sabato 29 settembre 2018

Piacevolmente lanciando messaggi telepatici oltre il Pianeta Terra. Roba da arrivare a piedi su Alpha Centauri. Pagine da finire.


Un po' dimenticandosi tutto, o quasi, nel tragitto.
Andando avanti a macinare Km.
Questo è sicuro.
Di notte, ancora meglio.
Potenzialità varie.
Guardando distrattamente le vite degli altri.
Non assorbendo più.
Quello mai.
Essendo vagamente tutti con connessioni strane.
Soprattutto in testa.
Neuralmente parlando.
Allora ok.
Si fa del proprio meglio.

Che fai nella vita?

Boh, sorrido il più possibile.

Il resto non conta granchè.

Pace

Trascinandosi stancamente verso a fine mese, eppure ci cerca un nuvoloso vario del 1996


Mesi che finiscono come niente.
Tipo distratto un attimo e via.
Invece si hanno solo nella testa cabine telefoniche e giornate varie del tutto solitarie.
Neanche ricordandosi perfettamente perchè.
Cercando di chiamare a Torino per prendere una sorta di portachiavi.
E da lì che iniziavano già periodi strani.
Che poi non è che spariscano del tutto.
Cose così.

domenica 23 settembre 2018

Colpa di canzoni paranoia che interrompono pigramente serate lavorative del tutto rivedibili.


Assurdamente Domeniche libere.
Guardando assolutamente avanti, anche se si hanno sempre le tasche bucate e soprattutto solo rame sparso sulla scrivania.
In ogni caso non è questo importante.
Più che altro una sorta di volontà di migliorarsi sempre e di essere un po' consapevole delle proprie capacità.
Anzichè rimanendo immobile nell'ambra.
Ritrovando il tempo perduto.
Scrivendo agli amici.
Diventando un'assurda statua di sale.
Quando si avevano dei concetti decisamente portentosi, eppure si sono persi così.
Colpa dell'iperattività mentale.
Eh vabbeh.
Però si vuole cambiare in qualche modo.
Svoltando anche lentamente.
Non essendo giovanissimo e di certo acciaccato.

Ma comportandosi clamorosamente da montagna.

Pace

lunedì 17 settembre 2018

Pomeriggi di gomme forate che vengono incredibilmente risolti in maniera del tutto normale.



Fisso lasciando andare.
Cose che capitano.
" Ti ricordi quando "
Si.
E rimane lì.
Perchè è proprio vero, come diceva qualcuno
" Tutto tende ad essere distrutto, tutto cambia "
Parola vera.
Eh vabbeh.
Non avendo granchè voglia di cercare di ricostruire, vanamente, cose che ormai non riguardano più.
Piuttosto difendendo quello che si ha.
Probabilmente è l'unica cose che conta.
In questo momento storico, naturalmente.
Tentativi vani, fatti.
Mancanza formale di volontà varie in ricerche costanti.
Preferendo a quel punto stare da una parte in panchina.

Ma va tutto bene

venerdì 14 settembre 2018

Consapevolezze varie del fallimento totale in quanto specie.


Guardando un po' con gli occhi di un individuo random.
A tipo ottomila anni da qua.
Probabilmente provando lo stesso orrore.
Basta aprire la finestra.
Creando brutture agghiaccianti.
Dove proprio non si può far altro che stare zitti.
Ce ne sarebbero anche troppi da elencare.
Come forma di protesta è legittimo fare schifo.
Puntare sempre verso il basso.
Autoannichilirsi ed andarne fieri.
Soprattutto quando come specie umana si è toccato il fondo.
Impossibilitati fisicamente nel non devastare tutto.
Aspettando di sicuro una qualsiasi forma di apocalisse.
Visto che non si sa con esattezza da quante rotazioni terrestri va avanti.
Meglio scavare un buca ed infilarsi lì sotto.





giovedì 13 settembre 2018

Avendo solo la volontà di un droide protocollare decisamente da rottamare. Difetti pazzeschi di progettazione.


Essendo spesso malfunzionante, soprattutto nei circuiti elettrici, figuriamoci in quelli idraulici.
Tecnologico a costo zero.
Spesso da ricostruire completamente.
Fisso convinto di essere un errore di fabbrica.
Comunicando a caso.
Con la speranza, neanche tanto segreta, di essere riprogrammato escludendo determinati terabyte di roba inutile.
Oppure confinato clamorosamente in un loop temporale.
Così da non dover vedere determinate brutture.
Scegliendo anni a caso.

Vada per il millenovecenottantanove.

Magari.

martedì 11 settembre 2018

Un numero del tutto assurdo, scritto da un odioso supporto mobile. Mancanze varie di tastiere.


Chiedendo gia' scusa in anticipo per gli errori vari che salteranno fuori.
Incredulo ed impossibilitato nel scrivere da un telefono.
Magari fosse così disperamente il 1997 o io 2001.
Terrorizzato dai duemila e rotti.
Ma soprattutto dall'essere vivente disastrato che si è.
Cercando spasmodicamente i tentativi di ritorni vari al millenovecentonovantasette.
A Maggio.
Leggendo riviste di videogiochi.
Tutto da costruire.
Invece solo macerie.
Praticamente solo dentro.
Non avendo più voglia di nulla.
Sentendosi colpevole di qualsiasi cosa.
Tornando lì.
In un letto a castello.
Certo, c'erano migliaia di cose che non andavano eh.
Ma forse non erano paragonabili a queste.
Ogni singolo errore porta conseguenze enormi.
Fiducie varie riposte male.
Soprattutto nei confronti del proprio io.
Allora era meglio restare un bambino con la testa piena di apocalissi varie e tante altre stupidaggini.
Piuttosto che essere un uomo con troppe sconfitte.

Pace

lunedì 10 settembre 2018

Segnali vari di ricerche casuali di pace, mancando clamorosamente il terreno.


Robe proprio di Settembre.
Aggettivamente parlando.
Ovviamente, mischiando fisso le carte.
Cose che non riguardano l'asse di rotazione terrestre o le stagioni varie.
Nah, per niente.
Sensazioni di raffreddori vari.
Aspettando con ansia il fresco, ma avendo sempre timore degli inverni.
Un Agosto che ha menato forte.

Altrochè

giovedì 6 settembre 2018

Ora e sempre: Ad Victoriam


Un po' una sorta di Bushido vario.
E' sempre così.
Stancamente dicendo cose pensate, probabilmente male, alle sei del mattino.
Eppure è così.
Ad emisferi di distanza si deve solo accettare tutto il resto.
Ed è assolutamente giusto così.
Non immischiandosi mai.
Guardando obbiettivi più ampi.
Soprattutto nei confronti di sè stesso.

E va bene.

Annichilendo volontà varie di clamorose autodistruzioni.

mercoledì 5 settembre 2018

Analisi leggera e sconclusionata di populismi vari.


Non sarà mai un post politico.
Cose sentite dal punto di vista di un sacco di farina qualsiasi che batte casualmente sui tasti.
Avendo opinioni pessime su qualsiasi cosa.
Figurarsi il genere umano.
E' una questione tipo di violenza inespressa.
Robe per incanalare l'aggressività varia portata dentro.
Allora valvole di sfogo qualsiasi, che non siano, però, quello di farci fuori.
Ciclicamente periodi di tensione e violenza.
Da buttarla fuori in qualche modo.
Rimanendo, però, fissa inespressa.
Così da tirarla via per evitare esplosioni.
Volontà drastica di autodistruzione, possibilmente lontano da tutto.
Succede così perfettamente in piccolo.
Figuriamoci con il procedere delle cose.
Un po' come riguardare in codici vari di comportamento per sopravvivere alla perdita totali di ideali, anche del tutto frivoli o addirittura sociali.
Siccome non c'è nulla, è meglio crearsele le cose.
Anche quando come fuori piove, anzi diluvia.
Merda, ovviamente.
Che tu lo possa vedere anche dall'altra parte del mondo.
Un po' volontà di omologazioni varie.
Sarebbe decisamente più facile se ci fosse una minaccia reale, tipo avendo paranoia degli Zerg o com'erano in Starship Trooper.
E invece sempre cose così.
A caso.
Tristemente provinciali.
Come il tornare a casa quando tutti dormono ed essere costretto a battere sui tasti perchè si è malati di psicotropia volontaria.
Storie da assoluti folli.
Eppure le cose viste dalla distanza appaiono così lucide.
Perchè, comprendo perfettamente, che non ci siano sentimenti di mezzo.
Una volta dentro tipo Alaska.
O toccare il fondo.
Quello si, sempre.
Anche involontariamente, ma soprattutto non quando ci si autodistrugge.
E' una roba pazzesca anche.
Però tangibile.
Con la violenza in qualche modo presente nell'aria.
Tutti scappano.
Rimanendo tipo a presidiare un qualsiasi bunker.
Anche se non ci si sente neanche lontanamente un eroe di qualche tipo.

Avvertendo come aria fredda odio e malcontento.
Esiliandosi ancora di più in una dimensione surreale.

Tutti che vanno.
Tutti che partono.

Rimangono solo parole.
Azioni.
E queste mani.

Pace.

Fermandosi di botto a metà post perchè non si ha nessuna voglia di continuare in lamentele random frutto di mancanza di sonno.


Passando attraverso giorni vari con la forza di una sorta di ectoplasma.
Fare quello che si deve.
Quando si deve.
Facendo combaciare, più o meno, tutto.
Un po' assimilando colpe varie.
Fossero veramente questi i problemi.
E invece.
Non che conti granchè.
Solo andando a caso con scarpe bucate per pizzerie ferme al 1989.
Come un automa.
Mangiare.
Espellere.
Bere.
Cose così.

Semplici storie di stanchezze varie.



lunedì 3 settembre 2018

Immagini del tutto scollegate dal senso del post, ma anche probabilmente delle righe buttate giù a caso, soprattutto quando si è in orbita.


Sono o no paranoie random?
Potrebbero anche essere eh.
In ogni caso, è tipo una sceneggiatura sbagliata.
Ruoli da comparse in cui si deve essere il cattivo.
Non sentendosi tale
Solo un palloncino pieno d'elio.
Gonfio.
Un po' come ai vecchi tempi.
Come la fattanza blu del 1994.
Anche se non si aveva ancora la consapevolezza di un amore che continua così.
Quando prima magari era solo una cosa del tutto abusata.
Eppure è andata così.

Non pensando assolutamente che ci possa essere anche altro da dire.
Solo cose che sono così.
E via.

domenica 2 settembre 2018

Segnali, amari, provenienti dall'etere, che verranno presto dimenticati e trasformati in qualcos'altro.


E di nuovo ci sono notti fatte di una sessantina di Km circa tra andata e ritorno.
Ma forse un po' di più.
In ogni caso va bene.
Per dimenticare parzialmente robe varie.
Ci sono gli amici lontani, che tra loro non cambia mai niente.
E' così bello fare le cose semplici.
Senza nessun tipo di problema.
Finirla senza voce già da ieri, ma replicare con urla a caso.
Si risorge sempre dalla cenere.
E torna sempre la primavera.
Anche su delusioni umane varie.

Peccato per certe cose raga.

Si vede che doveva andare così.

Tipo un volto tra la folla su un mezzo pubblico decisamente affollato, figuriamoci ai concerti.


Essendo clamorosamente ed assolutamente un numero zero.
Uno che barcolla con pantaloni troppo larghi e magliette da calcio sudamericane.
Solo un viso tra la folla.
Non riconoscendo nessuno.
Non conoscendo neanche di striscio qualsiasi altro essere umano.
Dimenticando istantaneamente volti e parole.
Proprio cose che non riguardano.
Lasciato spesso indietro perchè allergico a compromessi.
Difetti vari di essere sempre vero.

Pazienza no?

Eh vabbè