domenica 28 luglio 2019
Novantaduesimo titolo generico.
Midi rimasti nel cervello per tipo 30 anni.
In mattinate di sole estive, con cassette pagate in lire.
Robe assurde, derivate solo dal potere della mente.
Riflettendo sulla potenza che si ha.
Sprecata nel 99% dei casi.
Perchè tutte le robe che si sentono non piacciono neanche un po'.
E' l'aggressività pura mascherata da perbenismo ed ipocrisia che fa paura.
Non tanto il fatto di essere scimmie aggressive.
Quello va anche bene.
Basterebbe solo ammetterlo.
In tutta tranquillità:
" Appartengo ad una specie bellicosa, godo nella violenza verbale e fisica. Dentro mi sento un Alpha, ma sono un Beta quindi mi associo a quelli che si mostrano Alpha per soddisfare una mia qualsiasi insicurezza. "
Facile no?
Non è che interessi molto da che parte si sta.
L'importante è la coerenza, in tutto.
Accettare candidamente di fare schifo.
Senza nessun perchè.
Molto meglio stare seduti nel retro dell'autobus.
Non interagendo mai.
Lanciando sorrisi.
Essendo pacifico.
Facendo dispetti come volervi bene.
Non facendo mai a gara a chi urla di più.
:)
sabato 27 luglio 2019
Novantunesimo titolo generico.
Alla fine è solo aver coniato un nuovo nome per una filosofia sicuramente già portata dentro.
Il " Bella per te "
Senza tono sarcastico, naturalmente.
Atteggiamento comprensivo, più o meno vario, su qualsiasi tematica.
Fare un po' come si vuole, tanto è ok comunque.
Davvero.
Non c'è problema.
Lasciando perdere stendardi e bandiere.
Non scendendo mai al livello di nessuno.
Solo risposte ottime.
Dammi pure quello che vuoi, la risposta sarà sempre la stessa.
" Ok zì, bella per te "
Va bene.
Non è, semplicemente, aver scoperto il libero arbitrio.
Ma più che altro interiorizzare concetti.
" That's..like your opinion, man "
Alla fine facendosela prendere bene.
Anche quando ci si comporta come un pagliaccio.
Potendo regalare momenti divertenti, dimenticando così le miserie di ogni giorno.
E' bello no?
Sai cosa?
Fa stare bene :)
Pace.
martedì 23 luglio 2019
Novantesimo titolo generico.
In fondo è normale avere paura.
Di qualsiasi cosa.
Ci sta.
Vedendo, non solo, distrattamente, il tempo che passa, ma anche brutte prime pagine di giornali, perchè globalmente possiamo ancora mostrare il peggio di noi.
Non sapendo proprio da dove derivi tutto questo incazzo, più o meno vario, che sembra anche diventato una cosa normale.
Persino ogni giorno.
Tensioni varie mai sfociate, ansiose di lasciare solo macerie.
Preferendo tenere un ramoscello d'ulivo invece di una mazza da baseball.
Com'era quella frase?
" Volevo cambiare il mondo, ma il mondo mi ha cambiato "
Ni.
Ma non come vuole lui.
Vogliamoci bene.
Tanto alla fine resta solo quello.
Pace.
domenica 21 luglio 2019
Ottantanovesimo titolo generico.
Guadagnare che cosa dalle questioni di principio?
Non un granchè.
Domenicalmente, preferendo una scrollata di spalle.
Ormai essendo clamorosamente un eremita digitale.
Va bene così.
Lontano da cose assolutamente ininfluenti.
Che problema c'è?
Pace
venerdì 19 luglio 2019
Ottantottesimo titolo generico.
Cose fatte in orari sballati e volontà varie di bagni notturni.
Nuotare sempre ad occhi aperti, anche di notte.
Inseguendo luci.
Come le persone ammaccate che siamo, con i nostri tentativi, anche vani, di non farci del male.
Provandoci.
Però alla fine ci siamo.
Qualcuno e tanti mancano, ma sono sempre presenti.
Si troveranno degli approdi.
E tutto si risolverà.
Quindi vogliamoci bene.
Non importa proprio nient'altro.
giovedì 18 luglio 2019
Ottantasettesimo titolo generico.
E quindi.
Ci sono ginocchia più a pezzi di scarpe rotte.
Si cammina comunque in salita strascicando la gamba.
Un po' come le avventure varie, più o meno semiserie in questi Dodicimila e Quattrocento Dieci giorni circa.
E sono circa 297.840 ore.
Quante di queste sono state sprecate?
Tantissime alla fine.
Però si cerca di non passarne, più, neanche una incazzati.
Ed è vero che ci sono stati due anni del tutto rivedibili, fatti di paura pura di alzarsi in piedi.
Figurarsi di rivolgere parole alle persone.
Non certo continuativi, ma sparsi in questi trentaquattro due più o meno si.
Brutti.
Ma come dicevano gli abitanti di Tralfamadore: è meglio ignorare i momenti brutti e concentrarsi su quelli belli.
Così da non intuire più la realtà come una linea retta, ma tutte le cose in contemporanea.
Ed è vero che si ha una visione del tempo decisamente umana.
In fondo è quello che siamo.
Esseri umani.
Che prendiamo più o meno cantonate spesso.
Ma non esiste nessuno del tutto cattivo o del tutto buono.
Solo persone.
Quindi, beh, nonostante tutta la merda che come scimmie ci siamo tirati addosso.
Vogliamoci bene, ok?
Personalmente lo farò e dirò.
A me va bene così.
Volevervi così tanto bene, da non parlare più nel Blog in terza persona.
Addirittura questo.
Vogliamoci bene.
Davvero.
martedì 16 luglio 2019
Ottantaseiesimo titolo generico.
Un po' come dovrebbero essere tutti gli arrivederci.
E non parlo di sfidarsi alla luce del mattino, quello neanche con chi mi sta sulle balle, figuriamoci le persone a cui si vuole bene.
Ed è vero che c'è poco tempo e altri impegni da fare, va bene eh.
Ci sta.
Non cancella certo tutto il resto.
Intanto ci sono stanze da svuotare.
Per ricostruire continuamente.
Fermarsi è una follia.
Ma, per favore, vogliamoci bene.
Ok?
sabato 13 luglio 2019
Ottantacinquesimo titolo generico.
Alla fine ricordi vari di tempo perso.
Sparati negli occhi direttamente da tubi catodici.
Facevano stare bene.
Ed è come un bel discorso di un telefilm piacevole ambientato in quel periodo a dire che, in fondo, tocca andare avanti sempre e comunque.
Poco importa se si ha il cervello cotto da sostanze strane in circolo, ma soprattutto da sette ore sotto il sole.
Dove nell'acqua fredda si capisce sempre di più i nostri simili lontani, figuriamoci quelli vicini.
Il solito discorso che non c'è ne sia uno che chiude la porta.
Ma da dove viene questo detto?
E non parlo della radice in sè della frase, proprio oh: se non chiudo la porta non sono cosa.
Almeno credo.
O no?
Quindi ci sono dial up di silenzi vari a cui non si viene rivolta neanche la parola e tipo venti pagine da ricopiare perchè c'è un povero guerriero di nome Aidan che ha la PTSD e dovrebbe essere un capolavoro di racconto invece avendo la concentrazione di un pesce rosso.
Finire questo viaggio sempre e comunque.
Non sarà venduto, ma importante.
" Allora perchè non lo fai ora ? "
Touchè.
Essendo solo un poco di buono che si autodistrugge.
Poco importa se tagliano le ore.
E' fondamentale fare le cose che piacciono.
Lasciando tutto il resto fuori dalla finestra.
Non per la sopravvivenza, ma quello che si vuole.
Riportando tutto a casa.
Assaporando entusiasmi altrui.
Continuate sempre a studiare, qualsiasi cosa.
Praticare qualsiasi tipo di arte, anche alla carlona.
Solo per far crescere la nostra anima.
Vogliamoci bene.
giovedì 11 luglio 2019
Ottantaquattresimo titolo generico
Come diceva un vecchio amico:
" Fare schifo in una società che ci spinge all'eccellenza è un preciso dovere morale "
Più che altro è un atto di solidarietà verso la propria specie.
Non avendo le palle necessarie per ammettere di essere soltanto una pulitura consumistica di culo umano.
O cose così.
Di certo avendo medaglie varie del fare schifo.
Perchè c'è una sorta di fascino strano nel toccare completamente il fondo.
Robe che avvicinano paurosamente alla realtà.
E tutto il resto va, orgogliosamente, a farsi fottere.
Visto che non conta, assolutamente, nulla.
Ronin di stocazzo, ma mettendosi comunque tutta l'armatura.
Pure il Mempo, la maschera del Samurai, solo che la corazza è talmente a brandelli da diventare assolutamente inutile.
Come molta altra roba.
Allora lanciandosi di testa con il Bushido di cose che devono assolutamente essere rinchiuse in un cerchio spedito in loop per l'universo, anche se non esattamente come si pensa, però in un modo decisamente figo.
Non che si possa scrivere una roba simile.
Però in fondo, è roba di Msn e di una webcam Logitech che funziona dimmerda.
Allora basta solo mettere una bandana in fronte.
E lanciarsi giù da qualche parte.
Roba antica, tipo film visti in VHS a casa di Nonna.
TORA
TORA
TORA
Rcoddio oh, era anche un festival fighissimo
E invece.
Niente.
mercoledì 10 luglio 2019
Ottantatreesimo titolo generico.
Prima qua si scrivevano frammenti vari di vita.
Certo, codificati da uno strumento imperfetto e paurosamente danneggiato.
La comprensione assoluta della realtà è per quelli che non sbagliano mai.
Qua ci sono solo le idiozie casuali di un perdente ordinario.
Che ormai non c'ha più neanche un vizio divertente, nemmeno un Social Network.
Avendo, probabilmente, il timore di non avere più niente di interessante da dire.
Se non sensazioni dovute a mezzi di trasporto vari.
Posto del finestrino sempre però, per favore.
Ottocento e rotti post vari, tipo giornate.
Strascicando i piedi e con le suole paurosamente consumate.
Solo da un lato.
Necessità fisiche di sdraiarsi su prati.
Rassicurando altri su paure di sconfitte varie.
Va tutto bene ok?
V'abbraccerei tutti.
domenica 7 luglio 2019
Ottantaduesimo titolo generico.
E niente, alla fine è arrivato anche un altro resoconto.
Come al solito i Km saltano addosso e rendono tutto un po' più nebuloso.
Sarà che si è fatto un concerto come quando si aveva vent'anni, passando ventiquattr'ore completamente fuori di testa.
Eppure si è trascinato questa carcassa per tutta la città, prendendo e quasi perdendo tutti i mezzi di trasporto.
Com'era quella canzone?
Ah si: Miglia e Promesse.
Non ricordando neanche di averla cantata, probabilmente si, ma non ci può essere la certezza matematica.
Visto che si aveva il cervello come una frittata.
Eppure le miglia sono state fatte, in mezzo a stazioni così drammaticamente familiari, di anni intensi con i loro alti e bassi.
In fondo è normale, no?
Solo la vita.
E promesse, quelle mantenute e da mantenere.
Perchè alla fine i rapporti umani sono proprio strani.
Essere sempre lontani, ma vicino.
In fondo non ci vuole così tanto.
Basta volersi bene, quello sempre.
Cercare ogni giorno di essere sempre ottimo con le persone a cui si tiene, anche quando ci sono incomprensioni varie che possono durare quindici giorni o quattordici anni.
Così magari questo pianeta può sembrare anche un posto più piacevole dove vivere.
Quindi in marcia allora: ci sono case da finire, concerti da vedere, saluti da dare, senza dimenticarsi mai il Mantra di una storiellina Zen.
Vogliamoci bene.
Pace.
giovedì 4 luglio 2019
Ottantunesimo titolo generico.
Scontrandosi quotidianamente con dial up di silenzi vari.
Chiamate perse e mai più ritrovate.
Scivolando lentamente in zone abbastanza familiari.
In ogni caso non diventa assolutamente nulla un problema.
Alla fine son cose che non importano più granchè.
Rispondendo sempre presenti, sorridendo pure.
Allergia sostanziale a bandiere.
Solo un essere umano malfunzionante, che non la smette di dire
" Vogliamoci bene "
Perchè è quello che conta.
Il resto è assolutamente irrilevante.
Non importa
:)
lunedì 1 luglio 2019
Ottantesimo titolo generico.
Ci sono solo mazzi di caratteri buttati a caso.
Per provare a costruire frasi di senso compiuto.
Quando vengono improvvisate hanno un filo logico assolutamente lucido.
Neanche saper giocare a Scarabeo.
Figuriamoci comunicare i mulinelli sparsi dentro.
Pomeriggi di sole battono di centomila anni tutta la merda che ci tiriamo dietro.
Alla fine non ha proprio senso.
Vogliamoci bene.
Spogliandosi da certe robe.
E' così facile.
Vogliamoci bene.
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