venerdì 27 dicembre 2019

Centotrentacinquesimo titolo generico.



Ed eccoci qua.
E' stato un viaggio lungo, altrochè.
Certe volte, un anno dura quasi settecento giorni.
Possiamo dire di essere andati a piedi e tornati fino a Mordor.
Perchè le notti finiscono sempre.
E se questi trecentottanta giorni circa ci hanno insegnato qualcosa è: vogliamoci bene.
Le altre cose non contano nulla.
Percui si tornerà ad avere futuri buttati a caso, contributi non pagati, scarpe che sono un disastro come la camminata e tasche sfondate.
Ma quello non importa, perchè anche se ci sono strade buie da percorrere con i fari che funzionano poco e niente, c'è sempre la consapevolezza di essere cambiati per sempre.
Torneranno, magari, i numeri di questa rubrica semplici e scanzonati, ma con il solito rimando, che ormai è diventato più che un mantra un marchio di fabbrica.
Visto che è scritto da un essere umano del tutto rivedibile, programmato male e che vive come capita.

Vogliamoci bene.



mercoledì 18 dicembre 2019

Centotrentaquattresimo titolo generico.


Perchè ci sono canzoni vecchie da riascoltare.
Per avere un po' di scherzi del cervello.
E tornare a lettori Cd a velocità 2X.
A giochi di pochi mega ed a stare seduti sul pavimento.
Perchè era pieno di colori.
Anche se oggi è tutto così spento e c'è poco tempo e poca voglia.
Va bene lo stesso.

Vogliamoci bene.

venerdì 13 dicembre 2019

Centotrentatreesimo titolo generico.


In verità c'erano mazzi di robe da scrivere.
Ma essendo distratto da musiche varie in midi.
Ti rendi conto che me la ricordo ancora a memoria?
E Così  son passati decine di minuti.
E non si ha più tempo per buttare giù altro.
E vabè.
Improvvisando, come sempre, tutto il resto.
Battendo sui tasti robe a caso che, ovviamente, nella propria testa dovevano andare, tipo, clamorosamente in maniera diversa.
Un po' come questi ultimi dieci e rotti anni.
Più o meno.
Ma beh, divagando, come sempre.
Invece l'anno scorso sono iniziati i titoli generici.
Che non erano sconclusionati, anzi.
Per una volta avevano un significato dove si è faticato tantissimo per comprenderlo.

Vogliamoci bene.
Ed è così.
Davvero.

Non conta nient'altro, visto che, tutto dura poco, anzi quasi nulla.

Sarebbe stato un titolo perfetto " Un anno di lotte e titoli generici ", ma ormai avendo l'allergia a titoli vari.
E a parole.

Meglio abbracciarsi e basta.

Pace.

lunedì 9 dicembre 2019

Centotrentaduesimo titolo generico.


Alla fine è proprio vero: crescere è sopravvalutato.
Ma non perchè ci sono tutte le cose rivedibili dell'essere un adulto più o meno funzionante, anche se ci sono lavatrici da fare, magliette non stirate e un essere genericamente trasandato.
Il problema è perdere pezzi.
Non solo di se stessi, soprattutto di chi ci sta intorno.
Per carità, ognuno prende la propria strada.
Sparsi in tutto il mondo
E' così no?
Non deve piacere per forza.
Immaginatevi di salutare gli amici e non sapere che quella è stata l'ultima volta in cui si è stati assieme.
Perchè il tempo è sempre meno o semplicemente deve andare in una certa maniera.
Però, come già detto, non è un granchè.
Soprattutto se si lotta ogni giorno contro il resto di diecimila cose che sono proprio da buttare.

Almeno non ci sono più quei giorni in cui non ci si voleva alzare dal letto.
E tutto era inutile, o quasi.

Che schifo.

venerdì 6 dicembre 2019

Centotrentunesimo titolo generico.


Avendo in testa isole nelle isole e giornate da perdere.
Incollato alle cartine geografiche.
Un po' per andare via anche rimanendo fermo.
Per perdersi in libri come tesori.

Nostalgia di cose mai vissute.

Centotrentesimo titolo generico.


Perfino con le mani stanche per scrivere titoli generici.
Avendo voglia solo di non guardare orari.
Riprendere vecchie abitudini, anche sbagliate.
Ma respirare.

Un passo alla volta.

Rinascere.

venerdì 29 novembre 2019

Centoventinovesimo titolo generico.


Probabilmente sono terminate le cose da dire.
Sensate mai dette.
Probabilmente è così.
Quando ci si trova in una capsula temporale di stasi.
Non fa niente.

giovedì 28 novembre 2019

sabato 23 novembre 2019

Centiventisettesimo titolo generico.


Storie casuali di perdenti ordinari.
Tentativi semiseri rivoluzionari.
Con gesti semplici  fatti da un mediocre qualsiasi.
Forme di protesta da reclusi.
Bere in mutande sul divano.
Fare schifo a testa alta.
Gentilezze spontanee sul cemento.
Stringere le spalle a discorsi seri.
In fondo è la tua opinione.
Lasciando il resto agli aristoi.

Combattendo guerre casuali puntando al ribasso.

Come diceva una bella canzone di un gruppo insopportabile.

Non mi avrete mai come volete voi.

Fare schifo è un atto di eroismo.

Pace.

giovedì 21 novembre 2019

Centoventiseiesimo titolo generico


Alla fine conta solo come spendiamo il tempo assieme.
Ed è tutto così breve.

Andrà.

Vogliamoci bene.

venerdì 15 novembre 2019

Centoventicinquesimo titolo generico.



sbagliato

/ṣba·glià·to/
aggettivo
1.
Fatto male per un'esecuzione o un'impostazione chiaramente difettosa, malfatto, malriuscito.
"un tiro s."
2.
Non conforme alle regole o alle norme, non corrispondente alla realtà delle cose, non giusto, non corretto, inesatto, erroneo: una pronuncia, una traduzione s.; conti s.; risposta s.; un giudizio s


Un po' come certe mattine tardoautunnali che sembrano assolutamente invernali.
Carrellate varie.
Ed è così.

lunedì 11 novembre 2019

Centoventiquattresimo titolo generico.


Immaginate un loop continuo.
Tutte le cose che facciamo quotidianamente verranno ripetuto all'infinito.
Che orrore vero?
Lasciando certe cose chiuse dentro bauli e buttate in mare.
Il terrore di riaffrontare giornate in cui non ci si poteva neanche alzare dal letto.
Perchè sono i trucchetti vari del cervello.
Ricordi piacevoli come coperte calde e rumore di pioggia che batte sulle tegole.

Ma riaffrontare tutto, no.
Proprio no.

Un principio e una fine.

Sempre avanti.

mercoledì 6 novembre 2019

Centoventitreesimo titolo generico.


Robe come promesse mai mantenute.
Soprattutto nei confronti di noi stessi.
Da domani, già.
Certo.
Volontà varie prossime allo zero.
Alla disperata ricerca di vecchie passioni, avendo ormai il cervello talmente nei guai da non trovare neanche un briciolo di concentrazione.
Con pagine da scrivere, urgenti anche.
Invece no.
Cose che funzionano solo nella propria testa malandata.
Facendo male diverse cose, anche quelle basilari, figuriamoci quelle complesse.

Necessità spasmodica di aiuto.

sabato 26 ottobre 2019

Centoventunesimo titolo generico.


Alla fine è ok.
Accettare pienamente determinate cose.
Lasciando perdere discese varie su strade accidentate.
E chi si ricorda di certi titoli.
Pomeriggi diventati sere.
Sempre buio e tubi catodici.
Volontà di fare due palleggi, riprovare le sensazioni perse.

Una battaglia quotidiana nel riprendersi parte della propria vita.

mercoledì 23 ottobre 2019

Centoventesimo titolo generico.


Probabilmente gli sviluppatori di un gioco splendido non avevano la minima idea che certe frasi messe a caso in un videogioco potessero essere, tipo, profetiche.
Solo un ammasso vario di immondizia.
Con l'attesa, quasi frenetica, di essere portato via.
E invece.
Invece nulla.

Perchè come meccanismo di autodifesa ormai c'è solo il frega niente.
Da troppo tempo.
Non esiste passione riguardo a qualsiasi cosa.

C'è solo il pilota automatico.

Svegliarsi.
Andare a lavoro.
Tornare a casa.
Dormire.

Ripetere.

Aspettando soltanto un danno strutturale o urla varie da scimmia del non poterne più.

L'orrore.

Pace.


martedì 22 ottobre 2019

Centodiciannovesimo titolo generico.


Alla fine è così.
Sempre a gara a chi ringhia di più.
Che razza di pianeta dove compariamo solo esistenze.
Sempre più degli altri.
Tocca essere contenti.
Prendere esempio da chi non possiede nulla, eppure ha solo da imparare.
A migliaia di Km di distanza.

Non serve a niente alzare muri.



mercoledì 16 ottobre 2019

Centodiciottesimo titolo generico.


Lasciando biscotti e candele accese.
Alla fine è vero che, in parte, siamo come veniamo ricordati.
" Che fine ha fatto X? "
Boh.
Non avendo neanche idea di dove si possa essere in questo preciso istante.
Figurarsi dopo.
Di certo, ormai, c'è solo la volontà di non fare più determinate cose.
Aver già dato.
E saranno solo salti nel buio.
A caso.
Con consapevolezze varie di essere soltanto un perdente ordinario.
Alla disperata ricerca di radici.

Vogliamoci bene.

domenica 13 ottobre 2019

Centodiciassettesimo titolo generico.


Canzoni finali che durano cinque minuti e quattordici.
Pur essendo vagamente di un Punk anni 90' usato spesso e volentieri nei video di skate.
Perchè essendo distratti e non vedere il tempo passare.
Avendo la consapevolezza di fare schifo.
Quello ormai è appurato.
Aspettando stancamente la fine dell'anno.
Per riprendere il controllo definitivo, soprattutto di quello che si vuole fare.
Visto che, ormai, ci sono tentativi semiseri di lanciarsi in una pozza fatta di sterco e aspirazioni buttate alla rinfusa.
Necessariamente cambiando cose.
Non rimanendo fermo.

Ce la facciamo.

Grazie

https://www.youtube.com/watch?v=_n8TuSVmOrw

Pace

venerdì 11 ottobre 2019

Centosedicesimo titolo generico.


Non capire niente del funzionamento della mente umana.
Assorbire, facilmente, paranoie altrui perchè ci si rispecchia in situazioni analoghe.
Guardando fuori per vedere dentro.
E allora ci sono vertigini e battiti un po' accelerati.
Perchè si ha la sensazione di rimanere fermo, fondamentalmente di non combinare nulla.
Un numero 0 socialmente inadatto.
Con dei problemi evidenti con lo stile di vita.
Per non parlare di alimentazione e tutto il resto.
Come l'aver sprecato anni.
Per dire alla fine " E' andata così. "
Almeno con il giorno, quello si.

Invece cercando solo nuovi stili d'insonnia.
Per cose che non vanno da mettere alla rinfusa nell'armadio.
Con canzoni in cd che non suonano più.

Non avendo il senso dell'orientamento e molte altre cose.

Cantico vario di perdenti che non dormono mai.

Vogliamoci bene.

Centoquindicesimo titolo generico.


Perchè c'è anche la possibilità di farsi il bagno il 10 Ottobre.
Chiedendo scusa al clima vario, perchè si sa: non è normale.
Però uno se ne può anche approfittare.
Tanto siamo solo di passaggio, quindi è il caso di fare le cose che, più o meno, piacciono.
Visto che negli ultimi anni si son fatte solo cose poco sopportabili.

E c'è la domanda che non sia soltanto l'isola a trattenere.
Aver tirato un po' i remi in barca per la paura, consapevole, di non essere all'altezza di quello richiesto dalla società moderna.
Un blues strano di porte in faccia e di non sapere dove andare a parare.

Infatti ammirando salti anche trimestrali.
Lasciare per migliorare la propria condizione.

Da provare, davvero.

Chissà.

martedì 8 ottobre 2019

Centoquattordicesimo titolo generico.


Alla fine sono solo viaggi a caso.
Che possono durare centodiciotto pagine ( per ora ), oppure, addirittura, 882 post scritti male.
Colmi di errori di grammatica, sintassi, ma soprattutto  di giornate che, probabilmente, sono quasi tutte rivedibili.
Avendo impiegato, tipo, tutte queste rotazioni attorno al sole a cercare di comportarsi in un determinato modo con gli altri membri della propria specie.
Ci sarebbe un elenco lunghissimo fatto di ramoscelli di ulivo vari e dispiaceri sinceri per essere stato programmato male.
Alla fine non si ha neanche le idee troppo chiare su cosa si voglia combinare.
Avendo una visione decisamente intermittente di futuri vari.
Essendoci e no.
Quindi ci sono particolari cantonate, frutto dell'essere buttato un po' a cazzo.
Tremendamente impreparato a società che cambiano troppo in fretta.
Isolazionista digitale, che comunque continua ad inquinare il tutto con stupidaggini casuali.

Ricordi vaghi di cemento spaccato.
Vento sempre.
Stanze silenziose.

Già da lì consapevolezze di inadeguatezza.

Eppure, malandati, ancora in piedi.

Vogliamoci bene.

sabato 5 ottobre 2019

Centotredicesimo titolo generico.


Disinteresse quasi totale nelle cose.
Se non in pezzi di plastica a caso o spiccioli sparsi nelle tasche.
Non volendo niente, possedendo quello che basta.
Dispiace non essere in grado di cogliere attimi vari.
Però beh, pazienza.

Non che importi granchè.

lunedì 30 settembre 2019

domenica 29 settembre 2019

Centoundicesimo titolo generico.


Così veloce.
Rotazioni varie del pianeta e giri attorno ad orbite solari.
In fretta.
Chi viene e chi va, anche momentaneamente, dalle nostre esistenze scalcinate.

Quindi l'unica roba che ha un minimo di senso è volersi bene.

Strade lunghe, vabbè.

Ma è da fare.

https://www.youtube.com/watch?v=pHUHdprKIwo

Pace.

venerdì 27 settembre 2019

Centodecimo titolo generico.


Eh si.
Esattamente quello che, inutilmente, si cerca di comunicare.

Non rabbia.
Neanche rancore.
Nemmeno incazzo vario.

Solo volerci bene.

Non avendo voglia di assimilare scorie.

Dai.

Facciamo uno sforzo in più.

giovedì 26 settembre 2019

Centonovesimo titolo generico.


Non avendo, quasi mai, robe intelligenti da dire.
Neanche ossessionato dalla forma, figuriamoci i contenuti.
Così drammaticamente un essere umano che tenta, maldestramente, di elevarsi un minimo al di sopra della media al ribasso della propria specie.
Fallendo miseramente.
Così, in discorsi assonnati mattutini, c'è una sorta di ammirazione per un fenomeno mediatico.
Anche commerciale, che però porta a riflessioni varie.
Avendo, come generazione, completamente buttato le nostre occasioni, quindi è, semplicemente, parola a chi verrà dopo.
Noi non c'entriamo più nulla.
Tutto il diritto di voler dare una sterzata a gli orrori prodotti da chi c'era prima.
Eccome.
Eh si, perchè non essendo proprio impressionato dallo stato delle cose.
" Aver fiducia negli antichi maestri "
Anche no.
Vedendo solo pressapochismo e scarse capacità.
Soprattutto impossibilità di fare autocritica.
E se facciamo schifo a livello globale la colpa è un po di tutti.
Perciò, preferendo di gran lunga chi vuole lottare per il proprio futuro, invece di chi ha, da anni, gettato la spugna sul presente.

Poi oh, ribadendo la roba dell'essere un fenomeno mediatico.
Ma se sento parlare di " poteri forti " allora siete come quei settantenni presidenti di nazioni che credono che un viagra gli renda meno imbecilli.

Fine della trasmissione.

Torniamo a volerci bene.

mercoledì 25 settembre 2019

Centottesimo titolo generico


Un po' come chiedere scuse delle proprie mancanze.
Purtroppo è frenesia, di fare cose, con poco tempo a disposizione.
Non riuscendo a fare tutto.

Mi dispiace.

Si è solo un essere umano.

Peggiore di molti
Incasinato come tanti.

Ma anche se ci vediamo di sfuggita o sentiamo poco: vi voglio bene.

Davvero.

Pace

giovedì 19 settembre 2019

Centottesimo titolo generico.


Avendo solo negli occhi luci soffuse.
Sempre.
Un fastidio istintivo verso quelle forti: feriscono gli occhi.
Malandati eh, come tutto il resto.
Discorsi da veterani, senza naturalmente essere duri e puri, anzi.
Meglio essere morbidi e tranquilli.
Tanto, essendo clamorosamente un Beta o se volete usare il linguaggio comune " Lo stendardiere dei perdenti "
Gente che va a piedi con scarpe malandate, quasi più di tutto il resto.
Il " che fine ha fatto X ? "
Niente di che eh.
Impegnato a sopravvivere.
Chiedendovi scusa per le proprie mancanze.
I fallimenti e le delusioni.
Essendo solo un individuo fatto male, purtroppo.
Eppure, ecco qua.
Nel mostrare quello che si è senza filtri.
Un niente di che, testardo a volervi bene uno per uno.
Pure quando si viene lasciato fermo al palo.
Ma non solo dalle persone, dalla vita, tipo, in generale.
Avendo, così drammaticamente, la certezza di non essere un granchè.
Eppure non è un urlo disperato bimbominchiesco di autocommiserazione.
Al contrario:

Accettare
Pienamente
Di
Essere
Un
Rappresentante
Di
Questa
Specie

Quindi, va benissimo così.
Con diecimilioni di discorsi societari eccetera eccetera.
Che non giustificano per niente quello che si è.

Nzà ok.

Vi voglio un bene folle.

Vogliamoci bene.

mercoledì 18 settembre 2019

Centosettesimo titolo generico.


Dov'eravamo rimasti?
Ah, alla ricerca di spazi di libertà.
Scanditi soltanto da messaggi all'ultimo momento o intervalli di un paio d'ore scarse.
Ed è vero che ci sono stati alcuni frammenti di emozioni forti.
Difficile anche da descrivere l'esatta sensazione di appartenenza ad un clan in un clan.
Sempre nel minuscolo, naturalmente.
E ci sono tipo altre cose.
Da definire.
Come ormai accettare determinate cose.
Impossibilitato fisicamente a nuotare contro la corrente.

Ferie? Ma quali ferie.

Pace.

domenica 8 settembre 2019

Centoseiesimo titolo generico.


Non è un problema avere sessanta e passa ore sulle spalle.
Creando spazi piccoli piccoli di libertà.
Non avendo proprio idea dei M² , avendoli calcolati e dimenticati.
Come diceva il saggio " Dopo si può solo peggiorare "
Ni dai.
Almeno se preso in discorso generale non fa un piega.
Ogni giorno sempre meno interesse a guardare il quadro generale.
Un po' come fermare un ghiacciaio a mani nude.
Probabilmente è una lotta continua.
Giorno dopo giorno nei propri confronti.
Periodi buoni, altri meno.
Non diventa più facile andando avanti.
Il contrario semmai.
Tentativi quotidiani di non dare troppa importanza a robe che non ne hanno.
Lasciare scorrere, ma sul serio.
Cantico stanco di orari assurdi.
Ricordando soltanto il bello di questa passata di minuti.


Vogliamoci bene

mercoledì 4 settembre 2019

Centocinquesimo titolo generico.


Come storie strane, ben scritte, colpiscono casualmente in punti scoperti.
Anche se durano poco, relativamente al minutaggio.
Basta l'incipit dei dettagli per mandare K.O.
In mente pomeriggi vari di silenzi e dialoghi spontanei nella propria testa.
Cercando di non fare neanche un rumore.
Passando inosservato.
Per non creare disturbo.
Provando empatia.
Quasi immedesimazione.
E sono robe che fanno male.

Cercando di essere ottimo con il prossimo anche nei videogiochi.

Vogliamoci bene.

lunedì 2 settembre 2019

Centoquattresimo titolo generico.



Ossessioni cromatiche varie.
Sarebbe stato un titolo perfetto, purtroppo essendo ancora alle prese con titoli generici.
Il che resta comunque ok.
Probabilmente è frutto di reazioni mentali inconsapevoli.
Tipo le luci notturne proiettate sulla porta di una camera che non esiste più.
In una stanza che non esiste più.
Sulla porta che non esiste più.
Manco i lampioni eh, hanno tipo cambiato le lampadine.
Pazienza.
Però alla fine rimane la sensazione, non incolpando tanto i pixel e i bit vari.
E' così.
Sfumature che donano tranquillità.
Selezione compulsivamente nel corso di n mila passatempi che tendono a far diventare la realtà un po' più sopportabile.
Già, perchè per cinque o sei giorni su sette si tende a fare solo cose che non piacciono.
Con delle pause varie eh, figuriamoci per due settimane di fila.
O tre.
Eppure va fatto, con la consapevolezza che, tanto, c'è solo la tendenza ad un peggioramento generale.
Però sticazzi.
Fino a quando uno trova la possibilità di creare universi con la potenza della mente, alcune realtà possono diventare anche più sopportabili.
Anche perchè non c'è altro da fare.

Vogliamoci bene.

mercoledì 28 agosto 2019

Centotreesimo titolo generico.


Avendo, clamorosamente, ripreso stili di vita decisamente rivedibili.
Idratandosi abbastanza.
Dormendo mai.
Mangiando quando capita.
Non allenandosi da tipo il 1 Giugno.
Troppe ore sulle spalle, non è che ne valga poi così tanto la pena.
Eh vabbè.
Si fa, no?
Va bene così.
Avendo pagine da scrivere, ma l'assoluta debolezza mentale per battere solo sui tasti ed immaginare posti decisamente più freddi, ma belli allo stesso modo.
Tutto nella testa di un essere umano decisamente malfunzionante che ogni giorno pensa che, in fondo, come specie umana non siamo un granchè.
Not impressed.
Ma alla fine tocca comunque pedalare.
Oh va bene.

Assenze significative di lamentele sensate.

lunedì 26 agosto 2019

Centoduesimo titolo generico.


E adesso sta diventando proprio una mania.
Quella di scrivere in prima persona, naturalmente.
Verrà assolutamente accantonata.
Non hai fatto niente?
Beh c'eri per quelle venti e passa ore.
Mi pare sufficiente come roba, o no?
Presenza sostanziale di cose preziose.
Come canzoni ascoltate.
In due anni ne cambiano di cose.
Non è per sminuirti quando ti dico cose che per me sono ovvie.
Solo per darti una mano a vederle.
E pianti di sfogo e sorrisi imbarazzati.
Inchiostro un po' ovunque.
Promesse da mantenere.

Era bello vederti da lontano, lassù.

Vogliamoci bene.

mercoledì 21 agosto 2019

Centounesimo titolo generico.


Che dire?
Questo viaggio fino a Mordor sarà pieno di titoli generici, abbracci e capitoli non compiuti, ma con la promessa, seppure vaga, di finirli.
Ma tanto, penso solo ad una televisione Philips con le bande colorate verticali sullo schermo neve che mi hai insegnato a regolare.
Talmente tanti bit immaginati dal cervello in mazzi di anni, che ormai neanche ci facciamo più caso.
Una costante: solo per passare del tempo assieme.
Perchè 23 mesi non sono niente.
E si è perso il conto dei giorni passati su quelle mattonelle verdi, che ci sono ancora eh, solo un po' nascoste da pavimenti decisamente migliori, ma non con lo stesso sapore.
Non è nemmeno una questione di anni, alla fine è l'universo ad essere strutturato così: in questa presenza.
Ma ti rendi conto, tipo, che non abbiamo mai litigato?
E c'ho ancora milioni di cose da imparare, imitare, emulare, andare fiero.
Nonostante si abbia sempre la tendenza ad essere il solito disastro che si è, in quasi tutte le cose.
Un po' come quando non capisco proprio che razza di posto c'ho su questo pianeta, avendo sempre la certezza di non essere granchè.
Eppure me lo fai capire, certo andando al mio ritmo.
Quindi si parla in prima persona, semplicemente per dirti tanti auguri.
Perchè la notte finisce sempre.
Perchè al Monte Fato ci si arriva anche con le scarpe rotte di due taglie più grandi, per non parlare dei pantaloni che sono un disastro come tutto il resto.
Perchè quando ci vogliamo bene è tutto ok.

Me lo stai insegnando tu.

Allora tanti auguri.

Vogliamoci bene.

giovedì 15 agosto 2019

Centesimo titolo generico.



Ottocentosessantasettevolte i tasti battuti su questa roba qua.
Arrivando al centesimo titolo generico.
Leggendo qualche post a caso si può cercare di capire quello che passa nella testa bacata della statua di sale che consuma le dita sui tasti.
Un essere umano come tanti.
Non diverso da molti, sicuramente peggiore di altri.
Fisso cercando di fare del proprio meglio.
Che non è un granchè, ma va beh.
Sono passate tante case, tanti sogni, tante vite.
Come se non fosse neanche la propria.
Addirittura, avendo il terrore di scrivere in prima persona.
Continuando in una sorta di esilio digitale.
Ossessionato un po' dal tempo.
Non in negativo, ma semplicemente parlando chiaramente di frammenti.
Di sè.
Lasciati sparsi per ogni posto visitato.
Avendo solo la consapevolezza che certe robe sono andate così.
Fa impressione vederci così invecchiati, ma è inevitabile no?
Guardando le foto dove non esistevano ancora titoli generici, ma eravamo solo noi: senza grandi pensieri.
Eppure siamo qua, con i tentativi disperati di volerci bene, possibilmente senza fare alcun male.
Ed è dal primo titolo generico, nove mesi, che si lancia questa crociata già persa in partenza.

" Vogliamoci bene. "

Ma si.
Pazienza se ci siamo usati, feriti, umiliati, presi in giro, dimenticati, messi da parte, spariti, negati.
Quello che vi pare.

Tutto è perdonato.
Non avendo proprio più voglia di stare appresso a certe cose.
Fare questo viaggio assieme, finchè dura.

Vogliamoci bene.

Buon centesimo titolo generico.

Novantanovesimo titolo generico.


Solo un trucchetto per obbligarvi a leggere il prossimo titolo generico.
Fregati.

martedì 13 agosto 2019

Novantottesimo titolo generico.


Andando indietro nel tempo.
Come sempre.
Non essendo un Navigator del film anni 80', figuriamoci le figure ridicole frutto di situazioni totalmente disastrate.
Parola vera.
Perchè si ha la tendenza, terribilmente vana, a non vedere più il tempo come una linea retta, ma come una serie di robe contemporanee.
Alla maniera Tralafamadoriana, naturalmente.
Anche quando si ha la tendenza a mettersi nello stesso posto di qualsiasi spiaggia.
E ci sono tante cose che mancano.
Come Cd con l'anti-shock, bestemmiati talmente tanto da non funzionare più.
Dediche varie di testi scritti su fogli di carta a quadretti.
E videogiochi spediti con posta ordinaria.
Anche locandine di film.
Quanta musica passata.
" Ma in finale tu quanto c'hai? "
Almeno sono tutti frammenti fusi in una sola soluzione,
Quando si fa a gara a mettere canzoni formative.
Ascoltate mazzi di rotazioni su se stesse, figuriamoci attorno al sole.
E dopo tutto questo tempo si ha solo uno stile di vita assolutamente rivedibile.
Che proprio non cambia.
Altrochè fare Km a zaino in spalla.
Camminando sgangheratamente per le vie della città.
Strascicando i piedi.
Sbandando anche.
Quello sempre.
Non perdendo le cose importanti nelle tasche dei pantaloni larghi.
Che sono comunque fuori moda e un disastro come tutto il resto.

Ma va bene così.

Perchè sono storie Zen per arrivare in vetta.
Forse è proprio vero che non cambiamo mai.
E meno male.

Vogliamoci bene.

lunedì 12 agosto 2019

Novantasettesimo titolo generico.



Non che ci sia niente di male.
Credere in determinate poche cose, però non si parla di spiritualità varia.
No eh.
Mai farsi trascinare in discorsi simili.
Basta solo annuire.
Ok.
Un po' come la vedi tu.
Avendo solo Tribù da difendere.
Quando si ha, soprattutto, il tentativo, anche futile eh, di essere a tutti i costi una freccia, per quanto possibile.
Poi se non fa, pazienza.
Essendo solo un maledetto essere umano.
Con le sue giornate ok, altre meno, altre belle.
Da ricordare.
Non seppellendo da qualche parte quelle che proprio causano solo titoli generici.
Perchè è impossibile far finta di niente, soprattutto ignorare che qualcosa di drasticamente cambiato.
Altrochè.
Quindi meglio tenerle a galla.
Guardarle bene.
Farne una sorta di mantra.

Preferendo, non di certo, le solite robe di " Ci vediamo, eh! Non sparire mi raccomando carisssssimo"
Nah grazie.
Molto meglio " Ci ribecchiamo, se capita. "

Quello si.
Non è granchè importante no?
Purchè sia fatto come tutto, con passione.

Quindi vogliamoci bene, anche se le occasioni sono poche.

Non fa niente.

Vogliamoci bene.

venerdì 9 agosto 2019

Novantaseiesimo titolo generico.


Ah ci puoi giurare.
Essendo così drammaticamente dei rottami che continuano ad essere, periodicamente, rimessi in sesto.
Andando tipo a cinque euro di benzina, che secondo le stime, disastrose, potrebbero anche diventare tipo diecimilalire littorie.
Non che importi granchè ovviamente.
Una sonora quanto iconica scrollata di spalle.
Esattamente come quando si ascoltano tematiche serie: la gif del dunno e palmi delle mani rivolte verso l'alto.
Sticazzi, anche, eh.
Sperando finisca questa ossessione, tra l'altro folle, per le parentetiche.
Avendolo rifatto di nuovo.
Tipo ripetendo fisso gli stessi errori.
Come l'essere umano malprogrammato che si è.
Avendo mazzi di bug di sistema sulle spalle, tutte in pixel art e 8 bit.
Funzionando male e a cazzo, ma pazienza.
Un po' come guardare la realtà da sette metri di profondità, attaccato al fondo, cercando di capire con assoluta certezza quale possa essere il sopra e il sotto.
Ma sai una cosa?
Va bene.
E' ok.
Non c'è bisogno di capire.
Bella per te.
Nessun problema.
Uno scanning generale di quanto siamo fuori di testa tutti quanti.

Potessi vi abbraccerei tutti.
Veramente.

Vogliamoci bene.



giovedì 8 agosto 2019

Novantacinquesimo titolo generico.


Un nuovo messaggio telepatico in appena 11 minuti.
Anzi sono appena diventati 10.
Scegliendo accuratamente l'immagine da comunicare.
Un po' per noi intimi.
Come l'essere diventato un naufrago digitale.
Lontano anni luce da altre robe condivise.
Non è certo che sia una sorta di raglio di attenzione.
Quello lo lasciamo a professionisti del settore, altrochè.
Che fanno i Beach Tour, roba da matti.
E' così bello essere distanti da schizzi di merda digitali ( cit )
Come se niente riguardasse più.
Una leggerezza pazzesca.

Va bene allora.

Vogliamoci bene.

martedì 6 agosto 2019

Novantaquattresimo titolo generico.


Così semplice.
Un legame indissolubile, totale, con dei Pixel.
Stare bene in questi posti.
Virtuali e non.
Impossibilitato fisicamente a dare qualsiasi tipo di consiglio.
Perchè, fondamentalmente, è del tutto inutile.
Quando si cambiano le carte in tavola troppo in fretta.
C'è decisamente qualcosa che non va, di fondo eh.
Poi va bene tutto.
Anche quando si è coinvolti in discussioni fuori di testa, in una serata fuori di testa, in una piazza fuori di testa.
Che dire?
Niente.

Bella per te-ismo.

Almeno vogliamoci bene.

lunedì 5 agosto 2019

Novantatreesimo titolo generico.


Tornare lì.
Facile facile.
Con le mani affondate nella sabbia.
Appoggiato al fondo.
Ad occhi chiusi, respirando grazie alle bombole.
Attimi pieni di libertà.
Nonostante le robe brutte viste e sentite, lasciate a riva.
Ripetendo ciclicamente le stesse cose.
Dispiace molto, purtroppo tutto cambia per rimanere uguale.
Soprattutto noi stessi.


Vogliamoci bene.

domenica 28 luglio 2019

Novantaduesimo titolo generico.


Midi rimasti nel cervello per tipo 30 anni.
In mattinate di sole estive, con cassette pagate in lire.
Robe assurde, derivate solo dal potere della mente.
Riflettendo sulla potenza che si ha.
Sprecata nel 99% dei casi.
Perchè tutte le robe che si sentono non piacciono neanche un po'.
E' l'aggressività pura mascherata da perbenismo ed ipocrisia che fa paura.
Non tanto il fatto di essere scimmie aggressive.
Quello va anche bene.
Basterebbe solo ammetterlo.
In tutta tranquillità:

" Appartengo ad una specie bellicosa, godo nella violenza verbale e fisica. Dentro mi sento un Alpha, ma sono un Beta quindi mi associo a quelli che si mostrano Alpha per soddisfare una mia qualsiasi insicurezza. "

Facile no?

Non è che interessi molto da che parte si sta.
L'importante è la coerenza, in tutto.

Accettare candidamente di fare schifo.
Senza nessun perchè.

Molto meglio stare seduti nel retro dell'autobus.
Non interagendo mai.
Lanciando sorrisi.
Essendo pacifico.

Facendo dispetti come volervi bene.

Non facendo mai a gara a chi urla di più.

:)

sabato 27 luglio 2019

Novantunesimo titolo generico.


Alla fine è solo aver coniato un nuovo nome per una filosofia sicuramente già portata dentro.
Il " Bella per te "
Senza tono sarcastico, naturalmente.
Atteggiamento comprensivo, più o meno vario, su qualsiasi tematica.
Fare un po' come si vuole, tanto è ok comunque.
Davvero.
Non c'è problema.
Lasciando perdere stendardi e bandiere.
Non scendendo mai al livello di nessuno.
Solo risposte ottime.
Dammi pure quello che vuoi, la risposta sarà sempre la stessa.
" Ok zì, bella per te "
Va bene.
Non è, semplicemente, aver scoperto il libero arbitrio.
Ma più che altro interiorizzare concetti.
" That's..like your opinion, man "

Alla fine facendosela prendere bene.
Anche quando ci si comporta come un pagliaccio.
Potendo regalare momenti divertenti, dimenticando così le miserie di ogni giorno.

E' bello no?

Sai cosa?

Fa stare bene :)

Pace.

martedì 23 luglio 2019

Novantesimo titolo generico.


In fondo è normale avere paura.
Di qualsiasi cosa.
Ci sta.
Vedendo, non solo, distrattamente, il tempo che passa, ma anche brutte prime pagine di giornali, perchè globalmente possiamo ancora mostrare il peggio di noi.
Non sapendo proprio da dove derivi tutto questo incazzo, più o meno vario, che sembra anche diventato una cosa normale.
Persino ogni giorno.
Tensioni varie mai sfociate, ansiose di lasciare solo macerie.
Preferendo tenere un ramoscello d'ulivo invece di una mazza da baseball.
Com'era quella frase?

" Volevo cambiare il mondo, ma il mondo mi ha cambiato "

Ni.
Ma non come vuole lui.

Vogliamoci bene.
Tanto alla fine resta solo quello.

Pace.

domenica 21 luglio 2019

Ottantanovesimo titolo generico.


Guadagnare che cosa dalle questioni di principio?
Non un granchè.
Domenicalmente, preferendo una scrollata di spalle.
Ormai essendo clamorosamente un eremita digitale.

Va bene così.
Lontano da cose assolutamente ininfluenti.

Che problema c'è?

Pace

venerdì 19 luglio 2019

Ottantottesimo titolo generico.


Cose fatte in orari sballati e volontà varie di bagni notturni.
Nuotare sempre ad occhi aperti, anche di notte.
Inseguendo luci.
Come le persone ammaccate che siamo, con i nostri tentativi, anche vani, di non farci del male.
Provandoci.
Però alla fine ci siamo.
Qualcuno e tanti mancano, ma sono sempre presenti.
Si troveranno degli approdi.
E tutto si risolverà.

Quindi vogliamoci bene.

Non importa proprio nient'altro.

giovedì 18 luglio 2019

Ottantasettesimo titolo generico.


E quindi.
Ci sono ginocchia più a pezzi di scarpe rotte.
Si cammina comunque in salita strascicando la gamba.
Un po' come le avventure varie, più o meno semiserie in questi Dodicimila e Quattrocento Dieci giorni circa.
E sono circa 297.840 ore.
Quante di queste sono state sprecate?
Tantissime alla fine.
Però si cerca di non passarne, più, neanche una incazzati.
Ed è vero che ci sono stati due anni del tutto rivedibili, fatti di paura pura di alzarsi in piedi.
Figurarsi di rivolgere parole alle persone.
Non certo continuativi, ma sparsi in questi trentaquattro due più o meno si.
Brutti.
Ma come dicevano gli abitanti di Tralfamadore: è meglio ignorare i momenti brutti e concentrarsi su quelli belli.
Così da non intuire più la realtà come una linea retta, ma tutte le cose in contemporanea.
Ed è vero che si ha una visione del tempo decisamente umana.
In fondo è quello che siamo.
Esseri umani.
Che prendiamo più o meno cantonate spesso.
Ma non esiste nessuno del tutto cattivo o del tutto buono.
Solo persone.

Quindi, beh, nonostante tutta la merda che come scimmie ci siamo tirati addosso.
Vogliamoci bene, ok?

Personalmente lo farò e dirò.
A me va bene così.
Volevervi così tanto bene, da non parlare più nel Blog in terza persona.

Addirittura questo.

Vogliamoci bene.

Davvero.