mercoledì 29 febbraio 2012
Hai da fare per tipo i prossimi 50 anni?
Beh no.
Dipende poi da come me lo chiedi.
E se magari rimaniamo gli stessi cretini.
Ti direi subito di si.
Io tanto non cambierò mai.
Cerco di non far scappare il ragazzino/vecchio che è dentro di me.
Non perdiamo la capacità di ridere come dei dodicenni.
E di sognare come bambini.
Quella parte non volerà via nemmeno tra cinquant'anni.
Riuscire a vedere certe cose con gli occhi di un bimbo.
Soffermarti un attimo sui vaneggi, sulla realtà, su tutte quelle cianfrusaglie che ho in testa.
E magari smetterla di andare di corsa.
Di corsa.
Di corsa.
Senza ricordare niente.
Tutto sfumato.
No, meglio fare un passettino alla volta.
E guardare tutto sbalorditi.
Ce la possiamo fare?
Io dico di si.
Non perderemo la magia, te lo dico io.
Neanche quando saremo due vecchi sbronzi.
Compromesso accettabile no?
Pace
Pixel a sorpresa rubati dagli anni 80'
Quando mise piede per la prima volta nella sala ALEF al primo piano, ebbe come la sensazione di essere dentro un sogno comico: si immaginava in mutande nella sua aula di liceo, i compagni che la indicavano con il dito ridendole in faccia.
Provò la stessa cosa vedendo quella schiera di crudeli reporter d'assalto assetati di notizie.
Alcuni fecero dei sorrisini quando la videro.
Altri spallucce e toccatine di gomito tra di loro.
Ma quando alzò gli occhi distogliendoli dalla morbida moquette rossa con ricami Uzbeki fu quasi contenta che la maggior parte si fosse limitata ad ignorarla e basta.
Era davvero tornata nei corridoi di scuola.
Si fece coraggio e puntò dritta verso la scrivania di Tek Javanese scura, due poltrone nere erano accostate al muro e sul tavolo solo alcuni fogli sparsi e una bottiglietta d'acqua.
La folta platea di giornalisti era seduta su delle sedie rosse, ai lati c'erano alcuni cameraman in piedi, per fare delle riprese fisse.
Quasi tutti i reporter portavano però degli innesti ottici per registrare, sicuramente collegati direttamente con la rete globale tramite modem-sotto ossei.
Il giornalismo si era evoluto come tutte le altre cose.
Ogni movimento era direttamente catturato dalla retina e sparato in rete, condiviso in tempo reale senza la possibilità di editare.
La carta stampata era morta.
Nessuno leggeva più simili reperti da museo ormai, con il crollo dei prezzi dei potenziamenti neurali e oculari la gente ormai preferiva sfogliare il quotidiano online direttamente chiudendo gli occhi con delle micro immagini che venivano proiettate direttamente nei nervi ottici.
Qualcuno però resisteva ancora.
Un vezzo da eccentrico leggere un pezzo di carta che il giorno dopo sarebbe stato perfettamente inutile.
Ma era sempre una prova tangibile.
Le mole di dati che vagavano nella rete potevano tranquillamente essere manipolati o semplicemente cancellati con un click.
Forse anche questo era un motivo che l'avevano spinta a non impiantarsi mai niente.
Meglio così al naturale.
Mentre rifletteva sull'evoluzione frenetica della società prese posto dietro la scrivania e sentì la mano di Belletti toccarle leggermente il gomito.
" Tutto a posto ok? "
Lei sorrise spalancando i due smeraldi grezzi che aveva al posto degl'occhi.
Belletti premette il pulsante viola alla base del microfono.
" Bene possiamo iniziare, silenzio per favore. Facciamo un po' d'ordine."
Fece una pausa, sicuramente studiata.
" Come sapete bene, il signor Kostas Giannakopulos non può rispondere alle vostre domande perchè bloccato da affari urgenti del partito nella sua città natale. Sono certo che la maggior parte dei vostri colleghi sia già in viaggio per Creta, però visto che siete stati così gentili da presentarvi ugualmente, risponderemo alle vostre domande. "
Belletti posò una mano sulla spalla di Viola.
" Questa giovane signorina è la portavoce ufficiale del signor Giannakopulos, tutto quello che dirà rispecchierà esattamente il pensiero del leader del FIDEI. Prego. "
Viola sorrise e premette il pulsante alla base del microfono.
" Bene....i.....con...t...os.."
Subito si alzò un brusio di protesta e anche qualche risata.
" VOCE, NON SI SENTE NEANCHE CON GLI AMPLIFICATORI UDITIVI " Urlò un reporter di colore obeso seduto in seconda fila, suscitando l'ilarità generale.
Viola inizò a tremare e a sudare leggermente dalla schiena.
Con dita incerte spense e riaccese il microfono.
" Ora così va..m..glio? "
Due uomini vestiti da Tuareg, risero e si alzarono dall'ultima fila uscendo dalla stanza, alcuni li imitarono.
C'era una sorta di scetticismo generale verso quella ragazzina alle prese con problemi tecnici, il brusio nella sala aumentò.
Belletti si alzò dal suo posto facendo sedere Viola vicino al microfono.
Le tremavano le gambe e approfittò del cambio di sedia per bere un sorso d'acqua.
" Ora si sente? "
Alcuni applausi dalla platea e vari SI detti in diverse lingue.
Viola lanciò delle fugaci occhiate al pubblico in sala, i volti e le persone non le rimasero impresse nella mente.
Scappavano via da un secondo all'altro.
Un effetto della memoria a breve termine che per colpa della tensione non registrava i dettagli e tendeva subito ad eliminarli.
Un po' come il non ricordarsi in che posto si fosse stati seduti a tavola.
Scosse lentamente il capo e sorrise.
" Bene dopo questi problemi, per altro evitabili, sono pronta a fare alcune dichiarazioni come se venissero pronunciate dal signor Giannakopulos in persona. Le domande dopo e NO gradirei non essere interrotta. "
Fulminò con lo sguardo un cronista sud europeo in seconda fila che stava già alzando la mano.
Passate le insicurezze iniziali era tornata la tigre lavorativa che era sempre stata.
Soddisfatta fece un'altra breve pausa per bere un sorso d'acqua.
Giusto per lasciarli rosolare sulla graticola.
Poi si schiarì la voce e iniziò:
" Sono qui oggi in qualità di portavoce del signor Giannakopulos per fare due importanti dichiarazioni: la prima è che il FIDEI non è più disposto a tollerare i metodi neofeudali usati dalla federazione europea. Il distretto del sud est mediterraneo conta sessantacinque milioni di elettori e non rimarranno immobili a subire decisioni prese lontano dalla loro realtà. "
Erano queste le cifre che più o meno si ricordava, le aveva lette sull'aereo mentre sfogliava annoiata una rivista portatale da una hostess.
Doveva saper improvvisare, quasi iniziò a prenderci gusto vedendo questa selva di giornalisti d'assalto pendere letteralmente dalle sue labbra.
" Ma questo sicuramente lo saprete già, infatti il leader del FIDEI sta preparando un duro discorso che presenterà al parlamento centrale della federazione. Quello che non sapete è il grave atto di denuncia che sto per fare: un complotto proprio contro il partito del signor Giannakopulos. Fonti certe dicono che un movimento separatista chiamato " Nuovi Balentes " ha in programma di compiere un attentato all'aeroporto della capitale del sud Europa, scaricando direttamente la colpa su tutto il partito. "
Vi fu un vociare confuso, mani alzate e scatti di obbiettivi dagli impianti oculari.
Un giovane cronista si alzò in piedi, parlava l'europeo con accento delle Isole britanniche.
" Adam Vokes di Fortress Europe. Ci potrebbe spiegare meglio chi sono questi sedicenti Nuovi Balentes? Qua nessuno ne ha mai sentito parlare, non è che sono un'altra invenzione del suo regista? Magari qualche vecchia sceneggiatura scartata?"
Il cuore di Viola iniziò a battere all'impazzata: non ne aveva la minima idea di chi fossero, salvo quelle poche informazioni captate neanche venti minuti fa.
Fece una breve smorfia e disse
" Non sono qua per tenere una lezione di politica contemporanea, sono certa che alcuni suoi colleghi più informati le sapranno spiegare bene la situazione. Prossima domanda. "
Risatine generali, il reporter nord europeo si sedette umiliato e rimase in silenzio.
Prese la parola un giornalista asiatico che spiegò brevemente la storia dei NB: una cellula di un movimento politico indipendentista isolano che si era distaccata dal partito maggiore per entrare in clandestinità.
La solita roba.
" Quando avranno intenzione di colpire? " Chiese uno calvo con l'accento Ovest europeo.
Qui intervenne il signor Belletti e la cosa la innervosì un pochino
" Stiamo discutendo di questo con le autorità della federazione, non possiamo dire altro. La conferenza stampa è finita. "
Viola finì l'acqua in bottiglietta e si alzò passando tra il mucchio di cronisti che cercava di strapparle qualche altra dichiarazione, ma Sky le venne prontamente incontro scortandola all'ascensore.
Il ragazzo mongolo era sempre al suo posto e con il solito inchino l'accolse nella cabina.
Sky le era affianco e le sorrise.
" Com'è andata? "
" Non ne ho idea, sono drogata d'adrenalina "
" E' un bene "
" Mica tanto, sono il tipo di ragazza che si ubriaca con mezzo bicchiere di vino bianco, tutte queste sostanze prodotte dal mio cervello mi stanno facendo male. "
Sky le posò una mano sulla spalla " Le manderemo un dottore se ne ha bisogno "
Viola sorrise spalancando gli occhi grandi grandi " No no, mi basta solo sdraiarmi sul divano e non pensare a niente.
La donna annuì pensierosa, poi disse
" Hanno chiamato dall'aeroporto "
Il cuore di Viola si fermò all'istante.
Un attentato?
Esplosivo?
Gas?
Avevano già colpito?
L'avrebbero tempestata ancora di domande o forse l'avrebbe addirittura interrogata la polizia federale.
" Cos'è successo?" Chiese con un filo di voce
Sky sorrise " Hanno ritrovato il suo bagaglio "
( fine capt 4, non l'ho riletto perchè è tardi. Chissà se uscirà mai il capitolo 5. BOOOH )
Problemi tecnici
No niente, era tipo un doppione e l'ho editato.
Ma non so come cancellare i post.
La tecnologica mi fa paura.
Ma mi imparanoia lasciare uno spazio vuoto.
Percui.
POBA!
Pace
martedì 28 febbraio 2012
Allenamento giornaliero per anticorpi pigri
Eh beh. che ci posso fare?
Mica posso impedirglielo, sono adulti.
Avranno si e no 4 giorni.
O diecimila anni.
Sono grandi ormai.
Se loro vogliono vanno da te.
Non mi oppongo mica.
Io rimango qua eh.
A starnutire.
Fabbrica di armi batteriologiche domestica.
Mi frusciano i polmoni quando tossisco.
Sembro il motore di una vespa 125 quando respiro.
Mi sta pure tornando la sindrome da Vietnamita mangiarisobiancochec'hailacolite nel Delta del Mekong.
Essere umano da rottamare.
Ma almeno oggi non c'ho la confusione mentale.
Nè sento musica 8 bit.
Però mi vengono in mente solo domande stupide tipo:
Perchè voglio andare nella giungla assieme ad un branco di scimmie che suonano Jazz?
Oppure
Ma Hello Spank era un parallelepippedo?
E anche?
Il sole di Pollon aveva gli occhiali da sole e fumava sigarette?
Chi dice che non esistono più eroi.
Ed ecco ora si ho un po' di confusione mentale.
E' colpa dei miei batteri che scappano da te.
Li produco in quantità e ti vanno a cercare.
Soffro della sindrome d'abbandono dei germi.
Vabbè ne spargo un po' con qualche starnuto.
Per arredare la camera, non si sa mai.
Però può darsi che i tuoi anticorpi ormai siano vaccinati contro i miei germi.
Ci rimarrei male lo so, ma vabeh.
Pazienza.
Non rosico promesso.
Almeno non ti viene l'influenza.
No aspè forse un pochino rosico.
Qualche batterio con il mio nome potresti tenerlo.
Al massimo un giorno a letto.
Stretti stretti.
Bello no?
Pace
sabato 25 febbraio 2012
Minimo mi dimenticherò fisso troppa roba
Si mancano due robe.
Zero da stampare, son con Meridiana.
Credo 8 bit o forse qualcosa di più. Lo sai che mi perdo storie per strada.
Boh una cosa strana allo stomaco quando respiro. Non te lo so dire.
Quindi niente, si va avanti no? Si era deciso così no?
E Booyhakasha
Oh lo sai che sono rincoglionito.
Eia ora vado, c'è su Rai4 La Città di Dio
Lo so, l'ho visto mazzi di anni fa e ovviamente sono pesce rosso parte sette diosanto.
Sono a posto.
No
Chi non ne ha? Però è da fare così stavolta.
E sarebbe?
Pace
venerdì 24 febbraio 2012
Se vuoi, pensaci per venti piani
Il ragazzo filippino vestito di rosso s'inchinò leggermente appena lei arrivò davanti alle porte dorate dell'ascensore.
Le impedì di premere il bottone della chiamata e con l'ombra leggera di un sorriso s'inchinò di nuovo, poi rimase impassibile.
Viola si ancora sentiva allucinata, iniziava ad essere un po' tesa per affrontare quella selva di reporter d'assalto assetati di notizie.
L'avrebbero incalzata alla minima esitazione, registrando tutto negli impianti olo-sintetici direttamente connessi con tutti i network e la rete globale.
Lei una perfetta sconosciuta a fare da portavoce ad uno dei registi-politici più controversi degli ultimi anni.
Doveva essere per forza uno scherzo.
La porta dell'ascensore si aprì con un fruscio e all'interno un giovane di etnia mongola fece un lieve inchino.
Aveva due cicatrici rituali sugli zigomi e tutto l'aspetto di chi discende da Gengis Khan ed è appena sceso da cavallo.
Anche lui s'inchinò, però più profondamente.
Viola sorrise leggermente e disse " Primo piano ".
Lui rimase in silenzio e premette il bottone trasparente.
Si sentiva solo il ronzio dell'ascensore che iniziava la sua discesa.
Ripassò mentalmente l'incontro con il magnate:
Una giovane ragazza cinese l'aveva truccata leggermente di nero e viola mentre la donna di nome Sky le sceglieva un completo nero asiatico con il colletto alla coreana.
Viola ci rimase un po' male visto che non le piaceva per niente. Sinceramente avrebbe preferito curare lo stile a modo suo, ma quella era un'occasione ufficiale ed era soprattutto il primo giorno di lavoro, non poteva iniziare a sindacare subito.
Pazienza.
Inoltre le raccolsero i capelli scuri all'insù in una coda a cipolla, dandole un aria sempre più ufficiale da tenente della Gestapo.
" Stai calma ragazza, stai calma. " Mormorò dentro di sè.
Sky fece quattro passi indietro e la squadrò
" Perfetta, tra due minuti sarà in contatto con il signor Giannakopulos, mi raccomando ascolti bene tutto quello che le dice, è un uomo molto preciso. Non si preoccupi, non è così terribile come lo descrivono. "
Entrambe le donne uscirono dalla stanza, lasciandola sola seduta sulla morbida poltrona di pelle rossa.
Era la prima volta che si sedeva su una poltrona non sintetica, aveva quasi paura di rovinarla muovendosi.
Iniziò a sudare e a muovere ritmicamente il ginocchio.
Aveva una voglia folle di mordicchiarsi le unghie, ma avrebbero rovinato il lavoro fatto dalla ragazza cinese, non riusciva a stare ferma sistemandosi prima le lunghe calze nere e il reggiseno.
Per interminabili secondi era tornata la studentessa insicura e in agitazione.
Il televisore si accese di colpo ed apparve l'imponente figura di Kostas Giannakopulos il maestro.
Era un uomo alto, vestito con un abito tradizionale Creto-Cipriota, aveva i capelli ormai grigi ed un volto severo.
La barba brizzolata e ben curata gli dava un tono d'autorità simile a quella di un professore o di un colonnello dell'esercito anche il portamento era simile.
L'uomo era in piedi davanti ad una vetrata che lasciava intravvedere l'azzurro chiaro del mare e più in basso poteva intravvedere le bianche casette dei pescatori e un piccolo molo.
O forse l'aveva immaginavo, ma non riusciva a smettere di esser nervosa.
Kostas si tolse gli occhiali da vista ( un modello tibetano del secolo scorso) e chiuse per un momento gli occhi, poi sorrise.
Questa la sciolse un pochino.
" Buongiorno signorina Viola Valmarana, com'è andato il volo "
Lei rispose con un sorriso raggiante " Bene, buongiorno...Ecco io prima di tutto volevo ringraziarla per quest'enorme opportunità, mi perdonerà la sfacciataggine, ma perchè io? "
L'uomo rise di cuore " Perchè lei? E perchè chiunque altro, è così importante il motivo?"
Viola alzò gli occhi per una frazione di secondo " Bhe, non saprei. Credo di si"
" Mia cara signorina, tutto quello che conta è che Io ho scelto lei, ed ora è seduta comodamente nella capitale del sud Europa, il resto non conta. Le basti sapere che sono rimasto colpito dalla determinazione con cui ha affrontato il tirocinio lavorativo ad uno dei network di E-News " Tweet Federativi " in mio possesso.
No, non si preoccupi nessuno sa veramente che ne sono l'azionista di maggioranza, come mi aveva definito nell'articolo di due settimane fa? "
La ragazza tremò leggermente, il cuore pompava sangue nelle vene a trecentomila chilometri al secondo.
" Visionario e geniale. Ma che dovrebbe piantarla di starnazzare in politica. " Disse quasi in un sibilo.
Lei abbassò lo sguardo involontariamente.
Giannakopulos rimase serio, poi scoppiò in una risata fragorosa.
" Vede? Apprezzo la sincerità, sempre. Detesto la mancanza di coraggio nei miei collaboratori."
Viola sorrise.
" Ma ora torniamo a noi. Io sono bloccato qua a Kydonia, la mia città natale, per preparare il discorso che terrò al parlamento della federazione. Il mio sarà un atto di denuncia del terribile signoraggio economico di cui è vittima il nostro stato federale: non accetteremo altri sacrifici, questo è sicuro. Inoltre il nostro movimento è sempre stato pacifico e non violento e pro federazione, vogliamo solo l'autonomia che ci spetta. Ho notizie certe che un'altro gruppo paramilitare vuole compiere degli attentati per screditarci, so anche la provenienza di questi " nuovi balentes " così si fanno chiamare. "
Fece una pausa per rimettersi gli occhiali.
" Incolperanno noi, per distogliere l'attenzione sul loro progetto separatista, colpiranno probabilmente l'aeroporto della capitale del Sud-Europa con esplosivi e probabilmente un gas tossico chiamato " Perla " pericoloso quanto il nervino, se non di più. Io voglio che lei dia questa notizia ai giornali. I nemici della federazione sono i NB, non noi del movimento " Figli dell'ellenismo illuminato. Ha capito?"
Viola annuì meccanicamente come quando era al liceo e non aveva capito granchè.
" Ora la devo lasciare signorina, la sua conferenza stampa inizierà tra 10 minuti, le auguro buona fortuna. Sono sicuro non mi deluderà. Arrivederci."
Il televisore si spense con un ronzio impercettibile, lei rimase qualche secondo in silenzio affondando le dita nella poltrona.
Aveva una serie di sigle in testa e le idee poco chiare, inoltre Kostas aveva parlato come un tornado, impedendole di chiedere spiegazioni.
Ma non voleva farsi buttare fuori e annuì decisa respirando profondamente.
Era pronta.
Tutto questo le tornò in testa alla velocità fast forward quando vide il display dell'ascensore segnare il piano 1.
Fece un sorriso al giovane mongolo vicino ai pulsanti e all'uscita dalla cabina le venne incontro il signor Belletti.
" E' pronta? Questo vestito le sta d'incanto " Lei notò una lieve tensione nella sua voce, impercettibile certo però per una frazione di secondo l'aveva captata.
Lei sorrise spalancando i suoi occhi verdi grandi grandi " Prontissima "
" Bene io le siederò accanto, però sarà solo lei a parlare, da questa parte facciamoci largo tra questa folla di iene."
Lei annuì e ad ogni passo leggero fatto sugli enormi tappeti georgiani, sentiva incessante il carrello delle macchine fotografiche automatiche e digitali, ma sopratutto la babele di voci straniere che l'attendevano.
Era pronta a farsi valere.
( parte 3, continuerà nella parte 4? Booooooooh. Pace a mazzi cmq )
In attesa di ordini. Soldato thug pronto a partire ( o quasi )
Sempre pronto per la guerra.
Faccio quello che devo, quando devo.
Sono un esploratore, non vado all'assalto delle postazioni nemiche urlando " Kerbala "
Ma cerco di fare le cose in punta di piedi.
Per questo voglio preparare i bagagli due giorni prima.
Niente ripensamenti.
Si carica la valigia sul mezzo corazzato e via.
Nella pancia dell'drago metallico.
Oltre il mare.
Oltre le montagne.
Eseguo no?
Che altro devo fare.
Il dovere chiama si..ma sempre quel qualcosa di strano alla pancia.
Zero concentrazione.
Sono tornato!
Pesce rosso parte quinta, finalmente direi.
Mi s'è di nuovo guastata la memory card.
Avrò si e no 64 k che si autoformattano fisso:
Le guerre tecnologiche del 20° secolo hanno portato un cambiamento nel ruolo del soldato di pace....toh un castellino.
Ma a che pagina sono?
176!
Quante pagine mancano?
Ah sono a pagina 176!
Ma l'ho fatta la valigia?
Si due giorni prima.
Due giorni?
Oggi che numero è?
176 no?
Non ho un calendario da un sacco, sono un naufrago.
Conto i giorni con perline e altre cianfrusaglie.
Marzo
Aprile.
etc.
Concetti astratti, a me sinceramente vanno bene così.
Solo e fisso pace.
Anche se con i sogni strani.
Ragazza che mi racconti la tua vita.
Di tipo un tuo viaggio in Argentina.
O giù di lì.
Fuori da qua.
Sei già uscita dalla mia vita.
Sciò.
Anche se forse ne avevo fatto uno simile non ricordo quanto tempo fa.
Un soldato non può andare al fronte con queste cose in testa.
Deve partire solo con una status mentale da pesce rosso parte sei.
In trance ho messo i libri in valigia.
Eppure non parto mica domani.
Non so nemmeno quante sigarette ho fumato.
Solo una sensazione strana quando respiro.
Però è ok.
Aspetto gli squilli di tromba.
E gli ordini del sergente.
Io sono pronto a scattare sull'attenti.
Anche se avrei voglia di stringere le spalle.
Ma non si può
Senza calendario e senza orologio.
Va benissimo così no?
Come diceva quel noto criminale italiano?
Mani alto?
Meno tasse per tutti?
Sempre caro mi fu quest'ermo colle?
Ah no
Che stupido
Mi confondo fisso.
Diceva:
Obbedisco
Scallonisi però
Pace
mercoledì 22 febbraio 2012
Click click click
Regalami un timer.
Si.
Così, arrivato ad una certa ora, si aziona e mi spengo.
Sipario.
Dai che dobbiamo andare via.
Come C3PO, mi disattivi per la notte.
Così non rimango sveglio e non consumo batteria.
Invece c'è chi dorme, tu dormi.
E io un po' rosico.
Perchè non dormo, o dormo poco.
Sono schiavo della radiosveglia alla mia sinistra.
E' cubica.
Non ci sta malissimo.
Una Philips degli anni 80'.
Mezzo scassata.
Dovrebbe stare in un museo.
Dovrei stare in un museo.
Anche io sono un essere umano malfunzionante.
Non sono quel droide che stai cercando.
Possiamo andare?
Ottimo.
Aspè uno sbadiglio.
Forse ci siamo.
Spegni tutto cazzo.
Domani ad orari normali ( anche se il tempo non esiste )
Promesso.
Pace
martedì 21 febbraio 2012
Trovando tuoi frammenti, tramite una canzone del 1978
Cerca sul dizionario la voce a caso.
Ecco.
Esattamente così.
E non dormo, questo è sicuro.
Sapendo dal nulla robe che ho appena scoperto, in maniera superficiale eh, però tramite un tizio che mi è sempre stato sulle balle.
Fa ridere l'analogia.
Ma come faceva a sapere 'ste cose di te?
O tu gliel'hai suggerite come saresti diventata.
O no?
Perchè il tempo è uno solo.
Ciclico.
Ma non capisco se in fondo siamo talmente tanti da essere uguali nello spazio / tempo.
Non credo dai.
Almeno lo spero.
Certo che è una bella coincidenza.
Pure lo stesso nome.
E il trucco pesante.
E che ti devi svegliare tra tipo 3 ore e ti dovrai truccare facendo chiaramente tardi.
Minimo ti diranno di sbrigarti.
Ma tanto c'avrai sta canzone in testa.
O forse sarai tipo così addormentata da non pensarci nemmeno e non riconoscerti neanche.
E io intanto non dormo e me la vaneggio su quante cose son troppo strane e scritte così quasi per scherzo.
Che magari minimo sto ancora dormendo.
Tipo sognando fisso gente più o meno che riconosco vagamente mentre scia.
Io poi odio la neve cazzo.
Ma vedo roba nei sogni.
E la sento nelle canzoni del 1978.
Magari mettendo cento lire nel Juke Box.
O da qualche Radio Libera.
Era periodo no?
Manco eravamo in progetto nel cosmo nel 1978.
Chissà dove c'eravamo piazzati.
Io al mare di sicuro.
Mi andava bene anche essere un po' di plancton.
Invece sicuramente qualcuno ti conosceva già.
A caso, ma non per caso.
Niente è scritto
Non credo anche alle coincidenze.
Però ultimamente mi piacerebbe crederci.
Così solo per un po'.
Ora dormo eh
Pace
lunedì 20 febbraio 2012
Lancette scandite da bottiglie vuote
Non so contare.
Sono ananumerico lo ammetto.
Non porto mai l'orologio, lo odio.
Mi da un fastidio tremendo, ormai c'ho l'abitudine di controllare il tempo a caso sul cellulare.
Ma tanto sto telefono che mi apre le birre lo dimentico fisso.
Sto meglio senza.
Però quando mi son seduto a tavola c'era il sole.
E mi sono alzato quando era buio pesto.
E ho visto solo bottiglie di vino vuote e mazzi di piatti da lavare.
Fisso così.
Endurance alcoolica.
E non finisce più.
Amo queste giornate.
Abbiamo parlato di tutto.
Vaneggiando fisso.
Non siamo e non saremo mai vegani cazzo.
Poco ma sicuro.
Ci siamo sparati un caffè da paura e crema di limoncello dopo.
Io avrei pure cenato lì, ma ci siamo fissi dati e andati ognuno per la sua strada.
Infatti son tornato a casa e ho trovato un bicchiere di vino.
Non riesco ad uscire da questa giornata.
E dopo da Skynet a birroni e ancora ichnusa nel quartiere del porto.
Non ricordo niente dei discorsi.
Ma c'era sempre la cameriera.
E una canzone roots in testa fisso.
E una persona con il cognome al passato remoto.
Ma ho riso molto.
Adoro queste endurance.
13 ore bevendo.
Non è il nostro record.
Ma una gran giornata.
Ci sono solo bottiglie vuote e alcool in circolo.
Ma con voi, branco di scimmie, potevo tirare fino al mattino.
Come ai vecchi tempi.
Anche se quelli nuovi non son per niente male.
A posto.
Perfetti così.
Pace
sabato 18 febbraio 2012
Non esiste lo spazio / tempo per la velocità di crociera
Hit the road jack.
Faceva così la canzone di Ray, ovviamente non sono un pianista, però comunque mi muovo anche se a caso su musica anni 20'.
Vestito in maniera impeccabile.
Fradicio, andando avanti per stradine di Poggio.
Quasi tutti stilosissimi.
Chi con
Chi senza.
Io nel frattempo mi godo la musica.
Anche se dopo un po' non ho la minima idea di come sono conciato.
Però da qua sento il mare.
Sono quasi a casa, ascolto le onde mentre mi atteggio da capobanda.
Saranno trenta metri ti giuro.
E' lì dietro.
Quasi surferei se potessi.
Chissenefrega del periodo storico, io rimango sempre fisso gangstah.
Però abbiamo fregato il proibizionismo stavolta.
Infatti ora qua, in camera e in macchina, inizia a girare tutto come se fossimo veramente old school
La festa delle medie tipo, ma non così.
Ma ora come ora ci vedo poco, ho dovuto pure cercare gli occhiali che avevo nascosto in valigia.
Mi scoccia a manetta usarli, ma adesso devo.
Così così.
Lo so.
Prima ho visto tipo solo il cruscotto
Mi ero dimenticato della strada e andavo a istinto.
Le 04:10 su luce verde e la strada sempre buia.
Andando dritto a fido.
A che kilometro sono arrivato non ne ho la minima idea.
Però comunque abbaglianti per i cartelli e solo io in strada.
Così mi piace.
Ei
Forse non hai idea di quanto vali.
Veramente.
Te lo giuro, riesci sempre a lasciarmi senza parole.
Da quando una nottata d'estate mi hai raccontato storie di te che non immaginavo neanche lontanamente.
Ce ne voleva forza, troppa.
E ne hai avuto un casino, da smerdarci tutti.
Zitti e a posto.
Shhh.
Molti, anzi tutti, si sarebbero arresi prima.
O pianti addosso.
Urlando fisso
" Perchè a me? "
Invece no, tu sei quello che sei.
E sei andata avanti.
Fantastica, perchè spontanea.
Perchè sei tu.
Dopo mazzi di battaglie.
Fisso così.
Da ammirare e basta.
Nel bene e nel male.
Vicina e distante.
Non ci capisco mai un cazzo.
Mavabbeh ho sbagliato fisso universo.
Intanto mi godo lo swing.
E cambio marcia pensando al ritmo del Barone Birra.
Ma tanto i Kilometri diventano sempre meno.
E mi avvicino alla meta.
Con una canzone in testa.
E ti guardo oltre il trucco nero.
Ti vedo come principessa araba.
O Maghrebina.
Per me sei tu.
Che ci posso fare?
Continuo a guidare.
Chiaro.
Ma come diavolo sono tornato a casa?
Negli anni 20' prendevano il taxi.
Paranoia di strada pessime
venerdì 17 febbraio 2012
Fidati, faccio fisso solo un passo alla volta
Eh beh
Camminando tranquillo.
Non c'ho mica fretta.
Sinistro / destro
A mani in tasca e con il cappuccio in testa
Sticazzi mi godo il viaggio.
Tanto è un kilometro e basta verso casa.
Panda rossa con bad boys a palla passi in mezzo al nulla.
Non ti ho mai visto nè ti conosco, ma mi sei mancata.
Eroi della serata senza dubbio.
Assieme ai gabbiani.
A mazzi fisso.
Si vede che siamo al mare e siamo davanti a paninari eterni.
Ci volete salse sulle patatine?
Eia.
E grazie che quando ti dico " una birra "
Mi dai automaticamente una Ichnusa da 66
Voglio tutto questo.
Anzi voglio anche
BANG BANG BANG BANG!
E
KKKAAAA CHING!
E prendere i soldi
E scappare.
Ma non si può.
Quindi con calma.
Una cosa alla volta
Dopo una cena ottima da tuo fratello.
C'è anche il secondo?
Zero rinforzino per la cena stavolta allora
Si mangia.
Dieci e lode.
Va bene così.
Intanto mi bevo il birrone e cammino tranquillo con giubbotto e cappuccio.
Tanto son così.
Da sempre
Pazienza se cambiano marciapiede.
Non è nemmeno la prima volta.
Mi piace 'sta umidità.
E Silent Hill nelle strade.
Nelle case.
Nella spiaggia.
Nel parco.
Ma va bene così.
A me piace.
E' ok.
Lo so non è facile da capire.
O da apprezzare
Solo un quartiere di periferia vicino al mare.
Oh però provate a vederlo con i miei occhi.
Di poco miopi ok.
E coperti dal cappuccio
Anche parecchio stanchi e velati dall'affetto.
Ma qua c'è pace.
Riposa il cuore.
Aria e salsedine.
Sabbia e cemento.
Un passo alla volta di notte nel quartiere.
Non lo baratterei mai con nient'altro.
Te lo giuro
mercoledì 15 febbraio 2012
15 Secondi alla diretta. Le domande dopo.
Appena il fattorino aprì la porta della camera 327 lei rimase quasi senza fiato.
Uno strano sorriso da Gioconda le illuminò il viso mentre cercava di nascondere l'emozione.
Era la stanza più grande che avesse mai visto.
In fondo grandi vetrate le regalavano la splendida panoramica della capitale del sud europa, con l'enorme cupola bianca scintillante che svettava tra i grattacieli come un diamante.
Sul pavimento ovunque tappeti nuovi stile Neo-Armeno e i mobili di tek Cambogiano la fecero sentire quasi come se stesse volando dall'altra parte del mondo.
O forse era solo effetto del jet-lag.
Il fattorino ovest-europeo dalla carnagione scura fece un cenno con il capo e si allontanò non aspettandosi alcuna mancia: l'avevano già ricompensato solo per il fatto di averla accompagnata al piano.
Lei chiuse la porta alle sue spalle e si mise a ridere quasi come se fosse ubriaca.
Si tolse il cappello nero e gli occhiali da sole poggiandoli su un tavolino e passò una mano sui divani rivestiti di broccato in stile portoghese.
Ricami d'oro e argento componevano disegni lusitani dalle forme geometriche deliranti.
Si sedette sul divano " Ma sta succedendo proprio a me? "
Quasi non ci credeva.
Passare dalla più totale precarietà fatta di lavori saltuari a questo impiego incredibile e pensare che non aveva fatto nessun colloquio.
Le avevano faxato i termini del contratto con la sola richiesta di accettare tutti i punti di non divulgazione, una firmetta digitale ed era saltata nel vecchio continente per un'avventura che poteva sistemarla in un paio d'anni:
Addetta stampa.
Di Kostas Giannakopulos, il regista / miliardario del sud-est europa.
Lei aveva visto quasi tutti i suoi film, di un realismo agghiacciante unito ad esplosioni deliranti di significati trance e neo-classici dell'antichità.
Un suo ragazzo una volta vedendo uno di quei film aveva vomitato, costringendola ad uscire dalla sala a metà proiezione.
I suoi film non erano per tutti.
Un un delirio d'immagini che rimanevano impresse nella retina a ritmo frenetico, come un messaggio subliminale fatto da un paziente di un ospedale psichiatrico, il tutto unito ad una musica marziale, ma la critica lo amava.
Lei aveva cercato come meglio poteva di scriverci una tesi quando studiava Storia Contemporanea del Cinema e si era guadagnata qualche soldo con alcune recensioni per un pidocchioso E-News su quello che riteneva il capolavoro assoluto.
" Clown in città "
Poi Giannkopulos era entrato in politica, sfruttando il suo enorme patrimonio familiare aveva guadagnato un seggio al parlamento della federazione europea.
Il suo era un movimento etno-autonomista anti-bancario.
Molto discusso.
Ma anche molto seguito.
A lei non importava di politica, anzi ad esser sincera non ci capiva granchè, era regolarmente una cittadina della federazione europea, ma proprio un po' fuori dal mondo per queste cose.
A lei interessava il cinema.
E scrivere.
E anche l'opportunità di fare carriera.
Il resto sarebbe venuto da sè.
Si tolse le scarpe e scalza si avvicinò alla parete dove un enorme televisore a impulsi occupava metà dello spazio disponibile.
Con un toccò si attivò mandando immagini del " Messaggero " uno degli ultimi film di Kostas, lei l'aveva visto almeno sette volte.
Ridacchiò avvicinandosi alla porta a destra, girò la maniglia e un enorme bagno le si mostrò in tutto il sui splendore: vasca, idromassaggio, ovunque specchi.
Non ci poteva credere.
Sentì bussare e corse verso l'ingresso quasi inciampando nei tappeti, si lasciò sfuggire una piccola imprecazione nel suo dialetto, era scalza.
La solita figura da cretina.
" Si ? "
" Signorina le ho portato il resto dei suoi bagagli e le voglio presentare due suoi collaboratori. "
Era l'autista, che entrò con quattro buste piene di vestiti, comprate ancor prima di andare all'albergo, lei aveva insistito.
Insieme all'orientale entrarono un uomo e una donna.
Lui si presentò come Xavier Belletti assistente personale di Giannakopulos e riferimento di tutto i dipendenti. Era un uomo di mezz'età dalla carnagione bronzea, ancora giovane, vestito alla moda di Togliattigrad: portava un enorme anello d'oro legato con una catenina al collo, unico vezzo visibile, per il resto sembrava esser uscito da un'accademia militare.
La donna disse solo di chiamarsi Sky e aveva un microfono attaccato all'orecchio destro e una piccola videocamera impiantata nell'occhio sinistro, per il resto sembrava una normale impiegata dall'età indefinibile.
" Buongiorno, com'è andato il viaggio? " Chiese lui.
Lei spalancò i suoi occhi verdi grandi grandi e disse " Beh si, tutto è perfetto da non sembrare nemmeno vero. Quando posso iniziare a lavorare?"
Sky e Belletti sorrisero " Lo sta già facendo. "
" Prego? "
" Il signor Giannakopulos non può essere qua, problemi con gli aerei, le spiegherà lui in seguito. Ci collegheremo con lui tra 10 minuti, Sky sarà qui per prepararla per la videoconferenza. "
La donna sorrise.
" Videoconferenza? Ma per cosa? "
Belletti alzò per una frazione di secondo gli occhi verso il soffitto, ma si ricompose immediatamente sorridendo in maniera calorosa " Questo noi non possiamo saperlo, è una conversazione privata che avrà con il nostro datore di lavoro, anche se credo voglia istruirla personalmente sulla conferenza stampa che lei dovrà presenziare tra..." l'uomo guardò il quadrante di un orologio militare in acciaio "...circa sessanta minuti. I giornalisti stanno aspettando nella Sala Alef al pianterreno. "
Lei aprì leggermente la bocca e scosse lievemente la testa, iniziò a sentire il battito accelerato e una leggera sudorazione ai palmi delle mani.
" Credo di non capire..."
Belletti battè le mani abbronzate " Beh lei è qui da poche ore, ma è già stata promossa: è la nuova portavoce ufficiale del signor Kostas Giannakopulos. "
Viola quasi svenne
( continua? dipende dall'ispirazione yo )
martedì 14 febbraio 2012
No, ma ce l'avete voi il quartiere del porto
Le strade strette
I palazzi a pochi metri l'uno dall'altro.
Le osterie.
I balconcini
I fili del bucato
Il mare a due passi.
Tutto pedonale.
Odore di cibo dalla finestra al pianterreno di una cucina.
Ti vedo saltare da un bidone e t'invidio.
Atterri senza rumore.
Così da solo per i fatti tuoi nella notte
E chi sta meglio di te?
Egoista
Ruffiano
Schivo
Protagonista
Ombra
Per me sei una parola e basta = libertà.
Personificazione stessa del concetto.
Zero soprammobile da salotto.
Zero peluche animato.
Segui la tua strada e basta.
Ti chiamo e scappi via dietro un vicolo stretto.
Poi dall' angolo sbuca la tua testa nera e mi guardi.
Mai che ti fidi.
Infatti ti vedo saltare in un giardino.
Via verso miliardi di avventure.
Solo tu e la notte.
Come si fa a non invidiarti?
sabato 11 febbraio 2012
E se vieni, all'Hotel Ciampino
E se vieni, all'Hotel Ciampino e guardi il soffitto
tu vedrai una donna senza bagaglio e un uomo bestemmiare
e un gate vero di notte falso di giorno
Così diceva il Poeta
O no?
Sequestro di persona
Carro bestiame.
Aerei piombati.
SS che da dietro i banconi stringono le spalle e sogghignano.
La merce degli anni 2000.
Ti odio compagnia aerea lowcost, grazie per queste memorabili circa tredici ore.
Vuoi salire su da me?
Si volentieri.
E’ stata una serata magica.
E non è ancora finita.
Chissà quali altri sorprese mi riserverai, la notte è giovane, possiamo ancora divertirci.
Io e te e circa seicento profughi.
Buttati per terra nei corridoi.
Nei bagni luridi.
Orde di marmocchi urlanti annoiati e stanchi, prendete sonno vi supplico.
Sogno un mondo dove i mezzi di trasporto pubblici siano vietati ai minori di diciott’anni.
Ma intanto sono sempre qua.
Con la batteria del portatile che sta per morire 12 %
Nessuna presa dove scroccare corrente.
Davanti a un fottuto display che non cambia mai.
23:20 e quello rimane.
Non partiremo mai.
Odio avere sempre ragione.
E non ascoltarmi mai.
Fisso così.
Com’è comodo il pavimento.
Ciampino = Buchenwald.
Noi passeggeri abbiamo fatto la guerra.
" Se nun partimo sfonnamo tutto, tanto c'ho ancora du anni di condizionale "
" Non partiremo mai "
E intanto quegli estranei ora sono tuoi fratelli.
E si ride perchè il cervello rilascia endorfine e la noia, il nervoso diventano droghe.
Ma intanto non so ancora se partirò.
Lascio queste righe al futuro visto che qua il wi-fi è a pagamento.
E non darò un soldo ai miei carcerieri
Chissà da dove le posterò.
Da Casa o da “ casa “ ?
Non ne ho la minima idea.
Aiuto
Il cielo si rannuvola sempre di più
Buio e nebbia
20:56 niente di nuovo.
Io mi sdraio qua.
Ad ammirare l'angoscia di un display sempre uguale.
-------------
E fu così che il prode atterrò alle 00:50
In giro dalle 9:35 dopo treno, metro, autobus, aereo e auto
Per essere a Casa.
Ti odio neve
Ti odio Ryanair
giovedì 9 febbraio 2012
Eredità degl'avi
Conosci le tue radici.
Cerca da dove vieni.
Sai chi sei così.
E via.
Scorrere l'albero genealogico dei millenni.
Sin dagli albori dell'umanità.
In qualche modo, per i miei antenati, l'unico motivo della loro esistenza è stato passarmi il loro corredo genetico.
Già li vedo:
Pastori.
Briganti.
Contadini.
Barbari.
Pescivendoli.
Usurai.
Pirati.
O membri della tribù.
Sento tutta la loro eredità sulle spalle.
Grandi responsabilità.
Per far si che il loro DNA continui dopo di me.
Ma ho solo una domanda:
Chi di voi ha fatto incazzare una o più divinità?
Chi s'è beccato una maledizione da uno stregone?
Chi ha sedotto e abbandonato qualche strega?
Chi ha fatto il rabbino in vita?
Non per altro, giusto per capire le caterve di sfighe.
Le vostre cagate ricadono sui discendenti eh
Forza.
Fuori i nomi.
Voglio sapere chi è stato.
Non per altro.
Così appena tornerò ad essere tutt'uno con l'universo e con voi, qualcuno si beccherà qualche calcio nel culo.
Parola d'onore.
Colpe ancestrali.
La sfiga.
No comment
mercoledì 8 febbraio 2012
Сиби́рь / Sibir / Seber / Siberia Mon Amour ( non è vero )
Le previsioni del tempo hanno spesso ragione, anche quando sono minacciose.
Stavolta vi minaccio io.
Non scherzo.
Prenderò a pugni un agronomo.
Spaccherò la schiena ad un meteorologo.
Picchierò un sindaco.
Darò una testata al personale di terra della torre di controllo.
Perchè?
Venerdì notte neve in Roma York
Sabato tutto il giorno neve su Roma York.
Oh yeah.
E tutti voi, maledetti.
A giocare con la neve.
Fare i pupazzi.
Lo slittino.
Facciamoci le foto.
Mentre io sarò bloccato a Ciampino, già lo so.
Mi toccherà dormire sotto un ponte.
Una nota compagnia aerea di criminali mi scipperà il volo da sotto il culo.
Ma non voglio rovinarvi la festa.
Giocate pure.
Spero che il pupazzo di neve vi si incastri in un posto molto stretto e non sto parlando del retro di una Volkswagen ( cit per pochi )
Pessimismo e fastidio.
Voglio tornare sulla mia isola e lasciare sta valle di neve.
Sbagliatevi con le previsioni eddai.
Che c'ho l'aereo sabato notte.
Il blizzard della Siberia inizia a starmi sui coglioni.
Fottuti siberiani.
Mandatemi un San Bernardo.
O una muta di cani da slitta.
E pensare che Balto mi era pure piaciuto un sacco da bimbo.
Merda.
martedì 7 febbraio 2012
E' na fatica altrochè
Battaglia persa.
Una figuraccia anche alla fine della guerra.
Sempre in piedi però
Mi rialzo.
Sdonk
Tirando ghiaccio.
Fisso.
Basta una frase e mi tocca ripiegare.
Tre scimmiette.
Non vedo.
Non sento.
Non parlo.
Mi ritiro, ma è tutta strategia.
Poi avanti con apatia.
E di nuovo il nome mi fa saltare in aria.
Ed è così sempre e non capisco.
Mai.
Perchè?
Boh
Troppo stupido per l'estinzione?
Aureliano Buendia.
Mai la rivoluzione, perdendo pure la guerra.
E' colpa di quello che leggo.
O ascolto.
Vedo, no.
Motivazioni
Assenza di
Motivazioni
E' difficile esser buono quando sei in galera.
Al gabbio, ma da dentro.
Penitenziario di sentimenti.
Sissignore.
Mi asciugo il capo, capo.
Devo ancora finire di scontare la mia pena.
Inizio ad esser stanco.
Ho già fatto 6 anni.
Quanti ancora?
Boh
Io ci provo ad esser buono Kurt
Prima non lo ero, ora lo sono ad intermittenza.
Faccio del mio meglio, nel disastro generale.
Signor giudice a quando i domiciliari?
La mia avvocatessa è sparita.
Ah ok.
Capito.
Quindi?
Ah devo prima dimostrare di essere buono.
Sono cambiato
Te l'assicuro
Ma mi sà che volerti bene è la mia sentenza.
In via definitiva, niente appello in cassazione.
0 buona condotta.
Non se ne esce più.
E' na fatica starti appresso.
Arbitro Time Out.
Signor Giudice famo una pausa?
Pace?
Ok Pace.
domenica 5 febbraio 2012
I Topi nel Muro
Economia della cultura.
Non ho la minima idea di cosa stia leggendo, ma continuo ad andare avanti, devo procedere assolutamente.
" Il valore delle opere d'arte si suddivide in valore economico e valore culturale che a lavoro volta si differenziano in..."
Un branco di zebre al piano di sopra.
Un pallone che sbatte.
E' la mia immaginazione?
Riprendo a leggere " Il valore di un museo ha effetti anche sulle attività commerciali che sorgono vicino... "
Biglie che rotolano sul pavimento.
Qualcos'altro che cade.
Risate.
Tante risate.
Un bambino che fa il verso di un cane.
Maledetti marmocchi.
Non potete giocare alla playstation come tutti i mocciosi ( ma anche adulti ) rincoglioniti normali?
Perchè dovete fare giochi di fantasia in un condominio?
Andate fuori a giocare, c'è la neve!
State fermi vi prego, rovinatevi la vita davanti ad una televisione.
Sto studiando roba che non capisco/ non capirò.
Perfavore 5 giorni tanto e mi levo dalle palle.
No eh?
Continuate.
Lancio il libro da una parte e mi dispero un po' in un angolo.
Piantatela vi prego.
Sennò mi viene voglia di giocare.
In un pomeriggio di sole.
Ginocchia sporche e sbucciate.
Dietro un pallone si.
O in cricca a Risiko.
Ad acchiappare.
Io faccio l'indiano.
Mondo chiama....
Perchè sceglievo sempre le nazioni più sfigate?
Ma perchè ora ho aperto un libro di sociologia su altre nazioni sfigate?
Ho capito che male che vada riuscirò solo a dare quello di venerdì.
Grazie bambini, vi detesto.
Grazie...
...per avermi dato una scusa.
No seriamente avete rotto i coglioni
Odio i bambini
sabato 4 febbraio 2012
Non si concedono i supplementari, invitiamo i signori ad accomodarsi verso l'uscita. La musica è finita
Non dormo, non dormo.
Non dormo.
Non dormo.
Ho diecimila pagine sulle spalle e non me ne ricordo neanche una.
Quando?
Ora credo.
Ma non dormo e se dormo non so se sono sveglio o se sono svenuto sulla tastiera.
No le mani sono ancora le mie.
Ci sono ancora.
Una
Due
Eccole
Dieci dita.
Cè tutto, c'è tutto.
Gioco dell'oca o pesce rosso parte quinta?
No oggi niente.
Una parola e faccio duecento passi indietro a cercare un sms di " quando torni? :* "
Invece non lo trovo.
Bastonate.
Passi indietro a cascioni proprio.
Gambero sardo.
Mhh riso coi gamberi e curry.
Vedi?
Mi incasino, mischio le cose.
Ho la confusione mentale.
Torno indietro fisso.
Sette giorni e due esami.
Sette giorni e due esami.
Quattro libri letti quattro volte, ma di cui non ricordo niente.
Posso parlare, ma è una sottilissima lastra di ghiaccio.
Se chiede di più sono spacciato.
Ma è la mia memoria a non essere più quella di una volta.
L'ho dimenticata da qualche parte.
Al parco?
Forse.
Alla stazione?
Forse.
In camera mia?
Forse.
Al mare?
Boh
Beh anche tutto il resto non è più come prima.
Sette giorni.
Sette anni.
Che importa.
Due esami
Sette giorni.
E' tutto uguale
Mezzo confuso.
Una tua frase e son così incasinato.
E' tutto nella mia testa.
Anche se tu sei reale e non sai di esserlo.
Non hai ragione stavolta.
Pari.
Ridammi la mia memoria cazzo.
Sennò come faccio ad andarmene?
O non vuoi che vada?
Non ti capirò mai
Prendimi la mano e dai gli esami al posto mio
Siamo due pesci rossi
Ci dimentichiamo fisso di noi
venerdì 3 febbraio 2012
Winter is Coming
2:24
In balcone.
Il cielo è rosso/ arancio, non sembra neanche notte.
Continua a nevicare da ore, si vedono chiaramente i fiocchi ballare davanti ai lampioni e cadere giù.
E' bello si.
Non c'è un suono, si poggia leggera sull'asfalto, così come per caso.
Però.
Non mi piace la neve.
O meglio.
Se ho qualcos'altro da fare o da pensare non mi interessa per niente, è solo contesto.
Ora infatti, qua di notte sul balcone mi piace.
Mi devo solo preoccupare si respirare e finire questa pall mall.
Questo pomeriggio l'ho detestata:
Sguazzare nella fanghiglia ghiacciata con le scarpe da skate e le calze bagnate fradice, con la paranoia di trovare le poste chiuse e rimanere fregato come al solito.
Almeno ad ogni passo avevo una musica epica in testa.
Almeno avevo la barba piena di neve.
Almeno mi sentivo Robb Stark o Aragorn.
Anzichè Orchi ed Erranti schivavo anziani dal passo incerto.
Questo è quello che passa in convento.
Così va la vita.
Adesso questo fenomeno è rilassante.
Mi piace il cielo, non sembra neanche il pianeta Terra.
Non avevo mai visto una cosa simile, nelle 3 volte che mi è capitato di vedere la neve.
Forse fa bene una sana nevicata in una città come Roma.
Tutto coperto di bianco, anche la strada, non appare nemmeno la caotica e ospitale, a modo suo, megalopoli.
E' come se non fossi qua.
E' come se tutto il cemento venisse spazzato via da cristalli bianchi pianti da nuvole erranti.
Dimenticarsi per un attimo l'asfalto.
I mattoni.
I palazzi.
Un po' la solitudine e la frenesia della grande città.
Tutto è immobile.
Tutto è fermo.
Tutto è monocolore.
Magari dipingessero sempre la strada di bianco.
Secondo me saremo tutti un po' meno sclerati, i romani soprattutto.
Però va bene così.
Pace.
E' un colore che ti dona Roma.
Sei più bella così.
Mi piaci di più.
Davvero.
giovedì 2 febbraio 2012
Impianti cybernetici, quanto ci impiegate ad arrivare?
600 pagine circa.
In cinque giorni.
Ho bisogno di nuova Ram, son lento a caricare leggendo.
Vorrei anche un HD più capiente.
Mi sa che il mio è mezzo andato.
Mi dimentico le cose.
Non mi rimane niente in testa.
Pesce rosso parte quarta.
Intanto scrivo qua anzichè leggere pagine che dimenticherò.
Potessi leggere come te caro Numero 5.
Altrochè 4 esami a semestre.
Starei na favola.
Tabula rasa
Non rottamatemi ancora
Mi serve solo una revisione.
Pazienza se non c'ho i ricambi originali, sistematemi alla buona.
Queste innovazioni futuristiche si stanno facendo aspettare un po' troppo però.
Sono un essere umano malandato.
Pace
mercoledì 1 febbraio 2012
Miliardari viziati che fanno tornare bambino un 26 enne
Le Pay-Tv
Le luci.
I procuratori.
Arbitro era fallo.
Gomblotto.
Gli stadi a pezzi.
I maneggioni.
Puttane tatuate.
Macchine da soldi.
Calcioscommesse.
" Guadagno 250.000 euro a settimana "
Violenza negli stadi.
Essere Ultras.
ACAB
Per noi la maglia è tutto.
Giornalaio Sportivo
Vacanze pagate
Calciomercato.
STOP
Fate schifo.
Però quando capita vi guardo.
Ma non vi do soldi di certo.
Vi sviso su streaming albanesi o su Al-Jazeera.
E le partite del Cagliari le danno tutte!
Sono piccole gioie date ad un immigrato.
Quello stadio ridicolo.
Quella maglietta.
Quando tuo padre sbottava davanti alle interviste sgrammaticate di questi caproni e diceva :
" Per loro è un Lavoro, ma itta traballu. Andare in miniera subito. Questi sono dei privilegiati."
E iniziavi a capire
E concordavi, ieri come oggi, sai che tutto è una merda.
Ma allora perché quando ci sono quei colori, li guardi comunque?
Anche se fanno cagare perché se le vendono.
O perché non sono cosa.
Sono ridicoli.
Ma almeno mi sento a casa.
Si.
A commentare su internet le partite con gli amici.
E' come se fossi lì.
Allora è ok.
Lasci perdere i loro miliardi e i macchinoni.
Gli sponsor e tutte le cazzate, le truffe.
E cerchi l'anima del gioco.
Anche se è stata mortificata e umiliata.
Da qualche parte c'è ancora.
Nascosta vicino alla bandierina.
O forse no
Ma io per 90 minuti ( più recupero ) sono a casa
Rituale d'evocazione di Febbraio
Ho seguito tutte le indicazioni:
Ho messo la tua canzone.
Mi sono concentrato.
Ho fatto spazio per il rituale magico.
Ho messo i miei monili.
E invece niente.
Com'è che non appari?
Nemmeno via Sms.
Ci saranno problemi di linea, o forse il router telepatico è guasto.
Non mi basta che ti fischino le orecchie.
Batterie scariche.
O forse l'evocazione non va più bene.
La linea s'è decomposta.
Era meglio controllare la data di scadenza da subito.
Silenzio radio.
Niente di nuovo sul fronte nord.
Winter is coming.
Pace
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