martedì 7 febbraio 2023
Saccheggiando foto in qualità ridicola tenute come reliquie di tempi decisamente lontani.
Non è che si veda granché.
In fondo è sfocata.
L'immagine eh.
Un po' come la memoria e tutta la roba varia che c'è in testa.
Avendo fisso la confusione mentale.
D'altronde si voleva soltanto parlare di fantasmi.
Come in sotterranei che non sono mai stati accatastati perché si facevano un po' le cose a cazzo.
Nel pensarci dopo, in sentenze quasi definitive e altre che devono ancora essere decise.
In fondo son le robe che terrorizzano di più.
E non tanto le Banshee, Spettri, Spiriti o altre cose che non possono nemmeno lontanamente essere toccate con mano.
E' più che altro la polvere.
I frammenti di ricordi sparsi tra mattonelle rotte ed intonaci crollati.
Il rumore delle auto che passano per una strada larga un paio di metri.
Tutto iniziato lì, più o meno.
Una sorta di girotondo vario, fatto di scadenze e carte bollate.
Di cose proprio che non si riesce a venirne mai a capo.
Vie d'uscita fatte di bonifici.
Così da sistemare cose una volta per tutte, andate avanti per trent'anni.
10950 giorni di calcoli approssimativi.
262.800 ore di operazioni matematiche ancora più alla buona.
Visto che si è sempre stati un disastro con i numeri, con le parole e un po' come tutto il resto.
Essendo un organismo tremendamente malfunzionante.
Che sale le scale malamente, zoppicando in piano e con una bellissima canzone di 3:14 in testa.
Ripetuta in loop.
A memoria, cantata su un catorcio.
Ed avendo tipo una forma di autodifesa nell'aspettarsi sempre il peggio da qualsiasi situazione, fiutando la fregatura dietro ogni angolo.
Così anche un qualsiasi +1 sembra tipo una montagna.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
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