lunedì 20 ottobre 2025

Setacciando a piene mani granelli di sabbia, dove sono andati persi bigliettini scritti male, dove venivano più o meno descritte le personalità il giorno che le distribuivano.

 


Com'era quella frase che ti avevo detto seduti su una panchina?
Sicuramente era saccheggiata da un libro di fantascienza.
Che poi non è che fosse realmente quello il genere.
Era giusto una finzione letteraria per mandare messaggi.
Peccato che ormai si legga con il contagocce.
Comunque era qualcosa, tipo, sul fare del proprio meglio.
Di concludere un passo alla volta.
Più o meno robe così.
Non ricordando esattamente le parole, giusto il senso vago del discorso.
Perché in fondo non è che conti più di tanto ormai.
Essendo un po' sbiadito come tutto il resto.
In fondo fanno semplicemente paura i cambi radicali.
Perché non è che siano normali.
Essendo una specie decisamente abitudinaria.
Allergico alle sterzate brusche.
Come ai viaggi spaziali.
Purtroppo non riuscendo più a distinguere sincerità da balle.
Anzi, mezze verità.
Ovunque.
Di tentativi di migliorare la realtà.
O semplicemente vendersi per quello che forse si è sempre stati, ma è stato abilmente mascherato da elmi con la celata.
Perché in fondo non avendo più nessun tipo di soglia di attenzione.
Neanche quando si comunica.
Lobotomizzati da schermi e sensazioni.
Cocainomani di notifiche.

Quindi sai che ti dico?
Che mi son ricordato la frase.

Fare del bene senza fare alcun male.

Bello vero?

Ferma registrazione.

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