sabato 29 giugno 2019

Settantanovesimo titolo generico.



Zero capacità tecnica.
Un disastroso dilettante.
Sicuramente errori grossolani.
Roba da mettersi le mani in faccia.
Eppure

Scena uno.

X esce dall'acqua con una maschera da piccione in testa, è nudo dalla cintola in giù perchè trova i costumi opprimenti durante i bagni notturni.
Ovviamente è spaccato a merda.
Inciampa due volte ricoprendosi di sabbia, per poi miracolosamente essere avvolto da un asciugamano di una squadra odiata a quelle latitudini.
Nella sua testa vuole parlare con voce ferma, possente, regale.
Gli esce un mezzo tono stridulo da pollo stitico.
Biascica.
Rantola.
Guarda tutti i presenti soffermandosi spesso su ogni singolo individuo di quella folla che, a diagio, rimane in un silenzio imbarazzato.

" Siamo qua...eeee...tipo che volevo dire "

Rincomincia tre volte cambiando spesso le parole, allora si imparanoia perchè non sa più quello che vuole dire.

Qua interviene a tradurre l'autore in veste di Demiurgo:

" Niente, siamo qua perchè ci siamo tutti, più o meno, fatti male a vicenda.
Nessuno escluso.
Anche perchè siamo una manica di persone fuori di testa.
Di normale non c'è nessuno.
E come specie umana facciamo sempre cagare, visto che bruciavamo i nostri simili sul rogo o vogliamo in  galera  chi salva vite umane.
Non è un discorso politico.

E' solo per dirvi e ripetervelo

Vogliamoci bene.
Quasi un raglio disperato.
Vogliamoci bene. "

Settantottesimo titolo generico.


Scroccando spazi temporali e fisici.
Solo per arrivare in doppia cifra.
Magari scrivere qualcosa di sensato durante la notte.

Che opportunista.

martedì 25 giugno 2019

Settantasettesimo titolo generico.


Serate tipo a tema.
Indovinando casualmente robe scritte su pezzi di carta stropicciati di fine millennio.
Archivi decisamente rivedibili, soprattutto se salvati sopra supporti ormai quasi totalmente defunti.
E quanto impegno si metteva per avere una sorta di collezione che ha preso polvere e discarica.
Inevitabile poi.
Restano solo le ore sparate su un muro.
L'aria pesante, avvolgibili completamente abbassate.
Rovinandosi gli occhi.
Vergognandosi pure.
Non era mica dieci anni fa eh.
E' roba che non funziona, proprio per niente.
Capendo, malamente, di aver anche fatto inevitabilmente parecchie volte lo stronzo.
Non troppe, neanche poche
Certezze di offerte di pace.
Questo è sicuro.

Con la costante ricerca di uno spazio ( anche mentale ) dove fare del bene senza fare alcun male.
Anche inavvertitamente.
Piacere vario della casualità.

Quindi vogliamoci bene.
Dai

Settantaseiesimo titolo generico.


Tipo alzarsi alle sette del mattino.
Fissare un monitor.
Scrivere una frase.
Aggiungerne un altra, cancellare e spegnere.
Tornare esattamente al punto di partenza, fino a quando non è troppo tardi e si rischia di fare un ennesimo ritardo.
Ignorando tutte le vibrazioni negative sentite in sei ore e mezza.
Allergia sostanziale alle lamentele.
Basta.
In fondo, probabilmente, siamo un po' buttati a caso in posti random.
Quindi perchè, ogni giorno, rendere tutto più pesante?
Parlando di robe tipo di Ottobre, quando si ha soltanto la capacità di vedere minuto per minuto.
Sticazzi anche.
Necessità varie di tramonti.

domenica 23 giugno 2019

Settantacinquesimo capitolo generico.


Cose che non si scrivono da sole.
N mila possibilità che esistono contemporaneamente.
In nottate post lavorative, vedendo, distrattamente, le scelte che si sono fatte.
Saluti frettolosi, altri meno.
" Che fine hai fatto? "
Niente di che, impegnato a sopravvivere.
Grazie per non averlo chiesto, ma pensato.
Anche facendo un po' di pulizia generale.
Probabilmente in migliaia di universi clamorosamente simili, ma leggermente diversi, si hanno rapporti meno freddi.
Come cambiare il concetto stesso di futuro, magari tramite un messaggio.
Questi anni ci hanno massacrato un po' a tutti.

Ma io vi voglio bene lo stesso.

Una forma di protesta civile.

venerdì 21 giugno 2019

Settantaquattresimo titolo generico.


Mandando onde radio.
Anche monodirezionali.
Poca voglia di stare dietro a determinate cose.
Concentrazione totale solo nel volere bene.

Il resto conta poco o nulla.

Ormai è talmente scontato che non si ha più niente di intelligente da dire.

mercoledì 19 giugno 2019

Settantatreesimo titolo generico.


Alla fine sono solo orari improbabili.
Di promesse fatte a se stesso, ovviamente non mantenute.
Tipo cercando di dormire almeno quattro ore.
Impossibile.
Perchè bisogna andare a fare delle robe che si è completamente obbligati.
Invece due o tre ore in una cucina hanno spazzato via mesi che non ti dico.
Frammenti di parole varie che sotto sotto si comprendono.
Probabilmente perchè si ha, tipo, una predisposizione varia alla comunicazione.
Dispiaciuto per i pochi titoli generici mensili.
Ma troppa roba.
Come controllare della sabbia presa con un cucchiaio di plastica.
E si che ti parlo, so che mi ascolti ed indichi decine di robe.
Annuendo e basta.
Va bene.
Va tutto bene.
Ok.
E' bello avere pezzi di cuore sparsi in tutto il mondo.
Si capisce sempre di più che i Chilometri sono solo un'idea abbastanza vaga.
E che mi siete mancati da morire.
Ma più andate lontani più vi sento vicino.

Allora cosa importano certe miserie?
Niente.
Ma proprio zero.

Vogliamoci bene.

Tenendosi sempre stretti.

E' così bello fare del bene senza causare alcun male.

mercoledì 12 giugno 2019

Settantaduesimo titolo generico.


Tornano pezzi di vita.
Dall'altra parte del mondo.
Altri arriveranno in seguito.
C'è una volontà folle di smetterla di scrivere titoli generici, dare ordine, magari con uno dei soliti occhielli sconclusionati.
Ma non si può.
Allora peschiamo ancora da una vecchia zuccheriera dei pezzi di carta.
Con parole scritte sopra.
Pensierini sparsi che comunicano uno stato d'animo piacevole.
Molto tralfamadoriano.
Ed è così.
Come il vincere duelli a testa alta.
Giochiamo sempre di squadra.
Magliette da mettere.
Azioni da fare.
Trovando distrattamente la pace nelle tasche di bermuda neri.

Ad Victoriam.

Lo sappiamo vero Paladino ?

Pace.

lunedì 3 giugno 2019

Settantunesimo titolo generico.


Troppe cose da dire.
In giornate che non sembrano voler finire in nessun modo.
Orari completamente folli fatti di navi da prendere e spostamenti vari.
Queste righe strampalate sono per voi.
Per essere la dimostrazione della frase con cui si è ossessionati

" Vogliamoci bene "

Una dimostrazione splendida di questo concetto facile.
Ed era così.
Aspettando il tramonto.
Ascoltando chi aveva qualcosa da dire.
Anche con la voce un po' strozzata.
Regalarvi qualche lacrima dietro occhiali scuri.

Grazie, siete splendidi.

Il resto sono tanti buchi di memoria, perchè nonostante tutto si porta con orgoglio lo stendardo di essere un disastro vero e proprio.
Nonostante essendo perfetto incapace in tantissime cose, quella foto mi riempie di gioia.

Rubando attimi.
Regalandoveli.
Grazie.

Vogliamoci bene.
Ogni giorno.