sabato 29 settembre 2012

Veni ( magara ) Vidi Vici


Svegliandosi a Elmas.
Dormendo a Fiumicino.
Svenendo sul treno all'altezza di Muratella.
Nel corpo solo caffeina di Alitalia e della macchinetta dell'università.
A caso, ma non per caso.
Due esami da dare con programmi letti a metà, fatti così tanto per.
Faccia come il culo.
Sorridendo, perchè era il sonno o era Tyler.
Non lo so.
Intanto inventando programmi da dire e prendendo voti che non meritavi.
O forse si dai.
Questione di culo, questione di essere barroso nella vita.
Chiedendo la tesi che è perfetta, ma come tutto in questo paese " Non dipende da me "
Sticazzi.
Intanto aspetti e tieni d'occhio l'orologio.
Treni da prendere.
Aerei da perdere.
Ma quando finisce d'interrogarti questa?
Io te l'avevo detto del nucleare francese oh.
Mando vibrazioni positive.
Finisci, abbraccio, sorriso, scappo.
Correre fino al terminal C15.
Rischiando di perdere i pantaloni.
E la testa quella già.
24 ore sveglio più o meno.
Scene da film di serie B al terminal C-15 Fiumicino Airport.
Birroni da 0,40 a prezzi di furto, mavabbè, ci sta.

16 sigarette
4 caffè
5 birre
due pezzi di pizza
E Km, Km Km.

Ma ne valeva la pena.
Anche per sorridere, ridere e vedere parte del mio clan.
T'aspetto qua.
Poco ma sicuro.

Ma tanto ho di nuovo voglia di ripartire.

Abbestia per sempre.
Hit the road again thug.

Pace

mercoledì 26 settembre 2012

Tirando freccette a caso per la prossima meta, parte tre


O a parte te.
Vero?
Non credo sia la parte tre, ma tanto non mi ricordo mai quando faccio ste robe.
Solo pagine di cui non so niente in testa.
Zaino da preparare.
Venerdì ore 5:30.
Non è niente
Non è niente.
Qualcosa da perdere si però
Sto paragrafo proprio lo salto.
Quando torni a casa sei a casa, ma non vuoi stare qua.
Un concetto, porto sicuro dove stare a posto.
Magari facendo del bene senza fare alcun male.
Non è facile.
Mi sfuggono cose dalle mani e altre le dimentico.
Chiamate senza risposta.
Non vedo.
Non sento.
Non parlo.
Zero questione di orgoglio.
Mettendo sacchi di sabbia.
Scava trincee.
Torni indietro nel tempo.
Ma non di sette anni questa volta, ormai il numero sette non c'entra più.
Già dato.
Quindi a posto così?
Ma zero.
Te l'ho detto.
Assenza formale di cose preziose.
Perdita sostanziale di bussole causa timone rotto.
Madai.
Stampati il biglietto su.
Devi andare a faccia da culo a provare a dare due esami di cui non sai niente.
Perchè non c'hai la testa per stare sui libri.
Ripartire da tipo il 21 o 23 Maggio, cose così. ( 22 forse meglio )
Lì si che c'era il sole.
Era quello che piace a me, di Maggio, dopo un Aprile così.
Intanto torniamo qua.
Gioco dell'oca della vita parte lasciaperdere.
Mi va di bruciare bandiere.
Ed essere solo un essere umano

Zaino nero.
Felpa con cappuccio.
Cappellino.
Solita fascetta al polso.

Pronto per partire.
Niente biglietto di ritorno.


Così a caso.
-30 ore

domenica 23 settembre 2012

Se mi scuoti la testa, mi dimentico le cose


Pesce rosso parte π 
Leggendo una pagina
Dimenticando l'altra.
Libri che si accumulano.
Già sottolineati, infatti leggo solo quello.
Un po' come se stessi sbirciando il giornale del mio vicino di posto.
Devi andare a dormire perchè ieri sei tornato alle 06:50 e ti sei alzato alle 10:09 per andare a sollevare secchi di macerie e spostare una lavastoviglie.
Ma perchè?
Domenica.
I bassi in testa.
Ore di musica.
Ho dimenticato ore di studio.
Non è colpa mia.

Nel buio delle luci che andavano e venivano
Vedevo capelli rossi, come i tuoi, no non come i tuoi.
Diversi, colore uguale però.
E tatuaggi di stelle, anche se in posti diversi.
Allora eri lì ( non eri lì )
M'hai pure versato un po' di birra sulla maglietta. ( ghiacciata )
Non eri tu però.
Quasi.
E intanto c'avevo solo bassi parcheggiati in divieto di sosta nel cervello.
Robba pesante

Alla fine c'erano ragazze con i pantaloni larghi e i capelli rossi.
Viaggi a ritroso nel tempo.
Tu in universo parallelo.
Non c'era Dani.

Non ti vesti più così ok.
Lo posso accettare.
Lentamente.
Occhi scuri però.

Datemi otto ore di sonno.
Senza sognare bestemmie a tavola.
Ma solo sorrisi e dei ciao come piacciono a me.

Prometto
Mi comporterò a modo.

Vedendo bancarelle alle sei del mattino.
In cerca di barriti

Souvenir di serate

giovedì 20 settembre 2012

Eco di roba distante dove c'ero ( non con la testa )


Zero vento.
A piedi  a casa.
Sentendo sempre una canzone in testa.
E il video.
Vedendo sempre le quattro discipline di questa grande, vecchia e bella scuola.
La base è rimasta in testa.
Meno male che l'avevo persa, poi ritrovata, poi persa.

Ci sono delle pause
delle pause
delle pause

La confusione mentale
Come Marv, senza la faccia che sembra Baghdad

Ho provato a condividere comunicando quella canzone.
Non hanno apprezzato.
Eppure c'è tutto quello che dovevo dirti
Ma si vede tranquillamente dal video

Dieci e lode altrochè

Intanto mi metto il cappuccio, è tornato il vento
Va e viene
Inizia a far fresco
Ho ancora un po' da camminare

Nella notte
A piedi
Cappuccio in testa
Mani in tasca

Ultimo esemplare della propria specie
Robert Neville de noantri al Poetto

Mi sembra di aver già scritto una cosa del genere

Non ricordo

mercoledì 19 settembre 2012

Potresti almeno imparare a passarmi il pallone


Gioco di squadra o no?
Sennò non si entra in campo se  si gioca così.
Non capisci.
Vabbè apprezzo la stupidità genuina di certi esseri viventi..
Soprattutto nei cani scemi.
Correndo a caso.
Girando in tondo.
Non riportando bastoni.
Vai, vieni torni e te ne vai.
Ti dimentichi minimo e mi rifai le feste come se non m'avessi mai visto.
Ora che ci penso non t'ho mai sentito abbaiare, solo un ringhio giocoso indefinito.
Razza indecifrabile
Tipo color miele, rimanendo taglia media che ci corre todo.
Randagio come ti pare.
Incroci su incroci.
E intanto rumore del pallone e pini in un campo da basket nascosto dietro un eliporto dell'ospedale del mare.
Un posto dove mi dimentico dei sei libri che ho ancora sulla schiena e sulla testa.
E un po' di 'tutto l'anno intermittente.
C'è la musica.
A canestro con il rap nelle cuffie.
Insieme di quattro discipline che mi fa andare meglio a canestro.
Condizionamento psicologico.
Talento zero.

Mi dimentico le cose dentro il campo.
Le ricordo vagamente quando esco.
Un po' tornano di botto.
Come sognare del fumo nero che esce dal tuo letto e svegliarti gridando SAMARA
Giuro.
Non lo dico solo perchè ho la confusione mentale.

Cercando l'anima del gioco.
Allontanando persone.
Eremita che non sa perdere.

Ma almeno vuole essere pieno di cicatrici.

Almeno c'è un cane scemo che fa da spettatore.


martedì 18 settembre 2012

Rischiando di tamponare cassonetti dell'umido


Pedalo a zig zag tanto ci sono le note di un lettore mp3 di tipo del 2006
Restando fisso troppi anni indietro.
Va ancora a batterie.
Giuro.
Però ricaricabili, mi sono evoluto.
Intanto non decide a tirare le cuoia, s'è fatto mezza Europa.
E' più coriaceo di me.
E della bici vinta con i punti della Romana Market.
Ha fatto troppi chilometri giuro.
Pieno di dolori.
Un campo da basket nel cortile di un ospedale.
In mezzo a una pineta.
La catena al posto della retina di cotone.
Non ne sentiremo il profumo.
E un cane che corre da solo, salta, gira in tondo e poi annoiato torna a farsi i cazzi suoi.
Insegue pigne, rami e il pallone nero adidas.
Grazie davvero.
Veramente.
Poi chilometri in bici sul lungomare fino alla fine della strada.
Sennò rischi di cadere in acqua.
O anche di farti investire.
Non è colpa mia se mi distraggo.
Una folla silenziosa di corridori, ciclisti e rollerblade.
Cosa aspettano a fare la via soltanto ciclabile?
Così mi posso schiantare tipo alle 20:27 guardando una ragazza che sfreccia sui pattini.
Giusto per.
Sennò che mi metto a fare il cappuccio?

Però quando arrivo all'inizio del mare p già partita due volte la stessa canzone.

Ora vado dove non ti cerco
Ora vado dove non ti cerco
Proverò anche a sparire
Così forse non ti perdo
Cos'altro posso dire?
Canto come non ti sento
Mentre ci penso un po'....
Mentre ci penso un po'....

Poi partono mazzi di scratch e la seconda strofa che non mi ricordo mai perchè forse è uguale.

Io invece quando non ti sento scrivo ( male )
Ci ho pensato forse un po' troppo altrochè ( o troppo poco )
Per questo è quello che è. ( tra noi )
Vaboh

Cos'altro posso dire?

Cambiare canzone quando tramonta sul mare ovviamente.
Mai più parte di un collage, questo s'era capito.
Scendi dal ring, non c'è più niente da lottare.
Levati i guantoni e lavati le mani che è ora di andare a cena.

Il cane rimane la parte migliore di questo post

( special thanks a tizio incognito a cui ho fregato la foto googolando )


domenica 16 settembre 2012

Scimmie


Non vedo.
Anzi non riesco a vedere.
Un voyeurismo che fa male, è già successo.
Non tornerò indietro.
Mi dispiace non leggere quello che scrivi.
Ma non bisogna rischiare.

Buoni propositi rispettati a metà
Non si può dire, lo so.

Però mi manchi

Tutto qua

venerdì 14 settembre 2012

Cosmopolitismo tarapiocco come fosse antani della modernità sociologica di un libro in cui non si capisce un cazzo


" La teoria della modernizzazione riflessiva opera, per motivi pragmatico-metodologici e senza alcuna intenzione ontologizzante, con una distinzione tra prima e seconda modernità "

" Questa logica dell'univocità - con una metafora si potrebbe parlare di teoria politica e sociale newtoniana della prima modernità - viene sostituita dalla logica della multivocità - si potrebbe parlare di un principio heisenberghiano di indeterminatezza della dimensione sociale e politica "

E così via
Giornate in cui il libro ti prende per il culo.
Capace di ripetere Cosmopolitismo per 30 volte in una pagina.
Lumaca parte uno.
Non finirò mai in tempo.

Poi ho capito che ormai i libri mi fanno la supercazzola.

Ma chi me l'ha fatto fare?

mercoledì 12 settembre 2012

Se qualche volta non rispondo ai messaggi telepatici è perchè sono privo di conoscenza


E' colpa della confusione mentale.
Perchè ho delle pause
delle pause
delle pause
delle pause

Ma questo era il vecchio pesce rosso parte famo quarantotto và
Ora sono un uomo nuovo, niente più alcool ( non è vero )
Sto lentamente riprendendo possesso delle capacità mnemoniche e quindi posso di nuovo mandare messaggi telepatici.
Sul grano?
No
In qualche bottiglia?
Nemmeno, ne ho viste il fondo di troppe meglio passare la mano per ora.
D'inchiostro?
Ni.
Mando messaggi nascosti tramite estranei o che ne so ristoranti.
Perchè ci sono i segni, non dico che li sto mandando io deliberatamente.
Ma è solo una questione di onde elettriche prodotte da un cervello che ogni tanto fa contatto e manda scintille che sono tipo onde radio.
Le puoi captare perchè alla fine siamo tutti più o meno antenne.
In perenne wi-fi e non paghiamo.
Ci scambiamo sensazioni e ricordi.
Modi di dire.
Se ti mando un messaggio telepatico lo recepisci mediante dei segni che vedi.
Parola d'onore.
Funziona così, è che quando siamo nati non c'hanno dato il libretto d'istruzioni.

Io tipo leggo nome di città.
Non ci penso eppure appare.
A caso, ma non per caso.
O nomi di vie che sono nomi di fiumi.
Robe varie.
Gruppi musicali.
Mammiferi grandi con proboscide.
Libri regalati
Tutti in wireless cerebrale.

Ora forse il mio modem funziona un pochino meglio, perchè ormai sono un essere di luce che s'arrampica a milleottocento metri o viene sbalzato da onde che non riesce a domare.

( non è vero )

Sono sempre umano, che ci posso fare? Un po' ragazzino in ombra con gli occhi vacui spalancati e i pantaloni corti anche se prende freddo.
Nero come la pece.
Intanto mando messaggi con la testa.
Penso a scimmie d'inchiostro
E marchi sulla pelle sempre in bianco e nero ovviamente.

I segni ci sono.
Basta saperli vedere.
Connessione logiche.
La telepatia funziona.
Anime portate a spasso da onde-radio

Pin coglionazza

Quack

martedì 11 settembre 2012

1829 metri e mi dimentico cosa scrivere


In compenso c'ho guadagnato una schiena a pezzi.
Dormire sdraiato sopra pietre e radici sporgenti non è il massimo per un ragazzo che ha la confusione mentale, ma soprattutto se è un rottame parte cinque.
Non sapevo nemmeno che le montagne qua arrivassero anche a mille e ottocento metri.
Eh, ma si sa in Sardegna c'è solo il mare.
Errore.
Non sono uno scalatore.
Mai stato.
Ho la confusione mentale e sono tipo un pesce rosso parte quarantaboh.
Ovviamente non avevo l'attrezzatura adatta, ma sticazzi.
C'erano le stelle.
Tante.
L'abitudine cercare il mare.
Invece niente.
Sempre terra ovunque, eppure non si stava male.
Ho superato il mio mal di terra.
Ottimo così.
Certo da milleottocento metri vedendo anche stelle cadenti.
Esprimendo sempre lo stesso desiderio.
Da tipo Luglio.
Non s'è avverato, o almeno solo in parte.
E' perchè inizio ad essere sobrio da troppo tempo.
Salutista come una capra di montagna.
Anche se hanno uno sguardo inquietante quando è buio.
Qualcuno gli deve levare quelle maledette campanelle però.
E intanto kilometri sulle spalle, macchine che si spengono in salita, scarpe rotte, ginocchia fracassate e freddo polare.
Buonciorno
Bonjour
Buondì

Contenti voi
Io ho solo visto angoli mai esplorati.
E una gran voglia di andarmene in giro

Ho sconfitto il mal di terra

Beeeehehe

venerdì 7 settembre 2012

L'uomo bianco non può schiacciare



Non dormo
Non dormo
Non dormo

o meglio, dormo poco.

In quelle poche ore sogno cani randagi nella via di casa mia.
E bottiglie rotte.
Sarà perchè ho smesso di bere?
Forse.
Una sbronza lunga sette anni.
Quindi dovrei dormire meglio?
No.
Mi sveglio che non riesco a chiudere le dita di una mano.
Messo a caso.
Dormendo in posizione assurde.
E tra quattro ore lavori.
Però ci sono delle piccolezze, non solite, ormai sporadiche.
Un campo da basket.
165 cm dal suolo, non potrai mai schiacciare.
Oh beh, però c'è come diceva qualcuno " l'anima del gioco "
Veramente.
Sempre stato negato per quel gioco.
Non c'è democrazia in strutture fisiche.
Ma almeno libera la mente.
Le canzoni sono nella mia testa, come sempre.
Non abbiamo il Ghetto Blaster e sentiamo rumori di catene.
Ma non cantiamo gospel, è sicuro.

Però è bello continuare a giocare finchè fa buio.

Così sarò solo una figura in penombra.
Un po' piccolina.
Volto scuro.
Mi si vede solo il bianco degl'occhi.

Rimango quello che son sempre stato:

Un ragazzino in ombra che quando fa buio torna a casa a piedi
Quasi uscito da una favola nordica: boschi, ragni, barchette da prendere, palloni da basket.

A cercare scritte HOTEL sparse un po' ovunque perchè hai valigie da fare e futuro da pianificare.

Magari, il ragazzino nero d'inchiostro con i pantaloncini e gli occhi vacui cercherà un po' lei
E' la solita storia, vecchia come il mondo.
Lui che cerca lei.
Ma c'è troppo buio e gli ostacoli sono infiniti.
E ha una vita soltanto

Intanto rimane in penombra.
Defilato.
Non è mai il protagonista.
Solo un'ombra così nel muro
Vaga.
Sfumata.

Con gli occhi bene aperti

Non ha paura.
Neanche delle trappole.
O dei ragni.

Guarda avanti
Un po' cerca lei

Dove sarò/à/emo ?

Non lo so

C'è una barchetta di legno da prendere

lunedì 3 settembre 2012

Ma te ne vuoi andare a dormire?


Solo perchè sono le 03:13 orario terrestre.
Coordinate non mi ricordo, fuso orario il mio letto.
Ottimo no?
Tra quattro ore ti devi svegliare per andare a lavorare, ma tutto fuori è fermo.
E' una bella notte.
Non ci sono rumori.
Giusto le nuvole vanno qua e là, sono proprio come noi.
Due nuvole che volano.
Parola d'onore.
Ed è Settembre.
Dov'eri un anno fa?
In giro, di sicuro.
Perchè tanto c'è solo un giardino che ormai viene visto con occhi diversi.
La panca di legno.
Un gatto che fa le fusa mentre dorme.
Giuro, l'ho sentito ed ero a tre metri di distanza.
Ma va bene così.
Un ambulanza che passa alle 03:05 del 4 / 09 / 2012, calendario terrestre, pianeta terra.

Soltanto orme nella sabbia e nient'altro.
Con un po' d'acqua vanno via ed eccoci qua.
La storia della nostra vita.
Granellini di polvere cosmica per un po' di giri della terra attorno al sole.
Cose così
Poi si spegne e si va a casa.
O da qualche parte.

Non voglio vivere mille anni.
Non voglio essere ricordato in eterno.
Mi basta lasciare qualche segno qua e la nella vita di qualcuno.
Magari tra tanti anni ti verrà da pensarci, guarderai in basso forse.
Tra tanti anni.
Come dice il poeta
" when you are old and grey and full of sleep "
Non riesco ad immaginarti vecchia.
Non voglio proprio.
Risate ancora nella mia testa.
Granelli tra le dita dei piedi.

Io? Come sarò chiedi?

Orma nella sabbia.
Piccola, ovviamente.
Che verrà lavata via da un capriccio della marea.
Non fa nemmeno a scrivere il mio nome, tanto sparisce.
Poi ti devo ammettere, non so nemmeno io come mi chiamo.

Thug?
Zorba?
Invernomuto?
L'amico?
Zio?
Dabu?

So soltanto che non voglio bandiere.
Di nessun tipo.
Parlo come capita.
Confini fisici.
Ma nessun orgoglio di niente.
Solo due individui.
In mezzo ad una folla di nomi e volti che non ricordo.

Qualcuno è rimasto vero, scrivendolo con l'argento sopra un treno ( cit )
In molti son cambiati è vero.
Io son sempre qua.
Però non mi ricordo il mio nome.
Chiamami come vuoi.
Tanto rispondo.
Anche perchè vedo sempre segni.
Nome di città che dubito vedrò mai.
Ma li vedo fisso.
Giuro.
Quindi rispondo.
E' più forte di me.
Io non dimentico.

Strane cose, capitate in strani anni.
Estranei vicini.
Facendosi calore in un lungo inverno.
Quanto durerà il prossimo?

Non lo so.
Odio il freddo.
Starei a 22° terrestri tutta la vita.


Parlando con le note.
Tramite canzoni.
Un codice.
Comunico così.
Ogni cosa per mandare un messaggio.
Troppo stanco per formulare parole.
Meglio le note.

Come la canzone di oggi.
Altro messaggio.
Però alla rovescia.

Dormire, forse.
4 ore e a lavoro.
Poi leggere ancora 1176 pagine.
Paragrafo più o paragrafo meno.

Cercare di dare un qualche ordine alle cose.
La stanza è sicuramente ok.
Mettendo ordine alla propria vita partendo dalla camera.
Sempre fatto.
Nuovo inizio.
O nuova fine?

Boh
Mi tengo la fascetta legata la polso.
Evitando però di leggere cose che fanno male.
Mi è bastata una verità per andare sui monti, ma almeno si vedono cose con occhi diversi.

Come una nottata di inizio settembre-
Tra poco mattinata.
E ti devi alzare alle 7:15

Levataccia
Andava fatta.
Anche per comunicare con te.

Questo è sicuro

Dormi bene tu allora.

Pace