domenica 28 settembre 2014

Assenza materiale di cose preziose


Nessun contatto.
Solo sfere di cristallo.
Amare per giunta.
La pace però torna sempre, è il tragitto che frega.
Allergia alle rette parallele tristi.
Non arrendersi mai.
La paura c'è, inutile negarlo.
Ma ci sono ancora tanti angoli di mondo che non abbiamo visto.
Sostegno sempre.
Prendiamoci per mano allora.
Fino alla fine del mondo.

Pace

sabato 27 settembre 2014

Mantra dell'antifuturo


Alla fine è così.
Parole ripetute in maniera cantilenante da un sacco di tempo.
Meglio svegliarsi dieci volte dallo stesso sogno, guardare la sveglia e cercare nuovamente di svegliarsi.
Sognando per ore, anche se si dorme da otto minuti.
E il display è sempre sfocato.
Colpa di aver mangiato pesante?
Probabile, però ci sono i dettagli, così nitidi, di una stanza alla periferia della più grande città di un'isola periferica.
E ci sono parole, ormai nella testa.
Sempre e solo nuvole nere.
Citazioni che non mi piacciono di uno scrittore americano, probabilmente sopravvalutato.

Che senso ha allora?
Io proprio non la vedo così, per niente.
Gli ideali non esistono.
Esistono solo le persone.
Partire sconfitto in partenza è stupido, se non si combatte ogni giorno.

Migliorarsi sempre.
Lo stomaco ha bisogno di cibo e il cervello di persone.

Fossimo organismi unicellulari ok.
Ma non è così.

Poi stancandomi fisso a fare sempre lo stesso discorso.
Impossibilità di qualsiasi tipo di programmazione.
Vivendo alla giornata allora, in ogni senso del termine.

Certe volte non è proprio giusto.

Pace

venerdì 26 settembre 2014

8 vs ∞


Un po' come una vecchia storia di " c'era una volta ", in fondo è sempre facile sognare le stelle.
Basta saper guardare in alto.
Certo, diventa però spesso come un serpente che si morde la coda, magari vicino ad un albero di mele.
Così diventa ancora una storia sempre più vecchia e sbiadita.
Però, spesso si forma un 8.
Dipende sempre dai punti di vista.

8

Basta un po' spostare la testa.
E sono un po' tante giornate di Settembre, piene di Dèjà Vu tipo vissute in sogno o già successe.

Non sono robe immaginate, sono parallele.

Non mi piace però questo ∞, preferisco O
Inizio, metà, fine.

Se si vuole, si riparte.

Ho l'impressione che ∞ porti solo silenzio.
Sarà per questo che non mi piacciono le stelle.

Meglio i pianeti.
A piedi
Con le mani in tasca.
Con il cappuccio in testa magari.

Chi lo sa


giovedì 18 settembre 2014

Per sempre 14 Dicembre 1960


Le cose nascono e finiscono.
Un po' come il vecchio cerchio della vita detto senza retorica.
Perchè uno stato, una volta fatto, deve essere indivisibile?
Chi l'ha mai detto?
Soprattutto con quale autorità?
Giocando fisso a troppi strategici per capire che è una stupidaggine.

Tipo che ci ammazziamo da 60.000 anni ( più o meno ), per accaparrarci un pezzo di terreno, recintarlo e dire che è MIO.

E allora perchè?
Perchè deve essere eterno?

Unione / Divisione


Libertà di sbagliare, ma con la propria testa.

Basta con la menata del " siamo tutti X "

Rabbrividendo al " Pensa quanta gente è morta per fare lo stato Y "

Ci credevano? Si
Buon per loro.

A me non interessa.

Libertà di autodeterminazione dei popoli.

Vada come vada, comunque sarà una vittoria.

Per sempre contro il colonialismo.

Forza Scozia.
Fortza Paris

martedì 16 settembre 2014

Imprinting simbolico di plastica danese


Segni evidenti di barbonggine fin dall'infanzia.
Gente con i castelli dei cavalieri delle Lego, armature lucenti di plastica e stendardi dorati.
Invece c'è chi ha ricevuto il covo dei banditi, in mezzo ad una foresta.
Cappucci in testa e barbe lunghe.
Alberi e stelle.
Non mura di pietra, solo il cielo come soffitto.
Molto molto meglio.

Laborioso, laborioso, laborioso.

Capacità random di creare cose poco importanti, ma pur sempre costruirle da zero.
Riappropriandosi fisso della civilizzazione.
Essere come un vaso di terracotta.
Cose da imparare e da vedere.
Mai facendo fisso le stesse cose.
Sennò che noia.

Non essendo sicuramente programmato così.
Sicuramente a caso, ma non per caso.

E domani?
Boh

Altre cose.
Situazioni diverse.

Tirando una moneta.

domenica 14 settembre 2014

Difetti di scrittura in fase di taglio


Sempre con la finestra aperta e le serrande alzate.
Lasciando fisso entrare la luce dei lampioni.
Alla fine va bene così.
Anche se purtroppo non c'è il rumore del treno,
Dormendo comunque quando si ha voglia di... e non bisogno di...

Morale della storia?

Fare solo le cose che si vogliono, facile no?

Ascoltare il rumore del treno, quello si eh.
Ascoltare il metal, quello no eh.

Magari andare in giro.
E fare la pizza.

Superpoteri fasulli.
Odiando i protagonisti.
Mi piacerebbe menare forte Batman.

Meglio fare la comparsa.

Essere umano mal funzionante.

Serenamente però.

Pace

giovedì 4 settembre 2014

Ci dicevano che potevamo diventare pedoni o sovrani. Oggi quello che ti dico io è questo: quando hai davanti una picca puntata alla gola qual è la differenza?




La differenza è semplice: anche se volevi fare il Re sarai sempre un pedone.
Esattamente.
Dicasi tali pedine sacrificabili che, scemi come muli, continuano ad andare avanti una casella per volta.

Nessun finale epico però oh no.
Quello è per gli Alfieri, così raggianti nel loro successo vicino alle teste coronate.

Allora beh, sicuramente si può diventare la spina dorsale dell'esercito no?
Negativo, al massimo quelli sono i cavalli: maestosi, utili e di certo non sacrificabili. ( Ben 3 caselle )
Beh però almeno si diventa l'architrave su cui si poggia tutto.
Sei pazzo! Quelle sono le torri, rimangono in piedi fino a quando non fai bruciare Babilonia.

Allora, pedone, a che cosa servi?

A niente.

Un pedone, se gli va bene, si fa ammazzare per penultimo, oppure molla e passa con i ribelli.
Mercenario, perchè vuole un salario

Ma in questo gioco alla fine non diventi Re.
Non farai nemmeno parte dello staff nelle retrovie.
Ammazzando e lottando per arrivare dall'altra parte con la speranza di essere assunto come tirapiedi del sovrano, o magari anche come mezzo di locomozione.

Invece no.

Arrivi in fondo e ti chiedono esperienza.
Referenze.
Altri titoli.
Combattere gratis.

" Eh sa com'è, ma i posti da Alfiere sono tutti occupati. "
" Non stiamo cercando carne da cannone come lei, ma terremo in considerazione la sua candidatura "
" Eeeh dovete tenere duro! " Dicono i Vassalli che hanno goduto dei privilegi in tempo di guerra.

Un pedone resta un pedone.
E basta.
Anche se lastrica la strada di cadaveri per far passare più agevolmente Re e Regine.
Soprattutto quando la guerra finisce e i regni son pieni di rampolli della mezza nobiltà.
Un tutti contro tutti.


Pacche sulle spalle.
Cicatrici.
Cotta di maglia bucata.
Picca spuntata.

Nessun banchetto.
Nessuna promozione.
Nessun salario.
Nessun invito a corte.
Nessuna gloria.
Nessuna speranza.
Nessuna paura.

Niente di niente.

Solo acciaio rotto.
Solo testa rotta.
Spalle rotte.
Denti rotti.

O qualcosa, dentro, di non identificabile andato inevitabilmente in frantumi.

Nasci pedone, muori pedone.
Purtroppo poi ci sono troppe pedine, pochi posti e nessuna guerra.

La propaganda assurda di diventare quello che non sarai mai.

" Vai avanti che diventerai Re, o al massimo vice-re "

Ma quale Re, ma quali Alfieri.

Bisognerebbe disertare da questa scacchiera, ma il pedone è troppo stupido e troppo vigliacco: per questo continua ad andare avanti.
Anche se la battaglia è già persa.
Fino a quando non lo farà fuori un Alfiere dall'armatura lucente.

O peggio, lo ammazzerà un pedone senza guerra, ma più giovane.


Veterani di guerre non combattute.

Che orrore questa scacchiera.

Che orrore.

Tentativo sperimentale di esaltazione dell' instabilità politica.


Ormai non si possono nemmeno avere caricatori come rituali di passaggio.
30 proiettili perforanti calibro 7,62 mm da sparacchiare a caso.
Nella speranza di colpire qualcosa.
Magari.
Invece no.
Non si può.
Al massimo uno sciopero o un call center.
" Ma vedrai che "
" Bisogna provare "
" Sto facendo X "
" Vado Y "

Ma sparare nel culo a qualcuno no?

Ci avete privato della gioia del saccheggio, in nome del patto di stabilità
Ci hanno proprio preso tutto.

Bella fregatura

Cosa rimane adesso?
Pezzi di carta, infatti fisso sognando sette volte schede traforate di memoria, da inserire negli appositi sportelli per avere indicazioni su cosa fare.
O come fare.
Automa programmato male sul " ditemi dove sbattere la testa "
E poi?
Poi niente.
Ovvio.

Ogni volta c'è un Gennaio dietro l'angolo, eterna stasi grazie ad una DSL e altra carta straccia.
Solo Cash o cose da fare e invece niente.
Niente di niente.
Roba uguale.
Mai na gioia.
Nessun suit da businessman invece sempre pantaloni strappati, scarpe sfondate e tasche bucate, nella speranza di tornare a nuotare nel mare etilico.
Tanto alla fine, non è che piaccia del tutto, almeno ci passi il tempo.
Tocca sbronzarsi ad acqua del mare, almeno è gratis.
E ne basta poco.
Què no?

Non ci sono nemmeno i cheat per vincere facile, solo una marea di balle.

Tipo quattordici anni.
Cazzate e basta.

Nessuna speranza.
Nessuna paura.

Nessun SOS da mandare.
Questi marconisti moderni non riescono ad ascoltare.
Chiama pure Forte Braccio.
Tanto non rispondono.
Degli SOS del 2014 non sanno che farsene.


Niente di niente
Proprio zero.

Beati voi.