scalcinati.
Si pensa allora ad un sempre dritti.
Anche perdendo pezzi.
Perchè è l'unico modo per essere veramente così.
Fedeli a come si è circuitati dentro.
Allora è normale stancarsi.
E anche rimpiangere tempi in cui tutto era decisamente più semplice.
Anche riprendersi da cantonate.
Pace
giovedì 4 ottobre 2018
Attese clamorose di ritorni a casa, soprattutto quando c'era un gioco nuovo da provare.
Da qualche parte ci sarà sicuramente anche la scatola.
Probabilmente in soffitta, dove si dormiva e qualche volta sognava.
Anche se bastava solo perdersi in realtà magiche.
Per ignorare queste.
Diventate alla lunga assolutamente insopportabili.
Ricordando vagamente pagamenti con monete fuoricorso.
In bagni minuscoli.
Leggendo il libretto d'istruzioni, di un Cd perso chissà dove.
Alla fine non ci sono più neanche loro da un pezzo.
Tutto caduto in disuso.
Cose e persone.
Perchè alla fine è il primo passo per allontanarsi in punta di piedi.
Senza avere molte altre cose da dire.
Purtroppo capita.
Robe che finiscono.
Come tutto il resto.
Andate semplicemente così.
Dispiace, ma non c'è molto altro da fare.
Volti di persone.
Passate e presenti.
Tutte più o meno andate via.
Quante incontrate?
Quante perse?
Ma è normale eh.
Non è una lamentela.
Bello cercare realtà alternative, magari da rivivere.
Non si può però.
E allora via nel nuovo isolazionismo, un po' come quando si è vissuto sempre ai margini di tutto.
Essendo fabbricato così.
Bisogno spasmodico di un 1995
mercoledì 3 ottobre 2018
Timer sconclusionato, obbiettivo di eliminazione totale da collegamenti ormai del tutto superati.
Volontà varie di cancellare connessioni dati.
Questo è sicuro.
Impossibilitato fisicamente nel vedere ancora tutte ste robe.
Molto meglio stare seduto su una panchina di legno.
Lasciando scorrere il tutto.
Ah si.
Quello che ci vuole.
Come tanti anni trascorsi nel buttarsi via, più o meno.
Anche se andava benissimo così.
Non si rimpiange nulla.
Nè rinnegare qualsiasi cosa.
Alla grande allora.
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