venerdì 27 dicembre 2019
Centotrentacinquesimo titolo generico.
Ed eccoci qua.
E' stato un viaggio lungo, altrochè.
Certe volte, un anno dura quasi settecento giorni.
Possiamo dire di essere andati a piedi e tornati fino a Mordor.
Perchè le notti finiscono sempre.
E se questi trecentottanta giorni circa ci hanno insegnato qualcosa è: vogliamoci bene.
Le altre cose non contano nulla.
Percui si tornerà ad avere futuri buttati a caso, contributi non pagati, scarpe che sono un disastro come la camminata e tasche sfondate.
Ma quello non importa, perchè anche se ci sono strade buie da percorrere con i fari che funzionano poco e niente, c'è sempre la consapevolezza di essere cambiati per sempre.
Torneranno, magari, i numeri di questa rubrica semplici e scanzonati, ma con il solito rimando, che ormai è diventato più che un mantra un marchio di fabbrica.
Visto che è scritto da un essere umano del tutto rivedibile, programmato male e che vive come capita.
Vogliamoci bene.
mercoledì 18 dicembre 2019
Centotrentaquattresimo titolo generico.
Perchè ci sono canzoni vecchie da riascoltare.
Per avere un po' di scherzi del cervello.
E tornare a lettori Cd a velocità 2X.
A giochi di pochi mega ed a stare seduti sul pavimento.
Perchè era pieno di colori.
Anche se oggi è tutto così spento e c'è poco tempo e poca voglia.
Va bene lo stesso.
Vogliamoci bene.
venerdì 13 dicembre 2019
Centotrentatreesimo titolo generico.
In verità c'erano mazzi di robe da scrivere.
Ma essendo distratto da musiche varie in midi.
Ti rendi conto che me la ricordo ancora a memoria?
E Così son passati decine di minuti.
E non si ha più tempo per buttare giù altro.
E vabè.
Improvvisando, come sempre, tutto il resto.
Battendo sui tasti robe a caso che, ovviamente, nella propria testa dovevano andare, tipo, clamorosamente in maniera diversa.
Un po' come questi ultimi dieci e rotti anni.
Più o meno.
Ma beh, divagando, come sempre.
Invece l'anno scorso sono iniziati i titoli generici.
Che non erano sconclusionati, anzi.
Per una volta avevano un significato dove si è faticato tantissimo per comprenderlo.
Vogliamoci bene.
Ed è così.
Davvero.
Non conta nient'altro, visto che, tutto dura poco, anzi quasi nulla.
Sarebbe stato un titolo perfetto " Un anno di lotte e titoli generici ", ma ormai avendo l'allergia a titoli vari.
E a parole.
Meglio abbracciarsi e basta.
Pace.
lunedì 9 dicembre 2019
Centotrentaduesimo titolo generico.
Alla fine è proprio vero: crescere è sopravvalutato.
Ma non perchè ci sono tutte le cose rivedibili dell'essere un adulto più o meno funzionante, anche se ci sono lavatrici da fare, magliette non stirate e un essere genericamente trasandato.
Il problema è perdere pezzi.
Non solo di se stessi, soprattutto di chi ci sta intorno.
Per carità, ognuno prende la propria strada.
Sparsi in tutto il mondo
E' così no?
Non deve piacere per forza.
Immaginatevi di salutare gli amici e non sapere che quella è stata l'ultima volta in cui si è stati assieme.
Perchè il tempo è sempre meno o semplicemente deve andare in una certa maniera.
Però, come già detto, non è un granchè.
Soprattutto se si lotta ogni giorno contro il resto di diecimila cose che sono proprio da buttare.
Almeno non ci sono più quei giorni in cui non ci si voleva alzare dal letto.
E tutto era inutile, o quasi.
Che schifo.
venerdì 6 dicembre 2019
Centotrentunesimo titolo generico.
Avendo in testa isole nelle isole e giornate da perdere.
Incollato alle cartine geografiche.
Un po' per andare via anche rimanendo fermo.
Per perdersi in libri come tesori.
Nostalgia di cose mai vissute.
Centotrentesimo titolo generico.
Perfino con le mani stanche per scrivere titoli generici.
Avendo voglia solo di non guardare orari.
Riprendere vecchie abitudini, anche sbagliate.
Ma respirare.
Un passo alla volta.
Rinascere.
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