domenica 31 gennaio 2016

La nostra regola che non si può piegare.



Clan.
Alla fine è proprio una questione di condivisione varia di modo di affrontare la vita.
Combattendola un round alla volta.
E poco importa se si è sempre stati presi a calci.
Quando c'è qualcosa, va sempre condivisa.
Così da quindici anni.
Con gli amici più veri.
Meno abbiamo, più shariamo.
E siamo sempre noi.
Anche se c'è, alla fine, la tristezza per un Amico che parte.
C'è anche l'orgoglio e la soddisfazione nel vederlo affrontare faccia a faccia la vita.
Come si è sempre fatto.
A guardia alta.
Attaccando un pugno alla volta.
Perchè è così.
Si è nati, probabilmente, nell'epoca sbagliata.
Ci saremmo trovati sicuramente meglio a fare da ronda armati di tutto punto.
O cercando un qualche passaggio nella foresta nera.
Chissà, magari ci siamo proprio beccati a Teutoburgo.
E da quelle parti ci ribeccheremo.

Buon viaggio amico mio.

Il futuro è nelle tue mani.

Pace

venerdì 29 gennaio 2016

Spazi aperti di decompressione urbani per fare cose che, francamente, non piacciono granchè.


" Eh ma c'è freddo "
E allora?
Non cambia granchè.
Almeno c'è silenzio, no?
Disconnettersi finalmente da qualsiasi tentativo di comunicazione globale, finalmente stando lontano da tutto il resto.
No, interessa poco far vedere ad estranei progressi su attività fisiche personalmente sopravvalutate.
No, non c'è nessuna voglia di portarsi dietro dispositivi telecomunicativi.
Pesano ed ingombrano.
Essendo abituato a non avere niente in tasca, o appeso alle braccia, perennemente con tracce di asfalto sparse addosso.
Meglio così.
Non è nemmeno lontanamente una questione di automiglioramento, anzi sarebbe bello andare lì ad occhi chiusi.
Non avendo di certo la ghana di vedere in modo ripetitivo.
Perchè si parte qua e là.
Di certo la possibilità di rimanere perennemente interconnesso, sta iniziando a dare lentamente sui nervi.
Lontano, lontano.
Partenze non più da rimandare.
Impossibile da mischiare passato e presente.

Si va via come si viene.
Amarezza abbastanza leggera, quasi sfumata.

Pace sempre

mercoledì 27 gennaio 2016

Cose come giunture e lavori pubblici per suole delle scarpe non in perfetto stato.


Perchè in fondo c'è bisogno di strade regolari, non importa più di tanto che siano o no buie.
Un po' come fare le vasche d'asfalto, andando sempre avanti e indietro.
Non incrociando proprio nessuno.
Se non gabbiotti illuminati e piante mediterranee.
Va bene sempre.
Prchè ci sono n mila cose nelle proprie mani e in testa, posti da andare.
Non solo per trovare vaghi bigleitti di carta dal valore nominale.
Anche no.
Stanco di vedere tante, troppe cose.
Tanto al massimo finiscono tutte espulse più o meno dal sistema gastro-intestinale o buttati nell'indifferenziata.
Quindi non è certo un problema.
Sempre avanti.
Quello è sicuro.
Piccole vittorie in più grandi sconfitte.
Ma che è importa.

E' solo la vita.

martedì 26 gennaio 2016

Recensioni tardoadolescenziali, di album ottimi dimenticati su soppalchi con riviste di videogiochi e fumetti scritti per dislessici.


Fisso sognando sempre il minimal.
In quasi tutto.
Non c'è niente di male a non voler per forza fare il letto, ed essere estasiato dalla facilità del dormire in un sacco a pelo poggiato su un materasso.
Si sta meglio così.
Ignorando qualsiasi cosa qua e là.
Rotolando nella propria piazzola.
Con n mila cose in testa.
Per fortuna ammirando delle cuffie che riescono ad arrivare fino al giaciglio, così da rianalizzare degli ottimi album fino a quando la mattina non ci si deve per forza alzare, per spegnere tutto.
Meno male che c'è l'opzione di risparmio energia.
Ogni 45 minuti, giusto?
Non per altro, ci son i conti da pagare.

Pace

Sdraiato sull' asfalto, stelle e Freebird. Il resto non conta nulla.


Un bushido metropolitano alle birre industriali economiche raffiguranti bandiere non del tutto originali, ma imposte da terzi.
Importa realmente poco, visto il loro conveniente prezzo di mercato.
Per poter, così, spararsi nell'organismo sostanze atte a rallentare processi mnemonici.
Però, alla fine, va bene lo stesso no?
Si sta celebrando in maniera del tutto personale, amici che vanno.
Quindi è una cosa del tutto ottima, a testa alta
Perchè si inizia ad avere un po' troppo strette non solo le scarpe, ma anche l'ossigeno che si respira.
Eppure il mondo è un paesino, è risaputo.
Cosa ci vuole a girare il mondo con tipo trentasette euro?
Nulla o poco.
L'importante è avere in testa la strada che si deve affrontare.
Non importa granchè il resto, perchè è tipo tutto fatto di materiale scadente.
Non utile a determinate cose.
Come le costruzioni di fondamenta.
O di tirare su muri di Gasbeton.
Alla fine è ottimo così, no?
Cose che rimangono dentro.
Come l'utilizzo di svariata birra in poche ore in nottate di maggio.
Mettimi Freebird cazzo.

Me ne vorrei andare così.

Pace.

Prendendo a pugni il T-800 o T-1000, tanto il risultato è lo stesso: perdere come Roy Batty



Eterna lotta contro la modalità facile, se non è incasinato non ci regala grandi soddisfazioni.
La sfortuna di essere un ex androide programmato male e vagamente obsoleto.
Fa quello che deve, ma cigolando e senza grossi risultati, inoltre incolpa fisso le giunture per tutto quanto, più o meno.
Il fatto che è necessario avere qualche upgrade alle versione 2.0, qualcosa si muove, ma non si può andare contro le tre regole.
Piano piano.
Non importano le coordinate geografiche.
Basta attivare qualche aggiornamento automatico.
Non è un problema.
Se puede, què si.

Un passo alla volta.

Dai

lunedì 25 gennaio 2016

Mantra funereo per portafogli vuoti e carte scadute. Può uscire da qui senza fare scenate?


Facendo cose quando si deve.
Come si deve.
Assolutamente dimenticandosi del politicaly correct vario, perchè in fondo non c'è niente di sacro no?
Solo le persone singole che tendono ad essere ogni tanto dei fasci di luce.
Ma vabbè, divagando sempre.
Perchè quando si parte da un immagine presa a caso sulla rete, poi è comunque abbastanza difficile cercare di scrivere qualcosa che abbia anche un lontano senso compiuto.
Ed ecco perchè qua ci sono troppo spesso cose senza capo nè coda.
Un po' tornando indietro a passi alterni alla pioggia sui prati ( fiscali ), con un mezzo senza futuro, ma ancora che vagamente si intravvedeva qualche tipo di luce intermittente.
Ora proprio zero.
Però essendo comunque un essere umano malfunzionante con mazzi di domande varie, su cosa voler fare qua e là.
Tanto, il problema è che si è veterani dentro.
Inserire citazione presa da Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale.
Non ricordando alla lettera i passaggi.
Però eh va bene lo stesso dai.
Senza una lira.
Quello sempre.

So broke parte cinque.

La carità, la carità.

Mai na gioia

Periodico disinteresse verso panorami e temperature celsius varie.


Chiedendosi spesso il motivo del perchè continuare a scrivere cose random, visto che più o meno ci sono svariati errori di Matrix.
Il susseguirsi di giorni interi X.
Sempre cercando di eliminare polvere varia.
Mentre si vedono evoluzioni continue.
Di amici vicini e lontani.
Robe sbagliate.
Fisso.
Come anni.

So broke parte quattro.

domenica 24 gennaio 2016

Strascicando scarpe rotte in nottate nebbiose submetropolitane


Alla fine senza molto senso dell'orientamento.
In quartieri che si conoscono a memoria.
Aspettando la nebbia e il camminare fisso durante la notte, senza vento.
Mani in tasca e cappuccio in testa come scudo mentale contro le cattive idee.
Un po' come sbirciando distrattamente attraverso videogiochi mai capiti del tutto, ma generosi di ambientazioni che fino ad oggi si ricordano a memoria.
Arrivati un po' in ritardo, quello si.
Da giocare in pomeriggi estivi senza pensare granchè a dove si poteva essere tipo tredici anni dopo.
Ma va bene lo stesso eh.
Un po' come lo stesso sentimento di esser sceso, dopo una giornata lunghissima di spostamenti, alla fermata del treno sbagliata e di dover camminare per Km.
Non fa niente.
In fondo è tutto ok.

Mancanza di senso dell'orientamento.

Parola vera.

Pace.

venerdì 22 gennaio 2016

Anni che passano ogni due minuti e cinquantacinque secondi.


Perchè è una questione di mentalità.
Quando sparisce tutto.
Non rimangono nemmeno le urla, la gente e tutto il resto.
Si rimane soli, in piedi quando si può.
Provare sempre ad essere un dritto.
E' quello il segreto, alla fine è un po' come vivere 2:55 alla volta.
Neanche aspettando il minuto di recupero.
Un po' sulle punte, un po' strascicando.
Certo, alla fine serve proprio non pensare a niente.
Solo al puro istinto di autoconservazione.
Meglio così, quando si corre alla fine si vede un po' troppa roba che sta attorno.
Come ad essere incatenato all'odiata isola, mentre tutti più o meno vanno via.
E si ritorna sempre, così, a guardia alta.
Senza via di scmapo.
Non abbassare le braccia.
Chiudi i gomiti.
Abbassa il mento.

Da far stancare prima di stancarci noi.

Che cosa?

Solo la vita, credo.

giovedì 21 gennaio 2016

Messaggi scritti a penna sopra cartine geografiche del secolo scorso in aule di liceo vuote.


Abbattendo muri vari.
Ma ricreandone in nome di stabilità di bilancio varie.
Un po' cercando di mantenere unita la famiglia, provandoci molto e spesso.
Ma purtroppo non si riesce.
Pezzi di noi che prendono il volo.
Malinconicamente sereno.
Guardando lo scorrere degli anni.
Dev'essere così che ci si sente quando gli amici vanno via.
Già.

Alla fine le distanze sono solo fisiche, qua nel futuro.
Carrellate di anni.


Pace

giovedì 14 gennaio 2016

Mattinate tardoinvernali su balconi in quartieri non necessariamente belli.


Perchè si parla sempre di polvere.
Di cose fatte a metà, fisiche e non.
Annaspando sempre più spesso in dial-up di silenzi parte non mi ricordo quale, di certo è frutto di apparecchi non più necessari che si spengono ogni venti minuti.
Anatecnologico a vita.
Con in testa un paio di canzoni accucciato in un balcone, sentendosi anche vagamente parte di qualcosa più grande.
E non soltanto una pedina di un gioco di società dove fai due caselle in avanti e quattro indietro.
Sentendo anche vagamente distanze, come essere un po' lontano a causa di ruote sgonfie.
" Hei ragazzi, ero in bagno mi son perso qualcosa? "
Non ti preoccupare.
Giusto un paio d'anni.
Niente che non si possa recuperare, te lo giuro.
E intanto eccole qua, mattinate tutte uguali frutto di stesse strade, cercando anche spesso di cambiare direzione per non farle sembrare frutto di numerose brutte copie.
Dentro c'è sempre questo comunque, una sorta di mancanza di senso dell'orientamento scusi sa per caso dov'è la Scuola Superiore Furinkan?
Vallo a sapere.
E meno male che non ti poni la domanda, a finirla come canzoni più o meno belle di Tupac Shakur.
Word indeed.

So broke parte tre

mercoledì 13 gennaio 2016

Elemosine tardomattutine frutto di barbe lunghe e scarpe sfondate.


" Aria! Aria de cose vecchie perchè qui nun cambia mai niente. "
Ammirando senza parole ogni Lunedì o mese prossimo.
Tanto alla fine è solo una questione di predisposizione mentale per rimanere semplicemente seduti sulla riva e guardare il fiume camminare.
Forse un torrente o canale di scarico.
Alla fine è la stessa cosa.
Un girotondo periodico fatto di macerie e polvere, sempre granelli infinitesimali che s'insinuano ovunque.
A voja a spazzare via.
Un po' come mattinate di carte bloccate e code alle poste.
L'orrore quotidiano fatto di crediti galattici.
Intanto la terra gira e proprio sembra Lunedì scorso.
Ah ma si, dalla settimana prossima qualcosa cambierà.
Certamente.
Ci conto eh

So broke parte due

lunedì 11 gennaio 2016

Storie scalcinate di venditori di fiammiferi suburbani



Obbiettivo puntato.
Occhi sgranati sulla preda.
Il ponte.
Più che altro sotto un ponte.
" Fiammiferi, Fiammiferi! Comprate dei Fiammiferi "
Gentilmente invitato tramite perfetti piani societari a finire a camminare per strada con scarpe rotte e cappuccio sulla testa.
Bhe di certo non si è capitani di barche per uomini, ma nemmeno capo mozzo di prima o quarta classe.
Di nostromo penso solo al tonno.
Economico da discount, per spaghettate capaci di calmare giornate di merda.
E' solo una questione di soldi alla fine.
Dolla dolla bill y'all.

So broke