mercoledì 31 agosto 2016

Haiku sgrammaticato e fuori metrica, contraddicendo palesemente quello che si è scritto.


Più che altro verso se stesso.
Training autogeno che funziona spesso male, ma ci sono linee guide di base.
Un automiglioramento quotidiano.
Regole anche nei confronti di piccole cose.
Numeri come spartiacque, importano sempre di meno i valori nominali.
Più che altro quelli reali.
Che restano.
Fisso non vedendoli.

Facendo a gara con il sole.

Quasi come continenti che ogni tanto si fanno vedere e ti rubano pezzi vari. Capendolo sin da sempre.

Alla fine è tutta colpa delle terre emerse interamente circondate dall'acqua.
Una roba come impegnarsi a fondo per rimanere attaccati.
Non è andata così.
E da lì nasce un po' la maledizione.
Che frega.
Attrae e respinge.
Prigione con libertà, cercando spesso spazi di se stessi attraverso i mazzi di Km.
Bambino in penombra, tirato a lucido che vedeva la cartina geografica e pensava
" Cavolo, ma c'è proprio il mare ovunque? "
Allora va bene lo stesso.
Di certo è andata così per questi primi anni.
Ma non è un problema.
Manca ancora un po'.
Perdita di senso dell'orientamento a parte.

Pace.

lunedì 29 agosto 2016

Relgalando punti a chi indovina l'immagine, ma non vale usare mezzucci. Si trova a 60 km da qua.


Robe come zingarate a go go tra strade polverose.
Amici che sembrano essere lì da una vita.
Mancava, di sicuro, solo il rum.
Perchè tanto è l'isola che accoglie e rimane dentro.
Curva dopo curva, tramonto dopo tramonto.
E il resto veramente, non è che conti più di tanto.
Con conto sempre a zero e poche idee, confuse in testa.
Apposto così.
Eliminando il superfluo.

Staremo a vedere

domenica 28 agosto 2016

Difficoltà respiratorie causate da attacchi violenti di risate folli per merito di jacktorranceate varie.


Salvando mazzi di dati in pomeriggi vari.
Molto più facile capire il significato delle cose quando si mettono le zampe a mollo, oppure camminare strascicando piedi non perfettamente guariti sul cemento della propria città.
Comprendendo fisso il perchè, tramite risate sguaiate su una banchina.
Che ci sono mazzi di legami che vanno così.
Regole che non si possono certo cambiare o piegare.
Di significati vari di fratellanza, quello più puro del migliorarsi sempre e godere semplicemente di attimi.
Essendo fisso tutto precario.
Zero sicurezze.
Cose così.
Generazione di lottatori senza futuro, con molto buonsenso in testa.
Arrampicandosi spesso su macerie fatte da altri.
Avendo, fisso, solo dosi enormi di buona volontà.
Allora a gambe incrociate.
Chiudendo gli occhi.
Facendo scorrere il tutto.

E' così facile, no?

Buonanotte, buonanotte.

sabato 27 agosto 2016

Mettendo su inchiostro frammenti lontani di ricordi di un agosto qualsiasi del 2016. Aye aye Cap'tn


Un legame con la terra indissolubile.
Oltre il parentame vario che abita lontano, un po' il paese dove andare d'estate.
Scrivendo tipo un tema d'italiano nel 2025 su argomenti random, oppure tranute ricordi esatti di vacanze viste con gli occhi di una bambina.
E allora torna in mente la baia dei bucanieri.
Con le navi ormeggiate.
Stringendo forte la mano della mamma.
" Sei un pirata? "
" Si, ma sono in vacanza, niente bottino per oggi, ma se fai da brava monete d'oro e pappagalli "
E allora magari leggermente poggiando la penna.
Sorrisi lievi, un po' sfocati come le fotografie del 1991
Saranno salite mazzi di volte le maree.

Perchè sorridi in mezzo al compito?

Niente, solo un pensiero di quando ho conosciuto un pirata.
Di quelli buoni però

Pace.

martedì 23 agosto 2016

Saccheggiando immagini parecchio belle e non prendendo neanche lontanamente la briga di citare l'autore. Vergogna.



Insonnia varia dovuta a google maps.
Occhi puntati, famelicamente, sul Giappone.
Ma tipo posti remoti, Nigata o Sapporo.
Solidarizzando spesso con isolani vari, anche con gli Ainu o le tribù Jurchen.
Altro che Manchuquò.
Si può arrivare.
Dimenticando così ogni tanto, anche certe altre cose.
Come un po' di distanze da occhi grandi.
Affrontando difficoltà, quello si.
Magari si può di certo, fare di più.
Anche con sto caldo, tanto poi arriverà Settembre e il tiepido e di nuovo freddo.
A sa fini le scuse climatiche son sempre le solite.
Mattinate di polvere.

Aspettando l'alba.

Pace.

Cercando di comunicare con linguaggi non propriamente familiari, ma ci si capisce a seconda del contesto. Facile, no?


Una roba come capitani con il mal di mare o senza mezzi vari.
Dividendosi spesso in tre o in quattro.
Famo anche cinque, che ce frega.
Con in testa solo musica tratta sicuramente dall'Hagakura, anche se all'ombra delle foglie si ascolta tipo trip-hop.
Turntablismando in maniera casuale.
Sempre alla ricerca di un sensei, tipo anche di se stesso.
Alla fine così, rimangono clacson vari e immagini che non c'entrano granchè con quello che ci cerca più o meno di esprimere così alla buona.
Ma non è un problema eh.
Sono i diecimila giri vari.
Qualcosa si muove.

I  Ronin però non pagavano 80 Ryo di canone Rai in bolletta.

Porcaputtana.

lunedì 22 agosto 2016

Arrivando anche a piedi e con le scarpe rotte ad Hokkaido


Generazioni che non comunicano.
Anno strambo che accentua gente già ampiamente fuori di testa.
Cercando solo sassolini zen e massime da due monete di rame.
Però, almeno, è una sorta di via di fuga, nevvero?
Mah, svisando film in streaming che hanno tipo la mia età sul solito periodo Sengoku.
Che tempi, che tempi.
C'è solo la voglia folle di viaggiare per un po'.
Sparire qua e la.
Ad Hokkaido magari.

Nel periodo Nanboku-Chò però.

Pace

Una roba come girare a caso nel periodo Sengoku, ma forse va bene anche il Kamakura.


Assenze formali di vagabondaggi vari.
Ribollendo causa metallo nel piede.
Mancanze notevoli di 1850 metri d'altitudine.
Dormendo fisso vicino al fuoco.

Voglia folle di camminare non claudicando.

Scallonz.

giovedì 18 agosto 2016

Ripetendo tre volte una parola per dare un senso ad una decina di frasi varie, non vale usare il trova di Chrome. Hikari.


Non rispettando neanche lontanamente le scadenze.
Perdendosi, finalmente, in pagine da divorare.
Lasciando perdere le sveglie mattutine, ma soprattutto nuvole varie.
Di sicuro non sono fondamentali.
Cercando solo perfezioni varie, in qualsiasi attimo.
Anche nel più completo disordine, fatto di polli surgelati che volano o di silenzi in sale cinematografiche, vedendo pellicole ampiamente dimenticabili.
Forse è tipo la semplicità del verso, nelle parole di lingue straniere.
Hikari.
Aspettando con volontà il tramonto, tipo essendo nuvole che volano con il vento che cambia.
Non scambiando mai tutte le banconote dal valore nominale, per una vita con i piedi a mollo.
Elementi su elementi.
Il resto diventa spesso di scarsa importanza.
Turntablism vario.
Generi musicali splendidi, frutto di cultura meravigliosa.
Banalizzata ampiamente da artisti non di certo fenomenali.
Un po' come camminare con stivali sporchi di fango, su un pavimento pulito.
Ignorando altre cose.
Si va?
Andiamo, il sole è tramontato.

Hikari.