mercoledì 16 dicembre 2020

Niente di intelligente da dire.

 


Ma sai che ti dico?
E' assurdo come creature così piccole possano dare così tanto.
Non c'è niente da fare.
Il valore è il come si trattano i più deboli.
Soprattutto le creaturine.

Allora fai buon viaggio.
E grazie.

Buonanotte, buonanotte :')

venerdì 27 novembre 2020

Prendendo in prestito incipit di canzoni fighe in culo per riflessioni tardoautunnali da due soldi.

 


Ma sai che ti dico?
Fanculo gli eroi.
Quelli senza macchia e senza paura però.
Perchè hanno qualcosa da nascondere.
Diffidando istintivamente della perfezione,
Degli esempi.
E delle altre menate.
Dimmelo pure in faccia cos'è giusto o sbagliato.
Tipo che penso fisso diverso.
Un migliaio di volte meglio essere fallibile.
Con le nostre miserie e schifezze.
Perchè in fondo non è che siamo un granchè.
Tutti, nessuno escluso.
Quindi preferendo semplicemente un essere umano.
Nelle forze e debolezze.
E tutte le altre cagate che ci sono in mezzo.
D'altronde si rialza solo chi è caduto.

In finale va bene così.

Tipo credendo di non avere più niente di sensato da dire.

Altrochè.

sabato 3 ottobre 2020

Diari strappati di clamorose e prevedibili mezze verità.

 



Andando malamente a pochi Kb di memoria.
Robe che passano senza quasi lasciare nessun segno.
In fondo è, tipo, aver accettato l'anima stessa delle cose, figurati delle persone.
Eh no.
No no no no.
Sincero 100%
Non essendo solo frutto di una conversazione in una lingua straniera.
Per due stranieri non natii della lingua stessa.
Dicendo davvero che non fa nulla.
Per una volta, avendo quasi la presunzione, di avvicinarsi a qualcosa di più.
Tipo?
Non dirlo eh.

Al Divino?

Ecco, la cazzata.

No vabbeh, lasciando stare tutte le teologie varie e quelle altre robe che proprio non si capiscono neanche di striscio.
Quindi niente di codificato.
Solo una roba che si sente.

Impossibilitato a cambiare la natura di qualsiasi cosa.
Lasciare stare e accettare il tutto pienamente.
Senza alcun problema.

Un po' come quella frase bella ed imbarazzante " Fare del bene senza fare alcun male. "
Abbastanza mantra vero?

Quindi oh, dicendo " It's fine for me: if someone is happy, i'm happy. Really, belive me. "

Cose così.

Anche perchè godendo appieno degli spazi di libertà.
Concependoli tipo come fosse veramente l'ultima volta che ci vediamo.

Intanto il resto è rivedibile.
Chiedendo di fare meno ore, finendola a farne di più.

Tipo che anche chi si avvicina al divino deve lanciare Kg di bestemmie in attesa dei propri ritagli di libertà.

Lo vedi che non se ne esce mai?

Cheguà

Vogliamoci bene.



giovedì 24 settembre 2020

Iniziando e non finendo romanzi scritti male con protagonisti personaggi che sono così drammaticamente reali.

 



Sai che c'è?
Non avendo paura di Dial Up di Silenzi vari.
Nemmeno dei messaggi ormai andati in downtime.
Non fa nulla.
Esorcizzando certe cose su pezzi di carta.
Tirando fuori robe che fanno male.

Pronti al decollo in

3
2
1



lunedì 21 settembre 2020

Lotte assurde contro il cambio di stagione, sfruttando ancora le pause per andare al mare anche se c'è freddo e si è rimasti soli.


 
Quindi sempre pensando al Bum Bap vero?
Una roba di 4 / 4 che sono diventati molto più che un modo di ascoltare della musica prodotta.
Colonna sonora dei passi strascicati sul cemento.
Serve soprattutto a mantenere un contatto solido con la realtà, dopo turni infiniti di 10 o 11 ore.
Con volontà varie distruttive e non.
Tipo ammazzarsi sempre le cellule cerebrali.
Non solo quello però.
Quando ci sono robe che entrano di nascosto sotto la pelle.
Assorbite un po' come pioggia, anzi tipo un uragano.
E non sono robe che riguardano eh, tentando sempre di stare alla larga da casini vari.
Perchè alla lunga rilasciano neurotossine.
Giuro.
Ed entrando in una sorta di loop.
In piena da sveglio, figuriamoci dormendo.

Avendo solo come arma di autodifesa la lentezza.
Una roba alla volta.
Soppesando le parole.
Distaccandosi da frenesie e mezze verità.

Quindi va benone lo stesso.

Tentativi sommari di volersi bene.
Come fare del bene senza fare alcun male.

Stringendo le spalle.

Impossibilitato fisicamente a cambiare un bel niente.

Quindi a posto così.

domenica 20 settembre 2020

Uscite costose da prigioni varie. Senza possibilità varie di vie di fuga.

 


Alla fine dicendo sempre le robe importanti tra le righe.
Un po' il senso di questo Blog, nato così per caso perchè si era lontano da casa.
Ora invece è una roba destinata a finire.
Ma non per mancanza di lettori.
Quella non esiste più da un pezzo, avendo abbandonato ogni Social Network.
Forse si è scavato un po' troppo in profondità.
Decisamente.
Arrivando in angoli bui quasi per caso.
Sia dentro che fuori.
Belle viste sul golfo, sentendo rumore di motori e battiti di cuori.
Di certo son stati una ventina di giorni e rotti strani.
Accettando tranquillamente silenzi vari e chiamate senza risposta.
Anche perchè non si ha idea di dove andare a parare.
Da nessuna parte sicuramente.


venerdì 18 settembre 2020

Alla fine sono robe scritte per scappare da determinati tipi di Social Network, eppure ci sono romanzi da finire che proprio, non c'è tempo mai.


 Alla fine conta solo il rumore di un catorcio vario.
Che ti giuro, se lo spengo proprio mai che si riaccende.
Perchè c'è troppo poco tempo e tanta manutenzione da fare.
Quindi meglio andare avanti, sempre.
In strade piene di buchi, schivandole e temendo fisso i cani randagi.
Perchè non essendo mai stato un Cuor di Leone.
Una comparsa che neanche saluta il protagonista.
Cose così.
Avendo in testa robe già dette.
Non importa assolutamente alcuna risposta.
E' veramente ok così.
Non avendo neanche mai concepito lontanamente il senso vero del termine.
Ora tipo si.

Davvero.

Grazie.

giovedì 17 settembre 2020

Probabilmente rimbecillito dalle troppe ore di sole o semplicemente da meccanismi mentali che funzionano a merda.

 



Scena 1:

Un disastro ambulante, con pantaloncini cargo che scendono e devono essere tirati su ad ogni passo strasciato.
Cappello da baseball di una squadra di basket (??? ) messo alla rovescia.
Dolori alla schiena e alla pianta del piede.
Gli altri passanti, per fortuna, lo evitano come immondizia sul marciapiede o come si allontana un barbone qualsiasi.

Barba lunga, blatericcio incoerente da dietro la mascherina.
Mormora pezzi di frasi di telefilm visti per caso, in maniera ridicola.
Quasi lacrima.

Un rincoglionito qualsiasi, probabilmente sbronzo.

Sembra quasi volere chiedere indicazioni, ma continua ad andare dritto con il passo sciancato.

" Cosa? "
Dice uno più barbone di lui.

" Vogliamoci bene "

Vogliamoci bene.
Tanto il resto non conta niente.

Vogliamoci bene.

domenica 6 settembre 2020

Non un post memorabile, scritto pure peggio degli altri, ma sono robe in testa che devono essere in qualche modo decodificate.


 
Post disordinati scritti in poco tempo.
Cose belle come pranzi semplici.
Solo a suono di risate.
Dimenticando tempi duri e poca voglia di alzarsi dal letto.
Godendo appieno di spazi di libertà zippati in po che ore.
Tornando su vecchi passi.
Come pratoni e bambini che corrono.
Facendo diventare più scarni ricordi frammentati di quasi una settimana fa.
Anche perchè si vedono chiaramente degli schemi.
E vuoi vedere che ci aveva visto giusto?
Può essere.
Quindi va bene anche scrollare le spalle.
Lasciando andare.
Impossibilitato fisicamente a cambiare la natura delle cose.
Quindi va alla grande accettare il flusso della corrente.
Veramente ok.
Combattendo guerre, soprattutto le proprie.
Prestato come mercenario ad altre, ma mai più con qualsiasi coinvolgimento.

Va bene così, no?

Vogliamoci bene.

Pace.

sabato 5 settembre 2020

Talmente sfinito che si cerca solo vagamente di scrivere qualcosa, eppure c'è un romanzo fermo.

 


Stanchezze varie da dial up di silenzi.
Rimandando connessioni indietro.
Sfuggendo a qualsiasi impiccio.
Eppure essendoci già dentro con tutte e due le scarpe.
Tra l'altro ci sono ancora le scorie di Km fatti la notte, con la testa non proprio a posto.
Vivendo drammi di altri.
Spettatore non pagante.

Che strano.

mercoledì 2 settembre 2020

Intermezzo tra ore buttate ed altre.

 


Come diceva quella canzone?

" Non torna indietro neanche un minuto "

Ed è vero.

Muri alzati in mattine casuali.
Troppo presi da fare altro.

Peccato.

lunedì 31 agosto 2020

Divorando Km durante nottate di Dial Up di silenzi vari, cose da dire, scrollate di spalle, insomma le solite robe.




Tipo andando a trenta in strade sterrate.
Posti mai visti, eppure al tramonto così familiari.
Figurati avventurandosi al buio.
Con scarpe inappropriate, per non parlare della camicia.
Un po' essere il Signor X Fuoriluogo.
Di cognome?
No, di dato di fatto.
Alla fine, ai matrimoni, ci devono essere comunque dei pianti.
Pur essendo totalmente esterno a problemi interpersonali, anzi osservandoli quasi per caso.
Facendo combaciare, più o meno, i pezzi di vite scheggiate.
Da problemi all'esterno, ma soprattutto all'interno.
Allora è ok piangere.
Rovinando pure il trucco o macchiando vestiti.
Ci sta.
Visto che in certe occasioni, si può vedere tutto il tempo contemporaneamente.
Anche se è per merito di canzoni revival.
Come tante cose che proprio non vanno, temendo sempre l'ora di andare a dormire.
Però oh, ci son stati anche sorrisi o no?


Analizzando malamente gli input ricevuti, quelli dati sono andati persi irrimediabilmente.
Facendo quasi fatica a ricordare determinati pezzi.
Visto che si è allergici alle foto da fare, figuriamoci dove comparire.

Potendo ripetere come un mantra la solita frase.
Anche quando ci sono problemi che sembrano insormontabili, ma vale comunque la pena affrontarli sempre.

Vogliamoci bene.
Parliamoci.
Diciamoci le cose.


Vogliamoci bene.



giovedì 27 agosto 2020

Pause pranzo di post ridicoli fatti ascoltando colonne sonore delle tribù dei Pitti, guardate Wikipedia se non li conoscete ( Per gli Dei )

 



Ma ti ricordi quando con il modem 56 k cercavamo di prendere la linea e invece niente?
Tanto rumore nel cuore della notte per non collegarsi.
Quindi niente partite di straforo ad Ultima Online e sticazzi se il giorno dopo bisognava essere una statua di sale in classe.
Facendo, più o meno, finta di essere un organismo vivente funzionale.
Invece zero proprio.
Ah beh, ma niente di tutto questo.
A me vengono in mente canzoni Poser di Cantautori sopravvalutati che rimandano a cantate di gruppo comuni.
Ma soprattutto al fatto di quando ci sono determinati tipi di problemi, o tensioni non si parla.
Oh eh, secondo me è solo il frutto di essere costantemente in connessione.
Tipo fisso.
Bei tempi del non avere credito.
Ti squillo con l'addebito perchè sono un disastro con le pezze al culo.
Adesso essendo fisso rintracciabile, pur non avendo dati mobili da Marzo perchè avendo le manie da Scrooge non si ha gana di pagare per la connessione fissa e quella dati.
Tanto si era in casa a dare craniate al muro.
Vabbè divagando.
Come al solito.

Sai che è?
Vedendo matrimoni tra muti che si conoscono benissimo o viceversa chiaccheroni che non si salutano.
Volendo solo essere uno spettatore distratto che stringe le spalle.
Tanto alla fine non è che cambi molto.
Però  avendo la fascia in fronte da Samurai rimasto nella giungla anche quarant'anni dopo la fine della guerra.
Se ci vogliamo bene, perchè non ci parliamo?
Avere paura di causare del male, con l'idea anche astratta di fare casualmente del bene.

Allora tipo sforzandosi.
Con i pantaloni scesi alle caviglie e un cappello messo di traverso.

" Vogliamoci bene " sussurrò il barbone con voce incerta.

Altrochè.
Altrochè.

martedì 25 agosto 2020

Immagine totalmente slegata dal senso stesso del Post. Però era un viaggio interessante nei ricordi.

 



Robe da fare, tipo domani.
Anche se ci sono quasi undici ore di rotture di coglioni.
Che presto finiranno eh, si fa facile ad incendiare qualsiasi cosa.
Eppure bisogna resistere.
Già e come?

No idea.

domenica 23 agosto 2020

Scrivendo post chilometrici per recuperare quelli che non si sono fatti, o semplicemente per esorcizzare pagine mancanti in quaderni pieni di sabbia e salsedine.

 
Righe che possono essere interpretate un po' come capita.
Diplomatico di stocazzo.
Raccontando frammenti vari, come volontà casuali di autodistruzione.
Avendo numerose sveglie.
Rispettandole malamente.
Affrontando tipo 30 ore in tre giorni.
Riposo di miraggio o miraggio di riposi.
Come vi pare.
Cercando di destreggiarsi in poco tempo vario, per non incendiare ogni momento.
Con frigoriferi che non funzionano in giorni liberi e messaggi visualizzati senza risposta.
" Vabbè c'è tempo "
Assenza formale di lancette che girano.
Contando monete sparse in pantaloni da decenni inguardabili.
Eppure ancora lì.
Qualcosa di intelligente da dire su pandemie, razzismi e chiusure.
Niente.
Niente?
Assolutamente zero.
Come il numero portato sulla schiena.
Un po' il riflesso strano di quello che si è.
Tanto sarebbe ragliare robe già dette.
Automaticamente diventate obsolete.
Il fatto di non essere assolutamente un granchè con le persone a cui si tiene, figuriamoci con gli estranei.
Anche se tornano di moda terzomondismi vari.
Che vanno bene eh, sono ok.
Sempre che la discussione duri meno dello stretto necessario.
Visto che si ha la schiena rivolta all'indietro e le mani in tasca.
Cercando fughe già viste in giorni di Ottobre.
Con camicie da comprare, connessioni a internet da stabilire, passaggi da prendere, risate da fare e mani in faccia da mettere.
Visto che siamo un disastro.
Fregandosi con scelte rivedibili e toccando il fondo perchè ci va.
Non capendo mai la non comunicazione verbale.
Anche se quella è comunque una forma di comunicazione, anche se soggetta ad interpretazione, quindi per forza soggettiva.
Ma sai che è?
Ok.


Tenendo stretti tra le mani libri ottimi consigliati lo scorso anno.
Personaggi come noi: pieni di casini e miserie.

Alla fine va bene spaccarsi 8 ore al mare al solito posto.
Ricevendo abbracci di una bambina miracolo.

Descrizione incredibile del perfetto Caos cosmico che ci circonda.

Figuriamoci pure se va di essere serio.


Ferma registrazione.
Ferma video.

venerdì 14 agosto 2020

Presemmale casuali che dureranno quanto la voglia di fare a pugni con sconosciuti.

 

Andando in giro casualmente con calze tirate su e pantaloni che non sono più così disastrosi dai.
Trascinandosi verso distributori automatici di malessere.
Per toccare il fondo e scrivere di sciocchezze.
In totale 162 pagine e 270 K e rotti.
Una vergogna dire anche, distrattamente, quanto valgono.
Tipo sempre, perchè dando senso ad anni che sono folli.
Non solo il duemilaeventi.
Ma il duemilaediciannove.
Duemilaediciotto.
Duemilaediciotto.
Cazzo, torniamo indietro tipo fino al millenovecentonovantasette.
Anno più, anno meno.
Stanze claustrofobiche e paranoie varie.
Ma che libertà.
Che potenza per fare qualcosa.

Prima di diventare un rottame qualunque.

giovedì 13 agosto 2020

Pubblicazioni casuali di Post che non verranno letti. Maledetti social :)

 
Immagini più o meno slegate dal senso del post stesso.
Tipo malesseri autunnali, con cose da fare che vengono ignorate.
Ascoltando album assolutamente perfetti.
Senza dubbio preferiti, senza fare a gara.
Le sensazioni sono tipo le stesse.
Capisci quando un gruppo s'incastra perfettamente con quello che sei?
Un cazzeggione che alla fine è riuscito, più o meno, a diventare quasi Punk Rocker.

Lavoro di merda : check.
Alcoolismo: check.
Perdente: check.
Trasandato: check.

Oh ci siamo.

L'avevo detto che la foto del Post non c'entrava niente con le cazzate scritte.
Perchè si è più concentrati sulla colonna sonora, invece che sull'immagine.

Però è del videogioco di Hero Quest.
Mancanze di quello da tavolo.

Perchè le cose erano belle e semplici, tutte da scoprire.

Ora solo delusioni random.
Alla fine è meglio neanche dirle certe robe.

Puzzano che sono finte.

Non c'è nessun problema.

So It Goes

lunedì 10 agosto 2020

Saccheggiando sempre Cd assolutamente magnifici, che ovviamente sono diventato abandonware o sono finiti in una discarica.

 
Cercando solo sensazioni varie in angoli bui della memoria.
Tipo come trovare attimi di libertà assoluta.
Non parlando di giorni liberi da lavori odiati o bollette scadute non pagate.
Ci mancherebbe altro.
Pc nuovi arrivati e montati subito.
Senza neanche andare a scuola.
Ma nemmeno lontanamente.
Non è tanto un urlo vario su tutto quello che ora non esiste.
No di certo.
Sono solo pezzi di puzzle che si sono, tipo, incastrati male.
Ed ora sono così.

Ricordati in certi modi.
Tutta colpa di canzoni belle.
Cheguà

Latrato stucchevole di anni buttati al cesso.

 

Giochi di merda presi da Twilight vari.
Soltanto pretesti per, brevemente, raccontare storie sconclusionate.
Tra l'altro a nessun pubblico, visto che ormai sto Blog è deserto.
Ah beh, perdendo lettori causa esilio ormai da un paio d'anni dai social.
Diventando l'ultimo uomo sulla terra.
Capace quasi di fare a pugni da solo.
Non per altro, era da molto che non si faceva una doppietta di battute sui tasti.
Cose così.
Avendo cose da dire, ma nessun pubblico.
Tediato dalla propria voce, figuriamoci dalla scrittura.
Eh vabbè.

Solo tentativi disperati di essere nell'Agosto 2000.
Su una branda scomoda.

Davvero, per favore.
Per favore.

Fregando titoli da pensieri trovati in libri letti una volta e non riaperti per una dozzina scarsa di anni.

 




Mp3 scalcinati scaricati da Napster.
Lo stesso tipo di caldo, con stanchezze diverse.
Canzoni da 2 minuti e 04
Elettrodomestici che funzionano a merda.
Cercando spazi di libertà in evasioni di due ore.
Diecimila robe di burocrazia da fare, solo un po' per svignarsela in qualche modo.
Tutto racchiuso in camminate strascicate con scarpe scomode e malridotte.
Spiccioli nelle tasche di pantaloni che scendono dal culo.
Essendo così drammaticamente usurati.
Non solo il vestiario.
Anche noi.
Tremendamente.
Sedie comode al mare in pomeriggi rubati.
Aspettando i Mercoledì di libertà, solo per piazzarsi lì e finire libri e birre.
Guardando distrattamente cose che cambiano, mai noi stessi.
Ricordando anni di scuola in risate.

Alla fine, sai che ti dico?

In anni assolutamente folli, tocca essere più incasinati di quello che c'è la fuori.
Non avendo per niente la PTSD di mesi da recluso.
Visto che non avendo mai avuto alcun libero arbitrio.
Anzi, non sapendo proprio che cosa farsene.

Davvero.

Allora, provo un po' a ripeterlo.

Vogliamoci bene.
Magari prendendoci molto meno sul serio.


venerdì 31 luglio 2020

Scalando di determinate marce per rallentare la velocità del mezzo meccanico e non far perdere nei rettilinei l'idea stessa di questo Post scalcinato.



Una roba come dormire poco e male.
Alla fine è solo una questione di orari.
Facendoli normalmente uno potrebbe anche essere un bravo elemento della società.
E invece.
Riflessioni varie a 60 km / h in strade deserte.
Non è che le persone sono vive fino a che non importa qualcosa di loro?
Tipo che chissenefrega di X se in finale proprio i contatti non esistono.
Oppure sono quelle robe, tipo gli estranei che conosci a memoria.
Ad occhi chiusi su determinate cose.
Ma in finale chi sei?
Dicendo veramente.
Non quello che dice la pagina Linkedin o altre menate che mostriamo.
Sul serio.

Idee zero.
Come i post non pubblicati di getto, ma postati a determinate ore per acchiappare qualche like.

Vedi che alla fine non c'è via di scampo?

Davvero.

lunedì 27 luglio 2020

Incapacitato fisicamente a dare sterzate data l'assenza di volanti.





Pensando ad un post in mattinate tutti uguali a n mila gradi.
Quando prima c'era solo il pensiero di dare sterzate varie.
Ti giuro che non importa.
Soprattutto di quello che si vede in giro.
E' così, pace.
Passo strascicato con scarpe distrutte in strade deserte.
Riprendendo vecchi vizi.

Altrochè.

sabato 25 luglio 2020

Assenze totali di fantasie e cose da leggere.


Robe come dial up di connessioni varie.
Che proprio non riescono a raggiungere il server.
Quando parlavamo di modem che facevano casino, ed era notte tarda.
Non che le cose fossero migliori.
Ci mancherebbe.
Forse solo più semplici.
Lineari.
Come il sopravvivere di parole varie scritte, ma spesso non capendo quello che si legge, figuriamoci battere i tasti.
Intanto ci sono da annaffiare le piante.
Sistemare un po' in giro.
Dare ordine ad un caos prodotto di troppo poco tempo.
Come cinquanta ore in quattro giorni
Cose così.

martedì 21 luglio 2020

Ranto monosillabico delle ore 00:44


Dial up di silenzi vari.
In mondi iperconnessi.
Alla fine non comprendendo proprio il perchè di ignorarsi, più o meno, volontariamente.
Io non so come si possa fare.
Davvero.

domenica 19 luglio 2020

Dodicimila e settecento settantacinque giorni



Giorno più o giorno meno.
Non capendo mai gli anni bisestili o tutte quelle altre robe.
Che vanno bene comunque eh.
Non è una lamentela.
Ci mancherebbe.
E ce ne saranno stati una marea di quelli non buoni o semplicemente da dire meh, è andata.
Da mettere nel mucchio.
Quindi oggi, probabilmente, non si avranno molte cose intelligenti da dire.
Però ci si prova, magari anche sbagliando.
Sempre cercando di capire, più o meno, la differenza.
Un bilancio strano, come aver vissuto due vite diverse.
Con nuovi errori e capacità diametralmente opposte.
Come le volontà di costruire ponti, anzichè bruciarli.
Riparando determinate cose.
Fallendo miseramente.
Esagerando poi con iniziative non richieste, fatte semplicemente per tentare di volerci bene.
Ma non importa.
Ormai si hanno meno energie, ma vanno bene molte più altre cose.
Sono ok.
Perchè si segue la corrente scrollando le spalle nei punti dove si tocca.
Quindi tutto a posto.
Davvero.
Pazienza per certe cose.
Come dial up di silenzi vari e monosillabi tirati fuori.
Essendo umano.
Con la sola volontà di fare del bene senza fare alcun male.
Non è proprio possibile.

Mi tengo idranti notturni in parchetti di periferia.
Dolci fatti a mano e canzoni cantate da nipotini.
Piogge improvvise con fughe scanzonate.
Saluti con toccate e fuga.
Sorrisi.
Il rumore della vespa in una città addormentata.

Alla fine, nonostante i rancori vari, conta solo una cosa.
La lezione di un 2019 che ha dato pugni forti.
In questo 2020 proprio rivedibile.

Ed è la solita frase.

Vogliamoci bene.

Davvero.

Tanti auguri a me allora.

giovedì 16 luglio 2020

Silenzi ubrani che sono peggio di quelli campestri parte uno


Eppure avendo pensato di avere un sacco di belle robe da dire.
D'altronde è un periodo strambo descritto da un essere umano decisamente malfunzionante.
Avendo perso la garanzia, quindi  bisogna accettare il prodotto così com'è.
Ah beh, non esistono alternative, quindi è ok così.
Cosa rimangono dopo tot ore chiuse in una stanza ed ubriacature varie di spazi aperti con telefoni finiti in acqua?
Immagini sfocate di sicuro.
Con le sveglie presto e i giorni liberi.
Avendo soltanto memoria volatile in testa, ogni qualvolta si dorme bisogna rimparare tutto.
Beh non proprio tutto.
Quasi.
Facendo spesso anche più del necessario.
Sbagliando clamorosamente.
D'altronde, probabilmente, il non agire è la forma più pura di azione.
Quindi, non è ok, però ok lo stesso.
Ok?

Pace

lunedì 6 luglio 2020

Cose come viaggi in macchine scassate che sono durati tipo sedici anni


Ah ci puoi giurare.
Ci sono robe da fare.
Avendo solo i 4 / 4 nelle cuffie.
Non che sia così importante.
Perchè essendo solo un disastro ambulante.
Proprio un casino vario che ciondola camminando e strascica i piedi sul cemento.
Potendo veramente dire di avere le suole incasinate come tutto il resto.
Non temendo quasi mai i dial up di silenzi.
Avendo strade lastricate di disastri.
Non è certo un problema.
Avendo allergie varie ad essere ricordato per tot anni.
Per niente.
Solo come diceva Augustus " Se mi vedete per la strada, almeno salutatemi. "

domenica 5 luglio 2020

Un disastro nello scrivere dei titoli, ormai sta rubrica ha più acciacchi di noi.


Un canto stonato e pigro.
Fatto di bonifici non ricevuti e attese vane per dei pezzi di carta dal valore nominale.
Facendo accumulare bollettini.
Ma sai che è?
Non fa niente.
Alla fine ci sono giornate di sole a costo zero.
Tipo entrando in acqua per un paio d'ore.
Facendo sparire un centotrenta ore circa di merda.
Ignorando piani a lunga scadenza.
Pensando concretamente a rumori di motori nella notte.
Per assaporare spazi di libertà in mazzi di bestemmie.

E' più importante avere sempre i piedi in acqua.
Il resto cambierà di sicuro.
Una svolta in anni strani forte.
Alla fine è solo così.

Va bene lo stesso.

Pace sempre.


lunedì 29 giugno 2020

Opinioni del tutto personali frutto di scrollate di spalle e sticazzi vari.


Guardando distrattamente tesori in corridoi stretti in case al mare.
Eppure riportandoli fino alla fine della giornata.
Dove ci sono state tipo 10 ore e 30 minuti rivedibili.
Un essere umano così sconclusionato che ormai stringe solo le spalle davanti a tutto.
Ma non è un assenza di volontà combattiva.
Non esageriamo.
Semplicemente accettando le cose così come sono.
Persone incluse.
Alla fine non è che abbia molta importanza.

Per niente proprio.

Pace.

sabato 27 giugno 2020

Tipo avendo fisso la testa tra le nuvole e finendo indietro di otto o nove anni


Certamente.
Tanto non è che ci sia molto da dire.
Essendo mentalmente abituato a perdere ogni minuto.
Ma proprio in generale.
Quindi è ok raga.
Perchè siamo veramente solo nuvole a caso.
Avendo solo una missione di essere più tranquillo possibile.
E cavolo se la strada è sconosciuta.

martedì 23 giugno 2020

Vaporwave e Country per disastri di cene e giornate rivedibili.


Decisioni spontanee di non dormire.
Proprio zero.
Avendo notizie da ascoltare.
In giornate uguali, ma non troppo.
Mancanze semiserie di quarantene.
Perchè alla fine non è che ci fosse molto a cui pensare.
Se non l'ossessione di un romanzo che non finirà mai.
Ora è decisamente in secondo piano.
Perchè la realtà è una merda e le cose brutte capitano alle persone a cui teniamo.

Quindi, avendo solo parole vane da dire.
Nient'altro in realtà.

Non si può tornare indietro.

lunedì 22 giugno 2020

Ode sgrammaticata ad un mezzo meccanico.


Assolutamente latitante da battere sui tasti.
Provando timidamente con il carta e penna al mare.
Ma impossibilitato fisicamente a trovare concentrazioni varie.
Eppure son successe un botto di robe, tipo tuffi in acqua, tramonti e Km da fare, orari spezzati in lavori brutti, eccetera.
Quindi non sono molto interessanti.
Possono essere dimenticate perchè, alla fine, è comune a tutti.
Piuttosto c'è un pistolotto periodico su una forma d'amore verso un prodotto dell'industria italiana del boom economico.
Si si si, lo so che quei soldi non c'erano ed era una pagliacciata frutto del Piano Marshall per non far diventare la penisola ( soprattutto la Mia Isola ) una Repubblica Sovietica.
Non divaghiamo però.
Amare un ferrovecchio del millenovecentottanta circa.
Ed è una cosa strana.
Una forma di sentimento puro.
Che, per carità, probabilmente è un mezzo anche più incasinato di noi.
Con i suoi alti e bassi e problemi in salita.
Figurati quando non parte.
Anche con la scalata dalla 3° alla 4°.
Eppure è un concetto perfetto di libertà.
Due ruote e un motore che fatica.
Per le vie della città.
Rigorosamente di notte e senza una meta.
Con fisso vento freddo.
Spargendo pezzi di noi ad ogni curva o rettilineo.

Guidare senza sapere dove andare.
Un po' come gli ultimi trenta e rotti anni.
Hai visto quante cose in comune?

Perchè magari ci sono difetti di progettazione, di fabbrica, di usura o semplicemente robe che dovevano andare così.
Eppure i Km si fanno sempre.
Certo, in giorni migliori di altri.
Con alti e bassi o solo a godersi quello che capita.

E' facile no?

Vogliamoci bene.

venerdì 5 giugno 2020

Tonalità del futuro varie che mal si sposano con canzoni orgogliosamente piratate.


Com'è sta roba che si è sempre tranquilli?
Beh un po' come quelli che sono naufraghi in mezzo al mare da una quindicina di giorni.
Alla fine la paura non esiste.
Neanche lontanamente.
Visto che alla fine ci si stanca a guardare l'orizzonte o in alto.
Un trucchetto di protezione mentale.
Il non aspettarsi niente.
Ma proprio zero.
Quindi se per caso appare uno 0,5 va bene,  ma anche un -1.
Visto che le aspettative sono comunque nulle.
Non è una lamentela eh.
Va bene.

Concentrarsi semplicemente su istanti generici.

Nessuna speranza.
Nessuna paura.

Ora più che mai.
Ncheguà

domenica 31 maggio 2020

Assenze clamorose di qualsiasi criterio nel fare piani assurdi destinati a naufragare.


Certo, da domani si.
Iniziando una nuova settimana del mese preferito.
Anche se non è certo l'anno preferito.
D'altronde è pari.
Ed è risaputo che non siano mai un granchè.
Perchè, in fondo, la parola chiave è sempre quella: ricostruire.
Quindi ci sono progetti da buttare giù perchè bisogna tipo affrontare i Lunedì con spirito diverso.
Invece che con il solito mugugno dell'appena sveglio.
Quindi ci sono 5° fermate da godere e parchetti da visitare.
Visto che non è rimasto molto e bisogna affrontare tanto.

Eppure è ok.
Mani sulla testa.
I piedi a mollo.

Guardando lontano.

Avendo solo spiccioli ed attività cerebrali piuttosto frenetiche.

E' forse un problema di concentrazione.

Un passo alla volta no?

Dai.

E' ok.

giovedì 21 maggio 2020

Bilanci vari di cose non fatte, routine non rispettate e chiarimenti assurdi.


Ma in finale cos'è rimasto di tipo sessanta giorni?

Mille e quattrocento quaranta ore.

In assurda compagnia della propria testa con assolutamente zero concentrazione per fare robe che potevano anche sembrare utili.
E invece.

Niente, è giusto ubriacarsi di tramonti e di Km da fare rigorosamente a piedi.
Per respirare e basta, tipo guardando lontano.

Tornando alla domanda inziale.
Qual'è il bilancio?

Mancanze assurde di Metà Marzo.
E sai perchè?

Perchè probabilmente si andava dormire con la consapevolezza dell'assenza totale del domani.
Ogni minuto di voci distanti sentite in cuffia avevano un valore assurdo.

Invece ora c'è di nuovo la stessa merda di prima, però con più rotture di balle.

Non è che sia cambiato granchè.

Pantaloni strani 
Scarpe disastrose 
Futuri incerti 
File Word incompleti 
Rasature fatte male. 
Scrollate di spalle. 

Vogliamoci bene allora.
Che mi sa è l'unica cosa da tenere.

venerdì 15 maggio 2020

Impossibilità di dialoghi intragenerazionali fatti di aspettative che non sono state per niente rispettate, da entrambe le parti eh.


Un post pensato strascicando scarpe tremende in piedi malfunzionanti.
E si è tipo perso il senso della comunicazione stessa.
Dimenticato a causa della confusione mentale con troppe cose da fare e concluse nessuna.
Ah già.
Ecco cos'era.
Tipo le difficoltà assurde di comunicazione.
Un po' come parlare con DNA in comune e non capirsi quasi proprio mai.
Perchè non è tanto una questione di contenuti.
Ma al fatto di chi non ascolta chi.
O semplicemente di ascoltare solo quello che si vuole.

Sentendosi un po' imbarazzato ed anche ingrato, visto che, per pura casualità si è qua per merito loro.

E tutta questa roba non piace neanche un po'.
Non è tanto ingratitudine.
Fisso dicendo le cose pensate.
Una sincerità capita male.

No, non è che è, tipo, tutta una merda per colpa di qualcuno.

Sono cose sentite e punto.
Ogni giorno.
Quindi non sarà mai un atto d'accusa.
Ci mancherebbe.

Un mantra ripetuto spesso.
Di battute diventate verità.
Chiedendo anche scusa per una sincera brutalità.
Di incomprensioni totali.
Perchè è quello ormai che è diventata una delle poche certezze.

Com'era quella frase?

Essendo tipo contento che il mondo stia andando a puttane, così i perdenti come noi per una volta si sentono anche normali.

Non era tipo così, ma il senso è più o meno questo.

Un po' come le cose dette e raccontate alla cazzo, perchè avendo soltanto la confusione mentale e troppe connessioni ormai bruciate.

Oh alla fine mica male per essere un ricordo di una camminata.

Va bene eh







sabato 9 maggio 2020

Macinando malamente Km per pigrizie di fondo che sono, tipo, autopunizioni.


Direi di si.
Anche perchè spesso il senso stesso del post è quello che dice l'immagine e viceversa.
Soprattutto perchè si vedono le cose da una prospettiva diversa.
Visto che per via di casini vari si cammina in maniera assolutamente disorganizzata, strascicando fisso piedi sul cemento ed ignorando tutto il resto.
" Ma non hai musica nè niente ? "
" No, tipo penso. "
Visto che ci sono dieci Km da fare.
Andata e ritorno.
E cose da chiedere.
Visto che non era male vedere tutto il golfo con il vento di mare.
Ginocchia distrattamente in acqua.
Non è che importi più di tanto ricevere porte in faccia.
Va bene.

Cantico dolente di giunture usurate.

Una modo di camminare semplicemente ridicolo.

Pace.

giovedì 7 maggio 2020

Essendo solo un Cittadino X che faceva roba Y, ma che sperava di farsi una cresta Post Apocalittica e sparire nel Mojave, invece ha solo una nuova PTSD, da mettere nel mucchio.


Com'era quella frase?
Non ricordandola proprio.
Eppure doveva essere qualcosa di bello e nobile per dare un senso ad un post dove ormai ci si è ricamato un po' troppo.
Pace.
Andrà bene lo stesso, perchè, in fondo si tende a comunicare qualsiasi cosa.
Come l'assoluta irrilevanza di stili di vita clamorosamente disorganizzati.
Compresi di alimentazioni tremende, orari veglia sonno ridicoli, progetti accantonati e non finiti, come la conoscenza superficiale di troppe cose.
Tipo camminando per una decina di Km con scarpe sgangherate e zero musica, perchè ovviamente si era scordato il dispositivo a casa.
E ci sono troppe cose messe male, non soltanto crisi economiche di capitalismi orrendi, arrivati in fasi dove per accettare una qualsiasi paga si tende a spegnersi lentamente.
Inseguendo un orrore keynesiano per poter pagare conti troppo alti.
Non solo questo ovviamente.
C'è anche una sindrome post traumatica da stress che non è ancora esplosa.
Per casi clinici del tutto noti non era una novità non uscire da una stanza e fissare monitor, sperando solo di non avere altri contatti umani e di far passare alla svelta altre giornate irrilevanti.
L'elaborazione sgangherata di un trauma collettivo.
Dovrà ancora arrivare.
Probabilmente il segnale che siamo tutti così drammaticamente fuori di testa e che in fondo, era meglio non vedersi nè sentirsi.
Per raccontarci che stiamo alla grande.
Alla grandissima.
Senza postare foto dove ce la stiamo spassando alla grande.

Invece siamo devastati come tutti.

Di certo sarà tipo, come quella canzone, storia di una lunga guerra.
E ci saranno robe da affrontare
Probabilmente sarà più facile per chi ha affrontato tipo vent'anni di traumi.

Non avendo granchè energia.

Vogliamoci bene,

Parliamo.


sabato 2 maggio 2020

Avendo sensazioni, varie, talmente sconclusionate da finirla anche a parlare in prima persona.



Mancanza di respiri vari nel mezzo di discorsi seri.
Ed è vero.
Lo giuro eh.
Rassicurando su determinate cose.
Che le cose miglioreranno eccetera eccetera.
Ma tranquillissimo proprio eh.
Eppure attivando qualcosa alla frase " Vabbè sai le passeggiate che ci faremo in Inverno? "
Da lì sensazioni strane.
Tipo voglia di andare in bagno unita ad una compressione toracica.
Non avendo assolutamente idea di come saranno le mattinate da qui a lì.
Magari passate a fissando uno schermo.
Con click,riduci a icona, sospiri di frustrazione a guardare il tempo
Avendo paranoia di fare qualsiasi cosa per non dare fuoco a risorse precarie.

Che casino, vero?

Ma tipo sticazzi anche.
Non sarà certo peggio degli ultimi anni.

Con l'abitudine a sedersi nel sedile in fondo.
Anche se si è parcheggiati in vicolo cieco.

martedì 28 aprile 2020

Rottami semi sedentari con incapacità cronica di capire dove andare a parare.


Essendo anche abbastanza decente nel compilare grafici e qualche bilancio.
Parlando di strade deserte, di notte e non avendo i fari.
Torna il solito discorso del gioco dell'Oca.
Da zero.
Anche se non ha molto senso riniziare da capo se non si ha la minima idea di dove si è diretti.
Per non parlare delle competenze.
Svariate eh, ma solo superficiali.
Inadatte, come tutto il resto naturalmente.
Che disastro.
Hanno ragione a dire di smetterla di essere ossessionati dal tempo, o di esserne in qualche modo schiavi.
Eppure Marzo non era stato neanche male, quasi piacevole.
In un mese e mezzo di isolamento con la propria testa ci sono state, tipo, soltanto cose buttate nel mucchio e paranoie varie.
Tipo il non avere la minima idea di come finirla una volta tornato, come sempre, a culo in terra.

Oh beh, almeno c'è la capacità di camminare con delle scarpe incasinate.

Di più per ora non si può.

martedì 14 aprile 2020

Tentativi vani di costruzione effimere di routine giornaliere.


Alla fine forse è solo un difetto assoluto di progettazione.
Non sapendo tipo diecimila cose.
Ed ogni giorno dimenticandone altre.
Come lo scrivere tre righe e basta in tipo una settimana.
Lasciando marcire pezzi di anima in file.doc
Perchè tanto non avendo alcun tipo di idee prima, figuriamoci ora.

Sono i circuiti ad essere saltati.

Pace.

Impossibilità varie di concentrazioni più dei due nanosecondi.


Zero cose da scrivere.
Soltanto tempo da perdere perchè non esiste nessuna capacità di essere produttivo.
Ultima modifica del file 09 / 04 / 2020 alle ore 15:52

sabato 4 aprile 2020

Innalzando altari sacrificali a vittime di problemi strutturali.



Alla fine è diventato un tema ricorrente.
Non avendo certo voglia di annoiare, soprattutto sè stessi.
Figuriamoci tutti gli altri.
Di certo fa uno strano effetto sentire la parola: indispensabile.

In fondo abbiamo, più o meno, la presunzione, di sentirci così.
Senza merito.
Lavorativamente parlando, è scontato non esserlo.
Ingranaggio di un meccanismo rotto.
Assolutamente naufrago di mercati vari.
Senza la minima idea.

Perdersi in beat 4/4 del millenovecentonovantacinque e midi di Mmorpg del millenovecentonovantasette.
Quando non si sapeva assolutamente niente.
Figuriamoci ora vero?

Cercando risposte a soluzioni non comprensibili.

Una di quelle giornate.



sabato 28 marzo 2020

Quesiti fondamentali domandati al buio in bagni sgangherati.


Alla fine ci sta anche.
Chiederselo ogni tanto.
In giornate cristallizzate nell'ambra che alla fine sono e basta.
Niente di più.
Quindi non ha molto senso preoccuparsi di determinate cose.
C'era uno spunto interessante però.
Una volta finita questa lontananza che stranamente ci rende più vicini, come torneremo ad essere?
I soliti ad ignorarci per mancanza di tempo e di voglia?
Inventando scuse solo per stabilire priorità.
O tirando fuori dial up di silenzi vari.
Visualizzando da dietro una staccionata.
Oppure niente.
Riprenderemo da capo.
Cioè quelli di prima, con forse più preoccupazioni e le solite miserie.
Realmente.
Non come quello che proietta la rete globale, che ci vuole sempre perfetti.
Anche in periodi folli.
Accettabile anche dormire fino a tardi o vivere come se si fosse sempre in aeroporto.
Continuando a non capire.
Non c'è proprio paura di quello che non c'è.
Semmai di quello che si vede ogni giorno e tornerà prepotentemente fuori.
Appena la civiltà tornerà in piedi e ci vorrà di nuovo bravi, produttivi e consumatori.
Fondamentalmente di stupidaggini.
Alla fine non è nemmeno male non deludere la società per tre o quattro settimane.

Vogliamoci bene allora, almeno questa è una roba che riesce bene.


mercoledì 25 marzo 2020

Disastri casuali fatti da un casino ordinario.


Avendo come l'illusione di possedere cose intelligenti e profonde da dire.
Soprattutto in periodi incasinati che sono un delirio perchè non si capisce assolutamente niente di tutto quello che avviene fuori mura vecchie, ma più o meno ristrutturate.
E la tastiera non batte come vorrebbe, anche per avere solo evasioni da routine fatte da un essere umano che è un disastro in situazioni normali, figuriamoci così.

Banalità assurde come il volersi bene.

Non avendo più armi, proprio zero.

sabato 21 marzo 2020

Prendendo a testate le porte dei compartimenti stagni di prigioni non del tutto ordinarie, ma tremendamente casuali.



Un po' ricordando cd masterizzati spediti con posta ordinaria.
Ed altre sciocchezze da non dimenticare.
Come questo periodo folle, fatto di fine di civiltà sommari.
Non essendo però così drammatico.
Impossibilitato mentalmente a negare determinati cambiamenti però.
Come quelli anche un po' dentro.

Com'era quella frase?
Vicini, ma lontano o lontani, ma vicino?

Non ricordando proprio.
Saranno stati migliaia di grammi fa, figuriamoci.

Ci sono stupidaggini come strade buie e fari rotti, eppure bisogna per forza percorrere determinate strade con indirizzi assolutamente sconosciuti.

Vogliamoci bene.

domenica 15 marzo 2020

Provando maldestramente a dare un contributo in qualche modo positivo a giornate non troppo memorabili.


Quant'è che è stata ripetuta come frase: " Niente sarà più come prima " ?
Non sapendolo
Alla fine ci sono miliardi di cose da scrivere.
Ma puntualmente aprendo uno stramaledetto file di Word di 137 pagine, per poi chiuderlo immediatamente dopo aver corretto, tipo, una o due virgole.
Avendo ormai finito del tutto qualsiasi tipo di concentrazione per produrre qualcosa.
Almeno una pagina.
Dai si, dopo tendente al mai.
Vabbè, divagando come sempre.
A parte le cose non torneranno come prima, ci sono però, purtroppo, vecchie abitudini tornate di moda.
Come il non dormire mai.
Fissando stanze vuote.
Vivendo due giornate dentro una.
Eppure il tempo sfugge dalle tasche bucate e non si produce mai niente.
Se non solo scarti.


Vogliamoci bene




giovedì 12 marzo 2020

Assenza formale di parole da battere sui tasti. Improvvisazioni malandate.


Scrivendo dieci righe, tipo.
Cancellarle per quattro o cinque volte.
Probabilmente avendo già finito le cose intelligenti da dire.
Anche perchè ci sono cose troppo grandi e si va veramente a fari spenti.
Sapendo solo una cosa.
Che sono stati tipo quattro o cinque anni folli.

Ma la notte finisce sempre.


Non sapendo proprio altro.

Vogliamoci bene.

Chiamate senza risposta da bunker del tutto malfunzionanti.


E chissà se queste lontananze obbligate riusciranno ad avvicinare.
Dimenticando, magari, sciocchezze.
Dando importanza alle cose serie.
Visto che tutto cambia nel giro di minuti.

Vogliamoci bene.

lunedì 9 marzo 2020

Visualizzando mentalmente un Bar assolutamente stupendo, che esiste, però, solo quando si avvia un capolavoro del 1997


Trovando piccoli angoli di pace.
In un mondo fuori quasi impazzito.
Ma a Luglio a mollo alla 5° ne rideremo.
E ci concentreremo su altre sciocchezze tipo: futuri incasinati, relazioni interpersonali, monete di rame in tasca, sogni infranti e altre delusioni.
Ed è lì dietro l'angolo.

Andrà tutto bene.

Vogliamoci bene.

https://www.youtube.com/watch?v=fbOqcR-BORo [ colonna sonora del post.

Pace.