martedì 27 dicembre 2022

Frugando dentro armadi color legno alla ricerca di Cd Punk da 27:15 minuti per 14 tracce.

 




Ti rendi conto?
Alla fine sono istantanee da 30.8 KB scattate con una Webcam Logitech bianca, scassata.
Un niente rispetto ai mega, giga, tera etc e alle migliaia di file che mandiamo fisso.
Anche cazzate, per carità.
Roba da inviare la posizione perché in finale le strade son fisso estranee ed in fondo la memoria topografica non è più la stessa.
Anche se è ok lo stesso.
Tipo che volano ventunanni e mezzo.
Da Agosti scalcinati.
Una roba assurda seduti in corridoi che poi oh, non accorgendosene.
Ma mai.
In fondo è solo mettere un passo davanti all'altro.
Non che cambi molto.
Tentativi semiseri.
Giri intorno al sole perché tanto non è che i Km siano nemmeno così importanti.
Giornate fatte di routine lavorative, treni da prendere, aerei da rinviare, lavori da completare.
Scappano così dalle tasche di pantaloni non più a quadretti e con assenze generiche di borse a tracolla e lettori Cd con l'Antishock.
Figuriamoci Walkman con cassette dei Pennywise piratate.
O no?
Però sai che è?
Avanti tutta.
Che poi è proprio vero, cercando di rimanere sempre gli stessi.
Per quello che vale.
Correggendo robaccia eh.
Tanto non si finisce mai di sistemare.
Una sorta di mantra quotidiano di presabbene però.
Pare pure che funzioni eh.
Vagamente.
In effetti è un calcolo alla buona.
Di circa settemila e ottocento giorni circa.
Assurdo no?
Quindi fisso guardando avanti.
Perchè in fondo son ancora pochi.

Allora, tipo che è giunto il momento della solita chiusura ad effetto.
Com'era?
Ah già.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Buon viaggio allora, buon viaggio.



lunedì 5 dicembre 2022

Tornando sempre alla carica sui Dial Up di silenzi vari, salvo poi annoiarsi a metà post e volerlo finire per andare a preparare la cena.

 


Com'era quella risposta del modem?
Ah impossibile connettersi al server. 
Quando tipo ci sono luci varie che lampeggiano, da rosse a verdi.
Non ricordando esattamente se fossero tutte rosse, boh.
Ed un baccano come se Megatron stesse cacando.
Cose così.
Analogie varie per parlare del Dial Up del 56 k.
Che poi ovviamente non è che si voglia parlare di Internet degli anni novanta.
Ma era una analogia per le persone e i rapporti umani.
Dicendo fisso troppo.
Facendo quello che la spiega.
Saputello dimmerda.
Altroché.
Dato che ci sono trincee di silenzi e di tutto ok.
Tipo burnout come se piovesse.
Muri dove rimbalzare.
Quindi alla fine non è che ci sia molta voglia di insistere.
Il tutto sotto periodi che prima piacevano e ora no.
Niente addobbi o festoni.
Vedere di sfuggita alcune robe mezze vuote fa male.
Pensieri come cingoli in angoli di città.
Lasciare andare.
Concentrandosi solo sul anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Giusto?
Anche quando inascoltati.

Ma va bene comunque.
Un passo alla volta.

Pace.

giovedì 17 novembre 2022

Scacciando fantasmi presenti in robe dimenticate mazzi di anni fa e per fortuna non idealizzate.

 


Tipo un post in ritardo di un paio di settimane.
Che ovviamente contraddice quello dichiarato nel numero mille.
Roba da matti.
Ma era solo per verificare una teoria.
Di una frase ripetuta fino alla nausea.
Con le chiusure ad effetto che tecnicamente, non dovrebbero lasciare repliche.
Più o meno eh.
Com'era allora?
Frammenti?
Come spaccando specchi e lasciando pezzettini in giro per dire che in determinati intervalli di tempo o giri intorno al sole eravamo in un determinato luogo.
In effetti certi posti non cambiano.
Con ferragosti in tenda e sguardi fissi sul fuoco.
Alla fine erano di nuovo lì, in quella spiaggia.
Eppure stando in silenzio.
Monosillabico parte numero: non mi ricordo.
Nella testa casini fatti da altri, con l'impossibilità fisica di risolverli.
Frasi strampalate mezzo dette guardando fisso su schermi di supporti telematici portati comodamente e fastidiosamente al polso o in tasca.
Nei Dial Up di silenzi vari.
Nelle immagini di profilo rivoluzionate.

Allora ecco una teoria migliore di quella dei frammenti.
Fantasmi.
A 70 Km.
Nelle vie del quartiere.
In stanze vuote.
Ovunque.

Che poi è solo un tentativo per giustificare la frase.
Cristallizzarla in un teorema.
Che secondo quest'essere umano malandato, non fa una piega.

Anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Già, distorcendo lo spazio tempo e tornando che ne so al Ferragosto del duemilaenove o duemilaeotto, cose così.
Quando in finale eravamo sempre gli stessi eh, con i nostri alti e bassi.
Mai idealizzare per carità.
Ancora con queste cose?

Vogliamoci bene.

mercoledì 19 ottobre 2022

Numero 1000


Ed eccoci qua.
Arrivati al millesimo post di questa rubrica assurda.
Sfruttando i funzionamenti temporanei di un Pc malandato come il proprietario.
Doveva essere una foto piena di colori, di sorrisi invece c'è un tizio che nel duemilaesedici teneva una torcia in un sentiero buio.
E pensare che è pure presa in prestito ad un amico.
Scusa Cà.
Un po' perché è così.
Essendo al buio.
Cose da svegliarsi alle quattro del mattino, con il respiro pesante.
Com'era quella frase?
Vogliamoci bene.
Eh sì.
Invece sembra di rivivere cose degli anni 90'.
Parole simili.
Passando di generazioni per non cambiare nulla.
Che roba.
Cose inaspettate, lette a frammenti tramite il codice sorgente.
Un po' come Colin Laney, anche se osservando tramite immagini cambiate è molto, molto più facile.
Alla fine non è che si possa fare qualcosa.
Se non scuotere la testa.
Tanto alla fine conta sempre, solo e soltanto il proprio punto di vista.
Su robe all'apparenza complicate, invece semplici.
Dal punto A ----> B.
Non è che bisogna girarci attorno più di tanto.
Eh vabbè.

In ogni caso ho controllato.
Non piove oggi sui Prati ( Fiscali ) è parzialmente soleggiato.
Quindi a posto così.

L'unica cosa che forse conta è esserci ogni giorno.

Vogliamoci bene.

mercoledì 5 ottobre 2022

Impossibilitato fisicamente a mettere da parte il proprio cervello in cambio di pezzi di carta dal valore nominale.

 


Malumori tipo fiammiferi.
Incendiario ed avvelenatore di pozzi solo per fare casino.
Perché, dicendolo seriamente, sticazzi anche eh.
Alla fine frega poco, di battaglie fatte solo per l'ego.
Quando alla fine le condizioni, anche lavorative, vanno bene.
Quindi non è che sia un grandissimo problema.
Solo essendo piromane da sempre.
Sennò che gusto c'è?
A riattizzare le braci di lotte sindacali che non riguardano nemmeno da vicino.
Quindi è ok.
Lasciare scivolare via, robe assurde di battaglie non proprie.
Stringendo le spalle in balle varie.
Di piani triennali vagamente sovietici.
Di anni di bestemmie con bonifici finalmente il 26.
Ma veramente, chissenefotte eh.
Però mai lasciarla vinta.
Logorare dall'interno.
Sabotare.
Sovvertire.
Un sistema orrendo di merda ingoiata.
Per decisioni unilaterali frutto soltanto del ce l'ho durismo anche passato di moda.
Rosicchiando dispense di nascosto.
Il maledetto sorrisino sarcastico.
Ah, di sicuro, non mi avrete mai come volete voi.

Quindi va tutto bene.
L'amarezza sparisce una volta sentito il " BIP "
Dato che la vita inizia lì.
In parole scritte male.
Sogni accatastati alla rinfusa.
Romanzi da finire.
Posti da vedere.
Persone da stringere forte.

Allora finiamola così.
Con la frase che sta diventando ripetitiva.

Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

domenica 18 settembre 2022

Disastri contemporanei fatti di formazioni messe male ed eterne sconfitte rinnovabili.


 
Una roba tipo come sei mesi in apnea.
Essendo un organismo vivente malfunzionante che va avanti a pessime abitudini.
Dando sterzate ogni Lunedì.
Sì la prossima settimana sarà tutta un'altra cosa.
Te lo giuro.
Va bene eh.
Facendo schifo proprio come tutti gli altri.
Non è che sia cambiato qualcosa, altroché.
Però son robe domenicali di mancanza assoluta di voglia di attuare qualsiasi procedimento costruttivo.
Che ci sono duecento e rotte pagine che implorano di essere finite.
Con poveri personaggi dispersi.
E ci sono gli stessi giochi installati sull'HD.
Perché odiando le novità, trovando conforto in certezze già vissute.
Volendo sbattere la testa sul cemento per dimenticare determinate storie e provando a riviverle in maniera sconclusionata.
Invece niente.
Visto che ci sono mazzi di Km da fare, con scarpe scomode ed orari semplicemente assurdi.
E' colpa dello stile di vita rivedibile.

Per forza, sennò non si spiega.
Visto?
Facile dare la colpa alle altre robe.
Che disastro.

Vabbè, terminando con il solito mantra, visto che ci si sta avvicinando pericolosamente al numero mille di questa rubrica assurda che va avanti da undici anni.
Pazzesco.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

venerdì 9 settembre 2022

Schivando agevolmente i coccodrilli dei rotocalchi e Meme rivedibili.

 


Ed è solo una riflessione.
Del tutto sgangherata.
Roba da due soldi, un po' come le notizie strillate sul web e sui titoloni vari.
Cose da guardoni delle vite degli altri.
Avendo sempre lo stesso sentimento.
Identico.
Per Saddam.
Per Gheddafi.
Per tutti gli altri, monarchi e non, che passano a miglior vita.
Lo sai perché ci colpisce?
Perché quando muore qualche volto noto che conosci da quando sei nato.
Ti ricordi, tipo, che stai invecchiando anche tu.
Che il tempo passa per quelli dietro uno schermo.
Quindi figurati per noi.
Alla fine la via è quella.
Giri intorno al sole, niente di più.

In finale non è che abbia molto senso dispiacersi.
Questo tipo di sentimento, del tempo che sfugge, lo vediamo tipo ogni giorno allo specchio.
Quindi va bene così.

Ripetendo la solita frase di chiusura: vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

P.S

Politicamente parlando fanculo la monarchia.

martedì 16 agosto 2022

Archivi disordinati sparsi in troppi supporti di memoria esterni.


 

Come quella volta che si è andati a tipo milleottocentoventinove metri di altezza, ed essendo, ovviamente, drammaticamente impreparati.
Un po' il mantra di tante avventure strampalate, fatte un po' alla cazzo.
Eh sì perché non è che ci fosse ancora Decathlon a Cagliari, o che si avesse nemmeno una passione varia per le scampagnate, figuriamoci la preparazione tecnica.
Che domande.
Poi oh, essendo abituati a vivere lungo la costa a 0 metri sul livello del mare.
In un quartiere dove tirava vento e le pareti trasudavano soltanto umidità.
Eppure sfogliando foto varie, un po' dimenticate.
Di arrampicate in bermuda, scarpe da skate ed Eastpak dove non ci stava nulla.
Di freddo polare in tende montate a caso al buio.
Di compagni di avventura persi, perché in fondo oh, è la vita no?
Impossibilitati fisicamente / mentalmente a tenere tutti vicino.
Visto che anche se stringi le mani, sfuggono tra le dita.
Eppure c'è una soddisfazione, seppur vaga, di vedere per vie traverse un po' che esseri umani sono / siamo diventati.
Sicuramente malfunzionanti, ma quello tutti eh.
Nessuno escluso.
Però, alla fine è ok.
Cercando di limitare i danni.
Anche nel farci male.
Ma non importa.
Davvero.
E' solo roba sparsa a milleottocentoventinove metri circa, quindi rimane lì.
Non è che vada da nessuna parte.
Quindi.
Potendo pure concludere.

Vogliamoci bene.
Perchè la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


 quelli rimasti e nuovi con cui fare dei viaggi semiseri, dove ancora non si aveva la minima idea di chi 

lunedì 18 luglio 2022

Aspettando rivoluzioni celesti dato che ormai i sistemi sono perfettamente funzionanti così come sono stati progettati. Quindi abbozza.


Ah si.
Ed è passato tipo tantissimo tempo altroché.
Un bambino in penombra scalzo diventato un vecchio sempre scalzo e mezzo zoppo.
Ma sai che ti dico?
Alla fine è ok.
Visto che, banalmente, non è che ci siano molte alternative.
Poi è una roba che è un viaggio lungo, pieno di deviazioni e salite, infatti tocca sempre rifiatare da qualche parte.
Avendo clamorosamente preso curve malamente, forato più di una volta ed essendo fisso rimasto a piedi.
Eppure ripartendo, anche a strappo.
Non è che fosse così importante poi, arrivare in orario a qualsiasi destinazione.
Dato che non è che si abbia molta idea sul dove andare.
Quindi figurati se non va bene così.
Mangiando in maniera pessima.
Essendo poco idratatati.
Dormendo cinque ore.
Funzionando, come sempre, malamente.
Un essere umano progettato alla buona, che ha pure numerosi difetti di fabbrica, con l'usura pure clamorosamente più evidenti.
Ed eccoci qua però.
A ringraziare il pianeta per un altro giro intorno al sole, d'altronde avendo ormai perso il conto dei giorni.
Non capendo nulla di anni bisestili e menate varie.
Una roba come decine di migliaia di secondi.
Alcuni impressi, altri dimenticati immediatamente.
Un po' come parole che scappano, soprattutto da romanzi incompleti.
Di dialoghi guardando le stelle che ormai sono ridotti ad interazioni random tramite pixel e schermate.
Di pezzi persi in sentieri accidentati.
Dial up di silenzi vari, tipo provando a riconnettere un 56k in una casa con un impianto telefonico terribile in un inverno di periferia.
Quindi alla fine non è che prima o in determinati punti fosse meglio: era solo il nostro cervello a rielaborare così le cose.
Ma va bene.
Tipo rimanendo sempre uguali.
Migliorando.
Anche se, oh, è proprio vera quella roba che dopo i 30 si può solo peggiorare.
L'importante è farlo un pezzettino alla volta e non, tipo, di botto.
Quindi è ok.
Visto che questo post sta diventando eccessivamente lungo e sono le 23:56.
Allora.
Concludendo come sempre.
La solita frase buttata lì.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Buon compleanno allora.
Buonanotte.
Buonanotte.

mercoledì 6 luglio 2022

Storie prodotte in maniera incredibile, lasciano un segno pure quando sono in saldo. Figuriamoci se si riesce a finire qualcosa.

 


Tipo immagina come dev'essere quando raccontiamo le cose in prima persona.
Di storie lontane di famiglia.
Narrativamente parlando tocca essere bravi per portare direttamente l'interlocutore di là.
Per far vedere un po' quello che abbiamo vissuto, filtrato dal fatto che fossimo proprio piccoli e non è che capissimo chissà che.
Perdendo diari.
Di storie di famiglia.
Sparse in giro a caso, dato che non ci parliamo più.
Non solo perché il mondo è cambiato e ormai la comunicazione avviene su livelli decisamente diversi.
Ma anche proprio ci ignoriamo.
Perché poi?
Mah incomprensioni.
Due lire.
Cose così.
Intanto perdiamo pezzi.
Anche sgangherati, che tipo non ci vedevamo dalla cresima di mio fratello e giocavamo al demo di Sim Copter.
Poi finite lì le cose da dire.
Forse perché non è che sia molto da raccontare.
In mattinate a 37° gradi con ceneri da spargere.
E' che ce ne siamo andati da un pezzo.
Alla fine rimarranno parole e foto in formato digitale.
Dato che ormai proprio non credendo più nei formati analogici.
E nemmeno nel riuscire ad organizzare una volta alla settimana.
In fondo vale così un po' per tutto.
Famiglie, Tribù, Amicizie.
Entropia.

Stanze vuote e chiamate senza risposta.

Lasciando segni vaghi, scritti male.

Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

martedì 31 maggio 2022

Tecniche operative di sopravvivenza in ore di sonno scarse, alimentazioni agghiaccianti ed assorbimenti vari di paranoie non necessarie.

 


Facendo esperimenti random.
Quasi giornalieri, vedendo punti di rottura altrui, ignorando i propri.
Anche perché avendo la fortuna di aver già sentito quel click tanto tempo fa.
E meno male che non fanno perizie psichiatriche.
Robe da matti, cioè robe da sottoscritti vari.
Tipo evitando come la peste le gare di egocentrismo.
Cose orrende come guardare giardini di vicini o stivali ed ignorare le proprie miserie.
Avendo mazzi di filtri, anzi avendoli sempre avuti.
E non parlando solo di quelli del Ctm.
Insomma s'è capito?
Che tanto ormai quel periodo è andato.
Confermando i propri pensieri.
Non avendo mai paura di fare autocritica.
D'altronde i cazziatoni servono a questo.
Che non è mai male mettersi fisso in discussione.
Sminuirsi per mettere mattoncini uno sopra l'altro.
Pur essendo un disastro totale.
Con pantaloni sgualciti, 4 kg sopra e dormendo tre ore a notte, cercando quasi di farle diventare sette.
Cercando disperatamente di finire romanzi o di organizzare Giochi di Ruolo.
Solo per far pedalare la fantasia e non pensare a scadenze varie.
Ma ci sono angoli di bellezza sparsi nelle tasche dei pantaloni larghi.
Nascosti dietro entusiasmi di scoperta del mondo.
Prime tessere elettorali.
Andando quasi volentieri ai matrimoni.
E pensare che prima li si detestava.
Non solo le persone, anche il rituale in sè.
Adesso va bene dai.
Essendo addirittura più tolleranti.
Tutta colpa di quella finta frase ad effetto.
Classica paraculata di quel paraculo che batte sui tasti.
Quando non ha più idee o niente da dire.
Com'era quindi?
Ah già.
Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Pace.

lunedì 9 maggio 2022

Avendo così fretta di comunicare con il mondo, che alla fine si è dovuto correggere il post perché ci si era dimenticati il titolo. Robe da matti.


 Allora tipo iniziare il post con una domanda e dare una risposta spiritosa, salvo poi ricorreggere e dare quella seria.
Stavolta no.
Andando direttamente ad una sorta di punto, anche se si parla di un post del tutto sconclusionato, come lo è questo blog di quasi undici anni ( a Novembre ).
Quindi ci sono centinaia di post non salvati e di foto sparse in PC e Telefoni.
Però alla fine è ok.
Ricordare le cose come il proprio cervello le elabora malamente.
Soprattutto di una trentina di ore sveglio intervallato di microsonni, dove il proprio corpo manda come l'impulso di cadere per farci svegliare.
Così da non perdere treni o aerei.
Il fatto è che non avendo più il fisico per certe cose.
Essendo vecchi, usurati e reduci da anni assurdi.
Eppure è una roba forte.
Come avere la certezza che certe robe sono cristallizzate in un frammento singolo di spazio tempo.
Dire che veramente pur noi stessi cambiando, certe cose non cambiano.
Ma proprio mai.
Alla fine è proprio vera come cosa.
Fedeli sempre al proprio spirito.
Sì, tranquilli.
Sapendo che è una frase iper usata e riusata.
Ma sticazzi.
Però è giusto usarla.
Alla fine il tempo passa è innegabile.
Vite che arrivano.
Che arriveranno.
Che sono andate via.
Chilometri da fare.
Persone da abbracciare.
Posti da vedere.
Cose da dire.
Tempo che sfugge nelle tasche dei pantaloni meno larghi del solito.
Bisognerà pur viaggiare comodi certe volte.
Non sempre però.
Visto? Era una roba sconclusionata.
Un preambolo lunghissimo per riassumere il Post in una foto preziosa.
Come certi legami che se ne fottono dei Km.
Quindi dicendo la solita frase, quello che dopo un po' verrà cambiata per non farla diventare stucchevole.
Vogliamoci bene.
Perché anche quando siamo soli, non siamo mai soli e la notte finisce sempre.

Si sarà capito?
Sticazzi.

lunedì 2 maggio 2022

Tipo dover trovare un titolo in fretta perché è pronta la cena.


Cosa come mettere sei sveglie.
Roba come a distanza di pochi minuti l'una dall'altra.
Tipo ogni giorno, perché ormai si scatta sull'attenti solo in determinati posti.
Però è ok eh, non è una lamentela.
Figuriamoci.
Vie di fuga grazie a telefoni che non prendono.
Suoni di sottofondo splendidi che vengono esclusi involontariamente tipo subito.
Acqua che scorre.
Vento tra gli alberi.
Canzoni nascoste nelle braci.
Insomma quelle cose belle ed imbarazzanti un po' perse nella mancanza di voglia e nelle tasche bucate.
E anche nelle troppe scrollate di spalle.
Mazzi di robe che cambiano tipo in neanche un mese e mezzo.
Quasi da sembrare false.
Allora è veramente da vivere un frastimo alla volta.
Auguri di multe spese in medicine e altri vaffanculo vari
Ma va bene così.
Non è nulla.
D'altronde ci sono scarpe non più sfondate.
Futuri meno nebulosi
Meno spiccioli nelle tasche di pantaloni che fuori da sette ore, rimangono larghi.
Ed è ok.
Un passo alla volta.
Con il solito mantra, quello noioso e ridondante.

Vogliamoci bene.
Perché anche quando siamo soli, non siamo mai soli e la notte finisce sempre.

Un passo alla volta, anche se c'é spesso sfiga e porconate varie.

Ci siamo.

Teniamoci forte anche.

mercoledì 9 marzo 2022

Avendo voglia di cavarsi gli occhi per robe imbarazzanti lette per sbaglio, ma vabbè.

 


Dormendo mai.
Fermandosi neanche.
Filtrando notizie frutto di propagande varie.
Non essendo nulla, figuriamoci esperto di qualcosa.
Giusto per rimarcare cose belle ed imbarazzanti.
E certi sostegni dati a prescindere.
Come essere dalla parte dei più deboli e degli ultimi.
Sempre.
Non è che ci sia molto da dire.
E' così e basta.
Disgustato da ammirazioni post coitali nei confronti di uomini forti o comportamenti unilaterali.
Impossibilitato fisicamente a fare qualcosa di concreto, figurarci cambiare il corso di eventi enormi e forse già decisi.
Forse solo accompagnare qualcuno a prendere un biglietto del treno.
Per cercare da qualche parte un po' di tranquillità.
Com'è che si dice? Ah sì: Marhaban Shaqiq.
Ah, ma quello facendolo volentieri.
Altrochè.
Darsi il cinque e spalla contro spalla come saluto.
Buona fortuna.
Confermando solo di essere un bipede malfunzionante, che dorme poco, mangia male, dice quello che pensa, allergico a pensieri unilaterali e a sette varie.
Ma proprio mai.
Soltanto, come conclusione, la solita cantilena, che probabilmente stufa, ma è la degna conclusione di parole buttate a caso senza più tanta costanza.
Allora vogliamoci bene.
Perchè la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Ed è davvero una cosa che si sente a pelle.

Parola vera.

Pace.

lunedì 7 febbraio 2022

Rompendo nocche su mattoni vecchi

 


Racchiudendo disastri in 36 anni.
Contandone esattamente 28 di miseria.
Immagina come dev'essere orribile racchiudere tutto questo in cinque domande scarse.
Che possono sembrare solo errori vari, quando invece c'è letteralmente la vita di un essere vivente random.
Poi oh, non è che sta risolvendo nulla eh.
Però almeno giustificherebbe un minimo diecimila duecento venti circa giornate proprio da dimenticare.
Giornate più, giornate meno.
Oggi assenze formali di cose strampalate e vagamente simpatiche da dire.
Ma alla fine sarà quel che sarà.
Che vuoi che siano altri 28 anni di miseria?
O altri 36 di disastri.

Speriamo proprio di no.

Pace

lunedì 17 gennaio 2022

Tipo novecento e passa post scritti male e che basta un click per perderli.

 


Com'era quella cosa?
Veloci nel lavoro, veloci nell'amore.
No, non quella idiota.
Quell'altra roba che ripeti, decisamente meno spesso.
Forse perché sei tipo pieno di mesi senza scrivere neanche uno straccio di parola.
E allora è difficile tirarle fuori, o sono semplicemente sussurrate con la gola chiusa in posti che avevi giurato di non andare proprio più
E invece...
Detestando numeri vari, ma trovando vagamente conforto.
Di prove superate a culo, tipo di treni da acchiappare al volo che poi rimani come sempre a piedi con le scarpe sfondate.
Ancora altre prove da fare, con concentrazione zero e poca voglia, proprio sul più bello.
Ma è solo momentanea,
Passa anche questa.
Si, ma in finale cos'è che dovevi dire?
Vogliamoci bene?
Ovvio, ma quello è sottinteso.
Ah già.
Anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Quindi va benissimo anche andare a trovare le persone che mancano nei posti in cui sono state felici.
E ci sono.
Semplice no?
Alla fine serve.
Eccome.
Consola pure se si dorme tipo tre ore a notte e si mangia di un male che non ti dico.
Avendo poca testa per fare qualsiasi cosa.
Se non mettere il pilota automatico.

Vogliamoci bene.
Perchè la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Non male.

Pace.