giovedì 28 agosto 2014

Sfasando prospettive con caffeina e nimesulide


Raramente na gioia.
Guardando avanti in un'altra maniera.
Colli bloccati.
Sguardi dritti.
Tocca girare il busto per accorgermi del mondo.
Intanto antidolorifici come caramelle, creme miracolose e rituali vodoo per far funzionare un corpo imperfetto segnato da trattamenti poco attenti.

E' solo la storia di fine estate di una confusione mentale che diventa fisica, rispondendo fisso alla domanda: " Che fai? Quando parti? Io..."

Io mi faccio di antidolorifici.
Programmando dieci minuti alla volta.
Sticazzi di questo o quello.
Odiando questi discorsi.

Generazioni di merda.

Lasciatemi in pace con il Methyl Salicylate.

Non dormire è una merda.
Provarci con il collo rotto è pure peggio.

Ma che vi frega del futuro?

Boh

giovedì 21 agosto 2014

Our rule we cannot bend


E pensare che magari in un'universo parallelo siamo tipo due estranei che si conoscono molto bene e che non hanno proprio niente da dirsi, invece no.

Per fortuna siamo qua.
Posizione N non ne ho la minima idea nel sistema solare.
Di sicuro da qualche parte nella via lattea.

Tipo il primo ricordo che ho: luce del pomeriggio tra le tende, risate di bambini, noi vicino ad una panchina.
Non ho la minima idea di quanti secondi siano passati.
Proprio zero.
Tipo una roba come ventisei anni fa.
Paura eh?
Invece eccoci qui.
Ci sarebbe una marea di cose da scrivere, a sa fini non è per niente facile zippare tutti questi n mila giorni in cose a caso.
Ma mi ricordo bene le telefonate del Venerdì di passaggio da Fiumicino.
Fisso entrambi stranieri in terre straniere.
Crollando dal sonno quando eri impegnato a conquistare mezza europa fatta di pixel.
Pilota in seconda di videogiochi.
Facendomi fisso rosicare della testa fissa tra le nuvole.
Guardando lontano.

Poi beh, mi verrebbe da scrivere trentuno ricordi, ma troppo lunga come cosa.
E' tardi e tipo domani dovrei anche alzarmi.
Così posso continuare a cercare di costruire a caso, roba di cemento su fondamenta di cartone.
Decifrando enigmi.
Sbattendo i pugni e la testa.
Solo un altro giorno come tanti.


Però mi tengo questo piano materiale d'esistenza fatto di porte in faccia e zero lire, se posso ritenermi fortunato di sentirmi sempre un bambino di sei anni, con il fratello di otto che giocano con il Commodor 64.

Non facendomi mai sentire da solo.

Il mio primo amico.

Il mio più vecchio amico.

Mio fratello.

Tanti auguri :)


mercoledì 20 agosto 2014

Prove tecniche di distruzione.


Alzando il volume.
Punk anni 80' come colonna sonora per spaccare qualcosa.

Una bussola magari, ma quella mi sa che si è già inceppata.

Una di quelle giornate.
Una di quelle giornate.
Esattamente quelle.
Bisogna ringraziare la civilizzazione, come gabbia dove rinchiudere l'aggressività non esplosa dovuta alla stasi.
Impossibile stare congelato.
Però Gennaio ovunque.

Perdendo solo il senso dell'orientamento, dove alla fine non importa tanto dove finirla.
Come dice il poeta " se un uomo non sa verso quale porto è diretto nessun vento gli è favorevole "

Almeno avessi la barca.
Invece tocca andare a piedi, anzi non andare.
Girare in tondo, stile maratonda in spiaggia.
Tanto le onde arrivano, affrontate solo digrignando i denti.
A viso scoperto.

Prendere a pugni il sacco, ma quando?
Presto di sicuro.
Scaricandosi, così il nervosismo non passa attraverso marche da bollo e imposte di stato.



Prove tecniche di distruzione parte random

Che giornata.
Che giornata.

Pace a caso, ma non per caso.

Non bisogna premere quel bottone.

lunedì 18 agosto 2014

Senza anelli, ma a testa alta


Quello sempre.
Guardando fisso tre volte nello specchio e ripetere " A modo mio "
Un po' come la risposta della " risposta. "
S'è capito il riferimento?
Non importa.
Non importa.

Ovunque con il proprio stile yo e non importa se tipo in testa è il 1996 o il 2006.
Magari Giugno del 2001, cose così.
Non ricordo.
Di certo fosse il 1996 non sprecherei tutto il tempo che ho, tanto è ovvio che finisce fisso inevitabilmente giù per il cesso.
O il 1998
O il 2003
O il 2007
O il 2012

Fate voi.
Ho il cemento e quartieri di periferia dentro, ed è tipo non sicuramente il 2014.
Su questo non ci piove.
Ho tipo smesso di bere.
Spastico del tempo come nelle relazioni interpersonali, a volte palesemente unilaterali per evitare clamorose cacature di cazzo.

Spalle larghe, pantaloni larghi, ex birroni grandi, sguardi torvi.
Di chi ha il cemento e il mare dentro, ma la strada rimane sempre comunque un punto di riferimento luminoso quanto dieci supernove.

Non si scappa.
Vietato ripulirsi.
Vietato sistemarsi.

Esiste solo l'asfalto, oltre il vento gelido e autobus che non passano mai.
Ma proprio mai.
Forse tipo un parco pieno di siringhe.

Roba da vecchi cd masterizzati e scarpe rotte.
Come un kuromaku con niente da smerciare, poche mani in pasta, al massimo fisso nelle tasche dei pantaloni enormi.
Bucate.

Odio pieno, quello invece si.
Sempre.

Non si torna indietro, ergo puntare al 2015 e non al 1995

Anche se, creando solo paradossi spazio temporali, per dire ad  un ragazzino scimmia in penombra sporco e con i pantaloni larghi:

" Non sprecare il tempo, o se almeno devi fai le stesse cose che ho tipo fatto io, però scappa "

Assenza formale di biglietti di sola andata.
Aria nuova.


Nessuna speranza.
Nessuna paura.


Pace yo

Rien ne va plus


Casualità dello schifo quotidiano.
Non scegliendo mai certe cose, purtroppo, o perfortuna.
Dna genetico randomico, non di certo voluto.
Ipocondria come fuga.
Autodiagnosi da mercato del pesce, ma sempre funzionali a stati mentali pessimi, aiutati da gente ridicola.
Perenni generazioni di merda, frutto di assenza formale di huevos.

Roulette delle mezze parole.
Stupidaggini e basta.


Nessuna speranza.
Nessuna paura.

Pace