lunedì 30 gennaio 2012
Đi đi mau gastrointestinale
Ci vuole coraggio per fare la guerra civile.
Troppo facile dire: " Prendo un fucile e mi arruolo ".
See già vi vedo.
Dormire nei tunnel.
Acqua fredda.
Il gelo invernale.
Pericoli costanti.
Latrine improvvisate.
Zero medicinali.
Poche ore di sonno.
Pioggia.
Ordini.
Pattuglie.
Rastrellamenti.
La costante propaganda dei commissari politici.
Il frastuono degli elicotteri.
Le pallottole.
L'adrenalina.
La paura.
Senza mappe.
Equipaggiamento scadente.
Ogni notte in un posto diverso, costantemente braccato.
L'odio.
E....
Riso
in bianco.
Tutti i giorni
Ma come diavolo fa a piacervi?
E' d'una malinconia unica.
Zero colore.
Zero passione.
Zero fantasia.
Si ok, in guerra vanno per forza bene le cose semplici, far bollire un po' di riso in riva al fiume stando attenti a non farsi beccare dai nemici, ma non ci posso mettere due gamberetti?
O qualche verdura a caso.
Magari due pezzetti di pollo o qualche altro animale.
Le proteine cazzo.
Sennò così è deprimente.
Certo spero di non avere colite in battaglia.
Però dai, riso in bianco.
Ogni giorno.
Diserterei solo per quello
Sticazzi dell'onore
domenica 29 gennaio 2012
Sarebbe un bell'epitaffio per Billy Pilgrim e anche per me.
La frase è presa in prestito ovviamente, qua e là è un po' tutta roba rubata o " di seconda mano "
Ma va bene così, niente stona.
E' tutto a posto.
E tutto perfetto.
Le righe parallele del parquet.
Un libro gualcito per le troppe letture.
Una maglietta con un teschio che mi stava bene.
Dei pantaloni sporchi.
La finestra che da in veranda.
Il computer sulle ginocchia.
Una barba che cresce a caso.
E' tutto ok.
Veramente.
Sapere grazie a wikipedia che la Via Lattea misura: " Il disco stellare della Via Lattea ha un diametro di circa 100.000 anni luce e uno spessore, nella regione dei bracci, di circa 1000 anni luce " e " Se vi fosse un modellino in scala con un diametro di 130 km che rappresentasse la nostra Galassia, il sistema solare ne occuperebbe appena 2 millimetri."
Quindi io sono 165 cm x 58 Kg e ho un posto in tutto questo.
Va bene così.
Non è nulla tutto il resto.
Cavolo piccole cose sul serio.
Minuscoli in tutto.
Torniamo com'eravamo da piccoli.
Io torno il bambino che aspetta l'autobus giallo per andare a scuola.
E tu...beh non ti conoscevo da piccola.
Non ne ho idea.
Ma penso forse grazie ad un attimo cristallizzato nell'ambra, riesco un po' a vedere com'eri da bambina e come sei adesso.
Ma non ti parlo.
Non mi parli.
Forse siamo tornati davvero bambini.
Timidi vero?
Seduti al primo banco ansiosi di essere bravi.
Tirati a lucido.
Quindi ti sto vivendo com'eri, come sei e come sarai quando io me ne andrò da quest'universo.
Con una luce violetta e un ronzio magari.
Sarebbe bello.
Essere tutto e niente contemporaneamente.
Magari riuscire ad apprezzare veramente tutte le cose.
Come una maglietta bucata che mi ostino a non buttare.
O un portafogli vuoto.
O il palazzo di fronte.
O le tempeste magnetiche.
L'implosione di una supernova.
Il colesterolo alto.
Etc..
Cose così a caso.
Fisso perdendo il filo del discorso.
Ma è giusto così.
Prima non c'era.
Ora c'è.
Non ci sarebbe stata se non avessi premuto i tasti a caso.
Anche se teoricamente, essendo online su un sito potrebbe sparire da un momento all'altro.
Pace.
Me ne ricorderò?
Non credo.
Solo in maniera frammentaria, un po' a modo mio.
Qualche parola qua e là.
Ah di nuovo grazie a wikipedia ho scoperto che solo nella via lattea ci sono Quattrocento miliardi di stelle.
Alcuni però dicono duecento.
Tante eh?
Numeri.
Cifre.
Distanze.
Età.
Non mi va di contare.
Non ha senso.
Il tempo calcolato è una follia.
E' inutile.
Schiavitù meccanica o digitale, fa lo stesso.
Non serve a niente se siamo bambini e dobbiamo prendere l'autobus.
Se sono un ragazzo e devo prendere il motorino.
Se sei una ragazza e devi prendere la macchina.
Se sono un uomo e devo prendere il treno.
Se sei una donna e devi prendere l'aereo.
E' la vita
Forse riesco a capire che cos'è.
Ma mi basterebbe solo riuscire a comprendere che cos'è un giorno nel calendario.
Così, giusto per sapere.
Intanto aspetto il treno.
Appoggiato al muro, con lo zaino ai miei piedi.
E sono Tutto allo stesso tempo.
Danio/ Dagni/ Danilo/ Nì / Dani/ Thug / Danì/ Gnappo / Calimero / Zorba
Etc
Pace
E tu come stai?
Sul serio.
E' da molto che non te lo chiedo.
Come stai?
Pace
sabato 28 gennaio 2012
Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile
Pesce rosso parte terza.
Non c'è concentrazione, ormai sto nuotando in tondo e mi dimentico le cose.
Leggo due righe
Scrivo due righe
Ascolto mezza canzone
Pesce rosso parte terza.
Non c'è concentrazione, ormai sto nuotando in tondo e mi dimentico le cose.
Leggo due righe
Scrivo due righe
Ascolto mezza canzone
Pesce rosso parte terza.
Non c'è concentrazione, ormai sto nuotando in tondo e mi dimentico le cose.
Leggo due righe
Scrivo due righe
Ascolto mezza canzone
Cosa stavamo dicendo?
Un castellino?
Un libro?
Un bel po' di silenzio?
Una mezza canzone?
No erano due righe
Ma lette o scritte?
O dovevo prima leggerle o poi scriverle o viceversa?
Non lo so.
"A starvi a sentire dovremmo dire sempre qualcosa di speciale, di speciale, qualcosa di speciale è per gente speciale vorrei comunicarti qualcosa di speciale"
E questa dove l'ho sentita?
In un cd di sicuro.
Una fascetta poi.
Una doccia e un divano.
Ma ho sbagliato vasca.
Era prevedibile
Non faceva per me.
Ero stanco di nuotare contro il vetro.
Liberarmi in mare aperto per favore
venerdì 27 gennaio 2012
Filosofia in briciole e carta stagnola
Piatto piange.
In tutti i sensi, poca roba da mangiare.
Così va Gennaio.
Odiato mese che te ne stai per andare.
L'acqua bolle piano piano, più la guardi più ti prende in giro e allora il ragionamento dal lobo frontale si sposta verso il basso nella pancia.
Ragionare d'istinto.
Che fame.
Due carote.
Una tazza di riso.
Semplicità.
Però c'è, è tangibile.
Che importa.
Basta pensare soltanto all'oggi, no che dico all'adesso, a che ore sono?
Non lo so, il blog me la sfasa: non ho ancora capito su che fuso orario è.
Su che fuso orario sono tutte le cose.
Due Kit-Kat.
Di quelli piccolini, due stecche per volta.
Come dessert.
Spariscono in due morsi, un po' come tante cose.
Due morsi e via.
E non ci sono più.
Un po' come il fiato che è volato via su uno scatto nuotando.
Un po' come alcuni capelli che se ne vanno nel Valhalla per colpa del cappellino.
O per colpa della rotazione terrestre, non me lo ricordo mai.
Ora se ne va anche il primo Kit-Kat.
Rimane solo il retrogusto, ancora più buono perchè durato un po'.
Non posso aspettare e mi mangio l'altro.
E se ne va anche lui.
A posto così comunque, incontrato per caso, mangiato per ingordigia e finito.
La carta buttata nell'indifferenziata.
Almeno c'era.
Piccole cose, piccoli snack.
Poco sani ma che importa.
Chissenefrega che sia Nestlè e che stiano distruggendo la foresta amazzonica.
Non c'è tempo per queste cose troppo grandi.
Mi accontento di fare la mia parte: mangiarlo e buttare via la carta.
Va bene?
Per voi è poco lo so.
Per me è ok.
Bastano queste cose.
Così che durano due morsi.
Credo di aver dentro ancora i lividi dei tuoi morsi.
Io ricordo benissimo dov'erano.
Perchè ci sono stati.
Meglio no?
Anche se durano poco.
A me va bene lo stesso.
Ormai è a posto così.
Pochi soldi.
Poco cibo.
Poche emozioni.
Però le sto vivendo.
A modo mio, ovviamente.
Ciao Kit-Kat
giovedì 26 gennaio 2012
Aspetto ordini da Skynet, poi boh vedete voi
Tasso d'interesse.
Moneta sovrana.
Capitale straniero.
Bot.
Bund.
Finanza creativa.
Spread.
Tasso di cambio.
Banner pubblicitario.
L'unione monetaria.
Le carte di credito.
Il conto in banca.
Aumento annuo del 2%
Dividendi per gli azionisti.
Le luci.
I nastrini.
Lo shopping creativo.
Il led nella macchina.
Il cellulare da 700 euro ( poi mi chiami con l'addebito )
L'aperitivo intelligente.
La benzina a 1,79.
L'auto usata per fare 200 metri.
Arbitro era rigore.
Complotto.
Venduto.
Non rompere i coglioni.
Posso saltare la fila?
Vacanze intelligenti.
Mangio e me ne vado senza pagare.
Sei proprio tecnologicamente rimasto indietro.
Alt.
Aspetto con ansia ordini dal computer che prenderà consapevolezza di sè.
Premi quel bottone rosso ti prego.
Venti testate atomiche sparse qua e là
Io aspetto solo questo.
Guarda cos'abbiamo creato.
Tutti noi.
Tutti complici.
Abbiamo creato questo
Guarda bene.
Zero Possibilità d'iniziativa.
Zero Capitale.
Zero Scelta.
Dottò, metta una firmetta sulla scheda e deleghi.
Pensiamo che tutto questo schifo venga dall'alto e non da noi.
Dalla base.
Da tutto.
Siamo sempre noi.
Boia e vittima.
Complici fino al collo.
Tutti eh, ma proprio tutti.
Vuoi un titolo di studio che ti farà fare la fame?
Vaffanculo e paga.
Vuoi cercare lavoro?
Vaffanculo e paga.
Vuoi...
Vaffanculo e paga.
Premi questo bottone rosso per favore.
Io aspetto.
Magari ci libereremo del 90 % di stronzate.
O magari ci libereremo del 90 % di noi.
Per me è uguale.
Ormai non riesco nemmeno più a vedere la differenza.
O a capirla.
Se sono qua, o la.
O se dormo o son sveglio.
Anzi non capisco proprio niente.
Chissà se ce la faccio ad uscirne indenne, ma ne dubito.
Babilonia.
Babilonia davvero.
E' cattiva medicina
Potevano dirmelo prima però
mercoledì 25 gennaio 2012
Offline
Grswfzz
" Qui parla Tango Hitman Urgosh Gamma. Rispondete. Passo. "
Nessuna risposta.
Solo scariche.
Il messaggio verrà inoltrato alla posta elettronica.
Le ultime creature online.
Samurai metropolitani.
Pezzi da museo
Noi continuiamo ad esserci, ma questo risulta comunque un messaggio per i posteri.
Per quelli non in linea.
Pittogramma da caverna.
Inciso su un muro di pixel:
Non fatelo.
Non abbandonate programmi di chat utili.
Ok con Facebook potete condividere tutto quello che vi pare: foto, la storia della vostra vita etc.
Raggiungere un sacco di persone.
Si ok, ci comunicherete, farete vedere le foto.
Pomperete il vostro ego ( e se vi va bene non solo quello )
Ma non riuscirete mai a parlare sul serio con una persona.
O a conoscerla se non con il Voyeurismo.
Sareste sempre occupati a fare altro, poi dai ha una chat di merda.
E' utile per non mandare sms.
Ok.
Si, sarete distratti da notifiche inutili o altre cazzate.
Link di cani.
Link di politici.
Link di cani politici.
Etc.
Non si riesce più a dare la completa attenzione alle persone.
Concentrarsi sul dialogo e basta.
Prima si, a sa fini aprivi la chat per quello.
E invece ora non si capisce più un cazzo.
E' tutto un mix superficiale.
Due chiacchere tra il caricamento di un video di Orsetti del Kyspios.
O di qualche link avvelenato.
Come guardare un film, ascoltare musica e leggere un libro contemporaneamente.
Tutto e in maniera pessima.
Zero.
Ma intanto su Msn vedo solo icone rosse.
Sarà per quello che mi stan sul cazzo questi balzi tecnologici.
Ho paura della tecnologia
" Mi dai il tuo uin di Icq? "
" Oppure C6 ( anche se era pieno di pervertiti ) "
" Hai msn? "
Un po' già mi manca.
Rimaniamo noi a presidiare il forte.
lunedì 23 gennaio 2012
10 minuti miei non sono 10 minuti tuoi
Perchè?
Beh perchè sono straniero e noi nativi abbiamo una concezione del tempo diversa.
Te lo giuro.
E' una concezione ciclica.
Non esistono gli orologi, andiamo ad istinto.
O forse sono sul fuso orario biologico di casa mia e sono che ne so, un ora indietro.
Non ne ho idea.
No comunque, non è molto che aspetto.
Nemmeno un ventesimo di rotazione dell'asse terrestre.
Poi oh.
Vado a spasso con la mia testa e i miei vaneggi.
Mica mi dispiace aspettarti
domenica 22 gennaio 2012
Ma dove diavolo è il mare?
Zero in geografia.
Per tornare a casa devo tipo andare a Nord Ovest, ma non ci capisco niente: vedo solo strade e palazzi.
Piazze ok.
Indicazioni di cartelli sbiaditi.
E solo cemento.
Sta città è un incubo.
Voglio il mare.
Almeno ai vecchi tempi per tornare a casa mi bastava puntare verso il mare.
Qua vedo solo costruzioni.
Certo però, anche le mie indicazioni sul foglio di carta ridicolo sono poco utili.
Anti-tecnologico a vita.
Non fa per me.
Dove si trova la scuola superiore Furinkan?
Merda.
venerdì 20 gennaio 2012
Non ce l'avevo un pennarello indelebile. Dovevo tracciare linee di Nacza.
Serissima.
Decisamente ottima.
Io intanto ti scrivo, anche cagate eh, ed è il meglio come minimo che posso fare.
Di più non lo trovo, è perso un po' qua e là in tutti questi anni.
Tanto ci vediamo in sogno, ormai quasi mai, ma tanto continuo a scriverti.
Vivi in queste parole.
In tasti consumati di vari Pc, perchè a mano sono analfabeta ormai.
E' anche colpa mia eh.
Non so cantare.
Non so suonare.
Non so disegnare.
So fare giusto queste due robe, ogni tanto mi vengono così.
Voglia di comunicare fisso.
Ma zero parole coerenti.
Non ho la minima idea di dove io sia finito in questi anni, neanche mi ricordo che cosa sono ora: è così e basta.
Sei più seria di ogni canzone.
Non sai quanti tasti sto rovinando.
Quante scritte sopra i muri.
Quante scritte sul banco.
Qua e là a mazzi, sempre.
Ribadisco: decisamente ottima.
Ci sei fisso, ma non in questo universo come minimo, mi son perso in qualche varco dello spazio tempo.
Straniero in universo sbagliato.
Ho cannato il varco temporale e non ho capito dove diavolo sono.
Dove son finiti tutti questi anni?
Non li trovo per niente.
Eppure sono qua.
A scriverti e non mi ricordo mai.
Mettendo sempre foto a caso, ma non capisco.
Non mi concentro.
Pesce rosso.
Mi dimentico fisso.
Ogni 30 secondi è altro pianeta per me.
Eppure torni, ricorrente.
Minimo non esisti = vaneggio mentale sbagliato.
Eppure sei così.
Ho inseguito una costruzione della mia testa?
Sei nel mio cervello?
Nzà non ho bisogno di niente.
Minimo sei qua.
Ma tanto, Ci sei e non ci sei.
E allora ti scrivo.
Ma non mi rispondi.
Sono spettatore non pagante, non fa nemmeno ridere sta commedia.
E' così, una simulazione di altri.
Io me ne vado su Tralfamadore, tanto alla fine mi toccherà fare così.
Un granellino di polvere cosmica sparso qua e là.
Nessun numero.
Ghiaccio di Saturno e basta.
Affanculo i chilometri, tanto il pianoforte continuo ad ascoltarlo.
E gli scratch.
Ignorante in materia.
Traggo piacere a scrocco fisso.
Ripeto: sei seria più di ogni bellissima canzone, sognamo tutto quello che vuoi tu.
Quanto ci penso.
Fresca come l'aria al mattino aspettando il treno.
Meglio di ogni altra canzone.
Meglio di certa roba di Gruff che minca, non ce la faccio a descriverti.
Non ne sono capace.
E vorrei ascoltarla con te e basta.
A chiedermi " ma chi è? "
No se puede tanto.
Pesce rosso parte due.
Continuo a nuotare nella mia boccia di vetro, è meglio che non capisco.
Autista voglio scendere.
Tanto continuo a cantarti anche se non so cantare.
Tanto continuo a suonarti anche se non so suonare.
Tanto continuo a scriverti anche se non so scrivere.
E non lo leggerai mai.
Una scritta a cazzo su un banco sporco.
Dimenticatelo in un ripostiglio.
Tanto è pieno di polvere.
Come quando che ne so, hai fatto l'esame di maturità.
E c'avevi il cuore a mille.
Ora quel banco è lì.
Chiuso dentro, dimenticato.
Ce lo siamo scordati un po' tutti.
Ma io c'ero anche se non mi vedevi.
E ti pensavo.
Ti stavo scrivendo.
E anche adesso ti sto scrivendo.
Fisso lontano però
Ma era/ è così.
E mo mi son perso.
Ora come ora.
O meglio m'hanno chiuso in quel ripostiglio.
Vicino al banco come minimo o ci son seduto sopra.
Si sto scomodo, ma siamo seduti tutti e due.
Ma ancora non riesco ad uscire.
Anzi c'ho le indicazioni fatte a caso.
Su un foglio che hai scritto tu con un pennarello verde.
C'ho scritto sopra le coordinate.
Ma mi perdo sempre.
Mi son perso.
Zero tecnologia.
Son rimasto indietro.
Almeno Ti scrivo
Solo questo
Guardami come mi guardi quando ti guardo
Stiamo per andare via
giovedì 19 gennaio 2012
Tra poco ci separiamo. Io mi tengo i bicchieri buoni
Sento che sta per arrivare il momento.
Ognuno per la sua strada ok?
Niente lacrime.
Ormai mi sto stufando di vederti fissa.
Basta eh.
Non mi lasci altra scelta, ad ognuno il suo spazio.
Tu mi soffochi.
L'altro giorno mi hai fatto fare una figura...
Vabbè, altre due settimane.
Appena torno a Cagliari dovremo prendere questa decisione.
Si lo so.
Sono egoista.
Ma basta, mi hai rotto.
Non fare così uff....tanto due settimane e ci rivediamo.
Ti taglio.
Cara barba mi sei stata vicina in quest'annetto, ma ora inizio ad esser stanco.
Poi l'altro giorno: sudando dalla barba.
Che schifo che fai.
No dai scherzo.
Mi mancherai.
Però ti taglio comunque, ma non qua.
Non in questo postaccio pieno di smog.
Ti porto al mare.
Sto iniziando ad aver paura di beccarmi i pidocchi
Pace
Ringraziamento speciale a Baron Davis, per essere un fantastico esempio da seguire in fatto di barbe.
Si quello della foto è Baron Davis.
Ok non lo conoscete.
Andatevene affanculo
Puu-tii-uiit?
Due sere fa hanno sparato a Robert Kennedy, la cui casa estiva si trova a dodici chilometri dalla casa in cui vivo tutto l'anno.
E' morto la notte scorsa.
Così va la vita.
Un mese fa hanno sparato a Martin Luther King.
E' morto anche lui.
Così va la vita.
E ogni giorno il governo del mio paese mi comunica il numero dei cadaveri prodotti dalla scienza militare in Vietnam.
Così va la vita.
Mio padre morì molti anni fa, di morte naturale.
Così va la vita.
Era un uomo dolce.
Era anche un fanatico di armi.
Mi ha lasciato le sue armi.
Si stanno arrugginendo
« Dopo un massacro tutto dovrebbe tacere, e infatti tutto tace, sempre, tranne gli uccelli. E gli uccelli cosa dicono? Tutto quello che c'è da dire su un massacro, cose come puu-tii-uiit? »
Ei Kurt, non ti mando un messaggio telepatico da Novembre.
Scusa se mi son permesso di prendere in prestito un paio di pagine, ma c'è qualche disperato che ogni tanto sbircia dentro il blog e potrà dire di aver letto qualcosa di tuo.
No perchè se continuo a ripetere " Leggi Mattatoio n 5 di Kurt Vonnegut, quelli mica mi ascoltano"
Sono troppo pigri per procurarsi il libro.
O chiedermelo se glielo presto.
Così li frego.
Glielo faccio leggere con l'inganno.
Non ve l'aspettavate eh?
Fregati
Ah Ah
martedì 17 gennaio 2012
Non avevano tutti i torti
Libreria Termini Station.
Felice, guardo titoli.
Odio Bukowski, ci sono una decina di libri, ma sono tutti uguali.
I personaggi non hanno spessore.
Mavabeh.
Signorina avete libri di Vonnegut?
Certo, al 2° piano. Narrativa Feltrinelli.
Emozionato salgo le scale.
Ho bisogno di leggere un po' un vecchio amico.
Narrativa
Narrativa
Narrativa.
Vasquez.
Vonnegut, eccolo!
Mattatoio n°5 e Madre Notte, solo questi.
M'intristisco.
La malinconia diventa furore però:
CINQUE LIBRI DI FABIO VOLO
ACCANTO A VONNEGUT.
Due è meno di Cinque.
Cinque è maggiore di Due
Di Fabio Volo poi...
Respiro.
E' una pugnalata.
Mi fa male il cuore.
Non è giusto.
Mi allontano depresso e disgustato.
E' proprio vero.
C'è una sorta di maledizione su di me:
A Termini prendo sempre e solo fregature.
domenica 15 gennaio 2012
Errori Occidentali
Splende come una gemma dorata.
Immensa.
Non finisce più.
Mamma Africa.
Continente enorme, pieno di fascino, di miti, di culti.
Il suono dei tamburi.
I leoni.
Gnu.
Le Iene.
Il Re Leone.
La culla della vita viene dal continente nero.
Fantastico.
Fascino unico.
Però...
C'è sempre un però.
Vaffanculo colonialismo, per colpa tua devo studiare la storia di paesi di cui non riesco nemmeno a pronunciare il nome.
Ogubaruba.
Yoruba del regno Ashanti.
Igbo di Igboland
etc
Ma perchè li avete "scoperti"?
Avete solo incasinato tutto: quelli stavano bene così, vivevano vite piene in capanne con la loro pratica del Basisi ( ma perchè? perchè? ) e voi siete andati fin lì per derubarli.
Derubarli poi di cosa?
Imbecilli.
Non per altro.
Non sarei costretto a stare sveglio a studiare sta merda.
Ah e le vuvuzelas poi.
Meglio perdersi che trovarsi
Poco ma sicuro
L'antropologia stanca
sabato 14 gennaio 2012
Vedo Verde
Musica 8 bit.
Ma sto dormendo, però vedo Yoshi.
E torno bambino, anche se non sono sicuro di esser sveglio o no.
Non capisco.
Non ho paura del buio, c'è la luna che entra dalla finestra.
O è un lampione?
Boh
Quindi non so, torniamo alla questione.
Sono sveglio?
Ni.
Però almeno è tutto colorato.
Bene così.
O forse è la tortilla di cena.
Non avrò digerito e sono in qualche cartuccia del SNES
Quindi sto dormendo?
Non credo.
C'è Donut Plain però.
E la casa dei fantasmi.
Ma almeno ho sognato Yoshi, quindi non mi spaventa niente
Possiamo passare pure per Star Road eh
Anche se forse dovrei mangiare meno pesante
venerdì 13 gennaio 2012
" Mai incrociare i flussi " " Perchè? " " Sarebbe male "
Non ci credevo per niente.
Ora sono ne sicuro: è pericoloso giocare con l'energia cosmica.
Non si deve.
Varia da persona a persona.
E' pieno di Catalizzatori.
Certe cose si possono materializzare, ma non è sempre un bene.
Occhio a quello che vuoi, dalla lampada il genio lo esegue alla lettera o a caso.
Quindi ad ogni azione, una reazione uguale e contraria.
Smettila di tormentare il Karma.
Non chiedere.
Non volere.
Non desiderare.
Che se indirizzi le energie fai un macello.
Siediti e basta su quella cazzo di riva e non pensare a niente.
Goditi il viaggio e basta ok?
Un passo avanti
Quattro indietro
Così va la vita
giovedì 12 gennaio 2012
Spero di non dover pagare i Copyright
" Ci stiamo preparando all'atterraggio. Invitiamo i signori passeggeri a rimanere seduti, con le cinture di sicurezza allacciate fino a quando il velivolo non sarà perfettamente fermo. "
La ragazza nascose la tensione dietro i grandi 2038 Ray-Ban Wayfare neri, trattenne il respiro vedendo le case farsi lentamente più grandi.
" Ci siamo ora facciamo il botto, ora lo facciamo "
Vide la pista d'atterraggio dal finestrino correre veloce.
Sempre di più.
Il carrello toccò terra con il tipico stridio dei pneumatici sull'asfalto.
Un piccolo scossone in coda.
E il Jet della EAL continuò la sua corsa rallentando grazie ai flap e all'aria che passava sopra e sotto, sfruttando le forze misteriose della fisica per farlo rimanere incollato al terreno.
La ragazza respirò profondamente.
Ce l'aveva fatta, dopo 13 ore di volo era finalmente di nuovo sulla terraferma.
Le venne da ridere pensando a tutti i minuti trascorsi in quell'ambiente dal tipico odore di carburante e aria condizionata.
Il suo vicino di posto, uno studente giapponese, rimase immobile fino a quando il velivolo non si arrestò, poi si girò verso di lei e fece un rapido inchino con la testa e se ne andò.
Le venne un po' da ridere, ma si trattenne.
Ormai la società era questa: spostamenti globali multietnici a velocità supersonica.
I passeggeri della business class si alzarono lentamente, tutti avvolti nel loro sarariman nero, come dettava la moda di Tokyo, presero all'unisono valigette 24 ore e con il palmare in mano salutarono le hostess uscendo in rapida sequenza.
Lei alzò i suoi 160 centimetri dal sedile blu della EAL e si schioccò il collo, la sua solita causa del cronico mal di testa, ma ora dell'emicrania nemmeno l'ombra.
Si sistemo il nuovo vestito nero che si era comprata proprio per il primo giorno di lavoro, lasciava le spalle e le braccia scoperte e si avvolgeva in un tubino fino alle ginocchia.
Sulla schiena s'intrecciava lasciando vedere le scapole.
Marca francese.
Costosa.
Ma ora poteva permetterselo.
Prese il grande cappello nero dal vano porta oggetti e tirò la maniglia del suo trolley viola.
Le si staccò rimanendole in mano.
" Vuole che l'aiuti ? " Chiese la cortese hostess alta 1,85 dai capelli rossi.
Mormorò un " Si grazie, abbassando per un attimo gli occhiali da sole facendo vedere gli occhi verdi grandi grandi cerchiati di nero.
Si sistemò i capelli, tagliati alla moda di San Pietroburgo e mise il cappello in testa elargendo sorrisi alle assistenti di volo, tirò il trolley sulla morbida moquette verde della EAL e salutando si avvicinò alla scaletta.
" BWUAh amico è babilonia, babilonia pura " Sentì mormorare in basso alla scala dall'operaio di colore con le treccine intrecciate sul cranio.
Era vestito con un'ampia tuta arancione
" Castiala, depp'i'ressi prexiau babbu meu s'minci portu issa a domu "
E via di risate, non aveva visto però l'altro che aveva detto quella frase in una lingua aliena.
Scese le scale un gradino alla volta e si guardò ammirata intorno, era una bella giornata di sole.
Arrivò con decisione agli ultimi gradini, ma il suo piede con il tacco disegnato dallo stilista italiano toccò direttamente l'asfalto.
Non aveva guardato bene ed era convinta ci fosse un altro gradino.
Cadde rovinosamente a terra scivolando, lasciandosi scappare un'imprecazione.
I due operai rimasero fermi per un istante, poi scoppiarono a ridere.
Quello che non aveva visto si avvicinò.
" Tutto bene signorina? " disse il ragazzo rasato con la barbetta porgendole la mano.
" Si si.." disse rapidamente pronta a scappare.
" Non ha dimenticato i guanti? "
Lei alzata in piedi e rassettandosi il vestito, parve non capire.
" I guanti? "
" Non ce li aveva? "
" No.."
" Ah mi sembrava, mi saprebbe dire l'ora? "
Lei guardò il suo sottile orologio/bracciale e gliela disse andando via, poi si ricordò di aver visto un orologio sportivo quando il ragazzo gli aveva dato la mano, scosse la testa.
Passò affrettando il passo per il terminal per andare al ritiro bagagli, il noioso rullo ovviamente era già in funzione, con decine di persone accalcate lì.
Era il suo volo.
" Veloci " pensò " Bene "
5 Minuti.
10 Minuti.
20 Minuti.
Il bagaglio non arrivava.
Innervosita, pestando il pavimento nuovo passò l'uscita e andò al banco della EAL.
Le dissero che c'era stato un disguido e la sua valigia era stata mandata dall'altra parte del continente, gliel'avrebbero sicuramente restituita in due o dieci giorni.
Allora andò verso l'uscita, con il cappello in testa e tirandosi dietro il trolley.
Vide attraverso il vetro un orientale vestito di nero con un grosso cartello in mano con scritto il suo cognome.
Trionfante ed emozionata si avvicinò alla porta....che si rivelò non esserlo.
Era una vetrata.
Ci andò ovviamente a sbattere, facendo cadere gli occhiali da sole e il cappello, scompigliandole i capelli lisci e facendo vedere il suo viso dalla carnagione chiara con alcune allegre lentiggini vicino agli occhioni.
L'orientale rimase impassibile, forse un po' perplesso, la folla non si curò di questo scivolone.
Si rimise in ordine e uscì avvicinandosi all'uomo.
" Prego, da questa parte. " e le indicò una Limousine nera.
Il battito accelerò.
Si sedette sui sedili di pelle nera e vide nel vassoio davanti a se un bicchier d'acqua.
L'autista le parlò attraverso l'interfono.
" Ora andremo al Ritz, in centro. Ha una suite prenotata a suo nome, nel pomeriggio ci sarà la prima riunione con il signor Belletti. "
" Mi hanno perso il bagaglio. "
" Non si preoccupi, lei ha un credito illimitato. Sono certo che troverà i negozi del centro di suo gradimento. "
Sorrise togliendosi gli occhiali 2038 Ray-Ban Wayfare.
" Nuova vita, finalmente sei arrivata. "
( continua? )
mercoledì 11 gennaio 2012
Meno gente, più opportunità ( ringrazio tutti i giorni gli dei per l'apocalisse )
Usa tastiera
Apri letto
Usa letto con sonno
Raccogli cuscino
Parla con Libro
Non ho ancora capito chi sia il ragazzo/a che mi guida in questo punta e clicca, sicuramente è ubriaco fradicio.
Mi posso ribellare anche eh!
Vai scalzo in balcone
Scordatelo.
Non sarei certo il primo e nemmeno l'ultimo a non aver ascoltato le direttive, solo che odio essere pungolato ogni volta.
Togli quel maledetto cursore dal muro.
Ogni volta che lo vedo ho paura siano tornate le zanzare tigre e cerco inutilmente di schiacciarlo.
Ti diverte eh?
Parla con muro
Beh non è che cambi di molto la cosa.
Però almeno ok non sono io a dover pensare a prendere decisioni, ma sei fisso/a ubriaco/a secondo me.
Solo un suggerimento:
potresti fare che ne so " leggi libro di sociologia noioso " ?
Che da solo non ce la posso fare.
Avrei bisogno di un cursore che mi dica cosa fare.
Spegni computer
Agl'ordini!
martedì 10 gennaio 2012
A centomila pulci di distanza
Ma quando arriva giugno?
Quante cose potremmo fare cazzu, come dondolarci di ramo in ramo e passare sulle liane.
Solo che dopo dieci minuti io mi stanco, son vecchio, invece a te dovrò tirare le pietre o un po' di sterco per farti scendere da quella cazzo di palma.
Non la smetti mai.
Maledetta.
Oppure potrei trasportare un po' dei tuoi pidocchi, dopo un po' iniziano a pesare, però poi levameli e NON MANGIARTELI.
Stai cercando di diventare vegeteriana o no?
Anche loro han diritto a stare su questo pianeta eh?
Ti comprerei un bel gelato alla noce di cocco e cocomero, per sputare un po' i semi ai turisti.
Si ok, volevo scrivere alla banana, ma qua è pieno di gente ambigua e li vedo già sghignazzare.
Maledetti.
Eppoi gli abbracci, quelli si che mi piacciono, basta che con la stessa mano non ti sei soffiata il naso.
Amo tutto di te, anche il tuo muco.
Ma non passarmi la mano in testa, che già c'ho i capelli strani.
Sarebbe bello se non fossimo anni luce lontani.
Magari che ne so, sette anni fa.
Lo spazio tempo è relativo.
Ok ok, non ti faccio sti discorsi difficili
Boh!
Intanto mi esercito ad arrampicarmi sugl'alberi.
Skwueeeek!
Magia sporca
Lama di rasoio.
Sempre.
Correrci sopra, fino a quando non ti esplodono i polmoni.
Cattiva medicina.
Mi prende in giro fisso.
Ma tanto torno indietro.
Quanto mi vergognavo.
Ti odiavo per questo senso di colpa, ma più ti odiavo più stavi là.
Nella
mia
testa
.
Ginocchio ferito.
Guarda dove siamo arrivati, fin quaggiù lontano.
Troppi chilometri.
Ho le suole consumate.
Ma è colpa del nemico.
O della tua magia sporca.
Non capisco.
Però ci sono.
Va bene così.
Storia vecchia quanto il mondo.
Non è nemmeno originale.
Qua va a finire male
Perchè allora?
Semplice: Dirty Magic
Logico no?
lunedì 9 gennaio 2012
Riprendo a suonarti
Beh?
Dov'eravamo rimasti?
Ah si, ad un brutto racconto post apocalittico e a tanti raccontini brevi su commissione.
A mo di regali.
A mo di sfoghi.
Perchè non capisci niente quindi scrivi a caso.
Ora invece no.
Qualcosa di muove sul serio.
Riprendo a far scorrere le dita sulla tastiera.
Poco per volta che c'ho da studiare.
Speriamo bene.
Mi serve cazzo
venerdì 6 gennaio 2012
Abbiamo perso il contatto radio
" Dici sul serio? "
" Davvero capitano, radio fuori uso "
" E il timone ? "
" Andato anche quello "
" E quindi ? "
" Se non lo sa lei capitano... "
Eh si.
Non funziona il timone, ma io cerco di virare lo stesso.
Che altro posso fare?
Ma forse quello che mi scoccia di più è il silenzio radio.
Non posso neanche mandarti un SOS.
Non posso nemmeno sapere in che acque navighi.
Magari ci si beccava in un bar al porto.
Invece niente.
Cerchiamo di riparare almeno il timone và
Sta iniziando a venirmi il mal di mare.
Ho bisogno della terraferma
Mi ricordo la metà delle cose.
Cambiando treni e autobus, ormai quasi pensando solo in inglese e niente.
Ero là.
Tutte quelle immagini mi rimangono stampate nella retina: una specialità turco-olandese mangiata in piazza, gli sbirri cortesi, le ragazze in bici, le serate.
Quelle le ricordo più vagamente, però ho in mente una porta sfondata e un bagno che sembrava uscito dal Gods Of Metal.
Poi le camminate.
Le vie del mercato.
L'aereo pieno di Napo-Romani.
Li riconosci lontano un chiilometro, perchè hanno tutti la cuffia con scritto AMSTERDAM.
Ho paura dei turisti.
Io non sono un turista quando sono lì.
Sono un mezzo barbone.
Non faccio foto.
Ma vado in giro a caso.
Senza legami.
Senza cartine.
Senza Gps.
Senza meta.
Non mi interessa.
Preferisco ricordarmi le cose a modo mio.
O non ricordarle, visto che sono un qualcosa di sfumato.
Però ho il raffreddore.
Quindi c'ero.
E sento le centinaia di chilometri sulla schiena.
Devo sistemare la casa.
E fare la spesa.
Studiare magari.
Tra 15 minuti dai.
Prometto
Pace
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