venerdì 21 giugno 2024

Colonne sonore clamorose ripescate a caso e, forse, francamente, neanche ascoltate del tutto.

 


Non te lo so spiegare.
In fondo son tutte cose annotate mentalmente.
Ovviamente sconclusionate.
Quindi tipo 10 min per pensare a come fare questo post, queste robe, diventano irrimediabilmente confuse, differenti dal pensiero originale, una mistura clamorosa di cos'erano prima e dopo.
Adesso, battendo i tasti, tornano piano piano in testa.
Cos'è che ti ho risposto?
Ah già.
Che tornerei di corsa a vivere lì.
Farei carte false.
È vero, però spaventato a modo mio.
La presenza costante di fantasmi.
Non quelli da B-Movie su Netflix, o da storie raccontate male con trama ampiamente prevedibile e/o rivedibile.
Ti parlo di quelli veri.
Come gli spettri di quelli che eravamo.
In parchetti deserti, dove in spiagge vuote nel solstizio d'estate piene di memorie di compleanni festeggiati all'aperto.
Invece camminando da solo di notte in indirizzi sconosciuti.
" Chi è quel rottame? "
Lascia sta.
Alla ricerca di volontà sparite da presunti impegni.
In cose, sinceramente da fare, dato che tutto può cambiare in schianti mattutini.
Però non sminuendo lotte quotidiane.
E tecniche di decompressione personali.
Ci mancherebbe.
Quelle alla fine non è che sia il caso di mettere bocca.

Però sembra facile.
Almeno all'esterno.
Essere un organismo funzionale per circa 7 ore e poi dedicarne altre 6 al sonno, altre 5 alle rotture di coglioni.
Restano altre 6 ore per fare schifo.
Per ascoltare le canzoni con le cuffie
Per esserci.
Per cercare di avere un +0,1 qualsiasi in tutte le robe che si pretende di fare.

Vabbè diventando una cosa esagerata a confusa.
Non sembrava mica male in impostazione.

Per carità.

domenica 16 giugno 2024

È pur vero che i gusti sono gusti, ma quello che dà la musica Lofi HH, per il momento non ha eguali.


 
Te lo giuro.
Alla fine sono passati un paio di mesi, eppure tutto torna in testa.
Anche se la memoria è sempre fallata e ricostruisce un po' come vuole le sensazioni.
Il rumore di sottofondo delle ruote del treno, registrato su supporti digitali, riporta sempre lì.
In fondo certi generi musicali diventano perfette colonne sonore dei posti in cui si ha distrattamente sparso pezzettini di noi.
Ed è una cosa assurda.
Come delle basi sui 4 / 4, sconclusionate e fatte a produzioni propria, diventino capolavori perdendosi in angoli vari di megalopoli dall'altra parte del mondo.
Ad averle in testa ogniqualvolta si è strascicato i piedi sull'asfalto, tra stazioni, marciapiedi e vie pedonali.
Difficile far uscire le parole, figurarsi battere i tasti.
Tutte queste immagini vanno al di là delle miserie e rotture di coglioni quotidiane.
Di incomprensioni.
Di pezzi di carta dal valore nominale.
Di schiantarsi a 180 Km all'ora contro la sponda di un camion.
Di non ripetere più spesso certe cose, anche se diventano ridondanti.

Pazzesco vero?

In fondo, forse, scrivere i finali dove i protagonisti si salutano e vanno ognuno per la propria direzione sono i migliori.
D'altronde come diceva un amico tanti anni fa " Il mondo è un paesino, ci si rincontra subito. "

Allora alla prossima.

Anche se, Giappone, mi manchi ogni giorno.