lunedì 31 dicembre 2018
Dodicesimo titolo generico.
Nessun discorso di capodanno.
Nessuna raccomandazione varia.
Solo una cosa:
Vogliamoci bene.
Vicini anche da lontano.
Non importa.
Il concetto è questo.
Vogliamoci bene.
sabato 29 dicembre 2018
Undicesimo titolo generico
Un cuscino fatto a mano che aveva gli stessi colori di una schermata.
Tanti Sabato mattina.
Cassette azzurre e bianche.
Migliaia KM da percorrere.
Certo che vinciamo.
Assieme.
Decimo titolo generico.
E anche se ci saranno passaggi a vuoto.
Giorni stanchi.
La meta è solo quella che conta.
Lo zaino lo porto io.
Ci arriviamo.
venerdì 28 dicembre 2018
martedì 25 dicembre 2018
Ottavo titolo generico.
Perchè la notte passa sempre.
Quando si scalano le montagne, è normale incontrare sassolini.
Ma il sole sorge.
Camminiamo
lunedì 24 dicembre 2018
Settimo titolo generico
Piace ricordare anche se è complicato crederci.
La storia di un bambino nato in una grotta, o mangiatoia o quello che vi pare.
Così per cancellare tutte le robe brutte che vediamo.
E sentiamo.
Solo il concetto di rinascita, così da tenerci tutti abbracciati stretti.
E lasciare perdere le miserie di ogni giorno.
Andando oltre.
Vogliamoci bene.
domenica 23 dicembre 2018
sabato 22 dicembre 2018
venerdì 21 dicembre 2018
giovedì 20 dicembre 2018
Terzo titolo generico.
Ci si ricorda di tutte le musiche.
Anche degli attimi più preziosi.
Dite alle persone a cui tenete che gli volete bene.
Cerchiamo di essere ottimi tra di noi.
mercoledì 19 dicembre 2018
domenica 16 dicembre 2018
venerdì 7 dicembre 2018
Volontà inenarrabili di fare la staffa come un rifiuto qualsiasi, eppure essendo così drammaticamente innocuo.
Certo, alla fine conta avere una base come si deve.
Soprattutto per affrontare almeno 30 km.
Cos'era
Ah si, ascoltare la stessa canzone almeno settanta volte.
Non è che ci si creda.
Visto che non c'è nessun tipo di fiducia nei confronti dei propri simili.
Quindi non è come andare su un pianeta satellite a fare una passeggiata, ma nemmeno dall'altra parte del Globo.
Non di certo quello eh.
Solo godersi pigramente delle ore nella casa del vecchio quartiere.
Dopo aver ignorato ed incrociato ex colleghi di lavoro su mezzi di trasporto pubblici.
Che non è cambiato tanto alla fine.
E' solo abbellito il contesto.
Anche se non c'era, la musica pompava lo stesso 4 / 4 nel cervello.
Frutto di cuffie che funzionano male, talmente disastrate da essere peggio del portatore delle medesime.
Quindi si ammirano solo i disastri.
Le piccolezze, anche solite.
Le miserie, anche insopportabili.
Portate dentro e fuori.
Un cantico stonato, per nulla piacevole.
Migliaia di quiz per rimanere sempre al palo.
Ragliando per tutta la vita perchè si è spesso un disastro.
Un trentennio circa di macerie.
Immediatamente piantandola di contare gli anni.
In cinque giorni non si sono dette neanche cento parole.
Un mutismo 2.0 che vuole comunicare malesseri.
Anche vari.
Pure ipotetici.
Ma dentro reali.
Cosa sai fare?
Niente.
A che servi?
A consumare ossigeno.
Disastri su disastri
mercoledì 5 dicembre 2018
Tutta colpa di maledette Hit dell'anno incredibile 2005. Quando si prendevano aerei come mangiare patatine e ci si bruciava le cellule cerebrali per merito di canzoni che venivano ascoltate sdraiati sul Parquet. Anche quando ci si erano fatti dei gavettoni clamorosi. Robe che non torneranno mai.
Mandando in loop per settantavolte circa una canzone.
Anche se ci sono solo due o tre cose che vanno bene, più la si ascolta più ci si sente vicini allo stare meglio.
Alla fine va benone.
E' pur sempre una vittoria.
Anche se si consuma tremendamente ossigeno a prezzo di saldo.
Eppure basterebbe solo smettere di guardare tutto il resto e controllare nelle proprie tasche quello che si ha.
Ovvio, mancano almeno 2.000 quiz di un qualcosa che non si passerà mai.
Perchè è una società fatta per gente brava che punta solo all'eccellenza.
Quindi fare schifo è un preciso dovere morale.
Almeno per chi è una mezzasega.
Essendo esattamente nella media di un qualsiasi essere umano anche scarso, bisogna stare al proprio posto.
Percui si perdono talmente tante ore in cose in cui non si possono fare.
Pure quando si sarà a spasso perchè si prenderanno calci in culi clamorosi, ci sarà da ricostruire, come sempre.
Però.
Veramente.
Come dire.
Ok, no?
Si sta bene nella discarica.
In terra a merda ad urlare.
Va bene, no?
lunedì 3 dicembre 2018
Distinzioni clamorose tra giornate da buttare e nessuna idea dei prossimi intervalli di tempo.
Calci in culo passati e presenti.
Risultati che non cambiano granchè.
Un cerchio clamorosamente a caso.
Da correggere Settantasette Quiz che non hanno assolutamente importanza.
Se non sprecando inchiostri e pezzi di carta.
Un gioco dell'oca che ciclico.
A culo in terra.
Come sempre.
sabato 1 dicembre 2018
Claudicando a manetta fino a vie del tutto sconosciute e situazioni tremendamente fuori di testa. Posti che sono impossibili da riconoscere oggi. Dipingi pure quelle scale, io sono solo un maledetto spettatore che si dimentica le cose.
Doppiette veramente fuori di testa.
Quando si cerca volontariamente la connessione totale con lo spazio tempo.
Attraverso capolavori fatti con basi 4 / 4
Livelli tremendamente assurdi che non devono neanche essere spiegati.
Merito forse di immagini varie che ti rimandano a calci in faccia al 2005.
Con un monitor a tubo che funzionava di merda e giochi piratati che scattavano in maniera folle.
Ma c'era un tipo di musica che era decisamente esagerata.
Per volare tutte le notti a quattrocento e rotti chilometri di distanza.
Cose che erano assolutamente assurde e fuori dal tempo.
Però dovevano andare assolutamente così.
Perchè erano dei pezzi tremendamente esagerati.
Spettacolari in un determinato modo.
Che hanno lasciato un solco.
Trasformato in ogni passo sbattuto sull'asfalto.
Fa dimenticare tutto il disgusto per le cose agghiaccianti viste ogni giorno.
Ma quanto si torna così a divani scomodi e cani che sospiravano su Parquet.
Quando si sono raggiunte delle vette assurde.
Cartoline spedite a cazzo, soprattutto scegliendo la prima immagine casuale che passa tra le mani. Ma veramente eh
Una storia scritta male di ore non dormite e di casini vari.
Fatti di n mila quiz che non è che abbiano grande significato alle tre del mattino, quando sopratutto si pensa solo a fare schifo.
Magari solo rotolandosi sul pavimento ad urlare.
Ma cosa poi?
DISAGIO
Assolutamente in Caps Lock.
Perchè fregauncazzo di varie cose.
Capendo solamente che determinate cose vanno solo dimostrate.
E basta.
Non c'entra nulla buttarle su righe, rime e messaggi.
Basta solo dimostrarle con l'esempio.
Non è che sia difficile.
Portare sta croce in maniera clamorosamente unilaterale.
Cos'è che importa alla fine?
L'esempio.
Anche nei confronti di se stessi.
Allora che meraviglia decidere di fare schifo.
E' comunque un elevarsi rispetto alla media attuale.
venerdì 30 novembre 2018
Musica sgangherata per anime non del tutto presenti in questo intervallo di tempo.
Fallimenti clamorosi dovuti alla totale mancanza di capacità di sopravvivenza.
Inadatto a mantenere un qualsiasi posto in società varie.
Figuriamoci post-apocalittiche.
Collezionando pali pieni come fossero medaglie.
Eppure la volontà, seppur misera, di certo non manca.
Probabilmente è il tempo, oppure le ore di sonno.
Essendo trasparente, nel bene o nel male.
Anche ammettendo, candidamente, i propri buchi neri.
Così difficilmente misurabili.
Perchè alla fine non si ha di certo la capacità di rendersi conto di diverse cose.
Sfuggite anche per caso.
Distrattamente perdendo anni dalle tasche.
Tipo dodici.
E alla fine non si è raggiunto granchè.
Se non ore buttate.
A perdersi nella propria fantasia.
Perchè dentro e fuori il mondo, probabilmente, non piaceva neanche un po'.
Alla fine sono cronistorie di sconfitte trentennali.
Dell'assoluta incapacità di trovare un qualsiasi posto.
giovedì 29 novembre 2018
Andando, come sempre, a piedi. Ovunque questo disastro strascicato possa portare.
Alla fine è solo l'accettare determinate situazioni.
Soprattutto quando si è responsabili delle proprie azioni.
Un 2018 che ha lasciato, più o meno, solo macerie.
Qua e la eh.
Eppure ci sono segnali captati dall'etere, che dimostrano che in fondo vada tutto bene,
Dipende sempre dai punti di vista.
Impossibilitato fisicamente a lasciare andare robe.
Panta Rei un cazzo.
Storie assolutamente anormali.
Una grande Ignore List che scavalca i continenti.
Bah
martedì 27 novembre 2018
Dolori vari alle mani per dei messaggi quasi completamente carenti di senso compiuto.
Alla clamorosa ricerca di
Motivazioni, più che altro.
Perchè è ormai appurato che essendo arrivati in questa frazione di viaggio, non si ha più la testa per, fondalmentalmente, qualsiasi cosa che richieda più di dieci minuti di concentrazione.
Troppe luci accese e spente.
Ad intermittenza, come quando il cervello funzionava intervalli di tempo, più o meno, regolari.
Intanto si è ancora rintanati nella propria isola.
Ad orari ridotti, naturalmente.
Si marcia sempre in avanti, anche perchè non si ha la minima idea di che cosa fare.
Visto che tornare indietro è impossibile.
lunedì 19 novembre 2018
Ricordando i cari vecchi tempi di quando si viaggiava ad una pagina al giorno e pareva di aver fatto un lavorone. Ora proprio zero. Due righe e via.
Pesce rosso parte settecentoquarantasette.
Avendo la concentrazione proprio inesistente.
Incapace di fare una qualsiasi cosa per più di due minuti alla volta.
Un Memento contemporaneo.
Avendo troppe idee, accendendo mazzi di luci.
Eppure non si riesce a fare una paginetta al giorno.
Lasciando Vermentino sulle scale.
Con tremila quiz da fare.
Manca non solo il tempo.
Ma di sicuro la testa.
Assenza materiale di concentrazione.
Che peccato.
Riproducendo rivedibili doppiette senza rileggere mai niente
Assolutamente un viaggio di sola andata.
Sopra catorci traballanti.
Smontandosi ad ogni fosso.
Non c'è spazio, quello sicuro.
Essendosi spinti troppo in là per una qualsiasi inversione.
Ormai si parla solo di decenni di segnali senza risposta.
E va bene.
Davvero.
Ormai non importa più.
Ci si mette solo una bandana in fronte.
Con i 4 / 4 in sottofondo.
Perchè è semplicemente l'essere se stessi.
Senza cambiare mai.
Quindi andando malamente a piedi.
Anche se dura una cinquantina di minuti.
Se c'è freddo o non si ha più voglia.
Avanti allora.
Scrivendo la cronistoria di lunghe guerre, ovviamente perse.
Si è perso la guerra.
Completamente.
Eppure continuando a combattere.
Fino a quando non finiscono totalmente le energie oppure qualcos'altro.
Essendo così disperatamente vero.
Ultimo soldato nella giungla.
Anche se è tutto finito da un pezzo, bisogna continuare.
Camminando sempre sul cemento.
Pure di notte, meglio così non si vede nessuno.
Irraggiungibile per mancanza di connessione dati.
E meno male direi.
Apprezzando, ogni tanto, politiche clamorosamente isolazioniste.
sabato 17 novembre 2018
Segnali ritmati, spesso monotematici. Sicuramente frutto di radio lasciate accese che mandano SOS vari fuori dal tempo.
Rimanendo in piedi.
Un pugile suonato.
Eppure sempre a testa alta.
Nonostante tutto.
Fedeli a se stessi.
Ad imparanoiarsi perchè sono passati mazzi di anni.
Tutto finisce.
E non c'è molto altro da aggiungere.
Perchè è così.
Sempre vero.
Un po' come diceva il saggio.
Ed è così.
Una maledizione incredibile.
Rimanendo fedeli ad un ideale, seppure vago, di forma mentis.
A volte è necessario il bianco o il nero.
Su determinate cose.
Quindi non è che ci sia molto da dire.
Anche se è una vita clamorosamente disastrata.
Fatta di passi strascicati.
Ovunque.
Sul solito cemento.
E si va.
Sempre come un automa che ormai non ha più la vaga idea di quale sia la sua missione.
Ma solo di tutti gli obbiettivamente falliti.
Resuscitato da pezzi talmente incredibili da essere assurdi.
Come se non fosse mai successo niente.
Parola vera.
Devastando anni di aridità e merda varia.
Rinascendo sempre in pochi minuti.
Dimenticando, distrattamente, catastrofi assolute.
Quando ci si concentra sui sassolini, vengono dimenticate le montagne scalate.
Clamorosamente vero.
mercoledì 14 novembre 2018
Cantilene noiose di pomeriggi zippati e visi in fiamme.
Frammenti sparsi di un Pc che andava a pedali.
Robe di Cd masterizzati e di concetti sul fatto che si possa avere qualsiasi cosa, pur non apprezzandola in pieno.
Ed è così.
Camminando, come sempre, sul filo del rasoio.
Andando avanti minuto per minuto.
Non fidandosi mai.
Capendo in modo approssimativo tutto il resto.
Soprattutto i rapporti interpersonali con i nostri simili.
In quello proprio zero.
Più bravo a non deludere i Png.
Hey ya, it's me.
Magari.
Non ascoltando mai.
martedì 13 novembre 2018
Notizia flash mattutina che finirà per essere ignorata anche dall'autore.
Tipo quattro minuti di tempo per entrare a fare cose che tuttosommato non si sopportano più.
Eppure è solo la vecchia storia.
Mercenario.
Vedere moneta.
Fare cose rivedibili.
Tempi duri.
lunedì 12 novembre 2018
Bivi fangosi di Pixel e nottate davanti al caminetto. Non importa quasi più.
Sensazioni assolute di serenità donate dai Pixel e dall'8 Bit.
Forse perchè si torna indietro di decenni e ci si sente protetti.
Non, come al solito, allo sbaraglio.
Tremendamente.
Memorie che scaldano di sicuro.
Andando a dormire in un letto caldo, senza pensare.
Invece torna l'amica di tante notti.
Non dormendo mai.
Essendo quasi terrorizzato.
Meno male ci sono personaggi inesistenti che suggeriscono cosa fare.
mercoledì 7 novembre 2018
Funzionamenti del tutto impossibili dato l'assenza totale di sole. Cose da non voler vedere
Tipo una presammale di pioggia varia domenicale che si trascina fino a Mecoledì.
Camminando tra macerie di circa un centinaio d'anni di lavoro.
Cercando in qualsiasi modo di ricostruire qualcosa.
Seppur con progetti che non vedranno mai fine.
Ansie varie di domani incerti.
Che diventano ancora più folli se vengono ragionati in qualsiasi modo.
Soprattutto schematico.
Non ce la si può fare.
martedì 6 novembre 2018
Post scritti male fatti di rubriche cancellate e compleanni dimenticati.
Forse è solo il caso di mandare in Loop colonne sonore bellissime per svariate ore.
Perchè pensando solo al periodo in cui si voleva andare avanti a tutti i costi piuttosto che guardare ogni giorno soltanto indietro.
Decisamente cose più semplici.
Non migliori.
Meno complicate.
Avendo solo l'universo per pensare.
Non per far scivolare via dalle mani un po' tutto.
L'amarezza rimane sempre.
Impossibilitato fisicamente a vedere 24 ore.
Quindici anni.
giovedì 1 novembre 2018
Avendo scarpe strane per strascicare i piedi, gambe per sorreggerle e portare in posti vari, ma soprattutto orecchie per ascoltare.
Così clamorosamente unilaterale.
Avendo mazzi di sensi fatti di film già visti.
Non cascando in trabocchetti.
E' una questione di tono di voce.
Dispiace.
martedì 30 ottobre 2018
Si invitano i signori a riporre gli oggetti e le persone negli appositi contenitori. Arrivederci.
Perchè alla fine anche questo è più o meno un esperimento.
Su una giornata di 24 ore.
Di quante interazioni si cerca.
Esattamente sull'esatta dose di quanto ce ne frega della gente.
Essendo iperconnessi.
Ignorandoci più di prima.
Erano decisamente più fighi i tempi in cui non si aveva credito per rispondere.
Probabilmente ci siamo resi conto di fare schifo e basta eh.
giovedì 25 ottobre 2018
Impanandosi nuovamente in sabbie mobili digitali, fatte di tagli sulle mani e blocchi vari.
Com'era la parola?
Nativi digitali.
Andando di moda l'isolazionismo 2.0
Avendo assolutamente contatti.
Ma ignorando le modalità d'espressione.
Tecnologie alla fine non del tutto utili.
Soprattutto se si tende ad essere sempre gli stessi.
Almeno c'è un tipo di concentrazione diversa, almeno lavorativamente parlando.
Crollando in un ciclo casuale di eventi.
Loop temporali e cose così.
Uscita di emergenza.
Pace.
mercoledì 24 ottobre 2018
Seguendo canzoni come il flusso totale della propria mente, non perfetta, altamente minata da sostanze che lo faranno diventare uno psicolabile qualsiasi.
Sono un po' pensieri casuali che capitano in momenti del tutto inopportuni.
Come pensare ad un papero di gomma gialla chiuso in cassetto bianco, così avendo la capacità di ricollegarsi a tutto quello che si è lasciato dietro.
Come con la totalità delle cose sparse che non riuscire a dare via.
Senza avere grande senso però.
Solo un assoluto spreco di spazio.
Onde elettriche andranno perse prima o poi.
Oggetti nascosti assolutamente in soffitta, o soppalco, eppure ci sono.
Dovrebbero essere semplicemente eliminate o trasformate in energia per alimentare totali schifezze o altre robe che fanno pena solo al vedersi.
Alla fine è come se fossimo dei bambini troppo cresciuti.
In qualsiasi cosa.
E' solo un contesto dove si pratica il Gioco dell'Oca.
Anche quando si vuole essere solo lasciati in pace davanti ad un Monitor e provare inutilmente di ignorare tutto il resto.
Invece ci si vuole obbligare a crescere in qualsiasi modo.
Per diventare un orribile essere umano.
Anzichè rimanere a riempirsi gli occhi di cose belle.
E cercare sin da piccoli di non diventare un qualsiasi tipo di rifiuto.
Ci si prova con tutte le forze.
A dare sempre tutto.
Non prendertela per cose così.
Ci si vede la settimana prossima, no?
Vorrei veramente.
Ma sono passate veramente troppe robe.
Ormai non fa proprio più.
Non c'è via di ritorno dopo determinate cose.
Si cambia, certo.
Non decisamente in meglio.
Sarebbe così facile avere tantissimo tempo per dire solo che non fa nulla.
E' stato solo un sassolino in un percorso decisamente più ampio.
Purtroppo troppe robe cambiano dentro, anche a velocità abbastanza sostenuta.
Principi clamorosi di azione-reazione.
Passa anche la voglia di stare dietro a determinate robe.
Pazienza.
lunedì 22 ottobre 2018
Rifiutando un qualsiasi tipo di accordo solo per mendicare qualche click in più, visto il totale ed orgoglioso isolazionismo che si cerca di portare avanti.
Essendo forse, non del tutto, una qualità.
La totale incapacità varia di scendere a compromessi.
Testa dura.
Andando avanti.
Neanche davanti all'Armageddon.
Purtroppo è come si è costruiti all'interno.
Avendo la consapevolezza di aver visto amicizie andare e venire.
Anche in altri emisferi.
Però, si vorrebbe recuperare un po' di roba.
Vivendo in pace con qualsiasi cosa.
Lasciando perdere le cantonate che produciamo ogni giorno.
Perchè fondamentalmente facciamo schifo.
Qualche volta meno.
Altre essendo solo i mammiferi orribili che siamo.
Esplicitando tutte le miserie che portiamo all'interno.
Mancanza totale di pace.
Robe che inevitabilmente si rompono.
Contando, spesso o sempre, sul proprio essere altamente incasinato.
Il che è tutto dire.
Essendo uno dei primi a fare pena.
Cercando soltanto di fare del proprio meglio.
Anche se, in fondo, si è orribili come tutto il resto del pianeta.
Quindi il messaggio di fondo è: cercare di fare meno cagare possibile.
Anche se è francamente impossibile non dispiacersi.
Portare rancore no, troppa fatica.
Ma avere la certezza che molte robe non sono più così, si.
Pace.
Fisso sbagliando strada e perdendosi in Strade Provinciali o Statali che siano, ma niente potrà battere gli sterrati in campi coltivati.
Costruendo pezzi vari.
Un po' come quando si aveva la spettofotometria decisamente incasinata.
E diversamente da prima si avanza con delle scarpe all'apparenza non sfondate, ma si macinano comunque i chilometri.
Eppure non sembrava.
Già, perchè prima si facevano con una macchina bianca, decisamente scassata nella carrozzeria, ma clamorosamente funzionante.
Mancanza formale di zingarate varie.
Arriverà il tempo, quello si eh.
Però peccato.
giovedì 18 ottobre 2018
Distraendosi per qualche istante e avere la consapevolezza totale di essere ormai una reliquia.
Facendo funzionare un cesso di stampante, spesso però sprecando biglietti da venti nel comprare mazzi di Cd.
Che andavano decisamente bruciati.
Oh poi tipo il 90% sono stati tirati in casino.
Capita eh.
Con il passaggio della tecnologia, ovviamente.
Dispiacere vario nel tempo che va troppo veloce.
Passando dal Walkman a batterie.
Tipo ascoltando un intero album ogni volta prima di andare a dormire.
Con la domanda chiara e netta: Ma che fine hanno fatto tutti quei giorni?
Apprezzando la futilità delle cose.
Disinteresse particolare nell'accumulare oggetti.
Proprio eliminando tutto senza rimpianti vari.
Rimangono cose nella testa.
Di concerti su prati e amicizie finite.
Succede.
mercoledì 17 ottobre 2018
Avendo necessità fisica di scrivere disastri vari e cercando clamorosamente di lasciare un qualsiasi segnale su questo pianeta disastrato.
Tipo ascoltando canzoni da diciotto minuti e venti secondi.
Ancora chiedendosi come diavolo abbia fatto quella maglietta a finire in quella cassetta di Posta di un Quartiere Periferico di una città che ok, non sarà un granchè, però va bene dai.
Almeno così si dice.
Conta solo quello che uno sente, no?
I pareri e le opinioni non contano niente.
E' superfluo darli.
Volontà totale di non influenzare mai nessuno.
Semmai preferenze sostanziali solo di essere lasciato in pace.
Ah, quello si.
Solo volontà primordiali di scrittura e comunicazione.
Soprattutto se si sono fatte 30 ore in tre giorni.
Ci sarà sempre qualcuno che ha fatto più ore però.
Molto interessante.
Si può ignorare?
Assolutamente.
Stanchezze randomiche di chi fa fisso a gara di chi ce l'ha più lungo.
Sticazzi anche.
Essendo un disastro di essere vivente.
Andandone più o meno fiero.
Volendo solo perdersi a Skellige.
Il resto non conta nulla.
Pace.
lunedì 15 ottobre 2018
Aspettando solamente di perdere la propria fantasia dentro universi costruiti in maniera spettacolare. La vita reale non è un granchè
E' sempre, più o meno, gloria al grande Sole.
Anche quando si resta chiusi in una stanza con luci artificiali per nove ore e mezzo.
Assenza quasi totale di spazi di libertà.
Con dita sempre più menomate, così ogni tasto battuto diventa pieno di dolore.
Un po' come quando si è iniziato a scrivere queste righe.
Certo, non era decisamente tutto così problematico.
Eppure i casini c'erano.
Quindi non è che sia il massimo.
Comunque c'è un dispiacere di fondo.
Quando gli amici vanno via e rimane solo la musica di sottofondo.
E' un peccato.
Non si può certo tornare a 12 anni, quandosi poteva dire di essere quasi amici per sempre.
Perchè le delusioni erano minime.
Anche se la gente resta uguale ok.
Ma forse si era meno stanchi di tutto questo.
Cavolo se manca giocare a Daggerfall con gli altri a casa di Gigi.
Cosa si è diventati?
Che orrore.
domenica 14 ottobre 2018
Ricevendo magliette dei NoFX del tutto inaspettate. Pacchetti dalla Grecia con indirizzi sbagliati, con destinatari giusti, ma non richiesti. Boh
Entropia.
Dare ordine a cose sparse.
Battaglie del tutto perse in partenza per carenza di tempo / voglia.
Eppure c'è una sorta di respiro più ampio.
Nel sistemare determinate cose.
Un po' come un punto di partenza.
Tornando indietro a stanze del tutto incasinate.
Che però venivano puntualmente riorganizzate ogni due settimane circa.
Indossando la maglietta.
Chiedendosi però da dove diavolo sia spuntata fuori.
Pace!
sabato 13 ottobre 2018
Iniziando nuovamente a partecipare a questo gioco strano pure se si è prigionieri del 2 Luglio 2000
Non necessariamente.
Avendo supporti vari, anche telematici.
Ma alla fine il risultato è sempre, più o meno, lo stesso.
Spazi casuali di libertà che mancano di basi solide.
E anche se si è confinati in mura, bisogna comunque cercare di penetrare un po' la realtà.
Perchè si ha la sensazione di cose, più o meno, già vissute.
Un po' di premonizioni fatte.
Essendo solo un ingranaggio casuale del sistema.
Non avendo granchè voglia di dire fisso sissignore, però sono, tipo, cose che devono per forza andare in una direzione.
Un po' come tirando fuori robe che erano del tutto seppellite.
Essendo solo un punto sparso nel cosmo.
Ma buttato lì proprio.
Ammirando colori e basta.
Cose così.
Perchè si riprendono immagini a caso e si risponde.
Tutto cementato nella testa eh.
Continuando imperterriti ad annullarsi.
Tentazioni quotidiane di demolizioni varie.
martedì 9 ottobre 2018
Proprio non si riesce a trovare, anche vagamente, una sorta di piacere nell'esilio.
Essendosi decisamente automutilato i lettori.
Eppure era una cosa che faceva, tipo, piacere.
Averne abbastanza.
E invece si è precipitato in numeri da esilio.
Un po' come essere il solito sfigatello decisamente dimenticato.
Essendo convinti che fosse una cosa assolutamente di principio.
Sparire un po' di nascosto.
Così da non lasciare assolutamente traccia.
E' abbastanza vero.
Anche se manca chi legge.
Si è decisamente più soli, anche se più veri.
O cose così.
Non chiedendovi di publicizzare.
No dai, quello no.
Giù nella discarica.
venerdì 5 ottobre 2018
Come quella volta che si era, tipo, fatto un 31 / 2 con duecento di Ping, anzichè studiare.
Com'era quel detto?
Amici per la pelle o per sempre.
Cose così.
Una roba come quando dovevamo tipo fare l'esame di terza media.
E allora si stava attaccati al Pc anzichè giocare.
Tipo problemi di Geometria mai capiti.
Perchè era proprio una tara mentale.
Tipo autistico, ma senza genialità.
Solo con la chiusura.
La poca voglia di parlare.
Preferendo stare in ombra.
Decisamente un essere umano totalmente sbagliato.
Impossibilità di viaggi nel tempo scalcinati.
Si pensa allora ad un sempre dritti.
Anche perdendo pezzi.
Perchè è l'unico modo per essere veramente così.
Fedeli a come si è circuitati dentro.
Allora è normale stancarsi.
E anche rimpiangere tempi in cui tutto era decisamente più semplice.
Anche riprendersi da cantonate.
Pace
giovedì 4 ottobre 2018
Attese clamorose di ritorni a casa, soprattutto quando c'era un gioco nuovo da provare.
Da qualche parte ci sarà sicuramente anche la scatola.
Probabilmente in soffitta, dove si dormiva e qualche volta sognava.
Anche se bastava solo perdersi in realtà magiche.
Per ignorare queste.
Diventate alla lunga assolutamente insopportabili.
Ricordando vagamente pagamenti con monete fuoricorso.
In bagni minuscoli.
Leggendo il libretto d'istruzioni, di un Cd perso chissà dove.
Alla fine non ci sono più neanche loro da un pezzo.
Tutto caduto in disuso.
Cose e persone.
Perchè alla fine è il primo passo per allontanarsi in punta di piedi.
Senza avere molte altre cose da dire.
Purtroppo capita.
Robe che finiscono.
Come tutto il resto.
Andate semplicemente così.
Dispiace, ma non c'è molto altro da fare.
Volti di persone.
Passate e presenti.
Tutte più o meno andate via.
Quante incontrate?
Quante perse?
Ma è normale eh.
Non è una lamentela.
Bello cercare realtà alternative, magari da rivivere.
Non si può però.
E allora via nel nuovo isolazionismo, un po' come quando si è vissuto sempre ai margini di tutto.
Essendo fabbricato così.
Bisogno spasmodico di un 1995
mercoledì 3 ottobre 2018
Timer sconclusionato, obbiettivo di eliminazione totale da collegamenti ormai del tutto superati.
Volontà varie di cancellare connessioni dati.
Questo è sicuro.
Impossibilitato fisicamente nel vedere ancora tutte ste robe.
Molto meglio stare seduto su una panchina di legno.
Lasciando scorrere il tutto.
Ah si.
Quello che ci vuole.
Come tanti anni trascorsi nel buttarsi via, più o meno.
Anche se andava benissimo così.
Non si rimpiange nulla.
Nè rinnegare qualsiasi cosa.
Alla grande allora.
sabato 29 settembre 2018
Piacevolmente lanciando messaggi telepatici oltre il Pianeta Terra. Roba da arrivare a piedi su Alpha Centauri. Pagine da finire.
Un po' dimenticandosi tutto, o quasi, nel tragitto.
Andando avanti a macinare Km.
Questo è sicuro.
Di notte, ancora meglio.
Potenzialità varie.
Guardando distrattamente le vite degli altri.
Non assorbendo più.
Quello mai.
Essendo vagamente tutti con connessioni strane.
Soprattutto in testa.
Neuralmente parlando.
Allora ok.
Si fa del proprio meglio.
Che fai nella vita?
Boh, sorrido il più possibile.
Il resto non conta granchè.
Pace
Trascinandosi stancamente verso a fine mese, eppure ci cerca un nuvoloso vario del 1996
Mesi che finiscono come niente.
Tipo distratto un attimo e via.
Invece si hanno solo nella testa cabine telefoniche e giornate varie del tutto solitarie.
Neanche ricordandosi perfettamente perchè.
Cercando di chiamare a Torino per prendere una sorta di portachiavi.
E da lì che iniziavano già periodi strani.
Che poi non è che spariscano del tutto.
Cose così.
domenica 23 settembre 2018
Colpa di canzoni paranoia che interrompono pigramente serate lavorative del tutto rivedibili.
Assurdamente Domeniche libere.
Guardando assolutamente avanti, anche se si hanno sempre le tasche bucate e soprattutto solo rame sparso sulla scrivania.
In ogni caso non è questo importante.
Più che altro una sorta di volontà di migliorarsi sempre e di essere un po' consapevole delle proprie capacità.
Anzichè rimanendo immobile nell'ambra.
Ritrovando il tempo perduto.
Scrivendo agli amici.
Diventando un'assurda statua di sale.
Quando si avevano dei concetti decisamente portentosi, eppure si sono persi così.
Colpa dell'iperattività mentale.
Eh vabbeh.
Però si vuole cambiare in qualche modo.
Svoltando anche lentamente.
Non essendo giovanissimo e di certo acciaccato.
Ma comportandosi clamorosamente da montagna.
Pace
lunedì 17 settembre 2018
Pomeriggi di gomme forate che vengono incredibilmente risolti in maniera del tutto normale.
Fisso lasciando andare.
Cose che capitano.
" Ti ricordi quando "
Si.
E rimane lì.
Perchè è proprio vero, come diceva qualcuno
" Tutto tende ad essere distrutto, tutto cambia "
Parola vera.
Eh vabbeh.
Non avendo granchè voglia di cercare di ricostruire, vanamente, cose che ormai non riguardano più.
Piuttosto difendendo quello che si ha.
Probabilmente è l'unica cose che conta.
In questo momento storico, naturalmente.
Tentativi vani, fatti.
Mancanza formale di volontà varie in ricerche costanti.
Preferendo a quel punto stare da una parte in panchina.
Ma va tutto bene
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