mercoledì 23 luglio 2014

Hello, babies.


Tipo come quattromilioni e duecentomila anni fa, solo con più tecnologia ovviamente.
Da quando l'umanità era giovane, ed usciva lentamente dai boschi per andare a spasso sulle pianure, ma forse ancora più lontano: protozoi in un brodo primordiale.
Però non da soli.
Il pianeta era giovane.
Certo, probabilmente non bello, incasinato, ma puro.
Ed eccoci ancora qua, a raccontarci la vecchia favola della vita, non attorno al fuoco, ma davanti a porte metalliche e parcheggi enormi.
In strutture costate miloni.
Dove società e tecnologie continueranno ad evolversi, portandoci sempre più avanti, nel cosmo chi lo sa? Penseremo comunque sempre a quest'umanità che, nonostante tutto, continua ad andare avanti.
A rivedere sempre queste scene.
Gente che sorride.
Nuove vite che nascono.

Per salutarti, rubo le parole di un signore che prima o poi conoscerai tramite le pagine ingiallite di un vecchio libro gualcito ( non pixel del monitor eh! ).
Ed imparerai l'inglese sicuramente.

Benvenuto, allora, su questo pianeta.

“Hello babies. Welcome to Earth. It's hot in the summer and cold in the winter. It's round and wet and crowded. On the outside, babies, you've got a hundred years here. There's only one rule that I know of, babies-"God damn it, you've got to be kind.”


Eccoti qua
Eccoti qua
Eccoti qua


Pace :)

venerdì 18 luglio 2014

27,011 giorni


Una cosa come tipo 648,240 ore.
Calcolo più, calcolo meno.
Ananumerico a vita.
Scarso con le operazioni varie, soprattutto se da fare durante anonimi compiti in classe in hangover.
Mattone alla testa fortissimo.
Camion carico di sacchi di cemento, parcheggiato in divieto di sosta sul cervello.
Tanto tempo fa.
Figurarsi 74 anni di differenza.
Schiera di uno dei tanti, sicuramente l'ultimo arrivato.
Futura scimmia che doveva ancora aspettare una roba come 24 ore 29 anni fa.
Sempre secondo calcoli approssimativi naturalmente.
Ci sono però, numeri vari che rimandano simbolicamente a qualche cosa.
18 / 19
A caso, ma non per caso.

C'erano 27,011 giorni di differenza.

Cos'avrai pensato?
Cosa penserò io?

Ciao, tanti auguri :)

lunedì 14 luglio 2014

6 meno meno


Alla fine così.
Sempre un po' a cazzo.
Ripetendo fisso come un mantra " Almeno son le cose che mi piace fare. "

Ebbene?
Dove portano?
Dove ti piazzi?

A caso ( , ma non per caso )
Alla fine forse proprio no, tipo serie di combinazioni.
Non credendoci, ma sperandoci.
Sennò?
Perlomeno non fumo più.

Al 50 %
In tutto.
Nella norma.
Regolare.

Eppure, sarà un reflusso degli anni 80, bisognava per forza diventare qualcosa:

Rockstar.
Commandos.
Giramondi.
Milionari.
Acrobati.
Diplomatici.
Cardiochirurghi.
Star.

E invece?
Un essere umano.
Non più giovanissimo.
Non più in formissima.
Non più con lo zaino pieno di birre e sogni.
Non più con entusiasmo.

Fisso le cose così, alla come viene.

Forse è per via della fretta, tutti che corrono.
Per tenere il passo, escono le cose fatte male, ormai la competizione è frenetica.
O forse siamo solo troppi.

Tante X meno meno, mai X + + .

Alfa
Beta
Gamma
Delta
Epsilon

Sempre meno meno.
Barba sfuggente.
Poca roba.
Porte in faccia.

Perlomeno non sono una testa di cazzo.
E non canto al karaoke.

venerdì 11 luglio 2014

Random Encounter Blues


Esattamente.
Tirando i dadi proprio, ma stando sempre vigili con le mani in tasca.
Pace sempre, non c'è ostilità.
Nonostante gli schiaffi ( morali )
Fisso gli occhi fissi sulla ciurma, badando di sfuggita al party nei party.
Pace sempre, non c'è ostilità.
Io so io, come diceva il marchese.
Il resto conta, anche se sono ananumerico in testa e dimenticando as always le cose a causa della confusione mentale.
Pesce rosso parte non mi ricordo proprio.
Però pace sempre no?
Anche se le cose scritte con l'inchiostro sulla pelle si vedono sempre allo specchio.
Dimenticare mai.
Poco, ma sicuro.
Pararsi il culo con nonchalance.
Perchè alla fine basando fisso la propria esistenza su parole parole, spuntando nel piatto dove mangi visto che beh scrivi e dovresti teoricamente campare scrivendo, allora perchè no?
No.
C'avevano ragione i latini, altrochè.
Se non lo vedo scritto o fatto non m'interessa.
Se non lo vedo non esiste.

Non sentendoci proprio.
Veramente.

Sordo

Pace?
Si.

martedì 8 luglio 2014

Seduti, a guardare il fiume, si sta meglio


Una volta a te e una a me.
Semplice.
Filosofie guerriere cinesi di migliaia di anni fa, più vere del vero.
Bambino scimmia in penombra di otto anni, ginocchia sporche e palline da tennis come tesori.
Tipo vent'anni fa.
Lontano migliaia di chilometri da Pasadena.
La palla vola alta.
Questione di 6 o 7 centimetri.
E via, lontano dalla traversa verso la curva.
Niente lacrime, però.
Il bambino scimmia in penombra piangeva poco, di nascosto sicuramente.
Ma ha continuato a giocare per strada.
Pazienza.
Arriverà.
Seduto sulla riva del fiume.

Cuori spezzati a Pasadena.
Al Poetto.
A Belo Horizonte.

Magari la vendetta millenni fa era anche un sentimento nobile.
Un qualcosa freddo, come il ferro o l'acciaio da piantare nella pancia.
Allora siamo civili, non siamo mica di Wall Street.
Lascia scorrere.
Lo senti?
Lascia scorrere.
Siediti pure, vicino a me.

Tanto gira prima o poi.
Il " male " che causi ( direttamente o no ) torna sempre indietro.
Prima o poi.
Prima o poi.
Prima o poi.
In tutti i campi dell'esistenza.
100%

A caso, ma non per caso.

E' solo la vita.
Che vuoi farci?


Pace

domenica 6 luglio 2014

Puzzle familiari in cassetti chiusi


Anche se ci sono i pixel. un pezzo di me vagherà sempre per quei boschi lì.
Certo ragazzino con il 56 k che voleva solo andare a raccogliere legna.
E magari accendere un fuoco e dormire sotto le stelle.
Sempre così, con il prato magari anche nella vita reale.
Invece trovando fisso cose sparse dentro a cassetti, così il tempo si ferma sempre.
Lasciando da parte tutte le miserie di ogni giorno.
Per molte cose chiaro, no comment.
Come diceva il maestro " Fare o non fare "
Invece sempre vie di mezzo.
Ma, a me che me frega.
Scrollando le spalle, non sono certo affari miei però boh.
Sarò unilaterale.
Tornando con la mente su bastioni di città fortificate vicino al mare.
Estate e via, va bene così.
Pace e poche robe.

Preferisco guardare un pezzo di stoffa.
Gualcito certo, ma non per questo senza colore.
Io ricordo.
Non dimentico mai.
Passando di mano in mano, da un sentimento puro della vita che scorre sempre piano piano.
Anno dopo anno.
Pioggia dopo pioggia.

Magari, sedersi accanto al fuoco e sentire da lingue straniere la vecchia leggenda.
Non certo nel Valhalla, troppo freddo naturalmente.

Ma attorno ad un falò, con i miei padri e le mie madri.
Fino all'inizio dei tempi.
Sentire raccontata, la storia della mia famiglia.
E di come sono finito su questo pianeta.

A caso, ma non per caso.

Eccomi qua.
Here i am.
Diplomatico, ma unilaterale.

Mai con i piedi in due staffe.

Sedendosi sulla pietre e tronchi di legno.
Sentendo il crepitare del fuoco.

I miei antenati, che vivono attraverso i miei occhi.

Raccontare la vecchia favola della vita.


Pace sempre

sabato 5 luglio 2014

Prove tecniche di belle canzoni

Così.
Giusto per provare a riempire i quattro o cinque giga, necessità di colonne sonore in determinati periodi.
Adatta quando si sfrecciava in vespa e si usava per dormire.
Una nuova per i viaggi in nave.
Oppure per scappare alla routine del treno-metro-università.

Certo, piacciono o non piacciono.
Ma condividendole fisso.
Tentativo di esser sempre gentile parte 56 andato a buon fine.
Secondo me c'è una compatibilità di musica maggiore.

Come ai tempi di Last.fm
Vero?
Penso di si.

Tranne a monosillabi.
Così no.
Troncature e silenzi rendono ancora più netta la confusione mentale di un pesce rosso ormai non più giovane.

Ma va bene così.

Pace sempre

Salvavita per prese mentali difettose



Gente che scatta.
Così.
Ovunque, in mezzo alla gente.
Vedendolo fisso.
E' così difficile star tranquilli?
Ridere.
Fa bene ridere.
Invece no, è meglio sentirsi sempre attaccati.
Altrochè.
Muro contro muro.

Ridere

Perplessità

giovedì 3 luglio 2014

Compartimenti stagni auricolari / musicali autodifensivi contro l'universo


Zero idee intelligenti per titoli accattivanti, ma sai com'è, fare le cose a caso, ma non per caso.
E' decisamente molto più bello farle con reggae vario anni 90 nelle cuffie.

Andare in bici senzamani con gente che brinda nella pista ciclabile per serate anonime sub-metroplitane di una zona periferica del pianeta terra.
Salutare gli sbirri che in SEI  ( in due macchine ) vanno a farsi un goccino al bar.
Lavare i piatti.
Ballare in giardino mentre un padre muto mi guarda come se fossi l'ex drogato che ero.

Alla fine meglio così.
Musica dentro le orecchie.
Il mondo sparisce.
La pace avanza.

Compartimenti stagni autodifensivi contro l'universo, ecco forse ho trovato il titolo.
Ma non correggo la prima riga.
C?è ancora musica da ascoltare.

Pace a chi porta la pace dentro ( ma anche chi non la ha )

Lalalala long

Pace

mercoledì 2 luglio 2014

Bicycling on my way


Be a Hero.
Ma anche no.
Pedalando a caso, ma non per caso.
Fisso in giro come capita, con una bicicletta vecchia di una decina d'anni vinta con i punti della Romana Market.
Non c'ha neanche il cavalletto.
Però in fondo, devi essere un Eroe, è il mondo che lo chiede.

Ma forse non ho mai voluto essere un eroe, nemmeno il co protagonista.
Forse una comparsa, uno che ci provò, magari facendo fuori due nemici e poi buscandosi una freccia.
Non nel tallone eh.
Non siamo eroi.

Vi lascio i vostri Achille, Ulisse, Diomede e Aiace.

Mi tengo un Oplita a caso.

Anche con una bicicletta scassata.

Be a Hero un par di cazzi.

Pace.