sabato 28 aprile 2018
Trovando una sorta di piacere, più o meno strano, quando si ha la possibilità, volontaria, di toccare il fondo in piena coscienza di sè.
Perchè non si è, di certo, uno che ha avuto la fortuna di vincere alla lotteria.
In nessun ambito della vita, sia chiaro eh.
Sapendo, frammenti vari di vite altrui, di cui, fondamentalmente, non è che interessi granchè.
Perchè alla fine si è appesi soltanto per un cordone di tessuto vario frutto di vigliaccherie sommarie e di problemi familiari mai risolti.
Insomma, intrappolati e cristallizzati in una sostanza vischiosa che ogni tanto ritorna.
Per essere sempre di più a merda.
Ma davvero.
Distributore automatico di bastonate sui denti ormai da tempo immemore.
Non è una cosa come, tipo, guardare nel piatto degli altri.
Di sicuro eh.
Perchè nel bene o nel male, si rimane sempre, unilateralmente se stessi.
Nonostante le capacità varie dimostrate più o meno.
E'una sorta di peso da portare dietro, una qualsiasi varietà di decisione X presa così a caso e ormai parte di quello che si è diventati.
Ripetendo sommariamente in coro.
Non si è mai vinto alla lotteria, pur avendo avuto gli scrupoli di giocarla.
Ormai è così.
Niente da dire eh, certamente è una sconfitta varia.
Perchè come dice il saggio " Il mondo è dei furbi "
E c'è chi rimane fregato.
Esattamente.
Non essendo Mai, coraggioso abbastanza per rimuovere la propria presenza da questo pianeta abbastanza distante dal sole.
E' una questione di attitudine, questo è sicuro.
Non ci sono le palle.
Eppure si da, quasi sempre, tutto, in quello che si fa.
Non sarebbe nemmeno così difficile, prendere una decisione egoistica una volta ogni tanto.
Bisognerebbe imparare, certamente, da esseri umani palesemente rivedibili.
Davvero.
E invece no, non è per niente così.
Drammaticamente attaccato a codici strettamente personali per codificare la propria esistenza, ed è qua che si sta sbagliando in maniera clamorosa.
Il principio che frega il fine.
Infatti si è visto.
Penultimo tra gli ultimi.
Non c'è proprio una cazzo da ridere.
O entro il 2018 o entro il 2019.
Questo è sicuro.
Assenza materiale di volontà di farcela più.
Non è un messaggio d'aiuto, quasi.
mercoledì 25 aprile 2018
Non avendo la sicurezza, certa o no, di aver già messo come Pixel Art questa Gif. Non avendo assolutamente intenzione di ricontrollare, dato che è 25 Aprile e si deve lavorare.
Stare in alto sempre.
Anche se l'incontro è truccato, quello si.
Soprattutto se le regole del gioco diventano drammaticamente squilibrate, perchè si cerca soltanto di sopravvivere.
Eppure qualcosina si è mossa, diciamo che non era proprio un sogno o un aspirazione varia, però avere l'influenza su venti studenti incasinati è stato un traguardo.
Con che tipo di accezione, non si sa.
Guardando fisso a Nord.
Perchè alla fine partono tutti, chi resta?
Chi galleggia o chi è già a riva, ma ogni volta che arriva Maggio passa tutto.
Quando, certe volte, sale la paranoia di rimanere incatenato qua con niente da fare.
Eppure tipo un anno in cui si dimostra a se stesso la capacità di potere fare qualsiasi cosa.
Con la forza nelle mani, non è così difficile.
Basta fare tutto.
Più o meno.
Ah si.
Perdenti si è.
Pure un po' soggetti.
Imbranati.
Inadatti.
Sempre mai all'altezza.
Eppure si è ancora qua: collezionando ferite e medaglie.
Limando un carattere di merda.
Avanti tutta, anche se certe volte rode proprio il culo.
mercoledì 18 aprile 2018
Mettendo in loop la stessa canzone come se fosse una colonna sonora di quando si era ossessionati dalla notte e dalle luci al neon colorate. Volendo soltanto essere per qualche minuto un dodicenne giocatore di Cyberpunk.
Tipo una piena attitudine mentale, esplicata soltanto in brevi periodi notturni di passeggiate per tornare a casa.
Visto che ormai ci si fida solo delle proprie gambe malconce e non di supporti meccanici del millenovecentottantadue che ogni tanto rischiano di ammazzarti.
Mavabeh, si sta divagando.
Che cosa si è capito?
L'accettare il clamorosamente ed appassionatamente di stare sempre dalla parte degli ultimi.
Non è certo una questione politica eh.
Per niente.
Visto che, comunque, vonneguttianamente parlando, ma anche forse un po' kilgoretroutianamente parlando non si ha una grande passione nei confronti della gente.
Quindi, forse, è un tentativo, futile, di immedesimarsi in persone comunque incasinate o più incasinate di quello che si vuole essere.
Anche se comunque i guai restano.
Perciò è una sorta di empatia nei confronti di se stessi, mascherata anche lontanamente da altruismo spicciolo.
Di certo meno ipocrita di quello con colori vari o status mentali che rendono presunte persone migliori di altre.
In ogni caso è di certo meglio dare, sempre, tutto.
Anche se si saltano clamorosamente degli allenamenti.
Non importa.
Non importa.
Si da tutto e via.
Dalla parte sempre degli sconfitti, troppo facile sostenere chi ha già vinto.
Anche perchè si perde da trentadue anni.
Quello, probabilmente, non cambierà mai.
Sempre con in tasca spiccioli e sconfitte.
Non cambierà mai.
Anche se alla fine le domande a risposta multipla sono tipo a trabocchetto, quello che conta è il concetto.
Il confrontarsi.
Eliminare la ruggine.
Avere un minimo di impatto sulla vita di un altro essere umano, che poi oh, magari farà scelte balorde eccetera eccetera.
Però almeno questo perdente con solo monete di rame in tasca ha avuto una qualche influenza.
Eccome.
Si sta bene a perdere.
Ormai ci si è fatto il callo.
Pace.
martedì 17 aprile 2018
Fregare tutti i presunti lettori mettendo un post nottambulo che non ha molto senso di esistere se ti devi tipo alzare tra cinque ore.
Caricato a molla per dormire poco.
Andando a batterie solari, anche se ci vuole il tempo necessario per farle caricare.
Ormai essendo soltanto un ingranaggio del sistema che gode di supporti tecnologici per cercare vie di fuga anche da giornate lavorative che non hanno granchè voglia di finire.
In effetti non si hanno, più o meno, le idee chiare su tutto quello che capita, ma in ogni caso bisogna pure essere una parte integrante della società.
E niente, un po' di anni.
Andati via così.
Persi mai però.
Quello lo si diceva ad anni alterni, ora certo che si, fa paura essere arrivati fino a qua.
Saper far tutto, per poi non saper fare niente di che.
Ma l'Isolazionismo non è del tutto una risposta soddisfacente, quando si rubano spazi di libertà nascosti dietro un frigo o nell'angolino del pianto.
Di certo c'è un racconto bellissimo da finire.
Che proprio perchè è così fa ancora più paura.
Non avendo voglia di non pensarci più.
Eppure è assolutamente da finire.
Tipo Giovedì.
Dai si.
Giovedì.
Pace.
venerdì 13 aprile 2018
Hello Babies, parte due.
E niente.
Basta una mattinata e sparisce tutto, ma proprio tutto.
Anche se rimane solo la faccia in fiamme di un individuo non più giovanissimo e di certo con numerosi problemi mnemonici e comportamentali.
Che si augura di metterti in imbarazzo in futuro.
Essendo sicuramente meno poetico, con qualche anno in più o cose da scrivere.
Però ci siamo sempre.
Allora:
Eccoti qua
Eccoti qua
Eccoti qua.
Benvenuta :)
Pace :)
http://cantwinagainstmyselfthugvsthug.blogspot.it/2014/07/hello-babies.html
giovedì 12 aprile 2018
Mattinate primaverili su mezzi di locomozione anziani, facendo lezione ad individui con vite complicate presenti e passate, ma con tanta buona volontà.
Un po', come, quando, si pensa.
Si scrive anche.
Spesso parlando in quattro quarti, perchè è, più o meno, la perenne colonna sonora che si ha in testa, anche in momenti del tutto inopportuni, mavabbeh.
Anche se spesso il tono di voce è pseudo cantilenante perchè si devono far capire concetti, mai del tutto totalmente appresi, ma appena sufficienti per fasi mnemoniche disabituate al generico studio.
Eh si.
Qua non ci si formalizza mai, figuriamoci nel dare a persone nettamente più giovani del lei.
Ma quandomai.
Vite incasinate, più che altro riguardanti casini vari.
Solo per facilitare il tutto.
Sennò non avrebbe nessun senso.
Cose belle ed imbarazzanti scritte sulla carta.
Scontrandosi fisso con la realtà.
In effetti è più o meno sempre così.
Anche drammaticamente.
Ma siete qua per imparare, allora va tutto bene.
Senza fretta.
Chiusura sconclusionata che non c'entra niente con l'andazzo zoppicante del post :
Non ricordando mai che immagini si mettono.
E' grave eh.
Ncheguà
Pace
lunedì 9 aprile 2018
Riprendendo a fare le 7 del Mattino, ma tipo barando perchè ci si è alzati dal letto alle 6:54.
Nuovamente ad orari improbabili.
Dopotutto è un " rerum vulgarium fragmenta " del tutto sconclusionato, fatto da un essere umano malfunzionante e assolutamente privo di capo e coda.
Quindi del tutto casuale.
Un po' avendo la nostalgia di universi paralleli mai vissuti, in cui si scriveva ad orari perozzianamente possibili.
Andando sotto casa di amici a fare zingarate.
Anche se ormai sono tempi che non esistono decisamente più, perchè, si, gli amici sono rimasti.
Ma la volontà un po' meno.
Un po' come chi parte quasi senza dirlo e chi, distrattamente, torna senza comunicare.
Probabilmente è solo la mentalità clanica a cercare di mantenere lo spirito tribale soprattutto in tutti i frangenti strani della vita.
Eppure fisso cose che non suonano abbastanza bene.
Violazioni varie di codici mai scritti.
Essendo sempre abbastanza inflessibile.
Cambiando sempre per rimanere fedele a quello che si è.
Eppure non è una cosa, tipo, impossibilitato mentalmente e fisicamente all'evoluzione.
Per niente.
Anni strambi, dispari, in cui si è visto tutto quello che, forse, lo stomaco non riesce a sopportare.
Persone come nuvole.
Eccole qua
Eccole qua
Per poi sparire definitivamente da questo sistema solare.
Viste giorno per giorno.
Avendo ancora tutti i nomi in testa.
Dare per scontato le robe è na follia.
Figurarsi le persone.
Pace eh.
Come diceva il saggio
Nessuna speranza
Nessuna paura.
Mattinate di attesa cercando un titolo decente per acchiappare Like. Quando si sta perdendo tempo e si arriverà, come al solito, quasi in ritardo.
Spiegando roba che proprio non si sa.
Però, fa piacere.
Cercare di avere un qualsiasi tipo di impatto che, forse, migliorerà qualcosa nelle vite di venti persone.
Eppure non si è mai cercato di stare in mezzo.
Al centro di.
Assolutamente no.
Com'era bello essere nascosto da una selva di persone e sognare all'ultimo banco.
Non ascoltando mai.
Che essere vivente fastidioso.
Ora dall'altro lato della barricata, cercando sguardi attenti.
Anche se si interviene su una sola unità sarà comunque una vittoria.
Per uno sconclusionato con la testa tra la nuvole.
E chi l'avrebbe mai detto?
Non chiamatemi Professore però.
Magari lo fossi.
Sono solo uno costretto, per due ore, a vestire abbigliamento stretto e decisamente incasinato.
Forse quanto voi.
Pace
domenica 8 aprile 2018
Cercando di non farsi fregare le bici, evitando di appoggiarle alla recinzione esterna, per poter andare un pochino a Babilonia.
Di certo, più interessato a ricordare a memoria nomi di città che erano grandi come delle monetine, ma fatte con Pixel brutti brutti.
Ancora peggio se erano trasmesse su un Monitor Crt in bianco e nero, perchè non ci si ricorda come, era saltato quello a colori.
Non che ne avesse molti però eh.
Tipo duecento e rotti e forse era tipo il millenovecentonovantasei o novantasette, ma forse novantacinque.
Umfolozi.
Islandwhana.
Bapedi.
Ur.
E cose così.
Rimangono cose futili e se ne dimenticano tante altre.
Per fare spazio ad una memoria che ormai va e viene.
Come questi post dello Zibaldone, che andranno sicuramente persi, perchè non si ha mai avuto la pazienza di salvarli su supporti fissi.
Eppure se ci sono dei siti ancora in piedi, che boh sono più vecchi di certe persone, magari rimarranno anche questi.
Di certo non si vuole fermare un ghiacciaio a mani nude.
Non è che abbia molto senso.
Allora si alimentano ricordi, anche belli.
Di tipo i primi dieci o dodici anni di vita.
Così lontani.
Che fine hanno fatto tutti questi anni?
Pace.
Iniziando, nuovamente, a battere casualmente sui tasti, anche se del tutto impossibilitato fisicamente a scrivere più di un certo numero di righe, soprattutto in maniera sensata.
Avendo, in effetti, tipo affrontato anche parzialmente mazzi di cose che non possono di certo essere tutte scritte.
Anche perchè si stanno, quasi, fondendo l'una sull'altra.
Un po' la maledizione di anni vari, del tutto simili, che sembrano un percorso minato.
Ma in fondo va bene così.
Com'è che diceva quella frase " Non mi manca niente "
Attenzione:
Usabile in qualsiasi modo.
Dal serio al faceto.
Ho detto veramente Faceto?
Non si costuma più l'utilizzo di termini cotanto desueti.
Zero, fisso preferendo parlare un po' alla cazzo.
Lasciando il regale et curiale giù dalla tazza del cesso, perchè in finale uno non può mai smetterla di essere quello che è sempre stato.
Perdendosi in pantaloni larghi, quello sicuro.
Di certo non sono il tizio che può sicuramente insegnare la propria lingua ad una persona straniera.
" Ok, tu parlare pure in italiano, ma lento "
Comunicare allo stesso modo di come si vive.
Alla cazzo.
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