lunedì 30 settembre 2019
domenica 29 settembre 2019
Centoundicesimo titolo generico.
Così veloce.
Rotazioni varie del pianeta e giri attorno ad orbite solari.
In fretta.
Chi viene e chi va, anche momentaneamente, dalle nostre esistenze scalcinate.
Quindi l'unica roba che ha un minimo di senso è volersi bene.
Strade lunghe, vabbè.
Ma è da fare.
https://www.youtube.com/watch?v=pHUHdprKIwo
Pace.
venerdì 27 settembre 2019
Centodecimo titolo generico.
Eh si.
Esattamente quello che, inutilmente, si cerca di comunicare.
Non rabbia.
Neanche rancore.
Nemmeno incazzo vario.
Solo volerci bene.
Non avendo voglia di assimilare scorie.
Dai.
Facciamo uno sforzo in più.
giovedì 26 settembre 2019
Centonovesimo titolo generico.
Non avendo, quasi mai, robe intelligenti da dire.
Neanche ossessionato dalla forma, figuriamoci i contenuti.
Così drammaticamente un essere umano che tenta, maldestramente, di elevarsi un minimo al di sopra della media al ribasso della propria specie.
Fallendo miseramente.
Così, in discorsi assonnati mattutini, c'è una sorta di ammirazione per un fenomeno mediatico.
Anche commerciale, che però porta a riflessioni varie.
Avendo, come generazione, completamente buttato le nostre occasioni, quindi è, semplicemente, parola a chi verrà dopo.
Noi non c'entriamo più nulla.
Tutto il diritto di voler dare una sterzata a gli orrori prodotti da chi c'era prima.
Eccome.
Eh si, perchè non essendo proprio impressionato dallo stato delle cose.
" Aver fiducia negli antichi maestri "
Anche no.
Vedendo solo pressapochismo e scarse capacità.
Soprattutto impossibilità di fare autocritica.
E se facciamo schifo a livello globale la colpa è un po di tutti.
Perciò, preferendo di gran lunga chi vuole lottare per il proprio futuro, invece di chi ha, da anni, gettato la spugna sul presente.
Poi oh, ribadendo la roba dell'essere un fenomeno mediatico.
Ma se sento parlare di " poteri forti " allora siete come quei settantenni presidenti di nazioni che credono che un viagra gli renda meno imbecilli.
Fine della trasmissione.
Torniamo a volerci bene.
mercoledì 25 settembre 2019
Centottesimo titolo generico
Un po' come chiedere scuse delle proprie mancanze.
Purtroppo è frenesia, di fare cose, con poco tempo a disposizione.
Non riuscendo a fare tutto.
Mi dispiace.
Si è solo un essere umano.
Peggiore di molti
Incasinato come tanti.
Ma anche se ci vediamo di sfuggita o sentiamo poco: vi voglio bene.
Davvero.
Pace
giovedì 19 settembre 2019
Centottesimo titolo generico.
Avendo solo negli occhi luci soffuse.
Sempre.
Un fastidio istintivo verso quelle forti: feriscono gli occhi.
Malandati eh, come tutto il resto.
Discorsi da veterani, senza naturalmente essere duri e puri, anzi.
Meglio essere morbidi e tranquilli.
Tanto, essendo clamorosamente un Beta o se volete usare il linguaggio comune " Lo stendardiere dei perdenti "
Gente che va a piedi con scarpe malandate, quasi più di tutto il resto.
Il " che fine ha fatto X ? "
Niente di che eh.
Impegnato a sopravvivere.
Chiedendovi scusa per le proprie mancanze.
I fallimenti e le delusioni.
Essendo solo un individuo fatto male, purtroppo.
Eppure, ecco qua.
Nel mostrare quello che si è senza filtri.
Un niente di che, testardo a volervi bene uno per uno.
Pure quando si viene lasciato fermo al palo.
Ma non solo dalle persone, dalla vita, tipo, in generale.
Avendo, così drammaticamente, la certezza di non essere un granchè.
Eppure non è un urlo disperato bimbominchiesco di autocommiserazione.
Al contrario:
Accettare
Pienamente
Di
Essere
Un
Rappresentante
Di
Questa
Specie
Quindi, va benissimo così.
Con diecimilioni di discorsi societari eccetera eccetera.
Che non giustificano per niente quello che si è.
Nzà ok.
Vi voglio un bene folle.
Vogliamoci bene.
mercoledì 18 settembre 2019
Centosettesimo titolo generico.
Dov'eravamo rimasti?
Ah, alla ricerca di spazi di libertà.
Scanditi soltanto da messaggi all'ultimo momento o intervalli di un paio d'ore scarse.
Ed è vero che ci sono stati alcuni frammenti di emozioni forti.
Difficile anche da descrivere l'esatta sensazione di appartenenza ad un clan in un clan.
Sempre nel minuscolo, naturalmente.
E ci sono tipo altre cose.
Da definire.
Come ormai accettare determinate cose.
Impossibilitato fisicamente a nuotare contro la corrente.
Ferie? Ma quali ferie.
Pace.
domenica 8 settembre 2019
Centoseiesimo titolo generico.
Non è un problema avere sessanta e passa ore sulle spalle.
Creando spazi piccoli piccoli di libertà.
Non avendo proprio idea dei M² , avendoli calcolati e dimenticati.
Come diceva il saggio " Dopo si può solo peggiorare "
Ni dai.
Almeno se preso in discorso generale non fa un piega.
Ogni giorno sempre meno interesse a guardare il quadro generale.
Un po' come fermare un ghiacciaio a mani nude.
Probabilmente è una lotta continua.
Giorno dopo giorno nei propri confronti.
Periodi buoni, altri meno.
Non diventa più facile andando avanti.
Il contrario semmai.
Tentativi quotidiani di non dare troppa importanza a robe che non ne hanno.
Lasciare scorrere, ma sul serio.
Cantico stanco di orari assurdi.
Ricordando soltanto il bello di questa passata di minuti.
Vogliamoci bene
mercoledì 4 settembre 2019
Centocinquesimo titolo generico.
Come storie strane, ben scritte, colpiscono casualmente in punti scoperti.
Anche se durano poco, relativamente al minutaggio.
Basta l'incipit dei dettagli per mandare K.O.
In mente pomeriggi vari di silenzi e dialoghi spontanei nella propria testa.
Cercando di non fare neanche un rumore.
Passando inosservato.
Per non creare disturbo.
Provando empatia.
Quasi immedesimazione.
E sono robe che fanno male.
Cercando di essere ottimo con il prossimo anche nei videogiochi.
Vogliamoci bene.
lunedì 2 settembre 2019
Centoquattresimo titolo generico.
Ossessioni cromatiche varie.
Sarebbe stato un titolo perfetto, purtroppo essendo ancora alle prese con titoli generici.
Il che resta comunque ok.
Probabilmente è frutto di reazioni mentali inconsapevoli.
Tipo le luci notturne proiettate sulla porta di una camera che non esiste più.
In una stanza che non esiste più.
Sulla porta che non esiste più.
Manco i lampioni eh, hanno tipo cambiato le lampadine.
Pazienza.
Però alla fine rimane la sensazione, non incolpando tanto i pixel e i bit vari.
E' così.
Sfumature che donano tranquillità.
Selezione compulsivamente nel corso di n mila passatempi che tendono a far diventare la realtà un po' più sopportabile.
Già, perchè per cinque o sei giorni su sette si tende a fare solo cose che non piacciono.
Con delle pause varie eh, figuriamoci per due settimane di fila.
O tre.
Eppure va fatto, con la consapevolezza che, tanto, c'è solo la tendenza ad un peggioramento generale.
Però sticazzi.
Fino a quando uno trova la possibilità di creare universi con la potenza della mente, alcune realtà possono diventare anche più sopportabili.
Anche perchè non c'è altro da fare.
Vogliamoci bene.
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