venerdì 23 febbraio 2024

Sforzi impossibili nello scrivere robe piacevoli e vagamente interessanti, ripiegando su teste funzionanti a intermittenza.

 


Ti ricordi che roba?
Tipo un cantico sciagurato di rame sparso in tasca e ossa rotte in tre punti.
Quando veramente, neanche andare a fare un giro tipo zoppicando in spiaggia poteva essere d'aiuto.
Allora scrutando sempre all'orizzonte le tempeste in arrivo.
Anziché celebrare quelle passate.
D'altronde che c'è da festeggiare?
Tentativi quotidiani semiseri di autosabotaggio.
Avendo quel vecchio vizio.
Strisciato in testa per decenni.
Di non meritare nulla.
Che sia solo un caso.
Un errore kafkiano nelle pieghe burocratiche.
Uno scambio di persona.
Batterie SAM di autodifesa dalla quotidianità.
Cercando in ogni modo di prendere pali.
Anche quando la strada sembra in buone condizioni.
E sai perché?
Te lo dico subito.
Perché è un trentennio che non si crede a determinate cose.

Auld lang syne di stocazzo.

Pace.

giovedì 8 febbraio 2024

Come il testo di una canzone tecnicamente fatta malissimo diventa il presupposto per scrivere un post fatto ancora peggio.

 


Lo vedi che alla fine non è ci meritiamo granché?
Costruendo solo brutture e trasformandole in entropia di immondizia varia.
Non parlando soltanto di roba fisica eh.
Una lotta perenne tra frizione, motore e rabbia.
Guardando con occhi estranei ammassi di lamiere non a misura di persona.
Di che poi?
Tempi perduti Malthusiani di quando sfogavamo in qualche modo l'aggressività.
Anziché comprimerla in autoveicoli.
Che poi oh, andando in overdose di cemento.
Tipo che diventa sopportabile soltanto al buio.
In piena luce direi di no.
Rifugiandosi nei 18° di Febbraio.
In piena discesa.
Si invitano i gentili passeggeri ad apporre la maschera dell'ossigeno sul viso.
Cicli di autodistruzione e di roba che non piace neanche lontanamente.
Tipo la società.
Piccoli atti di ribellione da due soldi.
Un Bushido del mercatino dell'usato.
Riappropriandosi del diritto alla lentezza.
Viaggiando alle 05:58 in autobus.
Fisso con gli occhi bassi, fuori dal finestrino.
Tentativi da Ronin di non conformarsi.
Da nessuna parte.
Tanto mica è per fare due chiacchere.
È solo propaganda.
Quindi colando a picco.
Impossibilitato a rimandare l'inevitabile.
E allora tanto vale prendersi i propri tempi.

Di mezzi pubblici.
Di letture al sole.
Di scrollate di spalle.

Di sti gran cazzi.

Pace