sabato 13 dicembre 2025

Mandando in loop in maniera ossessiva canzoni uscite nel 1999. Quando ancora non c'era stato neanche l'11 Settembre e tutto, anche se più complicato, sembrava anche vagamente sopportabile.



Com'era quella cosa che mi hai chiesto?
Con un po' di pudore di madre.
Ah già.
No, non stando male.
Essendo un po' triste.
Ma sai com'è.
Non è quella roba strana che è capitata in passato.
Guardando la parete a letto, non pensando a niente.
Senza la minima voglia di alzarsi neanche.
È successo.
Te lo ricordi?
Sì.
Perfettamente.
Probabilmente ogni singolo minuto di quelle 48 ore.
Con l'incapacità stessa di fare qualsiasi cosa.
Con la faccia in fiamme.
Tipo senza mangiare.
Senza lavarsi.
Soltanto strisciando come un ombra per andare in bagno.
E c'erano tipo, solo, millecinquecento euro su carte ricaricabili.
Contando i centesimi.
Questione di spiccioli.
E una marea infinita di debiti.
Di ansie clamorose.
Senza possibilità varie di rialzarsi, figuriamoci vedere futuri.
E sembrano passate ere geologiche.
Da lettori cd Schneider senza antishock.
Di dover prendere un paio di Autobus per arrivare fin dall'altra parte della città.
Com'erano?
Il PF e l'M di sicuro.
Alla fine essendo un estraneo per tante cose.
Figuriamoci per fotografie con posti dall'altra parte del mondo.
Visi sconosciuti.
Che raccontano un po' tutti la stessa storia.

Di mancanze.
Di arrivederci troppo frettolosi.
Di saluti vari.
Di tempo che non ritorna.
Di foto sbiadite quando ancora le stampavamo.
Di attimi che, si spera, sono cristallizzati contemporaneamente nell'ambra.

Però oggi è così.

Granelli di polvere vari.
Atomi inscindibili.
Materia che vola via.

È tutto così triste.
Difficile pure.

Vogliamoci bene.







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