martedì 28 marzo 2023
Flashback sfocati di un essere umano stancamente malfunzionante.
Cos'è che ti ho detto?
Ah già, che tipo vivo ventiquattr'ore alla volta.
Ma spesso anche meno.
Terminando il livello andando a dormire.
Ed è proprio clamorosamente così.
Visto che ci sono giornate in cui la direzione sembra tracciata e basta solo una telefonata per far riiniziare tutto da capo.
Gioco dell'oca numero non mi ricordo.
Un po' citandosi in una sbronza autocelebrativa.
Roba da matti.
E ci sono mura che proprio non si riesce a lasciare andare pure volendo.
Un buco nero di trenta e passa anni.
Che assorbe qualsiasi cosa.
Soprattutto esistenze, per non parlare di tempo, denaro ed energia.
Morde.
Distrugge.
Crea buchi nel petto.
E quindi?
Scrollare le spalle.
Fare quello che si deve.
Che non è un granché, ma in fondo è sempre meglio di nulla.
E sarebbe decisamente la cosa giusta da fare.
Ma non potendo arrendersi.
Quindi in testa rimangono soltanto immagini frammentate.
Che dovrebbero durare 2 minuti e 9 secondi invece durano 1 ora, 15 minuti e 48 secondi.
Di VHS in videocamere su treppiede.
Di divani sfondati.
Di proiettori perennemente fuori fase.
Di Venerdì lavorativi da minorenne.
Di rive che si allontanano sempre di più.
Di serrande che non si chiudono.
Di guardare fuori da una finestra.
Salendo sgangheratamente delle scale di marmo.
Per entrare in una dimensione spazio temporale fatta di respiri pesanti e dolori al petto.
Volendo spezzare la catena, uscire dal cerchio.
Rimandato alla prossima giornata allora.
Lo vedi che faccio bene a non pianificare mai nulla?
Sapendo di dover terminare con la solita frase ad effetto.
Ma oggi meglio di no.
Pace.
lunedì 20 marzo 2023
Omaggiando case produttrici di Arcade che hanno da ventenni tirato le cuoia.
In fondo sono suoni che rimangono registrati.
Rumori random di sottofondo fatti da una cinquantina di cabinati accesi contemporaneamente.
Frammenti di esplosioni.
Briciole di urla in giapponese.
Enormi monitor CRT.
Pezzi di legno tirati a casino.
Vedendo pixel di personaggi sconclusionati di picchiaduro a scorrimento.
Figuriamoci quelli a Round.
Eppure sono tutti lì.
Con i sottofondo una canzone relativamente recente che ha comunque il potere di portarti un po' lì.
Dove?
39.201580, 9.160628 di coordinate circa.
La cosa che frega è il salto continuum temporale.
Dato che ci sono decenni che non piacciono neanche un po', figuriamoci quest'orrore di società che modifichiamo ogni giorno.
Non che prima fosse meglio eh.
Sia chiaro.
Ma era decisamente più sopportabile.
Anche perché i casini alla fine erano dimensionati.
Più o meno.
Ora ci sono routine che iniziano a piacere un po' meno.
Sarà il fatto che ci sono turni da 14 ore più altre due passate a spaccare banconi frutto di ossessioni sgangherate.
In finale ci sono nuovi dial up di silenzi vari.
Fatti di burnout di altri che ovviamente incidono anche su noi stessi.
Alla fine sai che c'è?
Tocca rifugiarsi dentro pixel.
Mondi virtuali.
Storie alternative..
Camere arcade di decompressione.
Giusto per dire che va tutto bene, no?
Allora famo così.
Vogliamoci bene.
Perché in fondo lì fuori, non è che sia un granché.
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