giovedì 15 aprile 2021

Brandelli di umanità a cui aggrapparsi tramite supporti tecnologici.

 


Come al solito promesse da marinaio che soffre pure il mal di mare, figurati.
Tipo non avendo più intenzione di scrivere neanche una riga, anche perché avendo il cervello fottuto e zero soglia di attenzione.
Quindi andava bene questa sindrome isolazionista del ventennio di un millennio folle.
Giorni diversi però.
Messaggi alle sei del mattino.
Saluti da dare.
Anche soltanto mentali, tipo vonneguttianamente parlando telepatici.
Visto che saranno sempre messaggi senza risposta.
Dial Up di silenzi vari.
Cose scritte più per chi resta, che per chi parte o addirittura per se stessi, ma per fortuna non è questo il caso.
Roba che prima si mandavano telegrammi ora c'è WhatApp o addirittura un Blog scalcinato da tempo sull'orlo della chiusura.
Per dire cosa di preciso?
Niente.
Perchè non c'è niente da dire.
Solo robe come " Ti tengo forte " o  " :** "
Tutto il resto è superfluo.
Diventerà narrazione.
Poi cicatrizzata in storia da raccontare.
E così via finché riusciamo a camminare, con le scarpe consumate vicino ai talloni, strascicando spesso i piedi sull'asfalto.
Stringendo le spalle e guardando tutto con un sorriso a metà.
Non che non faccia male eh.
Vedendo fotografie, sentendo odori, in pareti che diventano opprimenti.
Altrochè marinai, solo naufraghi.

Eppure le onde ci spingono a riva.
E la notte finisce sempre.
Anche se queste durano mesi o anni.

Teniamoci forte
Vogliamoci bene.

Non possiamo fare altro.
E' tutto quello che abbiamo.